Giu

6

By potatore

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Alberi …ma con criterio

Nella progettazione di un giardino la collocazione degli alberi, in genere, è una delle decisioni più importanti che un giardiniere deve prendere. In giardini di dimensioni ridotte, infatti, un albero può risultare il punto focale dell’intera realizzazione mentre in quelli di dimensioni maggiori la possibilità di metterne a dimora diversi risulta di importanza primaria per il definitivo stile che l’opera deve assumere. Pertanto prima di qualsiasi intervento occorre conoscere in modo preciso le caratteristiche della specie da impiantare, l’altezza al massimo sviluppo, la velocità di crescita, la colorazione del fogliame, la presenza di infruttescenze e infine ma non ultimo se è deciduo o sempreverde. Partendo da quest’ultimo aspetto le considerazioni da effettuare sono diverse e riguardano alcuni aspetti pratici che molte volte inizialmente non vengono considerati ma che successivamente diventano autentici problemi. Basti pensare all’enorme massa di fogliame che un acero o un platano lascia cadere a terra durante l’autunno e che, in alcune condizioni crea seri problemi di smaltimento. Se in famiglia si ha disponibilità di un mezzo cassonato o furgonato il problema può essere facilmente risolvibile altrimenti occorre rivolgersi a terzi con il conseguente aumento dei costi. L’utilizzo di specie sempreverdi come il classico abete sistemato in giardino dopo l’utilizzo natalizio, non è indenne da risvolti negativi se posto in giardini di proporzioni non adeguate. E’ vero che non darà problemi per quanto riguarda la produzione di foglie o di residui di potatura ma è anche vero che può divenire un presenza gravosa se si pensa al notevole sviluppo di questa pianta che, nel corso degli anni, può creare eccessive zone di ombra e ostacolare la crescita delle piante limitrofe. Con ciò non si vuole esprimere una contrarietà nell’utilizzo in giardino di queste specie ma semplicemente anticipare risvolti negativi che si possono avere dell’utilizzo in condizioni non idonee. Non è quindi in discussione la bellezza del fogliame di un acero o l’elegante portamento di un abete che tra l’altro in questa regione trovano condizioni ambientali tali da permettere uno sviluppo a dir poco superbo o di qualsiasi altra pianta. Va garantito, però, per ogni specie giusti spazi di accrescimento tali da evitare la competizione con le altre specie presenti. Non va, inoltre, tralasciato che il notevole sviluppo raggiunto da alcune piante, sia dell’apparato radicale che della chioma, può apportare notevoli problemi agli edifici circostanti e alle strutture ad esse connesse. Infatti non raramente può capitare che apparati radicali con notevole sviluppo creino danno alle tubazioni interrate nel giardino o ai vialetti cementati. Altro aspetto da non sottovalutare è la produzione di infruttescenze che molte piante, una volta raggiunto il pieno sviluppo, spargono sul prato sottostante. Oltre all’abbondanza e quindi alla necessità di doverle smaltire è frequente che taluni di questi, come nel caso del tasso e del maggiociondolo, danno luogo a semi velenosi che possono essere facilmente essere preda di utilizzate da bambini che frequentano il giardino.

Apr

11

By potatore

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Ecco gli alberi per un giardino

     In un giorno un uomo, con la respirazione consuma circa tre chilogrammi di ossigeno mentre una pianta con la fotosintesi clorofilliana ne produce solo un chilogrammo. Occorrono quindi tre alberi per compensare il consumo di ossigeno di un uomo, nel caso delle automobili il conto diventa vertiginoso se si pensa che per compensare il consumo di ossigeno che si ha per combustione di un litro di benzina ne occorrono 5 kg. Solo piantando alberi l’uomo può compensare quello che il progresso costa in ossigeno e se poi l’albero è anche particolarmente decorativo la cosa dovrebbe essere ancora più piacevole. Nel progettare un giardino, è sempre bene scegliere le piante tenendo ben presenti le caratteristiche del terreno e le dimensioni finali nel caso di specie arborea. Per gli alberi, infatti, è estremamente importante stabilire posizioni in cui possano per anni svilupparsi indisturbati. Prima della piantagione quindi è necessario sapere quali saranno le normali dimensioni della pianta raggiunta la maturità vegetativa, anche perchè solo raramente è possibile spostarla. Va quindi tenuto conto del fatto che gli alberi rappresentano gli elementi di maggiore attrattiva di un giardino, a prescindere che siano collocati in parti centrali, per allungare prospettive o servire da protezione ad altre specie.La betulla ad esempio è stata considerata una delle specie più decorative e per questo molto utilizzata nei gardini. Solo pochi hanno però tenuto conto delle dimensioni raggiungibili da questa specie e pertanto è senza dubbio una delle piante che ha subito le più frequenti mutilazioni al fine di contenere lo sviluppo ‘troppo esuberante’.Nei piccoli giardini sarà bene quindi non impiantare betulle, aceri, querce, cedri e abeti rossi anche perchè occorre tener conto degli edifici adiacenti o delle strade e quindi delle precise distanze che la legge impone di rispettare per la piantumazione di specie di alto fusto.Questo non significa dover rinunciare agli alberi ma scegliere specie dallo sviluppo contenuto e quindi anche betulle ma piangenti (5m circa), aceri giapponesi (3m), pini nani, maggiociondoli (6-7m), palme canariensis (5-6m), mirabolano ornamentali (4-4,5m), biancospini (6-7m), clerodendrum oppure passare a piante arbustive come alberelli di lillà, noccioli, embothrium e l’elenco è molto vasto per cui si consiglia di rivolgersi al vivaista di fiducia che ha a disposizione specie per esigenze diverse sia di terreno sia di esposizione, con colorazioni e fioriture diverse e (la cosa più importante) che raggiungono dimensioni adatte al giardino in cui dovranno essere messe a dimora.

Dic

9

By potatore

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Bonsai autoctoni e natalizi

di Matteo Caliendo

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Nel precedente articolo ci siamo occupati degli accorgimenti da adottare prima dell’inverno ai nostri piccoli alberi: ma, per quanto riguarda le specie autoctone quali sono le cure durante l’inverno? Semplice ma allo stesso tempo efficaci i rimedi e non troppo numerosi.

Senz’altro i rischi di sbagliare, rispetto ai bonsai da portare all’interno, saranno minori ma comunque non assenti.  Poniamo quindi il bonsai in luogo in giardino o sulle spalliere riparato, da nevicate abbondanti, girare od eliminare i sottovasi che a causa di qualche ristagno idrico (che diverrebbe ghiaccio nelle ore notturne) potrebbero danneggiare l’apparato radicale.  Ridurre anche in questo caso di molto la frequenza delle bagnature ed effettuarle esclusivamente nelle ore più calde della giornata e con acqua, come di consueto a temperatura ambiente, preferibilmente riposata. Se si vuole esagerare si possono riporre in delle cassette di legno riempite di foglie per tutto lo spessore del vaso o coprire con un panno di iuta o tessuto non tessuto. Questo accorgimento non altererà le condizioni climatiche, pioggia, vento o nevicate ma proteggerà  l’apparato radicale dagli eccessi freddi invernali. Resta valido anche l’accorgimento di riparali sotto un balcone ma pur sempre all’aperto e in questo caso occorre verificare più frequentemente l’irrigazioni. I vostri carpini, aceri,  pini, larici sono così pronti all’inverno e, se poi, vogliamo fargli passare un Natale da protagonisti, li posizioniamo per il periodo delle feste sul davanzale e addobbi natalizi e luci colorate li rendono partecipi ai festeggiamenti purchè non si esagera con i pesi.

Auguri!!!