Piante

Schede di coltivazione

Ciclamino
Azalea
Kalanchoe
Aloe
Dieffembachia
Stella di Natale

Ciclamino
Scheda –  Appartenente alla famiglia delle Primulacee, il ciclamino può avere sia fiori piccoli che grandi, lisci o sfrangiati con colori che vanno dal rosso al fucsia, dal viola  al bianco. Alcune varietà sono anche profumate e generalmente vanno in fioritura da settembre ad aprile.
Terriccio – Il terriccio ideale per la crescita è un miscuglio di foglie indecomposte , letame ben maturo e terra limosa in parti uguali. Si può anche utilizzare torba mista ad aghi di pino o di abete purché il ph non sia eccessivamente acido e pertanto generalmente va utilizzato il carbonato di calcio per neutralizzare la torba.
Esposizione – Non è una pianta da piena luce, la sistemazione  ideale è vicino ad una finestra rivolta a ovest, nord-ovest. Da tenere però presente che si tratta di pianta a basse esigenze termiche e luminose , che richiede una alta umidità relativa ma non stagnante. Tenere quindi lontano da termosifoni o altre fonti di calore che porterebbero ben presto alla morte delle piantine.
Irrigazioni-  Il terriccio va mantenuto umido ma non inzuppato. Irrigare all’incirca due volte la settimana avendo cura di non bagnare le foglie e i fiori e di non lasciare percolare acqua nel sottovaso o in ogni caso  far in modo che questa venga eliminata.
Altre cure- Affinché si abbia una fioritura rigogliosa e continua occorre provvedere al eliminare gli steli che portano i fiori e le foglie appassite e durante il periodo di fioritura concimare ogni due settimane ma senza esagerare con le dosi visto che si tratta di pianta da tubero e quindi che possiede molte sostanze di riserva.
Malattie – Le piantine acquistate generalmente provengono da coltivazioni controllate per le quali si è provveduto a sterilizzare sia il substrato che il materiale di propagazione. Negli altri casi e nelle piantine prodotte in proprio fare molta attenzione ai marciumi al colletto e allo sviluppo di botrite per i quali  una sana tecnica di coltivazione e una giusta irrigazione sono l’ideale per diminuire notevolmente gli attacchi.
Curiosità – Il tubero è velenoso ma ciò non lo rende indenne dai predatori, infatti i maiali sono immuni  a questo veleno e molto ghiotti dei tuberi.

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Azalea
Scheda – Le azalee appartengono al genere Rhododendron e sono delle ericacee spontanee nelle zone montuose dell’Asia minore da dove provengono. Ne esistono diverse specie a foglie persistenti o caducifoglie e alcune di queste sono adatte alla coltivazione in vaso.
Terriccio – In genere e in particolare in vaso le azalee non sono di facile coltivazione. Un substrato adatto deve essere composto da parti uguali di aghi di pino e torba visto che trattasi di piante acidofile.
Esposizione – In fase di riposo la pianta resiste a temperature molto inferiori allo zero ma quando si trova in vegetazione viene facilmente rovinata dal gelo. In genere è una pianta da semiombra che richiede temperature intorno ai 20-21°c
Irrigazioni – L’apparato radicale delle azalee è molto superficiale e delicato, pertanto richiede  un substrato ben areato con umidità costante. Evitare assolutamente i ristagni nel sottovaso. Può risultate utile invece, durante il periodo di vegetazione e di fioritura, mettere nel sottovaso una manciata di argilla espansa mantenuta per metà immersa nell’acqua e sopra collocare il vaso con la pianta. L’evaporazione dell’acqua del sottovaso terrà elevata l’umidità attorno alla piantina.
Concimazioni – Sia per le piantine in vaso che per quelle allevate in giardino, in piena terra, occorre sempre intervenire con concimazioni preferibilmente a base di concimi fisiologicamente acidi come solfato e nitrato di ammonio. Per il secondo tipo di allevamento, inoltre, il ricorso a pacciamatura con aghi e scorza di pino è uno degli elementi determinanti per il buon sviluppo delle piante.
Malattie – Numerose sono i parassiti vegetali che attaccano queste piante ma dal punto di vista pratico sono veramente poche quelli degni di attenzione. Tra queste un progressivo disseccamento dalle parti terminali e dei germogli causato da Phytophthora che si combatte con energiche potature e composti a base di rame.
Curiosità – Le piantine in fioritura durante i mesi invernali e in particolare in dicembre provengono da “forzature”  di piantine prodotte per talea con tre anni circa di età. Una volta raggiunto lo sviluppo desiderato vengono sottoposte a  particolare regime termico che ne provoca la precoce fioritura.

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Kalanchoe
Scheda – Appartenente alla famiglia delle Crassulacee è una specie molto interessante per la fioritura invernale di lunga durata. Diverse sono le varietà che si differenziano per la colorazione del fiore  e per la taglia più o meno contenuta. Tra le varietà più interessanti la Annette, la Cristina  e la rossa Blossffeldiana.
Terriccio – Richiede un substrato leggero e ben drenato con pH intorno al 6.  Pertanto il miscuglio adatto ovvero quello composto da una parte di terra limosa, una parte di terriccio di foglie e una parte di sabbia è ottimale per la crescita di questa specie.
Esposizione – Le esigenze colturali sono molto diverse e tengono conto del periodo vegetativo in cui si trova la pianta. E’ evidente che trattandosi di pianta proveniente dal Madagascar richiede posizione molto luminose  e cresce bene con temperature comprese tra 15°C notturni e 25 °C diurni.
Irrigazioni – I fabbisogni idrici sono limitati ed è bene non eccedere con le irrigazioni.
Propagazione – Si propaga facilmente per seme, seme che produce in abbondanza visto che si tratta di pianta autogamia ma anche per talea. I semi, molto piccoli, non vanno interrati ma semplicemente sparsi su un substrato poroso tenuto umido costantemente fino alla emergenza delle plantule che avviene all’incirca entro 10-15 giorni dalla semina.
Concimazioni – Oltre ad un concime a lento effetto che va somministrato quindici-venti giorni dopo ogni rinvaso, durante il periodo di fioritura che si protrae per diverse settimane, il ricorso alla fertirrigazione con concimi completi all’uno-due per mille migliora in misura notevole la quantità di fioritura e la stessa qualità dei fiori
Malattie – pur trattandosi di pianta molto rustica può essere facilmente attaccata da marciumi al colletto in particolare quando viene utilizzato terriccio non sterilizzato o quando si eccede con le irrigazioni. Pochi gli attacchi invece alla parte aerea e in genere determinati da oidio e Botrytis.
Curiosità – Le piantine fiorite, presenti  a cavallo del periodo natalizio  provengono da piante che vengono oscurate, durante tutto il mese di settembre, dalle 17,30 alle 8,30 del giorno successivo. Così facendo la pianta fiorisce anticipatamente anziché durante il periodo febbraio marzo come avviene naturalmente. Illuminando, invece, per un periodo di 8 ore la notte durante il periodo invernale  si ottengono, piantine con fioriture ritardate.

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Dieffembachia
Scheda  – Aracea  perenne, originaria delle foreste tropicali del  Centro America,  viene  utilizzata  come pianta ornamentale  da  vaso  a fogliame  decorativo , è molto apprezzata per  le  sue  grandi foglie  verdi screziate di bianco o di giallo e per  la  facilità della sua coltivazione. La specie più diffusa negli appartamenti e negli uffici è  la  Dieffenbachia amoena, questa specie è caratterizzata da vigorose foglie  molto  ampie , può raggiungere altezze  fino ai tre metri ed è molto resistente alle più svariate condizioni  ambientali.  .
Terriccio – Il  substrato  deve tener conto  delle  particolari esigenze  e pertanto deve essere costituito preferibilmente da  foglie  di faggio mediamente decomposte e torba in parti uguali. Le caratteristiche  di tale miscuglio, permeabile e poroso accompagnate  da irrigazioni costanti oltre a garantire la costante crescita della pianta  eviteranno   l’insorgere di malattie fungine  e  marciumi (Rhizoctonia solani, Phytophthora) ai quali la pianta è particolarmente predisposta.
Esposizione – In casa le Dieffenbachie vanno posizionate in un angolo luminoso e umido lontano da fonti di calore e in particolare lontano da termosifoni e camini.
Irrigazioni – Il terriccio va mantenuto costantemente umido con frequenti irrigazioni; l’acqua di irrigazione non deve, in ogni caso ristagnare nel sottovaso, condizione deleteria per la pianta in quanto potrebbe dar vita a pericolosi marciumi.
Propagazione – Il ciclo di vita  in appartamento è molto lungo e pertanto può capitare che le piante invecchiate  perdano il loro fascino. Questo è uno dei casi in cui conviene propagare la pianta utilizzando porzioni di stelo che  immersi in acqua hanno la capacità  di  emettere  le radici dopo circa 40-50 giorni.
Concimazioni – Preferibilmente in fertirrigazione ogni 15-20 giorni circa.
Note particolari – Vanno evitate le nebulizzazioni di  acqua  sulle foglie o,  ogni caso, vanno limitate  solo  alle  giornate troppo calde e ristrettamente al mattino. Risulta utile invece posizionare nel sottovaso una manciata di argilla espansa in modo da tenere sollevato il fondo del vaso e riempire il sottovaso di acqua che evaporando mantiene umida l’aria circostante specialmente in inverno quando i termosifoni tendono ad alterare il rapporto tra temperatura e umidità. Altro intervento sul fogliame è la pulitura periodica con un panno umido al fine di rimuovere depositi di polvere che occludono i pori e rendono il fogliame opaco.
Curiosità –  Le foglie di questa pianta sono particolarmente velenose e quindi vanno tenute alla larga da bambini e animali domestici.

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Capelvenere
Scheda  –  Il capelvenere o chioma di Venere (Adiantum capillus-veneris) è una specie famosa fin dall’antichità per la sua cascata di foglioline dal verde delicato portate da steli neri e molto sottili. Molto diffusa allo stato spontaneo sull’orlo di vecchi pozzi o di muri a secco ove esistono buone condizioni di umidità e di luce. In natura se ne conoscono circa duecento specie del genere Adiantum appartenenti alla famiglia delle Polypodiaceae e provenienti dalle zone tropicali dell’America meridionale.
Terriccio – Il substrato di coltivazione deve essere molto leggero e tale da non favorire ristagni d’acqua ma allo stesso tempo  capace di trattenere una buona percentuale di acqua. Un miscuglio idoneo a ricevere queste piantine deve contenere una parte di terreno limoso, una parte di torba di sfagno  o in alternativa terriccio di foglie e infine, per migliorare il drenaggio, va aggiunta una parte di sabbia grossolana o pomice. Nella formulazione di tale miscuglio va inoltre tenuto conto del PH che deve essere leggermente acido (5,5-6).
Esposizione –  Le piantine di capelvenere non sopportano luce molto intensa e  in appartamento  vanno posizionate in condizione di semiombra e con  temperatura e umidità costanti.
Propagazione . Molto semplice risulta la propagazione che avviene per semplice suddivisione dei cespi, suddivisione  che può essere fatta coincidere con la rinvasatura. In questa occasione, infatti, una volta tirato fuori dal vecchio vaso il pane di terra contenente l’apparato radicale, possono essere staccati piccoli porzioni di rizoma con due o più fronde.  Nel caso di vecchie piante il cespo può essere diviso direttamente in due tagliando con un coltello in verticale il pane di terra.
Irrigazioni –  Le piantine di Adiantum e in genere tutte le felci vanno innaffiate frequentemente ma con piccoli volumi d’acqua e allo stesso tempo può essere bagnato anche il fogliame  eccetto nel genere Asplenium e Platycerium. Evitare in ogni caso di bagnare il fogliame con acque troppo dure e in condizioni di basse temperature. Durante il periodo vegetativo le piantine amano condizioni di penombra con temperature miti e alta umidità.
Malattie – Una causa di insuccesso frequente nella coltivazione di queste piccole felci come anche di tutti gli altri generi è quello di far seccare eccessivamente le radici per poi annegarle nell’acqua
Curiosità – A Venere i botanici hanno dedicato varie pianticelle e tra queste il pettine di Venere ( Scandix pecten-veneris) l’ombelico di Venere (Cotyledon umbilicus-veneris) edancora il Labrum veneris e la scarpetta di venere (cypripendium) e in  ultimo il capelvenere sicuramente tra le più belle specie da vaso.

Stella di Natale
Tessera – La Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) è una specie proveniente dal Messico. La bellezza della pianta è data dalle brattee colorate rosse, rosa, arancio e bianco a seconda delle varietà che vengono tal volta scambiate, a torto, per i fiori che invece, anche se riuniti in gruppi, (ciazii) sono poco vistosi.
Terriccio – Pur riuscendo a sopravvivere in terreni poveri predilige terreni molto drenati preferibilmente composti da un miscuglio di torba (due parti) e terra di prato o terreno limo-sabbioso (una parte). Il pH deve essere intorno a 6-6,5 pertanto la torba va preventivamente alcalinizzata.
Concimazioni – la pianta è molto sensibile alle carenze di azoto che va preferibilmente somministrato non sotto forma ureica. Un buon sistema è quello di fornire concimi completi in rapporto di 1-0,5-1 tra azoto, fosforo e potassio; a questi vanno aggiunti microelementi tra cui il molibdeno che interferisce con l’assorbimento di azoto.
Curiosità- La stella di natale è una pianta a giorno corto. La fioritura e la colorazione delle brattee iniziano quando le ore di luce , in una giornata, sono inferiori a dieci . Le piante tenute in casa dall’anno precedente vanno pertanto “ombreggiate” o meglio tenute al buio in modo da produrre artificialmente le condizioni di luminosità ad esse congeniali. Eventuali “mancanze” e/o scarse colorazioni delle brattee sono generalmente imputabili al non corretto fotoperiodo a cui viene costretta la pianta durante il mese di settembre.

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