Ott

6

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Riprodurre piante da seme..

L’inizio della stagione autunnale è il periodo dell’anno in cui viene prodotta la maggior quantità e la più svariata qualità di frutta, sia di produzione nazionale come albicocche, pesche, agrumi ecc., che di provenienza esotica tipo avocado, datteri e ananas. Per chi lo volesse è possibile utilizzare i semi di tali frutti per ottenere delle piantine che possono essere utilizzate successivamente in casa o nel balcone a scopi ornamentali o anche per avere la possibilità di farle fruttificare in giardino. I semi degli agrumi, ad esempio, molto utilizzati in estate per spremute possono essere facilmente prelevati dalla polpa; il successivo lavaggio in acqua serve a ripulire i tegumenti esterni del seme dagli acidi organici in esso presenti, causa di effetti inibitori e relativa mancata germinazione degli stessi. Dopo il lavaggio, i semi, vanno essiccati per un paio di giorni e quindi posti in un substrato leggero di sabbia e torba in rapporto di 1:1 tenuto costantemente umido ed in ambiente luminoso ma non direttamente esposto ai raggi solari. Bastano due-tre settimane per avere la fuoriuscita delle foglioline dicotiledonari. Successivamente le piantine vanno selezionate avendo cura di eliminare quelle malformate in modo che rimangano, alla fine, quelle che hanno mostrato migliori caratteristiche e velocità di accrescimento oltre che capacità di adattamento alle condizioni climatiche e parassitarie. Con lo stesso sistema possono essere riprodotte piantine di albicocco, pesco, vite, ecc. tenendo sempre conto però che la percentuale di germinazione varia da specie e specie e in talune specie è molto bassa e in alcuni casi non supera il 4%. In tal caso per avere percentuali più alte bisogna intervenire con stratificazioni dei semi in sabbia per 2-3 meli a basse temperature. Per riprodurre piante esotiche come l’avocado, bisogna inizialmente togliere la buccia e recuperare la polpa; quindi distaccato il seme occorre lavarlo per ripulirlo dei residui e subito dopo interrarlo. Importante è che il seme sia posto nel substrato con la parte tondeggiante verso il basso e che lo stesso provenga da un frutto maturo. IL vaso va posto in ambiente luminoso e bagnato con parsimonia e così facendo circa un mese dopo si avrà la nascita della nuova piantina. Nel caso si voglia riprodurre piante tipo ananas che difficilmente producono semi il metodo migliore consiste nel tagliare il ciuffetto che si diparte dall’apice del frutto e interrarlo molto superficialmente e, in considerazione del fatto che è una pianta di climi caldi, va posta in luogo molto luminoso e caldo evitando di inumidire molto il terreno in quanto l’umidità favorisce il marciume e nell’arco di qualche settimana si formano le radici.

Set

25

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Austria e Islanda al top delle rinnovabili

Il Costarica sarà ben presto un paese che ricaverà la sua energia completamente da fonti rinnovabili mentre nella progredita Europa ancora le difficoltà sull’ utilizzo delle rinnovabili viaggia ancora su fasi alterne.  Mentre Austria e Islanda,  sono riusciti ad ottenere produzioni ragguardevoli arrivando alla produzione del l 75% di energia rinnovabile gli altri paese vengono via via staccati. L‘Italia copre solo un 32-33 % proveniente da fonti rinnovabili e pensare che siamo conosciuti come il “Paese del Sole”. Dispiace costatare come l’interesse verso le fonti rinnovabile abbia perso interesse nel nostro paese e gli incentivi statali e spesso la burocrazia e un sistema elettrico non semore adeguato alle richieste limita la diffusione.  Notizia recente la riduzioni degli incentivi sulle piccole produzioni idroelettriche che utilizzano, tra l’altro,  solo tecnoclogia italiana al contrario del fotovoltaico che ci vede deficitari nella produzione di pannelli e inverter e per i quali si ricorre all’importazione. Ridurre gli apporti di anidride carbonica è un fatto determinante per la vita del nostro stesso pianeta e oggi non basta limitare la produzione di energia dal fossile ma occorre fare di più  e in fretta visto gli sconvolgimenti climatici in atto.  il dato positivo è che   “Nel 2020 almeno un chilowattora su tre in Europa sarà generato dalle fonti rinnovabili e a metà secolo, in alcuni paesi, il 100% dell’elettricità sarà verde” scrive Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club, nel suo libro “Due gradi”. Le vecchie regole che riguardano tutti sono sempre validi e non ci devono lasciare inattivi, utilizzare meno l’auto, ridurre il consumo di carne da allevamenti intensivi, fare un uso razionato del’acqua e la cosa piu semplice piantare alberi e circondarsi di “ verde purificatore”.

 

 

Set

13

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Giardino acquatico

Categories: Potatore news

Giardino acquatico

Anche una tinozza può diventare un giardino acquatico basta accontentarsi ma chi dispone di spazi maggiori può creare un vero ecosistema dove pesci e piante in reciproca simbiosi sono la gioia di grandi e piccini. La struttura del laghetto generalmente è formata o da un bacino rivestito da pvc o altro materiate impermeabilizzante atossico oppure da vasche preformate facilmente reperibili nei negozi specializzati che possiedono anche una vasta scelta per dimensioni e forme. Una volta formata la vasca occorre collocare innanzitutto le specie vegetali tenendo presente due punti fondamentali: il numero delle specie da mettere a dimora e la giusta proporzione tra specie galleggianti e specie sommerse. Riguardo il primo punto diversi sono gli aspetti da verificare e tengono presente non solo del rapporto specie-spazio disponibile ma anche la scelta delle specie tenendo conto anche della varietà delle forme e delle tonalità di verde che il fogliame pre-senta. Nella scelta delle specie, inoltre va utilizzata la logica per la quale, in caso di utilizzo di piante a fogliame piccolo, è possibile utilizzare numerose specie, disposte preferibilmente a gruppi; così facendo si otterranno delle aree omogenee sia per colore che per epoca di fioritura. In caso di utilizzo di specie a foglie grandi come Gunnera, Rodgersia e Hosta è necessario, invece utilizzare poche piante ben distanziate tra loro siste-mandole in modo da avere le più grandi dietro come sfondo, e a scalare in avanti quelle più piccole. Per essere certi del risultato, sarà conveniente, prima della definitiva messa a dimora, provare la sistemazione lasciando le piante nei contenitori ed una volta certi interrarle. Per quanto riguarda le specie galleggianti risulta fondamentale la loro presenza per impedire o quantomeno contenere lo sviluppo delle alghe. Ninfee, castagne d’acqua, erba pesce rappresentano alcune possibilità di scelta per i climi più rigidi e vanno zavorrate all’interno di un cestello di plastica pieno di terriccio coperto di ciotoli. Le piante galleggianti devono però non entrare in eccessiva competizione con quelle sommerse che necessitano di luce per svolgere la funzione fondamentale di filtro dell’acqua di sostanze inquinanti che sono la causa dello sviluppo delle alghe. Helodea canadensis, comunissima negli acquari, Hottonia e Ceratophyllum demersum vanno sistemate al fondo con lo stesso sistema delle galleggianti e vanno diradate con lo sfoltimento della chioma in caso di eccessiva vigoria vegetativa. Una volta verificato che il ph dell’acqua sia intorno a 7 possono essere introdotti i pesci. Le specie sono diverse e vanno dai comunissimi pesci rossi alle colorate carpe giapponesi o al Leuciscus idus rilevatore del grado di ossigenazione dell’acqua. L’attenzione va posta sul loro numero e quindi del consumo di ossigeno che in ogni caso può essere migliorato con un gettito di acqua. La loro presenza varia in funzione dei gusti di ognuno ma va tenuto in debito conto oltre all’interesse suscitato nei bambini il controllo sulle zanzare che essi esercitano.

Ago

8

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Specie esotiche.. malattie in arrivo

Categories: Potatore news

Specie esotiche.. malattie in arrivo


L’epoca in cui viviamo è caratterizzata da una certa facilità negli spostamenti. Treni, navi e principalmente aerei danno la possibilità in poco tempo di trasferire nei vari continenti non solo le persone ma anche cose, animali e specie vegetali. Inizialmente il trasporto merci interessava mercanzie come le spezie e altri prodotti di natura alimentare ma successivamente con il migliorare del tenore di vita si è assistito ad un trasferimento sempre più massiccio di specie vegetali esotiche che le nuove conoscenze agronomiche hanno permesso di coltivare anche a latitudini molto diverse da quelle d’origine. Forse tra le specie da frutta quello che ha la maggiore diffusione è il Kiwi e l’Italia è diventato in breve tempo tra i principali produttori al mondo mentre per alti generi la diffusione è stata meno accentuata ma sicuramente molto varia. Le specie floricole tropicali, in virtù delle pregevoli caratteristiche trovano sempre più spazio tra le piante coltivate sia all’aperto che in luoghi chiusi e, ogni giorno, le vetrine dei fioristi si arricchiscono di nuove specie che riescono facilmente ad attrarre l’attenzione del “consumatore” sempre più esigente. Dal Brasile, già da molti anni, è arrivata anche la gloxinia, pianta molto interessante per la produzione di vasi fioriti primaverili-estivi con grande effetto decorativo e appartenente alla famiglia delle Gesneriacee. Tale famiglia comprende piante erbacee, arbustive e arboree (circa 100 generi) tra i quali molto conosciuta è anche la violetta africana o Saintpaulia dalle foglie pelose, carnose e fiori con varia gamma di colori. Alcune caratteristiche accomunano le due piante come la forma della foglia ovato-oblunga anche se il lembo è molto più grande nella gloxinia ma i fiori di quest’ultima fanno la differenza in quanto sono sicuramente molto appariscenti, lunghi 5-10 cm, campanulati e con colori molto accesi viola o porpora, ricchi di screziature e nei quali all’interno anche le parti riproduttive come stami e pistilli di colore bianco concorrono alla maestosa bellezza. Ridotta a sei-sette giorni la durata del fiore, ha la particolarità di lasciare cadere la parte a campanula che si stacca di netto dal ricettacolo mentre alla base è già pronta una nuova infiorescenza.
Oltre alla durata del fiore ridotta, risulta anche abbastanza breve l’intero ciclo della pianta stessa (5-6 mesi) e per favorire la continua emissione di fiore conviene sempre asportare i piccoli peduncoli dei fiori rimasti ormai spogli. Il substrato adatto alla coltivazione deve essere leggermente acido (Ph 6-6,5) e ricco di sostanza organica ben decomposta; torba e terriccio di foglie in parti uguali con l’integrazione di un concime completo in misura di 2 gr/l risultano ottimale. Tale miscuglio poroso e permeabile favorisce anche un buon drenaggio che evita indesiderati ristagni. Molto importante risulta l’irrigazione che deve essere effettuata con acqua temperata per evitare sbalzi termici a cui risulta molto sensibile la pianta. In ultimo, da non sottovalutare, è il fatto che le specie importate spesso sono foriere di guai in quanto portatrici di malattie;  il nostro habitat non sempre riesce a far fronte a queste forme patogene e il punteruolo rosso delle palme,  la Xella degli ulivi o la Tristeza degli agrumi ne sono purtroppo esempio attuale

Lug

4

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Idee composizioni da copiare…

Categories: Potatore news

Idee composizioni da copiare…

Piccolo esempio di composizione molto colorata, di facile realizzazione e dall’effetto estetico molto bello. Il contenitore ovviamente è solo uno delle tante possibili soluzioni che vanno dal vaso di coccio, di varia forma e altezza, a vecchi contenitori in lamierino smaltato o con evidenti segni di ruggine.  La scelta può anche ricadere vasi sospesi di varie forme e colori ma vanno messi a ridosso di una parete  e i contenitori di profondi almeno 50 cm. Le specie  utilizzate in questo caso sono tre e primeggia come si vede chiaramente la cinca major variegata che nel vaso tende a ricadere e per molti versi ne maschera ampi tratti. La Pachysandra, specie rizomatosa e tappezzante è la seconda specie dal verde intenso ma che nel breve tempo tenderà a riempire tutte le zone del vaso e il senso di altezza viene garantito da un Cupressus-goldcrest facilmente reperibile nei vivai ma anche nei supermercati. visto che la composizione è duratura nel tempo niente vieta di aggiungere a seconda delle stagioni un punto di ulteriore colore con una pianta fiorita di stagione come bocca di leoni, salvia ornamentale, primule, o altre specie che , però non siano troppo invasive. A voi la realizzazione…..

Lug

2

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Dal produttore al consumatore: che prezzi!!!

Categories: Potatore news

Dal produttore al consumatore: che prezzi!!!

Pomodori a 6 euro, ciliegie ad otto, formaggio di capra a 39 euro questi alcuni esempi di un mercato a km zero: vado decisamente al supermercato. Vendere direttamente per gli agricoltori e quello di proporre prodotti a prezzi da fantascienza.  Un parmigiano o grano con stagionatura oltre i 36 mesi normalmente tra i 15  e 18 euro e mi chiedo come si può proporre un formaggio di capra a un prezzo superiore a questo visto la qualità decisamente inferiore ( confermo inferiore) e con la sola differenza che è piu digeribile rispetto alla generalità dei formaggi in commercio ma anche il parmigiano stagionato non è secondo a nessuno per digeribilità. E allora come mai rifornirsi dal produttore mi costa decisamente i 500% o giù di li in più? Alla fonte prugne arance, albicocche, nettarine e pesche, arance vengono venduta dall’agricoltore a prezzi che di solito che non superano i 30-40 cent al chilo. Supermercato lievitano con medi sopra i due euro direttamente dal produttore sul lungomare di Finale Ligure come nel centro di Bergamo per fare solo alcuni esempi assistiamo ad autentiche esplosioni di fantasia di vendita. EHHH ma sono buone,,, sono appena raccolte…..abbiamo un alta qualità!!!. Compro un kg di ciliegie a 5 euro e una vaschetta di ribes in una azienda agricola dai bei titoloni e portati a casa :sapevano di …niente. Mi reco al mercato ortofrutticolo di Bergamo il sabato successivo  compro una serie di cassette tra frutta e verdura tra cui due cassettine di circa 4 kg di ciliege ad…un euro e sii buonissime ottimo tutto ….si d’accordo il paragone non è corretto ma vorrei far capire perchè comprare a caro prezzo dal produttore se poi lo stesso svende al commerciante? la via di mezzo è auspicabile come una maggiore attenzione alle modalità di vendita tra produttori e consumatori…vi lascio a pensare

Giu

29

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Nel pieno dei lavori orticoli: l’orto non va in vacanza

Categories: Potatore news

Nel pieno dei lavori orticoli: l’orto non va in vacanza

Con  l’arrivo di giugno le giornate raggiungono  la  loro massima  durata. Il giorno così lungo permette alla  vegetazione dell’orto di accrescersi con una velocità sorprendente richiedendo cure costanti e ravvicinate. Bisogna controllare la  colorazione  della vegetazione e nel  caso di tonalità troppo  chiare  intervenire con nitrato di sodio  o solfato ammonico  in dosi modeste distribuite su tutto il terreno  e senza  interessare le foglie  che  altrimenti  rimarrebbero scottate. Le piogge del mese scorso hanno sicuramente rinvigorito le erbe infestanti che andranno tolte e possibilmente interrate selezionando  quelle  di interesse terapeutico come malva, ortiche, le radici di bardana, camomilla ecc. che una  volta essiccate  all’ombra saranno preziose per infusi e  decotti. E’  possibile trapiantare all’aperto il sedano,  sicuramente una delle più esigenti piante dal punto di vista  termico. Il  terreno  utilizzato deve essere molto  soffice  affinchè possa essere rincalzato peer l’imbianchimento. Altre  semine possono  essere  effettuate  con  radicchio  estivo, cavolo invernale, rape, fagiolini e fagioli rampicanti. Per  quest’ultimi  può essere riservato  eventualmente  il terreno vicino alla recinzione in modo da far sviluppare  la pianta  sulla rete. La semina a dimora verrà fatta con  una quantità di seme leggermente superiore alle dosi consigliate per la coltivazione in modo di poter eventualmente  selezionare le plantule nate e tener conto dei semi non germinati. Se invece si intende trapiantare direttamente le pianti­ne  con 2-3 foglie è conveniente rimandare di una decina  di giorni. Le  piantine  di pomodoro, melanzana e cetrioli  ormai  in fase avanzata di crescita vanno continuamente  gradualmente scacchiate  sopprimendo  tutti  i germogli  ascellari  e  le foglie basali in modo che i frutti prodotti  successivamente siano completamente spogliati dalle foglie rendendo omogenea la maturazione.

Giu

20

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Stagione che vai….fiori che trovi

Categories: Potatore news

Stagione che vai….fiori che trovi

 

Ogni stagione e in particolare ogni mese si caratterizza per la fioritura di determinate specie di piante; basti pensare a Maggio indiscusso mese delle rose, Novembre il mese dei crisantemi o Dicembre che essendo il mese natalizio è noto per la fioritura delle Stelle di Natale. Sicuramente le mutate condizioni di vita hanno permesso di porre l’attenzione alla bellezza degli interni e pertanto hanno favorito la coltivazione in casa o nei luoghi di lavoro di varie specie atte proprio a rendere tali posti più piacevoli alla vista. Eccetto per i crisantemi che al contrario di altri paesi nei quali sono utilizzati anche per gli addobbi matrimoniali, in Italia vengono ritenuti come “fiori dei morti,” la maggioranza delle piante da fiore viene forzata per ottenere produzioni che soddisfino le sempre crescenti richieste di mercato e fioriture che si protraggono per l’intero anno come ad esempio per le rose. Novembre potrebbe sembrare un mese parco di fiori ma non sicuramente di colori, infatti basta guardare le immense tonalità che caratterizzano la caduta delle foglie che accompagna l’autunno nei giardini e nei parchi, e il ciclamino che da solo riesce a com-pensare la poca disponibilità altre specie. I suoi fiori bianchi, rossi e lilla solitari e con lunghi peduncoli, le foglie a cuore rossastre nella parte inferiore e chiazzate in quella superiore con lunghi piccioli li rendono particolarmente decorativi e adatti in ogni circostanza. I ciclamini, appartenenti alla famiglia delle Primulacee e originari del bacino del Mediterraneo e dell’Asia Minore, vivono nel sottobosco ad altitudine compresa tra i 400 e 800 metri sul livello del mare. Pertanto prediligono temperature comprese tra i 10-11 gradi notturni e i 14-16 massimi durante la giornata con bassa luminosità e umidità relativa molto alta. Diverse sono le varietà commerciali che si distinguono per la colorazione e l’abbondanza di fioritura e inoltre per lo sviluppo fogliare. In natura il ciclamino è una pianta perenne provvista di un grosso tubero globoso molto velenoso mentre per le coltivazioni si preferisce propagarlo per seme nel periodo Settembre-Ottobre per ottenere piante fiorite nell’inverno successivo nelle colture a ciclo lungo 12-14 mesi mentre si semina a Dicembre-Gennaio per le colture a ciclo breve. Se le piantine vengono tenute in appartamento durante la fioritura vanno tenute a temperature non troppo elevate e sistemate su uno strato di argilla espansa immerso nell’acqua in modo di mantenere elevata l’umidità dell’aria e per lo stesso motivo vanno bagnate leggermente e molto spesso. Con la primavera le piantine vanno rinvasate aumentando la dimensione del vaso e utilizzando un terriccio di foglie semidecomposte ricche di calcio.

Giu

4

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Fertilizzanti per l’orto/giardino? Cominciamo a conoscerli

Categories: Potatore news

Fertilizzanti per l’orto/giardino? Cominciamo a conoscerli

 

 

I fertilizzanti si suddividono in : • concimi : si intende qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale od organica, idonea a fornire alle colture l’elemento o gli elementi nutritivi queste necessarie per lo svolgimento del loro ciclo vegetativo e produttivo, secondo le norme e le soluzioni prescritte per legge. • Ammendante migliora le proprietà e le caratteristiche fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno • Correttivo : migliora le proprietà e le caratteristiche chimiche di un terreno.


Il letame è il più completo dei concimi organici misti. Il suo uso va ben oltre il solo apporto di elementi nutritivi ,ma contribuisce alla formazione della sostanza organica del terreno con tutti i relativi benefici. Risulta dalla mescolanza delle deiezioni solide e liquide degli animali domestici con la lettiera e non ha naturalmente composizione fissa, ma variabile a seconda della specie di animale domestico da cui si ottiene, dall’alimentazione e destinazione degli animali stessi ( latte, carne ) e della composizione della lettiera. Per esempio le deiezioni dei cavalli sono più concentrate, meno acquose di quelle dei bovini, che invece forniscono un letame lento di azione . Anche la composizione della lettiera, che può contenere paglia, foglie, torba, segatura influisce notevolmente sull’efficacia finale del letame; talvolta la lettiera, oltre a favorire l’assorbimento delle feci liquide , aumenta il valore fertilizzante per il suo alto contenuto in azoto. Il letame per essere utilizzato deve essere maturo cioè devono trascorrere alcuni mesi in modo che la decomposizione avvenga in concimaia dando modo poi ai microorganismi del terreno di accelerare la loro azione di trasformazione. E’ impiegato, inoltre, nella preparazione di letti caldi e terricciati. Tra altri concimi organici possiamo annoverare anche il  guano 3% di azoto, la pollina, letame di cavallo, di pecora, di suino. La differenza tra questi sta sul contenuto di acqua e con il crescere di questa nella composizione diminuisce il contenuto di elementi al suo interno. Il letame animale non contiene mai elevati quantità di elementi nutritivi e per intenderci la quantità di azoto non è mai superiore al 4-5% ma ha il vantaggio di avere presenti la totalità di elementi nutritivi  necessari alla pianta e sono capaci di migliorare tutte  le proprietà fisiche e chimiche.

Allo stesso modo anche il compost prodotto  negli orti  e nei giardini ottiene lo stesso effetto migliorativo del letame visto che a tutti gli effetti un composto organico

 

Mag

30

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Salviamo dalla plastica il Mediterraneo

Categories: Potatore news

Salviamo dalla plastica il Mediterraneo

Io cosa posso fare? Tutti siamo responsabili con i nostri comportamenti e cattive abitudini ad inquinare di plastica l’ambiente salvo, poi, definirci ecologisti e protettori dell’ambiente. Se utilizziamo piccoli accorgimenti quotidiani diamo una svolta significativa alla protezione dell’ambiente dalla plastica.  Ecco cosa fare:

Via all’utilizzo di acqua in bottiglia se proprio non ne possiamo fare a meno utilizziamo il vetro..

Niente utilizzo di cotton fioc l’odioso bastoncino di ovatta che viene ritrovato ovunque e in particolare nel mare

In spiaggia evitiamo di portare il caffè nei biccherini di plastica che inevitabilmente vengono trascinati dal vento

Evitare l’uso di cannucce e altre guarnizioni per aperitivi e similari riusciamo a bere anche senza cannuccia ..spero.  Oltre a queste piccoli accorgimenti tralasciamo di approfondire altre operazione come quella di fare la doccia al posto del bagno, ridurre lo scarico del water ma anche utilizzare lavastoviglie in classe A al posto di lavare le stoviglie a mano decisamente con maggiore spreco di acqua.

Sacchetti in plastica ormai fuori dall’uso per tutti? Se mettiamo in pratica quanto sopra avremmo un benefizio ambientale notevole e in breve tempo mentre è più facile dare la colpa agli altri per  altri  dei nostri comportamenti antiecologici. Se poi vogliamo esagerare nella protezione dell’ambiente e del microclima basta mettere qualche pianta in balcone o semplicemente alla finestre. Vi sembra poco? Provate a guardare piani e piani di cemento e finestre e viceversa palazzoni dove vi sono piante e fiori e specie verdi. L’impatto visivo e la vivibilità dell’aria e decisamente inimmaginabile. Ricordate i piccoli comportamenti quotidiani danno effetto immediato e nel Mediterraneo continuerà ad esserci più pesci che….plastica.

Mag

28

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Prepararsi ai lavori di giugno

Categories: Potatore news

Prepararsi ai lavori di giugno

Siepi – Con l’arrivo di Giugno bisogna procedere al primo  taglio delle siepi. Il taglio deve accorciare di un terzo i nuovi germo­gli se trattasi di piante in accrescimento e molto energico  per le siepi dallo sviluppo poco rigoglioso.

Fiori e fronde secchi – Da giugno ad Agosto possibile provvedere  alla  semina della lunaria o “monete del papa”.  Le  piantine così  ottenute saranno pronte per l’anno successivo e  una  volta seccate sono l’ideale per composizioni di fiori secchi.

Piante in vaso – I vasi in plastica, con l’arrivo di  temperatura elevate, tendono facilmente a riscaldarsi eccessivamente  creando un ambiente poco ideale alle piante ivi contenute. L’utilizzo  di portavasi in vimini può risultare una valida soluzione.

Prato – I temporali estivi e le zone troppo umide e poco areate sono la causa della comparsa di zone di muschio sul prato. Sempre valido l’utilizzo di un anti-muschio ma il problema va risolto, preventivamente, con lavori di areazione del prato.

Piante da frutta – Le piante di pesco che hanno già prodotto, possono essere prepotate. Si tratta in pratica di effettuare degli interventi di diradamento che favoriranno la lignificazione e l’irrobustimento dei rami che produrranno l’anno successivo.

Piante d’appartamento – Le piante in casa devono essere poste in luogo molto luminoso e lontano dalla luce diretta del sole. Per le piante di origine tropicale la nebulizzazione delle foglie con acqua non calcarea sarà necessaria nelle giornate troppo secche

 

Mag

21

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Progettiamo il futuro giardino

Categories: Potatore news

Progettiamo il futuro giardino

Nella progettazione di un giardino la collocazione degli alberi in un giardino in genere è una delle decisioni più importanti che un giardiniere deve prendere. In giardini di dimensioni ridotte, infatti, un albero può risultare il punto focale dell’intera realizzazione mentre in quelli di dimensioni maggiori la possibilità di metterne a dimora diversi risulta di importanza primaria per il definitivo stile che l’opera deve assumere. Prima di qualsiasi intervento occorre conoscere in modo preciso le caratteristiche della specie da impiantare, l’altezza al massimo sviluppo, la velocità di crescita, la colorazione del fogliame, la presenza di infruttescenze e infine ma non ultimo se è deciduo o sempreverde. Partendo da quest’ultimo aspetto le considerazioni da effettuare sono diverse e riguardano alcuni aspetti pratici che molte volte inizialmente non vengono considerati ma che successivamente diventano autentici problemi. Basti pensare all’enorme massa di fogliame che un acero o un platano lascia cadere a terra durante l’autunno e che, in alcune condizioni crea seri problemi di smaltimento. Se in famiglia si ha disponibilità di un mezzo cassonato o furgonato il problema può essere facilmente risolvibile altrimenti occorre rivolgersi a terzi con il conseguente aumento dei costi. L’utilizzo di specie sempreverdi come il classico abete sistemato in giardino dopo l’utilizzo natalizio, non è indenne da risvolti negativi se posto in giardini di proporzioni non adeguate. E’ vero che non darà problemi per quanto riguarda la produzione di foglie o di residui di potatura ma è anche vero che può divenire un presenza gravosa se si pensa al notevole sviluppo di questa pianta che, nel corso degli anni, può creare eccessive zone di ombra e ostacolare la crescita delle piante limitrofe. Con ciò non si vuole esprimere una contrarietà nell’utilizzo in giardino di queste specie ma semplicemente anticipare risvolti negativi che si possono avere dell’utilizzo in condizioni non idonee. Non è quindi in discussione la bellezza del fogliame di un acero o l’elegante portamento di un abete che tra l’altro in questa regione trovano condizioni ambientali tali da permettere uno sviluppo a dir poco superbo o di qualsiasi altra pianta. Va garantito, però, per ogni specie giusti spazi di accrescimento tali da evitare la competizione con le altre specie presenti. Non va, inoltre, tralasciato che il notevole sviluppo raggiunto da alcune piante, sia dell’apparato radicale che della chioma, può apportare notevoli problemi agli edifici circostanti e alle strutture ad esse connesse. Infatti non raramente può capitare che apparati radicali con notevole sviluppo creino danno alle tubazioni interrate nel giardino o ai vialetti cementati. Altro aspetto da non sottovalutare è la produzione di infruttescenze che molte piante, una volta raggiunto il pieno sviluppo, spargono sul prato sottostante. Oltre all’abbondanza e quindi alla necessità di doverle smaltire è frequente che taluni di questi, come nel caso del tasso e del maggiociondolo, danno luogo a semi velenosi che possono essere facilmente ingeriti da bambini che frequentano il giardino.

Mag

18

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Rose rosa e rampicanti

Categories: Potatore news

Rose rosa e rampicanti

Rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa….prima declinazione latina  di una specie da fiore che non ha bisogno di presentazioni. Si posta questa foto perché se osservata  con attenzione da una soluzione molto bella su come impalcare le rose rampicanti. Infatti l’arbusto è sostenuto da una griglia  in ferro leggero circolare pitturata in verde. Questo permette il completo e armonioso sviluppo dell’arbusto ed evita continue legature. Inoltre la struttura di sostegno non impatta visivamente  la bellezza della piante e non da l’idea della “costrizione” che generalmente accomuna le piante con sistemi di allevamento” obbligati”.

 

Mag

17

By Il Potatore

Commenti disabilitati su L’orto di Maggio

Categories: Potatore news

L’orto di Maggio

 

Maggio  con clima altalenante, e ancora alla metà del mese si sono toccate temperaturae vicine ai 10 gradi decisamente poco usuali per la stagione. La temperatura  fredda e l’elevata  umidità  dell’aria  ha comporta uno sviluppo molto  accentuato  di  parassiti animali come afidi e la comparsa di infestazione di natura crittogamica come oidio  e peronospera. Gli interventi primari da effettuare nell’orto sono principalmente tesi ad controllare le varie infestazioni e ad utilizzare fungicidi come  poltiglia bordolese pronta o ossicloruro di rame che diventano indispensabili per prevenire o curare le malattie più comuni  di natura crittogamica. Per quanto riguarda invece gli afidi se lo sviluppo è tale che le docce non sortiscono alcuno effetto si può intervenire con una soluzione di sapone molle e alcool denaturato (1%). Nei casi  di infestazioni molto accentuata occorre intervenire con  insetticidi  specifici e con azione prolungata. Molto scrupolose devono essere le norme di utilizzo in caso di prodotti chimici: i trattamenti devono essere effettuati con mascherine protettive e guanti, non vanno effettuati in presenza  di vento o di vegetazione bagnata che  diluirebbe eccessivamente il principio attivo ed infine, vanno rispet­tati i tempi di carenza, ben evidenziate  sulle etichette del prodotto utilizzato. Nel caso di colture come zucchine in cui la maturazione dei frutti avviene costantemente, prima di procedere ad un trattamento aficida occorre raccogliere tutti i tralasciando quelli con diametro incommestibile e successi­vamente procedere al trattamento con un prodotto aficida che abbia un tempodi azione molto limitato (tre-quattro giorni circa). In questo modo, superato il tempo consi­gliato, il principio attivo ha ormai finito la sua azione e si è già degradato all’interno delle piante rendendo possibile la continuazione della raccolta dei frutti senza perdita di prodotto

Mag

16

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il rosario in giardino

Categories: Potatore news

Il rosario in giardino

Piacevoli usanze che piano piano tendono, ahimè, a scomparire ma di cui se ne avverte la enorme necessità. Una occasione di incontro religioso che oltre a nutrire l’anima, senza peccare , può anche nutrire la vanità del padrone di casa.  Ecco cosa fare per non farsi trovare impreparati in tali eventi.  Sfalciare il prato  tre quattro giorni precedenti all’evento in modo da trovare il prato perfettamente verde, nel mese precedente riempire ciotole e vasi di fiori in modo di avere punti di colori  piacevoli e rilassanti,  verificare lo stato sanitario delle specie presenti in giardino in modo da non avere sorprese  nei giorni precedenti con attacchi massicci di  afidi o altre malattia. Ad esempio, la bolla del pesco, lascia il fogliame con vistose macchie necrotiche fortemente impattante alla visuale.  L’occasione di ricevere in giardino un gruppo di  visitatori sarà lo stimolo a curare anche quei particolari che generalmente vengono tralasciati o rimandati ma che una volta eseguiti danno al giardino un aspetto gradevole e curato. Nella foto un’altro pregevole esempio di composizione fatta con spighe verdi di orzo e rose  sia tea che rosse.

 

Mag

14

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Composizioni…in casa

Categories: Potatore news

Composizioni…in casa

Ecco un idea di arredo verde e con poca spesa. Poche rose raccolte in giardino rosse, rosa,  tea poco importa ma con una bella guarnizione di spighe di orzo che danno un tocco finale di stagionalità. Rivalutare e ricorre ad idee nuove e poco costose in casa, la rende più vivibile e al tempo stesso da quel senso di familiarità e calore che tendo a scomparire a casa per effetto della presenza di troppi elettrodomestici e computer.  Dopo il boom dei pomposi vasi di rose rosse (oggi costosissime) il ricorso a specie prataiole o erbacce spontanee come guarnizione con abbinamento di pochi fiori nei vasi di fiori recisi  tendono a rendere più allettante il trascorso in casa. Il verde è notorio  che calma e ha una funzione rilassante, specialmente in casa, e allora? Perché privarsene? Mi prometto di tornare sull’argomento con nuove idee ….

Apr

16

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Diserbo…con cautela

Categories: Potatore news

Diserbo…con cautela

 

Il prato, appena sfalciato, con erba fitta e sottile, oppure cosparso di rugiada che contrasta con le aiuole fiorite può non essere un sogno ma una realtà se vengono meno le note stonate determinate dalle erbacce che puntualmente rovinano il cotico erboso con il loro sviluppo irregolare e poco gradevole alla vista. In effetti le erbacce o erbe infestanti non sono altro che essenze cresciute in un luogo sbagliato e che in altro ambiente sicuramente avrebbero avuto migliore trattamento. Infatti dente di leone, ortica o gramigna alcune delle infestanti più comuni sono anche delle eccelse piante da erboristeria ma nel prato sono uno dei tanti grattacapi dell’aspirante giardiniere. Le infestanti generalmente vengono divise in due gruppi: al primo fanno parte le annuali e le biennali che generalmente si riproducono per seme mentre al secondo gruppo appartengono le perenni che hanno il loro punto di forza nelle radici di tipo fittonante o rizomatoso. Il primo gruppo da indubbiamente meno problemi per il loro controllo in quando la loro capacità infestante viene velocemente e semplicemente ridotta eseguendo tagli ravvicinati e costanti. Un prato sfalciato mediamente ogni due settimane in condizioni di umidità ottimali e con altezza di taglio non superiore ai 15 mm impedisce che parte delle infestanti spontanee vada in fiore e si riproduca disseminando così il proprio seme; il taglio continuo, inoltre, indebolisce velocemente questo primo gruppo di piante generalmente a foglia larga, e nell’arco dell’anno il numero di piantine infestanti per metro quadro risulta irrisorio e del tutto irrilevante. Diverso è il problema per piante del tipo perenni che possiedono radici fittonanti capaci di immagazzinare notevoli quantità di sostanze di riserva come il dente di leone (Taraxacum officinale) e il romice (Rumex acetosa) oppure di possedere radici rizomatose che se spezzate in segmenti hanno la possibilità di dar vita ad altrettanti piante come la gramigna o ancora come la perniciosa acetosella che produce diversi bulbi minuscoli e abilmente mimetizzati di difficile estirpazione. In questi casi l’estirpazione manuale è il sistema di intervento più diretto utilizzando un coltello a lama lunga o delle apposite zappe che recideranno quanto più in basso possibile la radice asportando le parti tagliate. Anche in questo caso, però, solo la costanza degli interventi darà risultanti certi. Solo con la gramigna ciò potrebbe non bastare e bisognerebbe ricorrere ad un trattamento selettivo con un erbicida sistemico. La presenza di infestanti in ogni caso evidenzia che i lavori preparatori della semina del prato sono stati frettolosi e poco incisivi; infatti la preparazione accurata e le ripetute lavorazioni con un diserbo iniziale o il ricorso alla solarizzazione sono le basi per avere “l’erba più verde del vicino”.

Feb

19

By Il Potatore

Commenti disabilitati su La tecnica di base della potatura

Categories: Potatore news

La tecnica di base della potatura

C’è chi sostiene che le piante cessano momentaneamente le funzioni vitali quando si avvicina qualcuno che può arrecare loro del danno e se la teoria è esatta di qui a pochi giorni vi saranno numerosi arresti cardiaci” : e in arrivo il periodo delle potatura, che talvolta si può trasformare nella stagione dei massacri. Motivo per attenersi ad un vademecum affinché vengono evitati certi eccessi che hanno caratterizzato gli anni passati e per i quali hanno fatto le spese splendidi e maestosi esemplare non solo dei viali cittadini, per alcuni versi giustificabile ma soprattutto nei giardini e i parchi. La regola fondamentale è ricordare che migliora potatura e quella che non si vede l’abilità del portatore deve essere misurata non dai vistosi è numerosi tagli effettuati ma al contrario da un maggior numero di interventi di ridotta entità che i ritardi sbilanciare eccessivamente il rapporto tra parte aerea è parte radicale. In questo ultimo caso la professionalità richiederà un maggiore numero di ore ma longevità e la funzionalità della pianta abbondantemente nel tempo perduto. I tagli devono essere effettuati di netto e senza slabbrature di corteccia in modo che anche l’acqua piovana non ristagni sulla ferita è la stessa pianta le è possa rimarginare con facilità. L’utilizzo di mastici, pece o qualsiasi altro preparato commerciale non riparerà il danno effettuato da un taglio disarticolato che non ha rispettato la zona del collare in quanto troppo filo con un tronco o al contrario di allacciato un inutile moncherino. A tal proposito sarà utile ricercare su un qualsiasi testo di giardinaggio come effettuare il cosiddetto taglio di ritorno su un ramo, e in modo che lo stesso mantenga la capacità di ripresa nonostante venga notevolmente accorciato. Prima di procedere ai vari tagli consiglio migliore è quello di valutare attentamente il rigoglio vegetativo della pianta in oggetto. Una eccessiva presenza di rami vigorosi non è segno di buona salute anzi vuol dire che la pianta è stata potata drasticamente e pertanto non va fatto stesso errore. Al contrario uno sviluppo stentato è poco rigoglioso sta ad indicare una scarsa capacità di assorbimento radicale che deve essere compensato con una riduzione molto più energica della chioma. Una volta stabilito se potare poco al contrario molto è beni iniziale sembra dalle parti interne più basse a quelle più è alto togliendo i inizialmente, specialmente se trattasi di pianta giovane, tutte le forcelle che, notoriamente, alla crescita, che tendono a diventare una è zona di debolezza e di improvvisi crolli. Il resto presuppone una minima conoscenza delle gemme a fiore e viceversa delle gemme adibiti alla produzione di getti a foglie. Vanno portate tutte le piante da frutto come pere e pesche per le quali è meglio portarle anche male piuttosto che non farlo affatto; richiedono interventi minori o quantomeno meno costanti susini, albicocche e kaki Per i quali è meglio, al contrario delle precedenti, non parla affatto piuttosto che portarli male.

Nov

21

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il prato più …bello

Categories: Potatore news

Il prato più …bello

Il periodo autunnale è uno dei migliori, per via delle temperature decisamente miti, per il rifacimento o la creazione dei nuovi prati. L’erba fitta e perfettamente sfalciata, carica di rugiada contrasta piacevolmente con bordure e aiuole fiorite, inoltre un prato folto e rigoglioso determina in misura rilevante la bellezza di ogni angolo verde piccolo o grande che sia. Realmente non esiste un modo per finire velocemente un prato che duri nel tempo ma occorrono una serie di cure continue che tengano conto delle caratteristiche climatiche e pedologiche che come tutti sanno variano di località in località e talvolta anche nello spazio di alcuni metri. Pertanto la scelta delle specie da utilizzare diventa molto importante in modo da non avere nel prato una unica specie quando è invece necessario avere più specie con foglie aghiformi o sottili e arrotolate che sono capaci di produrre le distese erbose più belle. In linea generale le migliori miscele vengono composte di un miscuglio dei seguenti tipi: 20% di Agrostis tenuis, 40% di Festuca rubra rubra e 40% Festuca rubra commutata.
L’agrostide ha un tipo di crescita a rizomi e stoloni, la festuca rossa rampicante si accresce per rizomi e infine la festuca da foraggio ha un accrescimento a ciuffi e insieme tendono ad infittire notevolmente il cotico erboso limitando allo stesso tempo lo sviluppo di altre specie erbacee che creerebbero “disturbo visivo”. Questo miscuglio è adatto a terreni di medio impasto con buona fertilità e ben drenati, in pratica è adatto ad un buon terreno da prato e pertanto in caso di terreni con diversa natura chimica, fisica e biologica il miscuglio va rivisto. In terreni argillosi, ad esempio e consigliabile invece formare un miscuglio con Agrostis tenuis o agrostide comune, Festuca, Poa e Lolium (logliarella) mentre per zone d’ombra occorre miscelare Festuca tenuifolia (festuca per ovini a foglia sottile), Poa trivialis e memoraralis e lolium perenne. Una volta scelte le specie di erba più adatta, per creare il prato possono essere adottati due modi : istallare le zolle di erba già preparate o seminare direttamente. Nel primo caso, decisamente più costoso, per avere più possibilità di successo occorre che le zolle erbose scelte per il tappezzamento del prato abbiano uno strato coltivabile sottostante non inferiore ai 10 cm e preferibilmente intorno ai 15 cm. Per il resto nella preparazione del terreno per entrambe le soluzioni vanno adottati gli stessi accorgimenti che prevedono la rimozione iniziale di erbacce, sassi e di eventuali detriti di costruzione. Successivamente va effettuata una profonda vangatura nella quale va inglobato del concime organico e infine dopo una-due settimane di riposo occorrono una serie di lavorazioni superficiali tese a sminuzzare le zolle e rendere soffice il substrato. Spargere un ottimo fertilizzante bilanciato specifico attenendosi alle dosi consigliate che corrispondono all’incirca a 100-150 grammi per metro quadro e dopo alcuni giorni procedere alla semina o alla deposizione delle zolle. L’irrigazione delle prime due settimane è sicuramente il viatico migliore per il successo  dell’impresa: irrigazioni leggere , a nebbia, in modo che il substrato rimanga umido nei primi 4/5 giorni e poi sempre meno frequentemente visto che le giornate ” corte” e le basse temperature mantengono l’umidità del suolo.

Nov

12

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Novembre..

Categories: Potatore news

Novembre..

 

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell’erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

 

Ago

5

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il giardino non va mai in vacanza

Categories: Potatore news

Il giardino non va mai in vacanza

Il lavoro di coltivare con cura le piante in vaso in balcone e in terrazza oppure sfalciare, potare, innaffiare il giardino, dopo un anno di continuo lavoro, può essere compromesso dalle vacanze. Nessuno vuole mettere in discussione che le vacanze siano sacre e quanto meno auspicabili ma come fare a non vanificare il lavoro svolto senza rinunciare ad esse è sicuramente il problema di molti. I rimedi sono diversi come diversa è la casistica. Chi scagliona a gruppi di pochi giorni le proprie ferie riesce a tamponare senza grossi problemi le cure che nel frattempo diventano necessarie nell’orto nel giardino. Lasciare le chiavi di casa al vicini o a parenti ed amici con la promessa “solo dieci giorni” può risultare una valida soluzione. Ma chiedere “solo per un mese” di solito scoraggia anche i più ben disposti. In entrambi i casi c’è sempre il rischio che la persona preposta per una eccessiva solerzia tende ad innaffiare eccessivamente le piante lasciando possibilmente troppa acqua nel sottovaso provocando l’ingiallimento del fogliame che con molta cura si era riusciti a rendere verde e rigoglioso. Poca acqua al contrario provoca una mancanza di turgore che compromette la fioritura e nei casi estremi la morte del bonsai, regalo di molti anni addietro. Porsi questi problemi diventa fondamentale per evitare brutte sorprese al ritorno ma scoraggiarsi e rinunciare alle vacanze non è sicuramente il caso. Organizzare il lavoro alla persona preposta con delle valide indicazioni risulta in questi casi il sistema migliore utilizzando possibilmente un promemoria con la quantità e la cadenza per ogni specie apponendo, se è il caso, delle targhette per ogni pianta con il nome e le indicazioni. Si è dato per scontato che non esistono difficoltà a reperire la persona adatta tra i famigliari ma nel caso non fosse possibile, perché non valutare l’ipotesi di affidare con molta fiducia la responsabilità a qualche volenteroso alunno che finito proficuamente l’anno scolastico è alla ricerca di qualche soldo per arrotondare la paghetta dei genitori? E se poi studia in un Istituto agrario, meglio, continuerà il tirocinio mettendo in pratica quanto fino a questo momento ha studiato. Se neanche questa soluzione per motivi diversi risulta praticabile, allora bisogna ricorrere senza indugio all’utilizzo di un valido sistema di irrigazione computerizzato. Diversi sono i sistemi in vendita presso i negozi di giardinaggio, essi sono composti da una centralina programmabile con diverse uscite di acqua di irrigazione quattro-sei generalmente ai quali vanno inserite i tubi che collegano alle zone da bagnare. La centralina, con funzionamento a pile può essere programmata per irrigare con intervalli che vanno da uno a trenta giorni e con tempi indipendenti per ogni uscita da 1 minuto a 24 ore. Esistono nei sistemi più complessi anche dei sensori di pioggia che riescono ad interrompere il flusso d’acqua in caso di precipitazioni e ripristinarlo dopo l’evaporazione. Il rivenditore di fiducia può consigliare nella scelta e per tutti buone vacanze.

Mag

12

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Riciclare è …bello

Categories: Potatore news

Riciclare è …bello

 

Il futuro del Pianeta Terra è la vita dell’uomo su di essa è strettamente legata alla disponibilità di acqua potabile. Molte aree del Mondo hanno popolazioni che hanno poco accesso a fonti di questo tipo e molte ” guerre” tra cui quella israelo/siriana ha alla base l’approviggionamento idrico proveniente dalle alture del Golan. In Europa la sprecriamo in  grande quantità e ogni giorno tra lavaggio di macchine e scarichi di sciacquoni del water ” buttiamo” nella fogna preziosa risorsa. In futuro il suo costo lieviterà enormemente e già oggi in molte regioni di Italia le lamentele sul costo dell’acqua potabile sono sempre più  diffuse al pari della poca disponibilità che si ha  in molte aree del nostro Paese. La contraddizione e che, dove c’è penuria di acqua forse se ne spreca maggiormente  di dove si ha una buona disponibilità e purtroppo spesso l’agricoltura e altre attività umane ne fanno uno spreco insostenibile. Al di là dei proclami cosa fare?

 

 

 

 

Autogrill Villoresi est a nord di Milano loro hanno già cominciato a risparmiare e voi cosa aspettate?

Apr

4

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il trionfo delle aiuole!

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Il trionfo delle aiuole!

Nessun giardino è completo senza aiuole che, opportunamente predisposte, diano fioriture in tutto l’anno anche se queste il più delle volte sono concentrate in due stagioni: la primavera e l’estate. Mentre in primavera si richiede che le piante da aiuola diano sfoggio di colori che faccia dimenticare il grigiore invernale, alle aiuole estive va dato il compito di riempire gli spazi vuoti che si vengono a creare tra gli alberi, arbusti e vialetti oppure di riempire quegli angoli adiacenti alle abitazioni e che richiedono una macchia di colore, uno sfondo, un punto di attrazione focale. La maggior parte delle essenze utilizzate sono generalmente piante annuali. Amaranthus, bocche di leone, begonie, cinerarie, dalie, tagete sono sicuramente tra le piante annuali più usate durante il periodo estivo mentre, tra le biennali, vi sono le margherite e le campanule, e alcune varietà di papavero. Per approntare al meglio una aiuola non è necessario un grande senso artistico ma occorre sensibilità e fantasia accompagnate da una precisa progettazione. Basta misurare con accuratezza lo spazio disponibile da adibire alla piantumazione facendo via via uno schizzo delle piante che si vogliono utilizzare e assegnando loro sulla carta lo stesso numero per le piante della stessa specie evitando così di scrivere il nome che invece sarà riportato in una legenda in fondo al disegno accanto ai numeri corrispondenti. Così facendo si ha una esatta idea del numero di piante che occorrono per ogni specie e si ha un quadro molto reale sul risultato finale della composizione. Due possono essere i criteri che si possono utilizzare per una congeniale sistemazione: il primo tiene conto di una forma scalare tra le varie specie che vanno poste partendo dalle più alte, dietro, in prossimità del perimetro esterno e gradatamente quelle più basse, davanti, in moda da avere un senso di prospettiva. Il secondo criterio pone l’aiuola al centro di un tappeto erboso utilizzando piante con la stessa altezza alle quali può essere data una forma geometrica. Ciò non toglie che , anche in questo caso, può essere utilizzata una prospettiva a scalare anche se diventa più difficoltosa la razionale distribuzione in quanto le prospettive diventeranno più di una. In ultimo è necessario ricordare che le piante biennali debbono essere estirpate dopo la fioritura mentre le bulbose dovranno essere dissotterrate per essere reimpiantate in autunno in una aiuola diversa.

Mar

8

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Composizioni

Categories: Potatore news

Composizioni

 

Piante d’interni con forme diverse.
Si tratta di scegliere fra la collocazione di un esemplare singolo o di un gruppo costituito da essenze diverse ma comuni esigenze idriche nutrizionali. In entrambi i casi si possono ottenere i risultati eccellenti. Una composizione di piante fatte con specie diverse può essere una soluzione per concentrare in un unico vaso piante di diversa bellezza ma con caratteristiche pedologiche, idriche e nutrizionali simili ma può anche essere una valida soluzione per una idea regalo, insolita e fatte in casa. Per la realizzazione bisogna inizialmente scegliere il vaso adatto che tenere conto della profondità dell’apparato radicale delle vari radici, del numero di piante da sistemare e dell’ambiente in cui andrà collocato. Ovviamente, rispetto al primo caso, se trattasi principalmente dei piante grasse e la profondità del vaso non deve essere eccessiva visto lo sviluppo contenuto che caratterizza questo tipo di piante e la capacità di vegetare anche in condizioni estreme o in spazi contenuti. Per questo caso sono da preferire le ciotole in terracotta optando eventualmente per quelle colorata o smaltate secondo i gusti, poco profonde e con diametro di 30-35 cm. Si utilizzeranno via via vasi sempre più profondi se le caratteristiche dell’apparato radicale o lo sviluppo finale delle varie piante lo richiedono. Una composizione di sicuro effetto può risultare dall’associazione di guzmania, croton, Spatifillo e Chamadorea al quale possano essere aggiunte piante e fioritura stagionale come calceolaria o narciso. Per procedere alla preparazione bisogna svasare tutte le piante occorrenti e sistemarle su un tavolo da lavoro dove viene sistemato a portata di mano del terriccio già inumidito e una paletta di  giardinaggio. Sul fondo del vaso va sempre sistemata una manciata di argilla espansa o altro che abbia la funzione di drenare l’acqua in eccesso, quindi uno strato di terriccio. Si passa poi alla collocazione delle piante partendo da quelle più grandi come nel caso della Chamadorea e dello Spatifillo per poi passare in successione alle altre bloccandole al fondo con una manciata di terriccio. Una svolta che sono state tutte sistemate si può passare a riempimento degli spazi tra piante di modo che il vaso sia riempito di terriccio 1-2 cm sotto il bordo, dopo una abbordante annaffiatura e infine si  rabboccano eventuali zone rimaste vuote o non compresse sufficientemente bene. Le piantine vanno sistemate in modo armonioso e la composizione nell’insieme deve risultare molto fitta di piante riempiendo dove si rende necessario i piccoli spazi rimasti come piante stagionali che una volta si fiorite e vanno eliminati sostituite con altre. È conveniente tenere al riparo della luce diretta del sole per i primi 4-5 giorni e somministrare concime dopo 15-20. Un foglio di cellophane trasparente, un fiocchetto colorato  accompagnato un biglietto trasforma il tutto in un regalo “verde” sempre gradito alla persona che riceve.

Feb

10

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Orchidee come conoscerle ed apprezzarle!

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Orchidee come conoscerle ed apprezzarle!

 

Guardare e non toccare o magari guardare e acquistare il dilemma si pone sicuramente nei confronti di una delle specie vegetali più ricercate al mondo: le orchidee. Infatti, le oltre cento specie che crescono spontanee in Italia allo stato selvatico sono protette al fine di evitare il “saccheggio” dei numerosi appassionati. Mentre non esiste limite all’acquisto delle specie coltivate se non quello del portafoglio a fronte sicuramente di un prodotto che soddisfi i gusti più fini di amanti delle piante.  Narra la leggenda che Orchide, un bellissimo giovinetto accortosi che il suo corpo non assomigliava né agli uomini ne quantomeno alle donne disperato del suo ermafroditismi si lanciò da una  rupe, sfracellandosi. Sul prato dal suo sangue spuntarono dei bellissimi fiori ognuno diverso dall’altro ma allo stesso tempo simili che presero il nome di orchidee cioè fiori di Orchidee. In pratica, poi, le specie di orchidee constano di oltre 17.000 specie conosciute che si sono adattate ai diversi climi. E origine totalmente diversa hanno le tre specie  più importanti ai fini della coltivazione commerciale: la Cypri­pendium originaria dell’estremo oriente, la Cymbidium, dall’India e dalla Cina e la Cattleya originaria dell’America tropicale. Le prime due specie sono adatte alla coltivazione sotto serra e in piena terra mentre l’ultima  provenienti da  climi più calde come alcune Bromeliacee  è una pianta epifite e quindi vive su tronchi e rami. Ciò è possibile in quanto a livello botanico presenta alcune particolarità come delle radici aeree che sono in grado di catturare l’umidità presente nell’aria. Il fusto spesso è un rizoma e da esso si formano degli ingrossamenti chiamati pseudo-bulbi che danno origine alle foglie sessili e senza peduncolo. La particolarità dei fiori si articola sulla forma che assumono i 6 petali presenti su ciascun fiore: tre di questi formano il calice mentre uno forma il caratteristico labello che gli antichi Greci chiamavano sandalo del mondo per la caratteristica somiglianza alla punta di tale calzatura. Nelle coltivazioni in serra o per quanti allevano in piante di questa specie occorre inizialmente stabilire la provenienza geografica necessaria a creare le condizioni ottimali di temperatura  che possono oscillare dai 8-18 gradi per le specie da climi  freddi fino ai 30 per quelli provenienti  da  regioni equatoriali. Per le specie epifite il substrato deve essere organico, molto poroso e di lenta decomposizione con pH compreso fra 5,5 e 6,5. Le radici di Osmunda e il Polypodium in parti uguali sarebbero il substrato ideali  ma  per delle difficoltà di reperimento di queste due felci  in alternativa si utilizza  scorza di sequoia grossolana e sughero (40% circa di entrambe) e per completamento il 20% di torba o sfagno buoni risultati si possono ottenere anche con l’impiego di scorza di pino grossolana e torba.