Search Results for: Bergamo

Ott

27

By potatore

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Categories: Istruzione

L'Istituto Agrario di Bergamo a Cremona

frisona

limousine

Frisone

vitella 10 mesi frisona

Aberdeen Angus

Giu

27

By potatore

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Categories: Potatore news

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Bergamo terra di acque minerali

diego

Le produzioni sono in aumento, investimenti per l’ ammodernamento degli impianti di depurazione nuove etichette e formati delle bottiglie. Quello bergamasco è un commercio che sembra non vedere il volto della crisi:questa ricchezza che predilige in assoluto e considerata come fonte primaria è l’ acqua.
Il territorio bergamasco è ricco di montagne ma soprattutto di fonti d’acqua cristallina che ha portato Bergamo a esaltare questa sua caratteristica dando vita ad una serie di attività legate alle presenza di acqua. Il mercato sempre più competitivo ha spinto la aziende, anche di piccole dimensioni nell’ investire nell’ ammodernamento dei loro impianti. Per vincere la concorrenza e piazzare meglio i propri marchi, le aziende si sono attrezzate destinando anche risorse al miglioramento packaging e lanciando sul mercato nuovi formati soprattutto perle bottiglie. Prima il PVC sostituito in seguito dal pet la plastica ha preso piede ed ha dato il via ad una vera rivoluzione nel campo industriale ed è più facile da smaltire rispetto al tradizionale vetro consegnato a domicilio direttamente al privato.
Il mercato viene coperto dalla grande distribuzione organizzata che rappresenta il canale di vendita più importante.

Lug

2

By Il Potatore

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Dal produttore al consumatore: che prezzi!!!

Pomodori a 6 euro, ciliegie ad otto, formaggio di capra a 39 euro questi alcuni esempi di un mercato a km zero: vado decisamente al supermercato. Vendere direttamente per gli agricoltori e quello di proporre prodotti a prezzi da fantascienza.  Un parmigiano o grano con stagionatura oltre i 36 mesi normalmente tra i 15  e 18 euro e mi chiedo come si può proporre un formaggio di capra a un prezzo superiore a questo visto la qualità decisamente inferiore ( confermo inferiore) e con la sola differenza che è piu digeribile rispetto alla generalità dei formaggi in commercio ma anche il parmigiano stagionato non è secondo a nessuno per digeribilità. E allora come mai rifornirsi dal produttore mi costa decisamente i 500% o giù di li in più? Alla fonte prugne arance, albicocche, nettarine e pesche, arance vengono venduta dall’agricoltore a prezzi che di solito che non superano i 30-40 cent al chilo. Supermercato lievitano con medi sopra i due euro direttamente dal produttore sul lungomare di Finale Ligure come nel centro di Bergamo per fare solo alcuni esempi assistiamo ad autentiche esplosioni di fantasia di vendita. EHHH ma sono buone,,, sono appena raccolte…..abbiamo un alta qualità!!!. Compro un kg di ciliegie a 5 euro e una vaschetta di ribes in una azienda agricola dai bei titoloni e portati a casa :sapevano di …niente. Mi reco al mercato ortofrutticolo di Bergamo il sabato successivo  compro una serie di cassette tra frutta e verdura tra cui due cassettine di circa 4 kg di ciliege ad…un euro e sii buonissime ottimo tutto ….si d’accordo il paragone non è corretto ma vorrei far capire perchè comprare a caro prezzo dal produttore se poi lo stesso svende al commerciante? la via di mezzo è auspicabile come una maggiore attenzione alle modalità di vendita tra produttori e consumatori…vi lascio a pensare

Giu

5

By Il Potatore

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Cibo spazzatura?

Ecco il vincitore:  Il giovane Pietro Ronzoni in arte Peeta ha vinto il premio per il miglior video nell’ambito di «Che classe!», la trasmissione di BergamoTv che vede protagonisti i ragazzi delle scuole superiori della provincia di Bergamo. Con un video sull’uso eccessivo del cibo spazzatura il ragazzo si aggiudica il premio per il miglior video e un plauso personale sull’importanza di evitare il consumo di fast food-cibo veloce. Farine e ingredienti di bassa qualità, carne argentina o estera piena di grasso e per questo “saporita”,  kebab da passeggio o patatine piene di ketchup con pomodori cinesi  e maionese dalle uova in polvere. Per fortuna che siamo in Italia: negli USA probabilmente rischiavo per queste poche parole un risarcimento con numerosi zeri per aver parlato male del “cibo spazzatura”

 

Set

3

By Il Potatore

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Sono i grassi idrogenati a far male!

No, non siamo diventati un sito di culinaria ma sosteniamo l’idea del Made in Italy e di qualità. Pertanto siamo molto scettici quando vediamo che vengono usati sulle nostre tavole alimenti o prodotti che non hanno niente a che fare con la nostra unica e insuperabile “dieta mediterranea” che valorizza il nostro olio, burro, latte e formaggi, per fare alcuni esempi, e al contrario esclude margarine da “laboratorio” olio di semi vari, olio di palma ecc. Nei precedenti articoli abbiamo fatto un accenno con l’intenzione di riparlare (questa è l’occasione) dell’immancabile cornetto, principe delle nostre colazioni, ormai diventato un concentrato di ingredienti di pessima qualità: sciroppo di glucosio, zuccheri eccessivamente raffinati, conservanti e l’immancabile margarina, spesso di scarsa qualità, sostituta del burro. Ci siamo chiesti: “perché non preparare un cornetto con alimenti di qualità, DOP invece di un congelato o precongelato pieno di ingredienti di dubbia qualità e/o addirittura dannosi alla salute? L’articolo a seguire, preso integralmente dall’Eco di Bergamo, fa un po’ di chiarezza e riabilita burro, carne,formaggi e lasciando in “dispensa” margarina, oli vari, e brioscine da pochi soldi fatti con margarine da pochi soldi e potenzialmente dannose per la salute..

Riabilitati quelli «saturi»
Sono i grassi idrogenati a far male

Non tutti i grassi fanno così male al cuore come si dice. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal riabilita quelli saturi, ovvero di origine animale e presenti in uova, carne, burro e formaggi, mentre punta il dito su quelli «trans», o idrogenati, come la margarina. Questi ultimi, infatti, spesso presenti in merendine, snack e prodotti industriali per via del loro basso costo, provocano un aumento del 34% di mortalità.
La ricerca, condotta dall’Università canadese McMaster, ha studiato i risultati di 50 studi osservazionali per valutare l’associazione tra grassi saturi e trans e le ricadute sulla salute degli adulti. La conclusione a cui sono giunti i ricercatori è che gli acidi grassi insaturi trans, cioè prodotti industrialmente da oli vegetali tramite un processo chimico detto idrogenazione, sono associati a un aumento del 34% di morte per qualsiasi causa, del 28% di morte per malattia coronarica e del 21% per malattia cardiovascolare. Il consumo di grassi saturi, invece, tra cui anche l’olio di palma, non sembrerebbe associato a un aumentato rischio di morte o a malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2.
Detto questo, «non stiamo proponendo di aumentare il consumo di grassi saturi rispetto a quanto suggerito dalle linee guida», sottolinea Russell de Souza, del Dipartimento di Epidemiologia Clinica e Biostatistica dell’Università canadese McMaster.

Nov

30

By potatore

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Acqua: istruzioni per l'uso

    L’acqua è un bene prezioso e secondo alcune previsioni di noti esperti, in futuro lo sarà sempre di più tanto da poter causare guerre tra i popoli per l’accaparramento delle fonti di approvvigionamento. Esempio attuale è l’eterna lotta che si svolge in Medioriente tra Arabi e Israeliani che ha tra varie motivazioni dell’essere, la fonte di acqua che proviene dalle alture del Golan. In molti paesi del mondo tra cui il nostro, ogni anno vanno persi milioni di litri di acqua e la causa sta innanzitutto nel labirinto di acquedotti che risultano fatiscenti, usurati dal tempo, dimenticati dagli amministratori e sotto la responsabilità di una miriadi di enti scollegati tra loro e senza piani organici di utilizzo. Per molto tempo purtroppo, l’acqua è stata considerata un bene inesauribile ma solo nell’ultimo decennio ci si è accorti che invece con l’aumentare dei bisogni umani, la disponibilità naturale di acqua potabile va notevolmente diminuendo e tende a diventare un bene sempre più prezioso. E’ certamente necessario un miglioramento degli impianti tenendo conto ovviamente delle esigenze ambientali ma non solo, allo stesso tempo vanno rivisti i consumi, riflettendo sul fatto che il nostro Paese risulta tra i più alti per consumo procapite. Nei confronti dell’acqua, occorre pertanto una maggiore cultura capace innanzitutto di ridurre i consumi domestici. Non occorrono per questo cervellotiche strategie ma una serie di piccoli accorgimenti che applicati al vivere quotidiano sono capaci di dare un aiuto concreto all’ambiente e allo stesso tempo al bilancio familiare. Per esempio la riparazione del classico rubinetto gocciolante basta ad ottenere un risparmio nazionale di 50 mila litri annui, l’utilizzo della lavastoviglie o della lavatrice a pieno carico ne consente il risparmio di ottomila. Se poi, a ciò viene sommato il risparmio d’acqua ottenuto lavando la frutta e verdura in ammollo piuttosto che in acqua corrente, il riutilizzo dell’acqua di cottura della pasta e della verdura per l’irrigazione delle piante in vaso, il risparmio sale a più di 10 milioni di litri. Anche con l’igiene personale si può incrementare il risparmio idrico senza per questo smettere di lavarsi: una doccia infatti assicura la metà di consumo di un bagno e riempire il lavabo o il bidè può risultare un gioco “parsimonioso” per incentivare i piccoli a lavarsi più frequentemente.

Ott

20

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

L'ulivo!

La colomba liberata da Noè  portò  all’arca un ramoscello di olivo  e questi comprese che il diluvio fosse finito e da allora cristiani, ebrei ed musulmani identificarono nella pianta il simbolo  della rinascita, della pace e della prosperità. Questo non è sicuramente l’unico motivo per cui la coltivazione dell’olivo sia gradualmente risalita nella penisola tanto che nella provincia di Bergamo viene vista ormai come una pianta perfettamente adattata e nelle colline limitrofe viene ormai  coltivato con buoni risultati per la produzione di olio. Ma  l’emigrazione di questa pianta non  è rimasta ristretta alla coltivazione per i soli fini alimentari ma è  riuscita a colonizzare i giardini dei più esigenti creando un fiorente mercato come ben noto ai vivaisti. Coloro che hanno potuto ammirare queste piante nel loro habitat naturale hanno potuto apprezzare la  maestosità degli alberi che nonostante i loro tronchi cavi,  l’aspetto contorto infondono con le loro fronde mai troppo fitte un senso di pace e di tranquillità e lasciano sempre filtrare un tenue sole. Il riferimento cui sopra è caratteristico delle piante  coltivate,  (olea europea sativa) mentre se lasciate a se stesse tendono ad assumere una forma conica determinata dal comportamento basitono della vegetazione. Inoltre alla base del tronco tendono a cacciare numerosi polloni, nella zona del colletto e dalle grosse radici i quali, se staccati, possono essere utilizzati per la riproduzione. Grande fascino assumono le coltivazioni presenti nelle tortuose zone costiere del Cilento dove nelle scoscese scarpate l’uomo con molta fatica è riuscito a ritagliare spiazzi di terreno ove imponenti ulivi si affacciano nell’acqua di uno dei tratti di mare più  belli d‘Italia che finisce con Capo Palinuro. Nei giardini è possibile avere piante con un discreto sviluppo, visto la buona adattabilità della pianta ai vari tipi di terreno, se non per quelli fortemente sabbiosi o argillosi con notevole ristagno di acqua. Molta attenzione va invece posta nelle operazioni di potatura e nella difesa fitosanitaria. Chiome troppo fitte provocano facilmente lo sviluppo di cocciniglie tra cui il mezzo grano di pepe e sulla melata prodotta da questi si instaurano facilmente ammassi di funghi neri epifiti, che danno vita alla fumaggine. Una buona impalcatura della pianta che preveda come nel caso della forma a vaso policonico la presenza di 3-4  branche principali può risultare molto adatta alle zone del Nord con estati in cui l’umidità relativa, molto elevata, favorisce lo sviluppo di crittogame. Pertanto alle cure di rito, concimazioni, irrigazioni che accompagnano un pò tutte le piante, all’ulivo va aggiunta una potatura di sfoltimento annuale, anche allo scopo di mitigare l’alternanza di produzione a cui certe varietà sono facilmente portate, e un trattamento preventivo autunnale con poltiglia bordolese all’1-1,5%. Tale trattamento disinfetta le parti verdi e il tronco da muschi e parassiti vari che tendono a svernare sotto la corteccia e inoltre  è stato riscontrato  che da un positivo effetto al rigoglio vegetativo.

Ott

2

By potatore

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Categories: Potatore news

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Ho il verde… nel cuore!

Splendide creazioni con “edera” sulle mura di Citta Alta di Bergamo. L’arte topiara si abbina in modo stupefacente con la parte più storica della nostra città rendendo il tutto unico e di eccezionale valore paesaggistico.  Resta beninteso, come già per altro scritto nei post precedenti, le piante e il verde, in genere, oltre che ad abbattere le polveri sottili, ossigenano l’aria, creano frescura, abbattono i rumori ed hanno sempre un effetto positivo durante le piogge. Infatti le acque di precipitazione oltre a venire rallentate nella loro caduta al suolo, vengono in parte trattenute.  La presenza di vegetazione permette, inoltre, all’acqua , di essere immagazzinata dal terreno  evitando lo scorrimento in superficie e il relativo  pericoloso  aumento della portata dei fiumi. Perché allora non circondarsi di verde?

Mar

22

By potatore

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Categories: Potatore news

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Secondo giorno di primavera..

“Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello”. Il proverbio popolare non si smentisce e come da copione si è passati dalla neve ad una giornata primaverile con temperature passate repentinamente da 0° a più 15°C. Un vecchio mandorlo, di uno dei giardini storici di Bergamo “decide” che a prescindere dalle temperature,  è il momento di fiorire e dare inizio alla primavera in grande stile.

Gen

29

By potatore

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Potare il kiwi….

kiwi

L’Italia è secondo produttore di kiwi al mondo dopo la Cina, paese di cui, ha origine la pianta. Inverni freddi ed estati piovose e umide caratterizzano il clima di provenienza, terreni sciolti ma piogge abbondanti ed aria molto umida. Condizioni similari la pianta la trova al nord Italia e da qui il primato. Come potarla? I ragazzi della foto maturandi all’Itas di Bergamo si sono messi di buona volontà e con poche e precise indicazioni sono passati ai fatti con risultati ben evidenti. Alla pianta in oggetto, un kiwi maschio,  (pianta dioica) sono state inizialmente asportate i rami piccoli ,mal formati o rovinati. Successivamente tra quelli rimasti debolmente diradati sono stati raccorciati a 8 -10  gemme. I rami rimasti, vigorosi, formati nell’anno precedente, formeranno le nuove infiorescenze maschile  utili all’impollinazione. Trattandosi di maschio, la necessità di lasciare un pò più abbondantemente dei rami in modo da privilegiare la formazione di un numero elevato di fiori.  In caso di soggetto  femmina, ovviamente, al fine di evitare frutti troppo piccoli, sarebbe stato necessario diradare ancora qualche ramo. Alla fine va dato uno sguardo generale per rendere la forma della chioma piacevole e la foto di classe è d’obbligo. Occhio che se arriva il vicino e obietta che i tagli sono stati eccessivi o viceversa poco incisivi, se fa notare che avrebbe eliminato il l ramo x piuttosto che y niente paura: è incompetenza e invidia. Non potarla sarebbe stato peggio dal punto di vista produttivo mentre chi pota, come tutti, ha sempre dei dubbi sulla corretta procedura, ma per fortuna al momento della produzione la natura fa il resto e decide da sola se sei stato bravo o meno. Per intanto un 8+ ai ragazzi.

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Mag

25

By potatore

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Categories: Allevamento

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Da Mario..la carne è solo italiana.

Con piacere mi trovo a pranzare in una trattoria a Credaro in provincia di Bergamo, in prossimità del Lago d’Iseo: menù della Lunigiana.Chiedo spiegazioni allo Chef del perché di tale scelta e che tipo di carne utilizza.  “Solo bovini italiani appartenenti alla razza  Chianina, Romagnola e Piemontese,  sono toscano” è  la risposta pronta di chi della qualità ne ha fatto una questione di stile. La piacevole discussione  continua con l’elencazione dei vantaggi circa l’utilizzo della carne italiana e delle particolarità di gusto che questa ha: è molto magra, con poco grasso di marezzatura e da essa si ottengono  tagli di tutta qualità come  la “costata fiorentina” o il saporitissimo “carpaccio” della Piemontese.  Come dargli torto,  solo alla fine gli dico che sono insegnante e mi occupo di razze bovine e che “l’interrogazione”  è stata da dieci e lode:  buon appetito a tutti con i prodotti italiani!!!

Set

19

By potatore

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La bufala dell'auto ecologica

Pubblicità martellanti, servizi fotografici di fior di professionisti, costosissimi spot servono solo a mascherare auto ecologiche che di ecologico hanno ben poco. A detto degli esperti, per ridurre i consumi delle autovetture e di conseguenza l’inquinamento, occorre ridurre il peso delle auto ma se li riempi di gadget più o meno utili il peso aumenta. Aria condizionata, stereo, motori alzavetri o sposta sedili,  tergicristalli posteriori, imbottiture di elevato confort aumentano progressivamente il peso dell’autovettura e di conseguenza va aggiunto il servosterzo e quindi altro peso. Per intenderci vetture con ruote di 155 non necessitano, visto il peso, di optional come l’idroguida.  La prima serie delle Golf pesava all’incirca 800 Kg mentre quello delle vetture attuali e pressoché il doppio e questo perché, nel tempo, le vetture si sono riempiti di inutili accessori che di conseguenza hanno alzato i consumi. Pubblicizzare vetture con  emissioni di 100 grammi di anidride carbonica a km quanto , già dieci anni fa, in circolazione avevamo vetture che ne emettevano solo 80 e veramente una bufala ecologica. In Brasile le vetture vengono alimentate con ecologissimo alcool ricavato dalla distillazione della canna da zucchero, mentre,  in Italia, le vetture alimentate con l’altamente inquinante diesel hanno superato la metà del parco macchina circolante. Da aggiungere che prezzi inspiegabilmente elevati dell’istallazione del gpl o del metano scoraggiano l’utilizzo di questi carburanti. Perché a Roma un impianto del genere costa circa 700 euro e a Bergamo, lo stesso identico impianto a circa 1800? Per il momento purtroppo siamo costretti a circolare con “bufale ecologiche” quantomeno finché l’automobilista si lascia abbagliare dai “consigli commerciali” e non dalle prestazioni.

Mag

19

By potatore

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"Chi semina…..raccoglie!!!!!”

I ragazzi della 2°A, scuola secondaria  di primo grado di Brusaporto, Istituto comprensivo di Bagnatica, hanno condiviso  un’esperienza educativa molto affascinante.Il progetto “Chi semina… raccoglie!!!”che già dal nome fa presagire l’entusiasmo dei partecipanti: “Grazie a questa esperienza abbiamo potuto imparare nuove cose riguardo all’agricoltura” è stato il primo commento dei giovani agricoltori  ed ancora “Ognuno di noi, ha capito cose diverse e queste sono le nostre considerazioni

  • E’ stata un’esperienza costruttiva, che mi ha divertito molto (Fabio)
  • E’ stato bello anche se avrei preferito lavorare da solo perché era bellissimo (Paolo)
  • Ho imparato a considerare la terra che è importante per la vita (Michela)
  • E’ stato molto bello, mi sono molto divertito soprattutto quando abbiamo dovuto piantare. (Stefano)
  • E’ stato bello perché ho imparato che se a un orto ci lavorano più persone che sanno qualcosa si possono imparare molte cose (Riccardo)
  • E’ stato bello perché ho imparato nuove cose sulle colture e ho imparato che la terra è una risorsa indispensabile per vita e non dobbiamo sprecarla (Laura).

Notevole è stata la soddisfazione della prof.ssa responsabile del progetto per la riuscita didattica importante per la formazione dei ragazzi ed ancor di più per la collaborazione che ha trovato sia nel comune di Brusaporto, che ha fornito il materiale occorrente, sia negli insegnanti dell’Istituto Tecnico agrario di Bergamo che si sono occupati dell’aspetto agronomico  e sia  nei  genitori che hanno fornito ” le braccia” per i lavori più pesanti.

Apr

11

By potatore

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Nell'acqua…..sguazzano i caimani

La privatizzazione dell’acqua ha portato, in quest’ultimo periodo, molte lamentele che avranno seguito nel prossimo referendum quando i cittadini avranno la possibilità di decidere: gestione in mano ai privati oppure  gestione pubblica?  Certo è che la gestione in mano ai privati ha fatto nascere parecchi malumori innanzitutto per l’aumento delle tariffe poi per il ricevimento di cartelle poco trasparenti per consumi e prezzi praticati, e poi per la mancanza un garante per l’acqua potabile.  Al contrario di luce e gas, inoltre, il cittadino non può scegliere tra diversi operatori e quindi le nuove società che sono state create hanno dato vita ad una variabilità di prezzi praticati e norme  più o meno arbitrarie sulle condizioni di nuovo allacciamento, subentro o cessazione  dell’utenza e trovano il consumatore senza nè garanzie nè una valida alternativa di gestore: vige il più iniquo monopolio. Cosa curiosa, anche per esperienza personale, sono i casi di subentro, in tali casi la società erogante pretende dal subentrante il pagamento delle bollette insolute dal precedente intestatario senza aver  nessun titolo legale per tale richiesta. In pratica un proprietario di immobile che ha affittato l’appartamento ad un inquilino che dopo un breve periodo di permanenza risulta moroso e per tale motivo sfrattato si trova a dover anche far fronte, a detta delle società erogante, al pagamento degli insoluti nonostante non abbia mai firmato alcun contratto e che sia l’inquilino l’ intestatario dell’utenza. E’ come se l’inquilino sottoscrivesse un abbonamento ad una pay-tv e il locatore in caso di sfratto dovesse sobbarcarsi anche le quote di tale abbonamento non pagate. Furbata: “noo” rispondono i nuovi gestori acque ma se ne vuoi il subentro ti devi far carico dell’insoluto altrimenti paghi un nuovo allaccio a prezzi tali da scoraggiare qualsiasi padre di famiglia. Un ricatto in grande stile  viste le  leggi attuali e i tempi della giustizia ordinaria. Adire alle via legali significherebbe di fatto farsi patrocinare da un legale per far valere dei diritti che inevitabilmente troverebbero  molti motivi di cavillo legale e nel frattempo ? non ti lavi, non cucini, eviti di lavare i pavimenti  o usi l’acqua in bottiglia? Se lo scopo della privatizzazione dell’acqua fosse quello di evitare che sul mercato agissero un numero elevato di operatori con servizi diversi e tariffe poco omogenee chiunque, di buon senso, avrebbe dato parere favorevole, ma passare da una eccessiva frammentazione ad un unico e monopolista gestione significa far ricadere come al solito sull’utenza i costi e i disservizi di tali accorpamenti. In attesa dei referendum per il cittadino è necessario stringere i denti, e sopportare le angherie di call center dalla risposta pronta e poco inclini ai rapporti personali.   Il risultato è prevedibile: se non stai attento all’acqua rischi di essere azzazzato dai …..caimani.

 

Mag

2

By potatore

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Arrivano gli Alpini!

Resta Diego

L’Adunata Nazionale degli Alpini è una manifestazione a cadenza annuale che si svolge generalmente a metà maggio in una città d’italia scelta di volta in volta da un’apposita commissione istituita dall’A.N.A. per ricordare la prima adunata spontanea tenutasi sul monte Ortigara nel vicentino.
L’Adunata Nazionale si svolge in più giorni e il suo culmine si ha la domenica con la sfilata di decine di migliaia di alpini per le strade della città ospitante. Alla sfilata, che dura solitamente per tutta la giornata, partecipano solo gli alpini, che vengono divisi per sezioni d’appartenenza (i primi a sfilare sono gli alpini delle sezioni estere, ultimi quelli della sezione ospitante) e accompagnati da numeri e fanfare. Le uniche altre persone che possono partecipare alla sfilata sono le autorità politiche locali e nazionali che prendono parte all’evento (generalmente ministri, sindaco, presidente di provincia e di regione). Il pubblico si colloca ai lati o sulle tribune.
La scelta della città ospitante viene fatta due anni prima in modo da dare il tempo alla sezione e alla città di prepararsi alla manifestazione. Una specifica commissione valuta le proposte delle città candidate e compie visite in loco per verificare la capacità ricettiva della zona, la disponibilità dei diversi enti pubblici, la viabilità locale e altri fattori.  Quest’anno tocca a Bergamo  che si presta particolarmente ai manifesti con le sue caratteristiche architettoniche:  Città Alta,  Piazza Vecchia, il Palazzo della Regione e la fontana Contarini.

Apr

28

By potatore

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Gli inganni delle acque minerali

Non bevetela! costa cara!!

Non bevetela! costa cara!!

Le municipalità di New York e altre città americane, sembrano aver dichiarato guerra alle bottiglie di acqua minerale. Un movimento continuo, trasversale e coinvolgente ha dato vita a questa “rivoluzione”: mettere in discussione la dichiarata superiore qualità delle acque minerali su quelle di rubinetto e combattere concretamente l’invasione delle bottiglie di plastica. Molte città europee, compresa Roma, si sono unite al grido d’allarme.
Ogni anno nel mondo si consumano 81 milioni di litri di petrolio e 600 miliardi di litri di acqua (necessari per la lavorazione della plastica) per produrre 154 miliardi di acqua minerale in bottiglia.
Secondo la legge, l’acqua minerale,per essere considerata tale, deve provenire da riserve d’acqua sotterranee (acque di sorgente), naturali e protette da contaminazioni ed essere batteriologicamente pura. Sono permesse l’aggiunta di anidride carbonica e l’eliminazione di ferro e zolfo. Il riconoscimento ufficiale come acqua minerale da parte del Ministero della Salute avviene dopo accurate analisi (geologiche, chimiche, fisiche e microbiologiche), si esaminano anche le proprietà curative farmacologiche e medicinali. Sono prescritti controlli della qualità dell’acqua e dei processi di lavorazione e imbottigliamento da parte degli esercenti (interni) e delle unità sanitarie (esterni).
Per l’acqua “del Sindaco” si è rivolta maggiore attenzione ai contaminanti di natura antropica ed in particolare ai sottoprodotti della disinfezione. E, cosa di non poco conto, il Decreto Legislativo del 2/2/2001 stabilisce la responsabilità dell’ente di distribuzione solo fino al contatore, mentre da questo fino al punto di uso (rubinetto) è a cura del proprietario dell’immobile assicurarne la potabilità.
Dando alto valore invece alla “purezza originaria” delle acque minerali, la Direttiva 2003/40/CE non stabilisce alcun obbligo di verifica di eventuali – possibili – sostante organiche imbottigliate. In realtà la differenza di trattamento da parte del legislatore nello stabilire i limiti di tollerabilità degli elementi presenti ed i relativi controlli per le acque minerali naturali e per le acque di “rubinetto” nasce proprio dall’origine e la distribuzione delle stesse.
L’acqua del rubinetto è buona, controllata, salutare. Ma non è pubblicizzata. E siamo stupidamente portati a credere che non abbia le meravigliose qualità reclamizzate dalle multinazionali imbottigliatrici. Giganteschi gli interessi economici in gioco. L’acqua del rubinetto ci costa mediamente 60-80 centesimi a metro cubo (circa mille litri); l’acqua minerale circa 40 centesimi a bottiglia di 1,5 litri (al supermercato), quindi 250 Euro a metro cubo.  L’enorme differenza di prezzo è dovuta tutta ai costi di pubblicità, imbottigliamento e trasporto (2/3 del costo finale della bottiglia è legato alla plastica).  La scelta dell’acqua di rubinetto realizza in fondo un obiettivo plurimo: ci da’ benessere e salute e determina un contenimento oggettivo delle spese familiari, oltre che quelle della collettività. Il costo di una bottiglia di 1,5 litri al giorno a persona per un anno è di 219 Euro circa, importo in cui non abbiamo aggiunto il costo collettivo per lo smaltimento del rifiuto di plastica ed il costo ambientale. Lo stesso individuo spende meno di 1 Euro se ricorre all’acqua di rubinetto. Ed a chi ancora sceglie l’acqua minerale ad esempio per il basso contenuto di sodio, rispondiamo di analizzare tutti i cibi, industriali, che arricchiscono la sua dieta: quanto sodio in ogni prodotto portato a tavola? La scelta consapevole dell’acqua di rubinetto determina inoltre con immediatezza la riduzione della produzione di bottiglie di plastica e del loro enorme impatto ambientale.
Analisi recenti in grandi città italiane, Milano, Firenze, Torino, Bologna e Bari dimostrano la capacità del sistema pubblico di monitorare e migliorare la qualità dell’acqua di rubinetto e la naturale spinta verso canoni ed abitudini europei. Siamo già in tanti ad aver fatto questa scelta; è nostro compito diffondere le informazioni ed i dati oggettivi riguardanti la qualità dell’acqua di rubinetto affinché si riesca a spezzare la spirale commerciale bottiglia/acqua che tanto danno arreca.

Gen

29

By potatore

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Im…….brocchiamola

Imbrocchiamola è la nuova campagna fatta da Lega Ambiente per incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto anche nei ristoranti. Già un una cinquantina i ristoranti che al posto di somministrare alla clientela acqua in bottiglia preferiscono mettere in brocca normalissima e  potabilissima acqua del rubinetto. Ciò si traduce in risparmio per la clientela e allo stesso modo un vantaggio economico come riferisce un gestore di ristorante ad una nota trasmissione radio. Il cliente ne guadagna, come detto,  un risparmio sul listino prezzi sulla costosa acqua in bottiglia contro la completamente gratuita “acqua del rubinetto” o del “sindaco” come scherzosamente la definiscono alcuni e il ristorante guadagna innanzitutto spazio visto che le confezioni di acqua in bottiglia ritagliano, già ridotti per motivazioni varie, nei depositi di bar e ristoranti. L’altro vantaggio, come sottolineato nell’intervista, è dato che quanto risparmiato dal cliente nel conto finale generalmente viene prontamente “recuperato” perché si aggiunge la richiesta di un dolcino finale, un amaro o altro e il più delle volte il buon umore della novità si traduce con una maggiore disponibilità a spendere. Trovarsi, poi, a tavola, al posto della fredda bottiglia in plastica una brocca in vetro colma di acqua limpida, fresca e gratis da un aspetto più gradevole al pranzo  e l’ambiente ne guadagna tonnellate di co2, minori camion sulle strade e costi di smaltimento delle bottiglie. Lodevole iniziativa, forse tardiva, ma è già molto nel silenzio generale che vede le ditte commercializzartici introitare cifre paurose dal commercio di acqua quanto inutile quanto dannoso. Sul nostro sito in numerosi articoli più volte si è trattato il tema dell’inutilità e della danno creato all’ambiente utilizzando acqua in bottiglia di plastica e per rispondere ad alcuni, finti tonti, anche dell’acqua commercializzata in bottiglie di vetro: il trasporto incide moltissimo in inquinamento e sulla viabilità. Il logo che è visibile nella home del sito, già da una decina di giorni, è frutto della iniziativa e dell’inventiva  dei ragazzi di  I f dell’ ITAS di Bergamo a cui vanno i miei personali apprezzamenti per la fattiva partecipazione ai problemi ambientali.

Gen

22

By potatore

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Monumenti d'Italia

Il corpo Forestale dello Stato ha censito sul territorio nazionale    1255 di cui 460 nelle Regioni del Nord Italia, 555 nelle Regioni del Centro e 240 nelle Regioni meridionali. Nella sola Lombardia sono stati censiti 192 esemplari reputati di notevole interesse ambientale e culturale di cui 9 nella provincia di Bergamo. Paladina detiene ben due esemplari di tanto sfoggio di natura eccoli di seguito con in ordine il paese, la località la circonferenza, l’altezza e il nome comune. Le foto non rappresenta tali esemplari ma piante della stessa specie.

cedro

Alzano Lombardo parco comunale Cedrus deodara Loud. 5,4m per 26 m cedro dell’Himalaya

spino di Giuda

spino di Giuda

Carobbio degli Angeli, castello, Glenditsia triacanthos L 4,6 m per 18,5 m spino di Giuda

Cenate sopra parco Maestri Sertori sequoia gigantea Dec 5,2 m per 31m giant sequoia

sequoia gigantea

sequoia gigantea

Clusone palazzo Barca Marinoni sequoia gigantea Dec 4,6 m per 31 m

Mozzo Berba Qurcus petraea Liebl. 5,5 m per 33m rovere

rovere

rovere

Paladina Sombreno – Parco Agliardi Cedrus deodara Loud. 6,5 31 cedro dell’Himalaya

Sequoia gigantea Dec. 6,6 30 sequoia gigante

Gen

20

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Il fenomeno del 2009: i muri pieni di coccinelle.

diego

Invasione di coccinelle a fine ottobre sui muri delle case bergamasche. Da Alzano ad Albino , da Bonate ad Ambivere fino a Cenate.
A Rovetta si raccontava della facciata della chiesa inondata di sole e punteggiata di animaletti . Sono arrivate soprattutto nelle zone più verdeggianti come la Conca d’ oro a Bergamo . Dal museo Caffi ha risposto Paolo Pantini, conservatore di zoologia degli invertebrati e riferimento nel settore dell’ azienda sanitaria di Bergamo “ il fenomeno non deve preoccupare . Non ci sono rischi di natura igienico sanitaria : esistono numerose specie di coccinelle, ma nessuna da problemi all’ uomo , anzi si tratta di un anticrittogamico buono “.
“La numerosissima presenza di coccinelle è dovuta allo sbalzo di temperatura che ne ha favorito la riproduzione. Semplicemente , le coccinelle cercano il calore e anziché stare fra le piante si spostano sui muri delle case , attirando la nostra attenzione.”

Nov

19

By potatore

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Boom fotovoltaico

L’Italia è salita nel 2008  al quinto posto tra i paesi con con maggiore capacità fotovoltaica istallata dopo la Germania, Spagna, Giappone e Stati Uniti. Questo grazie al nuovo conto energia e agli incentivi ad esso collegati. La nota curiosa è che nel nostro Paese la fiducia in questo tipo di energia, proviene da un numero elevato di piccoli produttori domestici e quindi con potenza inferiore ai 3 Kw. L’italiano medio ci crede mentre i politici ci ripropongono costosi e rischiosi impianti nucleari. Da 6364 impianti in esercizio al 9 gennaio 2008 si è saliti oggi a 24367; da 63 MW installati alla stessa data si sfiorano oggi i 300 MW (297,6 per la previsione). Sono i numeri del fotovoltaico in Italia la forma di energia rinnovabile a più alto profilo mediatico nel nostro Paese. Non ci sono ancora dati sulla produzione nello stesso periodo (un dato fondamentale, vista l’imprevidibilità dell’energia solare a terra), e sono difficili da calcolare in quanto il Gestore del Sistema Elettrico, che ha l’incarico per legge di fornire dati statistici in merito, ha appena messo a disposizione il suo rapporto che si ferma alla fine dello scorso agosto. L’Italia si è impegnata, a livello europeo, a raggiungere, nel 2020 (fra 11 anni) il 17% di energia da fonti rinnovabili. Quale migliore occasione per investire in fonti energetiche alternative? . Se si  programmano centrali nucleari nelle migliori ipotesi l’energia provenienti da queste sarà pronta fra 15 anni. Al momento c’è però da registrare la volontà dei cittadini e di molti comuni di investire sulle energie alternative e sempre più spesso si vedono tetti non solo di abitazioni private  ma anche di scuole, impianti sportivi e capannoni industriali che credono nel fotovoltaico e nel termosolare . Speriamo che anche l’attuale governo ritorni sui suoi passi verso strategie ecocompatibili. Segnaliamo nel frattempo con piacere che oltre alle scuole elemtari di Levate, anche quelle di Verdello si sono dotati di nuovi impianti fotovoltaici e con lo stesso piacere il centro sportivo di Casirate d’Adda, Arcene possiedono  impianti termosolari.  Mandateci segnalazioni del vostro comune così saremmo in grado di monitorare la situazione nella provincia di Bergamo

impianto fotovoltaico

impianto fotovoltaico

Nov

18

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La Lombardia punta sul "tetto"

impianto fotovoltaico

impianto fotovoltaico

Proprio così: la Lombardia investe sul “tetto” fotovoltaico con circa 6.000 impianti di cui 112 nelle scuole. Nell’ultimo anno si è avuto un + 488% di nuovi impianti e il fatturato per le aziende interessato è stato veramente schiaccia crisi. La potenza stimata di tali impianti è equivalente a soddisfare gli usi domestici di circa 20.000 famiglie e se si considera che una famiglia produce in un anno mediamente 9,2 tonnellate di co2 togliendo i consumi di elettricità si ha un risparmio per l’ambiente di tutto rispetto. Tra le province più virtuose Brescia, Milano e quindi Bergamo con rispettivamente 25-20 e 15 % delle istallazioni. Molto c’è da fare ancora rispetto a paesi come Germania, Austria e la stessa Grecia che hanno istallazioni con superfici nettamente superiori a quella italiana e in particolari delle prime due che nonostate abbiano rendimenti dei pannelli inferiori ai nostri continuano a primeggiare. Ciò dipende senza dubbio dalla cattiva informazione come si evince dalle  domande più frequenti a cui i tecnici istallatori devono rispondere e per la confuzione che in alcuni casi si genera ancora tra fotovoltaico e termosolare o solare termico.

impianto termosolare

impianto termosolare

Ott

6

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Extracomunitari grazie!

di Simone Lubrano

La mia azienda agricola copre 60 ettari di terreno in 2 zone diverse, Arcene in provincia di Bergamo ed ad Asola in provincia di Mantova. Questa strategia di utilizzare due ambienti diversi, è utilizzata per il semplice fatto che se succede una tempesta in una zona l’altra soccorre nella produzione per rientrare nei programmi dei clienti.  La nostra azienda produce per tutte le aziende di 4° gamma che  si intende aziende con prodotti lavati e imbustati pronti al consumo. Nella mia azienda vi sono 2 tipi diversi di coltivazione:a campo aperto che copre 60 ettari di terreno e 3 ettari di terreno sono occupati dalle serre. Nel campo aperto la raccolta è fatta a mano, e questo compito è assegnato agli extracomunitari, che sono gli unici che sono disposti a fare questo tipo di lavoro, invece nelle serre la raccolta è fatta da macchinari guidati da operai specializzati.

Nel campo aperto si coltivano  indivia Riccia, Scarola, pan di zucchero, quindi tutte insalate a cespo, e queste vengono coltivate solo durante la primavera e l’autunno. Nelle serre si coltiva tutto l’anno, insalatina (verde,rossa), valeriana, rucola. I dipendenti sono 19 e la maggior parte è costituita da extracomunitari tutti in regola con contratti fissi. Secondo me agli extracomunitari dovremmo dire grazie perché sono gli unici che si offrono a fare lavori pesanti e stressanti, e quindi molti settori sono ancora presenti grazie alla loro presenza, perché gli italiani si rifiutano di fare questi lavori.

Lug

21

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Si può essere amici a scuola?

di fe.pa


Si può essere amici a scuola? Ma noi cosa intendiamo per amicizia?
Per amicizia si intende un sentimento di reciproco affetto tra due o più persone, ma anche tra persone e animali.
Un legame di amicizia si basa sul rispetto, sulla stima e sulla disponibilità , dove ognuno riesce a sentirsi libero di essere se stesso senza pensare di essere giudicato.
Un’amicizia può nascere per una passione comune, per puro caso o perché qualcuno ti dà una mano quando gli altri ti abbandonano.
A volte non é un’amicizia sincera, perché nasce solo per chiedere aiuto e risolvere i propri problemi di socializzazione o per interesse.
La scuola è un luogo che unisce e che potrebbe favorire legami di amicizia, ma è un po’ difficile riuscire ad essere amici di tutti i compagni di classe, perché siamo molto diversi gli uni dagli altri e soprattutto perché è difficile frequentarci al di fuori della scuola in quanto abitiamo in paesi molto distanti tra loro. Un’amicizia a scuola ci può essere, non tutto è destinato a concludersi con il suono della campanella!
Per me fare amicizia alle elementari è stato facile perché i miei compagni erano gli stessi che ho incontrato alla scuola materna e che conoscevo dall’età di tre anni. Alle medie non è stato così semplice, perché c’erano molti ragazzi che si credevano meglio degli altri, molti di loro si conoscevano già dalle elementari, mentre io venivo da un’altra scuola e non mi sentivo accettato, ma mi sentivo sempre preso in giro.
Finalmente in terza media mi sono legato molto al mio compagno D. P. Ci sentiamo spesso e, a volte, ci troviamo a casa sua o mia per giocare e chiacchierare. Purtroppo non ci incontriamo spesso perche non abitiamo vicino e poi abbiamo scelto scuole diverse e lontane tra loro: io vado a Bergamo e lui a Zogno. Al momento di scegliere la scuola superiore eravamo tutti e due preoccupati perché non sapevamo se saremmo riusciti a trovare nuovi amici. Per quanto riguarda le superiori ritengo di avere trovato dei veri amici. All’inizio mi sentivo solo e preferivo restare sempre in disparte, finché non ho trovato il coraggio di parlare un po’ con i miei compagni e allora ho capito che potevo contare su di loro, che avevano anche loro le mie stesse paure i miei dubbi, che avevamo degli interessi in comune con me e che potevamo aiutarci in caso di bisogno.

Lug

21

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Una risaia in pace con l’ambiente

di ma.ga.

È partita la sperimentazione, per un modello di risaia capace di ricostruire l’habitat delle zone umide senza effetti sulla redditività. Il progetto si propone di favorire la biodiversità attraverso una diversa gestione dell’acqua sul campo. In Lombardia il riso occupa oltre 98mila ettari di superficie coltivata per 2158 aziende a elevata specializzazione e una resa pari a 623 tonnellate annue, è l’università di Pavia, provincia dove si concentra l’83 per cento delle risaie, a lanciare la scommessa: ricostruire l’habitat naturale tipico della zona umida mantenendo inalterata la redditività d’impresa.Avviata la primavera scorsa su un programma di attività di tre anni, la sperimentazione vale un investimento sulla ricerca di circa396mila euro, con un compartimento regionale di poco meno di 100mila euro. Un ulteriore passo, dunque, verso la valorizzazione ulteriore di una produzione cerealicola che in Lombardia registra livelli quali-quantitativi da primato, nella precisa convenzione che la tutela dell’ ambiente sia una linea strategica di gestione aziendale orientata ai dettami della multifunzionalità. Lo studio di un modello di risaia “ecocompatibile”, ha trovato applicazione nel cuore della Lomellina: Giussago in provincia di Pavia, nell’ azienda agricola LaDarsena, e nel milanese, a Lacchiarella, alla Cadenazza per un totale di 200 ettari. Lo scopo  dei ricercatori è intervenire con un processo inverso rispetto al normale ciclo dell’acqua applicato in risaia, per cui l’acqua è mantenuta sui terreni durante solo il periodo estivo, con conseguenze di limite sulle funzioni ecosistemiche tipiche delle aree umide.Tra le situazioni della sperimentazione:la sommersione invernale delle stoppie, il mantenimento della vegetazione sugli argini e lungo le sponde dei canali. Il piano prevede che ogni situazione venga replicata tre volte, con successivo monitoraggio dei risultati a fronte di precisi parametri di valutazione: gli effetti sulla biodiversità acquatica, sull’avifauna, sulla fauna minore(insetti, anuri),sui parametri chimici del suolo, i tempi di esecuzione delle operazioni meccaniche, le rese produttive, le dinamiche della flora avventizia, spontanea e reintrodotta, la gestione dell’acqua, il comportamento della falda, i profili termici nelle diverse condizioni sperimentali. Una soluzione, questa, utile per garantire durante i periodi di asciutta la sopravvivenza degli invertebrati acquatici che, a loro volta, contribuiscono a ridurre le larve di zanzara.

Giu

10

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Fiori di Bach

I fiori di Bach sono una cura basata sulla floriterapia (terapia con i fiori), ideata dal medico gallese Edward Bach.
Alla base della floriterapia di Bach vi è il principio secondo cui nel curare una persona, devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza dei disturbi psicologici, i quali determinerebbero i sintomi fisici,il singolo fiore curerebbe il disturbo psicologico che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico, pertanto, ad ogni disturbo psicosomatico, provocato dallo sfogo dell’energia, corrisponderebbe, un preciso disturbo dell’anima,sulla base di tali principi sono stati distinti 38 “tipi comportamentali” di base;rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero infatti nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro “energia” o “memoria”.
I 38 fiori di bach sono divisi in tre gruppi:
“12 guaritori”:
Agrimonia, per chi nasconde ansia e tormento dietro gaiezza e cortesia;
Centaurea minore, per chi, debole e privo di forza di volontà, viene sfruttato dagli altri;
Cicoria, per chi è possessivo e ricatta gli altri perché stiano con lui;
Eliantemo, per chi è preso da grande paura e panico;
Genzianella autunnale, per chi si abbandona al pessimismo, si scoraggia e si deprime per motivi conosciuti.
Mimolo giallo, per chi ha paura delle cose del mondo;
Balsamina, per chi è impaziente e non sopporta interferenze nel suo ritmo;
Piombaggine, per chi non ha fiducia in sé e chiede continuamente consiglio;
Centigrani, per chi è indeciso tra due vie e si abbandona all’insicurezza;
Verbena, per chi si lascia trasportare troppo dall’entusiasmo e dal fanatismo;
Violetta d’acqua, per chi è orgoglioso e ama stare da solo;
Vitalba, per chi sogna ad occhi aperti, è indifferente alla vita e fugge dalla realtà.
I “7 aiuti”:
acqua di fonte, per chi si autoreprime per essere d’esempio;
Avena selvatica, per chi è scontento o insicuro sul ruolo da svolgere nella vita;
Erica, per chi odia la solitudine e attacca bottone usando gli altri;
Ginestrone, per chi prova grande disperazione e si sente senza speranza;
Olivo, per chi è completamente esausto a causa dello stress o della fatica mentale;
Quercia, per chi non riesce a staccare dal lavoro;
Vite, per chi prova desiderio e ambizione di dominare inflessibilmente gli altri.
I “19 assistenti”:
Agrifoglio, per chi ha sfiducia nel prossimo, prova invidia e odio;
Caprifoglio, per chi si rifugia nella nostalgia del passato, ricordando solo le cose belle;
Carpino bianco, per chi si sente stanco, debole, e dubita delle sue capacità di fronte ad un problema;
Ippocastano bianco, per chi ha pensieri e preoccupazioni costanti e indesiderati;
Castagno dolce, per chi prova un’angoscia estrema, una disperazione con coraggio, però, che non tende al suicidio;
Ippocastano rosso, per chi prova apprensione per gli altri e si aspetta sempre il peggio;
Faggio, per chi è intollerante, polemico e arrogante;
Gemma di Ippocastano bianco, per chi ripete sempre gli stessi errori e non vuole crescere;
Larice, per chi ha paura di fallire ed è affetto da complessi di inferiorità;
Melo selvatico, per chi si sente sporco, nel corpo o nella mente;
Prugno, per chi ha paura di perdere la ragione;
Noce, per chi deve affrontare grandi cambiamenti (es. pubertà, menopausa, vecchiaia, trasferimenti, lutti, divorzi, etc.) e per chi teme di essere vittima di malefici;
Olmo inglese, per chi si sente momentaneamente sommerso di responsabilità;
Pino silvestre, per chi tende a caricare su di sé anche le colpe altrui;Pioppo, per chi ha paura di cose vaghe, indistinte, e senza motivo;Rosa canina, per chi si abbandona alla rassegnazione e all’apatia;Salice giallo, per chi prova amarezza e risentimento;Senape selvatica, per chi è ammalato di depressione, anche passeggera, ma grave e spesso per motivi sconosciuti; Ornitogalo, per chi ha provato ogni tipo di shock o dolore fisico, mentale ed emotivo. Preparare i fiori di Bach è relativamente semplice, e il metodo con cui oggi si estraggono le essenze dai fiori è ancora quello tramandato da Bach stesso,ci sono due metodi che Bach scelse nella preparazione dei suoi rimedi:quello del sole e quello della bollitura. I dodici “guaritori” e i sette “aiuti” si preparano col primo sistema, mentre i diciannove “assistenti” con il secondo.
Il primo metodo, quello del sole è molto semplice. Intanto è necessario lavorare in una giornata calda e soleggiata, ovviamente nel periodo di fioritura della pianta che vi interessa. I fiori vanno raccolti sul posto, senza essere toccati con le mani, e non devono essere bagnati dalla rugiada. Recidendoli con delle forbici, si fanno cadere i boccioli in un recipiente di vetro fine da 300 ml, riempito di acqua pura, avendo cura di non immergerli completamente, ma solo per metà, e di coprire con essi la superficie della bacinella.quindi si lasciano macerare al sole per 5/6 ore ; terminato tale periodo, si filtra l’acqua colorata dai fiori con un filtro di carta in una bottiglia da 1 l. e si allunga con una pari dose di cognac che serve per la conservazione. Questo composto è chiamato tintura madre dei Fiori di Bach. Per quanto riguarda Rock Water, il procedimento è un po’ differente. Trattandosi infatti di semplice acqua di una fonte rocciosa, basta raccogliere quest’acqua nel solito contenitore (senza toccarla con le mani), lasciarla per quattro ore al sole e poi allungarla con il cognac, come prima descritto. Il secondo metodo, invece, è più veloce. Raccolti i fiori con la stessa metodologia, si portano a casa, dove dovranno essere posti in una pentola di metallo porcellanato, all’incirca nella stessa quantità del primo metodo ma con più acqua, 1,5 l. Lasciati bollire sul fornello a gas per circa 30 minuti, si lascerà raffreddare la tintura così ottenuta, aggiungendo poi all’acqua filtrata lo stesso quantitativo di cognac o brandy.