Giu

3

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L'orto di giugno!

Con l’arrivo dell’estate parecchie piante sono prossime alla maturazione dei frutti, vedi zucchine, mentre i pomodo­ri piantati precocemente incominciano ad invaiare i frutti la cui dimensione aumenta velocemente. Pertanto gli  interventi irrigui devono essere costanti e abbondanti per evita­re una serie d’inconvenienti quali il marciume apicale del pomodoro o del cocomero, il “tip burn” o necrosi  marginale della lattuga,vfisiopatie legate per lo più  a  squilibri idrici.  L’acqua,  inoltre, non sempre è disponibile  nelle quantità necessarie ed in ogni modo non va sprecata. A tal proposito diversi possono essere gli accorgimenti tesi ad un uso più proficuo delle riserve idriche. Le erbe infe­stanti ad esempio possono essere sfalciate e distribuite sotto pomodoro e zucchine; così facendo si eviterà l’ecces­siva evaporazione dell’acqua, in  quando  l’ombra  creata eviterà che i raggi infrarossi del sole riscaldino eccessi­vamente il terreno con conseguente maggiore evaporazione. Lo spesso strato di strame rallenterà inoltre lo  sviluppo  di ulteriori infestanti. Oltre alle erbe infestanti è possibile utilizzare film di plastica nera o della paglia. Se, invece, non è possibile effettuare tale operazione per motivi diversi, si può sar­chiare leggermente la parte superiore del terreno per rompe­re  le croste superficiali ed interrompere i vasi capillari che permettono la risalita dell’acqua dagli strati più profondi. Ideale, sarebbe poi, posizionare dei contenitori sotto le grondaie al fine di  recuperare l’acqua piovana oppure una tettoia con delle lamiere può  essere costruita appositamente con lo scarico in grossi fusti in  modo  che l’acqua di eventuali acquazzoni possa essere riunita per i periodi di scarsa disponibilità. Altro importante accorgimento è il ricorso all’irrigazione nelle ore mattutine meglio in quelle serali la quale  non deve riguardare tutta la superficie ma spazi ben definiti nel mezzo delle piante.

Dic

21

By potatore

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Il 21 Dicembre….

Con il 21 Dicembre inizia, nell’emisfero boreale, l’inverno e il sole culmina basso sul meridiano. Come ogni anno da secoli la natura va in stasi vegetativa e si sottopone ad un periodo di freddo necessario al ripristino delle proprie riserve nutritive. Nonostante che nel paesaggio predomini il bianco e nero e tutto sembra immobile, la natura segue il suo corso non molto visibile che nella sua lentezza continua inesorabile e costante. Diversi sono gli accorgimenti per proteggere le piante, provenienti da climi più caldi, in questa stagione fredda, e tra questi la copertura con film di plastica, la copertura con paglia o altri materiali alla base del fusto, la protezione del tronco con stuoie o sacchi di iuta per le piantine più giovane. Non vanno sottovalutati i danni provocati dalla presenza di muschi sul tronco. Questi, infatti ricoprendo il tronco mantengono una umidità elevata che provoca la marcescenza dei tessuti. Quando le macchie di muschio diventano estese è bene provvedere alla rimozioné con appositi guanti o alla raschiatura con un piccolo falcetto o coltello a punta ricurva pennellando successivamente il tronco con un preparato di calce e solfato di rame, commercialmente reperibile sotto il nome di poltiglia bordolese. Nelle giornate soleggiate è possibile procedere alla potatura delle piante arbustive e ornamentali ed eventualmente ad alcuni interventi sulle conifere nelle quali vanno asportati solo i rami troppo bassi o quelli sviluppatesi in modo imperfetto o a ridosso della abitazione. Poche risultano le cure per le piante poste in appartamento e consistono nel posizionare nei sottovasi una manciata di argilla espansa immersa in poca acqua: l’acqua evaporando ridarà umidità all’aria resa secca dai caloriferi. Con l’inizio dell’inverno ricomincia ad affluire la linfa nelle parti alte degli alberi e il conseguente graduale ingrossamento delle gemme. Ciò comporta, per chi lo volesse, la possibilità di ottenere delle precoci fioriture semplicemente asportando alcuni rami di talune specie e poste in ambiente caldo. Tra le piante adatte risultano principalmente le forsytzie, arbusti molto noti per la intensa fioritura giallo-oro che caratterizza l’inizio della primavera ma per lo stesso scopo possono essere utilizzati rami di ciliegio, di melo e di susini che come in quest’anno a seguito dell’andamento climatico è possibile già veder fiorito anche se perderà le infiorescenze con l’arrivo della prima gelata. I rami prelevati anche in occasione delle prime potature vanno posti in acqua tiepida per una mezza giornata circa e poi sistemati in vasi con acqua in ambiente caldo e non troppo secco: dopo due-tre settimane a seconda delle specie usate i rami si riempiranno di stupendi fiori che daranno un tocco anticipato di primavera.

Nov

30

By potatore

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Acqua: istruzioni per l'uso

    L’acqua è un bene prezioso e secondo alcune previsioni di noti esperti, in futuro lo sarà sempre di più tanto da poter causare guerre tra i popoli per l’accaparramento delle fonti di approvvigionamento. Esempio attuale è l’eterna lotta che si svolge in Medioriente tra Arabi e Israeliani che ha tra varie motivazioni dell’essere, la fonte di acqua che proviene dalle alture del Golan. In molti paesi del mondo tra cui il nostro, ogni anno vanno persi milioni di litri di acqua e la causa sta innanzitutto nel labirinto di acquedotti che risultano fatiscenti, usurati dal tempo, dimenticati dagli amministratori e sotto la responsabilità di una miriadi di enti scollegati tra loro e senza piani organici di utilizzo. Per molto tempo purtroppo, l’acqua è stata considerata un bene inesauribile ma solo nell’ultimo decennio ci si è accorti che invece con l’aumentare dei bisogni umani, la disponibilità naturale di acqua potabile va notevolmente diminuendo e tende a diventare un bene sempre più prezioso. E’ certamente necessario un miglioramento degli impianti tenendo conto ovviamente delle esigenze ambientali ma non solo, allo stesso tempo vanno rivisti i consumi, riflettendo sul fatto che il nostro Paese risulta tra i più alti per consumo procapite. Nei confronti dell’acqua, occorre pertanto una maggiore cultura capace innanzitutto di ridurre i consumi domestici. Non occorrono per questo cervellotiche strategie ma una serie di piccoli accorgimenti che applicati al vivere quotidiano sono capaci di dare un aiuto concreto all’ambiente e allo stesso tempo al bilancio familiare. Per esempio la riparazione del classico rubinetto gocciolante basta ad ottenere un risparmio nazionale di 50 mila litri annui, l’utilizzo della lavastoviglie o della lavatrice a pieno carico ne consente il risparmio di ottomila. Se poi, a ciò viene sommato il risparmio d’acqua ottenuto lavando la frutta e verdura in ammollo piuttosto che in acqua corrente, il riutilizzo dell’acqua di cottura della pasta e della verdura per l’irrigazione delle piante in vaso, il risparmio sale a più di 10 milioni di litri. Anche con l’igiene personale si può incrementare il risparmio idrico senza per questo smettere di lavarsi: una doccia infatti assicura la metà di consumo di un bagno e riempire il lavabo o il bidè può risultare un gioco “parsimonioso” per incentivare i piccoli a lavarsi più frequentemente.

Nov

22

By potatore

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Aspirafoglie!!

foglie

Nella cultura giapponese non si possono raccogliere le foglie del giardini se non sono prima cadute tutte! In Italia la caduta delle foglie, da alcuni, viene vista come un dramma…per tutti gli altri  può essere una romantica voglia d’Autunno, castagne, melograni, nespole invernali, cachi e via di questo passo. Se non si vuole che le  foglie diventino un problema, invece, basta utilizzare il tagliaerba per poterle recuperare sia dal prato sia che dai vialetti per produrre dell’ottimo compost. Quelle provenienti dai prati, miste ad erba sono decisamente le migliorivisto che si bilancia l’umidità ma se vi è poca erba basta aggiungere scarti di cucina notoriamente più ricchi di acqua.  Sistemate nel compost si può leggermente comprimere la massa distribuendo qualche manciata di concime a base di azoto per aumentare la decomposizione. Qualsiasi sia il contenitore del compost, plastica, legno ecc. l’importante è che l’insieme dei composti vegetali  sia mediamente umida senza derive di precipitati acquosi. Con temperature esterne al di sopra dei 10 gradi la decomposizione avverrà in 3-4 mesi con nei climi continentali occorrerà avere pazienza ma in primavera si potrà avere lo stessto ottimo compost per l’orto e per le aiuole fiorite.

Ott

30

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

2

By potatore

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Ho il verde… nel cuore!

Splendide creazioni con “edera” sulle mura di Citta Alta di Bergamo. L’arte topiara si abbina in modo stupefacente con la parte più storica della nostra città rendendo il tutto unico e di eccezionale valore paesaggistico.  Resta beninteso, come già per altro scritto nei post precedenti, le piante e il verde, in genere, oltre che ad abbattere le polveri sottili, ossigenano l’aria, creano frescura, abbattono i rumori ed hanno sempre un effetto positivo durante le piogge. Infatti le acque di precipitazione oltre a venire rallentate nella loro caduta al suolo, vengono in parte trattenute .  La presenza di vegetazione permette, inoltre all’acqua , di essere immagazzinata dal terreno  evitando lo scorrimento in superficie e il relativo  pericoloso  aumento della portata dei fiumi.

Feb

5

By potatore

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Utilizzare la "risulta".

rami di albicocco

Dopo la potatura di albicocchi, peschi e magari l’eliminazione di qualche ramo mal formato nel ciliegio niente di meglio che mettere in un vaso, a casa, i rami migliori. Come vedete dalla foto il risultato è garantito. piano piano vedrete spuntare i boccioli e via via aprirsi i fiori con un effetto estetico molto particolare. Piccolo trucco per anticipare la fioritura? Aggiungete acqua tiepida nel vaso, il resto lo fa la natura!!

Ott

22

By potatore

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Calanchi!!

calanchi4jpg

I calanchi sono un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque su formazioni argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal  ruscellamento. I solchi che si formano all’interno del terreno si accentuano rapidamente, allungandosi e moltiplicandosi. Tale processo si estende ad interi versanti. Le cause che portano alla formazione dei calanchi sono diversi come la presenza di un substrato argilloso, estati secche e piogge intense concentrate in determinati periodi dell’anno ma la causa principale della loro formazione è il disboscamento delle foreste di querce sempreverdi, avvenuto per opera umana che ha esposto suoli argillosi ai fenomeni erosivi. Il recupero di queste aree è molto lento ma stabilizzando le formazioni argillosi e aumentando sopra il 2% la quantità di sostanza organica presente con specie colonizzatrici come tamerici, ginestre, robinie e aumentando al massimo la biodiversità di specie vegetali si ha un recupero paesaggistico di notevole effetto. Purtroppo, spesso, si è intervenuti con opere di spianamento ai fini agricoli e in particolare alla coltivazione di cereali che ha aggravato lo stato biologico dei terreni con forte riduzione della biodiversità ed un altrettanto preoccupante impoverimento dell’eredità culturale locale.

Lug

28

By potatore

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Idee ecologiche!!!!!!!!!!!!!!!!dal web

A Brozzi il quindicesimo fontanello di Firenze

E’ a Brozzi, in piazza Primo Maggio, il quindicesimo fontanello di acqua potabile refrigerata, anche gassata, di Firenze. Stamani c’è stata l’inaugurazione, con il sindaco Matteo Renzi e il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis.
“Anche con un piccolo gesto come questo – ha commentato Renzi – l’amministrazione si dimostra vicina ai cittadini”.
La nuova installazione vuole soddisfare le moltissime richieste giunte dalla periferia nord della città e si aggiunge al vicino e già esistente fontanello delle Piagge (via della Sala) appena riparato. Per la fine dell’anno sono previsti altri due impianti a Firenze, nelle zone di Rifredi e Porta Romana.
I numeri dei fontanelli sono da record. Ognuno sta erogando in media tra i 90 e i 100 mila litri al mese e l’ultimo arrivato, quello di Via del Mezzetta, ha già battuto tutti i record e nei primi undici giorni ha erogato 290.000 litri d’acqua, senza contare i risparmi di plastica e smog per il trasporto. Ad oggi, come ha rilevato D’Angelis citando dati del Cispel, il 48% dei fiorentini dichiara di essere tornato a bere acqua del rubinetto (era il 22% nel 2004).

Lug

22

By potatore

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Come lavare le auto senza acqua.

autolavaggioa cura di le.lo.

L’impresa spagnola Ecowash, che si dedica alla pulizia degli autoveicoli, ha messo a punto un sistema che consentirebbe di pulire le auto senza usare acqua. Stando a quanto riferito dai responsabili dell’impresa, i risultati della pulizia sarebbero identici a quelli tradizionali. Il sistema quindi, oltre che garantire un risparmio di acqua, non genererebbe alcun tipo di rifiuto. Il nome del prodotto è “Protector Wash” e altro non è che un detergente il quale, secondo la descrizione fornita dall’azienda, sarebbe completamente biodegradabile. Il prodotto infatti è basato sulla ionizzazione ed è interamente costituito da prodotti non contaminanti. In sostanza si tratta di uno spray da apporre alla carrozzeria del veicolo, la cui applicazione consiste nel lasciarlo agire qualche minuto per poi toglierlo con un panno. Attraverso questo sistema sembrerebbe che si possa risparmiare tra i 100 e i 250 litri di acqua per ogni lavaggio auto (che sono le quantità d’acqua medie impiegate per lavare un veicolo). Il prodotto è inoltre stato messo a punto per la pulizia interna del veicolo, per i pneumatici e per le plastiche, senza naturalmente danneggiamenti alla superficie di applicazione. Dall’inizio della sua commercializzazione, ovvero nel 2006, la società sostiene di aver contribuito al risparmio di più di 43 milioni di litri di acqua. Alla luce della descrizione il sistema si presenta particolarmente interessante. Siamo davvero di fronte ad un prodotto rivoluzionario o si tratta semplicemente dell’ennesima bufala che il mercato vuole proporci?…A voi la scelta.

Lug

18

By potatore

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Occhio alle zanzare…tigre!!

La lotta alla zanzara tigre richiede uno sforzo coordinato tra tutti gli attori in campo: i Comuni, responsabili delle disinfestazioni degli spazi pubblici, le ASL che mettono a disposizione le competenze specifiche per fare da supporto sia nella fase preventiva che in quella di trattamento, la Regione che coordina il monitoraggio su scala regionale le previsioni e la campagna di disinfestazione e, infine, i cittadini che devono essere coinvolti attivamente nella prevenzione e nei trattamenti perché il problema possa essere gestito adeguatamente. E’ importante ricordare che le aree private costituiscono la maggior parte dei siti a rischio(70-80%). E’ quindi necessario promuovere forme di coinvolgimento attivo dei cittadini affinché si facciano carico delle operazioni di disinfestazione e garantiscano che tutte le misure di prevenzione e di trattamento siano eseguite con regolarità e costanza. Le strategie da mettere in campo sono le seguenti:
mappatura e censimento dei focolai non eliminabili e dei siti a rischio
monitoraggio con ovitrappole e produzione del bollettino di allerta
azioni preventive per ridurre il carico di larve
trattamento antilarvale
trattamento degli adulti
informazione e coinvolgimento della cittadinanza
applicazione degli strumenti normativi e regolamentari (Ordinanze e Regolamento di igiene pubblica).  In particolare, vale la pena di ricordare che nelle aree pubbliche, il maggiore rischio è rappresentato da tombini, pozzetti stradali e canali di scolo delle acque piovane. Nelle aree private, invece, siti a rischio sono i tombini di strade e giardini,gli scoli,le grondaie se otturate con materiali in decomposizione, i sottovasi, le cisterne e tutti i contenitori lasciati all’aperto e nei quali si possono formare ristagni d’acqua i giochi per bambini come le piscinette lasciate piene d’acqua, i vivai, i piazzali, gli abbeveratoi per animali, i teli e i cumuli di materiali sui quali si possono formare pozze d’acqua,le fontane e le vasche ornamentali. Dato che l’elemento fondamentale per la schiusa delle uova di zanzara e lo sviluppo delle larve è l’acqua, anche in piccole quantità, le azioni preventive da attuare rigorosamente sono le seguenti:
trattare regolarmente i tombini e le zone di scolo e ristagno con i prodotti larvicidi
eliminare i sottovasi e,ove non sia possibile,evitare il ristagno d’acqua al loro interno
verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre.  E’ inoltre necessario evitare di:
accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità d’acqua stagnante
lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto
lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni d’acqua per più giorni
svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori
lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali e legna

Giu

22

By potatore

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Il giardino Zen

Il giardino giapponese rappresenta la ricerca di un modello ideale di perfezione. Una ricerca che nasconde un sogno: di fermare il tempo, di raggiungere l’immortalità, tramite un’opera a sua volta mortale. Il sogno, purtroppo, è destinato a finire: da ciò la tristezza e l’angoscia che ogni giardino racchiude in sé. Pietra, piante, acqua sono i tre elementi che sono quasi sempre presenti nel giardino giapponese. L’equilibrio tra questi elementi è assai delicato e ha diversi scopi. Tra questi l’illusione, che ha l’osservatore, della sensazione che il giardino sia di grandi dimensioni, che generi un senso di pace e di armonia e che il tutto sia rigorosamente naturale. Le simmetrie e in generale i numeri pari sono da evitare in quanto ricordano gli elementi e i paesaggi artificiali. La sensazione di grandezza sarà invece determinata dalla presenza di piante piccole, sullo sfondo, e più grandi, al centro. Diversi sono i tentativi di spiegare il disegno caratterizzante de i giardini Zen ma a grandi linee possiamo dire che la ghiaia rappresenta l’oceano e le pietre rappresentano le isole del Giappone. La presenza di rocce rappresentano una mamma tigre con i cuccioli che nuotano verso un drago.  Alta simbologia viene dato al ruolo delle piante che hanno un alto valore estetico nella giusta separazione tra piante maschili e femminili. Le piante maschili devono essere con forme slanciate e spigolose e il loro numero deve essere esiguo all’interno del giardino, ma con esemplari di notevole dimensione. Le specie tipicamente femminili, per contro, tipicamente basse e dalle forme tondeggianti, sono invece più diffuse e presenti in tutte le zone “docili” e “tranquille” del giardino. Un’ulteriore distinguo va fatto tra piante sempreverdi, piante da fiore, e piante a foglia caduca(Acero,Gingko Biloba, Pino, Ginepro, Bamboo). La fioritura e la caduta delle foglie diventano caratterizzante a simboleggiare la gioventù e la vecchia della vita umana. In ultimo le rocce: TAIDO (abbinato al legno) pietre alte e verticali a simboleggiare grandi alberi e, per il loro aspetto fallico, la fertilità e disposte volutamente verso il fondo, dietro a tutte le altre. Il secondo tipo,REISHO, (abbinato al metallo) pietre verticali basse e simboleggiano le due delle qualità del metallo: stabilità e fermezza e raggruppate con le pietre verticali alte. Le SHIGYO (abbinato al fuoco) appartenenti alle pietre arcuate e ramificate a ricordare la forma della fiamma e posizionate di fronte e lateralmente rispetto alle pietre di altre forme. L’abbinamento all’acqua delle SHINTAI è caratterizzato da pietre piatte o orizzontali che vengono poste lateralmente agli altri gruppi per armonizzarli. Il quinto tipo detto KIKYAKU che simboleggiano la terra sono pietre prostrate o reclinate e vengono utilizzate per armonizzare gli altri raggruppamenti dove ve ne sia bisogno e utilizzato ai fini completativi. I tempi di realizzazione danno, infine, la proporzione del tempo: il maestro maestro Zen Muso Soseki impiegò dal 1275 al 1351 per la sua realizzazione del giardino Kyoto in puro stile karesansui. La disposizione delle otto pietre presenti, disposte prevalentemente su di una direttrice orizzontale, fanno pensare ad un design di recente realizzazione, ma sono in realtà state posate in momenti diversi dallo stesso autore del giardino, che ebbe a lungo dubbi sul loro posizionamento: in caso di dire “quando il dubbio non ha tempo”

Dic

11

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No all'inquinamento si…..

all’acqua del rubinetto

Nov

6

By potatore

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Un po' di… umidità

Le piante come tutti gli esseri viventi, hanno  bisogno, per  svolgere le loro funzioni di un certo grado d’umidità. Alcune  piante n’abbisognano di più (ad es. le piante delle  zone paludose) altre ne necessitano  meno (piante delle zone  desertiche)  secondo le esigenze e le diverse capacità d’adattamento. Se l’umidità scende sotto i 35% la maggior parte delle piante  coltivate non può vivere a lungo. Parlando d’umidità atmosferica dobbiamo distinguere:
a)  l’umidità assoluta che e` la quantità di vapore contenuto  in un metro cubo d’aria; si aggira su valori molto piccoli.
b)  l’umidità  relativa  che è il rapporto fra  la  quantità  di vapore acqueo esistente in un metro cubo d’aria e la quantità` che questo  metro cubo dovrebbe contenere per essere saturo:
……………umidità assoluta
ur =—————————————-     .100
……………punto .di saturazione
Poiché il punto di saturazione dell’aria (relativo al vapore acqueo)  aumenta con l’aumentare della temperatura, ne consegue  che, a  parità d’umidità  assoluta (cioè a parità  di  vapore  d’acqua  effettivamente  esistente) l’umidità relativa diminuisce con  l’aumentare  della  temperatura.  In pratica e,  specialmente  ai  fini fisiologici,  assume maggiore importanza l’umidità relativa  perché  dice se siamo più o meno vicini a punto di saturazione. Durante il periodo incernale, ormai prossimo, è necessario verificare lo stato di umidità negli appartamenti eccessivamente secco per l’utilizzo dei riscaldamenti e il poco ricambio di aria. Prevedere manciate di argilla espansa nei sottovasi e sopra posizionarci le piante è un ottimo sistema per garantire attorno al fogliame la giusta umidità. Occorre, a tal proposito, ricordare che la pianta manifesta l’eccessiva secchezza dell’aria seccando le punte delle foglie e quindi occhio vigile in casa se ci tenete alla bellezza dei vostri “ospiti”. Un sistema molto pratico è quello di posizionare una manciata di argilla espansa nel sottovaso e tenerla immersa nell’acqua, e sopra posizionarci il vaso: la pianta sopra ne trarrà i benefici dell’evaporazione determinati dall’ambiente interno caldo.

Ott

20

By potatore

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Conoscere la …pioggia!!

Se la luce,  come abbiamo detto nel precedente post, è l’elemento che consente alla pianta di costruire, attraverso la fotosintesi, i materiali d’accrescimento, l’acqua è altrettanto importante perché trasporta le sostanze da elaborare agli organi di sintesi e gli elaborati nelle parti della pianta ove vengono utilizzati o negli organi di riserva dove si accumulano. La pianta svolge tale funzione sotto l’azione della temperatura e attraverso il fenomeno della traspirazione. L‘acqua rappresenta l’elemento che dà alle parti verdi e vitali il turgore e quell’aspetto rigoglioso caratteristico. L’idrometeora che fornisce acqua al terreno e alle piante è la pioggia formata da goccioline che precipitano al suolo. La pioggia si forma quando nell’aria, già satura di vapore acqueo (presenza di nubi) o vicina al punto di saturazione, si determina un brusco raffreddamento dovuto a correnti d’aria fredda. L’aria diventa così sovrassatura di vapore acqueo ed avviene la precipitazione.  La pioggia è l’idrometeora che porta al terreno la maggior quantità d’acqua; svolge quindi una funzione utilissima e d’importanza vitale non solo per l’agricoltura ma anche per tutti gli altri esseri viventi. Possiamo affermare che per l’agricoltura la pioggia è sempre utile, salvo in due casi: le pioggerelle fini, ininterrotte, che si prolungano per   diversi giorni, sono dannose perché portano troppa umidità al terreno quindi favoriscono lo sviluppo di malattie dovute ai funghi e talvolta possono creare asfissia radicale; gli acquazzoni violenti, con grosse gocce che precipitano con forza sulla vegetazione, possono arrecare gli stessi danni di una leggera grandinata.  La quantità di pioggia che cade  in Italia non è dappertutto  uguale:  piove di più al Nord e molto di meno  al  Sud  e nelle  Isole;  durante  l’anno poi, le piogge  non  sono  equamente suddivise, ossia sono di più i mesi piovosi al Nord, mal distribuite  ossia  concentrate in autunno-inverno al Sud.
Cosi’ per  es.  a  Milano cadono in media 1.000 mm di pioggia l’anno cosi`  ripartite:  200 mm inverno, 280 mm  primavera, 220 mm estate, 300 mm  autunno;
a Roma piove per circa 870 mm l’anno:  250 mm  inverno, 220 mm  primavera, 80 mm  estate e 320   autunno;
a Palermo si ha una media di 730 mm di pioggia l’anno:  300 mm  inverno, 150 mm  primavera, 30 mm  estate e 250  autunno.
Queste  cifre  possono ovviamente variare con la  località  e  può darsi che in qualche caso in cui anche in Italia meridionale  piova abbondantemente in estate, ma si tratta d’eccezioni. La pioggia viene misurata con apparecchi detti pluviometri

Giu

24

By potatore

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Quel bouquet che parla d’amore

Rose, orchidee e violette sono tra i fiori che generalmente vengono regalati da fidanzati, mariti e figli ma anche usati in molte altre situazioni. Per chi li riceve sicuramente, i fiori, sono un omaggio gradito e se il problema è solo quello di farli durare a lungo ciò non è difficile, a patto che si mettano in acqua il prima possibile e si seguano alcune regole. Le rose vengono generalmente regalate in numero dispari e in bouquet composto da fiori in boccio, a stelo lungo e di colore rosso. Generalmente questo tipo sono rose Baccarat commercializzate avvolte in foglio di cellophane: va tolto, come la stagnola che ricopre i gambi. Con un coltello o forbice va rimossa la legatura, gli steli vanno raccorciati effettuando dei tagli obliqui e allo stesso tempo le foglie basali. Per esaltare la bellezza il vaso che le conterrà deve essere alto almeno la metta della lunghezza degli steli mentre, invece, per migliorare la durata, occorre aggiungere alla normale acqua del rubinetto una bustina di conservante per fiori. Il vaso va, quindi, sistemato in posizione luminosa e lontano da fonti di calore come camini e termosifoni. Ogni due tre giorni vanno raccorciati i gambi di uno due centimetri e ogni quattro-cinque va sostituita completamente l’acqua del vaso e nuovamente aggiunto il conservante. Conservate in questo modo avranno una durata di 10-15 giorni. Poca differenza nel caso di mazzi di roselline, per le quali, invece, rispetto al precedente, conviene non disfare il mazzo mentre sono valide il resto delle cure.
Le orchidee, sia a fiore singolo sia a tralcio, vengono vendute con l’apposita fialetta di plastica che contiene acqua sufficiente a mantenerle fresche durante la commercializzazione. Vanno tolte dalla confezione e liberate di eventuali nastri o legature o almeno accertarsi che queste non siano troppo stretti. Per le orchidee a fiore singolo vanno scelti vasi con la bocca stretta mentre per quelle a tralcio un contenitore più slanciato è il più indicato. Anche in questo caso all’acqua va aggiunta un piccola quantità di conservante per fiori. L’acqua del vaso va sostituita e ogni giorno e ogni tre raccorciare il gambo di pochi millimetri usando un coltellino ben affilato per effettuare tagli obliqui che aumentano la superficie di assorbimento. Ultimo intervento sarà quello di eliminare i fiori che via via appassiscono. Le orchidee a fiore durano da 7 a 15 giorni (secondo la varietà), quelle a tralcio circa tre settimane. Per quanto riguarda le violette, infine, sarà conveniente non disfare il bouquet, che è formato da un gruppo di fiori (con stelo cortissimo) circondato da foglie con gambo lungo una decina di cm e legato strettamente legato da un filo. Il bouquet va messo in un piccolo vaso con l’imboccatura stretta, l’acqua ivi contenuta deve lambire la base del bouquet e sostituita ogni giorno fino per una settimana circa probabile durata dei fiori.

Ott

28

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Tassiamola!!!

Il 98% delle famiglie  italiane beve acqua minerale con un consumo pro-capite attorno ai 200 litri. L’Italia è il Paese leader al mondo nella produzione di acqua minerale, ed è al terzo posto per consumi pro-capite, preceduta solo dagli Emirati Arabi e dal Messico.  Incomprensibili le ragioni, anche se le più diverse, di tale consumo e conseguente rilevante spesa nonostante l’ottimo standard qualitativo dell‘acqua che esce dai rubinetti e spesso nella maggior parte dei casi,  migliore di quella in bottiglia. Vero che qulche volta, la presenza di cloro al fine di potabilizzarla, ne altera le qualità organolettiche ma è anche vero che un paio d’ore in caraffa, prima del consumo, toglie questo difetto. Perchè spendere soldi così inutilmente con un impatto notevole?  Perchè sottostare a campagne pubblicitarie costose e ingannevoli? Perchè mandare acqua in bottiglia, con inquinanti camion prodotta al Sud, al Nord  e vicerversa quanto dal rubinetto esce acqua migliore, meno costosa, e senza dispendio di energie? Tassiamola! Se è un “lusso” che si faccia pagarlo come tale e se ne scoraggi l’utilizzo e magari utilizzare i soldi nell’Istruzione Pubblica che tante energie spende per la tutela dell’ambiente e la giusta informazione basata sulle conoscenze e  non sugli interessi commerciali. Tassiamola e così si sgombrano le strade da inquinanti e pericolosi tir.

Lug

28

By potatore

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Biodiversità a rischio

Da sempre la biodiversità è considerata di fondamentale importanza per il nostro ecosistema: è la ricchezza della vita sulla Terra composta dalle molteplici varietà di fiori, piante e animali che garantiscono la vitalità del nostro pianeta. In quanto parte della biodiversità, l’uomo ne sfrutta i servizi per il proprio sostentamento quotidiano: cibo, acqua, energia e risorse fondamentali sono il patrimonio a cui l’uomo attinge fin dai tempi delle caverne. Spesso però questo utilizzo ha assunto i caratteri dello sfruttamento e dello spreco di risorse fino ad acquistare dei livelli di preoccupazione mondiale. Un impoverimento della biodiversità, infatti, comporta dei danni su più livelli, a cominciare da quello ecologico, poiché si compromettono le funzionalità degli ecosistemi. A livello economico, invece, si riducono le risorse genetiche potenziali.
Ultimo ma non meno importante è il danno che si registra a livello culturale: perdere la biodiversità significa perdere quel ricco e complesso tesoro di saper fare, conoscenze e relazioni umane ad essa legati e collegati ad un territorio specifico un tempo retaggio del mondo contadino. Salvare la biodiversità significa salvaguardare un patrimonio genetico, economico, sociale e culturale di straordinario valore per tutti.

Giu

27

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Bergamo terra di acque minerali

diego

Le produzioni sono in aumento, investimenti per l’ ammodernamento degli impianti di depurazione nuove etichette e formati delle bottiglie. Quello bergamasco è un commercio che sembra non vedere il volto della crisi:questa ricchezza che predilige in assoluto e considerata come fonte primaria è l’ acqua.
Il territorio bergamasco è ricco di montagne ma soprattutto di fonti d’acqua cristallina che ha portato Bergamo a esaltare questa sua caratteristica dando vita ad una serie di attività legate alle presenza di acqua. Il mercato sempre più competitivo ha spinto la aziende, anche di piccole dimensioni nell’ investire nell’ ammodernamento dei loro impianti. Per vincere la concorrenza e piazzare meglio i propri marchi, le aziende si sono attrezzate destinando anche risorse al miglioramento packaging e lanciando sul mercato nuovi formati soprattutto perle bottiglie. Prima il PVC sostituito in seguito dal pet la plastica ha preso piede ed ha dato il via ad una vera rivoluzione nel campo industriale ed è più facile da smaltire rispetto al tradizionale vetro consegnato a domicilio direttamente al privato.
Il mercato viene coperto dalla grande distribuzione organizzata che rappresenta il canale di vendita più importante.

Giu

6

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Zanzara tigre: conoscerla per combatterla


Estate e torna l’annoso problema della zanzara tigre. Insetto appartenente alla famiglia culicidae diffusosi in Europa dopo gli  anni novanta. La zanzara tigre è lunga dai 2 ai 10 millimetri, tigrata di bianco e nero e con i maschi più piccoli delle femmine. Diversamente dalla Culex pipiens, specie indigena, la zanzara tigre è attiva durante il giorno e punge rapidamente, senza farsi notare. Gli adulti depongono spesso le uova in vasi, sottovasi, tombini fognari e le uova possono sopravvivere finché il contenitore dove sono state deposte non si riempia nuovamente di acqua piovana. Importante è il fatto che questa zanzara ha un limitato raggio d’azione (meno di 200 metri); perciò i luoghi di deposizione delle uova sono vicini a dove si osservano le zanzare. La prevenzione, quindi,  e la collaborazione nel vicinato sono fattori molto importanti per ridurre il proliferare di questa specie. Alcuni piccoli espedienti: niente sottovasi, niente acqua stagnante, utilizzo di larvicidi nei tombini e di pesci rossi nei laghetti; negli altri casi di scorte d’acqua, rame da sostituire periodicamente. In ultimo, ricordarsi di appendere in giardino una bat-box al fine di attirare la presenza e la permanenza di pipistrelli, nemici giurati della zanzara tigre.

Apr

28

By potatore

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Gli inganni delle acque minerali

Non bevetela! costa cara!!

Non bevetela! costa cara!!

Le municipalità di New York e altre città americane, sembrano aver dichiarato guerra alle bottiglie di acqua minerale. Un movimento continuo, trasversale e coinvolgente ha dato vita a questa “rivoluzione”: mettere in discussione la dichiarata superiore qualità delle acque minerali su quelle di rubinetto e combattere concretamente l’invasione delle bottiglie di plastica. Molte città europee, compresa Roma, si sono unite al grido d’allarme.
Ogni anno nel mondo si consumano 81 milioni di litri di petrolio e 600 miliardi di litri di acqua (necessari per la lavorazione della plastica) per produrre 154 miliardi di acqua minerale in bottiglia.
Secondo la legge, l’acqua minerale,per essere considerata tale, deve provenire da riserve d’acqua sotterranee (acque di sorgente), naturali e protette da contaminazioni ed essere batteriologicamente pura. Sono permesse l’aggiunta di anidride carbonica e l’eliminazione di ferro e zolfo. Il riconoscimento ufficiale come acqua minerale da parte del Ministero della Salute avviene dopo accurate analisi (geologiche, chimiche, fisiche e microbiologiche), si esaminano anche le proprietà curative farmacologiche e medicinali. Sono prescritti controlli della qualità dell’acqua e dei processi di lavorazione e imbottigliamento da parte degli esercenti (interni) e delle unità sanitarie (esterni).
Per l’acqua “del Sindaco” si è rivolta maggiore attenzione ai contaminanti di natura antropica ed in particolare ai sottoprodotti della disinfezione. E, cosa di non poco conto, il Decreto Legislativo del 2/2/2001 stabilisce la responsabilità dell’ente di distribuzione solo fino al contatore, mentre da questo fino al punto di uso (rubinetto) è a cura del proprietario dell’immobile assicurarne la potabilità.
Dando alto valore invece alla “purezza originaria” delle acque minerali, la Direttiva 2003/40/CE non stabilisce alcun obbligo di verifica di eventuali – possibili – sostante organiche imbottigliate. In realtà la differenza di trattamento da parte del legislatore nello stabilire i limiti di tollerabilità degli elementi presenti ed i relativi controlli per le acque minerali naturali e per le acque di “rubinetto” nasce proprio dall’origine e la distribuzione delle stesse.
L’acqua del rubinetto è buona, controllata, salutare. Ma non è pubblicizzata. E siamo stupidamente portati a credere che non abbia le meravigliose qualità reclamizzate dalle multinazionali imbottigliatrici. Giganteschi gli interessi economici in gioco. L’acqua del rubinetto ci costa mediamente 60-80 centesimi a metro cubo (circa mille litri); l’acqua minerale circa 40 centesimi a bottiglia di 1,5 litri (al supermercato), quindi 250 Euro a metro cubo.  L’enorme differenza di prezzo è dovuta tutta ai costi di pubblicità, imbottigliamento e trasporto (2/3 del costo finale della bottiglia è legato alla plastica).  La scelta dell’acqua di rubinetto realizza in fondo un obiettivo plurimo: ci da’ benessere e salute e determina un contenimento oggettivo delle spese familiari, oltre che quelle della collettività. Il costo di una bottiglia di 1,5 litri al giorno a persona per un anno è di 219 Euro circa, importo in cui non abbiamo aggiunto il costo collettivo per lo smaltimento del rifiuto di plastica ed il costo ambientale. Lo stesso individuo spende meno di 1 Euro se ricorre all’acqua di rubinetto. Ed a chi ancora sceglie l’acqua minerale ad esempio per il basso contenuto di sodio, rispondiamo di analizzare tutti i cibi, industriali, che arricchiscono la sua dieta: quanto sodio in ogni prodotto portato a tavola? La scelta consapevole dell’acqua di rubinetto determina inoltre con immediatezza la riduzione della produzione di bottiglie di plastica e del loro enorme impatto ambientale.
Analisi recenti in grandi città italiane, Milano, Firenze, Torino, Bologna e Bari dimostrano la capacità del sistema pubblico di monitorare e migliorare la qualità dell’acqua di rubinetto e la naturale spinta verso canoni ed abitudini europei. Siamo già in tanti ad aver fatto questa scelta; è nostro compito diffondere le informazioni ed i dati oggettivi riguardanti la qualità dell’acqua di rubinetto affinché si riesca a spezzare la spirale commerciale bottiglia/acqua che tanto danno arreca.

Mar

19

By potatore

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Dieta equilibrata con le verdure è assicurata

verdura a …colori

La  ricerca scientifica ha dimostrato con indiscussa  cer­tezza che l’utilizzocostante di verdura nell’alimentazione dell’uomo  comporta notevoli vantaggi tra cui secondo, gli ultimi risultati ottenuti, riduce notevolmente la possibili­tà di ammalarsi di tumori. Cavoli, biete, zucchini sono solo alcune  delle ampie possibilità che gli orti offrono a  com­pletamento  delle  diete e che il più delle  volte  vengono rilegati alla voce contorni quando in effetti meritano un interesse maggiore in una cucina che il più delle volte, per l’eccessiva fretta, e l’assoggettamento ai  dettami  delle varie mode impoverisce sempre più la tavola degli Italiani. Con l’arrivo dell’estate e delle alte temperature ricor­rere  ai  prodotti dell’orto o più in generale  a  frutta  e verdura diventa la giusta via per avvertire meno il  disagio del caldo. Insalata di pomodoro e mozzarella diventa uno  di quei  piatti che dà sollievo all’organismo, non solo per  la facile e breve preparazione ma principalmente perché‚ arricchisce  il nostro organismo di preziosi sali  minerali  con basso contenuto di calorie (per quanto riguarda il pomodoro)compensate  da  quello  della  mozzarella notoriamente  più calorica.
Ma  il ricorso all’orto può risultare ancora più determi­nante  utilizzando gli altri prodotti come zucchine, lattu­ghe, fagiolini, cetrioli. Da quest’ultimo oltre alle  tipi­che  insalate  è possibile ottenere delle  fresche  bevande: basta tagliare a fette due o tre frutti e metterli in  una brocca con acqua in frigo. Il risultato è garantito e volendo, una  piantina  di cetriolo si può anche allevare  in balcone con il duplice risultato di averne i frutti e nello stesso  tempo  godersi i suoi fiori gialli in  mezzo  ad  un folto e rigoglioso fogliame. Ma il cetriolo non è l’unico  a fornire invitanti e rinfrescanti piatti; infatti sono un  pò tutte le cucurbitacee alla quale famiglia il cetriolo appar­tiene ad avere un successo indiscusso nel  periodo estivo proprio  per la caratteristica di avere al proprio  interno una grande quantità di acqua.

Feb

7

By potatore

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Acqua in bottiglia quanto mi costi!!!!

acqua rubinetto

Ben l’87% degli italiani, invece di consumare l’ottima e controllatissima acqua di rubinetto, consumano acqua in bottiglia, per un totale di 11200 milioni di litri all’anno, cioè, oltre 190 litri a testa (mezza bottiglietta al giorno).
Quello delle acque minerali, è un mercato molto remunerativo. Il costo medio di una bottiglia da 1 litro e mezzo risulta essere di 40 centesimi contro i 70 centesimi al metro cubo, ad esempio, dell’acquedotto di Milano .

Buona parte del successo delle acque minerali è dovuto alla sempre maggiore pressione pubblicitaria e all’utilizzo di testimonial d’eccezione, come Miss Italia, Del Piero, la nazionale di calcio,… A dimostrazione di questo basti pensare all’investimento pubblicitario (netto), che nel 1990 era 31 milioni di euro con un consumo pro capite di 110 litri, mentre, 15 anni dopo, gli investimenti sono quadruplicati ed il consumo quasi raddoppiato.

Negli ultimi 15 anni, il consumo di acque minerali in bottiglie di plastica è aumentato fino al 65%. Gli imballi di plastica immessi sul mercato ammontano a 2200000 tonnellate, di cui circa 400000 tonnellate sono contenitori in PET.
Per produrre 1 kg di PET, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, mentre, la lavorazione rilascia nell’atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio.
Il sistema riesce a riciclare soltanto il 34% dei contenitori PET immessi al consumo. A questo va aggiunto anche l’inquinamento dovuto al trasporto delle acque in bottiglia, che, a differenza di quella di rubinetto, vengono trasportate per larghissima parte su strada (solo per il 18% su rotaia).
Un camion consuma mediamente di 1 litro di gasolio ogni 4 chilometri. Se prendiamo, ad esempio, la famosa acqua della “bollicina” della pubblicità, scopriamo che la sede operativa è a Pratella in Provincia di Caserta. Quindi, seguendo il tragitto consigliato dalla Guida Michelin, risulta che percorre 180 km per arrivare a Roma, 400 km per arrivare a Firenze, 700 km per arrivare a Milano; il che equivale a dire che ogni camion consuma rispettivamente 45 litri di carburante per arrivare a Roma, 100 litri per arrivare a Firenze e 175 litri per arrivare a Milano.
Non solo nelle grandi città si fa largo uso di acqua in bottiglia ma anche in una regione come il Trentino, dove la qualità dell’acqua è ottima. Infatti, nonostante il sia il dato più basso in Italia, i consumatori di acqua in bottiglia sono, comunque, il 72,1% !
Questo mi fa riflettere, visto che molte delle marche che entrano negli scafali dei nostri supermercati provengono da questa regione, e, visto che l’acqua di rubinetto di Trento, in una recente classifica nazionale, si è posta all’undicesimo posto per qualità e al secondo per sapore.
Sulla base di una ricerca condotta da Legambiente risulterebbe che solamente 2 italiani su dieci saprebbero distinguere il sapore dell’acqua minerale in bottiglia da quella di rubinetto.
Dopo quanto riportato e dati i costi assai maggiori dell’acqua in bottiglia rispetto a quella di rubinetto, siete ancora convinti che l’acqua in bottiglia sia la migliore?

Gen

29

By potatore

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Im…….brocchiamola

Imbrocchiamola è la nuova campagna fatta da Lega Ambiente per incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto anche nei ristoranti. Già un una cinquantina i ristoranti che al posto di somministrare alla clientela acqua in bottiglia preferiscono mettere in brocca normalissima e  potabilissima acqua del rubinetto. Ciò si traduce in risparmio per la clientela e allo stesso modo un vantaggio economico come riferisce un gestore di ristorante ad una nota trasmissione radio. Il cliente ne guadagna, come detto,  un risparmio sul listino prezzi sulla costosa acqua in bottiglia contro la completamente gratuita “acqua del rubinetto” o del “sindaco” come scherzosamente la definiscono alcuni e il ristorante guadagna innanzitutto spazio visto che le confezioni di acqua in bottiglia ritagliano, già ridotti per motivazioni varie, nei depositi di bar e ristoranti. L’altro vantaggio, come sottolineato nell’intervista, è dato che quanto risparmiato dal cliente nel conto finale generalmente viene prontamente “recuperato” perchè si agginge la richiesta di un dolcino finale, un amaro o altro e il più delle volte il buon umore della novità si taduce con una maggiore disponibilità a spendere. Trovarsi, poi, a tavola, al posto della fredda bottiglia in plastica una brocca in vetro colma di acqua limpida, fresca e gratis da un aspetto più gradevole al pranzo  e l’ambiente ne guadagna tonnellate di co2, minori camion sulle strade e costi di smaltimento delle bottiglie. Lodevole iniziativa, forse tardiva, ma è già molto nel silenzio generale che vede le ditte commercializzatrici introitare cifre paurose dal commercio di acqua quanto inutile quanto dannoso. Sul nostro sito in numerosi articoli più volte si è trattato il tema dell’inutilità e della danno creato all’ambiente utilizzando acqua in bottiglia di plastica e per rispondere ad alcuni, finti tonti, anche dell’acqua commercializzata in bottiglie di vetro: il trasporto incide moltissimo in inquinamento e sulla viabilità. Il logo che è visibile nella home del sito, già da una decina di giorni, è frutto della iniziativa e dell’inventiva  dei ragazzi di  I f dell’ ITAS di Bergamo a cui vanno i miei personali apprezzamenti per la fattiva partecipazione ai probblemi ambientali.

Gen

18

By potatore

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Da caveau di una banca ad orto-giardino

D.f

recupero area dismessa

recupero area Gismessa

In Giappone a Tokio dove non c’è assolutamente spazio per coltivare e ci sono solo case macchine e industrie a un brillante giapponese è venuto in mente di trasformare un ex caveau (parte della banca sotto terra molto ampia dove venivano messi i soldi) di una banca in un ristorante.
Per realizzarlo il primo problema è stata naturalmente la mancanza di luce solare, tuttavia ciò è stato risolto mettendo in combinazione dei led rossi con dei led blu che assomigliano molto allo spettro solare e sono sufficienti per la crescita delle piante più adattabili.
Il passo successivo è stato di portare giù acqua e terra. Fatto questo in centro al caveau è stata messa una grande vasca d’acqua dove addirittura crescono i fiori di loto!
Tutto intorno sono state messe piante orticole come insalata,  pomodori ecc..
I risultati sono incredibili: il giapponese con il suo caveau riesce addirittura a rifornire il ristorante sopra al caveau e questo giardino oltre che produrre ortaggi diventa anche un area relax per i dipendenti delle varie aziende presenti nell’area. Questo esperimento dimostra che  le tecnologie che abbiamo oggi se usate correttamente possono portare a cose molto positive e a grandi risultati, l’unica pecca di questa “invenzione” è il consumo di elettricità che tuttavia si può risolvere mettendo qualche pannello solare e quindi produrre ad  impatto 0.