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Giu

18

By potatore

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Sua maesta il cerro

 

Famiglia:                                                                                                                             Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglie, a rapida crescita. Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

 

 

 

Nov

27

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Novembre

posted Cristiano

Taglio siepe – In questo periodo si può potare le siepi di piracanta: utilizzare attrezzi affilati ed evitare di intervenire in modo drastico. Va posta molta attenzione ai rami molto spinosi e allo stesso tempo durante le operazioni di taglio verificare lo stato sanitario.

Crisantemi – Ormai cominciano a sfiorire a causa delle intense precipitazioni. Via via che i fiori tenderanno a cadere procedere con il taglio degli steli a pochi centimetri dal suolo: ricacceranno nel prossimo anno.

Ciclamini – In piena fioritura necessitano delle ordinarie cure quali irrigazioni, concimazioni quindicinnali e soppressione delle parti sfiorite delle foglie appassite.

 Viole del pensiero – Chiamate viole di San Giuseppe, in Puglia per il colore simile al mantello del Santo, sono pronte per realizzare coloratissime aiuole fiorite che rimarranno fino alla fine di maggio. Infatti, resistentissimi ai freddi invernali, svolgeranno il loro ciclo colorando allegramente le aiuole invernali nel grigiore generale.

Taglio prato – Procedere con l’ultimo taglio del prato, al nord, e riporre il taglia erba nel box dopo averlo ripulito e spennellato le parti da taglio con diesel: servirà a proteggere dalla ruggine.

Trattamenti antiparassitari – Procedere alla disinfezione degli alberi da frutto, delle aromatiche e di tutte le altre specie presenti nel giardino con prodotti a base di rame. Aggiungere alla soluzione un adesivo come irol.

Nov

19

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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Il cerro…conosciamolo

 

 

 

 

Famiglia: Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglio, a rapida crescita.Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

Curiosità:  A Lodrino, 750 slm, in Valle Trompia, si conserva un bosco di cerro. Si tratta di una rarità. Il clima freddo dell’arco alpino impedisce la presenza del cerro, tipico dei boschi submediterranei, raramente nella fascia mediterranea. Il clima mite e favorevole di questa area, consente la sopravvivenza della pianta.  Per la particolarità, la zona è detta “Località Cerreto”, toponimo molto comune lungo l’Appennino.

Nov

2

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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L'orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.

 

Set

14

By potatore

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Categories: Giardino

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Il giardino ..in miniatura

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Se il fine settimana è caratterizzato dal cattivo tempo e la passeggiata in campagna deve essere rimandata può presentarsi il problema di cosa fare a casa; ma non necessariamente deve esserci brutto tempo per copiare delle idee che possano arricchire alcuni spazi della casa con delle soluzioni curiose e perché no, originali. Una prima idea è quella di un giardino miniaturizzato in bottiglia: a tale scopo basta prelevare dalla cantina una bottiglia che soddisfi le esigenze del caso, piccola o grande a secondo lo spazio in cui va sistemata e per i più esigenti anche una capiente damigiana. Il tappo è la chiave per far sì che l’acqua all’interno non evapori facilmente e si conservi a lungo. Infatti, non appena l’acqua evapora tende a depositarsi sulle pareti e da qui ridiscendere nel substrato del fondo, così da essere riutilizzata. Che il tappo sia anche bello, di sughero e sormontato da uno stampo di colorati frutti di pasta di sale è scelta e gusto di ognuno. Se nella scelta della forma della bottiglia prevale la larghezza rispetto all’altezza risulta più agevole la costituzione e la sistemazione delle varie parti altrimenti occorre attrezzarsi di utensili molto lunghi. Una volta sistemato il tutto su di un tavolo si può procedere alla sistemazione dei vari elementi che inizialmente consiste nell’inserire sul fondo una manciata di carbonella per evitare che il ph diventi acido. Successivamente con l’ausilio di un imbuto di carta si “versa” all’interno il terriccio che farà da supporto e nutrimento alle piante; questo dovrà essere costituito da una miscela di torba nera e terra di bosco oppure di un terriccio adatto per semenzai e quindi povero di elementi fertilizzanti. Con un cucchiaino da caffè o con una piccola palettina da gelato legata con del nastro adesivo ad un bastoncino di legno si appiana il substrato sul fondo e si effettuano dei piccoli alloggiamenti in cui verranno inserite le radici o i semi delle piantine. Per la scelta delle piantine occorre orientarsi su specie che richiedono tenore di umidità elevati e che abbiano una crescita lenta come la peperomia, fittonia e varietà piccole di bromeliacee. Nella sistemazione, per agevolare la collocazione delle piantine sul fondo, sarà meglio collocare quelle più esterne e infine quelle centrali. Una volta costipato leggermente il terriccio per una migliore adesione dell’apparato radicale col terreno occorre innaffiare. Bisogna tener presente che l’acqua in eccesso non può essere smaltita e pertanto le irrigazioni devono essere effettuate “col contagocce”. Sempre con il sistema di fissare con nastro adesivo i mini attrezzi si può preparare un piccolo taglierino per eliminare foglie secche o rovinate e con l’ausilio di un ferro da lana si possono asportare dal fondo. La bottiglia non va mai collocata in pieno sole per ovvi motivi di condensa, va benissimo un luogo anche esterno molto illuminato durante la bella stagione durante la stagione fredda un luogo interno riparato è d’obbligo.

Lug

21

By potatore

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Categories: Giardino

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Giardini pensili

Giardino pensile o tetto giardino, un angolo di verde da godere anche per coloro che abitano ai “piani alti”. Non esistono delle regole precise e delle specie adatte ma le scelte vanno attentamente valutate tenendo in considerazione il contesto edilizio e il microclima. Per quanto riguarda il primo aspetto bisogna valutare il tipo di fabbricato e le regole esistenti, nel caso sia inserito in un condominio o in un complesso di villette. Va inoltre considerato, nel caso di tetto giardino, lo stato delle coperture utilizzate, delle opere di impermeabilizzazione esistenti e, all’occorrenza, di eventuali rifacimenti. Il secondo aspetto è forse quello che merita la maggiore attenzione, non solo per creare un ambiente estetico ideale e nello stesso tempo funzionale, ma soprattutto, per la scelta delle specie e delle varietà che devono essere compatibili con le particolari condizioni di esposizione al sole e quindi del microclima che si viene a creare. Una esposizione a Sud, ad esempio comporta la necessità di selezionare piante che gradiscono una esposizione intensa al sole e nello stesso tempo resistano ad eventuale carenza di acqua, vista che l’evaporazione risulta molto intensa. Passiflora, clematis e actinidia solo le piante rampicanti più adatte a questo tipo di microclima mentre se l’esposizione del giardino da creare è rivolta a Nord o ad Est è preferibile utilizzare la clematis montana dalle foglie verde intenso con delicati fiori bianchi, la Chaenomeles speciosa più noto come cotogno da fiore con fiori rosso, di forma arbustiva, oppure l’edera, sicuramente uno dei più rustici rampicanti. Per le tappezzanti è possibile utilizzare cotoneaster dammeri, a portamento prostrato, con foglie verde-scuro, lucide e fiori bianchi che danno successivamente vita a delle bacche rosse, erica carnea per tutti gli ambienti mentre, il sedum spectabile per zona assolate; Vinca, Prunus laurocerasus “Zambeliana” risultano invece ben adatte a esposizioni umide e ombrose. Se non si vuole rinunciare alla siepe anche in terrazzo bosso nano con posizione a mezzombra, santolina e lavandula spica per le esposizioni a Sud. Siepi irregolari, di limitato, sviluppo si possono creare utilizzando anche piante aromatiche come lavanda, rosmarino e origano selvatico che associano la bellezza dei colori con l’utilità della cucina. Con lo stesso duplice scopo si possono utilizzare ortaggi decorativi come l’asparago (asparagus officinalis) che raggiunge e supera il metro d’ altezza ma anche barbabietole, zucche a frutti decorativi, cavoli, carciofi, granturco e rabarbaro (Rheum rhaponticum) dalle grandi foglie verde-scuro sostenute da grossi piccioli rossi con cui è possibile preparare marmellate. Mele ballerine o da fiore a portamento nano vivono bene in vaso e nel primo caso, i rami dopo la stupenda fioritura si riempiono di preziosi frutti, mentre si può giocare con i colori utilizzando acer palmatum dal fogliame rosso bronzeo, cupressus macrocarpa dal fogliame giallo se posto in posizione soleggiata, verde se invece posto all’ombra e infine azalee decidue e in particolare Rhododendron “Corneille” che manifesta il suo splendore di colori in autunno.

Giu

25

By potatore

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Categories: Giardino

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Rampicanti e non solo…

glicine

Le piante rampicanti come l’edera e la vite russa sono utilizzabili negli ambienti più svariati e conferiscono sempre bellezza l’abitazione. Si ritrovano, infatti, sui muri esterni delle cascine alle quali danno un tono oscuro e misterioso quasi come gli antichi manieri, ma anche sui muri esterni delle villette o addirittura su quelli degli appartamenti in condominio, i quali, grazie ad questi vengono vivacizzati è resi più pregevoli alla vista. Bisogna dire che in questi ultimi anni giornali e riviste specializzate hanno esaltato molto questo tipo di vegetazione non so per la piacevole immagine data dalle case ricoperte da una coltre di rami e di foglie ma soprattutto per i vantaggi che queste apportano. Certo è ancora possibile trovare persone che ritengono che le piante rampicanti siano dannose alle facciate delle case perché creano eccessivo umidità , attirano gli insetti quali mosche e zanzare rendendo le case più fredde. Ciò non è vero anzi è vero il contrario perché le piante rampicanti, aderiscono alle pareti esterne e grazie al picciolo le foglie restano distaccati dal muro e si crea così un cuscinetto d’aria tra le pareti è l’ambiente esterno. In questo modo la parte verde che viene a creare, durante l’estate protegge dall’irraggiamento diretto del sole e quindi rende più fresco l’ambiente interno. In inverno, il cuscinetto d’aria, soprattutto nelle pareti a nord, provoca d’una minore dispersione del calore interno valutabile sino al 30% con evidenti risparmi per le spese di riscaldamento. Per quanto riguarda l’umidità, invece, è dimostrato che le radichette esterne assorbono l‘umidità presente nei muri mentre le foglie fanno da protezione alla pioggia battente. Per attuare un buon investimento delle pareti risulta fondamentale la conoscenza delle specie, del loro sviluppo e bisogna adottare ad ogni lato della casa soluzioni diversi sono i microclimi che si vengono a formare. Infatti, se si prendono in considerazione le pareti poste a nord ed a est, queste sono quelle dove il sole non batte o batte per poche ore al giorno, quindi sono le più fredde e umide. Al contrario quelle a sud o mezzogiorno e quelle a ovest sono le più calde ovvero quelle sulle quali il sole batte nelle ore più calde della giornata. Inoltre bisogna tener presente che solo poche specie si arrampicano spontaneamente mentre la maggioranza ha bisogno di un valico supporto permanente fatto con materiali diversi e che tengono conto del peso della pianta quando ha raggiunto il massimo sviluppo. Resta inteso che in partenza, l’intonaco deve essere sano e senza fessurazione altrimenti alcuni timori che la pianta ingrandiscono a difetti del muro risultano fondati, specialmente se il muro all’origine è rustico, con asperità è ricco di sassi irregolare. Resta il fatto che la pianta rampicante sulla facciata rappresenta un elemento distintivo che attribuisce all’edificio una caratteristica gradevole come detto abitare in un rustico di campagna; è anche in città le piante rampicanti e possono offrire numerose occasioni di impiego: è comunque necessario scegliere la specie giusta, quella cioè che si adatta luogo in cui si deve crescere e svilupparsi .

Apr

3

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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L'orto: ambiente naturale

 

 L’eccessivo sfruttamento del terreno determinato dalle nuove  specie e varietà molto più  produttive delle precedenti fa sorgere la necessità della reintegrazione della sostanza organi­ca nell’orto, pena un continuo impoverimento organico dello stesso con conseguente calo produttivo sia quantitativo e qualitativo. Il compostaggio dei rifiuti organici sia provenienti dell’abitazione che da materiali di scarto o di pulizia degli ortaggi  diventa, pertanto, condizione indispensabile per  mantenere  sano  e biologicamente attivo il terreno. Sempre allo stesso scopo l’utilizzo di concimi organici tipo letame, cornunghia, sangue secco o di vari altri preparati messe a disposizione dalle ditte specializzate, serve senza dubbio ad ottenere  prodotti qualitativamente ottimi. Se invece oltre che a sostanza organica si vuole integrare il terreno con sostanze azotate, una coltivazione di leguminosa interrata (sovescio) all’inizio  della fioritura avrà effetti  sulla coltivazioni future indubbiamente eccellenti. Il ricorso sistematico alla pacciamatura, poi, determina diversi  vantaggi: miglioramento della struttura,  risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle  produ­zioni e non ultimo miglioramento della attività microbica del terreno. Per la pacciamatura di una orto di modeste dimen­sioni non necessariamente si devono impiegare materiali dispendiosi ma possono essere utilizzati materiali semplici come paglia, aghi di pino o foglie in genere, vinacce. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e, nello stesso tempo, permettere il razionale sfruttamento del terreno e il ricor­so alla consociazione e alla rotazione. Nel primo  caso  il sistema è stato ampiamente collaudato in passato, anche se, fino ad alcuni anni addietro veniva ritenuto  superato, basti pensare alle alberate fatte per sostenere la vite diffuse in tutta Italia. In un orto famigliare basta semplicemente  utilizzare delle piante i mais come sostegno di piselli o fagiolini rampicanti o alternare nei filari piante legumino­se con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione e avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrice come leguminose si  evita un eccessivo  sfruttamento delle  risorse nutritive del terreno e  nello stesso  tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica  di una  loro  interazione e non vanno presi  singolarmente in quanto,da soli, non possono radicalmente modificare il corso produttivo dell’orto. Inoltre va ricordato che la  creazione di un ambiente quanto più simile a quello naturale favorisce il proliferare di specie utili alla agricoltura come le Chysoperlee le più conosciute coccinelle  septempunctate predatrici  naturali  degli afidi autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Feb

13

By potatore

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Categories: Agricoltura, Potatore news

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Substrati: ad ogni pianta il suo terreno

 

Le colture floricole, in Italia, hanno raggiunto un interesse costantemente in crescita dagli anni 60’ a oggi. Accanto a specie autoctone provenienti sia dalle regioni più settentrionali che da quelle mediterranee, sono arrivate nel nostro paese specie provenienti da ogni parte del globo. Questo ha comportato la ricerca di idonei substrati tali da riuscire a soddisfare l’esigenze delle diverse specie in coltivazione. Non esiste un substrato ideale per tutte le specie ma in commercio ne esistono diversi che opportunamente miscelati creano condizioni pedologiche simili all’ambiente di provenienza. Chi acquista piante, purtroppo, il più delle volte si trova di fronte ad una serie di prodotti diversi e ha delle difficoltà nella scelta più idonea alle proprie esigenze e qualche volta il linguaggio del fiorista, a cui si chiede consiglio può risultare troppo tecnico o poco chiaro. Al fine di indirizzare nella scelta giusta occorre distinguere innanzitutto tra substrati naturali ed artificiali. Tra i primi, molto in uso sono: terriccio di foglie e di bosco, terra di bosco, torba, sfagno e terricciati mentre tra quelli artificiali molto usati sono la vermiculite, la perlite l’argilla espansa.
I primi tre naturali provengono, come facilmente intuibile dal nome, dal bosco anche se da strati diversi. Il terriccio di foglie infatti, è lo strato superficiale del bosco costituito principalmente da foglie indecomposte di latifoglie a volte miste ad aghifoglie. Le foglie così prelevate, vengono ammucchiate in luogo coperto e a seguito di trattamenti e concimazioni di solfato di ammonio danno vita ad un terriccio con struttura molto porosa e ph leggermente acido. Si utilizza dopo diversi mesi dalla raccolta ed è adatto per miscugli e per la coltivazione di specie come le bromeliacee ( Aechmea, Guzmania, Nidularium) e le azalee, se vi è una prevalenza di aghi di pino e abete rosso avendo cura di sostituirlo dopo 7-8 mesi. Il terriccio di bosco è invece lo strato sottostante allo strato di foglie ed è costituito da residui ( foglie, rami e corteccia) di alberi e arbusti. E’ un substrato utilizzato per specie da fiore e da foglie ornamentali a breve ciclo, visto la facile decomposizione. La terra di bosco è costituita dallo strato di terreno, prevalentemente minerale, sottostante a quello di residui vegetali non ancora ben decomposti. Si presenta di colore nero per l’abbondante presenza di sostanza organica (10- 15% circa) e quindi risulta molto fertile e adatta alla coltivazione di piante ornamentali da fogliame come palme, aucuba, ficus e di legnose da fiore come ortensie, gardenie e camelie. Generalmente viene miscelata alla torba in modo da completarne le caratteristiche fisiche e chimiche ed è un miscuglio adatto a tutte quelle piante che non richiedono frequenti cambi di vaso. Un substrato molto fertile, simile per alcuni aspetti alla terra di bosco, si può ottenere stratificando 30-40 cm di letame con 15-20 cm di terreno fino ad uno spessore complessivo di 1,20-1,50 m. L’ammasso tenuto costantemente umido con soluzione di acqua e azoto ammoniacale per attivare la flora batterica, viene, dopo due mesi circa dalla preparazione, mescolato più volte in modo che la massa sia ben decomposta e amalgamata. Si ottiene così un terricciato adatto per piante da fiore come cineraria, crisantemo e sia per piante aromatiche come salvia e rosmarino. La torba è il substrato naturale di più largo utilizzo e deriva dalla decomposizione di piante acquatiche come muschi, felci, equiseti e graminacee. Esistono torbe bionde acide e torbe nere subacide o neutre. La differenza consiste che le prime generalmente provengono dal Nord-Europa, sono con pH 3,5-4 e sono meno decomposte delle torbe nere che hanno un ph più elevato ( 5,5-7). Per l’alta porosità e le ottime caratteristiche fisiche possono essere utilizzate da sole oppure in miscuglio per la preparazione di substrati di una vasta gamma di piante. Nel Nord-Europa e in Irlanda, la torba dove è presente in grande quantità viene anche usata come combustibile e in sostituzione del letame in pieno campo. Lo sfagno è estremamente leggero, proviene da luoghi acquitrinosi e molte volte concorre alla formazione della torba. E’ in grado di assorbire acqua fino a 10-20 volte il proprio peso e per questo, quello verde viene utilizzato per guarnire i sostegni di piante volubili come il Philodendron, syngonium e pothos. Risulta anche fondamentale per la preparazione dei terricci delle orchidee, miscelato in parti uguali a radici di Osmunda e Polypodium. Sarà la lenta decomposizione delle radici di quest’ultime a conferire le condizioni di permeabilità e struttura necessari allo sviluppo di piante e epifite e semiepifite tra cui le appunto le orchidee. Viene ricordato che per le orchidee adulte il rinvaso viene effettuato in media ogni due-tre anni. Tra i substrati artificiali vengono catalogati quei prodotti provenienti da particolari lavorazioni in forni ad alte temperature oppure da processi di sintesi come il polistirolo espanso. La Vermiculite ad esempio è un silicato estratto in Sud Africa e negli Stati Uniti che viene trattato in forno alla temperatura di 1000°C. Il prodotto così ottenuto, oltre come coibentante nell’edilizia per il buon contenuto in potassio e magnesio, elevata porosità e il forte potere idroassorbente, è molto usata, insieme alla torba per la radicazione e la coltivazione di molte piante ornamentali. Più usata in Italia è però la perlite anchessa ottenuta da trattamenti a temperature elevate di rocce vulcaniche silicee originate da colate laviche. Viene usata principalmente per aumentare il potere drenante dei substrati e sovente è possibile notarla nei vasi di piante ornamentali e di garofani e si presenta a grani di 3-6 mm di diametro di colore bianco.

Dic

10

By potatore

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Dicembre: i simboli di fine anno!!

Dicembre è indubbiamente il mese in cui si concentrano molte emozioni: l’anno vecchio ormai al termine con il suo lascito di gioie e dolori e quello nuovo in arrivo ricco di aspettative e speranze. Un mese fra l’altro ricco di feste quasi una sorte di dispetto alla natura che dopo i fasti estivi e i colori di inizio autunno adesso riposa anch’essa in attesa della propria festa che coincide con l’arrivo della primavera. Ciò non toglie che anche in questo mese si fa ricorso alla natura per ravvivare le case con i simboli che caratterizzano questo periodo: l’albero, la stella di Natale, il muschio, il vischio e l’agrifoglio. L’albero di Natale è sinonimo di abete rosso (Picea excelsa o Picea abies) detto anche peccio e da qui il nome di peccete ad indicare le foreste di questa pianta che caratterizzano il paesaggio alpino rendendolo tra i più suggestivi in Europa e forse nel Mondo. L’abete rosso è una pianta molto longeva (vive circa 400 anni) e raggiunge dimensioni ragguardevoli circa i 50 metri con un fusto eretto e slanciato, una chioma verde scura, la corteccia sottile e rossastra. Oltre sulle Alpi e sulll’Appennino è presente, con immense foreste, in tutta l’Europa dalla Scandinavia ai Carpazi e dà vita alla Foresta Nera in Germania. L’utilizzo dell’abete è stato ereditato dalle antiche tradizioni pagane che consacravano l’abete più alto del bosco al Dio della Luce bruciandolo pubblicamente. La tradizione dell’abete è stata successivamente imposta da Margherita di Savoia e da allora ha trovato un posto definitivo dopo un certo periodo di dimenticanze e riscoperte nella tradizione popolare. Per essere sicuri di possedere a Natale un rigoglioso abete diventa importante acquistarlo uno due mesi prima delle festività da un vivaista serio con pianta preferibilmente certificata. Una volta rinvasato e innaffiato può essere lasciato all’esterno per poi essere gradualmente portato all’interno dell’abitazione possibilmente in un locale non riscaldato. Una volta finito l’utilizzo sempre gradualmente può essere riportato all’esterno o nel caso che non si abbiano a disposizione balconi o un giardino dove sistemarlo in attesa di un riutilizzo è possibile donarlo ai Comuni attrezzati al recupero degli alberi natalizi utilizzati per il rimboschimento di aree dismesse. Per chi volesse, infine, utilizzare lo stesso abete senza doversi trovare poi una pianta dallo sviluppo eccessivo è possibile utilizzare abeti nani (Picea albertiana conica) che al massimo raggiunge i due metri di altezza. Per quanto riguarda la Poinsettia o Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) c’è da dire che essa ha trovato posto nella tradizione natalizia in epoca più recente ma sicuramente ha recuperato in questi ultimi anni un interesse crescente anche per il fatto che il Natale è la festa in cui prevale il colore rosso e le brattee della Poinsettia il più delle volte confuse con il fiore rispondono a questa richiesta di mercato. La pianta in natura in effetti ha un portamento arbustivo e raggiunge anche i due metri di altezza. In Sicilia è facile trovarla in giardino in virtù del clima temperato e viene sovente utilizzata come pianta da fiore reciso anche per 10-15 anni. Nel resto d’Italia è prevalentemente una coltura da vaso fiorito e la particolare bellezza della pianta è data dalle brattee colorate rosse, rosa, arancio e bianco a seconda delle varietà che sono da richiamo anche per gli insetti impollinatori visto che i fiori gialli sono numerosi ma poco vistosi. Per chi si appresta ad acquistare una Stella di Natale va ricordato che la qualità della pianta è da individuare dalla vivacità dei colori, dal rigoglio vegetativo e dal numero di steli. Vanno scartate le piante che si presentano con fogliame ingiallito e non uniforme. Verificare che l’attaccatura degli steli sia ben salda e le infiorescenze ancora non completamente aperte. Le piante vanno tenute lontane da fonti di calore ed all’immediato contatto con termosifoni e camini accesi mentre va verificata l’umidità dell’ambiente in quanto l’aria eccessivamente secca provoca la perdita delle foglie delle piantine. Poche sono le esigenze colturali della pianta tenuta in ambiente chiuso: irrigazioni regolari una volta verificata che il substrato contenuto nel vaso sia asciutto e una concimazione con concime completo disciolto in acqua all’1% con cadenza quindicinale. Una volta completata la fioritura la pianta incomincerà a perdere le foglie (fine gennaio circa) e quindi successivamente va potata e sistemata in luogo freddo e poco illuminato mentre le irrigazioni vanno diradate. Si effettuerà così lo svernamento della pianta che successivamente in piena primavera verrà portata gradualmente in piena luce ed all’aperto per iniziare un nuovo ciclo. Sembra che sia buon augurio per gli innamorati baciarsi sotto il vischio in quanto questo è simbolo di tenacità in virtù della sua collocazione tra i rami saldi delle Querce di cui è parassita mentre fecondità e immortalità sia trasmessa dalla luna che la notte luccica fra il suo fogliame. Il vischio (Viscum album) è una pianta parassita resa celebre dalla serie di cartoni animati di Asterix appartenenti ai Druidi e magistrale oppositore delle milizie Romane invasori della Gallia. Secondo l’antica etimologia il nome dei Druidi deriverebbe drys-quercia albero sacro nella loro tradizione e il vischio parassita naturale di questa pianta ne ha assorbito gli influssi benefici e propiziatori. Propiziatore o meno in ogni caso conviene tenerla lontano dal giardino  di casa,  i caratteristici austori si attaccano ai suoi ospiti succhiandone la linfa.

Nov

8

By potatore

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Autunno!!

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell‘erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

Ott

30

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

27

By potatore

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Melograno: frutto d'autunno!

 

Il Punica Granatum, è originario del sud-ovest asiatico e appartiene alla famiglia delle Punicaceae. Si presenta come una pianta cespugliosa, con una buccia coriacea gialla, foglie allungate verdi, fiori rossi e un frutto (melagrana) costituito da chicchi succosi, leggermente aspri, ricchi di sali minerali, acqua e vitamine. Le diverse varietà di melograno si suddividono in zuccherine, agrodolci e acide. Questo frutto cresce bene nelle zone a clima mite, ma può essere coltivato anche in quelle con clima più fresco (purchè sia coltivato in posizione riparata). In Italia  si trovano unicamente varietà dolci: Alappia, Dente di Cavallo, Melograno Dolce, Neirana, Profeta Partanna, Racalmuto  e Selinunte. Le proprietà benefiche del melograno erano già note nei tempi antichi e il suo utilizzo vien sempre più riscoperto dai consumatori.

Set

25

By potatore

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Categories: Giardino

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Giardini in miniatura!

Se il fine settimana è caratterizzato dal cattivo tempo e la passeggiata in campagna deve essere rimandata può presentarsi il problema di cosa fare a casa ; ma non necessariamente deve esserci brutto tempo per copiare delle idee che possano arricchire alcuni spazi della casa con delle soluzioni curiose e perché no originali. Una prima idea è quella di un giardino miniaturizzato in bottiglia, a tale scopo basta prelevare dalla cantina una bottiglia che soddisfi le esigenze del caso; piccola o grande a secondo lo spazio in cui va sistemata e per i più esigenti anche una capiente damigiana. Il tappo è la chiave per far si che l’acqua dell’interno non evapori facilmente e si conservi a lungo. Infatti, non appena l’acqua evapora tende a depositarsi sulle pareti e da qui ridiscendere nel substrato del fondo, così da essere riutilizzata. Che il tappo sia anche bello, di sughero e sormontato da uno stampo di colorati frutti di pasta di sale è scelta e gusto di ognuno. Se nella scelta della forma della bottiglia prevale la larghezza rispetto all’altezza risulta più agevole la costituzione e la sistemazione delle varie parti altrimenti occorre attrezzarsi di utensili molto lunghi. Una volta sistemato il tutto su di un tavolo si può procedere alla sistemazione dei vari elementi che inizialmente consiste nell’inserire sul fondo una manciata di carbonella per evitare che il ph diventi acido. Successivamente con l’ausilio di un imbuto di carta si “versa” all’interno il terriccio che farà da supporto e nutrimento alle piante ; questo dovrà essere costituito da una miscela di torba nera e terra di bosco oppure di un terriccio adatto per semenzai e quindi povero di elementi fertilizzanti. Con un cucchiaino da caffè o con una piccola palettina da gelato legata con del nastro adesivo ad un bastoncino di legno si appiana il substrato sul fondo e si effettuano dei piccoli alloggiamenti in cui verranno inserite le radici o i semi delle piantine. Per la scelta delle piantine occorre orientarsi su specie che richiedono tenore di umidità elevati e che abbiano una crescita lenta come la peperomia, fittonia e varietà piccole di bromeliacee. Nella sistemazione, per agevolare la collocazione delle piantine sul fondo, sarà meglio collocare quelle più esterne e infine quelle centrali. Una volta costipato leggermente il terriccio per una migliore adesione dell’apparato radicale col terreno occorre innaffiare. Bisogna tener presente che l’acqua in eccesso non può essere smaltita e pertanto le irrigazioni devono essere effettuate “col contagocce”. Sempre con il sistema di fissare con nastro adesivo i mini attrezzi si può preparare un piccolo taglierino per eliminare foglie secche o rovinate e con l’ausilio di un ferro da lana si possono asportare dal fondo. La bottiglia non va mai collocata in pieno sole per ovvi motivi di condensa, va benissimo un luogo anche esterno molto illuminato durante la bella stagione durante la stagione fredda un luogo interno riparato è d’obbligo.

Set

14

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Settembre

Clima – Le temperature notturne in decisa diminuzione determinano la fine delle specie da “frutto” e in compenso  lo sviluppo delle specie da foglia. Prolungare anche per sole poche settimane la produzione di pomodori, melanzane, zucchine e fagiolini è utile al fine di poter approfittare per un periodo più lungo di questi prodotti che possono essere trasformati, in caso di abbondante raccolto, in conserve sott’olio, sott’aceto o nel caso di fagiolini scottati e sistemati in buste nel congelatore fino al momento del consumo. Diventa importante considerare, al fine di migliorare il microclima dell’orto, che il terreno bagnato tende a trattenere meno calore di un terreno asciutto e pertanto  occorre limitare gli apporti idrici al minimo e in caso di piogge favorire il drenaggio rapido delle acque in eccesso.

Pomodori – Per allungare la permanenza e la produzione degli ultimi pomodori le aiuole vanno tenute ben pulite da erbe infestanti e i solchi utilizzati eventualmente per le irrigazioni vanno aperti in modo da favorire lo sgrondo dell’acqua piovana. Eventuali protezioni con film in plastica risultano molto efficaci per migliorare la qualità del raccolto. Verificare i sostegni,  tenere liberi dalle foglie i frutti presenti e raccogliere precocemente completando la maturazione richiesta in casa in modo da diminuire lo stress per le piante ormai giunte ai limiti della produzione. Le piante rimaste senza frutti vanno prontamente estirpate ed preferibilmente sistemate nel contenitore del compost.

Lavorazioni al terreno – Gli appezzamenti che via via si rendono liberi possono essere prontamente sistemati in modo da ospitare le specie  ad accrescimento autunnale. Prima di qualsiasi operazione al terreno occorre asportare tutti i residui della coltivazione precedente che a seguito delle notevoli condizioni di umidità presenti sia nel terreno che nell’aria possono creare un serio ostacolo alle coltivazioni. Nel caso di prossima semina o trapianto il terreno va lavorato superficialmente effettuando preferibilmente una leggera vangatura che avrà lo scopo oltre che di arieggiare il terreno anche quello di eliminare la parte radicale della precedente coltura.

Semine – Entro metà settembre è possibile seminare cipolle bianche in semenzaio e ravanello a spaglio utilizzando 0,5-2,5 grammi di seme per metro quadro di terreno. In condizioni ottimali la raccolta del ravanello può avvenire dopo 25-40 giorni mentre per la cipolla il ciclo di coltivazione prevede un fino a 240 giorni di permanenza in campo. Per tutto il mese invece si può seminare lattughino  e radicchio da taglio, spinacio e valerianella. I tempi necessari per la raccolta vanno dai 60 agli 80 giorni con un leggero anticipo per il lattughino. Fino al 15 del mese, inoltre, è possibile trapiantare cicoria catalogna e tutti i tipi di radicchio compreso quello di Verona per produzioni tardive e ancora finocchio a raccolta autunnale e porro per raccolte primaverili.

Innesti –  A gemma dormiente è possibile innestare: agrumi, albicocco, ciliegio, mandorlo, melo, nespolo giapponese, olivo, pesco, pero e susino. Alla maiorchina o chip budding: ciliegio, melo noce, pero e susino infine a pezza e  a zufolo l’ulivo .

Piante aromatiche – Approfittate di quest’ultimo periodo di sole per rendere rigoglioso il fogliame, irrigandolo abbondantemente e scegliendo l’angolo più assolato della casa. Per basilico e prezzemolo una decisa cimatura allungherà il periodo di produzione.

Alberi e arbusti – Dopo la fioritura può essere effettuata una leggera potatura al fine di riequilibrare la chioma e sfoltire l’interno. Eliminare i succhioni che si formano dal pedale (es. nei tigli)

 Afidi – Possono ancora creare seri danni alle specie da fiore come le rose e a quelle da frutta. Per chi ama il ” fai da te” può mettere a macerare mozziconi di sigarette per circa 8-10 giorni; successivamente il tutto va filtrato e irrorato sulle piante. Altri trattamenti necessari sono rivolti al controllo dell’Oidio o mal bianco e quindi il ricorso a zolfi bagnabili.

Fiori secchi – I fiori di ortensia, lavanda, alisso, rosa e tante altre possono essere essiccati per ottenere delle splendide composizioni secche. I fiori vanno raccolti prima che  sboccino completamente, appesi in mazzetti a testa in giù in luogo fresco e ventilato preferibilmente al buio

Lug

21

By potatore

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Categories: Giardino

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L'ombra del pergolato

Estate, sole, caldo e.. forse l’ombra di un pergolato rende il tutto più piacevole. Legno di larice trattato con conservante oppure ippocastano scortecciato sono l’ideali per formare il sostegno oppure è possibile utilizzare un traliccio di tubi in ferro zincato per la struttura e del filo plastificato per sostenere le piante. L’importante che l’altezza sia almeno di 2,2-2,3 metri, che le essenze scelte soddisfino i bisogni di ombra e che siano in sintonia col resto del giardino o dell’ambiente circostante e possibilmente di facile manutenzione. Trovare le specie che soddisfino i gusti estetici e cromatici di ognuno non è cosa difficile vista la discreta abbondanza di piante rampicanti. Vite, actinidia, passiflora, edera e clematidi sono solo alcuni esempi più ricorrenti. La vite (vitis vinifera) trova ottima collocazione quando si preferisce avere anche un frutto. Per la facilità nella crescita e nelle cure da apportare si presta bene a chi voglia crearsi un pergolato nel contesto di un giardino frutteto. Ciò non toglie che è possibile utilizzare specie americane o uva fragola con grappoli più piccoli che rendono l’insieme meno specifico e non necessariamente produttivo”. Essendo una specie a foglie caduche dà il vantaggio che durante i mesi invernali lascia entrare il sole all’interno delle abitazioni qualora il pergolato sia a ridosso della casa e di eventuali porte secondarie di ingresso. Poche le cure colturali e molto semplici, come la potatura e qualche trattamento contro oidio e peronospora. Anche l’actinidia risulta versatile al pari della vite; infatti esistono specie da frutto e specie ornamentali come l’actinidia kolomikta dalle foglie verde scuro a forma di cuore, con le punte colorate di bianco e venate di rosa che danno all’insieme un aspetto sorprendentemente insolito. Altra particolarità è data dai fiori bianchi e leggermente profumati che compaiono all’inizio dell’estate. Sicuramente meno vigoroso rispetto alle viti, raggiunge in ogni caso uno sviluppo intorno ai quattro metri. Come la vite è un rampicante a foglie caduche e tende a modificare la colorazione delle foglie a secondo che sia posta in pieno sole o meno. Poco resistente al freddo è la passiflora che fiorisce nel bel mezzo dell’estate con produzione fiori bianchi, grigiastri o bluastri, molto grandi che danno vita, in caso di estate molto calda, a dei frutti gialli a forma di uovo. L’edera è probabilmente il rampicante più rustico e tenace e può essere utilizzato sia come rampicante, per la capacità di attaccarsi ai muri con le proprie radici  che per creare vistosi pergolati. Diverse le specie presenti helix, canariensis, colchica che si differenziano per la forma delle foglie e la colorazione. L’helix, molto comune, ha delle varietà come la “gold heart” dal fogliame verde-scuro con la parte interna colore oro che dà alla pianta un aspetto molto gradevole. La clematide per la particolare bellezza è stata definita da alcuni la “gioia del viandante” e fiorisce sia in primavera che in tarda estate poco apprezzata in Italia e molto all’estero.

Lug

7

By potatore

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I colori dell'estate mediterranea!!

 

Il nostro paese è sicuramente tra i più belli al mondo e ogni anno le nostre città vengono invase da turisti che con occhio attendo rimangono affascinati dalla moltitudine di reperti archeologici presenti un po’ in tutte le regioni e dai colori del nostro paesaggio che nonostante la continua lotta con l’aggressione del “cemento” rimane ancora gradevole e molto variopinto. Dal Nord Italia fino alle regioni insulari alcune piante determinano e caratterizzano con le loro forme e colori scenari da immortalare per le fameliche macchine fotografiche sempre alla ricerca di “momenti da ricordare“. L’ormai popolarissimo oleandro fa da guida sulle calde autostrade a separare quanti ancora arrivano da coloro che ritornano. Trovarlo coloratissimo e molto rigoglioso sugli spartitraffico oppure nelle fiumare ormai arse dal sole estivo dà il senso della resistenza di questa pianta alle alte temperature estive. Molti allo stesso tempo lo possono ricordare durante i mesi invernali, sotto al brina, però al riparo di un muro di una villetta o di una capannina di plastica. Molto resistente, infatti, a valori termici opposti si è ormai naturalizzato in tutta la penisola e viene apprezzato per l’abbondante e prolungata fioritura. Gli esemplari allevati in vaso fioriscono durante il periodo luglio-agosto mentre nei climi caldi gli oleandri sono sempre in fiore. Il colore tipico dei fiori è rosa ma esistono varietà con fiori rossi, porpora, gialli, arancione e bianchi. Per avere una buona fioritura occorre posizionare il vaso in pieno sole, durante il periodo vegetativo innaffiare con parsimonia e lasciare sempre asciugare la parte alta del vaso prima di una nuova somministrazione di acqua e infine durante la fioritura non lasciare mai asciugare l’apparato radicale pena il mancato sviluppo dei boccioli. Decisamente più delicata rispetto all’oleandro è la buganvillea che forma macchie molto colorate nei parchi e giardini del Centrosud ma che necessita di riparo al Nord dove viene coltivata in vaso e al riparo durante la stagione fredda. Rimane un arbusto molto esigente in fatto di luce e per la fioritura richiede una esposizione al sole durante il periodo vegetativo non inferiore alle 4-5 ore giornaliere di pieno sole. Per quanto riguarda le irrigazioni valgono più o meno le stesse regole prima descritte per l’oleandro dal quale però la buganvillea si differenzia per la minore resistenza alle basse temperature che durante il periodo invernale non dovrebbero scendere al di sotto dei 10°C. Meno conosciuta, al Nord, ma molto apprezzata nelle altre regioni è la bignonia, pianta rampicante originaria delle regioni tropicali molto adatta a ricoprire muri e formare pergolati. La pianta ha foglie composte di 2-3 foglioline coriacee ed e riconoscibile per i fiori molto vistosi a campanula di colore rosso arancio. Buona la resistenza al freddo per cui anche al Nord è possibile allevarla in pien’aria a ridosso di un muro oppure a ravvivare le colonne di un porticato.

Giu

6

By potatore

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Alberi …ma con criterio

Nella progettazione di un giardino la collocazione degli alberi, in genere, è una delle decisioni più importanti che un giardiniere deve prendere. In giardini di dimensioni ridotte, infatti, un albero può risultare il punto focale dell’intera realizzazione mentre in quelli di dimensioni maggiori la possibilità di metterne a dimora diversi risulta di importanza primaria per il definitivo stile che l’opera deve assumere. Pertanto prima di qualsiasi intervento occorre conoscere in modo preciso le caratteristiche della specie da impiantare, l’altezza al massimo sviluppo, la velocità di crescita, la colorazione del fogliame, la presenza di infruttescenze e infine ma non ultimo se è deciduo o sempreverde. Partendo da quest’ultimo aspetto le considerazioni da effettuare sono diverse e riguardano alcuni aspetti pratici che molte volte inizialmente non vengono considerati ma che successivamente diventano autentici problemi. Basti pensare all’enorme massa di fogliame che un acero o un platano lascia cadere a terra durante l’autunno e che, in alcune condizioni crea seri problemi di smaltimento. Se in famiglia si ha disponibilità di un mezzo cassonato o furgonato il problema può essere facilmente risolvibile altrimenti occorre rivolgersi a terzi con il conseguente aumento dei costi. L’utilizzo di specie sempreverdi come il classico abete sistemato in giardino dopo l’utilizzo natalizio, non è indenne da risvolti negativi se posto in giardini di proporzioni non adeguate. E’ vero che non darà problemi per quanto riguarda la produzione di foglie o di residui di potatura ma è anche vero che può divenire un presenza gravosa se si pensa al notevole sviluppo di questa pianta che, nel corso degli anni, può creare eccessive zone di ombra e ostacolare la crescita delle piante limitrofe. Con ciò non si vuole esprimere una contrarietà nell’utilizzo in giardino di queste specie ma semplicemente anticipare risvolti negativi che si possono avere dell’utilizzo in condizioni non idonee. Non è quindi in discussione la bellezza del fogliame di un acero o l’elegante portamento di un abete che tra l’altro in questa regione trovano condizioni ambientali tali da permettere uno sviluppo a dir poco superbo o di qualsiasi altra pianta. Va garantito, però, per ogni specie giusti spazi di accrescimento tali da evitare la competizione con le altre specie presenti. Non va, inoltre, tralasciato che il notevole sviluppo raggiunto da alcune piante, sia dell’apparato radicale che della chioma, può apportare notevoli problemi agli edifici circostanti e alle strutture ad esse connesse. Infatti non raramente può capitare che apparati radicali con notevole sviluppo creino danno alle tubazioni interrate nel giardino o ai vialetti cementati. Altro aspetto da non sottovalutare è la produzione di infruttescenze che molte piante, una volta raggiunto il pieno sviluppo, spargono sul prato sottostante. Oltre all’abbondanza e quindi alla necessità di doverle smaltire è frequente che taluni di questi, come nel caso del tasso e del maggiociondolo, danno luogo a semi velenosi che possono essere facilmente essere preda di utilizzate da bambini che frequentano il giardino.

Mag

31

By potatore

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Siepi: la cornice del giardino!

Sagomata, squadrata o libera qualsiasi sia la sua forma una cornice di siepe completa la bellezza del giardino. Realizzarla non è poi così difficile ma occorre prevedere e progettare per tempo la sua realizzazione. Le piante da utilizzare possono essere messe a dimora sia durante il periodo autunnale che durante quello primaverile più auspicabile; per entrambe le soluzioni occorre per tempo provvedere a sistemare il terreno destinato a ricevere le nuove piante e se trattasi di specie di poca diffusione prenotare per tempo le piantine. Nella scelta sono da preferire specie sempreverdi che non perdono le foglie durante l’inverno ma che possiedono in particolare una buona attitudine ai tagli. Questi oltre a determinare uno sviluppo bilanciato, sia per quanto riguarda l’altezza che per la forma, devono favorire lo sviluppo nella parte inferiore della pianta al fine di evitare antiestetiche chiazze vuote. Il fossato destinato a ricevere le piante va scavato per tempo alla profondità di 40-50 cm e altrettanto in larghezza. Durante lo scavo vanno rimossi sassi e vecchie radici e successivamente sul fondo va distribuito 10-15 cm di letame, compost o qualsiasi altro concime organico mediamente decomposto. Una volta selezionate, le piantine che devono essere rigogliose, dritte e prive di malattie, vanno posizionate nella trincea alla distanza di 50 cm quindi fissate nella posizione finale con una manciata di terreno, solo quando si è certi che la fila sia ordinata va ultimato il riempimento della trincea. Il terreno alla base va pressato molto bene in modo da garantire il perfetto contatto con il pane di terra e con le radici. Successivamente occorre bagnare abbondantemente e procedere alla prima cimatura che comporterà l’asportazione dei primi 5-6 cm della parte terminale della pianta. Diverse sono le specie utilizzate per la formazione di siepi sempreverdi e tra queste ottime garanzie danno il ligustro, il lauroceraso, il pittosporo, la tuja, bosso. Queste specie si accomunano per la velocità di crescita, il buon rigoglio vegetativo e la notevole predisposizione ai tagli frequenti; in particolare il ligustro e molto utilizzato nell’arte topiaria. Stesse caratteristiche del ligustro ma con una crescita più lenta presenta il bosso caratteristico per il fogliame molto fitto e piccolo. Altra possibilità di realizzazione può venire dall’utilizzo del Taxus bacata che crea siepi più basse rispetto alle prime ma compatte ed è anch’esso facile da modellare. Per coloro che preferiscono colori decisamente diversi la scelta cadrà sulla Photinia red dal caratteristico colore rosso nelle parti terminali o la Pyracanta orange glow che proprio in questo periodo è possibile ammirare in tutto il suo splendore perché coperta interamente da bacche arancioni. Se potare la siepe non è una operazione particolarmente gradita e si predilige siepi basse si può optare per la lavanda che richiede una sola potatura annua o per una siepe di rosmarino che di cure ne richiede ben poche ed è da non sottovalutare la bellezza irregolare. Portamento contenuto (raggiunge al massimo i due metri), buona resistenza ai tagli molto decorativa se coltiva sopra un bel prato verde oppure in aiuole miste sono le caratteristiche del Berberis thunbergergii atro-purpurpurea dai rami spinosi ottima per formare siepi anche difensive. Tra le molte varietà di Berberis ne esistono sia a foglie sempreverdi che caduche e quindi ben adatte sia per esposizione all’ombra che in pieno sole.

Apr

26

By potatore

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I lavori di fine Aprile

Con la fine del mese ormai tutte le specie sono in piena fase vegetativa e il fogliame verde e rigoglioso spicca dai rami fino ad ora spogli.

Prato – continuare tutte le cure di rito e in particolare effettuare tagli regolari ogni 10-12 giorni con o senza asportazione della parte tagliata. Il taglio ravvicinato oltre a rendere particolarmente rigoglioso il prato inibisce fortemente lo sviluppo delle specie a foglia larga che mal sopportano il taglio frequente al contrario di poe, festuche, agrostide e loietti che caratterizzano i tappeti erbosi.

Gerani – Tempo di moltiplicazione per talea di molte specie tra cui i gerani. Le talee vanno prelevate lunghe 8-10 cm. con 4-5 nodi, private delle foglie basali e quindi poste a radicare in substrato di sabbia e torba. Tenere umido il substrato e in luogo ombreggiato per almeno due settimane ed evitare l’utilizzo di ormoni radicanti perché su queste specie tendono a favorire il marciume radicale.

Piante in vaso – I vasi di plastica e di colore scuro tendono facilmente a riscaldarsi in modo eccessivo provocando seri danni all’apparato radicale. Nei casi in cui il fogliame delle piante contenute in essi non sia capace di proteggerli dai raggi del sole sarà opportuno riunirli all’interno di un mastello di legno e ricoprirli fino all’orlo con argilla espansa oppure corteccia di pino. La sostituzione dei vasi di plastica con similari in terracotta, in particolare per le specie succulente,  è un sistema auspicabile per ottenere non solo condizioni microambientali migliori ma anche per bilanciare il peso della pianta con quella del vaso.

Vialetti – Se  si vuole mantenere  sgombri i  vialetti  da erbacce sarà  necessario somministrare prodotti  antigermi­nativi.  Usare  guanti e mascherine protettive  durante  la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

Piante  rampicanti – Per ottenere una zona  d’ombra  davanti all’abitazione  è il periodo adatto per la messa  a  dimora delle clematide. Il ricco fogliame e i fiori vistosi  cree­ranno un ottimo pergolato durante il periodo estivo.

Orto – Nonostante il ritorno di freddo delle settimane passate niente può fare ormai pensare che le temperature primaverile  non prendano il sopravvento. Anticipare di qualche settimane la messa a dimora di piante ortaggi macrotermi cioè che richiedono temperature superiori ai 18-20 gradi per il loro sviluppo al massimo può comportare la perdita di qualche piantina con una spesa di poche migliaia di lire. Per contro riuscire ad anticipare di qualche settimana la produzione di pomodori, zucchine, melanzane e cetrioli oltre che alla soddisfazione personale comporta anche di riuscire ad avere a disposizione ortaggi prodotti in proprio e quindi con caratteristiche organolettiche sicuramente superiori a quelli acquistati, non ultimo per il fatto che i tempi tra raccolta e consumo sono pressocchè inesistenti

Apr

5

By potatore

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Siepi: impariamo a valorizzarle

Stupendo esempio di “Villa all’Italiana”

Ormai è noto, da accurati studi nel settore, che alcune specie vegetali più di altre riescono a trattenere sostanze tossiche e metalli pesanti emessi dai motori a scoppio sulle foglie e sui rami evitando la diffusione nelle zone limitrofe di tali inquinanti. Il Ligustrum vulgare e il Taxus baccata sono tra le specie da siepe più resistenti a questo tipo di inquinanti che generalmente con la loro azione tossica influenzano anche la crescita delle specie da siepi; meno resistenti ma in ogni caso con un buona resistenza all’azione del piombo risultano l’agrifoglio e il corbezzolo. Per quanto riguarda la protezione dai rumori cittadini si ottengono buoni risultati con qualsiasi specie di piante anche se per azzerare completamente i rumori occorrerebbe una siepe dallo spessore di circa sei metri. Negli ultimi anni viene inoltre rivalutata la presenza della siepe in quanto permette la proliferazione di uccelli e antagonisti delle più comuni malattie che attaccano le piante coltivate. In particolare il Taxus, l’agrifoglio e il sorbo degli uccellatori diventano con le loro bacche luogo preferito per merli, verdoni e codirosso che tra le fronde riescono anche a nidificare. Alcuni insetti utili come api, vespe e coccinelle vengono attirate dalle infiorescenze prodotte dal corniolo o dal corbezzolo e attivano la loro azione benefica tesa al controllo di bruchi di cui sono predatrici le vespe e afidi per le quali crisope e coccinelle sono degli antagonisti naturali eccellenti. Ancora più determinante risulta l’azione delle siepi quando confinano con terreni agricoli nei quali l’azione dei mezzi agricoli sconvolge la presenza di serpenti e ricci predatori di topi, larve e lumache. In quest’ultimo caso risulta però necessario che la siepe conservi quanto più è possibile la forma naturale evitando tagli e cimature di contenimento troppo radicali. Il re delle siepi per le regioni padane rimane pur tuttavia il lauro in virtù della notevole rusticità di adattamento sia al clima che ai tagli. Inoltre il suo fogliame ricco e intenso assembla gran parte delle caratteristiche che generalmente si richiedono ad una siepe riuscendo a raggiungere altezze del tutto ragguardevoli (3-4 metri e fino a 18 metri nelle forme libere).

Mar

8

By potatore

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Aria di primavera..

La  primavera è ormai alle porte e  l’inizio  di  questa stagione,  si sa, coincide con la riapertura dei lavori  nel proprio  orto;  bisogna cominciare a pensare quali  colture impiantare  per  avere  un orto rigoglioso  durante  i mesi successivi. Per ottenere buoni risultati non c’è bisogno di grandi  fatiche,  è necessario solo  effettuare,  fin dalle prime  fasi  della coltivazione, le giuste operazioni.  Non appena  il terreno sarà asciutto e ben riscaldato  si  potrà cominciare  a  preparare le aiuole;  innanzi  tutto  bisogna togliere la pacciamatura invernale e  qualora  il  terreno fosse  già stato lavorato in autunno basterà solo  smuoverlo superficialmente  e poi spianarlo. Una volta  rimosso  il terreno,  è  preferibile incorporare un pò  di concime, ad esempio  nei primi 5-6 cm di terreno è consigliabile  intro­durre concimi naturali organici e minerali.  Una coltura che si può già impiantare nell’orto è la fragola la quale  oltre a dare  dei  frutti buonissimi,  non  richiede particolari accorgimenti ed è abbastanza resistente al freddo in quanto essa appartiene alla famiglia delle erbacee  perenni. Per tale  pianta questo è il periodo di liberarla dalle foglie vecchie e infestanti e rimuovere la pacciamatura. Non  biso­gna  però pensare che piantare fragole vuol  dire  togliere spazio ad altre colture dell’orto perché tra le fila  delle fragole è possibile seminare rucola, valerianella,  porri, ecc.. Queste ultime oltre ad essere utili per il consumo  quoti­diano lo sono anche perché‚ prevengono alcune malattie  delle piante  come  ad  esempio la muffa grigia. In  ultimo,  si ricorda  che,  per  chi  avesse   intenzione  di   seminare all’aperto  cetrioli, zucchine, peperoni e melanzane bisogna tener  conto che le  temperature minime del periodo che  non devono essere inferiori ai 15-16 gradi mentre per il pomodo­ro diventano sopportabili temperature vicine ai  10 gradi.

Dic

23

By potatore

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Buon feste..

Buone feste a tutti. Siete in tempo per creare una coloratissima composizione natalizia a base di foglie di tasso, rosmarino e bacche di nandina. Come vedete il risultato è molto piacevole e colorato. Il resto candele e lasciamo posto alla vostra fantasia. Il tutto ovviamente sostenuto da spugna da fiorai che assicura acqua alla composizione..   Auguri e ..

merry christmas

Nov

30

By potatore

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La stagione degli ortaggi da foglia


L’anno si  avvicina lentamente alla fine e  per  l’orto  è tempo delle ultime raccolte e semine. In pien’aria è ancora possibile  seminare valerianella, spinaci,  cime  di  rape, aglio e cipolle mentre sotto serra, oltre a quelle dette  si possono  seminare anche  lattughe invernali. Le specie da foglia presenti ancora nell’orto e  in  fase di maturazione, invece, possono essere ancora mantenute  in campo fino all’arrivo del freddo e se necessario con una copertura notturna. Al fine di scongiurare pericolosi accumuli di nitrati  negli ortaggi  da foglia e particolarmente in spinaci  e  lattughe  invernali si consiglia la raccolta  nel tardo pomeriggio specialmente  in occasione di giornate con luminosità  molto bassa.  L’autunno è anche la stagione ideale per lo svuota­mento  del compost; una volta costatata la ottimale matura­zione dell’insieme lo si può distribuire negli appezzamenti che saranno adibiti,nella prossima pimavera, a colture che richiedono ottima fertilità come le solanacee, pomodori, melanzane e peperoni,  e le  cucurbi­tacee. Se il compost prodotto  è insufficiente ai  fabbisogni dell’orto bisogna ricorrere all’impiego di letame, concimi organici o infine alla pratica del sovescio. Specialmente  negli orti  a ridosso delle  abitazioni  ove per motivi igienici l’uso del letame è poco praticabile, può risultare vantaggioso il ricorso ad alcuni preparati commer­ciali con prevalente composizione organica provenienti dalle industrie di lavorazione del pellame, oppure dai sottopro­dotti di scarto dei macelli (cornunghia o sangue disidrata­to). Resta in ogni caso sempre valido  l’utilizzo delle leguminose come piselli, veccia o di altre specie che  semi­nate in autunno danno la possibilità di ottenere una notevo­le massa organica verde che interrata nel periodo di massimo sviluppo può sostituire in tutto e per tutto il letame. Lo stesso procedimento non va invece utilizzato con le erbacce e i residui di coltivazione che vanno preferibilmente compo­stati prima di utilizzati come concime organico. Ottimo risulta essere anche il compostaggio di foglie ma queste richiedono attenzione nella formazione degli strati nel compost. In particolare è conveniente raccoglierle con un tagliaerba che provvede al loro frantumazione e successivamente messi nel compost con uno strato di terreno ogni circa venti di foglie e fino ad una altezza massima di un metro e mezzo circa.  Il terriccio che si formerà in breve tempo,  due tre mesi, verrà interrato in primavera. Le stesse foglie raccolte con un tagliaerba, possono anche essere utilizzate con buoni risultati distribuendoli sulle parcelle che si libereranno via via nell’orto. Lo strato pacciamante di foglie sarà via via utilizzato dai lombrichi che provvederanno ad interrarli;  il resto delle foglie rimaste, se necessario, interrato con una vangatura a media profondità all’inizio della pimavera.

Nov

21

By potatore

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Fichi d’India … o di Sicilia!!!

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La gialla  “sulfarina”, la rossa  “sanguigna”, la bianca  “muscarella” e  la color arancio chiamata “moscateddo” sono le tipiche varietà di fichi d’India. Alla colorazione e alla varietà dei frutti corrisponde anche una sapore leggermente diverso  che conoscono bene gli appassionati di questo succulento frutto di origine messicana arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America. La piante di fichi d’India dai tipici cladodi, rami trasformati che hanno le stesse funzioni delle foglie, si sono così ben naturalizzati nei paesi del bacino del Mediterraneo e in particolare in Sicilia e spesso diventano anche infestanti, tendono a invadere il territorio  soffocandone le specie locali. Ciò nonostante la Sicilia ne ha fatto l’emblema delle sue esportazioni tanto che è il secondo produttore al mondo di questo pregevole frutto dopo il Messico.  Diverse sono  le peculiarità di questo frutto, succulento e rinfrescante per coloro che svolgono sport impegnativi, diuretico per le calcolosi, ricco di vitamina C, i fiori  sono utilizzati per contrastare cistite mentre i cladodi possono essere  utilizzati per lenire infiammazioni cutanee e ferite. Ottimo il consumo di questo frutto anche nelle diete perchè lenisce il senso della fame, rivitalizza l’organismo e la componente di fibre riduce il colesterolo.  I frutti più apprezzati sono quelli derivanti dalla “seconda fioritura”: in pratica durante il mese di giugno vengono eliminati i fiori e si costringe la pianta ad emetterne dei nuovi. I frutti che si sviluppano, quindi in ritardo, durante i mesi autunnali sono più abbondanti, succulenti e di calibro maggiore. Le controindicazioni al loro consumo sono da limitarsi all’effetto costipante se vengono consumati in quantità eccessive.

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