Ago

30

By Il Potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di agosto

 

Cure colturali – Irrigazioni frequenti, concimazioni bisettimanali, asportazione di rami secchi e parti sfiorite, controllo fitosanitario sono solo alcuni degli accorgimenti che vanno estesi a tutte le specie presenti in casa e in giardino.

Piante da frutta – Le piante di pesco che hanno già prodotto, possono essere prepotate. Si tratta in pratica di effettuare degli interventi di diradamento che favoriranno la lignificazione e l’irrobustimento dei rami che produrranno l’anno successivo.

Piante d’appartamento – Pulire regolarmente le foglie da polvere e altri composti che su queste si depositano. Utilizzare uno straccio morbido bagnato in caso di piante con foglie impolverate e in caso di foglie piccole una leggera doccia con acqua a temperatura ambiente.

Giardino acquatico – Rimuovere i detriti galleggianti innalzando il livello dell’acqua fino a farlo traboccare. Porre attenzione alla presenza di afidi neri sulle ninfe ; un getto violento di acqua può farli finire in acqua dove i pesci faranno il resto.

Bulbi – Quelli dei narcisi “tromboni” possono essere tolti dal loro naturale insediamento ogni tre-quattro anni. Una volta tolti dal terreno vanno selezionati e lasciati essiccare in locale ombreggiato e ventilato e quindi conservati per essere trapiantati di nuovo a dimora in autunno.

Orto – Irrigazione: esiste una notevole varietà di sistemi di irrigazione a fronte di notevoli diversità pedologiche e di coltivazione. Per sopperire, ad esempio, alla penuria di acqua si può utilizzare un tubo in gomma nel quale sono posizionati alle distanze necessarie dei gocciolatoi o al massimo degli spruzzetti a bassa intensità; finita l’irrigazione i tubi possono essere spostati ove necessario. Il sistema ricalca quello delle manichette forate con il vantaggio che i fori praticati e la dimensione possono meglio sopperire alle disponibilità idriche.

Giu

26

By potatore

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Categories: Giardino

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L’erba più verde del vicino

Il prato, appena sfalciato, con erba fitta e sottile, oppure cosparso di rugiada che contrasta con le aiuole fiorite, può non essere un sogno ma una realtà se vengono meno le note stonate determinate dalle erbacce che puntualmente rovinano il cotico erboso con il loro sviluppo irregolare e poco gradevole alla vista. In effetti le erbacce o erbe infestanti non sono altro che essenze cresciute in un luogo sbagliato e che in altro ambiente sicuramente avrebbero avuto migliore trattamento. Infatti dente di leone, ortica o gramigna alcune delle infestanti più comuni sono anche delle eccelse piante da erboristeria ma nel prato sono uno dei tanti grattacapi dell’aspirante giardiniere. Le infestanti generalmente vengono divise in due gruppi: al primo fanno parte le annuali e le biennali che generalmente si riproducono per seme mentre al secondo gruppo appartengono le perenni che hanno il loro punto di forza nelle radici di tipo fittonante o rizomatoso. Il primo gruppo da indubbiamente meno problemi per il loro controllo in quando la loro capacità infestante viene velocemente e semplicemente ridotta eseguendo tagli ravvicinati e costanti. Un prato sfalciato mediamente ogni due settimane in condizioni di umidità ottimali e con altezza di taglio non superiore ai 15 mm impedisce che parte delle infestanti spontanee vada in fiore e si riproduca disseminando così il proprio seme; il taglio continuo, inoltre, indebolisce velocemente questo primo gruppo di piante generalmente a foglia larga, e nell’arco dell’anno il numero di piantine infestanti per metro quadro risulta irrisorio e del tutto irrilevante. Diverso è il problema per piante del tipo perenni che possiedono radici fittonanti capaci di immagazzinare notevoli quantità di sostanze di riserva come il dente di leone (Taraxacum officinale) e il romice (Rumex acetosa) oppure di possedere radici rizomatose che se spezzate in segmenti hanno la possibilità di dar vita ad altrettanti piante come la gramigna o ancora come la perniciosa acetosella che produce diversi bulbi minuscoli e abilmente mimetizzati di difficile estirpazione. In questi casi l’estirpazione manuale è il sistema di intervento più diretto utilizzando un coltello a lama lunga o delle apposite zappe che recideranno quanto più in basso possibile la radice asportando le parti tagliate. Anche in questo caso, però, solo la costanza degli interventi darà risultanti certi. Solo con la gramigna ciò potrebbe non bastare e bisognerebbe ricorrere ad un trattamento selettivo con un erbicida sistemico. La presenza di infestanti in ogni caso evidenzia che i lavori preparatori della semina del prato sono stati frettolosi e poco incisivi; infatti la preparazione accurata e le ripetute lavorazioni con un diserbo iniziale o il ricorso alla solarizzazione sono le basi per avere “l’erba più verde del vicino”.

Giu

18

By potatore

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Sua maesta il cerro

 

Famiglia:                                                                                                                             Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglie, a rapida crescita. Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

 

 

 

Gen

8

By potatore

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Categories: Giardino

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Sotto la neve…pane!!

 

La neve rende più piacevole la stagione invernale e quest’anno non si è fatta attendere, anche se una piccola spruzzata che ha creato, per questo pochi  problemi di viabilità e solo qualche fastidio negli spostamenti ma, anche se per altri versi, è a considerare di indubbia utilità alla campagna ed ai giardini. Il manto nevoso, infatti, protegge i cereali autunno vernino e il manto erboso del giardino dagli eccessivi sbalzi termici. Inoltre la neve sciogliendosi gradualmente arricchisce il prato e l’orto di una notevole quantità di acqua che sarà facilmente trattenuta grazie al potere assorbente del terreno al contrario degli acquazzoni violenti che si verificano talune volte, abbattendosi sul suolo, perché questi non danno tempo allo stesso di assorbire l’acqua piovana che il più delle volte defluisce verso i luoghi di scolo trascinandosi parte delle sostane nutritive che il suolo aveva precedentemente immagazzinato. Con lo scioglimento della neve si noterà che il cotico erboso del prato sarà molto rigoglioso e l’erba sottostante in virtù del calore emanato dal terreno e trattenuto dalla neve, si sarà leggermente accresciuto. Pertanto durante il periodo di scioglimento della neve dovrà essere evitato qualsiasi calpestio il quale non farebbe altro che arrecare notevoli danni non solo perché si sarebbero potuto formare eventuali zone di ghiaccio, ma anche perché il terreno, molto inzuppato, mal sopporta il peso eccessivo e le orme che si vengono a creare, una volte asciugate, formano crostoni duri che pregiudicano il successivo sviluppo dell’erba. Anche alberi ed arbusti non vanno assolutamente mossi ne tanto meno potati in quanto i rami col freddo intenso tendono facilmente a spezzarsi. Gli eventuali interventi cesori vanno indirizzati per rami spezzati dal peso eccessivo della neve e i tagli effettuati, se di grossa entità, vanno inizialmente rifiniti con una lama molto affilata e successivamente protetti con mastici cicatrizzanti. Gli attrezzi utilizzati per il taglio vanno preventivamente disinfettati e l’immersione in alcool e il successivo passaggio alla fiamma è uno dei sistemi più sicuri. Per evitare la trasmissione di malattie crittogame e virus questa operazione va effettuata tutte le volte che si passa da un albero all’altro. Nelle giornate più tiepide e assolate vanno controllati gli arbusti e le piante tenute sotto un film di plastica a protezione del freddo; se all’interno della copertura si è formata molta condensa sarà opportuno rimuoverla o facendola asciugare oppure più semplicemente rivoltando la stessa in modo che la parte umida rimanga all’esterno. Ciò eviterà il formarsi di malattie fungine che notoriamente si sviluppano in presenza di alta umidità e per lo stesso motivo può risultare utile effettuare dei fori nella parte alta della copertura. Per il resto rimaniamo in attesa che arrivi copiosa ed abbondante….

Nov

27

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Novembre

posted Cristiano

Taglio siepe – In questo periodo si può potare le siepi di piracanta: utilizzare attrezzi affilati ed evitare di intervenire in modo drastico. Va posta molta attenzione ai rami molto spinosi e allo stesso tempo durante le operazioni di taglio verificare lo stato sanitario.

Crisantemi – Ormai cominciano a sfiorire a causa delle intense precipitazioni. Via via che i fiori tenderanno a cadere procedere con il taglio degli steli a pochi centimetri dal suolo: ricacceranno nel prossimo anno.

Ciclamini – In piena fioritura necessitano delle ordinarie cure quali irrigazioni, concimazioni quindicinnali e soppressione delle parti sfiorite delle foglie appassite.

 Viole del pensiero – Chiamate viole di San Giuseppe, in Puglia per il colore simile al mantello del Santo, sono pronte per realizzare coloratissime aiuole fiorite che rimarranno fino alla fine di maggio. Infatti, resistentissimi ai freddi invernali, svolgeranno il loro ciclo colorando allegramente le aiuole invernali nel grigiore generale.

Taglio prato – Procedere con l’ultimo taglio del prato, al nord, e riporre il taglia erba nel box dopo averlo ripulito e spennellato le parti da taglio con diesel: servirà a proteggere dalla ruggine.

Trattamenti antiparassitari – Procedere alla disinfezione degli alberi da frutto, delle aromatiche e di tutte le altre specie presenti nel giardino con prodotti a base di rame. Aggiungere alla soluzione un adesivo come irol.

Nov

19

By potatore

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Il cerro…conosciamolo

 

 

 

 

Famiglia: Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglio, a rapida crescita.Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

Curiosità:  A Lodrino, 750 slm, in Valle Trompia, si conserva un bosco di cerro. Si tratta di una rarità. Il clima freddo dell’arco alpino impedisce la presenza del cerro, tipico dei boschi submediterranei, raramente nella fascia mediterranea. Il clima mite e favorevole di questa area, consente la sopravvivenza della pianta.  Per la particolarità, la zona è detta “Località Cerreto”, toponimo molto comune lungo l’Appennino.

Nov

2

By potatore

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L'orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.

 

Ott

3

By potatore

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Categories: Giardino

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Roccioso è..bello!!

Un giardino roccioso deve ricreare un ambiente mondano ove declivi e pietre si alternano senza un ordine preciso o regole fisse. Necessariamente le piante adatte a colonizzare tale ambiente devono essere capaci di vivere e prosperare in terreni irregolari e sassosi. Tali piante sono relativamente facili da coltivare a condizione che vengano messe a dimora correttamente e che il terreno abbia un ottimo drenaggio. In natura queste specie sono abituate a sopportare condizioni estreme e la loro robustezza le permette di sopportare terreni anche aridi o battuti da forti venti. Unico punto a sfavore può essere dato dal fatto che durante i mesi invernali, queste specie, vengono protette nella maggiore parte del tempo, da un soffice strato di neve che le difende dalle basse temperature e dell’eccessiva umidità cosa che in giardino verrà sicuramente a mancare. Un giardino roccioso può essere allestito anche con una spesa ridotta purché si utilizzando sassi di qualsiasi tipo e quindi senza ricorrere a pietra provenienti da cave. Come è facile intuire tra il costo iniziale e le spese di trasferimento la spesa complessiva per il reperimento di pietre, provenienti da cave, può lievitare anche in modo notevole. Pertanto il primo passo è quello di verificare se in zona è possibile reperire le pietre adatte e in particolare rocce arenarie e calcaree, indubbiamente le migliori per tale scopo e che in ogni caso possono essere acquistate a prezzi ragionevoli. Evitare di scegliere pietre con dimensioni troppo varie, ma stabilire in partenza le dimensioni massime e minime, tenendo conto inoltre, che per allestire un roccioso di 2,5-3 metri quadri occorre all’incirca una tonnellata di pietre. Oltre a ciò va prevista la collocazione di altri sassi di piccole dimensioni, frammenti di calcare e di ghiaia che serviranno da riempimento tra gli interstizi di quelli più grossi e creare tonalità diverse di colore. A questo punto occorre procedere alla scelta del luogo e delle piante necessarie anche sicuramente quantomeno il luogo è stato già definito. Vanno però esclusi dalla scelta luoghi troppo umidi in quanto provocano marcescenze e troppo asciutti per motivi opposti mentre sotto gli alberi la sistemazione di un roccioso va evitata in quanto durante le piogge si creano dannosi effetti di gocciolamento. Per quanto riguarda le piante alcune considerazioni generali sono fondamentali per ottenere Un giusto equilibrio tra specie e parte rocciosa. Alternare piante erette a piante prostrate o a rosetta in modo da avere il massimo effetto decorativo e sempre per lo stesso motivo le piante erette come piccole conifere o arbusti vanno piantati alla base delle rocce. Le piante prostrate vanno invece messe a dimora in cima alle rocce in modo che crescendo vi ricadono sopra e infine le piante a rosetta possono essere sistemate nelle fessure verticali introducendo con molta precauzione la zolla con le radici nelle fessura e comprimendo in terreno sottostante e riempendo dall’alto gli spazi rimasti vuoti con terra e pietrisco.

Set

14

By potatore

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Il giardino ..in miniatura

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Se il fine settimana è caratterizzato dal cattivo tempo e la passeggiata in campagna deve essere rimandata può presentarsi il problema di cosa fare a casa; ma non necessariamente deve esserci brutto tempo per copiare delle idee che possano arricchire alcuni spazi della casa con delle soluzioni curiose e perché no, originali. Una prima idea è quella di un giardino miniaturizzato in bottiglia: a tale scopo basta prelevare dalla cantina una bottiglia che soddisfi le esigenze del caso, piccola o grande a secondo lo spazio in cui va sistemata e per i più esigenti anche una capiente damigiana. Il tappo è la chiave per far sì che l’acqua all’interno non evapori facilmente e si conservi a lungo. Infatti, non appena l’acqua evapora tende a depositarsi sulle pareti e da qui ridiscendere nel substrato del fondo, così da essere riutilizzata. Che il tappo sia anche bello, di sughero e sormontato da uno stampo di colorati frutti di pasta di sale è scelta e gusto di ognuno. Se nella scelta della forma della bottiglia prevale la larghezza rispetto all’altezza risulta più agevole la costituzione e la sistemazione delle varie parti altrimenti occorre attrezzarsi di utensili molto lunghi. Una volta sistemato il tutto su di un tavolo si può procedere alla sistemazione dei vari elementi che inizialmente consiste nell’inserire sul fondo una manciata di carbonella per evitare che il ph diventi acido. Successivamente con l’ausilio di un imbuto di carta si “versa” all’interno il terriccio che farà da supporto e nutrimento alle piante; questo dovrà essere costituito da una miscela di torba nera e terra di bosco oppure di un terriccio adatto per semenzai e quindi povero di elementi fertilizzanti. Con un cucchiaino da caffè o con una piccola palettina da gelato legata con del nastro adesivo ad un bastoncino di legno si appiana il substrato sul fondo e si effettuano dei piccoli alloggiamenti in cui verranno inserite le radici o i semi delle piantine. Per la scelta delle piantine occorre orientarsi su specie che richiedono tenore di umidità elevati e che abbiano una crescita lenta come la peperomia, fittonia e varietà piccole di bromeliacee. Nella sistemazione, per agevolare la collocazione delle piantine sul fondo, sarà meglio collocare quelle più esterne e infine quelle centrali. Una volta costipato leggermente il terriccio per una migliore adesione dell’apparato radicale col terreno occorre innaffiare. Bisogna tener presente che l’acqua in eccesso non può essere smaltita e pertanto le irrigazioni devono essere effettuate “col contagocce”. Sempre con il sistema di fissare con nastro adesivo i mini attrezzi si può preparare un piccolo taglierino per eliminare foglie secche o rovinate e con l’ausilio di un ferro da lana si possono asportare dal fondo. La bottiglia non va mai collocata in pieno sole per ovvi motivi di condensa, va benissimo un luogo anche esterno molto illuminato durante la bella stagione durante la stagione fredda un luogo interno riparato è d’obbligo.

Ago

26

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori d'Agosto

             Le  ferie estive possono  essere  problema dei vacanzieri mentre nell’orto di vacanze proprio non se ne parla: la produzione continua inesorabile e  diventa anzi maggiore durante il periodo estivo. Quindi per allontanarsi anche per pochi giorni occorre necessariamente qualcuno che faccia da sostituto. Le irrigazioni, infatti, su pomodoro, melanzane e zucchine devono essere costanti e regolari, temporali estivi permet­tendo che, eccezionalmente quest’anno, al Nord hanno reso inutile tale operazione. Oltre a questo, le piante  crescendo velocemente necessitano di continue legature e un controllo sanitario continuo che prevenga attacchi di peronospera e alternaria molto frequenti nel pomodoro e di septoria sul sedano. Per prevenire queste malattie occorre intervenire preventiva­mente con prodotti a base di ossicloruro di rame circa ogni 20 giorni utilizzando 40-50 grammi ogni 10 litri di  acqua. Per oidio del melone, zucchino e cetriolo va invece utiliz­zato  un  preparato a base di zolfo  bagnabile  intervenendo nelle ore più fresche della giornata ogni 5-7 giorni con  20-30 grammi di prodotto  per litro.

          Gli  afidi, invece, possono essere combattuti  utilizzando prodotti  a base di piretrine, prodotto di origine naturale estratti  dal piretro, nome comune dei crisantemi tra cui quello di Dalmazia. Nel caso di attacchi  contemporanei di afidi e dorifora, come ad esempio può succedere sulla  pata­ta, è consigliabile utilizzare piretrine sintetiche. L’uti­lizzo di queste sostanze risulta indubbiamente più positivo di altri  per la bassa tossicità del prodotto che tende a persistere sulla pianta per soli 3-4 giorni. In ogni caso prima di utilizzare qualsiasi prodotto occorre leggere attentamente le avvertenze sulla confezione  controllando che l’ortaggio da trattare sia compreso  nella lista del campo  d’impiego. Per i trattamenti  insetticidi bisogna intervenire solo quando la soglia di infestazione è tale da compromette la produzione e dopo aver verificato la mancanza di predatori naturali come coccinelle e Crisope.

Lug

21

By potatore

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Giardini pensili

Giardino pensile o tetto giardino, un angolo di verde da godere anche per coloro che abitano ai “piani alti”. Non esistono delle regole precise e delle specie adatte ma le scelte vanno attentamente valutate tenendo in considerazione il contesto edilizio e il microclima. Per quanto riguarda il primo aspetto bisogna valutare il tipo di fabbricato e le regole esistenti, nel caso sia inserito in un condominio o in un complesso di villette. Va inoltre considerato, nel caso di tetto giardino, lo stato delle coperture utilizzate, delle opere di impermeabilizzazione esistenti e, all’occorrenza, di eventuali rifacimenti. Il secondo aspetto è forse quello che merita la maggiore attenzione, non solo per creare un ambiente estetico ideale e nello stesso tempo funzionale, ma soprattutto, per la scelta delle specie e delle varietà che devono essere compatibili con le particolari condizioni di esposizione al sole e quindi del microclima che si viene a creare. Una esposizione a Sud, ad esempio comporta la necessità di selezionare piante che gradiscono una esposizione intensa al sole e nello stesso tempo resistano ad eventuale carenza di acqua, vista che l’evaporazione risulta molto intensa. Passiflora, clematis e actinidia solo le piante rampicanti più adatte a questo tipo di microclima mentre se l’esposizione del giardino da creare è rivolta a Nord o ad Est è preferibile utilizzare la clematis montana dalle foglie verde intenso con delicati fiori bianchi, la Chaenomeles speciosa più noto come cotogno da fiore con fiori rosso, di forma arbustiva, oppure l’edera, sicuramente uno dei più rustici rampicanti. Per le tappezzanti è possibile utilizzare cotoneaster dammeri, a portamento prostrato, con foglie verde-scuro, lucide e fiori bianchi che danno successivamente vita a delle bacche rosse, erica carnea per tutti gli ambienti mentre, il sedum spectabile per zona assolate; Vinca, Prunus laurocerasus “Zambeliana” risultano invece ben adatte a esposizioni umide e ombrose. Se non si vuole rinunciare alla siepe anche in terrazzo bosso nano con posizione a mezzombra, santolina e lavandula spica per le esposizioni a Sud. Siepi irregolari, di limitato, sviluppo si possono creare utilizzando anche piante aromatiche come lavanda, rosmarino e origano selvatico che associano la bellezza dei colori con l’utilità della cucina. Con lo stesso duplice scopo si possono utilizzare ortaggi decorativi come l’asparago (asparagus officinalis) che raggiunge e supera il metro d’ altezza ma anche barbabietole, zucche a frutti decorativi, cavoli, carciofi, granturco e rabarbaro (Rheum rhaponticum) dalle grandi foglie verde-scuro sostenute da grossi piccioli rossi con cui è possibile preparare marmellate. Mele ballerine o da fiore a portamento nano vivono bene in vaso e nel primo caso, i rami dopo la stupenda fioritura si riempiono di preziosi frutti, mentre si può giocare con i colori utilizzando acer palmatum dal fogliame rosso bronzeo, cupressus macrocarpa dal fogliame giallo se posto in posizione soleggiata, verde se invece posto all’ombra e infine azalee decidue e in particolare Rhododendron “Corneille” che manifesta il suo splendore di colori in autunno.

Giu

25

By potatore

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Rampicanti e non solo…

glicine

Le piante rampicanti come l’edera e la vite russa sono utilizzabili negli ambienti più svariati e conferiscono sempre bellezza l’abitazione. Si ritrovano, infatti, sui muri esterni delle cascine alle quali danno un tono oscuro e misterioso quasi come gli antichi manieri, ma anche sui muri esterni delle villette o addirittura su quelli degli appartamenti in condominio, i quali, grazie ad questi vengono vivacizzati è resi più pregevoli alla vista. Bisogna dire che in questi ultimi anni giornali e riviste specializzate hanno esaltato molto questo tipo di vegetazione non so per la piacevole immagine data dalle case ricoperte da una coltre di rami e di foglie ma soprattutto per i vantaggi che queste apportano. Certo è ancora possibile trovare persone che ritengono che le piante rampicanti siano dannose alle facciate delle case perché creano eccessivo umidità , attirano gli insetti quali mosche e zanzare rendendo le case più fredde. Ciò non è vero anzi è vero il contrario perché le piante rampicanti, aderiscono alle pareti esterne e grazie al picciolo le foglie restano distaccati dal muro e si crea così un cuscinetto d’aria tra le pareti è l’ambiente esterno. In questo modo la parte verde che viene a creare, durante l’estate protegge dall’irraggiamento diretto del sole e quindi rende più fresco l’ambiente interno. In inverno, il cuscinetto d’aria, soprattutto nelle pareti a nord, provoca d’una minore dispersione del calore interno valutabile sino al 30% con evidenti risparmi per le spese di riscaldamento. Per quanto riguarda l’umidità, invece, è dimostrato che le radichette esterne assorbono l‘umidità presente nei muri mentre le foglie fanno da protezione alla pioggia battente. Per attuare un buon investimento delle pareti risulta fondamentale la conoscenza delle specie, del loro sviluppo e bisogna adottare ad ogni lato della casa soluzioni diversi sono i microclimi che si vengono a formare. Infatti, se si prendono in considerazione le pareti poste a nord ed a est, queste sono quelle dove il sole non batte o batte per poche ore al giorno, quindi sono le più fredde e umide. Al contrario quelle a sud o mezzogiorno e quelle a ovest sono le più calde ovvero quelle sulle quali il sole batte nelle ore più calde della giornata. Inoltre bisogna tener presente che solo poche specie si arrampicano spontaneamente mentre la maggioranza ha bisogno di un valico supporto permanente fatto con materiali diversi e che tengono conto del peso della pianta quando ha raggiunto il massimo sviluppo. Resta inteso che in partenza, l’intonaco deve essere sano e senza fessurazione altrimenti alcuni timori che la pianta ingrandiscono a difetti del muro risultano fondati, specialmente se il muro all’origine è rustico, con asperità è ricco di sassi irregolare. Resta il fatto che la pianta rampicante sulla facciata rappresenta un elemento distintivo che attribuisce all’edificio una caratteristica gradevole come detto abitare in un rustico di campagna; è anche in città le piante rampicanti e possono offrire numerose occasioni di impiego: è comunque necessario scegliere la specie giusta, quella cioè che si adatta luogo in cui si deve crescere e svilupparsi .

Giu

5

By potatore

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Categories: Giardino

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Il giardino roccioso!

Una particolarità che contraddistingue i giardini di nuova concezione è la presenza del giardino roccioso. Forse ciò è dovuto al fatto che esiste un indiscutibile senso naturale che porta l’uomo a circondarsi di una oasi verde che sia quanto più possibile somigliante alla realtà. E’ risaputo, tra l’altro, che anche che parchi e giardini non sono indenni ai dettami della moda e dalle ventate più o meno naturalistiche che caratterizzano la creazione degli spazi verdi.
Sicuramente la costituzione di un giardino roccioso all’interno di una area verde più o meno grande trova un un indiscutibile fascino, fermo restando alcuni criteri di natura botanica e più generalmente di armonia delle forme che rendano l’insieme gradevole. Per procedere alla collocazione delle varie parti costitutive di un roccioso o in ogni caso di qualsiasi elemento che riguarda l’orografia di un giardino, occorre inizialmente effettuare su carta un disegno quanto più possibile vicino. Un roccioso ideale va posto in luogo aperto e lontano da zone ombreggiate o con eccessiva influenza di piante di alto fusto. L’esposizione ideale sarà sud sud-ovest o in ogni caso lontano da zone fredde e con presenza di ristagni idrici. La pietra utilizzata, preferibilmente locale, darà la possibilità di limitare i costi e entrerà in armonia con il paesaggio limitrofo. Le rocce calcare sono decisamente sconsigliate a meno che non si decide per piante che prediligono tale sostanza. Il peso delle rocce utilizzate dovrà essere inferiore ai 50-60 Kg per facilitare gli spostamenti ed non inferiore ai 20-30 kg per i motivi opposti. Prima di provvedere alla collocazione occorre scavare il terreno sottostante al luogo prescelto in modo da “piantare” la base, favorire la risalita dell’umidità e dare un aspetto naturale. Una volta costituita la base verranno collocate le altre rocce provvedendo in contemporanea alla messa a dimora delle piante negli affranti più stretti visto che successivamente tale operazione risulta più difficoltosa. Una volta completata la messa in opera delle parti rocciose occorre riempire gli spazi e le varie fenditure con un supplemento di terra e torba o altro miscuglio per roccioso. Ottimo per le specie alpine risulta un miscuglio di terra e compost integrato di torba e con l’aggiunta di sabbia per migliorare l’effetto drenante. Una volta riempite bene la cavità occorre ultimare la collocazione delle specie vegetali e provvedere ad una prima irrigazione che favorisca una leggera compressione dell’apparato radicale. Sempervivum e garofanini nani sono insieme alla erica le specie maggiormente utilizzate ai quali possono essere associate sassifraga, alisso, piccole succulente striscianti, ciuffetti di felci, piccole conifere e,  qualche aromatica.

Mag

9

By potatore

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Piccolo, ma "grande ginepro"

Ecco il risultato dopo un anno di coltivazione, concimazione e pinzatura. Si noti come hanno lavorato bene anche le radici, infatti, confrontando le due foto, si vede il pane radicale debordare dal vaso; avrà proprio bisogno di un bel rinvaso!!!

Nel marzo 2010 l’ho reinpostata, senza esagerare, tra due anni gli daremo un ulteriore tocco eliminando qualche rametto superfluo, in modo da far risaltare maggiormente il suo punto di forza….il tronco a ceppaia!!! Vedrete, rimarrete a bocca aperta!!!

Particolare dei tronchi, si noti la corteccia fessurata e il sinuoso movimento dei tronchi. E’ proprio bello, da quasi l’idea di essere all’interno di un vecchio bosco, come nelle fiabe.

Direi che è tutto!! Sono stato bravo e fortunato nel trovare tra mille e più piante questa PICCOLA MA….. GRANDE CEPPAIA. Ogni volta che la guardo mi riempie di emozioni nuove!!! Emozioni…..si emozioni!!! Perchè è quello che i bonsai devono trasmettere, a noi che li curiamo e a chi li guarda dal di fuori. Questo credo sia lo spirito giusto….lo spirito di tutti noi bonsaisti, che a volte veniamo un pò derisi da mogli, figli e amici che ci credono un pò fuori di biglia.

Ben felice di esserlo vi saluto! Ciao.

Buon lavoro a tutti!!!              Flavio Amici del bonsai val seriana

Apr

16

By potatore

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Piccolo, ma "grande ginepro"

 Amici del bonsai Val Seriana

 

 

In occasione della 7^ Crespi Cup, parliamo del 2006, dopo aver visitato la mostra bonsai, ho colto l’occasione per fare un giro nelle serre della famiglia Crespi. Tra le tante belle piante, mi cadde l’occhio su una piccola ceppaia di ginepro chinensis. Ottimo materiale, da lavorare subito, di una eleganza unica e con un potenziale esagerato. A fine mostra sono tornato sullo scaffale dove era appoggiato il ginepro, mi emozionava, mi intrigava troppo, mi sarebbe piaciuto averlo tra i miei bonsai , era troppo bello, di varietà itoigawa con aghi corti e spessi. Inoltre ceppaie a 9 tronchi non sono facili da reperire, specialmente di ginepro. Data la dimensione il prezzo era avvicinabile quindi…

Il giorno dopo, di primo mattino, ero già all’opera. Dopo averlo studiato dalla sera prima, ho cominciato a sfoltire, selezionando i rami utili e a fare il filo per una prima impostazione. Come si può vedere, ho eliminato un bel pò di vegetazione, ma senza esagerare per non stressare troppo la pianta. Da subito ho capito che la prima impressione avuta era corretta, nel giro di pochi anni avrei avuto sui miei scaffali uno splendido bonsai.

  continua ……

 

 

Apr

3

By potatore

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L'orto: ambiente naturale

 

 L’eccessivo sfruttamento del terreno determinato dalle nuove  specie e varietà molto più  produttive delle precedenti fa sorgere la necessità della reintegrazione della sostanza organi­ca nell’orto, pena un continuo impoverimento organico dello stesso con conseguente calo produttivo sia quantitativo e qualitativo. Il compostaggio dei rifiuti organici sia provenienti dell’abitazione che da materiali di scarto o di pulizia degli ortaggi  diventa, pertanto, condizione indispensabile per  mantenere  sano  e biologicamente attivo il terreno. Sempre allo stesso scopo l’utilizzo di concimi organici tipo letame, cornunghia, sangue secco o di vari altri preparati messe a disposizione dalle ditte specializzate, serve senza dubbio ad ottenere  prodotti qualitativamente ottimi. Se invece oltre che a sostanza organica si vuole integrare il terreno con sostanze azotate, una coltivazione di leguminosa interrata (sovescio) all’inizio  della fioritura avrà effetti  sulla coltivazioni future indubbiamente eccellenti. Il ricorso sistematico alla pacciamatura, poi, determina diversi  vantaggi: miglioramento della struttura,  risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle  produ­zioni e non ultimo miglioramento della attività microbica del terreno. Per la pacciamatura di una orto di modeste dimen­sioni non necessariamente si devono impiegare materiali dispendiosi ma possono essere utilizzati materiali semplici come paglia, aghi di pino o foglie in genere, vinacce. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e, nello stesso tempo, permettere il razionale sfruttamento del terreno e il ricor­so alla consociazione e alla rotazione. Nel primo  caso  il sistema è stato ampiamente collaudato in passato, anche se, fino ad alcuni anni addietro veniva ritenuto  superato, basti pensare alle alberate fatte per sostenere la vite diffuse in tutta Italia. In un orto famigliare basta semplicemente  utilizzare delle piante i mais come sostegno di piselli o fagiolini rampicanti o alternare nei filari piante legumino­se con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione e avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrice come leguminose si  evita un eccessivo  sfruttamento delle  risorse nutritive del terreno e  nello stesso  tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica  di una  loro  interazione e non vanno presi  singolarmente in quanto,da soli, non possono radicalmente modificare il corso produttivo dell’orto. Inoltre va ricordato che la  creazione di un ambiente quanto più simile a quello naturale favorisce il proliferare di specie utili alla agricoltura come le Chysoperlee le più conosciute coccinelle  septempunctate predatrici  naturali  degli afidi autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Mar

30

By potatore

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Gli scannalberi!!!!!

Chiamarli interventi di potature è un’offesa all’intelligenza umana: purtroppo sembra che si faccia a gara a chi riesce a fare più errori. Spero che quando si fanno questo tipo di intervento quantomeno si abbia la buona educazione di evitare di farsi chiamare “GIARDINIERE”

Mar

24

By potatore

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Prove di primavera: magnolia soulangeana

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Mar

7

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La nascita del giardino all’italiana.

Sono pochi i giardini che non sono circondati da siepi, reti metalliche e cancellate di vario tipo. D’altro canto proprio il nome di “giardino” proviene dal gotico e significa recinto, appunto, ad indicare uno spazio di terreno, generalmente prossimo alla abitazione, nel quale, secondo un ordine che richiama a questo o a quello stile oppure con disposizione del tutto personale, si alternano vialetti, alberi, arbusti, piante da frutto o decorative a beneficio dei proprietari. La storia toglie ogni dubbio che circondare la casa di giardino sia una abitudine recente basti pensare agli Egizi e “i Giardini del Paradiso”, annessi per lo più alla residenza del faraone oppure ai giardini pensili babilonesi considerate una delle “sette meraviglie del mondo”. Meno noto, è invece, che proprio gli Italiani hanno una tradizione sulla creazione di giardini e parchi antichissima, risalente nientemeno all’epoca romana e che dopo fasi alterne ha avuto nuovo impulso e lustro intorno nel 1503 con la sistemazione dei giardini vaticani ad opera del Bramante e con il progetto di Villa Madama del Raffaello. Ritornando, con ordine, agli antichi romani, questi inizialmente crearono l’hortus, con evidente utilità pratica e che allo stesso tempo stava ad indicare il giardino della casa di campagna e successivamente idearono gli horti, dei veri e propri parchi attorno alle case dei patrizi della città la cui cura veniva affidata al topiarius. Il topiarius modellava le piante con forme geometriche, umane e animali creando delle volte anche vere e proprie scene di caccia : l’arte topiaria nacque così duemila anni fa e tutt’oggi rimane un’arte in cui l’abilità manuale si fonde con profonde conoscenze tecniche e fantasia. La creazione di un vero e proprio stile italiano, però, è sicuramente opera dei due grandi artisti, prima accennati, che per primi hanno valorizzato i vari dislivelli naturali del terreno adottando una sistemazione a terrazze collegati da piccole scalette, il tutto in armonia col paesaggio circostante che non dovrà essere stravolto ma convivere insieme in una associazione di colori. Il prototipo fu in ogni caso il giardino papale dentro le mure vaticane e dal quel momento in poi i giardini diventarono sempre più architettonici e l’acqua ritornò a divenire una caratteristica di notevole importanza usata per creare effetti spettacolari e raffinati sia che scorresse in leggero declivio sia che creasse complesse cascate ed elaborate fontane. Lo stile italiano sarà compiuto nella sua interezza con la realizzazione di due grandi opere che tutt’oggi testimoniano lo stile e la tradizione tipica italiana ove la parte architettonica è capace di migliorare l’aspetto paesaggistico e far risaltare la vegetazione : Villa D’Este a Tivoli e la Reggia di Caserta.
Fu l’architetto Pirro Ligorio a valorizzare le terrazze presenti attorno a Villa d’Este e che degradano verso il bacino dell’Aniene ; cinquecento fontane di diversa forma e grandezza con giochi d’acqua di grande effetto come quelli della fontana dell’Ovato e tutt’intorno spianate, viali rigorosamente geometrici, scalette, statue e alberi secolari. Il Vanvitelli con la creazione della Reggia borbonica dimostrò la sua bravura come progettista di grandi opere e la notevole abilità tecnica e il grande senso scenografico fecero sì che la sua opera fosse un esempio non solo dal punto di vista architettonico ma anche paesaggistico : la grande cascata sul viale principale le fontane e il gusto dimostrato nella costituzione dei vari giardini sono tuttora un esempio. L’esempio rinascimentale italiano ben presto si diffuse in tutta l’Europa e il giardino diventò non il luogo recintato o racchiuso da mura ma una vera e propria continuità con la campagna circostante e talvolta si confondeva con uliveti e aree coltivate.
La prima ad essere contagiata da questa nuova ondata innovativa fu la Francia anche se vi era una sostanziale differenza tra le zone collinari italiane e la pianura parigina ma lo stile era lo stesso, geometrico con schema regolare delle aiuole contenute da una serie di sentieri e viali che davano il senso generale di vastità. Successivamente i francesi modificarono profondamente lo stile italiano esagerando al massimo le forme geometriche e regolari con opere imponenti,e viali chilometrici ed enormi vasche e canali che culminarono con la creazione dei giardini di Versailles ad opera del francese Andrè Le Notre. Ben presto si ci accorse che l’opera faraonica, i grandi viali incorniciati di siepi che si dirigevano a ventaglio verso i boschi circostanti davano un senso di troppo vastità che esulava dalla funzione principale del giardino che fondamentalmente è quella di essere un posto tutto sommato intimo e personale ove rifugiarsi e trovare un senso di pace e allo stesso tempo di gioia. Si creò allora il giardino nel giardino, il giardino più piccolo all’interno di uno più grande più adatto alle esigenze famigliari. Gli inglesi durane il XVIII secolo rivoluzionarono e modificarono completamente la visione dei giardini simmetrici, pieni di viali e sentieri passando completamente a forme sinuose e giardini privi di muri e recinti. Una sorte di trionfo della natura ove laghetti sinuosi, prati, e alberi si succedevano in un senso di assoluta vastità e senza interruzioni ; si affermò così il concetto di parco. In alcuni casi il senso di continuità casomai veniva mascherato da grandi alberi oppure da fossati che impedivano l’accesso agli estranei o agli animali. Dal punto di vista pratico indubbiamente questa concezione di organizzare le aree verdi ha indiscussi pregi se si pensa al fatto che non si è costretti a rimpiazzare alberi abbattuti dal vento o morti per altri eventi che il più delle volte rovinano la visuale d’insieme. Per lo stile del duemila in ogni caso la tecnica è già all’opera e sicuramente il futuro del verde poggia sulle nuove tecnologie che ricercano nuove forme di allevamento e principalmente sulla selezione di specie sempre più resistenti a inquinamento e malattie.

 

 

 

Gen

24

By potatore

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L'orto di fine gennaio

 

Lavori – Gli  orti si presentano assai spogli  e  privi di vegetazione ma l’anno nuovo è sinonimo di inizio e  per­tanto bisogna prepararsi affinchè la nuova stagione incomin­ci bene. Pertanto i terreni letamati e  vangati  all’inizio dell’inverno vanno nuovamente smossi preferibilmente con una vangatura leggera  e più superficiale in  modo  da  ridurre notevolmente lo spessore delle zolle che  verranno ancora lasciate esposte all’azione benefica del gelo. Gli  appezza­menti,  per i quali si vuole già avviare una prima coltivazione, invece verranno affinati e rastrellati in modo che la grana sia molto fina e soffice.

Ph – I terreni hanno reazione acida o basica ma la maggior parte delle piante ortive necessita di ph compreso tra 6 e7. Molte volte l’insuccesso nella coltivazione può essere semplicemente imputabile a reazioni del terreno troppo discostanti dalla norma. In commercio esistono dei kit di facile uso con i quali rilevare i dati necessari e provvedere eventualmente ad una correzione. Si utilizzerà calce quando si vuole alcalinizzare il terreno che presenta ph eccessivamente acido oppure si utilizzerà gesso, sostanza organica o torba nel caso contrario ovvero con valori di ph superiori a 8.

Annaffiature – Bisogna ricordare che per effetto del diverso peso speci­fico  i  terreni  bagnati risultano  più freddi  di quelli asciutti. Durante i mesi invernali, pertanto, le irrigazioni vanno effettuate solo quando è strettamente indispensabile; ciò eviterà inutili perdite di calore del terreno. Il ricorso a coperture mobili con film in plastica può risultare molto utile, grazie all’effetto serra, a ripristinare il calore specialmente quando la giornata è caratterizzata dalla presenza del sole. Molta attenzione, però, va posta a indesiderati fenomeni di eccessiva condensa.

Letti caldi – Il letame fresco durante i processi di decomposizione sprigiona calore. Ciò può essere sfruttato per preparare un cassone riscaldato da utilizzare per la germinazione di piantine da trapiantare. A tal scopo occorre preparare uno strato di 30-40 cm di letame fresco e ricoprire con uno strato di terra di buona qualità di 10-15 cm in cui seminare. Può essere utilizzato un vecchio mastello o semplicemente una buca in pieno orto. Se il tutto viene ricoperto con un film di è plastica ecco pronta una piccola serra “riscaldata”. In alternativa al letame si possono utilizzare resistenze elettriche dentro cavi di piombo.

 

Gen

16

By potatore

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Progetto io…

 

I mesi invernali piovosi e freddi possono essere utilizzati per la progettazione del giardino di casa o di eventuali modifiche da apportare a questo nel caso in cui vengono a mancare o a rendersi libere alcune aree. La progettazione è sicuramente la strategia migliore per ottenere che alla fine del lavoro i risultati coincidano con quanto effettivamente ci si aspetta in modo da ottenere un luogo di relax per eccellenza. Questo a prescindere dal fatto che al futuro giardino si voglia dare uno stile particolare italiano, giapponese, inglese o che invece rispecchi il gusto personale e le preferenze verso taluna o tal altra specie con presenza di rocciosi, di laghetti o di altro. Se, come auspicato, la forma di ideazione passa prima dalla fase progettuale per poi realizzarsi con l’attuazione pratica, alcuni suggerimenti di seguito riportati daranno una mano alla realizzazione di questo progetto che occuperà sicuramente una parte consistente del tempo libero invernale. L’esatto disegno in scala, su carta millimetrata, della riproduzione dell’area da sistemare o di tutto il giardino è la prima regola da seguire avendo cura di evidenziare anche le specie già esistenti ed eventuale luoghi con diversa inclinazione o dislivello. Successivamente vanno riportate eventuali opere in muratura come muretti, vialetti di accesso ed collocazione di vasi, statue, fontane o quant’altro formi l’ossatura centrale del giardino stesso. A tal proposito, va sottolineato, che il giardino è generalmente il prolungamento della casa e le scelte effettuate sugli esterni devono per alcuni versi richiamare gli interni anche perchè dalle finestre delle abitazioni la visione di ampie zone del giardino deve risultare armonica con quella dell’arredamento interno. Altro particolare non trascurabile è la funzione che lo stesso giardino deve avere e che in ogni caso deve tener conto di necessità future. Se il giardino viene utilizzato da una famiglia nei quali vi siano bambini al di sotto dei cinque anni, diventa importante che vialetti e muretti non diventino un impedimento per i giochi di quest’ultimi o addirittura pericolosi e che la creazione di una area giochi o una semplice vasca di sabbia renderebbe il giardino molto funzionale. La vasca non necessariamente deve essere costruita in cemento, bastano infatti delle semplici assi come bordo con forma varia per ottenere la possibilità d’utilizzo e possibilmente con bordi in legno da rimuovere una volta cresciuti i bambini. In altri casi vanno tenuto a debito conto gli eventuali ricoveri per auto, cisterne per il gasolio da riscaldamento, contenitori per rifiuti domestici e per i quali oltre a definire l’idonea area vanno anche ideati idonei sistemi atti alla mimetizzazione o quantomeno ad una armonica convivenza. L’ armonia delle forme deve infine concretizzarsi con l’adeguato utilizzo di materiali e delle specie vegetali che vanno sempre ricercati in quelli tipici delle zone circostanti al fine di creare anche col paesaggio circostante un perfetto connubio.

Dic

17

By potatore

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I lavori di Dicembre

Condensa– Nel Nord Italia sono pochi i lavori da effettuare nell’orto perché il ridotto numero di ore di luce e le condizioni  climatiche decisamente avverse riducono lo sviluppo delle piante alle semplici funzioni di sopravvivenza. Solo per chi opera sotto tunnel  di una certa dimensione è da ipotizzare qualche intervento che per lo più si risolve con il controllo delle condizioni di umidità all’interno del tunnel stesso. Tenori alti di umidità e in particolare l’acqua di condensa che ricade al suolo, infatti,  provocano facilmente fenomeni di marcescenza.

Serre calde – Sono pochi gli orticoltori che possiedono un serra riscaldata anche se molti altri si stanno attrezzando. In questo caso con l’inizio di Dicembre occorre iniziare le semine in cassetta di pomodori e melanzane da trapiantare prima dell’inizio della primavera in piena terra. Produrre piantine provviste del pane di terra è sicuramente la strada migliore percorribile se non altro perché gli stress da trapianto sono ridotti al minimo  o del tutto evitati. Prima di qualunque semina in ogni caso vanno sterilizzati con bagno in soda caustica tutti i contenitori  e gli attrezzi utilizzati.

Attrezzi – pale, zappe, vanghe, forconi e altri attrezzi utilizzati durante la stagione passata  per i vari lavori vanno ripuliti da tutte le incrostazioni utilizzando un spatola finché tutto il materiale ossidante è stato rimosso. Al fine di ottenere la rimozione della ruggine si possono ottenere buoni risultati affondando gli attrezzi per varie volte in un mucchio di sabbia. Dopo aver rifatto il taglio o le punte e rimosso eventuali sbavature con un piccolo flessibile e una morsa  potrebbe risultare utile pennellare con del gasolio le parti ferrose.

Cantina – Gli ortaggi immagazzinati in cantina sono soggetti a trasformazioni che se non opportunamente controllate danno vita a processi degenerativi. Le patate ad esempio, vanno conservate in luogo fresco e ben aerato ricoperte di paglia  e al buio. La luce infatti fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina che dà alla patata la caratteristica colorazione verdognola della polpa e allo stesso tempo la rende velenosa e amara. Kiwi e kaki invece per renderli pronti al consumo vanno “ammezziti” e quindi tenuti al caldo accanto alle mele.

Nov

22

By potatore

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Aspirafoglie!!

foglie

Nella cultura giapponese non si possono raccogliere le foglie del giardini se non sono prima cadute tutte! In Italia la caduta delle foglie, da alcuni, viene vista come un dramma…per tutti gli altri  può essere una romantica voglia d’Autunno, castagne, melograni, nespole invernali, cachi e via di questo passo. Se non si vuole che le  foglie diventino un problema, invece, basta utilizzare il tagliaerba per poterle recuperare sia dal prato sia che dai vialetti per produrre dell’ottimo compost. Quelle provenienti dai prati, miste ad erba sono decisamente le migliorivisto che si bilancia l’umidità ma se vi è poca erba basta aggiungere scarti di cucina notoriamente più ricchi di acqua.  Sistemate nel compost si può leggermente comprimere la massa distribuendo qualche manciata di concime a base di azoto per aumentare la decomposizione. Qualsiasi sia il contenitore del compost, plastica, legno ecc. l’importante è che l’insieme dei composti vegetali  sia mediamente umida senza derive di precipitati acquosi. Con temperature esterne al di sopra dei 10 gradi la decomposizione avverrà in 3-4 mesi con nei climi continentali occorrerà avere pazienza ma in primavera si potrà avere lo stessto ottimo compost per l’orto e per le aiuole fiorite.

Ott

30

By potatore

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I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

27

By potatore

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Melograno: frutto d'autunno!

 

Il Punica Granatum, è originario del sud-ovest asiatico e appartiene alla famiglia delle Punicaceae. Si presenta come una pianta cespugliosa, con una buccia coriacea gialla, foglie allungate verdi, fiori rossi e un frutto (melagrana) costituito da chicchi succosi, leggermente aspri, ricchi di sali minerali, acqua e vitamine. Le diverse varietà di melograno si suddividono in zuccherine, agrodolci e acide. Questo frutto cresce bene nelle zone a clima mite, ma può essere coltivato anche in quelle con clima più fresco (purchè sia coltivato in posizione riparata). In Italia  si trovano unicamente varietà dolci: Alappia, Dente di Cavallo, Melograno Dolce, Neirana, Profeta Partanna, Racalmuto  e Selinunte. Le proprietà benefiche del melograno erano già note nei tempi antichi e il suo utilizzo vien sempre più riscoperto dai consumatori.