Ago

30

By Il Potatore

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I lavori di agosto

 

Cure colturali – Irrigazioni frequenti, concimazioni bisettimanali, asportazione di rami secchi e parti sfiorite, controllo fitosanitario sono solo alcuni degli accorgimenti che vanno estesi a tutte le specie presenti in casa e in giardino.

Piante da frutta – Le piante di pesco che hanno già prodotto, possono essere prepotate. Si tratta in pratica di effettuare degli interventi di diradamento che favoriranno la lignificazione e l’irrobustimento dei rami che produrranno l’anno successivo.

Piante d’appartamento – Pulire regolarmente le foglie da polvere e altri composti che su queste si depositano. Utilizzare uno straccio morbido bagnato in caso di piante con foglie impolverate e in caso di foglie piccole una leggera doccia con acqua a temperatura ambiente.

Giardino acquatico – Rimuovere i detriti galleggianti innalzando il livello dell’acqua fino a farlo traboccare. Porre attenzione alla presenza di afidi neri sulle ninfe ; un getto violento di acqua può farli finire in acqua dove i pesci faranno il resto.

Bulbi – Quelli dei narcisi “tromboni” possono essere tolti dal loro naturale insediamento ogni tre-quattro anni. Una volta tolti dal terreno vanno selezionati e lasciati essiccare in locale ombreggiato e ventilato e quindi conservati per essere trapiantati di nuovo a dimora in autunno.

Orto – Irrigazione: esiste una notevole varietà di sistemi di irrigazione a fronte di notevoli diversità pedologiche e di coltivazione. Per sopperire, ad esempio, alla penuria di acqua si può utilizzare un tubo in gomma nel quale sono posizionati alle distanze necessarie dei gocciolatoi o al massimo degli spruzzetti a bassa intensità; finita l’irrigazione i tubi possono essere spostati ove necessario. Il sistema ricalca quello delle manichette forate con il vantaggio che i fori praticati e la dimensione possono meglio sopperire alle disponibilità idriche.

Giu

3

By potatore

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L'orto di giugno!

Con l’arrivo dell’estate parecchie piante sono prossime alla maturazione dei frutti, vedi zucchine, mentre i pomodo­ri piantati precocemente incominciano ad invaiare i frutti la cui dimensione aumenta velocemente. Pertanto gli  interventi irrigui devono essere costanti e abbondanti per evita­re una serie d’inconvenienti quali il marciume apicale del pomodoro o del cocomero, il “tip burn” o necrosi  marginale della lattuga,vfisiopatie legate per lo più  a  squilibri idrici.  L’acqua,  inoltre, non sempre è disponibile  nelle quantità necessarie ed in ogni modo non va sprecata. A tal proposito diversi possono essere gli accorgimenti tesi ad un uso più proficuo delle riserve idriche. Le erbe infe­stanti ad esempio possono essere sfalciate e distribuite sotto pomodoro e zucchine; così facendo si eviterà l’ecces­siva evaporazione dell’acqua, in  quando  l’ombra  creata eviterà che i raggi infrarossi del sole riscaldino eccessi­vamente il terreno con conseguente maggiore evaporazione. Lo spesso strato di strame rallenterà inoltre lo  sviluppo  di ulteriori infestanti. Oltre alle erbe infestanti è possibile utilizzare film di plastica nera o della paglia. Se, invece, non è possibile effettuare tale operazione per motivi diversi, si può sar­chiare leggermente la parte superiore del terreno per rompe­re  le croste superficiali ed interrompere i vasi capillari che permettono la risalita dell’acqua dagli strati più profondi. Ideale, sarebbe poi, posizionare dei contenitori sotto le grondaie al fine di  recuperare l’acqua piovana oppure una tettoia con delle lamiere può  essere costruita appositamente con lo scarico in grossi fusti in  modo  che l’acqua di eventuali acquazzoni possa essere riunita per i periodi di scarsa disponibilità. Altro importante accorgimento è il ricorso all’irrigazione nelle ore mattutine meglio in quelle serali la quale  non deve riguardare tutta la superficie ma spazi ben definiti nel mezzo delle piante.

Apr

24

By potatore

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Categories: Agricoltura

Aprile dolce dormire….

Aprile, primavera inoltrata, nel semenzaio sono spuntate le piantine, è ora del trapianto. Il trapianto è unapratica  necessaria ma che provoca stress nelle giovani plantule  per cui sono indispensabili alcuni accorgimenti di  base. Ini­zialmente, affinché‚ le coltivazioni abbiano successo è importante preparare bene il letto di semina; il terreno deve  essere soffice, privo di zolle in superficie in modo che  le buche che conterranno le  piantine possano  essere riempite con facilità. Quando le piantine vengono preparate nel proprio orto, al momento  del trapianto esse presentano le radici  nude cioè senza  pane di terra come invece lo sono  quelle  acquistate belle e pronte. In questo caso durante il trapianto  è necessario avere cura delle radichette che essendo fragili rischiano di spezzarsi determinando un più lento accresci­mento della pianta stessa e di conseguenza produzione  più tardiva. A tale scopo è bene ricordare che tale operazione è consigliabile  per cipolle, pomodori, melanzane e  peperoni mentre è da evitare per carote, zucchine, fagiolini, piselli e similari  in virtù dell’apparato radicale  che  anche  se fittonante e notevolmente fragile. In ogni caso, prima di mettere nel terreno le piantine  è necessario fare, tante piccole buche quante sono le piantine a disposizione, successivamente depositare le piantine  in modo che  la  zona del colletto  non  venga eccessivamente interrata ed  avendo cura di far aderire bene il terreno alle radici comprimendolo leggermente. A questo punto bisogna effettuare l’ultima operazione e cioè l’annaffiatura con acqua a temperatura ambiente.   Importante  è che le operazioni di trapianto non vengano fatte nè il mattino nè‚ tantomeno durante le ore più soleggiate della giornata perché‚ in questo modo si favorirebbe l’appas­simento  delle  piantine. E’  dunque  necessario aspettare l’imbrunire o la sera. Se queste operazioni sono state  ese­guite con cura le colture avranno sicuramente successo. Importante un calendario delle semine o dei trapianti in modo da avere produzioni a scalare e non concentrazioni di produzioni che, come nel caso delle specie da foglia, difficilmente possono essere conservate o trasformate

Apr

8

By potatore

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Pioggia benefica!!

Pioggia  benefica!  Le irrigazioni anche se  regolari  ed abbondanti  non sembrano avere lo stesso effetto  sull’orto di  quello  provocato da una abbondante pioggia.  Ristabilire le condizioni ottimali per la crescita  delle  piante è la prima operazione necessaria nell’orto dopo questa meteora. Pertanto un manciata di concime completo e delle lavorazione  super­ficiale con una zappetta hanno il duplice scopo di favorire l’interramento dei concimi e allo stesso tempo di rompe­re  l’eventuale crosta superficiale. Le lavorazioni  dei primi strati del terreno ritardano l’evaporazione  dell’ac­qua che sale per capillarità dagli strati più profondi  e  nello  stesso tempo eliminano sul nascere eventuali  erbe  infestanti. Chi  possiede del  terreno già adeguatamente preparato può tranquillamente provvedere all’impianto di  quelle colture come sedano e cetriolo che  necessitano  di  temperature  più  elevate delle altre colture da  orto. La semina a file per il sedano è  la migliore mentre può risul­tare utile trapiantare le piantine di cetriolo vicino alla eventuale rete di recinzione per dare la possibilità  alla futura pianta di sostenersi e effettuare così, una coltiva­zione in verticale.  Se ciò non fosse possibile, in commercio esistono reti in plastica di facile applicazione che possono essere  utiliz­zate  anche  per altre colture come fagiolini  e  piselli rampicanti. Dagli  inizi del mese in poi, via  libera  al trapianto  di cavoli e cavolfiori  precoci  per raccolte  estive e varietà tardive a raccolta autunnale.  Per le  semine di spinaci e lattughe  occorrerà, invece, stare  attenti ad utilizzare varietà estive

Mar

17

By potatore

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Potatura….da esperti!!

Potatura: non si parla mai a sufficienza, specialmente in questo periodo in cui è già iniziata la potatura primaverile è, che vede, i giardinieri  e quanti si cimentano  per hobby a questa pratica, alle prese con i mille problemi. Molti sono gli interrogativi che questa attività fa sorgere in coloro i quali si dilettano di giardinaggio: domande alle quali non sempre possibile trovare risposte immediate ed esaurienti. Nostro nostro compito sarà quello di dare indicazioni ai meno esperti in modo che procedano correttamente ad alcuni interventi di una certa importanza per la crescita e mantenimento delle piante trattate. Parlando di potatura, cominciamo a considerare l’aspetto dello sfoltimento di piante di medio sviluppo che, dopo alcuni anni, tendono ad infittirsi e pertanto vanno alleggeriti della chioma in eccesso. Il primo intervento è quello di eliminare da queste piante  tutti i rami che si mostrano deboli o secchi a causa di eventi naturali legate all’andamento meteorologico o semplicemente perché colpiti da problemi relativi alla circolazione della linfa. Si passa quindi alla soppressione di rami paralleli al tronco principale e che tendono a contrastare lo sviluppo centrale della pianta, avendo cura sempre di utilizzare forbici e lame ben affilate. L’attenzione va, quindi posta, a tutti quei rami che si sfregano l’un l’altro è di una certa consistenza. Vanno inoltre asportate  tutti i ricacci lungo il tronco principale fino all’altezza in cui si dipartono le branche principali, di solito  quattro-cinque, o leggermente sopra. In ogni caso è importante che i ricacci debbono essere sempre soppressi, meno che non si debba sostituire una branca mancante o danneggiata. I ricacci sviluppati è alla base del tronco vengono  chiamati polloni e alcuni di questi possono essere  utilizzati come materiale di propagazione per la loro capacità di emettere facilmente radici. Meli da fiore, tigli , ulivi hanno la facile tendenza dei emettere un folto numero di polloni che tendono a togliere preziosa linfa al fusto principale e pertanto vanno prontamente eliminati. Quando si interviene tempestivamente questi possono facilmente essere eliminate strappandoli, tuttavia talvolta è necessario intervenire con le forbici tra l’altro occorre smuovere il terreno sottostante per arrivare alla base dell’asta degli stessi. Altro accorgimento peri rami, di una certa dimensione, è quello di accorciarli inizialmente fino 30- 40 centimetri e il moncone rimasto eliminarlo  tagliando  inizialmente dal basso verso l’alto di alcuni centimetri e successivamente al contrario fino al completo distacco il modo di evitare pericolosi scortecciamenti. Il taglio deve risultare netto e liscio e, se è il caso va ripassato con un coltello in modo di favorire l’azione cicatrizzante della stessa pianta. Infine, ricordarsi di sterilizzare gli attrezzi al fine di evitare la facile trasmissione di malattie tra cui quelle virali. La semplice immersione in alcol e il successivo  passaggio alla fiamma è più che sufficiente per impedire la trasmissione di batteri.

Nov

27

By potatore

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I lavori di Novembre

posted Cristiano

Taglio siepe – In questo periodo si può potare le siepi di piracanta: utilizzare attrezzi affilati ed evitare di intervenire in modo drastico. Va posta molta attenzione ai rami molto spinosi e allo stesso tempo durante le operazioni di taglio verificare lo stato sanitario.

Crisantemi – Ormai cominciano a sfiorire a causa delle intense precipitazioni. Via via che i fiori tenderanno a cadere procedere con il taglio degli steli a pochi centimetri dal suolo: ricacceranno nel prossimo anno.

Ciclamini – In piena fioritura necessitano delle ordinarie cure quali irrigazioni, concimazioni quindicinnali e soppressione delle parti sfiorite delle foglie appassite.

 Viole del pensiero – Chiamate viole di San Giuseppe, in Puglia per il colore simile al mantello del Santo, sono pronte per realizzare coloratissime aiuole fiorite che rimarranno fino alla fine di maggio. Infatti, resistentissimi ai freddi invernali, svolgeranno il loro ciclo colorando allegramente le aiuole invernali nel grigiore generale.

Taglio prato – Procedere con l’ultimo taglio del prato, al nord, e riporre il taglia erba nel box dopo averlo ripulito e spennellato le parti da taglio con diesel: servirà a proteggere dalla ruggine.

Trattamenti antiparassitari – Procedere alla disinfezione degli alberi da frutto, delle aromatiche e di tutte le altre specie presenti nel giardino con prodotti a base di rame. Aggiungere alla soluzione un adesivo come irol.

Nov

19

By potatore

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Il cerro…conosciamolo

 

 

 

 

Famiglia: Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglio, a rapida crescita.Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

Curiosità:  A Lodrino, 750 slm, in Valle Trompia, si conserva un bosco di cerro. Si tratta di una rarità. Il clima freddo dell’arco alpino impedisce la presenza del cerro, tipico dei boschi submediterranei, raramente nella fascia mediterranea. Il clima mite e favorevole di questa area, consente la sopravvivenza della pianta.  Per la particolarità, la zona è detta “Località Cerreto”, toponimo molto comune lungo l’Appennino.

Nov

2

By potatore

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L'orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.

 

Ago

26

By potatore

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I lavori d'Agosto

             Le  ferie estive possono  essere  problema dei vacanzieri mentre nell’orto di vacanze proprio non se ne parla: la produzione continua inesorabile e  diventa anzi maggiore durante il periodo estivo. Quindi per allontanarsi anche per pochi giorni occorre necessariamente qualcuno che faccia da sostituto. Le irrigazioni, infatti, su pomodoro, melanzane e zucchine devono essere costanti e regolari, temporali estivi permet­tendo che, eccezionalmente quest’anno, al Nord hanno reso inutile tale operazione. Oltre a questo, le piante  crescendo velocemente necessitano di continue legature e un controllo sanitario continuo che prevenga attacchi di peronospera e alternaria molto frequenti nel pomodoro e di septoria sul sedano. Per prevenire queste malattie occorre intervenire preventiva­mente con prodotti a base di ossicloruro di rame circa ogni 20 giorni utilizzando 40-50 grammi ogni 10 litri di  acqua. Per oidio del melone, zucchino e cetriolo va invece utiliz­zato  un  preparato a base di zolfo  bagnabile  intervenendo nelle ore più fresche della giornata ogni 5-7 giorni con  20-30 grammi di prodotto  per litro.

          Gli  afidi, invece, possono essere combattuti  utilizzando prodotti  a base di piretrine, prodotto di origine naturale estratti  dal piretro, nome comune dei crisantemi tra cui quello di Dalmazia. Nel caso di attacchi  contemporanei di afidi e dorifora, come ad esempio può succedere sulla  pata­ta, è consigliabile utilizzare piretrine sintetiche. L’uti­lizzo di queste sostanze risulta indubbiamente più positivo di altri  per la bassa tossicità del prodotto che tende a persistere sulla pianta per soli 3-4 giorni. In ogni caso prima di utilizzare qualsiasi prodotto occorre leggere attentamente le avvertenze sulla confezione  controllando che l’ortaggio da trattare sia compreso  nella lista del campo  d’impiego. Per i trattamenti  insetticidi bisogna intervenire solo quando la soglia di infestazione è tale da compromette la produzione e dopo aver verificato la mancanza di predatori naturali come coccinelle e Crisope.

Lug

30

By potatore

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Che fine hanno fatto i P.U.A

foto_8

Già da alcuni anni è in vigore il piano di utilizzazione agronomiche che regolamenta l’utilizzazione delle deiezioni solite e liquidi degli animali d’allevamento.  Non è raro, però, vedere scene come queste in cui il letame viene accastato sul campo per diversi mesi. Il percolato che si viene a formare attorno è fortemente inquinante, ricco di nitrati che vanno in profondità a raggiungere la falda, spesso molto alta. La presenza di sostanza organica da vita allo svilupparsi velocemente di mosche e di altri molesti. Gli odori in prossimità sono molto fastidiosi. Cattive abitudini di agricoltori che si ostinano ad non rispettare la legge ma allo stesso tempo di chi deve vigilare che probabilmente  spesso gira lo sguardo. Se andate a passeggiare in mezzo ai campi e trovate scene del genere fotografate con vostro cellulare e mandate mail con foto allegata all’Asl. Cosi nessuno girerà lo sguardo e questa odiosa e dannosissima “usanza” venga a finire..

Apr

3

By potatore

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L'orto: ambiente naturale

 

 L’eccessivo sfruttamento del terreno determinato dalle nuove  specie e varietà molto più  produttive delle precedenti fa sorgere la necessità della reintegrazione della sostanza organi­ca nell’orto, pena un continuo impoverimento organico dello stesso con conseguente calo produttivo sia quantitativo e qualitativo. Il compostaggio dei rifiuti organici sia provenienti dell’abitazione che da materiali di scarto o di pulizia degli ortaggi  diventa, pertanto, condizione indispensabile per  mantenere  sano  e biologicamente attivo il terreno. Sempre allo stesso scopo l’utilizzo di concimi organici tipo letame, cornunghia, sangue secco o di vari altri preparati messe a disposizione dalle ditte specializzate, serve senza dubbio ad ottenere  prodotti qualitativamente ottimi. Se invece oltre che a sostanza organica si vuole integrare il terreno con sostanze azotate, una coltivazione di leguminosa interrata (sovescio) all’inizio  della fioritura avrà effetti  sulla coltivazioni future indubbiamente eccellenti. Il ricorso sistematico alla pacciamatura, poi, determina diversi  vantaggi: miglioramento della struttura,  risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle  produ­zioni e non ultimo miglioramento della attività microbica del terreno. Per la pacciamatura di una orto di modeste dimen­sioni non necessariamente si devono impiegare materiali dispendiosi ma possono essere utilizzati materiali semplici come paglia, aghi di pino o foglie in genere, vinacce. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e, nello stesso tempo, permettere il razionale sfruttamento del terreno e il ricor­so alla consociazione e alla rotazione. Nel primo  caso  il sistema è stato ampiamente collaudato in passato, anche se, fino ad alcuni anni addietro veniva ritenuto  superato, basti pensare alle alberate fatte per sostenere la vite diffuse in tutta Italia. In un orto famigliare basta semplicemente  utilizzare delle piante i mais come sostegno di piselli o fagiolini rampicanti o alternare nei filari piante legumino­se con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione e avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrice come leguminose si  evita un eccessivo  sfruttamento delle  risorse nutritive del terreno e  nello stesso  tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica  di una  loro  interazione e non vanno presi  singolarmente in quanto,da soli, non possono radicalmente modificare il corso produttivo dell’orto. Inoltre va ricordato che la  creazione di un ambiente quanto più simile a quello naturale favorisce il proliferare di specie utili alla agricoltura come le Chysoperlee le più conosciute coccinelle  septempunctate predatrici  naturali  degli afidi autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Feb

13

By potatore

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Substrati: ad ogni pianta il suo terreno

Le colture floricole, in Italia, hanno raggiunto un interesse costantemente in crescita dagli anni 60’ a oggi. Accanto a specie autoctone provenienti sia dalle regioni più settentrionali che da quelle mediterranee, sono arrivate nel nostro paese specie provenienti da ogni parte del globo. Questo ha comportato la ricerca di idonei substrati tali da riuscire a soddisfare l’esigenze delle diverse specie in coltivazione. Non esiste un substrato ideale per tutte le specie ma in commercio ne esistono diversi che opportunamente miscelati creano condizioni pedologiche simili all’ambiente di provenienza. Chi acquista piante, purtroppo, il più delle volte si trova di fronte ad una serie di prodotti diversi e ha delle difficoltà nella scelta più idonea alle proprie esigenze e qualche volta il linguaggio del fiorista, a cui si chiede consiglio può risultare troppo tecnico o poco chiaro. Al fine di indirizzare nella scelta giusta occorre distinguere innanzitutto tra substrati naturali ed artificiali. Tra i primi, molto in uso sono: terriccio di foglie e di bosco, terra di bosco, torba, sfagno e terricciati mentre tra quelli artificiali molto usati sono la vermiculite, la perlite l’argilla espansa.
I primi tre naturali provengono, come facilmente intuibile dal nome, dal bosco anche se da strati diversi. Il terriccio di foglie infatti, è lo strato superficiale del bosco costituito principalmente da foglie indecomposte di latifoglie a volte miste ad aghifoglie. Le foglie così prelevate, vengono ammucchiate in luogo coperto e a seguito di trattamenti e concimazioni di solfato di ammonio danno vita ad un terriccio con struttura molto porosa e ph leggermente acido. Si utilizza dopo diversi mesi dalla raccolta ed è adatto per miscugli e per la coltivazione di specie come le bromeliacee ( Aechmea, Guzmania, Nidularium) e le azalee, se vi è una prevalenza di aghi di pino e abete rosso avendo cura di sostituirlo dopo 7-8 mesi. Il terriccio di bosco è invece lo strato sottostante allo strato di foglie ed è costituito da residui ( foglie, rami e corteccia) di alberi e arbusti. E’ un substrato utilizzato per specie da fiore e da foglie ornamentali a breve ciclo, visto la facile decomposizione. La terra di bosco è costituita dallo strato di terreno, prevalentemente minerale, sottostante a quello di residui vegetali non ancora ben decomposti. Si presenta di colore nero per l’abbondante presenza di sostanza organica (10- 15% circa) e quindi risulta molto fertile e adatta alla coltivazione di piante ornamentali da fogliame come palme, aucuba, ficus e di legnose da fiore come ortensie, gardenie e camelie. Generalmente viene miscelata alla torba in modo da completarne le caratteristiche fisiche e chimiche ed è un miscuglio adatto a tutte quelle piante che non richiedono frequenti cambi di vaso. Un substrato molto fertile, simile per alcuni aspetti alla terra di bosco, si può ottenere stratificando 30-40 cm di letame con 15-20 cm di terreno fino ad uno spessore complessivo di 1,20-1,50 m. L’ammasso tenuto costantemente umido con soluzione di acqua e azoto ammoniacale per attivare la flora batterica, viene, dopo due mesi circa dalla preparazione, mescolato più volte in modo che la massa sia ben decomposta e amalgamata. Si ottiene così un terricciato adatto per piante da fiore come cineraria, crisantemo e sia per piante aromatiche come salvia e rosmarino. La torba è il substrato naturale di più largo utilizzo e deriva dalla decomposizione di piante acquatiche come muschi, felci, equiseti e graminacee. Esistono torbe bionde acide e torbe nere subacide o neutre. La differenza consiste che le prime generalmente provengono dal Nord-Europa, sono con pH 3,5-4 e sono meno decomposte delle torbe nere che hanno un ph più elevato ( 5,5-7). Per l’alta porosità e le ottime caratteristiche fisiche possono essere utilizzate da sole oppure in miscuglio per la preparazione di substrati di una vasta gamma di piante. Nel Nord-Europa e in Irlanda, la torba dove è presente in grande quantità viene anche usata come combustibile e in sostituzione del letame in pieno campo. Lo sfagno è estremamente leggero, proviene da luoghi acquitrinosi e molte volte concorre alla formazione della torba. E’ in grado di assorbire acqua fino a 10-20 volte il proprio peso e per questo, quello verde viene utilizzato per guarnire i sostegni di piante volubili come il Philodendron, syngonium e pothos. Risulta anche fondamentale per la preparazione dei terricci delle orchidee, miscelato in parti uguali a radici di Osmunda e Polypodium. Sarà la lenta decomposizione delle radici di quest’ultime a conferire le condizioni di permeabilità e struttura necessari allo sviluppo di piante e epifite e semiepifite tra cui le appunto le orchidee. Viene ricordato che per le orchidee adulte il rinvaso viene effettuato in media ogni due-tre anni. Tra i substrati artificiali vengono catalogati quei prodotti provenienti da particolari lavorazioni in forni ad alte temperature oppure da processi di sintesi come il polistirolo espanso. La Vermiculite ad esempio è un silicato estratto in Sud Africa e negli Stati Uniti che viene trattato in forno alla temperatura di 1000°C. Il prodotto così ottenuto, oltre come coibentante nell’edilizia per il buon contenuto in potassio e magnesio, elevata porosità e il forte potere idroassorbente, è molto usata, insieme alla torba per la radicazione e la coltivazione di molte piante ornamentali. Più usata in Italia è però la perlite anchessa ottenuta da trattamenti a temperature elevate di rocce vulcaniche silicee originate da colate laviche. Viene usata principalmente per aumentare il potere drenante dei substrati e sovente è possibile notarla nei vasi di piante ornamentali e di garofani e si presenta a grani di 3-6 mm di diametro di colore bianco.

Gen

24

By potatore

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L'orto di fine gennaio

 

Lavori – Gli  orti si presentano assai spogli  e  privi di vegetazione ma l’anno nuovo è sinonimo di inizio e  per­tanto bisogna prepararsi affinchè la nuova stagione incomin­ci bene. Pertanto i terreni letamati e  vangati  all’inizio dell’inverno vanno nuovamente smossi preferibilmente con una vangatura leggera  e più superficiale in  modo  da  ridurre notevolmente lo spessore delle zolle che  verranno ancora lasciate esposte all’azione benefica del gelo. Gli  appezza­menti,  per i quali si vuole già avviare una prima coltivazione, invece verranno affinati e rastrellati in modo che la grana sia molto fina e soffice.

Ph – I terreni hanno reazione acida o basica ma la maggior parte delle piante ortive necessita di ph compreso tra 6 e7. Molte volte l’insuccesso nella coltivazione può essere semplicemente imputabile a reazioni del terreno troppo discostanti dalla norma. In commercio esistono dei kit di facile uso con i quali rilevare i dati necessari e provvedere eventualmente ad una correzione. Si utilizzerà calce quando si vuole alcalinizzare il terreno che presenta ph eccessivamente acido oppure si utilizzerà gesso, sostanza organica o torba nel caso contrario ovvero con valori di ph superiori a 8.

Annaffiature – Bisogna ricordare che per effetto del diverso peso speci­fico  i  terreni  bagnati risultano  più freddi  di quelli asciutti. Durante i mesi invernali, pertanto, le irrigazioni vanno effettuate solo quando è strettamente indispensabile; ciò eviterà inutili perdite di calore del terreno. Il ricorso a coperture mobili con film in plastica può risultare molto utile, grazie all’effetto serra, a ripristinare il calore specialmente quando la giornata è caratterizzata dalla presenza del sole. Molta attenzione, però, va posta a indesiderati fenomeni di eccessiva condensa.

Letti caldi – Il letame fresco durante i processi di decomposizione sprigiona calore. Ciò può essere sfruttato per preparare un cassone riscaldato da utilizzare per la germinazione di piantine da trapiantare. A tal scopo occorre preparare uno strato di 30-40 cm di letame fresco e ricoprire con uno strato di terra di buona qualità di 10-15 cm in cui seminare. Può essere utilizzato un vecchio mastello o semplicemente una buca in pieno orto. Se il tutto viene ricoperto con un film di è plastica ecco pronta una piccola serra “riscaldata”. In alternativa al letame si possono utilizzare resistenze elettriche dentro cavi di piombo.

 

Dic

17

By potatore

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I lavori di Dicembre

Condensa– Nel Nord Italia sono pochi i lavori da effettuare nell’orto perché il ridotto numero di ore di luce e le condizioni  climatiche decisamente avverse riducono lo sviluppo delle piante alle semplici funzioni di sopravvivenza. Solo per chi opera sotto tunnel  di una certa dimensione è da ipotizzare qualche intervento che per lo più si risolve con il controllo delle condizioni di umidità all’interno del tunnel stesso. Tenori alti di umidità e in particolare l’acqua di condensa che ricade al suolo, infatti,  provocano facilmente fenomeni di marcescenza.

Serre calde – Sono pochi gli orticoltori che possiedono un serra riscaldata anche se molti altri si stanno attrezzando. In questo caso con l’inizio di Dicembre occorre iniziare le semine in cassetta di pomodori e melanzane da trapiantare prima dell’inizio della primavera in piena terra. Produrre piantine provviste del pane di terra è sicuramente la strada migliore percorribile se non altro perché gli stress da trapianto sono ridotti al minimo  o del tutto evitati. Prima di qualunque semina in ogni caso vanno sterilizzati con bagno in soda caustica tutti i contenitori  e gli attrezzi utilizzati.

Attrezzi – pale, zappe, vanghe, forconi e altri attrezzi utilizzati durante la stagione passata  per i vari lavori vanno ripuliti da tutte le incrostazioni utilizzando un spatola finché tutto il materiale ossidante è stato rimosso. Al fine di ottenere la rimozione della ruggine si possono ottenere buoni risultati affondando gli attrezzi per varie volte in un mucchio di sabbia. Dopo aver rifatto il taglio o le punte e rimosso eventuali sbavature con un piccolo flessibile e una morsa  potrebbe risultare utile pennellare con del gasolio le parti ferrose.

Cantina – Gli ortaggi immagazzinati in cantina sono soggetti a trasformazioni che se non opportunamente controllate danno vita a processi degenerativi. Le patate ad esempio, vanno conservate in luogo fresco e ben aerato ricoperte di paglia  e al buio. La luce infatti fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina che dà alla patata la caratteristica colorazione verdognola della polpa e allo stesso tempo la rende velenosa e amara. Kiwi e kaki invece per renderli pronti al consumo vanno “ammezziti” e quindi tenuti al caldo accanto alle mele.

Ott

30

By potatore

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I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

27

By potatore

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Melograno: frutto d'autunno!

 

Il Punica Granatum, è originario del sud-ovest asiatico e appartiene alla famiglia delle Punicaceae. Si presenta come una pianta cespugliosa, con una buccia coriacea gialla, foglie allungate verdi, fiori rossi e un frutto (melagrana) costituito da chicchi succosi, leggermente aspri, ricchi di sali minerali, acqua e vitamine. Le diverse varietà di melograno si suddividono in zuccherine, agrodolci e acide. Questo frutto cresce bene nelle zone a clima mite, ma può essere coltivato anche in quelle con clima più fresco (purchè sia coltivato in posizione riparata). In Italia  si trovano unicamente varietà dolci: Alappia, Dente di Cavallo, Melograno Dolce, Neirana, Profeta Partanna, Racalmuto  e Selinunte. Le proprietà benefiche del melograno erano già note nei tempi antichi e il suo utilizzo vien sempre più riscoperto dai consumatori.

Ott

20

By potatore

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L'ulivo!

La colomba liberata da Noè  portò  all’arca un ramoscello di olivo  e questi comprese che il diluvio fosse finito e da allora cristiani, ebrei ed musulmani identificarono nella pianta il simbolo  della rinascita, della pace e della prosperità. Questo non è sicuramente l’unico motivo per cui la coltivazione dell’olivo sia gradualmente risalita nella penisola tanto che nella provincia di Bergamo viene vista ormai come una pianta perfettamente adattata e nelle colline limitrofe viene ormai  coltivato con buoni risultati per la produzione di olio. Ma  l’emigrazione di questa pianta non  è rimasta ristretta alla coltivazione per i soli fini alimentari ma è  riuscita a colonizzare i giardini dei più esigenti creando un fiorente mercato come ben noto ai vivaisti. Coloro che hanno potuto ammirare queste piante nel loro habitat naturale hanno potuto apprezzare la  maestosità degli alberi che nonostante i loro tronchi cavi,  l’aspetto contorto infondono con le loro fronde mai troppo fitte un senso di pace e di tranquillità e lasciano sempre filtrare un tenue sole. Il riferimento cui sopra è caratteristico delle piante  coltivate,  (olea europea sativa) mentre se lasciate a se stesse tendono ad assumere una forma conica determinata dal comportamento basitono della vegetazione. Inoltre alla base del tronco tendono a cacciare numerosi polloni, nella zona del colletto e dalle grosse radici i quali, se staccati, possono essere utilizzati per la riproduzione. Grande fascino assumono le coltivazioni presenti nelle tortuose zone costiere del Cilento dove nelle scoscese scarpate l’uomo con molta fatica è riuscito a ritagliare spiazzi di terreno ove imponenti ulivi si affacciano nell’acqua di uno dei tratti di mare più  belli d‘Italia che finisce con Capo Palinuro. Nei giardini è possibile avere piante con un discreto sviluppo, visto la buona adattabilità della pianta ai vari tipi di terreno, se non per quelli fortemente sabbiosi o argillosi con notevole ristagno di acqua. Molta attenzione va invece posta nelle operazioni di potatura e nella difesa fitosanitaria. Chiome troppo fitte provocano facilmente lo sviluppo di cocciniglie tra cui il mezzo grano di pepe e sulla melata prodotta da questi si instaurano facilmente ammassi di funghi neri epifiti, che danno vita alla fumaggine. Una buona impalcatura della pianta che preveda come nel caso della forma a vaso policonico la presenza di 3-4  branche principali può risultare molto adatta alle zone del Nord con estati in cui l’umidità relativa, molto elevata, favorisce lo sviluppo di crittogame. Pertanto alle cure di rito, concimazioni, irrigazioni che accompagnano un pò tutte le piante, all’ulivo va aggiunta una potatura di sfoltimento annuale, anche allo scopo di mitigare l’alternanza di produzione a cui certe varietà sono facilmente portate, e un trattamento preventivo autunnale con poltiglia bordolese all’1-1,5%. Tale trattamento disinfetta le parti verdi e il tronco da muschi e parassiti vari che tendono a svernare sotto la corteccia e inoltre  è stato riscontrato  che da un positivo effetto al rigoglio vegetativo.

Ott

11

By potatore

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Ottobre nell'orto

I lavori dell’orto nel mese di ottobre tendono a diventare meno impegnativi. La temperatura tende progressivamente ad abbassarsi e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12. Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio predisporre  delle protezioni che riparino  le  colturenelle ore notturne e dal freddo imminente.  In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura di eventuali serre, sarà  bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano  effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di parassiti.  Nel  caso specifico dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è  prossima  la semina, occorre evitare la semina su terreno appena letamato facendolo  “succedere” nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto  dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può  trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente èpossibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti,  precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli.

Set

14

By potatore

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I lavori di Settembre

Clima – Le temperature notturne in decisa diminuzione determinano la fine delle specie da “frutto” e in compenso  lo sviluppo delle specie da foglia. Prolungare anche per sole poche settimane la produzione di pomodori, melanzane, zucchine e fagiolini è utile al fine di poter approfittare per un periodo più lungo di questi prodotti che possono essere trasformati, in caso di abbondante raccolto, in conserve sott’olio, sott’aceto o nel caso di fagiolini scottati e sistemati in buste nel congelatore fino al momento del consumo. Diventa importante considerare, al fine di migliorare il microclima dell’orto, che il terreno bagnato tende a trattenere meno calore di un terreno asciutto e pertanto  occorre limitare gli apporti idrici al minimo e in caso di piogge favorire il drenaggio rapido delle acque in eccesso.

Pomodori – Per allungare la permanenza e la produzione degli ultimi pomodori le aiuole vanno tenute ben pulite da erbe infestanti e i solchi utilizzati eventualmente per le irrigazioni vanno aperti in modo da favorire lo sgrondo dell’acqua piovana. Eventuali protezioni con film in plastica risultano molto efficaci per migliorare la qualità del raccolto. Verificare i sostegni,  tenere liberi dalle foglie i frutti presenti e raccogliere precocemente completando la maturazione richiesta in casa in modo da diminuire lo stress per le piante ormai giunte ai limiti della produzione. Le piante rimaste senza frutti vanno prontamente estirpate ed preferibilmente sistemate nel contenitore del compost.

Lavorazioni al terreno – Gli appezzamenti che via via si rendono liberi possono essere prontamente sistemati in modo da ospitare le specie  ad accrescimento autunnale. Prima di qualsiasi operazione al terreno occorre asportare tutti i residui della coltivazione precedente che a seguito delle notevoli condizioni di umidità presenti sia nel terreno che nell’aria possono creare un serio ostacolo alle coltivazioni. Nel caso di prossima semina o trapianto il terreno va lavorato superficialmente effettuando preferibilmente una leggera vangatura che avrà lo scopo oltre che di arieggiare il terreno anche quello di eliminare la parte radicale della precedente coltura.

Semine – Entro metà settembre è possibile seminare cipolle bianche in semenzaio e ravanello a spaglio utilizzando 0,5-2,5 grammi di seme per metro quadro di terreno. In condizioni ottimali la raccolta del ravanello può avvenire dopo 25-40 giorni mentre per la cipolla il ciclo di coltivazione prevede un fino a 240 giorni di permanenza in campo. Per tutto il mese invece si può seminare lattughino  e radicchio da taglio, spinacio e valerianella. I tempi necessari per la raccolta vanno dai 60 agli 80 giorni con un leggero anticipo per il lattughino. Fino al 15 del mese, inoltre, è possibile trapiantare cicoria catalogna e tutti i tipi di radicchio compreso quello di Verona per produzioni tardive e ancora finocchio a raccolta autunnale e porro per raccolte primaverili.

Innesti –  A gemma dormiente è possibile innestare: agrumi, albicocco, ciliegio, mandorlo, melo, nespolo giapponese, olivo, pesco, pero e susino. Alla maiorchina o chip budding: ciliegio, melo noce, pero e susino infine a pezza e  a zufolo l’ulivo .

Piante aromatiche – Approfittate di quest’ultimo periodo di sole per rendere rigoglioso il fogliame, irrigandolo abbondantemente e scegliendo l’angolo più assolato della casa. Per basilico e prezzemolo una decisa cimatura allungherà il periodo di produzione.

 Alberi e arbusti – Dopo la fioritura può essere effettuata una leggera potatura al fine di riequilibrare la chioma e sfoltire l’interno. Eliminare i succhioni che si formano dal pedale (es. nei tigli)

 Afidi – Possono ancora creare seri danni alle specie da fiore come le rose e a quelle da frutta. Per chi ama il ” fai da te” può mettere a macerare mozziconi di sigarette per circa 8-10 giorni; successivamente il tutto va filtrato e irrorato sulle piante. Altri trattamenti necessari sono rivolti al controllo dell’Oidio o mal bianco e quindi il ricorso a zolfi bagnabili.

Fiori secchi – I fiori di ortensia, lavanda, alisso, rosa e tante altre possono essere essiccati per ottenere delle splendide composizioni secche. I fiori vanno raccolti prima che  sboccino completamente, appesi in mazzetti a testa in giù in luogo fresco e ventilato preferibilmente al buio

Set

2

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Dolce rientro: la raccolta dei fichi

Lug

29

By potatore

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I buoni propositi …..hanno dato i loro frutti!!

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Chi ci ha seguito nei vari post si ricorderà uno di questi di cui sotto la foto intitolato ” I buoni propositi”. A fine luglio  dopo vari lavorazioni e cambiamenti di disposizione delle parcelle i risultati nella cure dell’orto sono ben visibili e con gioia la buona produzione dei pomodori. Anche se la foto non rende completamente merito alla realtà,  gli occhi più attenti avranno notato la mancanza di sostegni ” classici” come pali di legno ma il ricorso allo spago azzurro. L’iniziale disposizione dell’orto è stata cambiata in una esteticamente più valida e allo stesso tempo aumentando  la parte coltivabile.

Mag

18

By potatore

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Maggio nell'orto

  Maggio, piena primavera, periodo che si conclude con  la fioritura delle graminacee nei prati e con la prima raccolta del fieno. Restando a quando dicono i proverbi quest’anno a causa  delle frequenti piogge cresceranno bene gli ortaggi, per la maggior parte dei quali, in maggio si conclude defi­nitivamente il periodo della semina. Infatti dalla metà del mese  in poi, si possono seminare e trapiantare anche nelle zone a clima più rigido le  piantine di quegli ortaggi che verranno poi consumati durante l’esta­te come pomodori, zucchine, cetrioli. L’ideale per preveni­re qualche ritorno di freddo, sarebbe di  tenerle con un telo di tessuto  non tessuto fino alla fine del mese.  Per far si che  le piantine crescano  rigogliose è necessario  sommini­strare un pò di sostanze nutrienti come ad esempio  macerato di ortiche  oppure di consolida o ancora di equiseto, per  i quali  la dose consigliata è di 1 kg di pianta fresca in 10 litri di acqua. Qualora si avessero a disposizione escrementi di  animali: equini, bovini, conigli, galline si ricorda che vanno benis­simo anche queste basta diluire in acqua con un rapporto di 1:3 e lasciandoli a macerare per circa tre settimane. Questo trattamento si rende  necessario onde evitare ustioni alle  piantine ancora molto tenere. Quando, poi,  le condizioni climatiche sono  caratterizzate da eventi meteorologici di notevole portata come gli acquaz­zoni della scorsa settimana si verifica sicuramente una dilavamento di notevoli quantità di principi minerali per­tanto occorre intervenire con una concimazione aggiuntiva di concimi azotati come il nitrato ammonico. Grazie alla pre­senza di azoto sotto forma nitrico e ammoniacale, tale concime, espleta una duplice funzione: la componente nitrica risulta  di pronto assorbimento da parte delle piante mentre quella ammoniacale,  invece, trattenuta dal potere assorben­te  del terreno avrà una azione più prolungata nel  tempo  e potrà essere assorbita dalle piante in tempi diversi.

Apr

26

By potatore

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I lavori di fine Aprile

Con la fine del mese ormai tutte le specie sono in piena fase vegetativa e il fogliame verde e rigoglioso spicca dai rami fino ad ora spogli.

Prato – continuare tutte le cure di rito e in particolare effettuare tagli regolari ogni 10-12 giorni con o senza asportazione della parte tagliata. Il taglio ravvicinato oltre a rendere particolarmente rigoglioso il prato inibisce fortemente lo sviluppo delle specie a foglia larga che mal sopportano il taglio frequente al contrario di poe, festuche, agrostide e loietti che caratterizzano i tappeti erbosi.

Gerani – Tempo di moltiplicazione per talea di molte specie tra cui i gerani. Le talee vanno prelevate lunghe 8-10 cm. con 4-5 nodi, private delle foglie basali e quindi poste a radicare in substrato di sabbia e torba. Tenere umido il substrato e in luogo ombreggiato per almeno due settimane ed evitare l’utilizzo di ormoni radicanti perché su queste specie tendono a favorire il marciume radicale.

Piante in vaso – I vasi di plastica e di colore scuro tendono facilmente a riscaldarsi in modo eccessivo provocando seri danni all’apparato radicale. Nei casi in cui il fogliame delle piante contenute in essi non sia capace di proteggerli dai raggi del sole sarà opportuno riunirli all’interno di un mastello di legno e ricoprirli fino all’orlo con argilla espansa oppure corteccia di pino. La sostituzione dei vasi di plastica con similari in terracotta, in particolare per le specie succulente,  è un sistema auspicabile per ottenere non solo condizioni microambientali migliori ma anche per bilanciare il peso della pianta con quella del vaso.

Vialetti – Se  si vuole mantenere  sgombri i  vialetti  da erbacce sarà  necessario somministrare prodotti  antigermi­nativi.  Usare  guanti e mascherine protettive  durante  la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

Piante  rampicanti – Per ottenere una zona  d’ombra  davanti all’abitazione  è il periodo adatto per la messa  a  dimora delle clematide. Il ricco fogliame e i fiori vistosi  cree­ranno un ottimo pergolato durante il periodo estivo.

Orto – Nonostante il ritorno di freddo delle settimane passate niente può fare ormai pensare che le temperature primaverile  non prendano il sopravvento. Anticipare di qualche settimane la messa a dimora di piante ortaggi macrotermi cioè che richiedono temperature superiori ai 18-20 gradi per il loro sviluppo al massimo può comportare la perdita di qualche piantina con una spesa di poche migliaia di lire. Per contro riuscire ad anticipare di qualche settimana la produzione di pomodori, zucchine, melanzane e cetrioli oltre che alla soddisfazione personale comporta anche di riuscire ad avere a disposizione ortaggi prodotti in proprio e quindi con caratteristiche organolettiche sicuramente superiori a quelli acquistati, non ultimo per il fatto che i tempi tra raccolta e consumo sono pressocchè inesistenti

Feb

1

By potatore

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I lavori dell'orto di febbraio


Sementi – sta per partire la stagione delle semine e pertanto sarà conveniente non farsi trovare impreparati. Il segreto per ottenere buone produzioni è quello di possedere delle buoni sementi. Quelle prodotte in proprio raramente lo sono perché non sempre vengono rispettati i criteri di una corretta impollinazione, giusta conservazione e trattamenti. Tutta la semente proveniente da ditte specializzate, invece, possiede questi requisiti in quanto deve rispondere alla severa normativa C.E.E ed inoltre è preventivamente trattato, in genere con thiram, che garantisce una buona protezione durante la fase di germinazione.

Semine – nelle giornate assolate prime semine di quelle specie come cipolle, lattuga e spinaci che possono germinare anche a temperature molto basse o vicino allo zero. Le semine vanno effettuate a spaglio e, dopo una leggera irrigazione, le particelle possono essere coperte con un film di plastica trasparente che trattenga al suolo il poco calore accumulato durante il giorno. In caso di semi molto piccoli, come quelli di lattuga, è sempre opportuna la previa miscelazione con sabbia in modo da rendere uniforme la semina.

Lavorazioni – Vanno sempre effettuate nelle ore più calde della giornata e con substrato asciutto altrimenti si rischia di compattarlo eccessivamente. In pratica il terreno va lavorato solamente quando è in tempera e cioè in condizioni intermedie di umidità. I terreni lavorati quando sono eccessivamente bagnati tendono facilmente a costiparsi e talora a diventare asfittici creando non pochi problemi di ristagni idrici e marciumi radicali. Risulterà pertanto utile tener conto, durante le varie lavorazioni, del giusto sgrondo della acqua, in caso di terreni eccessivamente compatti, distribuire un valido ammendante.

Blanquette – La sistemazione a blanquettes dei vari appezzamenti offre diversi vantaggi: si tratta in pratica di dividere l’orto in aiuole larghe 1-1,20 metri e rialzate dai vialetti di circa 20 cm. La possibilità di poter effettuare alcune operazioni con una motozappa richiederà delle blanquettes indubbiamente più lunghe, al contrario se le varie operazioni come la zappettatura sono eseguite a mano. Nelle aiuole così sistemate si possono effettuare interventi sulle colture evitando il calpestio, che è uno dei motivi di cattiva circolazione dell’aria nel terreno.

Mag

17

By potatore

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Maggio..nell'orto

Maggio è il mese in cui tutti vorrebbero abitare in campa­gna  o quantomeno possedere un pezzo di orto  o di  giardino in  cui assistere al rapido crescere delle piante che con  i loro   colori  e profumi danno un senso di  tranquillità  a coloro  che il tran tran cittadino costringe per  molte  ore alla scrivania oppure per le vie trafficate. Per coloro che invece l’orto lo possiedono è il momento  di una attività frenetica, intensa di lavori e di soddisfazioni visto che ormai la giornata  è molto lunga  (14-15 ore di luce)  e  le temperature ormai stabilizzate danno  rigoglio  e splendore  all’orto.  I fiori maschili delle  zucchine sono ormai  pronti  da raccogliere e sono  riconoscibili per  la presenza  del gambo mentre i fiori femminili  si si  presentano attaccati  alla base del frutto che si ingrossa via via  che il fiore appassisce.  I fiori maschili possono essere asportati  anche completamente e utilizzati in cucina tranne  nel caso in cui si vuole produrre frutti che diano semi da  utilizzare l’anno successivo. I pomodori sviluppati già al terzo-quarto palco presentano i fiori e in virtù dello sviluppo raggiunto necessitano dei tutori. Evitare di utilizzare come sostegno paletti in plastica o ferro che esposti al sole  si riscalderebbero  eccessivamente provocando scottature alle piantine. Se vi è la presenza della struttura di una piccola serra, le piantine di pomodoro possono essere  sorrette  da fili plastica o altro  con le due cime rispettivamente legate  alla base della pianta e alla struttura della serra;  il filo va attorcigliato per tutto lo stelo senza creare  danno alla pianta. A prescindere del sistema di sostegno le piante di pomodoro allevate in altezza vanno scacchiate cioè vanno eliminati tutti i rami ascellari e per motivi igienici anche le  foglie basali o immediatamente a contatto con  il  suolo fonte di sviluppo di malattie crittogamiche. Anche le melan­zane  vanno  private delle foglie basali  ingiallite  ma  in considerazione  della data di impianto e del loro  contenuto sviluppo  radicale, tale operazione va effettuata con  molto cautela.