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By potatore

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Grasse ma…. belle!!!

Grasse ma belle e allora perché non innamorarsene ? Il riferimento è per le piante grasse cui, forse ci si dedica con poca fiducia pensando di non riuscire, di non avere l’ambiente adatto, chiedendosi se mai faranno i fiori e tante altre considerazioni che impediscono, di fatto, di ottenere risultati soddisfacenti. Invece, le ragioni per coltivarle in casa, sono diverse : hanno forme curiose e allo stesso tempo belle, decorative, sono facili da coltivare, si adattano facilmente alla vita d’appartamento generalmente molto secca a causa dell’utilizzo di termosifoni e quindi, hanno la capacità di riempire spazi inadatti ad altre specie. Se le ragioni testé esposte sono sufficienti è il caso di approfondire le conoscenze al fine di avere in futuro esemplari che siano la gioia di chi li coltiva. Di grandi segreti per la coltivazione non c’è ne sono, basta ripristinare a grandi linee l’ambiente d’origine a partire dal substrato che sicuramente è il punto forte per avere un sicuro successo nella futura coltivazione. Le Cactacee e tutte le succulenti in genere crescono generalmente in terreni desertici e pietrosi e quindi non gradiscono terreni troppo ricchi di sostanza organica e al contrario prediligono terreni molto sciolti e porosi. Il substrato adatto può essere quindi ottenuto mescolando terra limosa e sabbia non calcarea in parti uguali al quale va miscelata, se necessaria, della torba al solo fine di abbassare il pH che in genere deve essere non maggiore di 6. Per prevenire marciumi al colletto della pianta verrà posta della sabbia grossa e della ghiaia attorno al fusto e allo stesso modo una manciata nella parte bassa del vaso. Il buono stato delle piante dipende comunque soprattutto dalla quantità e dalla cadenza delle irrigazioni. Quantità eccessive provocano la marcescenza dell’apparato radicale e allo stesso modo annaffiature molto ravvicinate. Occorre quindi verificare, prima di ogni apporto di acqua, che il substrato sia completamente asciutto non solo in superficie ma anche in profondità effettuando il controllo eventualmente con un bastoncino affondato nella terra. L’acqua di irrigazione, a temperatura ambiente, va distribuita preferibilmente nelle ore centrali della giornata in quantità sufficiente a riempire tutti gli spazi presenti nel terriccio eliminando quella superflua eventualmente percolata nel sottovaso. L’acqua, inoltre deve essere distribuita evitando che venga a contatto col fusto e da aprile ad ottobre può essere aggiunta alla stessa 1-2 per mille di concime complesso con cadenza quindicinale in particolare per le specie da fiore. Il rinvaso va effettuato una volta l’anno, per le piante giovani e in fase di crescita, utilizzando vasi con un diametro di due cm. maggiore ; per le piante adulte invece può essere effettuato ogni tre-quattro anni o in caso di blocco della crescita. Sempre per le piante adulte e con un certo peso sarà opportuno fornirle di vasi con rotelle al fine di agevolare il trasporto dall’interno all’esterno. Ai fini della classificazione e del riconoscimento, quattro sono le famiglie di maggiore diffusione : Cactacee (Mammillaria, Cereus, Echinocactus e Opuntia), Crassulacee (Kalanchoe, Sedum ed Echeveria) Liliacee (Aloe e Gasteria) e Agavacee (Agave, Yucca e Sanseveria).