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Nov

5

By Il Potatore

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Il letargo è…. prossimo

I lavori dell‘orto nel mese di novembre tendono a  diventare meno  impegnativi. La temperatura tende progressivamente  ad abbassarsi  e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12.  Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio  predisporre  delle protezioni che riparino  le  colture nelle ore notturne e dal freddo imminente. In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura  di eventuali serre, sarà bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo  EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­ mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di  parassiti.  Nel  caso specifico  dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è prossima  la semina, occorre evitare la messa a dimora su terreno appena letamato facendolo  invece “succedere”  nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e  zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente è  possibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio, e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti, precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli fitosanitari.

Nov

2

By potatore

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L'orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.

 

Apr

16

By potatore

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Categories: Giardino

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Piccolo, ma "grande ginepro"

 Amici del bonsai Val Seriana

 

 

In occasione della 7^ Crespi Cup, parliamo del 2006, dopo aver visitato la mostra bonsai, ho colto l’occasione per fare un giro nelle serre della famiglia Crespi. Tra le tante belle piante, mi cadde l’occhio su una piccola ceppaia di ginepro chinensis. Ottimo materiale, da lavorare subito, di una eleganza unica e con un potenziale esagerato. A fine mostra sono tornato sullo scaffale dove era appoggiato il ginepro, mi emozionava, mi intrigava troppo, mi sarebbe piaciuto averlo tra i miei bonsai , era troppo bello, di varietà itoigawa con aghi corti e spessi. Inoltre ceppaie a 9 tronchi non sono facili da reperire, specialmente di ginepro. Data la dimensione il prezzo era avvicinabile quindi…

Il giorno dopo, di primo mattino, ero già all’opera. Dopo averlo studiato dalla sera prima, ho cominciato a sfoltire, selezionando i rami utili e a fare il filo per una prima impostazione. Come si può vedere, ho eliminato un bel pò di vegetazione, ma senza esagerare per non stressare troppo la pianta. Da subito ho capito che la prima impressione avuta era corretta, nel giro di pochi anni avrei avuto sui miei scaffali uno splendido bonsai.

  continua ……

 

 

Dic

17

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Dicembre

Condensa– Nel Nord Italia sono pochi i lavori da effettuare nell’orto perché il ridotto numero di ore di luce e le condizioni  climatiche decisamente avverse riducono lo sviluppo delle piante alle semplici funzioni di sopravvivenza. Solo per chi opera sotto tunnel  di una certa dimensione è da ipotizzare qualche intervento che per lo più si risolve con il controllo delle condizioni di umidità all’interno del tunnel stesso. Tenori alti di umidità e in particolare l’acqua di condensa che ricade al suolo, infatti,  provocano facilmente fenomeni di marcescenza.

Serre calde – Sono pochi gli orticoltori che possiedono un serra riscaldata anche se molti altri si stanno attrezzando. In questo caso con l’inizio di Dicembre occorre iniziare le semine in cassetta di pomodori e melanzane da trapiantare prima dell’inizio della primavera in piena terra. Produrre piantine provviste del pane di terra è sicuramente la strada migliore percorribile se non altro perché gli stress da trapianto sono ridotti al minimo  o del tutto evitati. Prima di qualunque semina in ogni caso vanno sterilizzati con bagno in soda caustica tutti i contenitori  e gli attrezzi utilizzati.

Attrezzi – pale, zappe, vanghe, forconi e altri attrezzi utilizzati durante la stagione passata  per i vari lavori vanno ripuliti da tutte le incrostazioni utilizzando un spatola finché tutto il materiale ossidante è stato rimosso. Al fine di ottenere la rimozione della ruggine si possono ottenere buoni risultati affondando gli attrezzi per varie volte in un mucchio di sabbia. Dopo aver rifatto il taglio o le punte e rimosso eventuali sbavature con un piccolo flessibile e una morsa  potrebbe risultare utile pennellare con del gasolio le parti ferrose.

Cantina – Gli ortaggi immagazzinati in cantina sono soggetti a trasformazioni che se non opportunamente controllate danno vita a processi degenerativi. Le patate ad esempio, vanno conservate in luogo fresco e ben aerato ricoperte di paglia  e al buio. La luce infatti fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina che dà alla patata la caratteristica colorazione verdognola della polpa e allo stesso tempo la rende velenosa e amara. Kiwi e kaki invece per renderli pronti al consumo vanno “ammezziti” e quindi tenuti al caldo accanto alle mele.

Ott

30

By potatore

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I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

11

By potatore

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Ottobre nell'orto

I lavori dell’orto nel mese di ottobre tendono a diventare meno impegnativi. La temperatura tende progressivamente ad abbassarsi e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12. Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio predisporre  delle protezioni che riparino  le  colturenelle ore notturne e dal freddo imminente.  In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura di eventuali serre, sarà  bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano  effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di parassiti.  Nel  caso specifico dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è  prossima  la semina, occorre evitare la semina su terreno appena letamato facendolo  “succedere” nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto  dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può  trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente èpossibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti,  precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli.

Mar

15

By potatore

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Al Nord bel tempo!.

Il perdurare delle condizioni di bel tempo ha dato la possibilità alle colture dell’  orto di sviluppare notevolmente la crescita. Bisogna in ogni caso essere prudenti ancora per qualche giorno per la messa a dimora di quelle specie come pomodoro, zucchine e cetriolo che necessitano di temperature non inferiore ai 10-12 gradi. Eventuali ripari con film in plastica o campane in pvc possono ancora risultare necessari nelle ore notturne e nei terreni esposti ad est.
La siccità ormai prolungata determina il ricorso sistematico alle irrigazioni che devono essere effettuate nelle ore mattutine e in quelle serali evitando di utilizzate acque molto fredde provenienti da pozzi o condutture molto profonde. In questi casi può risultare utile riempire delle tinozze o dei recipienti in latta, lasciarli al sole per tutta la giornata ed irrigare nelle ore serali. Per coloro che utilizzano grossi fusti per l’irrigazione, possono sciogliere in questi 100-200 grammi di concime completo e utilizzare successivamente l’acqua come fertirrigazione. Per evitare competizione vanno eliminate tutte le infestanti presenti nell’orto e molto cura va posta nella pulizia degli appezzamenti di aglio da erbacce, come “gli occhi della madonna” o veronica comune che tendono a tapezzarle fragole e per le cucurbitacee, invece, il ricorso alla pacciamatura con paglia può essere uno dei migliori sistemi sia per la difesa dalle infestanti che per l’igiene dei frutti. L’utilizzo in ogni caso della pacciamatura a prescindere del materiale usato apporta indubbi vantaggi alla coltura e oltre agli aspetti sanitari determina un risparmio di acqua di irrigazione e trattiene il calore di irraggiamento. Le serre vanno aperte completamente per favorire il ricambio di aria e d evitare lo sviluppo di malattie crittogamiche. Lattuga, spinaci, bieta da coste o erbette ed in ogni caso le specie a semina invernale in genere non sopportano temperature superiori ai 21-23 gradi e pertanto vanno molto aerati.

Gen

14

By potatore

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Orchidee

Nella coltura occidentale l’orchidea è considerata un fiore raro e prezioso e da sempre viene apprezzato per la durata e la raffinatezza dei colori adatto per essere regalato in particolari occasioni anche in considerazione del notevole prezzo di mercato. Questo perché in passato la coltivazione era riservata a pochi “eletti” che ne conoscevano le caratteristiche di coltivazione ed erano attrezzati con impianti serricoli atti a matenere un ambiente idoneo. Le esigenze delle Orchideacee in genere si discosta tra l’altro notevolmente dalle altre specie da fiore e non solo per quanto riguarda le esigenze climatiche ma in particolare per il substrato di coltivazione trattandosi di piante epifite e che quindi devono il loro nutrimento a radici aeree oltre al sistema radicale posto alla base. Questo e altri fattori ha fatto si che per la coltivazione si pensasse che tali piante potessero crescere in modo soddisfacente solo in serra e che solo giardinieri di comprovata abilità riuscissero a ottenere fioriture soddisfacenti. Questo è vero solo in parte in quanto alla famiglia delle Orchideacee appartengono circa 750 generi con più di 20.000 specie dai quali sono derivati una quantità notevole di ibridi e varietà che hanno la caratteristica di svilupparsi non solo sugli  e arbusti senza peraltro parassitarli come le specie epifite anzidette ma di tante altre che vivono e si sviluppano nel terreno. E’ però vero che la gran parte di quelle coltivare dall’uomo sono specie epifite che hanno la peculiarità di formare dei germogli dal rizoma principale che sta sulla superficie del vaso e sviluppa le radici verso il suo interno e che successivamente ad intervalli forma dei pseudobulbi che a loro volta danno vita a foglie. Questi pseudobulbi fioriscono in genere una sola volta mentre se ne continuano a formare altri che a loro volta produrranno foglie e quindi fiori. Il problema maggiore per la coltivazione è la preparazione di un giusto miscuglio che prevede l’utilizzo in parti uguali di terra grassa fibrosa, terriccio di foglia o torba, muschio di sfagno a pezzi e sabbia grossolana o perlite. In passato era molto utilizzato, visto i notevoli risultati, terriccio e fibra di Osmunda ma dopo l’eccessivo sfruttamento dei depositi naturali di questa felce si è rischiato di estinguerla e pertanto è diventata una specie protetta al pari delle stesse orchidee spontanee presenti in Italia su quasi tutto il territorio nazionale. L’affinarsi delle tecniche di coltivazione ha però permesso di sostituire l’Osmunda con altri substrati di origine naturale come la scorza grossolana di pino. Per coloro che intendono regalare quello che in Tailandia, uno dei maggiori produttori di questo fiore al mondo, viene chiamato “fiore del sorriso”, nella scelta delle piantine o del fiore reciso deve tener conto di alcuni fattori importanti come la freschezza del prodotto, la brillantezza e la consistenza del fiore e malgrado le convinzioni comuni va considerato il numero dei fiori aperti e non quello della lunghezza dello stelo.

Gen

12

By potatore

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Bombi, crisope e forficole……

 

Molto spesso il rapporto che l’uomo ha con gli insetti da vita ad una sensazione di fastidio e di molestia generalizzando e enfatizzando i disturbi che mosche e zanzare principalmente nella stagione estiva arrecano. In effetti solo una parte ristretta degli insetti presente in natura è causa di fastidi all’uomo mentre una parte consistente oltre a non arrecare nessun disturbo all’uomo diventa indispensabile per le coltivazioni che lo stesso attua. Un esempio notevole e significativo viene dato dalle api che come noto oltre alla produzione di miele sono indispensabili per l’impollinazione e per lo stesso motivo negli ultimi anni nelle serre vengono posti delle arnie di bombi (Bombus terrestris) imenotteri dal corpo tozzo e peloso di colore nero-giallo che con il loro lavoro aumentano le rese dei pomodori e di altri ortaggi. Oltre a questi, meno conosciuti, ma non di minore importanza sono le coccinelle, le Crisope e le Forficole oltre ad una notevole schiera di Imenotteri e Ditteri che essendo dei predatori naturali di afidi, autentico flagello delle coltivazioni, riducono in materia consistente il proliferare di quest’ultimi. Purtroppo in quest’ultimi tempi si assiste ad una diminuzione di ripari naturali per la popolazione di insetti utili e inoltre l’utilizzo di antiparassitari non selettivi riduce notevolmente lo sviluppo di questi antagonisti naturali con l’aumento delle infestazioni di afidi, cimici, ragni. Pertanto risulterà molto utile non eccedere nei lavori di pulizia degli affranti, dei cigli inerbiti o di zone cespugliose in prossimità di orti e giardini in quanto è proprio in questi luoghi che normalmente svernano la maggior parte di insetti utili mentre sarà il caso di mettere da parte i pregiudizi su alcuni insetti tra cui le forbicine, innocue per l’uomo ma predatori di afidi e infine anche per le nauseabonde cimici dei campi forse sarà il caso di avere una più “umana comprensione”.

Ott

6

By potatore

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Extracomunitari grazie!

di Simone Lubrano

La mia azienda agricola copre 60 ettari di terreno in 2 zone diverse, Arcene in provincia di Bergamo ed ad Asola in provincia di Mantova. Questa strategia di utilizzare due ambienti diversi, è utilizzata per il semplice fatto che se succede una tempesta in una zona l’altra soccorre nella produzione per rientrare nei programmi dei clienti.  La nostra azienda produce per tutte le aziende di 4° gamma che  si intende aziende con prodotti lavati e imbustati pronti al consumo. Nella mia azienda vi sono 2 tipi diversi di coltivazione:a campo aperto che copre 60 ettari di terreno e 3 ettari di terreno sono occupati dalle serre. Nel campo aperto la raccolta è fatta a mano, e questo compito è assegnato agli extracomunitari, che sono gli unici che sono disposti a fare questo tipo di lavoro, invece nelle serre la raccolta è fatta da macchinari guidati da operai specializzati.

Nel campo aperto si coltivano  indivia Riccia, Scarola, pan di zucchero, quindi tutte insalate a cespo, e queste vengono coltivate solo durante la primavera e l’autunno. Nelle serre si coltiva tutto l’anno, insalatina (verde,rossa), valeriana, rucola. I dipendenti sono 19 e la maggior parte è costituita da extracomunitari tutti in regola con contratti fissi. Secondo me agli extracomunitari dovremmo dire grazie perché sono gli unici che si offrono a fare lavori pesanti e stressanti, e quindi molti settori sono ancora presenti grazie alla loro presenza, perché gli italiani si rifiutano di fare questi lavori.