Search Results for: acqua

Nov

30

By potatore

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Acqua: istruzioni per l'uso

    L’acqua è un bene prezioso e secondo alcune previsioni di noti esperti, in futuro lo sarà sempre di più tanto da poter causare guerre tra i popoli per l’accaparramento delle fonti di approvvigionamento. Esempio attuale è l’eterna lotta che si svolge in Medioriente tra Arabi e Israeliani che ha tra varie motivazioni dell’essere, la fonte di acqua che proviene dalle alture del Golan. In molti paesi del mondo tra cui il nostro, ogni anno vanno persi milioni di litri di acqua e la causa sta innanzitutto nel labirinto di acquedotti che risultano fatiscenti, usurati dal tempo, dimenticati dagli amministratori e sotto la responsabilità di una miriadi di enti scollegati tra loro e senza piani organici di utilizzo. Per molto tempo purtroppo, l’acqua è stata considerata un bene inesauribile ma solo nell’ultimo decennio ci si è accorti che invece con l’aumentare dei bisogni umani, la disponibilità naturale di acqua potabile va notevolmente diminuendo e tende a diventare un bene sempre più prezioso. E’ certamente necessario un miglioramento degli impianti tenendo conto ovviamente delle esigenze ambientali ma non solo, allo stesso tempo vanno rivisti i consumi, riflettendo sul fatto che il nostro Paese risulta tra i più alti per consumo procapite. Nei confronti dell’acqua, occorre pertanto una maggiore cultura capace innanzitutto di ridurre i consumi domestici. Non occorrono per questo cervellotiche strategie ma una serie di piccoli accorgimenti che applicati al vivere quotidiano sono capaci di dare un aiuto concreto all’ambiente e allo stesso tempo al bilancio familiare. Per esempio la riparazione del classico rubinetto gocciolante basta ad ottenere un risparmio nazionale di 50 mila litri annui, l’utilizzo della lavastoviglie o della lavatrice a pieno carico ne consente il risparmio di ottomila. Se poi, a ciò viene sommato il risparmio d’acqua ottenuto lavando la frutta e verdura in ammollo piuttosto che in acqua corrente, il riutilizzo dell’acqua di cottura della pasta e della verdura per l’irrigazione delle piante in vaso, il risparmio sale a più di 10 milioni di litri. Anche con l’igiene personale si può incrementare il risparmio idrico senza per questo smettere di lavarsi: una doccia infatti assicura la metà di consumo di un bagno e riempire il lavabo o il bidè può risultare un gioco “parsimonioso” per incentivare i piccoli a lavarsi più frequentemente.

Lug

22

By potatore

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Come lavare le auto senza acqua.

autolavaggioa cura di le.lo.

L’impresa spagnola Ecowash, che si dedica alla pulizia degli autoveicoli, ha messo a punto un sistema che consentirebbe di pulire le auto senza usare acqua. Stando a quanto riferito dai responsabili dell’impresa, i risultati della pulizia sarebbero identici a quelli tradizionali. Il sistema quindi, oltre che garantire un risparmio di acqua, non genererebbe alcun tipo di rifiuto. Il nome del prodotto è “Protector Wash” e altro non è che un detergente il quale, secondo la descrizione fornita dall’azienda, sarebbe completamente biodegradabile. Il prodotto infatti è basato sulla ionizzazione ed è interamente costituito da prodotti non contaminanti. In sostanza si tratta di uno spray da apporre alla carrozzeria del veicolo, la cui applicazione consiste nel lasciarlo agire qualche minuto per poi toglierlo con un panno. Attraverso questo sistema sembrerebbe che si possa risparmiare tra i 100 e i 250 litri di acqua per ogni lavaggio auto (che sono le quantità d’acqua medie impiegate per lavare un veicolo). Il prodotto è inoltre stato messo a punto per la pulizia interna del veicolo, per i pneumatici e per le plastiche, senza naturalmente danneggiamenti alla superficie di applicazione. Dall’inizio della sua commercializzazione, ovvero nel 2006, la società sostiene di aver contribuito al risparmio di più di 43 milioni di litri di acqua. Alla luce della descrizione il sistema si presenta particolarmente interessante. Siamo davvero di fronte ad un prodotto rivoluzionario o si tratta semplicemente dell’ennesima bufala che il mercato vuole proporci?…A voi la scelta.

Giu

16

By potatore

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L'acqua ringrazia….la cascata di SIIIIIIIIIIIIIIIIII

Apr

11

By potatore

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Nell'acqua…..sguazzano i caimani

La privatizzazione dell’acqua ha portato, in quest’ultimo periodo, molte lamentele che avranno seguito nel prossimo referendum quando i cittadini avranno la possibilità di decidere: gestione in mano ai privati oppure  gestione pubblica?  Certo è che la gestione in mano ai privati ha fatto nascere parecchi malumori innanzitutto per l’aumento delle tariffe poi per il ricevimento di cartelle poco trasparenti per consumi e prezzi praticati, e poi per la mancanza un garante per l’acqua potabile.  Al contrario di luce e gas, inoltre, il cittadino non può scegliere tra diversi operatori e quindi le nuove società che sono state create hanno dato vita ad una variabilità di prezzi praticati e norme  più o meno arbitrarie sulle condizioni di nuovo allacciamento, subentro o cessazione  dell’utenza e trovano il consumatore senza nè garanzie nè una valida alternativa di gestore: vige il più iniquo monopolio. Cosa curiosa, anche per esperienza personale, sono i casi di subentro, in tali casi la società erogante pretende dal subentrante il pagamento delle bollette insolute dal precedente intestatario senza aver  nessun titolo legale per tale richiesta. In pratica un proprietario di immobile che ha affittato l’appartamento ad un inquilino che dopo un breve periodo di permanenza risulta moroso e per tale motivo sfrattato si trova a dover anche far fronte, a detta delle società erogante, al pagamento degli insoluti nonostante non abbia mai firmato alcun contratto e che sia l’inquilino l’ intestatario dell’utenza. E’ come se l’inquilino sottoscrivesse un abbonamento ad una pay-tv e il locatore in caso di sfratto dovesse sobbarcarsi anche le quote di tale abbonamento non pagate. Furbata: “noo” rispondono i nuovi gestori acque ma se ne vuoi il subentro ti devi far carico dell’insoluto altrimenti paghi un nuovo allaccio a prezzi tali da scoraggiare qualsiasi padre di famiglia. Un ricatto in grande stile  viste le  leggi attuali e i tempi della giustizia ordinaria. Adire alle via legali significherebbe di fatto farsi pratocinare da un legale per far valere dei diritti che inevitabilmente troverebbero  molti motivi di cavillo legale e nel frattempo ? non ti lavi, non cucini, eviti di lavare i pavimenti  o usi l’acqua in bottiglia? Se lo scopo della privatizzazione dell’acqua fosse quello di evitare che sul mercato agissero un numero elevato di operatori con servizi diversi e tariffe poco omogenee chiunque, di buon senso, avrebbe dato parere favorevole, ma passare da una eccessiva frammentazione ad un unico e monopolista gestione significa far ricadere come al solito sull’utenza i costi e i disservizi di tali accorpamenti. In attesa dei referendum per il cittadino è necessario stringere i denti, e sopportare le angherie di call center dalla risposta pronta e poco inclini ai rapporti personali.   Il risultato è prevedibile: se non stai attento all’acqua rischi di essere azzazzato dai …..caimani.

 

Feb

7

By potatore

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Acqua in bottiglia quanto mi costi!!!!

acqua rubinetto

Ben l’87% degli italiani, invece di consumare l’ottima e controllatissima acqua di rubinetto, consumano acqua in bottiglia, per un totale di 11200 milioni di litri all’anno, cioè, oltre 190 litri a testa (mezza bottiglietta al giorno).
Quello delle acque minerali, è un mercato molto remunerativo. Il costo medio di una bottiglia da 1 litro e mezzo risulta essere di 40 centesimi contro i 70 centesimi al metro cubo, ad esempio, dell’acquedotto di Milano .

Buona parte del successo delle acque minerali è dovuto alla sempre maggiore pressione pubblicitaria e all’utilizzo di testimonial d’eccezione, come Miss Italia, Del Piero, la nazionale di calcio,… A dimostrazione di questo basti pensare all’investimento pubblicitario (netto), che nel 1990 era 31 milioni di euro con un consumo pro capite di 110 litri, mentre, 15 anni dopo, gli investimenti sono quadruplicati ed il consumo quasi raddoppiato.

Negli ultimi 15 anni, il consumo di acque minerali in bottiglie di plastica è aumentato fino al 65%. Gli imballi di plastica immessi sul mercato ammontano a 2200000 tonnellate, di cui circa 400000 tonnellate sono contenitori in PET.
Per produrre 1 kg di PET, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, mentre, la lavorazione rilascia nell’atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio.
Il sistema riesce a riciclare soltanto il 34% dei contenitori PET immessi al consumo. A questo va aggiunto anche l’inquinamento dovuto al trasporto delle acque in bottiglia, che, a differenza di quella di rubinetto, vengono trasportate per larghissima parte su strada (solo per il 18% su rotaia).
Un camion consuma mediamente di 1 litro di gasolio ogni 4 chilometri. Se prendiamo, ad esempio, la famosa acqua della “bollicina” della pubblicità, scopriamo che la sede operativa è a Pratella in Provincia di Caserta. Quindi, seguendo il tragitto consigliato dalla Guida Michelin, risulta che percorre 180 km per arrivare a Roma, 400 km per arrivare a Firenze, 700 km per arrivare a Milano; il che equivale a dire che ogni camion consuma rispettivamente 45 litri di carburante per arrivare a Roma, 100 litri per arrivare a Firenze e 175 litri per arrivare a Milano.
Non solo nelle grandi città si fa largo uso di acqua in bottiglia ma anche in una regione come il Trentino, dove la qualità dell’acqua è ottima. Infatti, nonostante il sia il dato più basso in Italia, i consumatori di acqua in bottiglia sono, comunque, il 72,1% !
Questo mi fa riflettere, visto che molte delle marche che entrano negli scafali dei nostri supermercati provengono da questa regione, e, visto che l’acqua di rubinetto di Trento, in una recente classifica nazionale, si è posta all’undicesimo posto per qualità e al secondo per sapore.
Sulla base di una ricerca condotta da Legambiente risulterebbe che solamente 2 italiani su dieci saprebbero distinguere il sapore dell’acqua minerale in bottiglia da quella di rubinetto.
Dopo quanto riportato e dati i costi assai maggiori dell’acqua in bottiglia rispetto a quella di rubinetto, siete ancora convinti che l’acqua in bottiglia sia la migliore?

Gen

21

By potatore

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Acqua:una risorsa illimitata?

acqua

A cura di Melaine

Sulla Terra sono presenti circa un miliardo e mezzo di metri cubi di acqua, il 97% dei quali costituito da acqua salata dei mari ed il restante 3% costituito da acqua dolce sotto forma di laghi, fiumi, ghiacciai e acque sotterranee.
Abitualmente si considera l’acqua un bene illimitato, suddiviso in due sole varietà: dolce e salata. In realtà le acque si possono distinguere in base ad altre caratteristiche:

di tipo fisico (temperatura, colore, torbidità);
di tipo chimico (contenuto di sali, di gas, di prodotti chimici);
di tipo biologico (presenza di microrganismi).
Inquinare l’acqua significa proprio modificarne le caratteristiche in modo tale da renderla inadatta allo scopo a cui destinata.
L’acqua forse la più importante tra le nostre risorse. Un uomo può sopravvivere senza cibo per settimane, ma senz’acqua morirebbe in pochi giorni. Con argomentazioni meno drammatiche, osserva solo che ogni giorno, nell’intero pianeta, abbiamo bisogno di milioni di litri d’acqua per lavare, irrigare i campi, per raffreddare nei processi industriali, senza parlare di attività ricreative come piscine e centri per sport acquatici. Nonostante la nostra dipendenza dall’acqua, usiamo i bacini (fiumi, laghi, mari) come scarichi per ogni sorta di rifiuti e facciamo davvero poco per proteggere le nostre riserve d’acqua.
Diversi i tipi di inquinamento che caratterizzano l’acqua:

CIVILE: deriva dagli scarichi delle città, quando l’acqua si riversa senza alcun trattamento di depurazione nei fiumi o direttamente nel mare;
INDUSTRIALE: formato da sostanze diverse che dipendono dalla produzione industriale;
AGRICOLO: legato all’uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e pesticidi, che essendo generalmente idrosolubili, penetrano nel terreno e contaminano le falde acquifere.
Ci sono molte minacce alle nostre risorse idriche. Il petrolio riversato in mare uccide migliaia di uccelli marini e può rovinare sia gli impianti per la desalinizzazione che gli impianti industriali che utilizzano l’acqua proveniente da coste inquinate. Comunque, il petrolio può finire in mare per vari motivi, e produrre comunque gravi danni;a causa dell’arrivo sulle coste delle sostanze inquinanti che provocano varie malattie infettive, come ad esempio il tifo, il colera la salmonellosi.
Una cattiva gestione delle risorse esistenti può portare alla loro distruzione o forte riduzione, come per il lago d’Aral. Più vicino a noi, il Mare del Nord soffre di un forte inquinamento. Gran parte dell’inquinamento dei fiumi e dei mari causato dalle sostanze chimiche, provenienti principalmente dall’agricoltura. Un’altro tipo di inquinamento spesso trascurato è l’inquinamento termico.

Vi sono due tipi di soluzioni al problema dell’inquinamento:
NATURALI: ad esempio i fiumi che sono sempre stati in grado di depurarsi autonomamente perchè contengono dei batteri che decompongono le sostanze organiche provenienti dai resti di esseri morti.
UMANE: ad esempio i moderni depuratori, nei quali i liquami passano attraverso tre fasi distinte di trattamento. La prima, detta trattamento primario, comprende una serie di processi fisici o meccanici di rimozione dei detriti più grossolani, di sedimentazione delle particelle in sospensione e di separazione delle sostanze oleose. Nella seconda fase, detto trattamento secondario, si ossida la materia organica dispersa nei liquami. La terza fase, detta trattamento terziario, ha lo scopo di rimuovere i fertilizzanti per mezzo di processi chimico-fisici. Ci sono altre soluzioni come la riduzione della concentrazione di inquinanti sottoponendo il materiale ad un trattamento preventivo prima di scaricarlo nella rete fognaria e l’uso di bacini di decantazione o di vasche per la depurazione dei liquami.

Dic

18

By potatore

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Bevi l'acqua di casa!

acqua rubinetto

Bevi l’acqua di casa, la nuova campagna di Altroconsumo

“Bevi l’acqua di casa”: è lo slogan della campagna di Altroconsumo per diffondere la cultura dell’acqua del rubinetto e dare un colpo di piccone ai pregiudizi, propagati ad arte, che l’hanno trasformata nella sorella povera e meno sicura di quella in bottiglia. Non è così: l’acqua del rubinetto non è un ripiego più economico, ma una scelta intelligente, che fa anche risparmiare.

Dedicata ai diffidenti
È un peccato non berla. L’acqua che scorre dal rubinetto di casa è generalmente di buona qualità, anche per quanto riguarda gli inquinanti più insidiosi e incriminati, come pesticidi e solventi. Spesso non ha nulla da invidiare all’acqua minerale, come dimostrano i risultati della nostra inchiesta in 35 città.

Dedicata ai disinformati
Prima di consumare soldi inutilmente in acqua in bottiglia o in filtri domestici, informati bene sulla qualità dell’acqua consegnata dal tuo acquedotto: il più delle volte è già adatta, così com’è, all’uso alimentare. Di tutta la famiglia.

Dedicata ai palati esigenti
Non ti piace il sapore dell’acqua di rubinetto? Ricorda che il cloro è un gas: evapora facilmente se l’acqua viene fatta riposare in un una caraffa per qualche minuto prima di berla. Se poi la metti in frigo, perde qualsiasi retrogusto.

Set

20

By potatore

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La raccolta dell’acqua piovana

di Daniel Bernini


In questi tempi si sente sempre di più parlare di risparmio idrico. Il risparmio può avvenire senz’altro partendo dalle nostre case, cercando di evitare gli sprechi laddove possibile: usare la doccia anziché la vasca da bagno, aprire l’acqua sotto la doccia in fase di risciacquo e non mentre ci si insapona, durante la pulizia dei denti aprire l’acqua solo lo stretto necessario, scegliere cicli più brevi possibili per lavastoviglie e lavatrice, usare l’acqua potabile solo per usi alimentari. Ma come reperire acqua non potabile per tutti quegli usi fuori casa? Raccogliendo l’acqua piovana attraverso adeguate realizzazioni. Pertanto, decidendo di costruire un impianto di raccolta, occorre scegliere tra vasche interrate e vasche esterne. Le vasche interrate possono essere collegate sia all’impianto idrico della casa integrando l’acqua dei servizi igienici o quella della lavanderia, sia a quello esterno per l’irrigazione del giardino. Nelle vasche esterne, invece, l’acqua viene raccolta ed utilizzata solo per gli usi esterni. In entrambi i casi occorre innanzitutto predisporre le grondaie del tetto in modo adeguato. Utilizzando l’acqua piovana, si può arrivare ad un risparmio di acqua potabile oltre ogni aspettativa, senza contare il risparmio economico davvero notevole che permette, in tempi brevi, di ammortizzare il costo dell’impianto.

Set

10

By potatore

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acqua dolce+acqua salata = energia

postato da c.v.

Sembra fantascienza ma è la conclusione scientifica di Doriano Brogioli, 37 anni, fisico e ricercatore del dipartimento di medicina sperimentale dell’università di Milano-Bicocca che ha dir suo, per caso, ha fatto la tale scoperta. Spera di costruire un supercondensatore da presentare alle aziende per lo sfruttamento ma sorgono inevitabilmenti alcuni problemi di natura prettamente italiana: fra un anno e mezzo gli scade il contratto e nel frattempo, se vuole i finanziamenti deve lavorare su altri progetti e quindi tralasciare. In pratica la ricerca italiana è senza soldi e quindi i ricercatori per vivere devono emigrare e come ironicamente dice qualcuno :” i cervelli scappano ( all’estero)  e i corpi rimangono ( in Italia)”. Altra magra consolazione è quella che le aziende interessate a tale progetto, competitivo a detto del Fisico con l’energia proveniente dagli impianti nucleari, sono straniere.  L’unica speranza che i nostri ricercatori all’estero un giorno torneranno …. forse costretti da un partito xenofobo al potere contrario all’immigrazione: ma questa è un’altra notizia. (hi.hi.hi.hi-hi)

Mar

22

By potatore

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Giornata mondiale dell'acqua

Entro il 2030 si prevede che la popolazione mondiale avrà una enorme penuria d’acqua ma già oggi per milioni di bambini l’acqua potabile è un miraggio. Se cominciassimo ad usarla con parsimonia? Se si cominciasse ad usare quella piovana per gli usi non domestici? si aspettano fattivi comportamenti.

Ago

5

By Il Potatore

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Il giardino non va mai in vacanza

Il lavoro di coltivare con cura le piante in vaso in balcone e in terrazza oppure sfalciare, potare, innaffiare il giardino, dopo un anno di continuo lavoro, può essere compromesso dalle vacanze. Nessuno vuole mettere in discussione che le vacanze siano sacre e quanto meno auspicabili ma come fare a non vanificare il lavoro svolto senza rinunciare ad esse è sicuramente il problema di molti. I rimedi sono diversi come diversa è la casistica. Chi scagliona a gruppi di pochi giorni le proprie ferie riesce a tamponare senza grossi problemi le cure che nel frattempo diventano necessarie nell’orto nel giardino. Lasciare le chiavi di casa al vicini o a parenti ed amici con la promessa “solo dieci giorni” può risultare una valida soluzione. Ma chiedere “solo per un mese” di solito scoraggia anche i più ben disposti. In entrambi i casi c’è sempre il rischio che la persona preposta per una eccessiva solerzia tende ad innaffiare eccessivamente le piante lasciando possibilmente troppa acqua nel sottovaso provocando l’ingiallimento del fogliame che con molta cura si era riusciti a rendere verde e rigoglioso. Poca acqua al contrario provoca una mancanza di turgore che compromette la fioritura e nei casi estremi la morte del bonsai, regalo di molti anni addietro. Porsi questi problemi diventa fondamentale per evitare brutte sorprese al ritorno ma scoraggiarsi e rinunciare alle vacanze non è sicuramente il caso. Organizzare il lavoro alla persona preposta con delle valide indicazioni risulta in questi casi il sistema migliore utilizzando possibilmente un promemoria con la quantità e la cadenza per ogni specie apponendo, se è il caso, delle targhette per ogni pianta con il nome e le indicazioni. Si è dato per scontato che non esistono difficoltà a reperire la persona adatta tra i famigliari ma nel caso non fosse possibile, perché non valutare l’ipotesi di affidare con molta fiducia la responsabilità a qualche volenteroso alunno che finito proficuamente l’anno scolastico è alla ricerca di qualche soldo per arrotondare la paghetta dei genitori? E se poi studia in un Istituto agrario, meglio, continuerà il tirocinio mettendo in pratica quanto fino a questo momento ha studiato. Se neanche questa soluzione per motivi diversi risulta praticabile, allora bisogna ricorrere senza indugio all’utilizzo di un valido sistema di irrigazione computerizzato. Diversi sono i sistemi in vendita presso i negozi di giardinaggio, essi sono composti da una centralina programmabile con diverse uscite di acqua di irrigazione quattro-sei generalmente ai quali vanno inserite i tubi che collegano alle zone da bagnare. La centralina, con funzionamento a pile può essere programmata per irrigare con intervalli che vanno da uno a trenta giorni e con tempi indipendenti per ogni uscita da 1 minuto a 24 ore. Esistono nei sistemi più complessi anche dei sensori di pioggia che riescono ad interrompere il flusso d’acqua in caso di precipitazioni e ripristinarlo dopo l’evaporazione. Il rivenditore di fiducia può consigliare nella scelta e per tutti buone vacanze.

Mag

12

By Il Potatore

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Riciclare è …bello

 

Il futuro del Pianeta Terra è la vita dell’uomo su di essa è strettamente legata alla disponibilità di acqua potabile. Molte aree del Mondo hanno popolazioni che hanno poco accesso a fonti di questo tipo e molte ” guerre” tra cui quella israelo/siriana ha alla base l’approviggionamento idrico proveniente dalle alture del Golan. In Europa la sprecriamo in  grande quantità e ogni giorno tra lavaggio di macchine e scarichi di sciacquoni del water ” buttiamo” nella fogna preziosa risorsa. In futuro il suo costo lieviterà enormemente e già oggi in molte regioni di Italia le lamentele sul costo dell’acqua potabile sono sempre più  diffuse al pari della poca disponibilità che si ha  in molte aree del nostro Paese. La contraddizione e che, dove c’è penuria di acqua forse se ne spreca maggiormente  di dove si ha una buona disponibilità e purtroppo spesso l’agricoltura e altre attività umane ne fanno uno spreco insostenibile. Al di là dei proclami cosa fare?

 

 

 

 

Autogrill Villoresi est a nord di Milano loro hanno già cominciato a risparmiare e voi cosa aspettate?

Mar

8

By Il Potatore

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Composizioni

 

Piante d’interni con forme diverse.
Si tratta di scegliere fra la collocazione di un esemplare singolo o di un gruppo costituito da essenze diverse ma comuni esigenze idriche nutrizionali. In entrambi i casi si possono ottenere i risultati eccellenti. Una composizione di piante fatte con specie diverse può essere una soluzione per concentrare in un unico vaso piante di diversa bellezza ma con caratteristiche pedologiche, idriche e nutrizionali simili ma può anche essere una valida soluzione per una idea regalo, insolita e fatte in casa. Per la realizzazione bisogna inizialmente scegliere il vaso adatto che tenere conto della profondità dell’apparato radicale delle vari radici, del numero di piante da sistemare e dell’ambiente in cui andrà collocato. Ovviamente, rispetto al primo caso, se trattasi principalmente dei piante grasse e la profondità del vaso non deve essere eccessiva visto lo sviluppo contenuto che caratterizza questo tipo di piante e la capacità di vegetare anche in condizioni estreme o in spazi contenuti. Per questo caso sono da preferire le ciotole in terracotta optando eventualmente per quelle colorata o smaltate secondo i gusti, poco profonde e con diametro di 30-35 cm. Si utilizzeranno via via vasi sempre più profondi se le caratteristiche dell’apparato radicale o lo sviluppo finale delle varie piante lo richiedono. Una composizione di sicuro effetto può risultare dall’associazione di guzmania, croton, Spatifillo e Chamadorea al quale possano essere aggiunte piante e fioritura stagionale come calceolaria o narciso. Per procedere alla preparazione bisogna svasare tutte le piante occorrenti e sistemarle su un tavolo da lavoro dove viene sistemato a portata di mano del terriccio già inumidito e una paletta di  giardinaggio. Sul fondo del vaso va sempre sistemata una manciata di argilla espansa o altro che abbia la funzione di drenare l’acqua in eccesso, quindi uno strato di terriccio. Si passa poi alla collocazione delle piante partendo da quelle più grandi come nel caso della Chamadorea e dello Spatifillo per poi passare in successione alle altre bloccandole al fondo con una manciata di terriccio. Una svolta che sono state tutte sistemate si può passare a riempimento degli spazi tra piante di modo che il vaso sia riempito di terriccio 1-2 cm sotto il bordo, dopo una abbordante annaffiatura e infine si  rabboccano eventuali zone rimaste vuote o non compresse sufficientemente bene. Le piantine vanno sistemate in modo armonioso e la composizione nell’insieme deve risultare molto fitta di piante riempiendo dove si rende necessario i piccoli spazi rimasti come piante stagionali che una volta si fiorite e vanno eliminati sostituite con altre. È conveniente tenere al riparo della luce diretta del sole per i primi 4-5 giorni e somministrare concime dopo 15-20. Un foglio di cellophane trasparente, un fiocchetto colorato  accompagnato un biglietto trasforma il tutto in un regalo “verde” sempre gradito alla persona che riceve.

Feb

4

By Il Potatore

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Potature di ordinaria….follia

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Potature di ordinaria follia, interventi cesori da far vergognare un serio professionista. Con quale criterio si eseguo tali tagli che niente hanno a che vedere con  la basilare tecnica di potatura. Non ci sono scuse che tengono: tali interventi sono criminali e accampare scuse sulla stabilità, sulla ricrescita o altre astruse teorie sono indice di incompetenza. Purtroppo nella bergamasca questa moda della capitozzatura prende sempre più piede e sembra quasi essere diventata una moda per tutte le stagioni. Si proprio così perché purtroppo oltre alla scelleratezza degli interventi si aggiunge che spesso vengono effettuati in piena ripresa vegetativa e questo ne  aumenta gli effetti negativi con eccessiva fuoriuscita di linfa, tempi lunghi per la cicatrizzazione e conseguenziale proliferare di attacchi fungini. Le piante capitozzate in tale modo tendono ad ammalarsi facilmente, invecchiano velocemente e la sostituzione diventa indispensabile anche perché i cancri rameali e le gravi carie che si sviluppano nella zona dei grossi tagli ne pregiudicano fortemente la stabilità. Tutti  i cittadini possono vigilare affinché non si abbiano a vedere tali atrocità che tolgono a funzione stessa per cui gli alberi vengono collocati in città: purificazione dell’aria, abbattimento delle polveri sottili, riduzione dei rumori, trattenimento dell’acqua piovana miglioramento in pratica del microclima locale. Ridurre drasticamente la chioma viene a toglie la loro funzione, con costi di mantenimento elevati ed inutili. Occorre protestare con l’invio di mail e telefonate ai responsabili comunali e spesso le vibranti proteste della popolazione ha impedito abbattimenti e potature da fantascienza.  Per chi volesse segnalare interventi anomali o chiedere spiegazioni sulla corretta tecnica di potatura può farlo allo scrivente tramite la pagina “L’esperto risponde” oppure registrarsi alla pagina facebook:  “Di no alla capitozzatura” mettere mi piace alla pagina e condividerla aiuta a diffondere una cultura piu ecologista e rispettosa dell’ambiente. Per approfondire trovi altri articoli simili al seguente link : La stagione dei massacri

Dic

4

By Il Potatore

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Conosciamo il favino…


Il favino è una leguminose appartenente alla tribù delle Vicieae. Appartiene alla varietà minor, si distingue dalle altre varietà in base alla dimensione dei semi; quelli del favino sono rotondeggianti e relativamente piccoli (1.000 semi pesano meno di 700g) e si impiegano per seminare erbai e sovesci e anche come concentrati nell’alimentazione del bestiame.Il favino è una pianta annuale, a rapido sviluppo, a portamento eretto, glabra, di colore grigio-verde, a sviluppo indeterminato. La radice è fittonante, ricca di tubercoli voluminosi. Gli steli eretti, fistolosi, quadrangolari, alti fino a 1,50 m (media 0,80-1,00) non sono ramificati, ma talora si può avere un limitatissimo accestimento con steli secondari sorgenti alla base di quello principale.Le foglie sono alterne, paripennate, composte da due o tre paia di foglioline sessili ellittiche intere, con la fogliolina terminale trasformata in un’appendice poco appariscente ma riconducibile al cirro che caratterizza le foglie delle Vicieae. I fiori si formano in numero da 1 a 6 su un breve racemo che nasce all’ascella delle foglie mediane e superiori dello stelo. I fiori sono quasi sessili, piuttosto appariscenti (lunghezza 25 mm), la corolla ha petali bianchi e talora violacei e, quasi sempre, con caratteristica macchia scura sulle ali. L’ovario è pubescente, allungato e termina con uno stigma a capocchia, esso contiene da 2 a 10 ovuli.Nel favino la fecondazione può essere allogama, con impollinazione incrociata operata da imenotteri (api e bombi), o autogama. L’ovario fecondato si sviluppa in un baccello allungato, verde allo stato immaturo, bruno quando maturo e secco, esso contiene da 2 a 10 semi.Uno degli usi più frequenti del favino è quello come coltura da sovescio, in questo caso il favino va seminato a inizio autunno, così che abbia raggiunto un buono sviluppo prima dei freddi invernali, e poi in primavera quando si trova in fioritura la coltura viene arata in modo che tutta la parte verde sia interrata. Così facendo  si arricchisce il terreno di sostanza organica che sarà facilmente degradata in quanto il terreno dove si trovava il favino è ricco in azoto grazie all’azoto fissazione dei batteri simbionti delle radici e quindi i microrganismi troveranno un substrato ideale sul quale moltiplicarsi e in seguito degradare la sostanza organica. Inoltre, con questa tecnica, si arricchisce di molto il contenuto in acqua del terreno che sarà ceduta lentamente e quindi si eviteranno stress idrici alle colture che seguiranno. Nonostante una parte di azoto venga usato dai microrganismi nel terreno ne rimane una buona quantità, per questo si deve evitare di fare il sovescio di leguminose per vari anni sullo stesso appezzamento soprattutto se ci sono colture arboree perché la forte presenza di azoto promuove un’anticipata ripresa vegetativa correndo quindi maggiori rischi di gelate tardive.Altro uso che negli ultimi anni sta prendendo campo è quello di usare il favino come coltura rinettante, questo tipo di coltivazione ha due scopi principali, uno è quello di evitare l’erosione del terreno durante le piogge autunnali e invernali, soprattutto in terreni collinari che altrimenti rimarrebbero scoperti per tutto il periodo invernale, e altra importante funzione è quella di evitare lo sviluppo di infestanti così quando si arriva a coltivare la coltura principale abbiamo un terreno completamente sgombro da infestanti. Questo perché questo tipo di colture sono seminate in maniera molto fitta e hanno un rapido sviluppo e soffocano tutte le altre essenze, poi, quando sono sviluppate, non fanno passare la luce e quindi le infestanti non possono germogliare.Quella che doveva essere la vocazione principale della coltivazione del favino e cioè la produzione di granella per alimentazione del bestiame negli ultimi decenni era andata scomparendo, soppiantata dalla soia,  preferita in quanto ha un altissimo contenuto in proteina.Per l’alimentazione del bestiame si usano le farine d’estrazione o i panelli, cioè soia a cui è stato estratto l’olio e nella quale la percentuale proteica è concentrata raggiungendo valori del 46%, il favino invece ha un titolo in proteine del 20-21% e quindi il confronto non era proponibile, basta meno della metà di soia rispetto al favino per coprire i fabbisogni di un animale. Ma negli ultimi anni si è riscoperto perché la soia è in gran parte OGM e quindi tutti gli allevamenti biologici non la possono utilizzare per alimentare il proprio bestiame e quindi sono ritornati ad usare o il pisello proteico o il favino che non hanno subito nessun tipo di modificazione genetica.Una delle varietà che è più usata in tutto il centro Italia è la “Vesuvio” che si adatta molto bene anche a terreni pesanti, e non richiede irrigazione. Le aziende biologiche sono le più interessate all’utilizzo del favino per i vari motivi visti primi, anche l’uso come coltura rinettante e da sovescio è molto importante in quanto nelle aziende biologiche non si possono usare diserbanti e quindi arrivare alla semina avendo un terreno sgombro da infestanti non è cosa da poco conto, come pure il controllo dell’erosione che dovrebbe interessare tutte le aziende ma maggiormente quelle che non possono fare un largo uso di concimi chimici e quindi perdere la parte superficiale del terreno che è quella più fertile diventa una grave perdita

Ott

20

By Il Potatore

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Arriva l’autunno!!

Tra  il  22  e il 23 del corrente mese  ha   inizio nell’emisfero boreale l’autunno che coincide con la primave­ra dell’emisfero australe. La natura incomincia ad  assumere i colori tipici della stagione e lo stesso orto ridimensiona quelli  sgargianti della bella stagione, determinati  dalle coltivazioni  estive, e solo gli ultimi  pomodori  offrono qualche  sprazzo di rosso mentre per il resto  predomina  il verde delle coltivazione tipiche autunnali: lattughe, cavoli e spinaci in testa. Ciò non significa che i lavori nell’orto siano finiti, tutt’altro invece, nè sopraggiungono dei nuovi e tra questi l’imbianchimento di alcuni ortaggi.

Sedani, radicchi, scarole, porri e cicorie insieme ai meno noti  cardi, prima di essere consumati vanno sottoposti  per un  certo  periodo ad imbianchimento al fine  di  migliorare alcune caratteristiche organolettiche. Si tratta in  pratica di ombreggiare,  con tecniche più meno  simili,  questi ortaggi  in modo da evitare l’esposizione alla luce per un certo lasso di tempo in modo che i tessuti, nell’impossibilità  di  effettuare  fotosintesi, diventino  più teneri  e saporiti. Per il sedano, la legatura a 15-20 cm dal  terreno e  la successiva rincalzatura possono essere valide solo  in casi di terreno leggero e privo di ristagni d’acqua;  mentre risultati molto buoni possono essere raggiunti avvolgendo le parti interessate con paglia o cartoni.  Nel  caso  di radicchi e scarole, per la  diversa altezza  raggiunta  dalla pianta, possono invece,  essere  utilizzati due sistemi diversi anche se i risultati non discostano  tra di  loro  più  tanto. Nel primo caso può risultare  molto semplice  anellare la  parte media delle  piantine  con  un elastico in modo che le parti più interne vengono coperte da quelle più esterne che impediranno la esposizione alla luce. Un  secondo espediente può essere attuato con  o  senza  la precedente legatura ma coprendo le singole piantine con  dei vasi in plastica  capovolti dai quali buchi di scolo entrerà solo un tenue filo di luce.

Giu

27

By Il Potatore

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I lavori estivi? Ecco cosa fare..

Con l’estate la varietà di specie, in produzione,  nell’orto è notevole e richiede costanza  ed  interventi  colturali ravvicinati.

Aglio e cipolla: dopo la metà del mese circa si può procedere alla raccolta. I bulbi di  aglio una volta estirpati vanno lasciati asciugare all’ombra prima di essere riposti in cantina,quelli di cipolla vanno  invece fatti asciugare nell’aiuola. Se si vogliono sistemare a treccia tale  operazione va effettuata entro i primi quattro-cinque giorni  dalla raccolta.

Patate: anche per questi tuberi è tempo di raccolta specialmente per le varietà precoci. La selezione dei tuberi va effettuata subito dopo la  raccolta  allontanando  quelli  guasti o  rovinati durante la raccolta.Risulta anche conveniente effettuare una selezione rispetto al calibro: le patate più piccole verranno utilizzate  intere per gli arrosti, quelle con  diametro  maggiore invece  bollite o fritte.

 Biete: procedere alla semina  di varietà precoci a raccolta autunno-vernino. Prepararee e il terreno finement, distribuire il seme a spaglio ed interralo leggermente: semi troppo profondi rischiano di non germinare.

 

Basilico:  va ripulito accuratamente delle erbe  infestanti che sottraggono  acqua   alla coltura. Le piantine  vanno cimate regolarmente in modo da evitare la formazione  delle infiorescenze. Se  la  produzione  risulta  superiore  alle necessità  domestiche il  basilico  può  essere  facilmente congelato o  trasformato in pesto tenuto sotto olio.

Cavoli: le piantine ottenute in semenzaio vanno trapiantate a dimora e irrigate  con bassi volumi di acqua ma  ravvicinati  nel tempo. Per i cavoli verza la messa a  dimora in  Pianura Padana  non deve essere protratta al mese di Luglio se si vuole ottenere un prodotto di buona qualità.

Cetrioli: gli steli secondari  vanno cimati regolarmente subito  dopo  la formazione del secondo frutto. Ciò permetterà l’ingrossamento dei frutti stessi migliorandone la qualità. Nessuna cimatura va effettuata sullo stelo principale.

Pomodoro: va continuamente sfemminellato procedendo allo stesso tempo alla soppressione delle foglie in prossimità dei frutti  più bassi in modo da migliorare le condizioni di luce.

Giu

19

By Il Potatore

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The Floating Piers: un ponte per la natura!

 

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Camminare sull‘acqua? Da ieri è possibile… Un’opera inutile? Ditelo ai centomila visitatori! Natura, paesaggio, estro umano, fantasia e altro si uniscono nell’opera di Christo e volerne sminuire la genialità della realizzazione dimostra una incommisurabile invidia. Gli scenari fantastici del lago di Iseo trovano la loro massima valorizzazione con la realizzazione di quest’opera senza uguali per originalità  e rimarcano come basta poco per fare andare a piedi nudi le persone, fargli apprezzare la natura, la riscoperta del territorio italiano,  dei sapori, delle tradizioni senza tralasciare l’aspetto tecnologico. Quanto sopra l’ho scritto prima di recarmi anch’io alla visita ahimè infruttuosa!! Arrivo alle 21.30 in moto e parcheggio da salasso: 10 euro.  Due moto nello stesso spazio per auto totale 20  scontrino uno di 10 e uno (probabilmente riciclato da 15). Biglietto navetta 5,5 euro pagati in un gazebo e il documento di viaggio, Brescia trasporti, non presentava importo: bagarinaggio? Coda per la navetta  e relativo trasporto animali……arrivo e nuova coda. Preventivati i tempi: salita nella passerella dopo la mezzanotte; si ritorna indietro. Fosse facile!!!! Assalto alla diligenza sono costretto a ridiscendere la porta non si chiude. Un plurigraduato della polizia, visto la presenza di molti bambini in carrozzina decide, giustamente, di dargli precedenze e al seguito tutti i parenti di settimo grado. Non esistendo transenne oltre il rischio di venir buttati sotto le ruote delle navette un disordine pazzesco nella fila che di fatto non esiste. Nel frattempo si osserva che l’autista di altra ditta di trasporti impiega un tempo immane nel controllo biglietti rimanendo d’intralcio agli altri. Occhio arriva la navetta “prima i carrozzini” poi i parenti di primo grado, gli amici con precedenza, le potenziali donne gravide …faccio valere l’abilità acquisita da giovane e nell’esercito e, malgrado me ne vergogni, salgo su. Che dire ci rinuncio…all‘Expo era tutt’altra organizzazione.

 

Giu

1

By Il Potatore

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Pronti per l’estate…

images-1Con  l’arrivo di giugno le giornate raggiungono  la  loro massima  durata. Il giorno così lungo permette alla vegetazione dell’orto di accrescersi con una velocità sorprendente richiedendo cure costanti e ravvicinate. Bisogna controllare la  colorazione  della vegetazione e nel  caso di tonalità troppo  chiare  intervenire con nitrato di sodio o solfato ammonico in dosi modeste distribuite su tutto il terreno  e senza  interessare le foglie che, altrimenti, rimarrebbero scottate. Le piogge del mese scorso hanno sicuramente rinvigorito le erbe infestanti che andranno tolte e possibilmente interrate selezionando  quelle  di interesse terapeutico come malva, ortiche, le radici di bardana, camomilla ecc. che una  volta essiccate, all’ombra, saranno preziose per infusi e  decotti. E’ possibile trapiantare all’aperto il sedano, sicuramente una delle più esigenti piante dal punto di vista termico mentre la coltivazione delle specie da frutto è in piena fase di crescita. Il terreno utilizzato deve essere molto soffice affinché possa essere rincalzato per l’imbianchimento. Altre  semine possono  essere effettuate con radicchio estivo, cavolo invernale, rape, fagiolini e fagioli rampicanti. Per quest’ultimi può essere riservato  eventualmente  il terreno vicino alla recinzione in modo da far sviluppare la pianta  sulla rete. La semina a dimora verrà fatta con  una quantità di seme leggermente superiore alle dosi consiglia­te per la coltivazione in modo di poter eventualmente  selezionare le plantule nate e tener conto dei semi non germina­ti. Se invece si intende trapiantare direttamente le piantane con 2-3 foglie è conveniente rimandare di una decina  di giorni. Le piantine  di pomodoro, melanzana e cetrioli ormai  in fase avanzata di crescita vanno continuamente gradualmente scacchiate  sopprimendo  tutti  i germogli  ascellari e le foglie basali in modo che i frutti prodotti  successivamente siano completamente spogliati dalle foglie rendendo omogenea la maturazione. Continuare con e concimazioni meglio se nell’acqua di irrigazione al  2 per mille di concentrazione evitando di bagnare le foglie.

Continued…

Feb

11

By Il Potatore

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L’orto di febbraio

Febbraio – Con l’inizio del mese incomincia l’attività vera e propria nell’orto anche se nelle zone più fredde della Pianura Padana è bene aspettare ancora 10-15 giorni. In ogni caso tutto dipende dall’andamento stagionale che in questo periodo può essere caratterizzato da giornate fredde alternate a giornate discretamente soleggiate. Tra l’altro i meteorologi sono dell’avviso che le probabilità maggiori di nevicate sono proprio in questo periodo. Pertanto per quanto riguarda le semine sarà conveniente effettuare le prime semine in colture protette, bancali riscaldati oppure in contenitori alveolati tenuti al riparo almeno fino all’avvenuta germinazione.

Il terreno ideale – Anche l’orticoltore “coltiva” i suoi sogni e tra questi, indubbiamente, la ricerca del terreno ottimale per le coltivazioni ricorre spesso. Fertile, facile da lavorare, che sia capace di trattenere l’acqua e in generale che abbia ottime proprietà chimico-fisiche. Ciò può non rimanere un sogno anche se non tutti i terreni sono uguali e purtroppo alcuni creano vere difficoltà per le coltivazioni. Una analisi del terreno, però, in un centro specializzato, può chiarirne in modo palese gli eventuali difetti chimico fisici dando quindi la possibilità di intervenire in modo mirato con le concimazioni o con pratiche ammendanti. Torba, letame, calce, gesso anche in piccole quantità danno la possibilità di ottenere risultati insperati.

Lattuga – Trapiantarle con due-tre foglioline sviluppate può essere il sistema più semplice e sbrigativo per avere nel giro di poche settimane dei teneri cespi da adibire a insalata verde. Ormai la vendita di piantine orticole pronte per il trapianto, dai costi molto contenuti, dà la possibilità di evitare in proprio la produzione di piantine, fase molto delicata che richiede tra l’altro spazi e tempi che l’ortolano sia professionista che dilettante non sempre riesce ad avere. Le piantine così ottenute, tra l’altro una volta messe a dimora si sviluppano velocemente senza dover sopportare la concorrenza delle erbe infestanti che nel semenzaio sono particolarmente attive.

Patate – Con largo anticipo vanno comprati i tuberi da seme per le semine primaverili. Vanno situati a pregermogliare in un locale molto luminoso e con temperature variabili tra i 14-16. Generalmente occorrono dalle 4 alle 6 settimane prima che i tuberi, ricchi di germogli e opportunamente sezionati, siano pronti per la messa a dimora. Nel frattempo l’appezzamento di terreno destinato ad accogliere i tuberi verrà rivangato in superficie e se non è stato fatto nel fine autunno, va concimato abbondantemente con letame o composta. L’utilizzo di abbondanti dose di sostanza organica diventa fondamentale in tutti quei casi in cui i terreni risultano eccessivamente compatti la qualcosa determina così lo sviluppo di tuberi malformati e di ridotte dimensioni.

Ott

14

By Il Potatore

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Finalmente la pioggia..

Dopo le attese, le piogge autunnali sono arrivate con abbondanza, in Lombardia, anche se fortunatamente senza eccessiva violenza.Questo comporta il lavaggio” della vegetazione dall’eccessiva  polvere  accumulatasi  sulle  foglie  delle piante, dopo il lungo periodo asciutto, e di un certo  rim­pinguamento delle risorse idriche del terreno e della falda. Le piogge  costringono l’orticoltore ad un forzato  riposo anche se alcuni controlli sul rapido deflusso dell’acqua in eccesso dalle aiuole risulta necessario. Il tempo inattivo durante le giornate piovose può essere altrimenti utilizzato per il riordino e la  manutenzione degli attrezzi,  nell’ordinazione dei  semi  oppure nella programmazione del piano colturale primaverile. Gli attrezzi di  lavoro come vanghe, zappe, falcetti e altro  anno con­trollati affinchè le parti il legno siano saldamente connes­se con quelle metalliche e che quest’ultime siano affilate e prive di curvature determinate da eventuali  contatti  con sassi e parti dure; può anche essere approntata una lista degli attrezzi di cui si è sprovvisti e procedere magari con gradualità all’acquisto. Stesso discorso è valido per le sementi  necessari nel  prossimo ciclo  colturale e delle quali vanno individuate con calma le varietà  servendosi anche di cataloghi di ditte specializzate e  di  acquisti tramite posta.

Ott

6

By Il Potatore

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Il pastazzo: non uno scarto ma una risorsa

Con il termine ‘pastazzo di agrumi’ si intendono i residui dell’estrazione del succo di arance e limoni, che contengono bucce, polpa e semi. Sono alimenti dotati di alto tenore in fibra e di buona appetibilità, essi costituiscono la componente energetica delle diete per ruminanti e monogastrici e possono essere utilizzati direttamente nell’alimentazione animale. Le scorze e le polpe che rappresentano i maggiori costituenti del pastazzo sono formate principalmente da: acqua, mono e disaccaridi, estrattivi in azotati, acidi organici, altre sostanze con spiccate proprietà biologiche.
I principali agrumi contenuti nel pastazzo sono: limone, pompelmo, arancio amaro, arancio dolce e mandarino.
Attraverso i residui dell’estrazione del succo degli agrumi si ottiene il pastazzo, esso è composto da circa 60-75% di bucce, 23-33% di polpa e 0-9% di semi. Il pastazzo viene utilizzato per l’alimentazione animale sia come composto fresco sia come composto essiccato. Per i pastazzi freschi è necessario ricorrere all’insilamento con aggiunta di paglia con funzione assorbente per evitare inquinamenti del suolo da parte delle acque di percolazione. Il pastazzo è impiegato per la sua benefica azione dietetica nell’alimentazione delle vacche in lattazione. La somministrazione di pastazzo a bovine, con quantitativi elevati di polpe essiccate, non deprime la produzione di latte, non influisce negativamente sull’appetibilità da parte delle bovine, né interferisce se non favorevolmente sul sapore del latte, e provoca un aumento qualitativo e quantitativo del latte stesso. Può anche essere impiegato nei bovini da carne aumentando l’accrescimento giornaliero. L’elevato tenore di pectine del pastazzo di agrumi svolge un’azione astringente antidiarroica, soprattutto in animali giovani. Un rifiuto ingombrante, apparentemente che finora ha rappresentato un grosso problema per l’intera filiera agrumicola a causa dei suoi  costi di smaltimento ma che in realtà trova un valido riutilizzo nell’alimentazione bovina e nella produzione del biogas.

 

Set

11

By Il Potatore

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Cosa è un ecosistema?

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Per ecosistema si intende l’insieme degli elementi biotici ed abiotici di un ambien­te e deii di­versi fenomeni che in esso si formano. I fenomeni possono essere: biologici (respirazione, nutrizione, fermentazione, ecc.) ed abiologici (fenomeni chimici e fisici del terreno; dell’ac­qua, ecc.). Fondamentale, tra i fenomeni fisiolo­gici di un ecosistema, è il ciclo della sostanza organica ). Il ciclo della sostanza organica consiste nella trasformazione dei suoi componenti dalla forma minerale a quella organica per opera delle piante, nel loro successivo pas­saggio dalle piante agli animali ed infine, per decomposizione degli animali e delle piante  ad opera di microrganismi,  loro ritorno sotto forma minerale per poi ini­ziare di nuovo il ciclo. Si dice che un ambiente è   ecologicamente equilibrato quando in esso la sostanza orga­nica compie cicli completi senza subire per­dite o,  che queste, vengono interamente reinte­grate.  Sono  ecosistemi stabili  paludi, boschi,  laghi,  eccetto quando la mano dell’uomo non ne altera i cicli.

Si chiamano sostanze organiche quelle che formano il corpo degli animali e delle piante o che da questi sono prodotte. Per questo animali e piante sono chiamati. organismi. Le sostanze inorganiche formano i minerali. Caratteristiche delle organiche sono: contengono sempre carbonio bruciano con o senza fiamma sviluppando anidride carbonica e vapore acqueo; sono facilmente attaccabili da reagenti chimici.

Il ciclo della sostanza organica si realizza praticamente con la cosiddetta cate­na alimentare, Gli elementi di una catena alimentare sono classificati in:

  • produttori: sono i vegetali che, median­te la funzione clorofilliana tra­sformano l’acqua ed i sali minerali in sostanza organica;

  • consumatori: sono gli erbivori ed i car­nivori che si nutrono di sostanza organica già esistente;

  • decompositori sono i funghi ed i bat­teri che decompongono i residui animali e vegetali  trasformando nuovamen­te la sostanza organica in sostanza minerale.                                                                                                                                                                                  La realtà pratica non è però così semplice come schematizzato in precedenza, in quan­to gli anelli della catena sono variamente connessi tra di loro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago

30

By Il Potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di agosto

 

Cure colturali – Irrigazioni frequenti, concimazioni bisettimanali, asportazione di rami secchi e parti sfiorite, controllo fitosanitario sono solo alcuni degli accorgimenti che vanno estesi a tutte le specie presenti in casa e in giardino.

Piante da frutta – Le piante di pesco che hanno già prodotto, possono essere prepotate. Si tratta in pratica di effettuare degli interventi di diradamento che favoriranno la lignificazione e l’irrobustimento dei rami che produrranno l’anno successivo.

Piante d’appartamento – Pulire regolarmente le foglie da polvere e altri composti che su queste si depositano. Utilizzare uno straccio morbido bagnato in caso di piante con foglie impolverate e in caso di foglie piccole una leggera doccia con acqua a temperatura ambiente.

Giardino acquatico – Rimuovere i detriti galleggianti innalzando il livello dell’acqua fino a farlo traboccare. Porre attenzione alla presenza di afidi neri sulle ninfe ; un getto violento di acqua può farli finire in acqua dove i pesci faranno il resto.

Bulbi – Quelli dei narcisi “tromboni” possono essere tolti dal loro naturale insediamento ogni tre-quattro anni. Una volta tolti dal terreno vanno selezionati e lasciati essiccare in locale ombreggiato e ventilato e quindi conservati per essere trapiantati di nuovo a dimora in autunno.

Orto – Irrigazione: esiste una notevole varietà di sistemi di irrigazione a fronte di notevoli diversità pedologiche e di coltivazione. Per sopperire, ad esempio, alla penuria di acqua si può utilizzare un tubo in gomma nel quale sono posizionati alle distanze necessarie dei gocciolatoi o al massimo degli spruzzetti a bassa intensità; finita l’irrigazione i tubi possono essere spostati ove necessario. Il sistema ricalca quello delle manichette forate con il vantaggio che i fori praticati e la dimensione possono meglio sopperire alle disponibilità idriche.

Lug

15

By potatore

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Expo: io c'ero!!

Bello , bellissimo design, stile, novità, idee innovative…tutto insomma da visitare e non basta un sol giorno. Parcheggio ad Arese, comodissima navetta e con il biglietto dell’avvenuto pagamento del parcheggio, circa 12, ho ricevuto in omaggio alla biglietteria expo due biglietti per ingresso serale che sarebbero costati 10 euro: niente male. Prima visitata al padiglione del Kazakistan provvisto di ventilatori rinfrescanti. Tecnologia, effetti speciali, personale gentile e in uniforme impeccabile uno dei migliori di quelli visitati; anche per la caratteristica struttura esterna. voto 9,5

Francia: faccio un giro di tutto il padiglione per capire l’entrata ma dal Decumano è un susseguirsi di ortaggi che viene voglia di prendere il cestino e cominciare a raccogliere, struttura in legno lamellare (?) bella, curiosa nelle varie nicchie ricavate nel legno delle volte del tetto. Interamente smontabile e rimontatile ottima matrice ecologica, voto 9. Dimenticavo il Decumano per stile, da non sottovalutare la ottima circolazione dell’aria, eleganza, spazi di riposo e di approvvigionamento acqua voto 10: impatto visivo molto scenico, avveniristico e funzionale.

Risultati immagini per decumano expo

Padiglione Haiti : molto simpatici carne per tutti, insalata di pesce, rum ed aranciata balli tipici voto simpaticamente 8

Qatar voto 4 inguardabile

Bello Russia con assaggio colazione a base di cereali, assaggio di vodka ..no grazie vino bianco per me……
Stati Uniti quasi good: belli i pannelli verticali meno i filmati di cui lo scopo a cui era rivolto era poco chiaro..

Iran aromatiche in aiuole molto belle in leggera pendenza e armoniosi con i filmati alle pareti 8+

Italia: non sono riuscito a vederlo: pardon Parlarvi di tutti perderei l’estate a scrivere non ho proprio voglia andate  visitare i padiglione e diffidate di chi parla male dell’Expo è invidioso del successo italiano è uno iettatore patentato, probabilmente. Al limite qualche appunto sul  costo del biglietto decisamente alto per le famiglie numerose. Prezzi? incredibilmente abbordabili con molti caffè ad un euro, gelati a 2, acqua gratis, pizza margherita a 7 euro, nel complesso  decisamente incredibile  in positivo i prezzi praticati in Expo visto che in Italia dove fino a poco tempo fa vigeva la corsa al rincaro per poi dichiarare redditi da terzo mondo. Unico appunto i cornetti e non solo dell’Expo inguardabili ne riparleremo;  i cornetti o brioche italiani sono diventati un concentrato di veleni, sciroppo di glucosio, vanillina, margarina e farine di scarsa qualità  rigorosamente congelate…..vergogniamoci   torniamo al genuino….!

Prima di consumarlo guarda gli ingredienti che ti passa la voglia di toccarlo

campagna a favore del ritorno del “cornetto nostrano”