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Giu

27

By potatore

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Bergamo terra di acque minerali

diego

Le produzioni sono in aumento, investimenti per l’ ammodernamento degli impianti di depurazione nuove etichette e formati delle bottiglie. Quello bergamasco è un commercio che sembra non vedere il volto della crisi:questa ricchezza che predilige in assoluto e considerata come fonte primaria è l’ acqua.
Il territorio bergamasco è ricco di montagne ma soprattutto di fonti d’acqua cristallina che ha portato Bergamo a esaltare questa sua caratteristica dando vita ad una serie di attività legate alle presenza di acqua. Il mercato sempre più competitivo ha spinto la aziende, anche di piccole dimensioni nell’ investire nell’ ammodernamento dei loro impianti. Per vincere la concorrenza e piazzare meglio i propri marchi, le aziende si sono attrezzate destinando anche risorse al miglioramento packaging e lanciando sul mercato nuovi formati soprattutto perle bottiglie. Prima il PVC sostituito in seguito dal pet la plastica ha preso piede ed ha dato il via ad una vera rivoluzione nel campo industriale ed è più facile da smaltire rispetto al tradizionale vetro consegnato a domicilio direttamente al privato.
Il mercato viene coperto dalla grande distribuzione organizzata che rappresenta il canale di vendita più importante.

Mag

18

By potatore

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Differenza tra confetture e marmellate

Davide Dp


Ho deciso di scrivere questo articolo perchè mi sono sempre domandato la differenza fra confettura e marmellata…Dopo una mia piccola ricerca online ho scoperto che la vera marmellata è quella fatta da agrumi come il limone l’ arancia ecc. mentre la confettura e formata dalla frutta in generale (pesche,fichi ecc.).Inoltre nella marmellata la percentuale di frutta che deve essere deve essere superiore o uguale 20% mentre nella confettura è del 35% e nelle extraconfetture del 45%.Ciò che a noi sembra una semplice e banale distinzione è in realtà presente anche in una direttiva dell U.E. A dir la verità quando mangio una bella crostata che fa mia mamma non penso alla gran distinzione di confettura o marmellata che sta a farcire la torta =)
By dipydavide saluti a tutti

Mag

11

By potatore

Commenti disabilitati su La Campanula Ranieri

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La Campanula Ranieri

Giustranti Alessandro

campanula_raineri_65916_303359

Nel XIX secolo, Candida Lena Perpenti, durante un’esplorazione botanica sulle prealpi Orobiche, delle quali fa parte la mia Valle Imagna, scoprì una campanula. Il primo annuncio di tale scoperta, fu pubblicato sulla Gazzetta di Milano nel 1816. Infatti, nell’autunno dell’anno precedente, la signora Candida, trovò in Valsassina una campanula che venne reputata una nuova specie.
In quel periodo Ranieri Giuseppe Giovanni Michele Francesco Geronimo d’Asburgo, arciduca d’Austria primo viceré del Lombardo-Veneto, era di passaggio a Bellano(Como). Gli presentarono la signora Candida alla quale concesse di dare il proprio nome alla campanula appena scoperta.

La Campanula Raineri, pianta biennale o perenne, alta da 5 a 10 cm, con radice fittonante a fusto eretto, molto foglioso in basso con foglie lanceolate o lineari intere o denticolate e fiori sessili raccolti in una spiga oblunga, o raramente ovale. Le corolle della campanula sono giallo-pallide, larghe da 2 a 2,5 cm e sono barbate, specialmente sui lobi. La campanula vive su calcare nei pascoli montani sassosi e cespugliosi tra 400 e 2.400 m di quota. Fiorisce tra giugno e agosto. In Lombardia può essere osservata sulle Prealpi Orobie, dalla sponda occidentale del lago di Como al lago di Garda. Non e’ utilizzata come pianta medicinale ma qualche volta viene raccolta per la sua forma poco comune, nonostante sia una specie protetta.

Mag

8

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Frutti sconosciuti: l’annona

massimo


È molto diffusa, e è presente anche nelle regioni mediterranee. L’albero di questa specie può raggiungere i 6 metri di altezza. Contrariamente alle altre annone e una pianta semidecidua, in quanto perde quasi tutte la foglie dopo aver maturato i frutti. Nei climi meno caldi della nostra penisola, ma pur sempre temperati come Capri, la penisola di Sorrento e la Riviera ligure, può essere allevata a spalliera, cioè contro un muro esposto a sud. La buccia è verde giallognola con curiose squame polpose, la polpa del frutto è bianca, cremosa, dolce-aromatica, con il sapore di pera e di cannella, per questo viene anche chiamata mela-cannella. Appartiene alla Famiglia delle Annonaceae e al genere Annona, che comprende circa 60 specie.
E’ una piccola pianta con portamento eretto, chioma aperta e sviluppo lento.
Nei climi caldi e’ sempreverde, mentre nelle zone subtropicali e temperate perde tutte o parte delle foglie.
I fiori bianco-verdastri sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3; sono ermafroditi ma gli organi sessuali si sviluppano in tempi diversi.
La struttura del fiore rende difficile sia la fecondazione anemofila (il vento) che entomofila(da insetti come i pronubi); per questo motivo in alcuni Paesi si ricorre all’impollinazione artificiale. Nei climi temperati la fioritura si ha tra la fine di giugno e i primi di luglio e dopo 5-8 mesi si ha la maturazione dei frutti. Questi sono un’infruttescenza (sincarpio) costituita da 60-70 frutti ognuno dei quali contiene un seme bruno avvolto da una polpa bianca aromatica, butirrosa, con sapore simile all’ananas e alla banana.

Apr

27

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La triste storia di Laika

Penso che tutti conoscano la triste storia di Laika, la cagnetta che partì per lo spazio…. Beh, forse non conoscete come si siano svolti realmente i fatti. Se volete saperlo continuate a leggere!!!!
Dopo oltre mezzo secolo di esplorazioni spaziali molti hanno dimenticato che la prima creatura ad andare nello spazio apparteneva alla razza canina (non a quella umana)! Il cane, era in realtà un randagio cresciuto nelle strade di Mosca, il suo nome era Laika. Gli scienziati costruirono lo Sputnik, il satellite che avrebbe inaugurato la corsa alla conquista del cosmo. Il 7 novembre 1957 costruirono un’ altra navicella chiamata sputnik 2° ma, per mancanza di tempo, non gli fu messo né una scudo termico né un paracadute. Insomma, chiunque avesse viaggiato nella navicella sarebbe partito con un biglietto di sola andata. Per intraprendere questo viaggio scelsero 3 randagi. Il primo lancio se lo aggiudicò una meticcia di soli 6 chili (Laika). Lo sputnik 2° venne lanciato in orbita il 3 novembre 1957 con a bordo Laika e i russi sbandierarono ai quattro venti quant’erano stati bravi a mandare il primo essere vivente nello spazio. Peccato che l’impresa, come si scoprì anni dopo, non fosse stata come l’avevano “dipinta”. Laika fu sottoposta a numerose esercitazioni durante le quali però, al contrario dei altri cani, il suo cuore iniziava a battere irregolarmente. Per decenni i sovietici sostennero che Laika sopravvisse alcuni giorni nella navicella…. Non era vero! La cagnetta morì poche ore dopo il lancio, probabilmente di paura e la verità venne a galla 45 anni dopo! Una morte tragica e sofferente. Il 12 novembre 1961 un’ astronauta di nome Yuri Gagarin partì per lo spazio. Troppo tardi per far compagnia a Laika e portarla a passeggio tra le stelle.

Articolo di Chiara, alunna del Potatore.

Apr

26

By potatore

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Funghi e nematodi: nemici giurati della diabrotica

ambra pirovano

Il deleterio parassita del mais sarà fermato attraverso metodi di lotta biologica .
La speranza nella lotta contro la Diabrotica del mais viene da un paio da suoi nemici
naturali: – il fungo METARHIZIUM ANISOPLIALE
– I nematodi della specie HETERORABDITIS BACTERIOPHORA
Entrambi entomoparassiti, ovvero patogeni per le larve di alcuni insetti che attaccano le colture agricole, Diabrotica inclusa.
L’ efficacia di questi nemici è garantita da Roberto Kron Morelli, che si occupa di microbiologia applicata sull’ agricoltura . La microbiologia è una scienza che studia i microrganismi ( batteri, funghi, alghe …) , invisibili a occhio nudo.
La microbiologia applicata studia quei organismi che possono diventare alleati all’ uomo nella lotta contro le malattie sue degli animali o nelle coltivazioni .
Quello dei bioinsetticidi, in cui rientra il progetto Diabrotica, è un settore specifico della microbiologia applicata. Si tratta di mettere appunto insetticidi viventi (“bios “ in gergo significa vita ) a base di nemici naturali dell’ insetto da colpire.
A partire dagli anni ottanta sono stati sviluppati molto fitofarmaci chimici destinati alla difesa delle colture, ma ora per ridurre l’ impatto dell’ inquinamento si è deciso di utilizzare per la maggiore dei casi la bioinsetticidi.
Questa tecnica, del fungo METARHIZIUM ANISOPLIALE, è già stata sperimentata anche sul maggiolino, per controllarli nei prati alpini.
La tecnica consiste nel distribuire il fungo nei primi centimetri di cotico erboso in forma granulare, tramite una normale seminatrice, cresce nel suolo e penetra nelle larve della Diabrotica.  La parassitizza provocandone la morte e si moltiplica nel loro corpo, trasformandolo in un focolaio di nuove spore che vengono liberate incrementando la presenza di bioinsetticida nel suolo. Questo fungo è già presente nel suolo, però in piccole quantità che, in caso di infestazione, è poco efficace; il bioinsetticida innalza il valore
finché il fungo trova in abbondanza larve di cui nutrirsi; quando la popolazione di Diabrotica si abbassa, anche quella del bioinsetticida fa lo stesso .
Questa pratica è stata provata anche sulle parti aeree , ed essendo che questo fungo è selettivo , non danneggia gli insetti utili ( api) .
Il bioinsetticida ormai è presente in molti paesi tra cui : Stati Uniti, Ungheria, Francia … e nel maggior caso delle ha avuto successo, anche se il primo problema in assoluto è il finanziamento .

Apr

23

By potatore

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Amici pipistrelli

margherita

imagesI pipistrelli sono i mammiferi presenti in quantità maggiori sulla Terra. Basti pensare che solo in Italia si conoscono almeno 34 specie di questi graziosi animaletti.
Inoltre sono molto importanti per il mantenimento dell’ equilibrio biologico, riescono a ingerire fino a 2000 insetti ogni notte …. Pensate se fossero tutte zanzare!! Non dovremo più andare in giro armati di “ Autan ”, oppure prenderci a schiaffoni, rischiando anche di passare per malati di mente,quando invece stiamo solo ammazzando qualche odiosissima zanzara …
Purtroppo negli anni ’50 hanno subito una drastica riduzione, tanto che oggi tutte le specie sono protette e dichiarate “rare e minacciate di estinzione” .
Come sempre la causa della loro riduzione è dovuta all’ uomo che ha continuato a cambiare l’ ambiente in cui vivono, tagliando alberi cavi, distruggendo vecchie miniere, in agricoltura con la monocolture, perdendo la biodiversità nelle campagne e l’ uso di pesticidi che contaminano gli insetti di cui si cibano i pipistrelli portandoli alla morte.
Poi aggiungiamo anche le solite vecchiette con l mentalità di 40 anni fa (tra cui mia nonna) che appena vedono un nido subito lo distruggono e le ragazzine che pensano che questo tenero animaletto scenda in picchiata a gli strappi tutti i capelli .. (roba da fantascienza, ora oltre al lupo mannaro abbiamo pure il “pipistrello succhia sangue e strappa capelli” che diventa un vampiro … ).
Però fortunatamente nel mondo c’è ancora qualche persona a cui è rimasta un po’ di ragione.
Infatti hanno costruito dei bat-box” ,che si possono benissimo creare anche nelle nostre case, basta costruire una casetta di legno non trattato, simile a quella per gli uccelli con una sola piccola apertura nella parte bassa e senza utilizzare colle o vernici, ma solo due cerniere e lasciare il legno al naturale.
Queste casette verranno utilizzate solo nel periodo estivo e primaverile, mentre in inverno si rifugeranno, per il letargo, in vecchie miniere, grotte, in cavità di grossi alberi …. E torneranno a farci visita l’anno successivo …

Apr

20

By potatore

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Beatrice non li abbandona…

Bea

129778_36345_cerco-un-chihuahuaUn cane che vaga sull’ autostrada, un gatto che rovista tra la spazzatura, ci sembrano fenomeni del tutto normali ma ogni anno moltissimi di questi animali, circa 100.000, vengono abbandonati, soprattutto d’ estate, perchè i “poveri” padroni devono andare in vacanza e non possono portarsi dietro gli animali. Siccome non hanno tempo per cercare una struttura che si prenda cura dei loro piccoli amici trovano più comodo lasciarli sulle autostrade mentre se ne vanno in vacanza a divertirsi.
Ma perché? Perché si pensa che la loro vita sia di importanza minore della nostra? Solo perché non camminano su due piedi e non mangiano con le forchette dobbiamo pensare che la loro vita sia inferiore alla nostra? Essi sono,  in qualche modo, una parte fondamentale della nostra vita.
Per esempio: chi al mattino non si è trovato davanti il proprio gatto che faceva le fusa in attesa della colazione, oppure trovarsi a terra per le coccole che i cani riservano ai padroni quando lanciano loro un frisbee. Sono emozioni ineguagliabili che ognuno potrebbe elencare ma quando arrivano le vacanze estive si cambia faccia e non ha importanza lanciare il gioco al cane, l’ importante è stare seduti su uno sdraio a prendere il sole e l’ animale diventa un peso e così si attua il geniale piano.
Invece di abbandonare gli animali chiedete un favore ai vostri vicini o ai vostri parenti che diano da mangiare e magari di pulire la sabbietta ai vostri piccoli amici. Non è né un compito impossibile né difficile ma è un piccolo passo verso la riduzione degli abbandoni.

Feb

5

By potatore

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Mantenimento della copertura vegetale

sara azzaro

La copertura del terreno con specie vegetali erbacee impedisce la percolazione di nitrati nella falda freatica o il dilavamento nei corsi acque superficiali che provoca una eccessiva proliferazione delle alghe e di conseguenza l’ eutrofizzazione dei corpi d’acqua.
MOTIVAZIONI :
La presenza di una copertura vegetale impedisce un accumulo di nitrati grazie al loro assorbimento da parte delle piante.
Oltre ad intercettare i nitrati naturalmente presenti nel terreno apportati con le fertilizzazioni , la copertura vegetale procura una protezione dell acque sotterranee nei confronti di quelle di origine extraagricola.
Particolare importanza è assunta dalla copertura vegetale nelle superfici temporaneamente ritirate dalla produzione ai sensi della normativa comunitaria.
AZIONI :
Le coperture vegetali potenzialmente realizzabili sono le seguenti :
– VEGETAZIONE SPONTANEA : l’inerbimento naturale produce in fine estate autunno dopo la raccolta delle colture dovrebbe essere visto molto positivamente nelle zone agricole come mezzo per contrastare la percolazione dei nitrati ; non dovrebbe essere ostacolato con l’avorazioni , ma nello svolgere la sua funzione quanto più a lungo possibile , compatibilmente con le esigenze di preparazione del terreno l’inerbimento spontaneo e potrebbe trovare utile applicazione sulle superfici temporaneamente dalla produzione (set-aside) la coltura che seguirà.
-COLTURE INTERCALARI : l’inserimento , ogni volta che è possibile , di colture intercalari tra la raccolta della specie precedente e la semina di quella successiva è una misura di notevole efficacia antidilavamento; tali colture intercalari sono da configurarsi come culture foraggiere (erbai) coltivazioni o anche culture di interesse apistico.
COLTURE DI COPERTURA (Catch crops) : si tratta di colture intercalari senza finalizzazione utilitaristica , ma unicamente finalizzate ad intercettare l’azoto solubile ; in altre parole si tratta di realizzare un inerbimento controllato seminante speci vegetali capaci di nascere e crescere durante i periodi critici per il dilavamento dei nitrati ; la biomassa vegetale prodotta sarà poi sovesciata in tempo utile per la semina della successiva cultura prevista dalla rotazione.
Le specie da condiderare idonee a questa funzione dovrebbero soddisfare le seguenti condizioni :
– avere basse esigenze termiche in modo da poter crescere nel periodo autunno inverno.
– avere seme poco costoso, reperibile e di facile emergenza.
– essere dotate di scarsa capacità infestante.
– essere consumatrici di azoto (con esclusione quindi delle leguminose).
– non creare problemi fitosanitari o di infestazione nella cultura che seguirà.
Le famiglie botaniche più rispondenti a questo mondo sono le graminacee , le crucifere e le composite.

Feb

3

By potatore

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A tutto gas………..

Paolo Vitali

GAS: gruppo-acquisto- solidale, un modo per risparmiare.

Per gas non si intende il comune gas che si usa per il riscaldamento, ma bensì un modo per risparmiare.

-Un comune esempio è quello della cena con i propri amici: alla fine della cena si va tutti insieme alla cassa per pagare ma il cassiere non ci da lo scontrino e tante volte “ci frega”. Allora un rimedio semplice ma efficace è quello di chiamare prima il ristorante per prenotare il tavolo e decidere sul prezzo. Questo procedimento lo si fa per vari ristoranti finché non si trova quello più conveniente: ad esempio, uno dei ragazzi chiama il ristorante e per una pizza, una lattina e un dolce, si domanda al pizzaiolo quale è il prezzo del ristorante.

-Un ’ altro esempio è la foto scolastica più l’annuario. Bisogna pagare 3 euro, se non sbaglio, la propria foto di classe. Bene. Ma per risparmiare,non si potrebbe organizzare una data , e in quel giorno un ragazzo porta la macchina fotografica, ci si mette tutti in fondo alla classe, e il professore fa la foto. Così il ragazzo a casa si stampa le foto e non c’è neanche più bisogno di pagare la foto al fotografo e , per chi vuole, si paga soltanto l’annuario.

-Oppure c’è anche il discorso dei panini al bar, dove, ogni giorno si paga quel che si vuole prendere, e così facendo, penso che in totale abbiamo speso verso i 100euro. Dunque o si decide di ridurre i costi dei panini, oppure ci si può prendere la briga, la sera prima, di farsi il panino a casa.  Nella mia classe già in tanti lo fanno.

Questi 3, sono modi semplici per risparmiare dei soldi, i quali possono essere utilizzati in altre occasioni e che si possono spendere dove, come e quando vi piace.

Gen

30

By potatore

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Oceano Pacifico “ pattumiera globale”

Marchese Mattia

Sapete dove si trova la più grande discarica del mondo? Alcuni dicono a Napoli ma si tratta di un luogo insospettabile l’Oceano Pacifico. Gli americani la chiamano “rubbish soup” (minestrone di spazzatura). Si tratta di un enorme distesa di rifiuti che copre un’area addirittura doppia a quella degli Stati Uniti. L’immensa massa di spazzatura (divisa in due grandi blocchi) viene tenuta insieme dalle correnti, un pò galleggia finendo periodicamente sulle spiagge e un pò si deposita sul fondale. L’enorme discarica ha inizio a circa 900 km di distanza dalla costa californiana e si estende lungo l’oceano con il diametro di circa 2500 km pari ad una superficie di 4909000 km quadrati una profondità di 30 m con il peso di 3500000 tonnellate, supera le Hawaii e sfiora pure il Giappone. Pare che circa un quinto della spazzatura arrivi li perchè gettato dalle navi, il resto giunge dalla terra ferma. A preoccupare maggiormente è la smisurata quantità di plastica perchè si degrada difficilmente. Ci si trova di tutto: palloni di football, mattoncini di lego, siringhe, accendini… e una quantità enorme di sacchetti di plastica. La discarica marina è iniziata a formarsi oltre mezzo secolo fa ed è sconvolgente sapere che ogni pezzo di plastica finito li dagli anni ‘50 ad oggi è imprigionato ancora nel gorgo di immondizia. La plastica galleggiante provoca ogni anno la morte di migliaia di mammiferi marini e di circa un milione di uccelli ma rappresenta un rischio anche per la salute dell’uomo. Insomma abbiamo trasformato l’Oceano Pacifico in un contenitore per la raccolta della plastica. Quando impareremo a ripettare l’ambiente e noi stessi producendo meno plastica e a riciclare?

Gen

25

By potatore

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La casa ecologica

sara

I nostri antenati vivevano immersi nella natura e costruivan le loro case con materiali forniti dalla stessa : canne di bambù, legno, argilla e paglia.
Evolvendosi negli anni il legno, materiale molto solido e sicuro, unito alla pietra o a mattone di argilla unito alla pietra o alla calce, ha dato origine a vere e proprie case definibili ecologiche.
I materiali utilizzati nell’edilizia tradizionale non sono naturali in quanto modificati dalla tecnologia e dalla chimica; per le strutture portanti viene usato il cemento e il ferro ritendoli sicuri; gli isolamenti di solito sono di origine sintetica, le superfici interne rifinite molte volte,  con materiali scadenti e con collanti chimici.
Ne consegue che tutti questi componenti provacano gravi danni alla nostra salute e a quella dei nostri cari.
In Italia ci sono stati casi in cui si dovuto inervenire drasticamente con la chiusura di scuole costruite con materiali tossici.
In dette scuole gli allievi e gli insegnanti, durante la permanenza all’interno dell’edficio, furono colpiti da nausea, mal di testa, attacchi di tosse, svenimenti.
Le cosiddette case ecologiche utilizzano materiali provenienti esclusivamente

scuola ecologoca montegridolfo

scuola ecologoca montegridolfo

dalla matura come : legno, gesso, sughero, lana di roccia.
Gli impregnati sono di natura minerale e le vernici sono vegetali.
I materiali sono certificati in tutto il mondo, sono totalmente riciclabili e/o rinnovabili nel tempo e non necessitanodi spazi attrezzati in quanto iteramente riutilizzabili per altre costruzioni.  I costi sorprendenti visto che non si discostano oltre il 10% dalle case in muratura tradizionale

Gen

24

By potatore

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Il mar mediterraneo?: il più inquinato dei mari

pacoale

Le  petroliere sono una delle principali cause dell’inquinamento dei mari, infatti nel mar mediterraneo ogni giorno solcano il mare circa 300 petroliere. Questo mare accoglie circa il 7 per cento della popolazione mondiale marina  in pratica  nelle acque del mediterraneo vivono 580 specie di pesci e 21 specie di mammiferi.
Ciò che inquina maggiormente il mare non sono le collisioni delle petroliere che avvengono con rarità ma  le piccole perdite che constantemente rilasciano petrolio.
Il mar Mediterraneo ha la più alta concentrazione di catrame addiritura 10 volte in più rispetto al mar del giappone e venti rispetto all’oceano atlantico.
Questo fatto è dovuto anche perchè l’Italia è uno dei maggiori centri di trasformazione dei prodotti petroliferi con le sue  17 grandi raffinerie e 14 porti petroliferi. Inoltre  attraverso gli oleodotti italiani scorrono più di 100 milioni di tonnellate di petrolio e di conseguenza siamo un paese ad alto rischio di incidenti, Non solo il Mediterraneo ha il problema del passaggio delle petroiliere, ma anche gli USA  che in occasione dello schianto di una  petroliere in Alaska nel 1989, l’anno successivo bandirono le petroliere monoscafo.
Con il problema dell’inquinamento molte specie marine sono a rischio di estinzione come la balenottera comune e quella minore, il capodoglio, il delfino comune, la foca monaca mediterranea, lo squalo grigio, il tonno rosso,  la tartaruga comune e tartaruga verde. Quest’ultime anche a causa della presenza di sacchetti di plastica.

Gen

20

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Il fenomeno del 2009: i muri pieni di coccinelle.

diego

Invasione di coccinelle a fine ottobre sui muri delle case bergamasche. Da Alzano ad Albino , da Bonate ad Ambivere fino a Cenate.
A Rovetta si raccontava della facciata della chiesa inondata di sole e punteggiata di animaletti . Sono arrivate soprattutto nelle zone più verdeggianti come la Conca d’ oro a Bergamo . Dal museo Caffi ha risposto Paolo Pantini, conservatore di zoologia degli invertebrati e riferimento nel settore dell’ azienda sanitaria di Bergamo “ il fenomeno non deve preoccupare . Non ci sono rischi di natura igienico sanitaria : esistono numerose specie di coccinelle, ma nessuna da problemi all’ uomo , anzi si tratta di un anticrittogamico buono “.
“La numerosissima presenza di coccinelle è dovuta allo sbalzo di temperatura che ne ha favorito la riproduzione. Semplicemente , le coccinelle cercano il calore e anziché stare fra le piante si spostano sui muri delle case , attirando la nostra attenzione.”

Gen

18

By potatore

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Da caveau di una banca ad orto-giardino

D.f

recupero area dismessa

recupero area Gismessa

In Giappone a Tokio dove non c’è assolutamente spazio per coltivare e ci sono solo case macchine e industrie a un brillante giapponese è venuto in mente di trasformare un ex caveau (parte della banca sotto terra molto ampia dove venivano messi i soldi) di una banca in un ristorante.
Per realizzarlo il primo problema è stata naturalmente la mancanza di luce solare, tuttavia ciò è stato risolto mettendo in combinazione dei led rossi con dei led blu che assomigliano molto allo spettro solare e sono sufficienti per la crescita delle piante più adattabili.
Il passo successivo è stato di portare giù acqua e terra. Fatto questo in centro al caveau è stata messa una grande vasca d’acqua dove addirittura crescono i fiori di loto!
Tutto intorno sono state messe piante orticole come insalata,  pomodori ecc..
I risultati sono incredibili: il giapponese con il suo caveau riesce addirittura a rifornire il ristorante sopra al caveau e questo giardino oltre che produrre ortaggi diventa anche un area relax per i dipendenti delle varie aziende presenti nell’area. Questo esperimento dimostra che  le tecnologie che abbiamo oggi se usate correttamente possono portare a cose molto positive e a grandi risultati, l’unica pecca di questa “invenzione” è il consumo di elettricità che tuttavia si può risolvere mettendo qualche pannello solare e quindi produrre ad  impatto 0.

Gen

17

By potatore

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Coltivatori sul lastrico

e il latte dalle stalle alle…..stelle!!!

margherita

il prezzo del latte alla stalla è passato da 42 a 31 centesimi

il prezzo del latte alla stalla è passato da 42 a 31 centesimi

Se non si raddoppierà la produzione agricola mondiale si andrà in contro ad una crisi alimentare mondiale permanente. Secondo la Coldiretti questa crisi ha conseguenze sull’aspetto commerciale, sociale e delle relazioni internazionali. Entro il 2050 la produzione agricola dovrà raddoppiare per garantire cibo a sufficienza alla popolazione.
Però questo aumento di produzione non sarà possibile se i prezzi rimarranno quelli attuali. Per coltivare un ettaro di grano si spendono 300 euro in più rispetto agli altri anni. L’orzo costava 18 euro a quintale mentre ora è sceso a 13 euro al quintale, il frumento è passato da 19 a 14 euro al quintale, il mais dai 24 euro (veniva anche usato per le biomasse per questo il prezzo è aumentato vertiginosamente) è arrivato a 12 euro al quintale, la soia invece rimane alle stelle (in questo campo si ha avuto una perdita del 20-30%).
E per quanto riguarda gli allevatori, con vacche da latte, ormai è profondo rosso. Il prezzo del latte alla stalla non è assolutamente remunerativo e risulta essere molto più basso rispetto a quindici anni fa, è passato da 42 centesimi,di due anni fa, a 31 centesimi, mentre al negozio si paga 1.50 euro, con un guadagno del 350%. In questo modo gli allevatori riescono a coprire a malapena le spese dei campi, come fertilizzanti,concimi e , sopratutto, sementi, che sono in costante aumento; molte aziende hanno già chiuso per questo motivo e quelle che rimangono non devono sgarrare e potrebbero sparire anche i formaggi per mancanza di materia prima e ciò significherebbe un duro colpo per il “made in Italy”, già in gravi difficoltà, in quanto è in continuo aumento il latte importato da altri stati spacciato poi per latte italiano.
Per evitare che questo accada il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha mosso un piccolo passo in avanti, stabilendo l’etichettatura obbligatoria, che prevede l’obbligo di indicare la provenienza del latte e ha invogliato i consumatori a leggere queste etichette ed evitare di comprare prodotti stranieri.
Sono state fatte anche molte proteste e scioperi dagli allevatori, senza alcun risultato.
Però secondo me se le associazioni agricole: Coldiretti,Cia e Confagricoltura non si uniranno e faranno uno sciopero comune, non si otterrà mai nulla.

Gen

16

By potatore

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Il mistero dei cerchi del grano

Marchese Mattia

L’enigma dei cerchi nel grano è il mistero che più di ogni altro ha affascinato l’uomo negli ultimi anni. I primi cerchi sono apparsi per la prima volta nelle campagne inglesi. I cerchi nel grano sono forme geometriche iimpressionanti infatti vengono creati trammite l’appiattimento della vegetazione senza spezzarla. Di solito questi cerchi appaiono la notte e raramente di giorno molto spesso su grano e mai su sabbia o neve. Il cerchio più grande è quello di milk hill che ha coperto un area di 10000 metri quadrati e più spesso sono larghi circa 30 metri. Il primo cerchio apparse nel 1975 in Inghilterra e in quest’ultima sembra appaiano 300 cerchi all’anno. Una persona ha visto di notte un diavolo che gli mieteva il campo di grano lasciandogli questi grossi cerchi. Alcuni studiosi dicono che è opera umana ma ogni volta che qualcuno lo sostiene inevitabilmente il discorso cade sul pitogramma di milk hill. Infatti questo cerchio cerchio è stato creato in una notte piovosa e quindi sfavorevole per l’uomo. Questo pitogramma comprende in totale 410 cerchi per un diametro di circa 280 metri qualcuno osservandolo vi ha visto realizzata una galassia. Nel 1997 uno studente,  Robert van der Broeke avrebbe visto mentre si recava a scola delle sfere luminose volteggiare neel’aria. Atratto dal fenomeno si sarebbe avvicinato perdendo i sensi una volta circondato dagli oggetti.Quando si risvegliò si trovò all’interno di un cerchio largo 12 metri.Nell’anno 2001 sempre lo stesso Robert e altri quatro amici assistirono ad un fatto sorprendente. I ragazzi videro 3 fasci di luce uno illuminava la loro casa un’altro il pagliaio di fronte e un altro ancora il campo di grano d’avanti a casa. Il mattino dopo trovarono un grosso pitogramma nel terreno.Questa stupenda e suggestiva storia però rimane tutt’ora una questione ancora aperta.

Gen

13

By potatore

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Olio ad impatto 0

D.f


Lorenzo Fasola è un produttore di olio attualmente residente a Bologna.
E’ un grande amante della natura, attualmente ha un azienda che produce olio, tuttavia non è ancora completamente a impatto 0. Infatti per un industria con 12000 ulivi non bastano i pannelli solari applicati sopra alle vecchie cascine.
Allora Fasola si è rivolto ad una ditta austriaca per farsi installare una stazione elettrica solare,
Questo particolare pannello installato dalla ditta austriaca è in grado di girare come un girasole e prendere la maggiore quantità di raggi possibile. Questi pannelli ricaricano tutti i mezzi (trattori ecc.) che servono per il lavoro, naturalmente sono tutti elettrici.
L’unico problema è l’aspetto paesaggistico in quanto vedersi tutte queste casa elettriche in mezzo alla campagna fa un pò impressione tuttavia contando il risparmi per l’ambiente che c’è utilizzandoli sono una cosa positiva.
In molti pensano che l’ utilizzo di questi mezzi sia come andare indietro nel tempo ma per Fasola è andare nel futuro in quanto tra dieci o vent’anni quando le risorse finiranno tutti dovranno adeguarsi ad utilizzare un sistema simile.

Gen

12

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Mar Mediterraneo invaso dagli….alieni

pacoale

L’alga assassina

Secondo l’Icram (Istituto per la ricerca applicata al mare), 565 specie, ovvero circa il 20 per cento di tutti gli esseri viventi in Mediterraneo, provengono da altri mari. Il dato più importante però, riguarda la velocità con cui questo fatto si verifica: negli ultimi cinque anni è stata rilevata più di una nuova specie aliena al mese. Le cause di queste invasioni sono molteplici. La principale è costituita dall’innalzamento della temperatura dell’acqua, dovuto ai mutamenti climatici del pianeta, al quale è corrisposto un aumento della salinità, che interventi umani. Il 69 % degli “alieni” presenti in Mediterraneo, giunge infatti dal Mar Rosso, mentre il 29 % dall’Oceano Atlantico. Tra le principali specie che meglio si sono adattate al Mar Mediterraneo, vi è il barracuda del Mar Rosso, cresciuto nel corso degli anni sia di numero che di taglia. Il pesce carnivoro ha creato scompiglio soprattutto nei luoghi dove convive con la spigola, che, essendo predatore solitario è incapace di competere nell’attività di caccia con i branchi di barracuda. Un altro esemplare dimostratosi a proprio agio nelle acque del Mediterraneo è il pesce flauto, tanto da arrivare nel giro di tre anni dalle coste del Libano a quelle italiane. Alcuni migratori sono anche pericolosi per l’uomo: tra questi, il pesce palla argenteo le cui carni, se ingerite crude, possono risultare letali, oppure il pesce scorpione con i suoi aculei velenosi, segnalato finora solo in Israele. Il caso più eclatante di invasione aliena resta tuttavia quello della Caulerpa taxifolia, definita anche alga assassina. La taxifolia ha capacità riproduttive incredibili e, nel giro di dieci anni, dalle coste di Montecarlo si è propagata in tutta la nostra penisola. L’alga si è sviluppata in Mediterraneo molto probabilmente a causa di una negligenza degli addetti del Museo Oceanografico di Monaco che, nel 1984, la lasciarono sfuggire in mare. Ciò, ad ogni modo, non può essere affermato con assoluta certezza, in quanto un importante veicolo di introduzione delle specie aliene è rappresentato dalle acque di zavorra delle navi cisterna e dalle incrostazioni delle carene, responsabili secondo alcuni scienziati di aver introdotto in Mediterraneo circa 6.000 tipologie di esemplari, la maggior parte delle quali è stata incapace di riprodursi.

Gen

11

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Il ritorno del lupo

margherita

Il lupo è un animale che da sempre affascina e attira l’attenzione, soprattutto negli ultimi dieci ann
i in Svizzera dove sta ritornando a ripopolare il territorio. Questo ripopolamento ha avuto inizio nel 1995 e si sta espandendo sempre di più: ha raggiunto lo spazio alpino dell’Italia e della Francia e sta raggiungendo le Alpi centrali. Ma sul territorio svizzero ci sono ancora molti ostacoli, uno di questi è (come di consueto) l’uomo. La porta d’ingresso principale per entrare in Svizzera è il Vallese da cui poi si può accedere ad un altro cantone, ma purtroppo il lupo non può attraversarlo perché qui ci sono le pecore al pascolo e, quando è affamato le attacca, per questo i pastori li abbattono. Questo fenomeno non fa che peggiorare la situazione: i lupi rischiano l’estinzione e ora che si intravede un barlume di speranza sulla loro sopravvivenza, arriva l’uomo, che come al solito rovina tutto, solo perché questo povero animale affamato uccide una o due pecore per non morire di fame; io penso che noi faremmo lo stesso se non mangiassimo da giorni interi, e poi le pecore mica rischiano l’estinzione!!!e se ne trovano a milioni. La caccia al lupo è tutt’ora assolutamente vietata e per chi infrange questa regola sono previste severe punizioni. Anche se rimangono in circolazione i bracconieri che non perdono un minuto per abbattere un innocente animale in cambia di denaro.
Il wwf è prontamente intervenuto: ha fatto un sondaggio da cui è risultato che solo il 20% della popolazione svizzera non accetta il lupo. Per tanto ha dichiarato di voler suscitare, in futuro, dibattiti costruttivi sulla convivenza con il lupo e sulla protezione delle greggi senza nessuna
E ricordiamoci che il lupo è l’antenato del nostro fedele cagnolino e quindi, come si ha rispetto per il cane, lo si deve avere, a maggior ragione, per il lupo.

Gen

9

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Il giorno del “si” diventa ecologico

margherita

Il giorno del “si”più importante della vita di alcune persone diventa ecologico, all’insegna del risparmio e quindi evitando sprechi e del rispetto dell’ambiente. Non è solo un iniziativa di qualche ambientalista convinto ma risulta essere un’abitudine che tende a diffondersi in tutto il mondo. Un matrimonio “a cinque stelle” si può ottenere anche risparmiando. Si tratta di un matrimonio ecologico dedicato a chi non vuole inquinare l’ambiente e vuole lasciare un impronta positiva sul nostro pianeta. Si possono stampare le partecipazioni su carta riciclata, creare un giorno di festa tra banchetti ecologici e passeggiate nel verde, scegliendo il luogo del ricevimento in modo che gli invitati possano raggiungerlo senza utilizzare l’auto. Il vestito della sposa è interamente formato da biopolimeri di mais biodegradabile mentre quello dello sposo è un completo di lino bianco,per gli addobbi in chiesa si utilizzano fiori organici, poi per la cena delle spezie o prodotti locali serviti in cesti. Questi sposi vengono chiamati “ecofriendly”, solitamente sono una coppia di giovani laureati, appartenenti ad una classe sociale medio – bassa e fanno volontariato e viaggiano molto.
Il primo matrimonio ecologicamente corretto è stato celebrato in Brasile, a San Paolo, gli sposi erano un ingegnere spagnolo e una presidentessa di un’associazione di assistenza brasiliana. Sposi e invitati sono arrivati a piedi o in bicicletta. In questo il vestito della sposa è stato confezionato dagli anziani delle favelas ed era formato da bottiglie di plastica; ai piedi portavano entrambe sandali fatti con pneumatici riciclati fabbricati dai detenuti di un carcere in Brasile. Le fedi invece sono state fabbricate da una comunità indigena in Amazzonia ed erano di oro e fibra di cocco.

Gen

5

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Il bruco assassino

Colleoni Davide

Nelle giungle brasiliane si è sviluppato un bruco che viene definito bruco assassino ma il suo nome biologico è lonomia. Il lonomia è lo stato larvale dei lepidotteri lonomia. Gli studiosi non sanno ancora come mai si è formato, ma hanno ipotizzato che si sia formato perché è cambiato a livello ambientale tipo l’agricoltura, la deforestazione, l’inquinamento, il clima o la manipolazione dell’ambiente che ha favorito questo specie.È capace di uccidere una persona in 15 ore perché a messo appunto un sistema di difesa e di attacco tale da uccidere. È ricoperto da setole che iniettano il veleno coma lo si tocca. Il suo veleno è sei volte più potente di quello del serpente più velenoso al mondo. Quando si è colpiti da quel veleno si prova senso di nausea, vomito, inizia a girare la testa. Il veleno del bruco è un emotossina, distrugge i globuli rossi e si perde molto sangue fino a morire dissanguato dopo molte ore di agonia.

Gen

1

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La più "amata" dagli allevatori

margherita

Le vacche Frisone si presentano alte e slanciate, potenti, con buoni diametri e mammelle adatte alla mungitura meccanica e capaci di produrre grandi quantità di latte (30-35  litri in media al giorno) e molto longeve (la sua vita media è di 6-7 anni). Il loro mantello è formato da macchie di colore nero e bianco, il pelo è raso. Il muso è lungo e gli occhi sono posti in alto ai lati della testa. Alcuni esemplari hanno anche le corna, però, per motivi di sicurezza, alcuni allevatori gliele bruciano appena crescono, cioè quando sono vitelline. La razza frisona che viene allevata nel nostro Paese, rappresenta un ceppo italiano della pezzata nera o frisona, la sua zona di origine è la Frisia Olandese, da cui prende il nome, che a sua volta è il risultato dell’introduzione di razze canadesi, statunitensi, svedesi, tedesche, danesi e naturalmente olandese. Grazie al carattere cosmopolita di questa razza, si sono create delle popolazioni con peculiari caratteristiche aiutate anche da particolari condizioni ambientali, di allevamento e dagli obbiettivi di selezione proseguiti. I primi soggetti (provenienti dall’Olanda)sono stati importati nella metà del secolo scorso; essi hanno subito dimostrato grandi capacità di adattamento e soprattutto di produzione. Proprio per questo, la Frisona ha preso il posto di molte razze locali, molto meno produttive  ed ora è diffusa omogeneamente su tutto il territorio italiano. L’esemplare più antico, da cui poi si è sviluppata la razza, è il toro Carnation Producer, che venne acquistato negli u.s.a. dall’allevamento della Bonifica di Torre in Pietra, nel 1929. Nel 1908 si contavano già 60.000 capi, col primo conflitto mondiale ci fu una pausa, ma subito dopo la popolazione aumentò e quindi anche il numero del bestiame, che venne importato in altri paesi e sostituito con alcuni incroci oggi i capi allevati superano il milione e duecentomila.

Dic

29

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L’ Arno invaso da pesci ‘alieni’

stefano

L’ abbiamo popolato di alieni, e adesso la colpa è nostra: se i pesci  originari dell’ Arno sono ridotti a un manipolo di profughi impauriti, scacciati dalle loro nicchie, depredati del cibo, braccati dagli invasori o addirittura divorati. Abbiamo trasformato l’ Arno in un fiume «mostruoso», facendolo abitare da creature che sembrano saltar fuori da un film di fantascienza degli anni cinquanta: pesci siluro, gamberi killer, vongole giganti, rane toro, cozze zebrate. Tutte specie definite, appunto, aliene. Cioè non originarie di qui, ma che qui in qualche modo sono arrivate. «Ma non certo con i dischi volanti né da soli con le loro pinne, zampe o code che siano. Nell’ Arno ce li abbiamo messi noi uomini. C’ è sempre qualcuno che per disattenzione, estro del momento o per ferrea volontà fa arrivare a destinazione questi animali» dice Giovanni Menduni, segretario dell’ Autorità di bacino dell’ Arno. Si butta in Arno l’ enorme pesce siluro per rendere più avvincente la battuta di pesca, si svuota nel fiume l’ acquario di casa per disfarsi del piranha o della tartaruga esotica, ecco come arrivano gli alieni a Firenze, coltello e insieme ferita di questo Arno: ne stravolgono l’ equilibrio naturale, facendo strage delle specie autoctone, razziando cibo, spazi e futuro a chi nel fiume ha diritto di abitarci da sempre perché ci è nato, ma allo stesso tempo sono essi stessi il segnale di un malessere più profondo. «La presenza degli alieni ci dice quanto male l’ uomo stia facendo all’ ambiente» dice Carlo Scoccianti, biologo, consulente dell’ Autorità: «Scarichi, inquinamento, cantieri, abusivismo hanno talmente indebolito la resistenza delle specie autoctone nel fiume, da renderle facile preda dei nuovi arrivati. La vera mostruosità non sono loro, ma ciò che l’ uomo sta facendo alla natura». Colpa nostra, dunque, se il pesce siluro, aggressivo bestione baffuto che raggiunge anche i due metri di lunghezza e i cento chili, sta facendo polpette dei cavedani e delle paperelle dell’ Arno: è originario del Danubio, ma da anni sguazza anche qui: «E ovviamente ci è stato buttato: ormai è dappertutto, anche a Bilancino, anche nella Greve» dice Annamaria Nocita, naturalista. E’ una vera esperta di alieni: tra i pesci ne ha individuate oltre una ventina di specie, e i primi due siluri in Arno li ha trovati lei nel ‘ 98, proprio nel tratto cittadino. Liberarsi dei siluri è praticamente impossibile: per regolamento, se vengono tirati su durante le gare di pesca, poi devono essere ributtati nel fiume. Bisogna, se non altro, fare in modo che non ne arrivino più». Nel nord Italia si fanno delle vere e proprie battute di caccia: l’ anno scorso la Provincia di Rovigo ha offerto una taglia di 26 centesimi al chilo per ogni siluro pescato. Un altro pesce siluro presente nell’arno, anche questo baffuto, è il pesce gatto: è di origine americana e si adatta anche nelle condizioni più proibitive,quando il fiume è in secca può sopravvivere per un certo periodo sepolto nel fango. Anni fa ce n’ erano tantissimi, ma adesso non se la passa troppo bene, spodestato da un altro competitore, il pesce gatto a pallini, una specie di cuginastro che lo sta rapidamente sostituendo. L’ ultimo alieno passato per le mani della dottoressa Nocita è la cozza zebrata: l’ hanno trovata quest’ estate nel lago di Bilancino. E anche questa creatura, più piccola delle cozze classiche, ma con strisce bianche e nere che le hanno valso il soprannome zebrata, non dovrebbe essere qui: la sua origine è nel Mar Caspio. Si attacca alle chiglie delle barche, e così si sposta. Da anni è segnalata nel nord d’Italia. E’ capace di distruggere diciannove specie di acqua dolce, e provoca danni alle condutture degli impianti di filtro dell’ acqua. Un altro famoso alieno dell’ Arno e dei suoi affluenti è la vongola gigante: un grande mollusco con una conchiglia ovale e panciuta, larga fino a 20 centimetri. Vive nelle acque stagnanti o che fluiscono lentamente, filtra continuamente schifezze, il che la rende inadatta per gli spaghetti, ma perfetta per usarne il guscio come posacenere. Il Ròdeo Amaro, altro pesce forestiero dalle carni appunto amarissime, la sfrutta biecamente come un’ incubatrice, inoculandole al suo interno le uova: quasi ci fosse una sorta di solidarietà tra alieni. Il gambero killer, è forse il più noto fra gli invasori: viene dalla Louisiana, un paio di anni fa andò perfino in televisione. Era il periodo riproduttivo del gambero, e una lunga fila di questi animaletti, simili a piccole aragostine, scavalcò l’ A1 per passare da una parte all’ altra dell’ autostrada, creando non pochi incidenti. E’ voracissimo, tritura le larve di tutto quello che trova. E’ stato introdotto anche in Italia, dall’ America via Spagna, perché è cicciotto e si mangia. Devastante per le altre specie. Tralasciando il piranha che alla fine degli anni Ottanta fece la sua comparsa in Arno, scaricato da qualche amante dell’ esotico, e stecchito però dalle basse temperature invernali dell’ acqua, la carrellata aliena potrebbe andare ancora avanti.

Dic

26

By potatore

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Mamma, ti leggo un libro!

DIEGO
[email protected] | 151.68.174.192

Distratti dal web e t , concentrati sul telefonino, i ragazzi sembrano non amare i libri. Invece, leggono più degli adulti.
C’è chi ai libri lascia prendere la polvere sopra la scrivania, chi li usa per fermare le porte quando c’è la corrente d’aria, chi li allinea sugli scaffali per fare bella figure coi compagni… E però c’è anche chi i libri li coccola e li giusta, li sceglie uno per uno, ne sottolinea le frasi più emozionanti ne coglie i particolari e quando li trova interessanti lo rilegge per la seconda volta.
Per certi ragazzi i libri non sono un bene, per, invece li trattano come se fosse oro per il loro cervello. La fascia d’ eta in cui se constata una particolare attenzione per la lettura è stata quella tra gli 11 e i 14 anni, perciò i ragazzi che frequentano le scuole medie leggono più di altri,  ma non tutti. Ci sono ragazzi che scelgono il libro attraverso la copertina chi in base al titolo e chi invece dal numero di pagine.
I generi più scelti dai ragazzi sono classici e fantasy , alle ragazze colpisce il romanzo rosa.
CON QUESTO VORREI DIRE CHE LA LETTURA è ORO PERIL NOSTRO FUTURO.