Gen

4

By potatore

Commenti disabilitati su Metti uno spazzino in giardino

Categories: Potatore news

Metti uno spazzino in giardino

balcone

In testa alla classifica dei purificatori dell’aria si posizionano il ginkgo (Ginkgo biloba), il bagolaro (Celtis australis), il tiglio nostrano (Tilia plathyphyllos) e selvatico (Tilia cordata), e l’orniello (Fraxinus ornus). Il melo da fiore (Malus domestica ‘Evereste’) e il biancospino nostrano (Crataegus monogyna), invece, sono ottimi per catturare le polveri ultrasottili, ma non sono tra i più efficienti nell’assorbimento della CO2.
Al contrario, il carpino bianco (Carpinus betulus) è una specie con elevata capacità di assorbire la CO2 atmosferica ma, avendo foglie lisce e senza peli, non è un campione nella pulizia dell’aria dalle polveri. Da evitare invece un massiccio impiego di liriodendro (Liriodendron tulipifera), robinia (Robinia pseudoacacia) e sofora (Sophora japonica), che, “pur avendo ottime caratteristiche dal punto di vista del sequestro della CO2 e dell’assorbimento di inquinanti, sono caratterizzate da una maggiore potenzialità di formare ozono”. Bene anche acero campestre e comune, ciliegiofrassino comune o maggiore, mirabolanoolmo comune, ontano nero e sambuco. A combattere l’inquinamento dell’aria tutti hanno il dover di partecipare. Basta poco: vasi sui balconi, sulle finestre e sui terrazzi rendono accogliente il paesaggio urbano e contribuiscono al filtraggio degli inquinanti. Valutare di aggiungere in giardino rampicanti sulle reti di recinzioni o siepi schermanti da rumore e dai scarichi delle auto, specialmente a ridosso delle vie più trafficate. Aggiungere alberi negli spazi adibiti a prato avendo cura di utilizzerà specie autoctone in modo da evitare contesti paesaggistici anomali e specie che tendono ad ammalarsi continuamente o che non si adattano alle nuove condizioni microclimatiche. Infine da non sottovalutare è  che la presenza di verde anche nel contesto condominiale, ove esistono molte aree comuni, aumenta il valore dei fabbricati oltre che alla vivibilità degli spazi e in queste ambiente le specie vegetali possono essere utili creare ambienti di ritrovo  per attività sociali basta approntare dei gazebo e Bersò. Il Pianeta ha bisogno di “verde”: aiutiamolo e aiutiamo noi stessi.

Lug

31

By potatore

Commenti disabilitati su Alimenti per il bestiame: l’avena

Categories: Allevamento

Tags: , , ,

Alimenti per il bestiame: l’avena

 

Classe: Monocotyledones             
Ordine: Glumiflorae
Famiglia: Graminaceae
Genere: Avena
Specie: sativa L.

Su scala mondiale vengono prodotte circa 20 milioni di tonnellate di granella da una superficie in continua diminuzione di circa 10 milioni di ha. In Italia è soprattutto diffusa nelle regioni meridionali. La diminuzione dell’avena è causata da: la diminuzione degli allevamenti equini, alla minor produttività dell’avena in UF rispetto all’orzo ed ai limiti d’impiego dell’avena nei mangimi bilanciati.

Generalità botaniche:

Il frutto è una cariosside vestita, oblunga, con solco longitudinale e peluria diffusa. Viene impiegata nell’alimentazione del bestiame. Il peso di 1000 semi si aggira tra i 20 e 45 g. Il peso ettolitrico è pari a circa 40-60 kg. Le rese variano da 2 a 5 t/ha. Possiede un valore nutritivo pari a 80-90 UF.

Modalità di stoccaggio:

La conservazione viene effettuata a temperatura ambiente, all’interno di silos refrigerati oppure, posizionata a terra all’interno di magazzini con scanalature nel pavimento per permettere un raffreddamento con l’ aria e mantenere inalterate le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche. L’avena viene poi confezionata solitamente in sacchi da 25-40 kg.

Alimentazione:

Composizione chimica della cariosside
Umidità 10-12%
Carboidrati 56-58%
Proteina grezza 11-13%
Lipidi 4.2-4.6%
Fibra 12-12.8%
Ceneri 3.2-3.6%

L’avena è un cereale comunemente impiegato nell’alimentazione del cavallo, sia come costituente singolo della razione, sia in miscela con altri cereali, sia all’interno di mangimi industriali, dove spesso occupa un’alta percentuale. Viene somministrata dopo essere stata bagnata per limitare la polverosità e ammorbidire il seme. Viene anche utilizzata per l’alimentazione di ovini e suini; anche per i bovini destinati all’ingrasso ma solo in seguito a macinazione. Di maggiore appetibilità risulta il seme schiacciato, il fiocco d’avena, con un valore nutritivo di circa 115 UF ed una percentuale proteica maggiore. Un cavallo del peso di 4-5 q ha bisogno giornalmente di circa 4-5 Kg di avena da dividersi in due somministrazioni.L’avena contiene un’ elevata percentuale di carboidrati, proteine ed un buon contenuto di vitamina B, vitamina A e fosforo. Inoltre le glumette contengono una sostanza, l’avenina, che stimola il sistema neuromuscolare.

Per quanto riguarda le sue funzioni è importante sottolineare che:

– E’ utile per la forza (equini a uso sportivo)
– Fortifica i tendini (equini a uso sportivo)
– Arresta la diarrea
– Stimola la traspirazione
Questo cereale è considerato ottimo per le proprietà stimolanti del tono muscolare, ma un eccesso può provocare fenomeni di acidosi.

Lug

15

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: ,

Expo: io c'ero!!

Bello , bellissimo design, stile, novità, idee innovative…tutto insomma da visitare e non basta un sol giorno. Parcheggio ad Arese, comodissima navetta e con il biglietto dell’avvenuto pagamento del parcheggio, circa 12, ho ricevuto in omaggio alla biglietteria expo due biglietti per ingresso serale che sarebbero costati 10 euro: niente male. Prima visitata al padiglione del Kazakistan provvisto di ventilatori rinfrescanti. Tecnologia, effetti speciali, personale gentile e in uniforme impeccabile uno dei migliori di quelli visitati; anche per la caratteristica struttura esterna. voto 9,5

Francia: faccio un giro di tutto il padiglione per capire l’entrata ma dal Decumano è un susseguirsi di ortaggi che viene voglia di prendere il cestino e cominciare a raccogliere, struttura in legno lamellare (?) bella, curiosa nelle varie nicchie ricavate nel legno delle volte del tetto. Interamente smontabile e rimontatile ottima matrice ecologica, voto 9. Dimenticavo il Decumano per stile, da non sottovalutare la ottima circolazione dell’aria, eleganza, spazi di riposo e di approvvigionamento acqua voto 10: impatto visivo molto scenico, avveniristico e funzionale.

Risultati immagini per decumano expo

Padiglione Haiti : molto simpatici carne per tutti, insalata di pesce, rum ed aranciata balli tipici voto simpaticamente 8

Qatar voto 4 inguardabile

Bello Russia con assaggio colazione a base di cereali, assaggio di vodka ..no grazie vino bianco per me……
Stati Uniti quasi good: belli i pannelli verticali meno i filmati di cui lo scopo a cui era rivolto era poco chiaro..

Iran aromatiche in aiuole molto belle in leggera pendenza e armoniosi con i filmati alle pareti 8+

Italia: non sono riuscito a vederlo: pardon Parlarvi di tutti perderei l’estate a scrivere non ho proprio voglia andate  visitare i padiglione e diffidate di chi parla male dell’Expo è invidioso del successo italiano è uno iettatore patentato, probabilmente. Al limite qualche appunto sul  costo del biglietto decisamente alto per le famiglie numerose. Prezzi? incredibilmente abbordabili con molti caffè ad un euro, gelati a 2, acqua gratis, pizza margherita a 7 euro, nel complesso  decisamente incredibile  in positivo i prezzi praticati in Expo visto che in Italia dove fino a poco tempo fa vigeva la corsa al rincaro per poi dichiarare redditi da terzo mondo. Unico appunto i cornetti e non solo dell’Expo inguardabili ne riparleremo;  i cornetti o brioche italiani sono diventati un concentrato di veleni, sciroppo di glucosio, vanillina, margarina e farine di scarsa qualità  rigorosamente congelate…..vergogniamoci   torniamo al genuino….!

Prima di consumarlo guarda gli ingredienti che ti passa la voglia di toccarlo

campagna a favore del ritorno del “cornetto nostrano”

 

 

 

 

Giu

26

By potatore

Commenti disabilitati su L’erba più verde del vicino

Categories: Giardino

Tags: , , , , ,

L’erba più verde del vicino

Il prato, appena sfalciato, con erba fitta e sottile, oppure cosparso di rugiada che contrasta con le aiuole fiorite, può non essere un sogno ma una realtà se vengono meno le note stonate determinate dalle erbacce che puntualmente rovinano il cotico erboso con il loro sviluppo irregolare e poco gradevole alla vista. In effetti le erbacce o erbe infestanti non sono altro che essenze cresciute in un luogo sbagliato e che in altro ambiente sicuramente avrebbero avuto migliore trattamento. Infatti dente di leone, ortica o gramigna alcune delle infestanti più comuni sono anche delle eccelse piante da erboristeria ma nel prato sono uno dei tanti grattacapi dell’aspirante giardiniere. Le infestanti generalmente vengono divise in due gruppi: al primo fanno parte le annuali e le biennali che generalmente si riproducono per seme mentre al secondo gruppo appartengono le perenni che hanno il loro punto di forza nelle radici di tipo fittonante o rizomatoso. Il primo gruppo da indubbiamente meno problemi per il loro controllo in quando la loro capacità infestante viene velocemente e semplicemente ridotta eseguendo tagli ravvicinati e costanti. Un prato sfalciato mediamente ogni due settimane in condizioni di umidità ottimali e con altezza di taglio non superiore ai 15 mm impedisce che parte delle infestanti spontanee vada in fiore e si riproduca disseminando così il proprio seme; il taglio continuo, inoltre, indebolisce velocemente questo primo gruppo di piante generalmente a foglia larga, e nell’arco dell’anno il numero di piantine infestanti per metro quadro risulta irrisorio e del tutto irrilevante. Diverso è il problema per piante del tipo perenni che possiedono radici fittonanti capaci di immagazzinare notevoli quantità di sostanze di riserva come il dente di leone (Taraxacum officinale) e il romice (Rumex acetosa) oppure di possedere radici rizomatose che se spezzate in segmenti hanno la possibilità di dar vita ad altrettanti piante come la gramigna o ancora come la perniciosa acetosella che produce diversi bulbi minuscoli e abilmente mimetizzati di difficile estirpazione. In questi casi l’estirpazione manuale è il sistema di intervento più diretto utilizzando un coltello a lama lunga o delle apposite zappe che recideranno quanto più in basso possibile la radice asportando le parti tagliate. Anche in questo caso, però, solo la costanza degli interventi darà risultanti certi. Solo con la gramigna ciò potrebbe non bastare e bisognerebbe ricorrere ad un trattamento selettivo con un erbicida sistemico. La presenza di infestanti in ogni caso evidenzia che i lavori preparatori della semina del prato sono stati frettolosi e poco incisivi; infatti la preparazione accurata e le ripetute lavorazioni con un diserbo iniziale o il ricorso alla solarizzazione sono le basi per avere “l’erba più verde del vicino”.

Giu

18

By potatore

1 Comment

Categories: Giardino

Tags: , , , ,

Sua maesta il cerro

 

Famiglia:                                                                                                                             Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglie, a rapida crescita. Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

 

 

 

Giu

3

By potatore

1 Comment

Categories: Agricoltura

Tags: , , , ,

L'orto di giugno!

Con l’arrivo dell’estate parecchie piante sono prossime alla maturazione dei frutti, vedi zucchine, mentre i pomodo­ri piantati precocemente incominciano ad invaiare i frutti la cui dimensione aumenta velocemente. Pertanto gli  interventi irrigui devono essere costanti e abbondanti per evita­re una serie d’inconvenienti quali il marciume apicale del pomodoro o del cocomero, il “tip burn” o necrosi  marginale della lattuga,vfisiopatie legate per lo più  a  squilibri idrici.  L’acqua,  inoltre, non sempre è disponibile  nelle quantità necessarie ed in ogni modo non va sprecata. A tal proposito diversi possono essere gli accorgimenti tesi ad un uso più proficuo delle riserve idriche. Le erbe infe­stanti ad esempio possono essere sfalciate e distribuite sotto pomodoro e zucchine; così facendo si eviterà l’ecces­siva evaporazione dell’acqua, in  quando  l’ombra  creata eviterà che i raggi infrarossi del sole riscaldino eccessi­vamente il terreno con conseguente maggiore evaporazione. Lo spesso strato di strame rallenterà inoltre lo  sviluppo  di ulteriori infestanti. Oltre alle erbe infestanti è possibile utilizzare film di plastica nera o della paglia. Se, invece, non è possibile effettuare tale operazione per motivi diversi, si può sar­chiare leggermente la parte superiore del terreno per rompe­re  le croste superficiali ed interrompere i vasi capillari che permettono la risalita dell’acqua dagli strati più profondi. Ideale, sarebbe poi, posizionare dei contenitori sotto le grondaie al fine di  recuperare l’acqua piovana oppure una tettoia con delle lamiere può  essere costruita appositamente con lo scarico in grossi fusti in  modo  che l’acqua di eventuali acquazzoni possa essere riunita per i periodi di scarsa disponibilità. Altro importante accorgimento è il ricorso all’irrigazione nelle ore mattutine meglio in quelle serali la quale  non deve riguardare tutta la superficie ma spazi ben definiti nel mezzo delle piante.

Mag

21

By potatore

Commenti disabilitati su Creazione di shoin da semi di acero

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Creazione di shoin da semi di acero

Flavio  Amici Del Bonsai Val Seriana

Volevo mostrarvi alcuni scatti di un’esperienza che sto portando avanti da qualche anno. Riguarda la creazione di piccoli shoin di acero palmato partendo da semi. E molto interessante e nello stesso tempo piacevole portare avanti questi piccoli alberelli, oltre alla tecnica corretta la pazienza è la cosa fondamentale. Sono sicuro che una volta visti i risultati crescerà in voi la delusione per non aver piantato altri semi precedentemente. Ora lasciamo da parte le chiacchere e guardiamo le immagini.

Questi sono semi di acero di 3 anni. Anni addietro leggendo un articolo su Bonsai&News ho provato a mettere in pratica il sistema che i maestri giapponesi utilizzano per creare ottimi nebari e ottenere internodi corti già dal primo anno di crescita. Ora non ricordo il numero della rivista ma vi assicuro che è molto interessante e ben spiegato, praticamente già alla nascita delle prime due foglioline viene tolto dalla terra il germoglio e si applica il taglio del fittone con una lametta da barba. Un consiglio piantate diversi semi perchè dopo questo intervento non tutte le piantine vegeteranno.

 

Anno 2009 queste sono le piantine di cui voglio mostrarvi le foto, sei anni sono passati dalla semina. Ne ho piantati cinque per vaso, infatti fin dall’inizio l’idea era di creare dei piccoli boschetti shoin.

2010 dopo il rinvaso, un boschetto l’ho impostato in un vasetto tradizionale, con l’altro come vedrete, ho creato un piccolo paesaggio.

2014 altri quattro anni di paziente lavoro sono passati tra rinvasi, potature e avvolgimenti. Direi non male! Undici anni di coltivazione per arrivare a questo risultato. La strada è ancora lunga ma già si può esporre come pianta di compagnia.

 

Mag

4

By potatore

Commenti disabilitati su Sciopero, sciopero ed ancora sciopero….

Categories: Istruzione

Tags: , , , , ,

Sciopero, sciopero ed ancora sciopero….

Ci siamo già espressi sulla nostra posizione sulla scuola: è il momento di passare dalle parole allo sciopero! Non solo come docente ma in primis come genitore e profondo conoscitore della realtà scolastica mi preme domani partecipare alla giornata di protesta della scuola.

  • no ai super poteri del dirigente scolastico e a modelli di gestione autoritaria

  • subito un piano di assunzioni che assicuri la stabilità del lavoro per tutto il personale docente e ATA impiegato da anni precariamente;

  • organici adeguati al fabbisogno, per un’offerta formativa efficace e di qualità;

  • rinnovo del contratto scaduto da sette anni per una giusta valorizzazione del lavoro nella scuola;

  • no a incursioni per legge su materie soggette a disciplina contrattuale, come le retribuzioni e la mobilità del personale;

  • avvio di una politica di forte investimento su istruzione e formazione

La buona scuola esiste già e il governo non se n’è accorto mancano solo le aule, le palestre, le connessioni internet   e la carta igienica.  L e famiglie autotassandosi in stretto contatto con la classe docente continuano a sopperire a quanto di competenza statale mentre i vari governi ci mettono a disposizioni ministri che poco sanno della realtà scolastica….. Domani si sciopera con l’augurio che  da domani gli insegnanti abbiano una classe con un numero normale di alunni e che non cada niente in testa, una lavagna e un poco di carta … il resto spetterà al buon padre di famiglia e il docente è sempre stato …un buon padre di famiglia.

 

Mag

1

By potatore

Commenti disabilitati su Ben arrivato……

Categories: Potatore news

Tags: , ,

Ben arrivato……

L’evento è arrivato: la lunga attesa è finita!! chiudiamo le polemiche,  i campanilismi, gli egoismi e tutti i vari distinguo. A favore o contrari all’evento  siamo tolleranti con chi la pensa diversamente.  Lasciamo, però, che l’occasione sia la rinascita del nostro Paese e crei pace e serenità  a tutte le nazioni partecipanti. Una vetrina così importante per il nostro paese va valorizzata al meglio e che possa essere da traino per uno sviluppo ecosotenibile e per una gestione corretta del cibo nel pianeta. Auguri Italia!! Auguri Italiani!!

 

 

 

 

 

 

Apr

27

By potatore

Commenti disabilitati su Il rumore delle pentole

Categories: Istruzione

Tags: , , , ,

Il rumore delle pentole

Sono  docente ormai da diversi anni e a mie spese (e lo sottolineo) mi sono aggiornato sulla didattica, sul registro elettronico, sull’utilizzo del tablet (per un’ora e 15 minuti, poi ho desistito perchè ero più preparato del relatore), sui ragazzi con disturbi di apprendimento; e quando ancora niente si sapeva di BES e dislessia avevamo già messo in pratica sistemi per il recupero di questi ragazzi, non riuscendo a capire quale fosse la difficoltà ma ottenendo ottimi risultati con pragmatici sistemi, schemi, riassunti, interrogazioni più frequenti su contenuti limitati. Come Insegnante Tecnico Pratico ho poi insegnato laboratorio di chimica di scienze (7 programmazione diverse, un’ora per 18 classi diverse e relativi consigli), esercitazioni agrarie, esercitazioni di agronomia, di estimo, di meccanica ecc ecc.  Negli ultimi anni a completamento cattedra mi hanno dato una nuova classe di concorso: supplenza! “Per favore prof. vada in 1^c (“facciamo giardinaggio?”), poi in 2^(“ragazzi va bene agronomia?”), 4^c ( le razze caprine), 5^a (alimentazione dei ruminanti), 2^g (etologia animale), 1^h ( esercizi sulle potenze)”. “Prof per 15 giorni mi sostituisce il prof. Zorro (per la privacy) assente per malattia e tralascia il suo orario quando rientra?”,”ok ok ho capito, non ci sono problemi”. Mi sento un jukebox, metti il gettone e canta. In classe però di canto ce n’é poco: spieghi, senti, consigli, motivi, incoraggi, dài consigli sull’alimentazione, fai il buon padre di famiglia… Una parte dei  genitori a casa pensano di delegare alla scuola le incombenze da genitore: “a 13 anni è già grande e può fare da solo”, “mio figlio è un genio”, “mi avete chiamato a scuola per cosa? Uno scherzo innocente…. ha solo dato della troia su Facebook alla sua docente!! Che sarà mai … Sì, ha pure detto “la prof. puzza ma, scusate, chi da giovane non ha insultato i docenti?”.   E io da docente che faccio? consiglio straordinario, sto a sentire le ragioni del ragazzo, quelle del padre saccente e borioso e poi, con tatto e educazione, mi prendo il resto delle osservazioni del genitore, il quale individua nella mia frustrazione tutte le difficoltà del rapporto con il figlio “genio”; e figuriamoci se capirà la sacrosanta punizione che il docente (buon padre di famiglia) con il consiglio di classe somministrerà al buontempone probabilmente male educato. Mentre faccio il tutto con molta dignità e pochi soldi (e senza nessun aumento salariale ormai da quasi un decennio)…che succede? Cambio di ministro, poi un altro e un altro ancora, ma al peggio probabilmente non c’è fine. Il mio ruolo mi impone di ascoltare e io l’ho fatto: ho sentito per intero l’intervista del ministro, l’ho risentita, l’ho seguita alla radio, in tv, sui giornali. Mi sono arreso: io non ho capito nulla, se fosse stato un alunno gli avrei dato 4, spiegato il perchè e mandato al posto. Non ho visto in lui la minima consapevolezza del ruolo di “padre di famiglia” discusso prima, né tantomeno ci ho visto un ministro che avesse la vaga percezione dei problemi della scuola. Per anni ho ascoltato i vari ministri che, tunnel dopo tunnel (frecciatina), hanno divagato su come riformare la scuola: riforma dopo riforma ci troviamo,  non voglio essere assolutamente puritano, col culo di fuori. Basta ascoltare ministri alle prese con problemi di bilancio, si taglino il proprio stipendio, riformino il loro Ministero, ascoltino le problematiche dei docenti seri e che lavorano, e dopo saranno ascoltati. “Per intanto” cara la mia Ministra lei si merita solo … il rumore delle pentole.

Apr

24

By potatore

Commenti disabilitati su Aprile dolce dormire….

Categories: Agricoltura

Aprile dolce dormire….

Aprile, primavera inoltrata, nel semenzaio sono spuntate le piantine, è ora del trapianto. Il trapianto è unapratica  necessaria ma che provoca stress nelle giovani plantule  per cui sono indispensabili alcuni accorgimenti di  base. Ini­zialmente, affinché‚ le coltivazioni abbiano successo è importante preparare bene il letto di semina; il terreno deve  essere soffice, privo di zolle in superficie in modo che  le buche che conterranno le  piantine possano  essere riempite con facilità. Quando le piantine vengono preparate nel proprio orto, al momento  del trapianto esse presentano le radici  nude cioè senza  pane di terra come invece lo sono  quelle  acquistate belle e pronte. In questo caso durante il trapianto  è necessario avere cura delle radichette che essendo fragili rischiano di spezzarsi determinando un più lento accresci­mento della pianta stessa e di conseguenza produzione  più tardiva. A tale scopo è bene ricordare che tale operazione è consigliabile  per cipolle, pomodori, melanzane e  peperoni mentre è da evitare per carote, zucchine, fagiolini, piselli e similari  in virtù dell’apparato radicale  che  anche  se fittonante e notevolmente fragile. In ogni caso, prima di mettere nel terreno le piantine  è necessario fare, tante piccole buche quante sono le piantine a disposizione, successivamente depositare le piantine  in modo che  la  zona del colletto  non  venga eccessivamente interrata ed  avendo cura di far aderire bene il terreno alle radici comprimendolo leggermente. A questo punto bisogna effettuare l’ultima operazione e cioè l’annaffiatura con acqua a temperatura ambiente.   Importante  è che le operazioni di trapianto non vengano fatte nè il mattino nè‚ tantomeno durante le ore più soleggiate della giornata perché‚ in questo modo si favorirebbe l’appas­simento  delle  piantine. E’  dunque  necessario aspettare l’imbrunire o la sera. Se queste operazioni sono state  ese­guite con cura le colture avranno sicuramente successo. Importante un calendario delle semine o dei trapianti in modo da avere produzioni a scalare e non concentrazioni di produzioni che, come nel caso delle specie da foglia, difficilmente possono essere conservate o trasformate

Apr

8

By potatore

Commenti disabilitati su Pioggia benefica!!

Categories: Agricoltura

Tags: , , , , ,

Pioggia benefica!!

Pioggia  benefica!  Le irrigazioni anche se  regolari  ed abbondanti  non sembrano avere lo stesso effetto  sull’orto di  quello  provocato da una abbondante pioggia.  Ristabilire le condizioni ottimali per la crescita  delle  piante è la prima operazione necessaria nell’orto dopo questa meteora. Pertanto un manciata di concime completo e delle lavorazione  super­ficiale con una zappetta hanno il duplice scopo di favorire l’interramento dei concimi e allo stesso tempo di rompe­re  l’eventuale crosta superficiale. Le lavorazioni  dei primi strati del terreno ritardano l’evaporazione  dell’ac­qua che sale per capillarità dagli strati più profondi  e  nello  stesso tempo eliminano sul nascere eventuali  erbe  infestanti. Chi  possiede del  terreno già adeguatamente preparato può tranquillamente provvedere all’impianto di  quelle colture come sedano e cetriolo che  necessitano  di  temperature  più  elevate delle altre colture da  orto. La semina a file per il sedano è  la migliore mentre può risul­tare utile trapiantare le piantine di cetriolo vicino alla eventuale rete di recinzione per dare la possibilità  alla futura pianta di sostenersi e effettuare così, una coltiva­zione in verticale.  Se ciò non fosse possibile, in commercio esistono reti in plastica di facile applicazione che possono essere  utiliz­zate  anche  per altre colture come fagiolini  e  piselli rampicanti. Dagli  inizi del mese in poi, via  libera  al trapianto  di cavoli e cavolfiori  precoci  per raccolte  estive e varietà tardive a raccolta autunnale.  Per le  semine di spinaci e lattughe  occorrerà, invece, stare  attenti ad utilizzare varietà estive

Mar

17

By potatore

Commenti disabilitati su Potatura….da esperti!!

Categories: Agricoltura, Potatore news

Tags: , , , , ,

Potatura….da esperti!!

Potatura: non si parla mai a sufficienza, specialmente in questo periodo in cui è già iniziata la potatura primaverile è, che vede, i giardinieri  e quanti si cimentano  per hobby a questa pratica, alle prese con i mille problemi. Molti sono gli interrogativi che questa attività fa sorgere in coloro i quali si dilettano di giardinaggio: domande alle quali non sempre possibile trovare risposte immediate ed esaurienti. Nostro nostro compito sarà quello di dare indicazioni ai meno esperti in modo che procedano correttamente ad alcuni interventi di una certa importanza per la crescita e mantenimento delle piante trattate. Parlando di potatura, cominciamo a considerare l’aspetto dello sfoltimento di piante di medio sviluppo che, dopo alcuni anni, tendono ad infittirsi e pertanto vanno alleggeriti della chioma in eccesso. Il primo intervento è quello di eliminare da queste piante  tutti i rami che si mostrano deboli o secchi a causa di eventi naturali legate all’andamento meteorologico o semplicemente perché colpiti da problemi relativi alla circolazione della linfa. Si passa quindi alla soppressione di rami paralleli al tronco principale e che tendono a contrastare lo sviluppo centrale della pianta, avendo cura sempre di utilizzare forbici e lame ben affilate. L’attenzione va, quindi posta, a tutti quei rami che si sfregano l’un l’altro è di una certa consistenza. Vanno inoltre asportate  tutti i ricacci lungo il tronco principale fino all’altezza in cui si dipartono le branche principali, di solito  quattro-cinque, o leggermente sopra. In ogni caso è importante che i ricacci debbono essere sempre soppressi, meno che non si debba sostituire una branca mancante o danneggiata. I ricacci sviluppati è alla base del tronco vengono  chiamati polloni e alcuni di questi possono essere  utilizzati come materiale di propagazione per la loro capacità di emettere facilmente radici. Meli da fiore, tigli , ulivi hanno la facile tendenza dei emettere un folto numero di polloni che tendono a togliere preziosa linfa al fusto principale e pertanto vanno prontamente eliminati. Quando si interviene tempestivamente questi possono facilmente essere eliminate strappandoli, tuttavia talvolta è necessario intervenire con le forbici tra l’altro occorre smuovere il terreno sottostante per arrivare alla base dell’asta degli stessi. Altro accorgimento peri rami, di una certa dimensione, è quello di accorciarli inizialmente fino 30- 40 centimetri e il moncone rimasto eliminarlo  tagliando  inizialmente dal basso verso l’alto di alcuni centimetri e successivamente al contrario fino al completo distacco il modo di evitare pericolosi scortecciamenti. Il taglio deve risultare netto e liscio e, se è il caso va ripassato con un coltello in modo di favorire l’azione cicatrizzante della stessa pianta. Infine, ricordarsi di sterilizzare gli attrezzi al fine di evitare la facile trasmissione di malattie tra cui quelle virali. La semplice immersione in alcol e il successivo  passaggio alla fiamma è più che sufficiente per impedire la trasmissione di batteri.

Mar

2

By potatore

Commenti disabilitati su Salvatemi …dall'ignoranza!!

Categories: Potatore news

Tags: , ,

Salvatemi …dall'ignoranza!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb

11

By potatore

Commenti disabilitati su La stagione dei massacri!!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

La stagione dei massacri!!!

Spesso nei viali cittadini nei giardini privati si nota uno dei mezzi propri scempi di alberi e arbusti quotati con tecniche che niente hanno a che vedere con le nozioni generali di al lavori cultura e che fanno impallidire chiunque si occupata sembra di piante. I risultati di tali interventi sono un precoce invecchiamento delle piante che mostrano estese zone di carie tali da interessare completamente la parte interna della pianta fino al midollo centrali che più delle volte si risolve dopo nevicate abbondanti o forti venti nel crollo a terra della pianta stessa. La capitozzatura degli alberi erano una tecnica di potatura in voga negli anni passati e che affatto non poche vittime vegetale sia tale pianta dei viali cittadini e tra i più celebri, per esperti nel settore e, ulivi del Gargano. Gli studi successivi alle nuove concezioni materia hanno dimostrato l’inutilità di tale tecnica un miglio i gravi danni arrecati alla pianta da tagli troppo grossi, di difficile rimarginazione. Facile insediamento di parassiti vegetali e animali che in poco tempo creano danni irreparabili. Purtroppo per motivi diversi quale un mal celato senso estetico che poi non è altro che transitati sveltire le pratiche e di potatura per diminuire i costi oppure le scarse conoscenze sulla sviluppo finale della pianta fanno sì che tale tecnica sia ancora largamente usata. Basta pensare a tal proposito alle betulle che sovente sono presenti nei parchi e i giardini, indubbiamente pianta da superbo sviluppo ed all’impareggiabile bellezza non solo per fusto bianco, diritto ma anche per la rigogliosa vegetazione. Una volta che sia accorge che lo sviluppo della pianta di anno in anno supera i piani delle nostre case o pur avendo una propria bellezza la visuale la luce solo è poco che si interviene con mutilazione e capitozzature terminali che sfasciano completamente la naturale crescita in altezza della pianta. Forse se in partenza si fossero ricercate le caratteristiche della pianta una normale enciclopedia ove si evinceva con estrema facilità che l’altezza media di tali piante è di circa 25 metri e sede dimensione del giardino erano capaci di contenere tale sviluppo sarebbe stato il caso di optare per un atto nocciolo che pur appartenendo alla stessa famiglia botanica della betulla, ha uno sviluppo più contenuto. È certo, poi, che per piccoli interventi all’atto dell’impianto e per eventuali leggeri interventi alla base la betulla non va apportata mai. Identico trattamento per tutte le conifere ad alto fusto agli interventi di potatura devono è esclusivamente interessare la parte bassa della pianta è mai la parte apicale o quella laterale.

Gen

20

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Bonsai di acero …ecco come rinvasarlo!!

Ecco il sapiente  lavoro di arte bonsai fatto dai nostri ” Amici del bonsai della Valle Seriana” nel loro racconto con le puntuali fasi di “lavoro”:

Vi mostriamo alcune fasi del rinvaso fatto in primavera di questo splendido esemplare di acero palmatum che coltivo dal 2012, 12 anni di belle soddisfazioni. Il rinvaso si è svolto durante una lezione che mensilmente facciamo presso la casa del Maestro Tanaka.

Si toglie la terra con delicatezza utilizzando i bastoncini, fase molto importante per ottenere un ottimo nebari togliendo tutta la terra, facendo in modo di poter allineare bene tutte le radici.

Si eliminano tutte le radici cresciute sul fondo del vaso poichè non servono ad una corretta crescita dei rami, in pratica radici troppo allungate portano a cacciate lunghe e nebari non ben formati.

Si posiziona e fissa il vaso tramite il filo di alluminio, alluminio non rame mi raccomando perchè il rame risulta tossico per le radici dei nostri amici bonsai. Che nebari!! Ad ogni rinvaso si gode nel guardarlo. Come si diceva questo esemplare fà parte della una  collezione da 12 anni, ma il maestro partì da seme 30 anni fà!! Che mago!! State certi che in Italia, pardon, in tutta Europa non c’è coltivatore in grado di ottenere questi risultati ( ci  sgriderà per aver fatto questa affermazione, ma è pura verità) Solo durante il viaggio in Giappone abbiamo potuto si è potuto ammirare esemplari simili, con nebari simili. Non c’è niente da fare, come coltivatori sono inimitabili, sono bonsaisti, artisti, maestri di un’altra categoria.

Ultimi ritocchi prima di mettere del muschio o sfagno. Non resta che bagnarla abbondantemente e…

 …dare un ultimo ritocco, la potatura finale, dove occorre.Ola!

Gen

8

By potatore

Commenti disabilitati su Sotto la neve…pane!!

Categories: Giardino

Tags: , , , , , ,

Sotto la neve…pane!!

 

La neve rende più piacevole la stagione invernale e quest’anno non si è fatta attendere, anche se una piccola spruzzata che ha creato, per questo pochi  problemi di viabilità e solo qualche fastidio negli spostamenti ma, anche se per altri versi, è a considerare di indubbia utilità alla campagna ed ai giardini. Il manto nevoso, infatti, protegge i cereali autunno vernino e il manto erboso del giardino dagli eccessivi sbalzi termici. Inoltre la neve sciogliendosi gradualmente arricchisce il prato e l’orto di una notevole quantità di acqua che sarà facilmente trattenuta grazie al potere assorbente del terreno al contrario degli acquazzoni violenti che si verificano talune volte, abbattendosi sul suolo, perché questi non danno tempo allo stesso di assorbire l’acqua piovana che il più delle volte defluisce verso i luoghi di scolo trascinandosi parte delle sostane nutritive che il suolo aveva precedentemente immagazzinato. Con lo scioglimento della neve si noterà che il cotico erboso del prato sarà molto rigoglioso e l’erba sottostante in virtù del calore emanato dal terreno e trattenuto dalla neve, si sarà leggermente accresciuto. Pertanto durante il periodo di scioglimento della neve dovrà essere evitato qualsiasi calpestio il quale non farebbe altro che arrecare notevoli danni non solo perché si sarebbero potuto formare eventuali zone di ghiaccio, ma anche perché il terreno, molto inzuppato, mal sopporta il peso eccessivo e le orme che si vengono a creare, una volte asciugate, formano crostoni duri che pregiudicano il successivo sviluppo dell’erba. Anche alberi ed arbusti non vanno assolutamente mossi ne tanto meno potati in quanto i rami col freddo intenso tendono facilmente a spezzarsi. Gli eventuali interventi cesori vanno indirizzati per rami spezzati dal peso eccessivo della neve e i tagli effettuati, se di grossa entità, vanno inizialmente rifiniti con una lama molto affilata e successivamente protetti con mastici cicatrizzanti. Gli attrezzi utilizzati per il taglio vanno preventivamente disinfettati e l’immersione in alcool e il successivo passaggio alla fiamma è uno dei sistemi più sicuri. Per evitare la trasmissione di malattie crittogame e virus questa operazione va effettuata tutte le volte che si passa da un albero all’altro. Nelle giornate più tiepide e assolate vanno controllati gli arbusti e le piante tenute sotto un film di plastica a protezione del freddo; se all’interno della copertura si è formata molta condensa sarà opportuno rimuoverla o facendola asciugare oppure più semplicemente rivoltando la stessa in modo che la parte umida rimanga all’esterno. Ciò eviterà il formarsi di malattie fungine che notoriamente si sviluppano in presenza di alta umidità e per lo stesso motivo può risultare utile effettuare dei fori nella parte alta della copertura. Per il resto rimaniamo in attesa che arrivi copiosa ed abbondante….

Dic

31

By potatore

Commenti disabilitati su Auguri auguri……!!

Categories: Potatore news

Auguri auguri……!!

Dic

17

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Lo zibibbo …che viene da lontano!!

 

Il moscato di  Pantelleria o Zibibbo ma anche moscato di Alesssandria, vitigno dai molteplici nomi  per i suoi trascorsi nordafricani e dai quali, pare ad opera dei Fenici, sia prodato nella famosa Isola.  Coltivato sugli antichi terrazzamenti arabi tutt’ora presenti sull’Isola di Pantelleria, nel tempo ha avuto  un crescendo di riconoscimenti: in ultimo l’inserimento nella lista Patrimoni dell’Unesco!. Un riconoscimento del tutto particolare visto che è la pratica agricola con cui è allevato sull’Isola ad elevarlo agli annali della gloria. In pratica i vitigni vengono ancora oggi allevati ad alberello e non con le moderne tecniche a spalliera o a tendone e questo permette una supermaturazione particolare delle uve  che spremute senza alcuna aggiunta di alcool danno vita al famoso vino passito! L’Italia detiene i maggiori riconoscimenti dall’Unesco, oltre cinquanta, che danno lustro al nostro passato culturale.  Di seguito l’elenco per chi avesse il piacere di approfondire.

ANNO DI ISCRIZIONE SITO
1979 Arte Rupestre della Val Camonica
1980 (e 1990) Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura *
1980 La Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci
1982 Centro storico di Firenze
1987 Venezia e la sua Laguna
1987 Piazza del Duomo a Pisa
1990 Centro Storico di San Gimignano
1993 I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera
1994 La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto
1995 Centro storico di Siena
1995 Centro storico di Napoli
1995 Crespi d’Adda
1995 Ferrara, città del Rinascimento, e il Delta del Po
1996 Castel del Monte
1996 Trulli di Alberobello
1996 Monumenti paleocristiani di Ravenna
1996 Centro storico di Pienza
1997 La Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l’acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio
1997 Residenze Sabaude
1997 L’Orto botanico di Padova
1997 Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
1997 Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
1997 Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
1997 Costiera Amalfitana
1997 Area Archeologica di Agrigento
1997 La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina
1997 Villaggio Nuragico di Barumini
1998 Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula
1998 Centro Storico di Urbino
1998 Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia
1999 Villa Adriana (Tivoli)
2000 Isole Eolie
2000 Assisi, La Basilica di San Francesco e altri siti Francescani
2000 Città di Verona
2001 Villa d’Este (Tivoli)
2002 Le città tardo barocche della Val di Noto (sud-est della Sicilia)
2003 Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
2003 Monte San Giorgio *
2004 Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia
2004 Val d’Orcia
2005 Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica
2006 Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli
2008 Mantova e Sabbioneta
2008 La ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina *
2009 Dolomiti
2011 I longobardi in Italia. Luoghi di potere
2011 Siti palafitticoli preistorici delle alpi
2013 Ville medicee
2013 Monte Etna
2014 Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato

 

 

Dic

12

By potatore

Commenti disabilitati su Pezzi….. di storia agricola!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Pezzi….. di storia agricola!!

 

316275

 

Decisamente una trattrice storica Portato da due ruote anteriori e da un ruotino posteriore , molto usato negli anni 70-80 sui terreni argillosi del Sud, spesso trainati da vecchi e pesanti cingolati come il Fiat-Allis Ad7 . In realtà, il cingolato in questione, era nato come ruspa e quindi adatto a lavori di spietramento o di formazione di laghetti,  ma spesso anche utilizzato per lavori di aratura. Il tutto a beneficio dei …nostalgici

Dic

5

By potatore

Commenti disabilitati su L'uomo e la …natura

Categories: Potatore news

Tags: , ,

L'uomo e la …natura

E’ alta 300 piedi (91,5 m) questa scala lungo una  parete nelle montagne Taihang in Linzhou (Cina). L’opera dell’uomo sembra convivere con quella della natura–

Nov

27

By potatore

Commenti disabilitati su I lavori di Novembre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , ,

I lavori di Novembre

posted Cristiano

Taglio siepe – In questo periodo si può potare le siepi di piracanta: utilizzare attrezzi affilati ed evitare di intervenire in modo drastico. Va posta molta attenzione ai rami molto spinosi e allo stesso tempo durante le operazioni di taglio verificare lo stato sanitario.

Crisantemi – Ormai cominciano a sfiorire a causa delle intense precipitazioni. Via via che i fiori tenderanno a cadere procedere con il taglio degli steli a pochi centimetri dal suolo: ricacceranno nel prossimo anno.

Ciclamini – In piena fioritura necessitano delle ordinarie cure quali irrigazioni, concimazioni quindicinnali e soppressione delle parti sfiorite delle foglie appassite.

 Viole del pensiero – Chiamate viole di San Giuseppe, in Puglia per il colore simile al mantello del Santo, sono pronte per realizzare coloratissime aiuole fiorite che rimarranno fino alla fine di maggio. Infatti, resistentissimi ai freddi invernali, svolgeranno il loro ciclo colorando allegramente le aiuole invernali nel grigiore generale.

Taglio prato – Procedere con l’ultimo taglio del prato, al nord, e riporre il taglia erba nel box dopo averlo ripulito e spennellato le parti da taglio con diesel: servirà a proteggere dalla ruggine.

Trattamenti antiparassitari – Procedere alla disinfezione degli alberi da frutto, delle aromatiche e di tutte le altre specie presenti nel giardino con prodotti a base di rame. Aggiungere alla soluzione un adesivo come irol.

Nov

19

By potatore

Commenti disabilitati su Il cerro…conosciamolo

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , ,

Il cerro…conosciamolo

 

 

 

 

Famiglia: Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglio, a rapida crescita.Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

Curiosità:  A Lodrino, 750 slm, in Valle Trompia, si conserva un bosco di cerro. Si tratta di una rarità. Il clima freddo dell’arco alpino impedisce la presenza del cerro, tipico dei boschi submediterranei, raramente nella fascia mediterranea. Il clima mite e favorevole di questa area, consente la sopravvivenza della pianta.  Per la particolarità, la zona è detta “Località Cerreto”, toponimo molto comune lungo l’Appennino.

Nov

8

By potatore

Commenti disabilitati su San Martino……

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

San Martino……

 

San…… Novello

Al via la commercializzazione del vino novello che viene fatta coincidere con la festività di San Martino o meglio per legge non può essere commercializzato prima del 6 novembre. Il vino novello si ottiene con il metodo di vinificazione della macerazione carbonica  e oltre alle caratteristiche olfattive particolari, questo tipo di produzione dona al vino un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi. Se ne consiglia un consumo nei primi sei mesi perché poco stabile   accoppiandolo con castagne e con  alimenti a base di farina di castagne come il castagnaccio. Prosit!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov

2

By potatore

Commenti disabilitati su L'orto di Novembre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , ,

L'orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.