Ott

22

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Olive schiacciate all’Etnea…..

Categories: Potatore news

Olive schiacciate all’Etnea…..

…provenienza Grecia!!!!!

In una grossa catena di supermercati si trova con facilità, nel reparto con i prodotti regionali, oltre ai vari salumi e formaggi caratteristici della regione anche le olive ormai vanto di diverse regioni italiane. Mascherate da una prima visione dello stand Sicilia e poi dalla preparazione tipica della zona etnea che spicca a caratteri cubitali trova sorpresa, il consumatore attento, che in piccolo viene declarata “provenienza Grecia”.  Perchè metterle allora nelle ” specialità regionali”. Il solo modo  di preparazione certifica la specialità regionale? Con tale ragionamento si può fare il Brunello  in Sud Africa e  preparare con uve californiane vinificate con gli antichi sistemi in uso per la preparazione del Barolo… Il consumatore è avvisato se non legge la provenienza spesso scritta in piccolo sulla confezione si trova a consumare prodotti che niente hanno a che vedere con quanto scritto a caratteri cubitali. Arance dal Sud Africa, pere provenienza Argentina, legumi del Canada, noci californiane sono solo alcuni dei prodotti che si trovano con facilità nei supermercati e di cui solo una attenta lettura della confezione ci da l’idea di quanto “viaggio” hanno sostenuto quei prodotti prima di giungere alle nostre tavole e del relativo spreco di carburante e relativo inquinamento. Altro esempio della carne di Angus o di carne Argentina spacciata come  “prodotto di qualita tenera e saporita: si tratta ovviamente di carne probabilmente congelata visto che di allevamenti di Aberdeen Angus in Italia se esistono veramente pochi  ma che notoriamente per gli esperti in materia ne è riconosciuta l’ecessiva presenza di grasso di marezzatura e di conseguenza la tenerezza e la sapidità è data proprio dall’eccessiva infiltrazione di grasso che niente  a che vedere con buona qualità. Bovini italiani come la Razza Piemontese o la Chianina sono decisamente molto tenere e saporite anto che della prima si ottiene un eccellente “Carpaccio” e la presenza di grasso è decisamente minina; se aggiungiamo che sono prodotti di provenienza nazionale con alimentazione controllata e stato sanitario certificato oltre che ad aiutare l’ambiente aiutiamo i nostri allevatori. Diventa facile fare il ” nazionalista e il patriota” e poi comprare macchine estere ed andare a mangiare nelle catene  fast food americane. Affinché il messaggio di Greta Thunberg non sia lasciato al vento e nell’ottica di un alimentarsi correttamente leggere quanto riportato in eticheta fa bene all’ambiente e alla salute e il “prodotto in Italia” o “latte italiano” è sempre chiaramente impresso in etichetta.

Ott

19

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Tempo di semina..

Categories: Potatore news

Tempo di semina..

Questo è il periodo adatto pere seminare nell’orto valerianella e spinaci che essendo delle colture a ciclo breve riescono al meglio ad utilizzare gli spazi lasciati liberi dalle colture estive. Pertanto biosogna approfittare della prima giornata di sole per lavorare il terreno e subito dopo provvedere alla semina visto che la stagione è agli sgoccioli e che le ore di luce delle giornate tendono a diminuire. Negli spazi utilizzati durante il periodo estivo a colture sfuttanti come il pomodoro, zucchine e melanzane è il caso di provvedere, una volta completata la raccolta, alla rapida lavorazione del terreno  che va seminato quanto prima con una coltura da rinnovo o da sovescio quali piselli e fave.  Entrambi possono essere utilizzate per la produzione ma nel caso delle fave una semina più fitta e quindi con maggiore seme permettere di ottenere una notevole massa verde da interrare con fresatura: ha il vantaggio di ridurre le infestanti e dotare il terreno di sostanza organica in particolare in quei casi in cui non si ha disponibilità di letame. Le leguminose  arricchiscono, inoltre, il terreno di azoto in virtù del fatto che le radici posseggono dei tubercoli all’interno dei quali è presente un microrganismo (Bacillus radicicola) che riesce a fissare l’azoto atmosferico al suo interno e alla sua morte, utilizzato dalla pianta. Raggiunto lo sviluppo desiderato la pianta verrà interrata arricchendo il terreno sia dell’azoto che possiede sia della sostanza organica di cui è costituita.  Altre semine consigliate sono quelle di aglio e di cipolle anche se  più corretto la  messa a dimora dei bulbi e bulbilli di queste specie. Se nella dispensa si hanno già queste specie sarà più opportuno selezionare quelle che hanno cominciato a germogliare e  ottenere così, al centro-sud cipollotti fresci anche con l’inizio del nuovo anno.

Ott

8

By Il Potatore

Commenti disabilitati su I lavori di Ottobre

Categories: Potatore news

I lavori di Ottobre

Arrivo dei primi freddi autunnali e l’orto e il giardino tenono velocemente a modificare e colorare il loro aspetto.  Diversi sono gli interventi da effettuare in modo da affrontare la stagione fredda in tutta tranquillità.

Nuovi prati – temperature prossime ai 20° sono ottimali per la crescita del prato quindi si può procedere alla semina dei nuovi.  La preparazione del terreno il livellamento e la corretta semina possono portare alla pronta emergenza dei semi e nell’arco di tempo di 10 15 giorni riavere un prato completamente verde. Evitare di utilizzare concimi ma provvedere con frequenti irrigazioni in modo da mantenere umido il seme e agevolare la germinazione.

Prati affrancati – verificare la presenza di muschio ed eventualmente procedere con il trattamento con antimuschio  o del semplice solfato di ferro. Il muschio tenderà velocemente ad formare delle chiazza nere che vanno riseminate solo quando vi è poca erba residua; negli altri casi intervenire con arieggiatore solo se i residui sono molti e il terreno eccessivamente compattato. il freddo invernale sarà un valido aiuto per l’accestimento dell’erba rimasta che renderà il prato primaverile….invidiabile.

Piante e siepi – interventi mirati di potatura a diradare piante con apparato fogliare troppo fitto o con eccessivi rami secchi ed ad eventuale potature di contenimento di siepi troppo esuberanti vanno fatti entro la fine del mese in modo da favorire la cicatrizzazione dei tagli.

Concimazioni – vanno sospese tutti i tipi di concimazioni e per tutte le specie le condizioni ambientali rendono ormai inutili il loro assorbimento. Diverso è per le piante da interno e posizionate nel loro ambiente ideale: ficus, dieffembachie, croton, sanseverie  continueranno a vegetare.

Ciclamini – in piena vegetazione e fioritura vanno annaffiati con moderazione ma non lasciati mai asciutti ricordo che sono specie da mezz’ombra quindi non gradiscono la luce diretta

Risulta o residui di vegetazione  – foglie rami secchi o qualsiasi residuo vegetale presente su prati vialetti o altri parti del giardino se rimosso prontamente rende più gradevole la vista del giardino ed evita il proliferare di insetti indesiderati. Interventi sulle zanzare sono auspicabili

Frutta – kaki e melograni ma anche nespole e azzeruoli sono in piena fase di raccolta. Mettere in cassetta insieme alle mele i kaki ne favorisce la maturazione e tenere la distanza dei frutti nelle cassette li rende meno propensi alla marcescenza o il passaggio di forme di degradazione.

Orto – seminare lattughe invernali, ma anche scarola, cavoli verza e radicchi. Nelle zone assolate si fa ancora in tempo per alla semina di lattughino da taglio. Liberare le aiuole prodotte e vangare solo nel caso  di interramento di letame o di nuova semina. Se non utilizzato il terreno va lasciato inerbito ma privo dei residui della coltivazione precedente che lascerebbe anche una nutrita di malattie.

 

Set

21

By Il Potatore

Commenti disabilitati su L’era dei ……gretini?

Categories: Potatore news

L’era dei ……gretini?

 

 

Tentare di salvare il Pianeta Terra dallo scempio umano è opera di …gretini come ironicamente titola qualche quotidiano? Mettere un freno allo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente aumento del livello del mare ma ancora ancora più concretamente respirare aria decisamente migliore nelle nostre città sono richieste di …” gente malata” o di giovani con poca voglia di lavorare? Pensare ad uno sviluppo e benessere umano non dovrebbe creare fazioni o tifoserie ma avere attenzione di tutti che non loro piccolo quotidiano con quanto hanno a disposizione si mettano al servizio di un bene comune. Il bene comune acqua senza tossine, aria pulita,  alimenti sani per tutti e condizioni di benessere della comunità. Sparare titoloni per vendere un po di carta in più o cavalcare l’onda del bastian contrario a tutti i costi per trarre più profitto personale non è certo la strada per appartenere a pieno titolo in una comunità. Comportamenti rispettosi della natura e semplicemente degli altri è un dovere civico, ti permette di vivere meglio ed apprezzare la tua vita e il ruolo sociale che ti sei creato. Occuparsi di questo pazzo mondo non è opera di …gretini e speriamo che i dinosauri si……. estinguono.

Mag

23

By Il Potatore

Commenti disabilitati su I lavori del mese Maggio

Categories: Potatore news

I lavori del mese Maggio

Annaffiature – L’acqua di irrigazione va somministrata distante dal tronco. Non solo perché il capillizzio assorbente si trova a distanza da questo ma soprattutto per evitare marciumi al colletto.

Fiori – Si può arricchire il giardino fiorito con specie semi rustiche come amaranthus, astri, bocca di leone, dalie, campanelle rampicanti, petunie begonie. Tempo anche di piante biennali come dianthus digitalis e non ti scordar di me.

Azalee – possono essere propagati con il metodo della propaggine. I gettiti laterali devono essere incavicchiati nella terra e coperti con una miscela di torba e terra. Piantate accanto alla propaggine una  come segnalazione.

Potature – Forstizie e glicine vanno potati una volta completata la fioritura. Diradate e sopprimete i rami che hanno già fiorito o quelli morti. Lasciate qualche baccello di glicine che servirà per la riproduzione.

Sanseveria – Le variegate possono essere propagate per suddivisione del cespo. Questo sistema è migliore della propagazione per talea di foglia in quanto quest’ultima produce piante monocromatiche.

Giardino roccioso. Dopo aver effettuato la rimozione di foglie e rami secchi vanno sostituite eventuali piante che non hanno retto al freddo invernale o che presentino malattie tali da compromettere lo sviluppo successivo.

Giardino acquatico. Va effettuata in questo periodo la normale manutenzione nei laghetti artificiali come la rimozione di alghe e eventuali riparazione di crepe che si sono venute a formare e il controllo degli scarichi.

Vialetti. Se si vuole mantenere sgombri i vialetti da erbacce sarà necessario somministrare prodotti antigerminativi. Usare guanti e mascherine protettive durante la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

 

Mag

13

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Ortaggi in “famiglia”

Categories: Potatore news

Ortaggi in “famiglia”

Ortaggi in “famiglia” – Per evitare di mettere a dimora in successione piante appartenenti alla stessa famiglia o poco compatibili tra di loro, di seguito alcune specie con le famiglie di appartenenza. Spinaci e biete da costa fanno parte della famiglia delle Chenopodiacee mentre alle Solanacee appartengono quelli che vengono comunemente definiti ortaggi da frutto come i pomodoro, le melanzane, i peperoni e le patate. Alle leguminose oltre i ben noti piselli e fagioli appartengono anche fave, lenticchia, soia ceci. Infine le aromatiche considerate a tutti gli effetti nell’ambito delle colture ortive ; tra le specie più diffuse molte appartengono alla famiglia delle Labiate come il basilico, la melissa, alcune specie di menta, origano, rosmarino, salvia, santoreggia e alcune specie di timo.

Trapianti – Molta attenzione va anche posta nell’utilizzo di piantine in torba pressata; Il pane di terra deve essere completamente interra­to  e possibilmente compresso lateralmente mantenendo alta l’umidità del substrato  per evitare fenomeni di “scollamento”. La piantina va inoltre interrata tenendo conto del livello tenuto nei contenitori alveolati e in particolare il “colletto” della piantina non va coperto da ulteriore terriccio per evitare fenomeni di marcescenza anche se nel caso del pomodoro ciò viene sopportato se non gradito. In caso di trapianti a radice nuda vanno preferite le ore pomeridiane e serali e con l’utilizzo di un cavicchio una volta interrate il terreno circostante va pressato e annaffiato abbondantemente.

Pomodori – Il colpo di coda invernale non deve trarre in inganno, settimana  si possono ancora mettere a dimora in pieno orto le piantine di pomodoro. La densità di coltivazione consigliata è di 3 piantine a metro quadrato utilizzando preferibilmente file binate o doppie al fine di una buona utilizzazione della luce e distribuzione radicale. Le distanze previste sono di 35-40 cm sulla fila 60 cm tra le file e 90 cm tra le bine. Diminuendo tali distanze si alzerà la densità di coltivazione e allo stesso tempo aumenterebbe la produzione a scapito della pezzatura o grossezza dei frutti. Tale sistema può risultare utile anche per diminuire il numero dei tutori necessari per l’allevamento in verticale e per avere a disposizione maggiore spazio per le varie operazioni, scacchiatura, zappettatura, raccolta.

Lavori – Aglio e cipolle: le aiuole vanno ripulite dalle piante infestanti mediante zappetture interrando con la stessa un po’ di concime complesso. Bietole da coste: Provvedere a nuove semine, diradare e ripulire dalle infestanti quelle seminate in precedenza e provvedere alla raccolta delle coltivazioni seminate in autunno. Carote: proseguire nelle semine scalari, diradare e concimare quelle seminate in precedenza. Cavoli: seminare le varietà estive in semenzaio o vasetto. Fagioli: seminare sia le varietà nane che rampicanti nelle località di pianura aspettare la fine del mese per le località meno assolate. Lattuga a cappuccio: seminare e trapiantare le varietà a raccolta tarda primavera, procedere alla completa raccolta di quella allevata in serra.

 


Mag

6

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Io amo il mio cane…

Categories: Potatore news

Io amo il mio cane…

 

Lo porto..giù tutte le volte che posso..

Lo tengo sempre al guinzaglio per evitare che si smarrisca

Non gli faccio annusare niente in giro per evitare che si ammali

Gli lascio fare pipi senza nessuna restrizione

La domenica facciamo sempre un giro al supermercato

Evito che si rotola nell’erba per non farlo sporcare

A tavola lo faccio accomodare su una sedia in modo che si senta uno di noi

Davanti alla tv siede con noi sul divano e condivide i nostri pop corn

L’ho fatto castrare per evitare ………

Se vuoi bene, quanto il tuo cane i figli tuoi, …falli castrare

 

 

Apr

12

By Il Potatore

Commenti disabilitati su L’imperativo è mettere a dimora

Categories: Potatore news

L’imperativo è mettere a dimora

Con l’inizio della ripresa della attività vegetativa  si è ancora in tempo per messa a dimora di nuove piante nel giardino o la sostituzione di quelle danneggiate da gravi malattie.
Prima di provvedere alla piantumazione occorre scegliere con molto giudizio la nuova specie da impiantare tenendo conto, innanzitutto, dello sviluppo che assumerà da adulta, ell’effetto estetico nei confronti delle altre essenze e dell’adattamento richiesto rispetto alla natura del terreno e alle particolari condizioni di microclima. Lo sviluppo che la pianta assumerà da adulta è indubbiamente il primo aspetto da considerare e la scelta cadrà su pini e aceri del Giappone, gelso piangente, melo e ciliegio da fiore oppure su alcune varietà nane di alberi da frutta se si richiede uno sviluppo massimo fra i 3 e i 6 metri. Se invece necessitano specie a sviluppo medio occorre piantare Maggiociondolo, Sambuco nigra, Sorbo degli uccellatori, Alloro, Pioppo tremulo. Platani, Tigli, Faggi e Abeti sono solo alcuni delle varie possibilità di scelta se le dimensioni del giardino sono tali da accogliere specie a sviluppo elevato. Gli alberi in vaso possono essere trapiantati nell’arco dell’anno in virtù del fatto che durante la piantumazione non vengono intaccate le radici, beninteso che risulta preferibile evitare l’interramento durante i mesi invernali nei quali il terreno rimane ghiacciato. Negli altri casi sia l’inizio della primavera che il tardo, autunno risultano favorevoli affinché la pianta non abbia traumi all’apparato radicale o alla parte aerea che ne pregiudichino lo sviluppo successivo. Il terreno che accoglierà la nuova pianta dovrà preferibilmente essere lavorato in profondati alcuni mesi prima dell’impianto, sminuzzando le zolle ed interrando uno spesso strato di letame maturo. A questo scopo verrà scavata una buca dalle dimensioni 50x50x50 cm nel fondo della quale sarà sistemato 20-30 cm di letame ed sopra un piccolo strato di terreno ben sciolto preferibilmente prelevato dai primi strati scavati. Una volta asportate le radici rovinate la pianta va posta, nella buca alla stessa altezza in cui era allevata in vivaio al fine di evitare marciumi al colletto. Nella buca allo stesso momento va inserito se necessario il palo tutore che guiderà, nei primi anni successivi, la crescita. La buca va riempita con terremo molto fine e ben lavorato ed una volta riempita va compressa bene in modo che non rimangono bolle d’aria tra il terreno e le radici colmando successivamente con altro terreno in modo da ottenere sia all’interno che all’esterno della buca lo stesso livello. Infine occorre legare il tutore alla pianta e immediatamente dopo annaffiare abbondantemente.
Per facilitare l’attecchimento la chioma dovrà essere ridotta di 1/3 di quella presente.

Feb

14

By Il Potatore

Commenti disabilitati su L’orto di Febbraio

Categories: Potatore news

L’orto di Febbraio

 

Con Febbraio le giornate, ormai, sono sempre più lunghe anche se ancora fredde e sono il preludio del risveglio dell’orto. Qui ormai solo i cavoli verza risaltano mostrando il fogliame rovinato dalle condizioni estreme invernali; tuttavia conservano la parte interna ancora vitale e sufficientemente apprezzabile per il consumo.  Se si vuole essere pronti per le giornate più tiepide nelle quali dare vita al nuovo ciclo colturale, bisogna già preparare i semenzai. Allo scopo sono sufficienti delle cassette di legno alte 10 cm circa e riempite opportunamente di soffice terriccio per colture ortive facilmente reperibile nei supermercati e nei consorzi agrari.  La cassetta sarà riempita fino al bordo e successivamente sarà rasata   con una asticella. Successivamente saranno sparsi i semi 500 -1000 per metro quadro che corrispondono a circa 0,5 grammi per semi tipo lattuga e cicoria. Sempre nel caso di semi eccessivamente piccoli e consiglia­bile la preventiva diluizione con sabbia a grana fine. Successivamente si interreranno i semi per una profondità pari a 2-4 volte il diametro dei semi e all’irrigazione con annaffiatoio a getto fine. Sopra la cassetta e fino alla emergenza dei semi può essere posta una lastra o un film di plastica in modo di rendere costante la temperatura. La cassetta sarà riposta in luogo riparato e ben assolato meglio se in ambiente a temperatura controllata. Dopo l’emergenza e all’incirca 3-4 giorni dalla nascita si prov­vederà ad allargare i semi ed eseguire il ripicchettamento in cassette più grandi in modo di dare più spazio alle piantine.  Bietole, carote e cavoli, richiedono minimo 6-7 per   la germinazione come anche il prezzemolo, il sedano e il ravanello. Spinaci, lattughe e cipolle invece sono dei veri e propri nordici in quanto riescono a germinare da 0 gradi in su. Per le altre specie invece è il caso di aspettare giornate migliori o meglio temperature più primaverili.

Gen

8

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Come un cavallo in …tangenziale

Categories: Potatore news

Come un cavallo in …tangenziale

Pronto XXXX? Il tuo cavallo si trova sulla tangenziale ed adesso chissà dove è finito.    Arrivo.

Passo in macchina nel recinto e trovo il filo elettrico abbattuto verso l’esterno,la tangenziale si trova dall’altro lato e bisogna salire la scarpata e  saltare il guardrail: roba da star trek.

Vado verso il box in cui lo tengo ed eccolo là Ginko, si chiama così,   nella stradina in mezzo ai campi che porta al recinto elettrico in cui lo tengo qualche ora al giorno. Due persone armate di cappelli da cowboy e un terzo che lo stanno accudendo ……

Buongiorno ..salve  Ahh Lei è il proprietario del cavallo: era sulla tangenziale…

Qualcuno si è fatto male   No   ha provocato danni alle macchine  No… poi è scappato verso le serre, lo abbiamo perso e lo abbiamo ritrovato che pascolava vicino al recinto degli  asini ed adesso eccolo qua…abbiamo avvisato anche i carabinieri.

Scusate..chiedo….”qualcuno si è fatto male? “No” ha rovinato qualche autovettura? “No” .. Mi perdona  mi spiega meglio la dinamica su dove era il cavallo e cosa ha fatto? bla bla bla. Ho capito grazie , mi scuso saluti. Conclusioni?

Il cavallo era per i fatti suoi nel recinto che confina con la tangenziale. Auto di  curiosi vedendolo si sono fermati . Due salvatori della patria pensando che la bestia fosse lasciata a se stessa, quando invece era in un recinto elettrificato,  hanno pensato che si fosse smarrito o che volesse farsi un giro in tangenziale come il famoso gatto del film. Non basta mettersi il cappello di cow boy e gli stivali  per capirne di cavalli.

Nov

19

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Disinfettare/sterilizzare

Categories: Potatore news

Disinfettare/sterilizzare

Le malattie che colpiscono le piante possono avere un decorso molto diverso a seconda del tipo e del periodo in cui si sviluppano. Quelle che, ad esempio, colpiscono l’apparato radicale delle piante o la zona del colletto come il Fusarium, il Rhizoctonia solani generalmente hanno un decorso che provoca la morte della pianta stessa e tende ad infettare le piante vicine. Al contrario peronospora, oidio e ruggine che attaccano la parte aerea della pianta raramente portano alla morte della stessa ma possono influenzare notevolmente la crescita, che risulta stentata e con scarsa fruttificazione. Gran parte di queste ed altre malattie sono causate da spore che completano il loro ciclo nel terreno o nei recipienti di acqua lasciati ai bordi del campo, come vecchie botti di legno e all’occasione si trasferiscono nella pianta causando anomalie e sintomatologia diversa. Generalmente coloro che si occupano costantemente della coltivazione di piante orticole provvedono sistematicamente a disinfettare il terreno al fine di contenere la virulenza di queste malattie. Quando, come nei piccoli orti ciò non viene fatto si può assistere all’aumento, anno dopo anno, degli attacchi di parassiti animali e vegetali che compromettono seriamente il lavoro effettuato e pertanto bisogna provvedere alla sterilizzazione. I trattamenti di sterilizzazione al terreno sono in genere di natura chimica e fisica. I primi si avvalgono di fumiganti come il vapam che distribuito sul terreno svolge una azione fungicida, nematocida e diserbante mentre tra i secondi si utilizza la sterilizzazione con vapore. Negli ultimi anni è stato sperimentato, nelle aziende orticole anche della bergamasca, la tecnica della solarizzazione. Si tratta in pratica di coprire il terreno con un film di plastica in modo di far innalzare la temperatura del terreno sottostante in modo che sia letale per erbe infestanti e parassiti vegetali ed animali, ovviamente nel periodo estivo.

Nov

5

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il letargo è…. prossimo

Categories: Potatore news

Il letargo è…. prossimo

I lavori dell‘orto nel mese di novembre tendono a  diventare meno  impegnativi. La temperatura tende progressivamente  ad abbassarsi  e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12.  Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio  predisporre  delle protezioni che riparino  le  colture nelle ore notturne e dal freddo imminente. In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura  di eventuali serre, sarà bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo  EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­ mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di  parassiti.  Nel  caso specifico  dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è prossima  la semina, occorre evitare la messa a dimora su terreno appena letamato facendolo  invece “succedere”  nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e  zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente è  possibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio, e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti, precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli fitosanitari.

Ott

6

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Riprodurre piante da seme..

Categories: Potatore news

Riprodurre piante da seme..

L’inizio della stagione autunnale è il periodo dell’anno in cui viene prodotta la maggior quantità e la più svariata qualità di frutta, sia di produzione nazionale come albicocche, pesche, agrumi ecc., che di provenienza esotica tipo avocado, datteri e ananas. Per chi lo volesse è possibile utilizzare i semi di tali frutti per ottenere delle piantine che possono essere utilizzate successivamente in casa o nel balcone a scopi ornamentali o anche per avere la possibilità di farle fruttificare in giardino. I semi degli agrumi, ad esempio, molto utilizzati in estate per spremute possono essere facilmente prelevati dalla polpa; il successivo lavaggio in acqua serve a ripulire i tegumenti esterni del seme dagli acidi organici in esso presenti, causa di effetti inibitori e relativa mancata germinazione degli stessi. Dopo il lavaggio, i semi, vanno essiccati per un paio di giorni e quindi posti in un substrato leggero di sabbia e torba in rapporto di 1:1 tenuto costantemente umido ed in ambiente luminoso ma non direttamente esposto ai raggi solari. Bastano due-tre settimane per avere la fuoriuscita delle foglioline dicotiledonari. Successivamente le piantine vanno selezionate avendo cura di eliminare quelle malformate in modo che rimangano, alla fine, quelle che hanno mostrato migliori caratteristiche e velocità di accrescimento oltre che capacità di adattamento alle condizioni climatiche e parassitarie. Con lo stesso sistema possono essere riprodotte piantine di albicocco, pesco, vite, ecc. tenendo sempre conto però che la percentuale di germinazione varia da specie e specie e in talune specie è molto bassa e in alcuni casi non supera il 4%. In tal caso per avere percentuali più alte bisogna intervenire con stratificazioni dei semi in sabbia per 2-3 meli a basse temperature. Per riprodurre piante esotiche come l’avocado, bisogna inizialmente togliere la buccia e recuperare la polpa; quindi distaccato il seme occorre lavarlo per ripulirlo dei residui e subito dopo interrarlo. Importante è che il seme sia posto nel substrato con la parte tondeggiante verso il basso e che lo stesso provenga da un frutto maturo. IL vaso va posto in ambiente luminoso e bagnato con parsimonia e così facendo circa un mese dopo si avrà la nascita della nuova piantina. Nel caso si voglia riprodurre piante tipo ananas che difficilmente producono semi il metodo migliore consiste nel tagliare il ciuffetto che si diparte dall’apice del frutto e interrarlo molto superficialmente e, in considerazione del fatto che è una pianta di climi caldi, va posta in luogo molto luminoso e caldo evitando di inumidire molto il terreno in quanto l’umidità favorisce il marciume e nell’arco di qualche settimana si formano le radici.

Set

25

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Austria e Islanda al top delle rinnovabili

Categories: Potatore news

Austria e Islanda al top delle rinnovabili

Il Costarica sarà ben presto un paese che ricaverà la sua energia completamente da fonti rinnovabili mentre nella progredita Europa ancora le difficoltà sull’ utilizzo delle rinnovabili viaggia ancora su fasi alterne.  Mentre Austria e Islanda,  sono riusciti ad ottenere produzioni ragguardevoli arrivando alla produzione del l 75% di energia rinnovabile gli altri paese vengono via via staccati. L‘Italia copre solo un 32-33 % proveniente da fonti rinnovabili e pensare che siamo conosciuti come il “Paese del Sole”. Dispiace costatare come l’interesse verso le fonti rinnovabile abbia perso interesse nel nostro paese e gli incentivi statali e spesso la burocrazia e un sistema elettrico non semore adeguato alle richieste limita la diffusione.  Notizia recente la riduzioni degli incentivi sulle piccole produzioni idroelettriche che utilizzano, tra l’altro,  solo tecnoclogia italiana al contrario del fotovoltaico che ci vede deficitari nella produzione di pannelli e inverter e per i quali si ricorre all’importazione. Ridurre gli apporti di anidride carbonica è un fatto determinante per la vita del nostro stesso pianeta e oggi non basta limitare la produzione di energia dal fossile ma occorre fare di più  e in fretta visto gli sconvolgimenti climatici in atto.  il dato positivo è che   “Nel 2020 almeno un chilowattora su tre in Europa sarà generato dalle fonti rinnovabili e a metà secolo, in alcuni paesi, il 100% dell’elettricità sarà verde” scrive Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club, nel suo libro “Due gradi”. Le vecchie regole che riguardano tutti sono sempre validi e non ci devono lasciare inattivi, utilizzare meno l’auto, ridurre il consumo di carne da allevamenti intensivi, fare un uso razionato del’acqua e la cosa piu semplice piantare alberi e circondarsi di “ verde purificatore”.

 

 

Set

13

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Giardino acquatico

Categories: Potatore news

Giardino acquatico

Anche una tinozza può diventare un giardino acquatico basta accontentarsi ma chi dispone di spazi maggiori può creare un vero ecosistema dove pesci e piante in reciproca simbiosi sono la gioia di grandi e piccini. La struttura del laghetto generalmente è formata o da un bacino rivestito da pvc o altro materiate impermeabilizzante atossico oppure da vasche preformate facilmente reperibili nei negozi specializzati che possiedono anche una vasta scelta per dimensioni e forme. Una volta formata la vasca occorre collocare innanzitutto le specie vegetali tenendo presente due punti fondamentali: il numero delle specie da mettere a dimora e la giusta proporzione tra specie galleggianti e specie sommerse. Riguardo il primo punto diversi sono gli aspetti da verificare e tengono presente non solo del rapporto specie-spazio disponibile ma anche la scelta delle specie tenendo conto anche della varietà delle forme e delle tonalità di verde che il fogliame pre-senta. Nella scelta delle specie, inoltre va utilizzata la logica per la quale, in caso di utilizzo di piante a fogliame piccolo, è possibile utilizzare numerose specie, disposte preferibilmente a gruppi; così facendo si otterranno delle aree omogenee sia per colore che per epoca di fioritura. In caso di utilizzo di specie a foglie grandi come Gunnera, Rodgersia e Hosta è necessario, invece utilizzare poche piante ben distanziate tra loro siste-mandole in modo da avere le più grandi dietro come sfondo, e a scalare in avanti quelle più piccole. Per essere certi del risultato, sarà conveniente, prima della definitiva messa a dimora, provare la sistemazione lasciando le piante nei contenitori ed una volta certi interrarle. Per quanto riguarda le specie galleggianti risulta fondamentale la loro presenza per impedire o quantomeno contenere lo sviluppo delle alghe. Ninfee, castagne d’acqua, erba pesce rappresentano alcune possibilità di scelta per i climi più rigidi e vanno zavorrate all’interno di un cestello di plastica pieno di terriccio coperto di ciotoli. Le piante galleggianti devono però non entrare in eccessiva competizione con quelle sommerse che necessitano di luce per svolgere la funzione fondamentale di filtro dell’acqua di sostanze inquinanti che sono la causa dello sviluppo delle alghe. Helodea canadensis, comunissima negli acquari, Hottonia e Ceratophyllum demersum vanno sistemate al fondo con lo stesso sistema delle galleggianti e vanno diradate con lo sfoltimento della chioma in caso di eccessiva vigoria vegetativa. Una volta verificato che il ph dell’acqua sia intorno a 7 possono essere introdotti i pesci. Le specie sono diverse e vanno dai comunissimi pesci rossi alle colorate carpe giapponesi o al Leuciscus idus rilevatore del grado di ossigenazione dell’acqua. L’attenzione va posta sul loro numero e quindi del consumo di ossigeno che in ogni caso può essere migliorato con un gettito di acqua. La loro presenza varia in funzione dei gusti di ognuno ma va tenuto in debito conto oltre all’interesse suscitato nei bambini il controllo sulle zanzare che essi esercitano.

Ago

8

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Specie esotiche.. malattie in arrivo

Categories: Potatore news

Specie esotiche.. malattie in arrivo


L’epoca in cui viviamo è caratterizzata da una certa facilità negli spostamenti. Treni, navi e principalmente aerei danno la possibilità in poco tempo di trasferire nei vari continenti non solo le persone ma anche cose, animali e specie vegetali. Inizialmente il trasporto merci interessava mercanzie come le spezie e altri prodotti di natura alimentare ma successivamente con il migliorare del tenore di vita si è assistito ad un trasferimento sempre più massiccio di specie vegetali esotiche che le nuove conoscenze agronomiche hanno permesso di coltivare anche a latitudini molto diverse da quelle d’origine. Forse tra le specie da frutta quello che ha la maggiore diffusione è il Kiwi e l’Italia è diventato in breve tempo tra i principali produttori al mondo mentre per alti generi la diffusione è stata meno accentuata ma sicuramente molto varia. Le specie floricole tropicali, in virtù delle pregevoli caratteristiche trovano sempre più spazio tra le piante coltivate sia all’aperto che in luoghi chiusi e, ogni giorno, le vetrine dei fioristi si arricchiscono di nuove specie che riescono facilmente ad attrarre l’attenzione del “consumatore” sempre più esigente. Dal Brasile, già da molti anni, è arrivata anche la gloxinia, pianta molto interessante per la produzione di vasi fioriti primaverili-estivi con grande effetto decorativo e appartenente alla famiglia delle Gesneriacee. Tale famiglia comprende piante erbacee, arbustive e arboree (circa 100 generi) tra i quali molto conosciuta è anche la violetta africana o Saintpaulia dalle foglie pelose, carnose e fiori con varia gamma di colori. Alcune caratteristiche accomunano le due piante come la forma della foglia ovato-oblunga anche se il lembo è molto più grande nella gloxinia ma i fiori di quest’ultima fanno la differenza in quanto sono sicuramente molto appariscenti, lunghi 5-10 cm, campanulati e con colori molto accesi viola o porpora, ricchi di screziature e nei quali all’interno anche le parti riproduttive come stami e pistilli di colore bianco concorrono alla maestosa bellezza. Ridotta a sei-sette giorni la durata del fiore, ha la particolarità di lasciare cadere la parte a campanula che si stacca di netto dal ricettacolo mentre alla base è già pronta una nuova infiorescenza.
Oltre alla durata del fiore ridotta, risulta anche abbastanza breve l’intero ciclo della pianta stessa (5-6 mesi) e per favorire la continua emissione di fiore conviene sempre asportare i piccoli peduncoli dei fiori rimasti ormai spogli. Il substrato adatto alla coltivazione deve essere leggermente acido (Ph 6-6,5) e ricco di sostanza organica ben decomposta; torba e terriccio di foglie in parti uguali con l’integrazione di un concime completo in misura di 2 gr/l risultano ottimale. Tale miscuglio poroso e permeabile favorisce anche un buon drenaggio che evita indesiderati ristagni. Molto importante risulta l’irrigazione che deve essere effettuata con acqua temperata per evitare sbalzi termici a cui risulta molto sensibile la pianta. In ultimo, da non sottovalutare, è il fatto che le specie importate spesso sono foriere di guai in quanto portatrici di malattie;  il nostro habitat non sempre riesce a far fronte a queste forme patogene e il punteruolo rosso delle palme,  la Xella degli ulivi o la Tristeza degli agrumi ne sono purtroppo esempio attuale

Lug

4

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Idee composizioni da copiare…

Categories: Potatore news

Idee composizioni da copiare…

Piccolo esempio di composizione molto colorata, di facile realizzazione e dall’effetto estetico molto bello. Il contenitore ovviamente è solo uno delle tante possibili soluzioni che vanno dal vaso di coccio, di varia forma e altezza, a vecchi contenitori in lamierino smaltato o con evidenti segni di ruggine.  La scelta può anche ricadere vasi sospesi di varie forme e colori ma vanno messi a ridosso di una parete  e i contenitori di profondi almeno 50 cm. Le specie  utilizzate in questo caso sono tre e primeggia come si vede chiaramente la cinca major variegata che nel vaso tende a ricadere e per molti versi ne maschera ampi tratti. La Pachysandra, specie rizomatosa e tappezzante è la seconda specie dal verde intenso ma che nel breve tempo tenderà a riempire tutte le zone del vaso e il senso di altezza viene garantito da un Cupressus-goldcrest facilmente reperibile nei vivai ma anche nei supermercati. visto che la composizione è duratura nel tempo niente vieta di aggiungere a seconda delle stagioni un punto di ulteriore colore con una pianta fiorita di stagione come bocca di leoni, salvia ornamentale, primule, o altre specie che , però non siano troppo invasive. A voi la realizzazione…..

Lug

2

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Dal produttore al consumatore: che prezzi!!!

Categories: Potatore news

Dal produttore al consumatore: che prezzi!!!

Pomodori a 6 euro, ciliegie ad otto, formaggio di capra a 39 euro questi alcuni esempi di un mercato a km zero: vado decisamente al supermercato. Vendere direttamente per gli agricoltori e quello di proporre prodotti a prezzi da fantascienza.  Un parmigiano o grano con stagionatura oltre i 36 mesi normalmente tra i 15  e 18 euro e mi chiedo come si può proporre un formaggio di capra a un prezzo superiore a questo visto la qualità decisamente inferiore ( confermo inferiore) e con la sola differenza che è piu digeribile rispetto alla generalità dei formaggi in commercio ma anche il parmigiano stagionato non è secondo a nessuno per digeribilità. E allora come mai rifornirsi dal produttore mi costa decisamente i 500% o giù di li in più? Alla fonte prugne arance, albicocche, nettarine e pesche, arance vengono venduta dall’agricoltore a prezzi che di solito che non superano i 30-40 cent al chilo. Supermercato lievitano con medi sopra i due euro direttamente dal produttore sul lungomare di Finale Ligure come nel centro di Bergamo per fare solo alcuni esempi assistiamo ad autentiche esplosioni di fantasia di vendita. EHHH ma sono buone,,, sono appena raccolte…..abbiamo un alta qualità!!!. Compro un kg di ciliegie a 5 euro e una vaschetta di ribes in una azienda agricola dai bei titoloni e portati a casa :sapevano di …niente. Mi reco al mercato ortofrutticolo di Bergamo il sabato successivo  compro una serie di cassette tra frutta e verdura tra cui due cassettine di circa 4 kg di ciliege ad…un euro e sii buonissime ottimo tutto ….si d’accordo il paragone non è corretto ma vorrei far capire perchè comprare a caro prezzo dal produttore se poi lo stesso svende al commerciante? la via di mezzo è auspicabile come una maggiore attenzione alle modalità di vendita tra produttori e consumatori…vi lascio a pensare

Giu

29

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Nel pieno dei lavori orticoli: l’orto non va in vacanza

Categories: Potatore news

Nel pieno dei lavori orticoli: l’orto non va in vacanza

Con  l’arrivo di giugno le giornate raggiungono  la  loro massima  durata. Il giorno così lungo permette alla  vegetazione dell’orto di accrescersi con una velocità sorprendente richiedendo cure costanti e ravvicinate. Bisogna controllare la  colorazione  della vegetazione e nel  caso di tonalità troppo  chiare  intervenire con nitrato di sodio  o solfato ammonico  in dosi modeste distribuite su tutto il terreno  e senza  interessare le foglie  che  altrimenti  rimarrebbero scottate. Le piogge del mese scorso hanno sicuramente rinvigorito le erbe infestanti che andranno tolte e possibilmente interrate selezionando  quelle  di interesse terapeutico come malva, ortiche, le radici di bardana, camomilla ecc. che una  volta essiccate  all’ombra saranno preziose per infusi e  decotti. E’  possibile trapiantare all’aperto il sedano,  sicuramente una delle più esigenti piante dal punto di vista  termico. Il  terreno  utilizzato deve essere molto  soffice  affinchè possa essere rincalzato peer l’imbianchimento. Altre  semine possono  essere  effettuate  con  radicchio  estivo, cavolo invernale, rape, fagiolini e fagioli rampicanti. Per  quest’ultimi  può essere riservato  eventualmente  il terreno vicino alla recinzione in modo da far sviluppare  la pianta  sulla rete. La semina a dimora verrà fatta con  una quantità di seme leggermente superiore alle dosi consigliate per la coltivazione in modo di poter eventualmente  selezionare le plantule nate e tener conto dei semi non germinati. Se invece si intende trapiantare direttamente le pianti­ne  con 2-3 foglie è conveniente rimandare di una decina  di giorni. Le  piantine  di pomodoro, melanzana e cetrioli  ormai  in fase avanzata di crescita vanno continuamente  gradualmente scacchiate  sopprimendo  tutti  i germogli  ascellari  e  le foglie basali in modo che i frutti prodotti  successivamente siano completamente spogliati dalle foglie rendendo omogenea la maturazione.

Giu

20

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Stagione che vai….fiori che trovi

Categories: Potatore news

Stagione che vai….fiori che trovi

 

Ogni stagione e in particolare ogni mese si caratterizza per la fioritura di determinate specie di piante; basti pensare a Maggio indiscusso mese delle rose, Novembre il mese dei crisantemi o Dicembre che essendo il mese natalizio è noto per la fioritura delle Stelle di Natale. Sicuramente le mutate condizioni di vita hanno permesso di porre l’attenzione alla bellezza degli interni e pertanto hanno favorito la coltivazione in casa o nei luoghi di lavoro di varie specie atte proprio a rendere tali posti più piacevoli alla vista. Eccetto per i crisantemi che al contrario di altri paesi nei quali sono utilizzati anche per gli addobbi matrimoniali, in Italia vengono ritenuti come “fiori dei morti,” la maggioranza delle piante da fiore viene forzata per ottenere produzioni che soddisfino le sempre crescenti richieste di mercato e fioriture che si protraggono per l’intero anno come ad esempio per le rose. Novembre potrebbe sembrare un mese parco di fiori ma non sicuramente di colori, infatti basta guardare le immense tonalità che caratterizzano la caduta delle foglie che accompagna l’autunno nei giardini e nei parchi, e il ciclamino che da solo riesce a com-pensare la poca disponibilità altre specie. I suoi fiori bianchi, rossi e lilla solitari e con lunghi peduncoli, le foglie a cuore rossastre nella parte inferiore e chiazzate in quella superiore con lunghi piccioli li rendono particolarmente decorativi e adatti in ogni circostanza. I ciclamini, appartenenti alla famiglia delle Primulacee e originari del bacino del Mediterraneo e dell’Asia Minore, vivono nel sottobosco ad altitudine compresa tra i 400 e 800 metri sul livello del mare. Pertanto prediligono temperature comprese tra i 10-11 gradi notturni e i 14-16 massimi durante la giornata con bassa luminosità e umidità relativa molto alta. Diverse sono le varietà commerciali che si distinguono per la colorazione e l’abbondanza di fioritura e inoltre per lo sviluppo fogliare. In natura il ciclamino è una pianta perenne provvista di un grosso tubero globoso molto velenoso mentre per le coltivazioni si preferisce propagarlo per seme nel periodo Settembre-Ottobre per ottenere piante fiorite nell’inverno successivo nelle colture a ciclo lungo 12-14 mesi mentre si semina a Dicembre-Gennaio per le colture a ciclo breve. Se le piantine vengono tenute in appartamento durante la fioritura vanno tenute a temperature non troppo elevate e sistemate su uno strato di argilla espansa immerso nell’acqua in modo di mantenere elevata l’umidità dell’aria e per lo stesso motivo vanno bagnate leggermente e molto spesso. Con la primavera le piantine vanno rinvasate aumentando la dimensione del vaso e utilizzando un terriccio di foglie semidecomposte ricche di calcio.

Giu

4

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Fertilizzanti per l’orto/giardino? Cominciamo a conoscerli

Categories: Potatore news

Fertilizzanti per l’orto/giardino? Cominciamo a conoscerli

 

 

I fertilizzanti si suddividono in : • concimi : si intende qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale od organica, idonea a fornire alle colture l’elemento o gli elementi nutritivi queste necessarie per lo svolgimento del loro ciclo vegetativo e produttivo, secondo le norme e le soluzioni prescritte per legge. • Ammendante migliora le proprietà e le caratteristiche fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno • Correttivo : migliora le proprietà e le caratteristiche chimiche di un terreno.


Il letame è il più completo dei concimi organici misti. Il suo uso va ben oltre il solo apporto di elementi nutritivi ,ma contribuisce alla formazione della sostanza organica del terreno con tutti i relativi benefici. Risulta dalla mescolanza delle deiezioni solide e liquide degli animali domestici con la lettiera e non ha naturalmente composizione fissa, ma variabile a seconda della specie di animale domestico da cui si ottiene, dall’alimentazione e destinazione degli animali stessi ( latte, carne ) e della composizione della lettiera. Per esempio le deiezioni dei cavalli sono più concentrate, meno acquose di quelle dei bovini, che invece forniscono un letame lento di azione . Anche la composizione della lettiera, che può contenere paglia, foglie, torba, segatura influisce notevolmente sull’efficacia finale del letame; talvolta la lettiera, oltre a favorire l’assorbimento delle feci liquide , aumenta il valore fertilizzante per il suo alto contenuto in azoto. Il letame per essere utilizzato deve essere maturo cioè devono trascorrere alcuni mesi in modo che la decomposizione avvenga in concimaia dando modo poi ai microorganismi del terreno di accelerare la loro azione di trasformazione. E’ impiegato, inoltre, nella preparazione di letti caldi e terricciati. Tra altri concimi organici possiamo annoverare anche il  guano 3% di azoto, la pollina, letame di cavallo, di pecora, di suino. La differenza tra questi sta sul contenuto di acqua e con il crescere di questa nella composizione diminuisce il contenuto di elementi al suo interno. Il letame animale non contiene mai elevati quantità di elementi nutritivi e per intenderci la quantità di azoto non è mai superiore al 4-5% ma ha il vantaggio di avere presenti la totalità di elementi nutritivi  necessari alla pianta e sono capaci di migliorare tutte  le proprietà fisiche e chimiche.

Allo stesso modo anche il compost prodotto  negli orti  e nei giardini ottiene lo stesso effetto migliorativo del letame visto che a tutti gli effetti un composto organico

 

Mag

30

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Salviamo dalla plastica il Mediterraneo

Categories: Potatore news

Salviamo dalla plastica il Mediterraneo

Io cosa posso fare? Tutti siamo responsabili con i nostri comportamenti e cattive abitudini ad inquinare di plastica l’ambiente salvo, poi, definirci ecologisti e protettori dell’ambiente. Se utilizziamo piccoli accorgimenti quotidiani diamo una svolta significativa alla protezione dell’ambiente dalla plastica.  Ecco cosa fare:

Via all’utilizzo di acqua in bottiglia se proprio non ne possiamo fare a meno utilizziamo il vetro..

Niente utilizzo di cotton fioc l’odioso bastoncino di ovatta che viene ritrovato ovunque e in particolare nel mare

In spiaggia evitiamo di portare il caffè nei biccherini di plastica che inevitabilmente vengono trascinati dal vento

Evitare l’uso di cannucce e altre guarnizioni per aperitivi e similari riusciamo a bere anche senza cannuccia ..spero.  Oltre a queste piccoli accorgimenti tralasciamo di approfondire altre operazione come quella di fare la doccia al posto del bagno, ridurre lo scarico del water ma anche utilizzare lavastoviglie in classe A al posto di lavare le stoviglie a mano decisamente con maggiore spreco di acqua.

Sacchetti in plastica ormai fuori dall’uso per tutti? Se mettiamo in pratica quanto sopra avremmo un benefizio ambientale notevole e in breve tempo mentre è più facile dare la colpa agli altri per  altri  dei nostri comportamenti antiecologici. Se poi vogliamo esagerare nella protezione dell’ambiente e del microclima basta mettere qualche pianta in balcone o semplicemente alla finestre. Vi sembra poco? Provate a guardare piani e piani di cemento e finestre e viceversa palazzoni dove vi sono piante e fiori e specie verdi. L’impatto visivo e la vivibilità dell’aria e decisamente inimmaginabile. Ricordate i piccoli comportamenti quotidiani danno effetto immediato e nel Mediterraneo continuerà ad esserci più pesci che….plastica.

Mag

28

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Prepararsi ai lavori di giugno

Categories: Potatore news

Prepararsi ai lavori di giugno

Siepi – Con l’arrivo di Giugno bisogna procedere al primo  taglio delle siepi. Il taglio deve accorciare di un terzo i nuovi germo­gli se trattasi di piante in accrescimento e molto energico  per le siepi dallo sviluppo poco rigoglioso.

Fiori e fronde secchi – Da giugno ad Agosto possibile provvedere  alla  semina della lunaria o “monete del papa”.  Le  piantine così  ottenute saranno pronte per l’anno successivo e  una  volta seccate sono l’ideale per composizioni di fiori secchi.

Piante in vaso – I vasi in plastica, con l’arrivo di  temperatura elevate, tendono facilmente a riscaldarsi eccessivamente  creando un ambiente poco ideale alle piante ivi contenute. L’utilizzo  di portavasi in vimini può risultare una valida soluzione.

Prato – I temporali estivi e le zone troppo umide e poco areate sono la causa della comparsa di zone di muschio sul prato. Sempre valido l’utilizzo di un anti-muschio ma il problema va risolto, preventivamente, con lavori di areazione del prato.

Piante da frutta – Le piante di pesco che hanno già prodotto, possono essere prepotate. Si tratta in pratica di effettuare degli interventi di diradamento che favoriranno la lignificazione e l’irrobustimento dei rami che produrranno l’anno successivo.

Piante d’appartamento – Le piante in casa devono essere poste in luogo molto luminoso e lontano dalla luce diretta del sole. Per le piante di origine tropicale la nebulizzazione delle foglie con acqua non calcarea sarà necessaria nelle giornate troppo secche

 

Mag

21

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Progettiamo il futuro giardino

Categories: Potatore news

Progettiamo il futuro giardino

Nella progettazione di un giardino la collocazione degli alberi in un giardino in genere è una delle decisioni più importanti che un giardiniere deve prendere. In giardini di dimensioni ridotte, infatti, un albero può risultare il punto focale dell’intera realizzazione mentre in quelli di dimensioni maggiori la possibilità di metterne a dimora diversi risulta di importanza primaria per il definitivo stile che l’opera deve assumere. Prima di qualsiasi intervento occorre conoscere in modo preciso le caratteristiche della specie da impiantare, l’altezza al massimo sviluppo, la velocità di crescita, la colorazione del fogliame, la presenza di infruttescenze e infine ma non ultimo se è deciduo o sempreverde. Partendo da quest’ultimo aspetto le considerazioni da effettuare sono diverse e riguardano alcuni aspetti pratici che molte volte inizialmente non vengono considerati ma che successivamente diventano autentici problemi. Basti pensare all’enorme massa di fogliame che un acero o un platano lascia cadere a terra durante l’autunno e che, in alcune condizioni crea seri problemi di smaltimento. Se in famiglia si ha disponibilità di un mezzo cassonato o furgonato il problema può essere facilmente risolvibile altrimenti occorre rivolgersi a terzi con il conseguente aumento dei costi. L’utilizzo di specie sempreverdi come il classico abete sistemato in giardino dopo l’utilizzo natalizio, non è indenne da risvolti negativi se posto in giardini di proporzioni non adeguate. E’ vero che non darà problemi per quanto riguarda la produzione di foglie o di residui di potatura ma è anche vero che può divenire un presenza gravosa se si pensa al notevole sviluppo di questa pianta che, nel corso degli anni, può creare eccessive zone di ombra e ostacolare la crescita delle piante limitrofe. Con ciò non si vuole esprimere una contrarietà nell’utilizzo in giardino di queste specie ma semplicemente anticipare risvolti negativi che si possono avere dell’utilizzo in condizioni non idonee. Non è quindi in discussione la bellezza del fogliame di un acero o l’elegante portamento di un abete che tra l’altro in questa regione trovano condizioni ambientali tali da permettere uno sviluppo a dir poco superbo o di qualsiasi altra pianta. Va garantito, però, per ogni specie giusti spazi di accrescimento tali da evitare la competizione con le altre specie presenti. Non va, inoltre, tralasciato che il notevole sviluppo raggiunto da alcune piante, sia dell’apparato radicale che della chioma, può apportare notevoli problemi agli edifici circostanti e alle strutture ad esse connesse. Infatti non raramente può capitare che apparati radicali con notevole sviluppo creino danno alle tubazioni interrate nel giardino o ai vialetti cementati. Altro aspetto da non sottovalutare è la produzione di infruttescenze che molte piante, una volta raggiunto il pieno sviluppo, spargono sul prato sottostante. Oltre all’abbondanza e quindi alla necessità di doverle smaltire è frequente che taluni di questi, come nel caso del tasso e del maggiociondolo, danno luogo a semi velenosi che possono essere facilmente ingeriti da bambini che frequentano il giardino.

Mag

18

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Rose rosa e rampicanti

Categories: Potatore news

Rose rosa e rampicanti

Rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa….prima declinazione latina  di una specie da fiore che non ha bisogno di presentazioni. Si posta questa foto perché se osservata  con attenzione da una soluzione molto bella su come impalcare le rose rampicanti. Infatti l’arbusto è sostenuto da una griglia  in ferro leggero circolare pitturata in verde. Questo permette il completo e armonioso sviluppo dell’arbusto ed evita continue legature. Inoltre la struttura di sostegno non impatta visivamente  la bellezza della piante e non da l’idea della “costrizione” che generalmente accomuna le piante con sistemi di allevamento” obbligati”.