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Mag

18

By Il Potatore

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Rose rosa e rampicanti

Rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa….prima declinazione latina  di una specie da fiore che non ha bisogno di presentazioni. Si posta questa foto perché se osservata  con attenzione da una soluzione molto bella su come impalcare le rose rampicanti. Infatti l’arbusto è sostenuto da una griglia  in ferro leggero circolare pitturata in verde. Questo permette il completo e armonioso sviluppo dell’arbusto ed evita continue legature. Inoltre la struttura di sostegno non impatta visivamente  la bellezza della piante e non da l’idea della “costrizione” che generalmente accomuna le piante con sistemi di allevamento” obbligati”.

 

Apr

6

By potatore

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Categories: Giardino

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Innesti: facili rose

Per chi volesse imparare ad innestare niente di meglio che incominciare con le rose. Spine permettendo, innestarle a scudetto durante il periodo estivo inizio autunno è molto semplice e  dare vita a creazioni molto fantasiose, di cui spero di pubblicare prossimamente il risultato di quanto mi accingo a  proporre: innestate su un soggetto come da foto, selvatico o rosa canina, varietà di rose diverse e, allo stesso tempo,  lasciate sviluppare un ramo di selvatico. L’effetto estetico è garantito e un sole esemplare avrà rose di rosse, gialle, tea ma anche bianche ( il ramo lasciato dal portainnesto).

Apr

28

By potatore

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Rose ad alberello

Le rose ad alberello sono ottenute con l’innesto di una rosa ornamentale sul fusto di una specie a portamento eretto.  Non tutte le rose da giardino si prestano all’innesto e i risultati migliori si ottengono con le cultivar a fiore piccolo o con quelle tappezzanti.  Le prime formano una bella sfera compatta di fiori, le ultime una corona con getti ricadenti. I fiori di queste cultivar hanno il formato più piccolo delle rose da giardino comuni, ma la fioritura è possibilmente ancora più abbondante.  Questo mese, i garden hanno in vendita una ricca scelta di cultivar, tra cui la ‘Estrellita d’Oro’, con fioritura di colore albicocco, la’Cinderella’, bianca, la’Yellow Beauty’, gialla, e la’Orange Beauty’, arancione.  Davvero particolare è la varietà ‘The Fairy’ (che in italiano significa La Maga), che fa onore al suo nome per i fiori doppi, di colore rosa pallido, che regalano una magica fioritura in estate inoltrata.

Una bella coppia!

Con le rose ad alberello si possono creare contenitori misti di grande effetto, accostandole ad esempio  ad ederine o altre piante perenni, che coprono la terra e mettono in risalto la forma slanciata del fusto.  Con l’abbinamento a piante fiorite dello stesso colore si realizza una composizione armoniosa, mentre la scelta di piante verdi crea un contrasto di colori.

Le origini

Le rose selvatiche, indigene nella zona tra la Cina e la Gibilterra, sono coltivate da migliaia d’anni per la bellezza e il profùmo dei fiori e per le proprietà medicinali, come risulta tra l’altro dalla scoperta di pitture murali di rose a Creta, che risalgono al duemila avanti Cristo, e dal fatto che sappiamo che gli antichi romani estraevano l’olio di rosa dalla pianta.  Durante il Medioevo, nei Paesi ora appartenenti all’Europa, l’uso della rosa come ornamento e medicina andò perduto, ma non nel mondo arabo.  Furono i cavalieri crociati ad introdurre in Europa le prime rose profumate dal Damasco.  La scoperta delle rose tea in Cina, avvenuta alla fine del Settecento, ha dato un importante stimolo al lavoro d’ibridazione e la coltivazione di queste piante in giardino continua fino ad oggi.

Mag

13

By potatore

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Era il tempo delle rose

“Era  il  tempo delle rose” citava una nota canzone  e si aveva  subito l’idea di trovarsi a  Maggio  unico periodo possibile in cui si poteva assistere alla splendida fioritu­ra di questi fiori. Ma tanti anni sono trascorsi da allora e tante altre canzone si sono occupate di un fiore intramonta­bile e in continua evoluzione botanica. Infatti  in  passato era la Rosa  Gallica  originaria del Centro-Europa  a caratterizzare la fioritura di questa specie e per il fatto che la stessa non era rifiorente limitava ad un periodo ristretto l’utilizzo e la commercializzazione di questa Rosacea. Con l’arrivo dall’oriente della Rosa  tea (Rosa  indica fragans) si è introdotta nelle  colture  indu­striali la caratteristica rifiorenza cioè la capacità di più fioriture in un anno che caratterizzano il mercato  attuale. Sono  appunto le rose cespugliose rifiorenti a fiore  grande ad  interessare il mercato e tra queste oltre la Rosa tea, l’ ibrida rifiorente e la pernetiana e i  loro ibridi  ad essere largamente usati nell’opera i selezione verso varietà che ne migliorano la sfumatura dei colori e le caratteristi­che di conservabilità dei fiori. L’interesse  invece manifestato per le specie a mazzetti e uniflore  a  fiore  piccolo sta nel fatto  che è possibile ottenere con queste un prodotto a basso prezzo e più  di massa.  L’aspetto  che i genetisti hanno molto curato  e  la floribundità della specie cioè la capacità di una produzione elevata di fiori vendibili e i brevetti di nuove varietà si sono  succeduti con la stessa rapidità con cui si  è accre­sciuto  negli  ultimi anni l’interesse dei  consumatori  che hanno  fatto  delle rose il fiore di  tutte  le  occasioni. All’occasione  si  regaleranno  rose  rosse  per  rendere esplicito  un  messaggio di amore ardente  ed  un manifesto segno d’attrazione, rose gialle quando la gelosia dell’amo­re tradito accomuna in n silenzio reciproco e rose  bianche in omaggio all’innocente fanciulla. Resta beninteso che  le rose rosse arrivate alla mamma per il suo compleanno possono anche  significare  perdono  per la brutta  pagella  che  il figlio ha portato a casa. Rosai, rampicanti, antiche, a mazzetti, rosse e rosa sono una  delle tante soluzioni per il giardino e sulla colloca­zione  non vi è mai il rischio di sbagliare vista l’estrema adattabilità  della  pianta e la capacità  di abbinarsi a qualsiasi contesto e contrasto di colori che il giardino più austero  può  presentare. Una buona concimazione e un  buon terreno sono ovviamente premessa per una fioritura  duratura ed  abbondante. Molta cura va invece posta per la potatura che deve tenere conto del portamento della pianta e delle caratteristiche. Vanno potate basse con tagli netti e  lisci le  specie da rosai ad aiuole mentre sfoltire e mantenere rami sempre giovani sarà la prerogativa da tener conto  per quelle rampicanti.

Mar

7

By potatore

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Gliocladium roseum

Si chiama Gliocladium roseum ed oltre ad essere un fungo della Patagonia cilena, può rappresentare una grande risorsa per l’ambiente e i bio-combustibili. Alcuni scienziati  hanno scoperto infatti che è in grado di produrre un combustibile simile al diesel, il ‘mico-diesel’ appunto ed è stato scoperto all’interno dei rami dell’Eucryphia, albero tipico del Cile. “Il Gliocladium – produce dei gas e degli idrocarburi, normalmente associati al diesel, da residui vegetali. Si tratta dei primi organismi mai scoperti finora che producono molti degli ‘ingredienti’ del diesel”. Il mico-diesel può essere dunque una valida alternativa all’etanolo o meglio bio-etanolo estratto dalla canna da zucchero e insieme alla  Jatropha curcas, piccolo arbusto velenoso ma con semi ricchi di olio essere per il futuro speranza di alternativa ai combustibili fossili. La jatropha in particolare contiene nei suoi semi oltre il 30% di olio e dopo semplice filtrazione essere utilizzato tal quale nei motori diesel. Altro vantaggio che vive in luoghi aridi e inutilizzabili ai fini delle normali produzioni agricole e quindi al contrario del biodiesel classico non entrare in concorrenza con le produzioni agricole. Sarà la ricerca a salvare l’uomo?

Mag

13

By Il Potatore

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Ortaggi in “famiglia”

Ortaggi in “famiglia” – Per evitare di mettere a dimora in successione piante appartenenti alla stessa famiglia o poco compatibili tra di loro, di seguito alcune specie con le famiglie di appartenenza. Spinaci e biete da costa fanno parte della famiglia delle Chenopodiacee mentre alle Solanacee appartengono quelli che vengono comunemente definiti ortaggi da frutto come i pomodoro, le melanzane, i peperoni e le patate. Alle leguminose oltre i ben noti piselli e fagioli appartengono anche fave, lenticchia, soia ceci. Infine le aromatiche considerate a tutti gli effetti nell’ambito delle colture ortive ; tra le specie più diffuse molte appartengono alla famiglia delle Labiate come il basilico, la melissa, alcune specie di menta, origano, rosmarino, salvia, santoreggia e alcune specie di timo.

Trapianti – Molta attenzione va anche posta nell’utilizzo di piantine in torba pressata; Il pane di terra deve essere completamente interra­to  e possibilmente compresso lateralmente mantenendo alta l’umidità del substrato  per evitare fenomeni di “scollamento”. La piantina va inoltre interrata tenendo conto del livello tenuto nei contenitori alveolati e in particolare il “colletto” della piantina non va coperto da ulteriore terriccio per evitare fenomeni di marcescenza anche se nel caso del pomodoro ciò viene sopportato se non gradito. In caso di trapianti a radice nuda vanno preferite le ore pomeridiane e serali e con l’utilizzo di un cavicchio una volta interrate il terreno circostante va pressato e annaffiato abbondantemente.

Pomodori – Il colpo di coda invernale non deve trarre in inganno, settimana  si possono ancora mettere a dimora in pieno orto le piantine di pomodoro. La densità di coltivazione consigliata è di 3 piantine a metro quadrato utilizzando preferibilmente file binate o doppie al fine di una buona utilizzazione della luce e distribuzione radicale. Le distanze previste sono di 35-40 cm sulla fila 60 cm tra le file e 90 cm tra le bine. Diminuendo tali distanze si alzerà la densità di coltivazione e allo stesso tempo aumenterebbe la produzione a scapito della pezzatura o grossezza dei frutti. Tale sistema può risultare utile anche per diminuire il numero dei tutori necessari per l’allevamento in verticale e per avere a disposizione maggiore spazio per le varie operazioni, scacchiatura, zappettatura, raccolta.

Lavori – Aglio e cipolle: le aiuole vanno ripulite dalle piante infestanti mediante zappetture interrando con la stessa un po’ di concime complesso. Bietole da coste: Provvedere a nuove semine, diradare e ripulire dalle infestanti quelle seminate in precedenza e provvedere alla raccolta delle coltivazioni seminate in autunno. Carote: proseguire nelle semine scalari, diradare e concimare quelle seminate in precedenza. Cavoli: seminare le varietà estive in semenzaio o vasetto. Fagioli: seminare sia le varietà nane che rampicanti nelle località di pianura aspettare la fine del mese per le località meno assolate. Lattuga a cappuccio: seminare e trapiantare le varietà a raccolta tarda primavera, procedere alla completa raccolta di quella allevata in serra.

 


Set

13

By Il Potatore

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Giardino acquatico

Anche una tinozza può diventare un giardino acquatico basta accontentarsi ma chi dispone di spazi maggiori può creare un vero ecosistema dove pesci e piante in reciproca simbiosi sono la gioia di grandi e piccini. La struttura del laghetto generalmente è formata o da un bacino rivestito da pvc o altro materiate impermeabilizzante atossico oppure da vasche preformate facilmente reperibili nei negozi specializzati che possiedono anche una vasta scelta per dimensioni e forme. Una volta formata la vasca occorre collocare innanzitutto le specie vegetali tenendo presente due punti fondamentali: il numero delle specie da mettere a dimora e la giusta proporzione tra specie galleggianti e specie sommerse. Riguardo il primo punto diversi sono gli aspetti da verificare e tengono presente non solo del rapporto specie-spazio disponibile ma anche la scelta delle specie tenendo conto anche della varietà delle forme e delle tonalità di verde che il fogliame pre-senta. Nella scelta delle specie, inoltre va utilizzata la logica per la quale, in caso di utilizzo di piante a fogliame piccolo, è possibile utilizzare numerose specie, disposte preferibilmente a gruppi; così facendo si otterranno delle aree omogenee sia per colore che per epoca di fioritura. In caso di utilizzo di specie a foglie grandi come Gunnera, Rodgersia e Hosta è necessario, invece utilizzare poche piante ben distanziate tra loro siste-mandole in modo da avere le più grandi dietro come sfondo, e a scalare in avanti quelle più piccole. Per essere certi del risultato, sarà conveniente, prima della definitiva messa a dimora, provare la sistemazione lasciando le piante nei contenitori ed una volta certi interrarle. Per quanto riguarda le specie galleggianti risulta fondamentale la loro presenza per impedire o quantomeno contenere lo sviluppo delle alghe. Ninfee, castagne d’acqua, erba pesce rappresentano alcune possibilità di scelta per i climi più rigidi e vanno zavorrate all’interno di un cestello di plastica pieno di terriccio coperto di ciotoli. Le piante galleggianti devono però non entrare in eccessiva competizione con quelle sommerse che necessitano di luce per svolgere la funzione fondamentale di filtro dell’acqua di sostanze inquinanti che sono la causa dello sviluppo delle alghe. Helodea canadensis, comunissima negli acquari, Hottonia e Ceratophyllum demersum vanno sistemate al fondo con lo stesso sistema delle galleggianti e vanno diradate con lo sfoltimento della chioma in caso di eccessiva vigoria vegetativa. Una volta verificato che il ph dell’acqua sia intorno a 7 possono essere introdotti i pesci. Le specie sono diverse e vanno dai comunissimi pesci rossi alle colorate carpe giapponesi o al Leuciscus idus rilevatore del grado di ossigenazione dell’acqua. L’attenzione va posta sul loro numero e quindi del consumo di ossigeno che in ogni caso può essere migliorato con un gettito di acqua. La loro presenza varia in funzione dei gusti di ognuno ma va tenuto in debito conto oltre all’interesse suscitato nei bambini il controllo sulle zanzare che essi esercitano.

Giu

20

By Il Potatore

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Stagione che vai….fiori che trovi

 

Ogni stagione e in particolare ogni mese si caratterizza per la fioritura di determinate specie di piante; basti pensare a Maggio indiscusso mese delle rose, Novembre il mese dei crisantemi o Dicembre che essendo il mese natalizio è noto per la fioritura delle Stelle di Natale. Sicuramente le mutate condizioni di vita hanno permesso di porre l’attenzione alla bellezza degli interni e pertanto hanno favorito la coltivazione in casa o nei luoghi di lavoro di varie specie atte proprio a rendere tali posti più piacevoli alla vista. Eccetto per i crisantemi che al contrario di altri paesi nei quali sono utilizzati anche per gli addobbi matrimoniali, in Italia vengono ritenuti come “fiori dei morti,” la maggioranza delle piante da fiore viene forzata per ottenere produzioni che soddisfino le sempre crescenti richieste di mercato e fioriture che si protraggono per l’intero anno come ad esempio per le rose. Novembre potrebbe sembrare un mese parco di fiori ma non sicuramente di colori, infatti basta guardare le immense tonalità che caratterizzano la caduta delle foglie che accompagna l’autunno nei giardini e nei parchi, e il ciclamino che da solo riesce a com-pensare la poca disponibilità altre specie. I suoi fiori bianchi, rossi e lilla solitari e con lunghi peduncoli, le foglie a cuore rossastre nella parte inferiore e chiazzate in quella superiore con lunghi piccioli li rendono particolarmente decorativi e adatti in ogni circostanza. I ciclamini, appartenenti alla famiglia delle Primulacee e originari del bacino del Mediterraneo e dell’Asia Minore, vivono nel sottobosco ad altitudine compresa tra i 400 e 800 metri sul livello del mare. Pertanto prediligono temperature comprese tra i 10-11 gradi notturni e i 14-16 massimi durante la giornata con bassa luminosità e umidità relativa molto alta. Diverse sono le varietà commerciali che si distinguono per la colorazione e l’abbondanza di fioritura e inoltre per lo sviluppo fogliare. In natura il ciclamino è una pianta perenne provvista di un grosso tubero globoso molto velenoso mentre per le coltivazioni si preferisce propagarlo per seme nel periodo Settembre-Ottobre per ottenere piante fiorite nell’inverno successivo nelle colture a ciclo lungo 12-14 mesi mentre si semina a Dicembre-Gennaio per le colture a ciclo breve. Se le piantine vengono tenute in appartamento durante la fioritura vanno tenute a temperature non troppo elevate e sistemate su uno strato di argilla espansa immerso nell’acqua in modo di mantenere elevata l’umidità dell’aria e per lo stesso motivo vanno bagnate leggermente e molto spesso. Con la primavera le piantine vanno rinvasate aumentando la dimensione del vaso e utilizzando un terriccio di foglie semidecomposte ricche di calcio.

Mag

16

By Il Potatore

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Il rosario in giardino

Piacevoli usanze che piano piano tendono, ahimè, a scomparire ma di cui se ne avverte la enorme necessità. Una occasione di incontro religioso che oltre a nutrire l’anima, senza peccare , può anche nutrire la vanità del padrone di casa.  Ecco cosa fare per non farsi trovare impreparati in tali eventi.  Sfalciare il prato  tre quattro giorni precedenti all’evento in modo da trovare il prato perfettamente verde, nel mese precedente riempire ciotole e vasi di fiori in modo di avere punti di colori  piacevoli e rilassanti,  verificare lo stato sanitario delle specie presenti in giardino in modo da non avere sorprese  nei giorni precedenti con attacchi massicci di  afidi o altre malattia. Ad esempio, la bolla del pesco, lascia il fogliame con vistose macchie necrotiche fortemente impattante alla visuale.  L’occasione di ricevere in giardino un gruppo di  visitatori sarà lo stimolo a curare anche quei particolari che generalmente vengono tralasciati o rimandati ma che una volta eseguiti danno al giardino un aspetto gradevole e curato. Nella foto un’altro pregevole esempio di composizione fatta con spighe verdi di orzo e rose  sia tea che rosse.

 

Mag

14

By Il Potatore

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Composizioni…in casa

Ecco un idea di arredo verde e con poca spesa. Poche rose raccolte in giardino rosse, rosa,  tea poco importa ma con una bella guarnizione di spighe di orzo che danno un tocco finale di stagionalità. Rivalutare e ricorre ad idee nuove e poco costose in casa, la rende più vivibile e al tempo stesso da quel senso di familiarità e calore che tendo a scomparire a casa per effetto della presenza di troppi elettrodomestici e computer.  Dopo il boom dei pomposi vasi di rose rosse (oggi costosissime) il ricorso a specie prataiole o erbacce spontanee come guarnizione con abbinamento di pochi fiori nei vasi di fiori recisi  tendono a rendere più allettante il trascorso in casa. Il verde è notorio  che calma e ha una funzione rilassante, specialmente in casa, e allora? Perché privarsene? Mi prometto di tornare sull’argomento con nuove idee ….

Nov

12

By Il Potatore

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Novembre..

 

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell’erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

 

Dic

17

By Il Potatore

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PATA NEGRA….NO GRAZIE!!

tatanegra

Con sorpresa ho visto, in una nota catena di supermercati, un bancale pieno di prosciutti spagnoli Pata Negra e senza sorpresa ho visto il prezzo di vendita: ci vuole un mutuo! Resta però curiosamente da chiedere come mai tanta esterofilia? I prosciutti italiani non sono più qualitativamente appetibili? Il loro prezzo è eccessivo rispetto al Pata Negra? No! inspiegabilmente compriamo prodotti esteri,  di cui possiamo fare a meno, quando, invece, potremmo acquistare prodotti nazionali di gran lunga qualitativamente migliori, con garanzia di certificazione sulla filiera utilizzata e  controlli più capillari , garanzie che non sempre abbiamo sui prodotti esteri.  Benessere animale all’estero è solo una bella parola, le condizioni di crescita degli animali non hanno niente a che vedere con gli standard italiani. Il disciplinare del Prosciutto di Parma , per esempio, consta di oltre 150 pagine nelle quali sono chiaramente individuate le razze,  le zone di allevamento, l’età di macellazione e il peso, queste sono solo  alcune delle regole che fanno del Prosciutto di Parma uno dei migliori al mondo. Allora quale è la necessità di comprare prodotti esteri? Visto la qualità e il prezzo competitivo perché non utilizzare prodotti su cui  le spese di trasporto sono inferiori, la qualità è certificata e che incentivano il lavoro degli italiani?  Si ci lamenta della crisi ma la incentiviamo comprando all’estero sia  gli alimentari : le arance, formaggi, prosciutti sia le automobili e curiosamente, nonostante l’Italia sia il primo produttore di vino al mondo, gli scaffali dei supermercati sono anche pieni di vini sudafricani, californiani, champagne francese. Anche le scuole organizzano gite all’estero quando i ragazzi non conoscono il paese che detiene il più ricco patrimonio di antichità: l’Italia.

Il mio augurio per il 2017 è che a Gennaio i telegiornali e i giornali, a piene pagine, commentino il boom di consumo di prodotti italiani e sottolineano come persino lo champagne ha avuto un crollo di consumi in Italia mentre spumanti e prosecchi hanno riempito i nostri bicchieri: buona Italia a tutti.

Nov

18

By Il Potatore

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Piantiamo i bulbi

 

 

Pieno autunno e occorre pensare alla primavera e anche se il tutto può sembrare strano in effetti non lo è se si pensa alle aiuole di bulbose Proprio in questo fine mese occorre mettere a dimora le specie bulbose che caratterizzeranno le aiuole primaverili se per alcuni sembrerà un controsenso proprio in novembre bisogna pensare a quello che sarà il giardino di primavera e quindi provvedere di conseguenza con la messa a dimora delle bulbose che in genere danno via alla cascata di colori e profumi che caratterizzano la stagione primaverile.
I bulbi di gladiolo e lilium raccolti e selezionati durante il periodo settembre-ottobre vanno messa a dimora tenendo molto conto del diametro. Se sono stati conservati in cantina e si hanno dei dubbi sulla loro conservazione è importante controllare uno a uno scartando i bulbi selezionati da larve e insetti oppure rovinati dall’espianto; dovranno inoltre essere eliminati quelli che presentano il minimo segno di sviluppo di muffe. I bulbi rimasti dovranno essere compatti, turgidi e con l’epidermide liscia e devono possedere un diametro superiore a due cm. L’esperienza di selezione e ricerca ha dimostrato che i bulbi presentano una migliore infiorescenza con l’aumentare del calibro e pertanto è conveniente sempre selezionare le piante da riprodurre tra quelle che avranno formato bulbi con calibro maggiore. La messa a dimora per lilium, narciso, tulipano e giacinto è consigliata fino al mese di novembre mentre gladiolo e amarilli conviene aspettare il periodo marzo-aprile.
Dalle indicazioni precise sulla densità di semina risulta molto difficile in quanto questa varia a seconda della dimensione dei bulbi o del calibro o della vigoria delle singole specie. Da considerare inoltre che le forme di impianto sono diverse con i gusti dei singoli che con abilità diversa preferire la costituzione di vialetti e specie singole con varietà diverse, per avere una scala cromatica varia oppure preferire l’alternanza di specie e varietà diverse per ottenere dei camminamenti lungo i vialetti con fioriture scalari in modo da poter avere in epoche diverse macchie di colori che risaltino il verde del prato. A questo proposito possono trovare posto nel prato delle piccole aiuole irregolari o oppure delle ciotole sfruttando inizialmente l’abbondanza di colorazione delle bulbose e successivamente, allo sfiorire di quest’ultime, i fiori dati dalle piante stagionali. Relativamente al terreno va tenuto presente che tulipani, fresie, lilium e giacinti preferiscono terreni leggeri e sabbiosi ricchi di calcio e con pH leggermente acido; gladiolo e iris sopportano terreni più pesanti e argillosi. La preparazione del terreno deve però essere molto accurata con una vangatura molto profonda con la quale va inglobato possibilmente del letame anche se la struttura soffice e lacunare del terreno è molto più importante per la riuscita per una omogenea fioritura.

Lug

9

By Il Potatore

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Roccioso …!!

  Non tutte le aree verdi sono adatte alla costruzione di un giardino roccioso. Diverse sono le alternative nel caso in cui si voglia lo stesso creare un insieme rustico e naturale, la qualcosa è possibile quando si ha a disposizione un muro a secco, con l’utilizzo di contenitori particolari o con la creazione di aree lastricate. Nel primo caso, l’effetto verde, risulterà di indiscutibile fascino anche se comporterà un notevole lavoro e pazienza iniziale, gli sforzi saranno ripagati successivamente. Il miglior sistema, nella collocazione delle specie vegetali è quello al momento della costruzione del muro stesso ma se ciò non fosse possibile occorrerà provvedere diversamente. In quest’ultimo caso la colonizzazione del muro deve essere effettuata utilizzando principalmente abbondanti quantità di semi che, miscelati a terriccio e sabbia, vengono fatti scivolare negli spazi tra i sassi che costituiscono il muro. La moria dei semi risulterà notevole ma garantirà la sopravvivenza di un certo numero di semi da cui si svilupperanno le future piantine. Nella scelta del miscuglio vanno selezionate specie con fioritura a scalare in modo da ottenere colorazioni diverse da Febbraio-Marzo ad Ottobre-Novembre. Il giusto contrasto di colori può essere ottenuto anche con l’utilizzo di specie selvatiche perenni, che risultano anche molto resistenti e necessitano di poca manutenzione. Alisso, achillea, sedum, cineraria e garofanini sono alcune delle specie erbacee più frequenti che assicurano insieme una fioritura da Marzo ad ottobre. Nel caso in cui il muro sia costituito da cemento o altro materiale che non permetta la collocazione al suo interno dei semi, l’ostacolo può essere aggirato sistemando alla base delle rose, dell’edera o altre specie rampicanti che possono essere fissate con dei chiodi alla parete e nella parte alte del muro posizionare specie ricadenti nel terreno, se trattasi di muro paraterra, altrimenti sistemando delle fioriere rettangolari al cui interno troveranno posto le piante selezionate. Nella scelta delle specie va tenuto anche conto della predilezione al pieno sole o all’ombra delle piantine e nel secondo caso la scelta e sicuramente più agevole visto le varietà disponibili in commercio. Vecchi lavandini in pietra, vecchi mastelli in legno oppure delle botti in disuso possono essere altra valida alternativa ma anche un lavello smaltato in disuso può risultare ben mimetizzato e amalgamato nell’ambiente circostante se in esso vengono piantate specie ricadenti come il comunissimo geranio edera.
Le crepe e le insenature tra le lastre in pietra, porfido o pavimenti da giardino possono essere sfruttati per spezzare la monotonia di colori di questi materiali. In questi casi una volta svuotate le fessurazioni e riempite con un terriccio appropriato possono essere seminate con Achillea, campanule e Festuca rubra resistenti al calpestio.

Apr

26

By Il Potatore

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Idee da copiare!!

Un paio di vecchi scarponi o di stivali,un paio di piantine come begoniette o rosette di Sempervivum,un po di terriccio e tutto è pronto.

Piccola creazione che può trovare collocazione nel giardino di casa ma anche fuori casa, nelle vecchie vie o in qualsiasi angolo da abbellire o in cui creare un punto di interesse. Se avete un negozio,idee del genere creano molto interesse al pari di qualsiasi vaso fiorito o semplicemente con specie con fogliame ornamentale come kentie o dei banalissimi Coleus dal fogliame allegramente variegato. Posizionateli in mezz’ombra visto che il poco terreno presente rischia velocemente di asciugarsi me l’effetto è garantito e la curiosità….non solo donna!

Mar

1

By Il Potatore

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Inverno agli sgoccioli!

Lavori – Poche settimane all’arrivo della primavera e l’inizio di  questa stagione,  si sa, coincide con la piena riapertura dei lavori  nel proprio  orto. Se ancora non è stato fatto bisogna cominciare a pensare  quali  colture impiantare  per avere  un orto rigoglioso durante  i  mesi successivi. Per ottenere buoni risultati non c’è bisogno di grandi  fatiche, ma è necessario solo  effettuare, fin dalle prime  fasi  della coltivazione, le giuste operazioni. In condizioni di terreno asciutto e ben riscaldato  si  potrà cominciare a preparare il letto di semina togliendo l’eventuale pacciamatura invernale o nel caso in cui sia stato vangato in autunno, basterà solo smuoverlo superficialmente  e  poi  spianarlo. Una  volta rimosso  il terreno, è preferibile incorporare un pò di concime minerale ternario.

Fragole – Una coltura che si può già impiantare nell’orto è la fragola la quale  oltre a  dare  dei  frutti buonissimi,  non richiede  particolari accorgimenti ed è abbastanza resistente al freddo. Rosacea perenne stolonante supera tranquillamente i rigori invernali arrestando la crescita intorno ai 6°C e generalmente viene danneggiata dal freddo sono in periodo di fioritura e con temperature inferiori allo 0°C. Nei fragoleti impiantati durante l’annata precedente le cure devono essere indirizzate alla pulizia della foglie morte, ad una prima fertirrigazione con azoto, potassio e microelementi e al controllo dello sviluppo di malattie crittogamiche a cui la specie è molto soggetta. Pertando a livello preventivo è sempre conveniente attuare un trattamento con ossicloruro di rame e il controllo periodico agli attacchi di afidi.

Tunnel – Le colture protette sono diffuse, ormai anche negli orti famigliari dove vengono sovente impiegati tunnel di ridotte dimensioni ma capaci di creare microclimi del tutto soddisfacenti alle colture. Ciò non toglie che, se le coltivazioni sotto tunnel non vengono seguite opportunamente, non si avranno i vantaggi sperati. Il telo di copertura, ad esempio, va sostituito in media ogni due anni o in tutti quei casi in cui viene a mancare la trasparenza ai raggi infrarossi determinanti per la creazione “dell’effetto serra” e in condizioni di eccessivo smog. Altro aspetto da non sottovalutare è la formazione di eccessiva condensa specialmente nelle giornate assolate e con terreno molto umido. I tunnel pertanto vanno aperti a metà mattinata e chiusi una-due ore prima del tramonto in modo che prima della notte all’interno si accumuli il necessario calore.

Semine – Negli appezzamenti già lavorati e pronti per la semina, per tutto il mese continua la semina di aglio e cipolla. Nel secondo caso, al fine di produrre ottime cipollotti, possono venir utilizzati i bulbi conservati in cantina già germogliati. Questi divisi in due-tre parti a seconda del numero di germogli vanno raccorciati togliendo i tre-quarti dello stesso e interrati a file. Anche per le biete da costa è possibile la semina in pien’aria preferibilmente a file mentre nelle colture seminate in precedenza va effettuato un primo intervento di diradamento. Se si vuole ottenere piantine di pomodoro, melanzana, zucchine e cetrioli da trapiantare tra 5-6 settimane all’aperto occorre già provvedere alla semina in contenitori alveolati con uno due semi per alveolo .

 

 

Lug

15

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Expo: io c'ero!!

Bello , bellissimo design, stile, novità, idee innovative…tutto insomma da visitare e non basta un sol giorno. Parcheggio ad Arese, comodissima navetta e con il biglietto dell’avvenuto pagamento del parcheggio, circa 12, ho ricevuto in omaggio alla biglietteria expo due biglietti per ingresso serale che sarebbero costati 10 euro: niente male. Prima visitata al padiglione del Kazakistan provvisto di ventilatori rinfrescanti. Tecnologia, effetti speciali, personale gentile e in uniforme impeccabile uno dei migliori di quelli visitati; anche per la caratteristica struttura esterna. voto 9,5

Francia: faccio un giro di tutto il padiglione per capire l’entrata ma dal Decumano è un susseguirsi di ortaggi che viene voglia di prendere il cestino e cominciare a raccogliere, struttura in legno lamellare (?) bella, curiosa nelle varie nicchie ricavate nel legno delle volte del tetto. Interamente smontabile e rimontatile ottima matrice ecologica, voto 9. Dimenticavo il Decumano per stile, da non sottovalutare la ottima circolazione dell’aria, eleganza, spazi di riposo e di approvvigionamento acqua voto 10: impatto visivo molto scenico, avveniristico e funzionale.

Risultati immagini per decumano expo

Padiglione Haiti : molto simpatici carne per tutti, insalata di pesce, rum ed aranciata balli tipici voto simpaticamente 8

Qatar voto 4 inguardabile

Bello Russia con assaggio colazione a base di cereali, assaggio di vodka ..no grazie vino bianco per me……
Stati Uniti quasi good: belli i pannelli verticali meno i filmati di cui lo scopo a cui era rivolto era poco chiaro..

Iran aromatiche in aiuole molto belle in leggera pendenza e armoniosi con i filmati alle pareti 8+

Italia: non sono riuscito a vederlo: pardon Parlarvi di tutti perderei l’estate a scrivere non ho proprio voglia andate  visitare i padiglione e diffidate di chi parla male dell’Expo è invidioso del successo italiano è uno iettatore patentato, probabilmente. Al limite qualche appunto sul  costo del biglietto decisamente alto per le famiglie numerose. Prezzi? incredibilmente abbordabili con molti caffè ad un euro, gelati a 2, acqua gratis, pizza margherita a 7 euro, nel complesso  decisamente incredibile  in positivo i prezzi praticati in Expo visto che in Italia dove fino a poco tempo fa vigeva la corsa al rincaro per poi dichiarare redditi da terzo mondo. Unico appunto i cornetti e non solo dell’Expo inguardabili ne riparleremo;  i cornetti o brioche italiani sono diventati un concentrato di veleni, sciroppo di glucosio, vanillina, margarina e farine di scarsa qualità  rigorosamente congelate…..vergogniamoci   torniamo al genuino….!

Prima di consumarlo guarda gli ingredienti che ti passa la voglia di toccarlo

campagna a favore del ritorno del “cornetto nostrano”

 

 

 

 

Ott

3

By potatore

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Roccioso è..bello!!

Un giardino roccioso deve ricreare un ambiente mondano ove declivi e pietre si alternano senza un ordine preciso o regole fisse. Necessariamente le piante adatte a colonizzare tale ambiente devono essere capaci di vivere e prosperare in terreni irregolari e sassosi. Tali piante sono relativamente facili da coltivare a condizione che vengano messe a dimora correttamente e che il terreno abbia un ottimo drenaggio. In natura queste specie sono abituate a sopportare condizioni estreme e la loro robustezza le permette di sopportare terreni anche aridi o battuti da forti venti. Unico punto a sfavore può essere dato dal fatto che durante i mesi invernali, queste specie, vengono protette nella maggiore parte del tempo, da un soffice strato di neve che le difende dalle basse temperature e dell’eccessiva umidità cosa che in giardino verrà sicuramente a mancare. Un giardino roccioso può essere allestito anche con una spesa ridotta purché si utilizzando sassi di qualsiasi tipo e quindi senza ricorrere a pietra provenienti da cave. Come è facile intuire tra il costo iniziale e le spese di trasferimento la spesa complessiva per il reperimento di pietre, provenienti da cave, può lievitare anche in modo notevole. Pertanto il primo passo è quello di verificare se in zona è possibile reperire le pietre adatte e in particolare rocce arenarie e calcaree, indubbiamente le migliori per tale scopo e che in ogni caso possono essere acquistate a prezzi ragionevoli. Evitare di scegliere pietre con dimensioni troppo varie, ma stabilire in partenza le dimensioni massime e minime, tenendo conto inoltre, che per allestire un roccioso di 2,5-3 metri quadri occorre all’incirca una tonnellata di pietre. Oltre a ciò va prevista la collocazione di altri sassi di piccole dimensioni, frammenti di calcare e di ghiaia che serviranno da riempimento tra gli interstizi di quelli più grossi e creare tonalità diverse di colore. A questo punto occorre procedere alla scelta del luogo e delle piante necessarie anche sicuramente quantomeno il luogo è stato già definito. Vanno però esclusi dalla scelta luoghi troppo umidi in quanto provocano marcescenze e troppo asciutti per motivi opposti mentre sotto gli alberi la sistemazione di un roccioso va evitata in quanto durante le piogge si creano dannosi effetti di gocciolamento. Per quanto riguarda le piante alcune considerazioni generali sono fondamentali per ottenere Un giusto equilibrio tra specie e parte rocciosa. Alternare piante erette a piante prostrate o a rosetta in modo da avere il massimo effetto decorativo e sempre per lo stesso motivo le piante erette come piccole conifere o arbusti vanno piantati alla base delle rocce. Le piante prostrate vanno invece messe a dimora in cima alle rocce in modo che crescendo vi ricadono sopra e infine le piante a rosetta possono essere sistemate nelle fessure verticali introducendo con molta precauzione la zolla con le radici nelle fessura e comprimendo in terreno sottostante e riempendo dall’alto gli spazi rimasti vuoti con terra e pietrisco.

Lug

21

By potatore

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Categories: Giardino

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Giardini pensili

Giardino pensile o tetto giardino, un angolo di verde da godere anche per coloro che abitano ai “piani alti”. Non esistono delle regole precise e delle specie adatte ma le scelte vanno attentamente valutate tenendo in considerazione il contesto edilizio e il microclima. Per quanto riguarda il primo aspetto bisogna valutare il tipo di fabbricato e le regole esistenti, nel caso sia inserito in un condominio o in un complesso di villette. Va inoltre considerato, nel caso di tetto giardino, lo stato delle coperture utilizzate, delle opere di impermeabilizzazione esistenti e, all’occorrenza, di eventuali rifacimenti. Il secondo aspetto è forse quello che merita la maggiore attenzione, non solo per creare un ambiente estetico ideale e nello stesso tempo funzionale, ma soprattutto, per la scelta delle specie e delle varietà che devono essere compatibili con le particolari condizioni di esposizione al sole e quindi del microclima che si viene a creare. Una esposizione a Sud, ad esempio comporta la necessità di selezionare piante che gradiscono una esposizione intensa al sole e nello stesso tempo resistano ad eventuale carenza di acqua, vista che l’evaporazione risulta molto intensa. Passiflora, clematis e actinidia solo le piante rampicanti più adatte a questo tipo di microclima mentre se l’esposizione del giardino da creare è rivolta a Nord o ad Est è preferibile utilizzare la clematis montana dalle foglie verde intenso con delicati fiori bianchi, la Chaenomeles speciosa più noto come cotogno da fiore con fiori rosso, di forma arbustiva, oppure l’edera, sicuramente uno dei più rustici rampicanti. Per le tappezzanti è possibile utilizzare cotoneaster dammeri, a portamento prostrato, con foglie verde-scuro, lucide e fiori bianchi che danno successivamente vita a delle bacche rosse, erica carnea per tutti gli ambienti mentre, il sedum spectabile per zona assolate; Vinca, Prunus laurocerasus “Zambeliana” risultano invece ben adatte a esposizioni umide e ombrose. Se non si vuole rinunciare alla siepe anche in terrazzo bosso nano con posizione a mezzombra, santolina e lavandula spica per le esposizioni a Sud. Siepi irregolari, di limitato, sviluppo si possono creare utilizzando anche piante aromatiche come lavanda, rosmarino e origano selvatico che associano la bellezza dei colori con l’utilità della cucina. Con lo stesso duplice scopo si possono utilizzare ortaggi decorativi come l’asparago (asparagus officinalis) che raggiunge e supera il metro d’ altezza ma anche barbabietole, zucche a frutti decorativi, cavoli, carciofi, granturco e rabarbaro (Rheum rhaponticum) dalle grandi foglie verde-scuro sostenute da grossi piccioli rossi con cui è possibile preparare marmellate. Mele ballerine o da fiore a portamento nano vivono bene in vaso e nel primo caso, i rami dopo la stupenda fioritura si riempiono di preziosi frutti, mentre si può giocare con i colori utilizzando acer palmatum dal fogliame rosso bronzeo, cupressus macrocarpa dal fogliame giallo se posto in posizione soleggiata, verde se invece posto all’ombra e infine azalee decidue e in particolare Rhododendron “Corneille” che manifesta il suo splendore di colori in autunno.

Giu

25

By potatore

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Categories: Giardino

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Rampicanti e non solo…

glicine

Le piante rampicanti come l’edera e la vite russa sono utilizzabili negli ambienti più svariati e conferiscono sempre bellezza l’abitazione. Si ritrovano, infatti, sui muri esterni delle cascine alle quali danno un tono oscuro e misterioso quasi come gli antichi manieri, ma anche sui muri esterni delle villette o addirittura su quelli degli appartamenti in condominio, i quali, grazie ad questi vengono vivacizzati è resi più pregevoli alla vista. Bisogna dire che in questi ultimi anni giornali e riviste specializzate hanno esaltato molto questo tipo di vegetazione non so per la piacevole immagine data dalle case ricoperte da una coltre di rami e di foglie ma soprattutto per i vantaggi che queste apportano. Certo è ancora possibile trovare persone che ritengono che le piante rampicanti siano dannose alle facciate delle case perché creano eccessivo umidità , attirano gli insetti quali mosche e zanzare rendendo le case più fredde. Ciò non è vero anzi è vero il contrario perché le piante rampicanti, aderiscono alle pareti esterne e grazie al picciolo le foglie restano distaccati dal muro e si crea così un cuscinetto d’aria tra le pareti è l’ambiente esterno. In questo modo la parte verde che viene a creare, durante l’estate protegge dall’irraggiamento diretto del sole e quindi rende più fresco l’ambiente interno. In inverno, il cuscinetto d’aria, soprattutto nelle pareti a nord, provoca d’una minore dispersione del calore interno valutabile sino al 30% con evidenti risparmi per le spese di riscaldamento. Per quanto riguarda l’umidità, invece, è dimostrato che le radichette esterne assorbono l‘umidità presente nei muri mentre le foglie fanno da protezione alla pioggia battente. Per attuare un buon investimento delle pareti risulta fondamentale la conoscenza delle specie, del loro sviluppo e bisogna adottare ad ogni lato della casa soluzioni diversi sono i microclimi che si vengono a formare. Infatti, se si prendono in considerazione le pareti poste a nord ed a est, queste sono quelle dove il sole non batte o batte per poche ore al giorno, quindi sono le più fredde e umide. Al contrario quelle a sud o mezzogiorno e quelle a ovest sono le più calde ovvero quelle sulle quali il sole batte nelle ore più calde della giornata. Inoltre bisogna tener presente che solo poche specie si arrampicano spontaneamente mentre la maggioranza ha bisogno di un valico supporto permanente fatto con materiali diversi e che tengono conto del peso della pianta quando ha raggiunto il massimo sviluppo. Resta inteso che in partenza, l’intonaco deve essere sano e senza fessurazione altrimenti alcuni timori che la pianta ingrandiscono a difetti del muro risultano fondati, specialmente se il muro all’origine è rustico, con asperità è ricco di sassi irregolare. Resta il fatto che la pianta rampicante sulla facciata rappresenta un elemento distintivo che attribuisce all’edificio una caratteristica gradevole come detto abitare in un rustico di campagna; è anche in città le piante rampicanti e possono offrire numerose occasioni di impiego: è comunque necessario scegliere la specie giusta, quella cioè che si adatta luogo in cui si deve crescere e svilupparsi .

Dic

17

By potatore

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I lavori di Dicembre

Condensa– Nel Nord Italia sono pochi i lavori da effettuare nell’orto perché il ridotto numero di ore di luce e le condizioni  climatiche decisamente avverse riducono lo sviluppo delle piante alle semplici funzioni di sopravvivenza. Solo per chi opera sotto tunnel  di una certa dimensione è da ipotizzare qualche intervento che per lo più si risolve con il controllo delle condizioni di umidità all’interno del tunnel stesso. Tenori alti di umidità e in particolare l’acqua di condensa che ricade al suolo, infatti,  provocano facilmente fenomeni di marcescenza.

Serre calde – Sono pochi gli orticoltori che possiedono un serra riscaldata anche se molti altri si stanno attrezzando. In questo caso con l’inizio di Dicembre occorre iniziare le semine in cassetta di pomodori e melanzane da trapiantare prima dell’inizio della primavera in piena terra. Produrre piantine provviste del pane di terra è sicuramente la strada migliore percorribile se non altro perché gli stress da trapianto sono ridotti al minimo  o del tutto evitati. Prima di qualunque semina in ogni caso vanno sterilizzati con bagno in soda caustica tutti i contenitori  e gli attrezzi utilizzati.

Attrezzi – pale, zappe, vanghe, forconi e altri attrezzi utilizzati durante la stagione passata  per i vari lavori vanno ripuliti da tutte le incrostazioni utilizzando un spatola finché tutto il materiale ossidante è stato rimosso. Al fine di ottenere la rimozione della ruggine si possono ottenere buoni risultati affondando gli attrezzi per varie volte in un mucchio di sabbia. Dopo aver rifatto il taglio o le punte e rimosso eventuali sbavature con un piccolo flessibile e una morsa  potrebbe risultare utile pennellare con del gasolio le parti ferrose.

Cantina – Gli ortaggi immagazzinati in cantina sono soggetti a trasformazioni che se non opportunamente controllate danno vita a processi degenerativi. Le patate ad esempio, vanno conservate in luogo fresco e ben aerato ricoperte di paglia  e al buio. La luce infatti fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina che dà alla patata la caratteristica colorazione verdognola della polpa e allo stesso tempo la rende velenosa e amara. Kiwi e kaki invece per renderli pronti al consumo vanno “ammezziti” e quindi tenuti al caldo accanto alle mele.

Nov

8

By potatore

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Autunno!!

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell‘erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

Ott

30

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Set

14

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Settembre

Clima – Le temperature notturne in decisa diminuzione determinano la fine delle specie da “frutto” e in compenso  lo sviluppo delle specie da foglia. Prolungare anche per sole poche settimane la produzione di pomodori, melanzane, zucchine e fagiolini è utile al fine di poter approfittare per un periodo più lungo di questi prodotti che possono essere trasformati, in caso di abbondante raccolto, in conserve sott’olio, sott’aceto o nel caso di fagiolini scottati e sistemati in buste nel congelatore fino al momento del consumo. Diventa importante considerare, al fine di migliorare il microclima dell’orto, che il terreno bagnato tende a trattenere meno calore di un terreno asciutto e pertanto  occorre limitare gli apporti idrici al minimo e in caso di piogge favorire il drenaggio rapido delle acque in eccesso.

Pomodori – Per allungare la permanenza e la produzione degli ultimi pomodori le aiuole vanno tenute ben pulite da erbe infestanti e i solchi utilizzati eventualmente per le irrigazioni vanno aperti in modo da favorire lo sgrondo dell’acqua piovana. Eventuali protezioni con film in plastica risultano molto efficaci per migliorare la qualità del raccolto. Verificare i sostegni,  tenere liberi dalle foglie i frutti presenti e raccogliere precocemente completando la maturazione richiesta in casa in modo da diminuire lo stress per le piante ormai giunte ai limiti della produzione. Le piante rimaste senza frutti vanno prontamente estirpate ed preferibilmente sistemate nel contenitore del compost.

Lavorazioni al terreno – Gli appezzamenti che via via si rendono liberi possono essere prontamente sistemati in modo da ospitare le specie  ad accrescimento autunnale. Prima di qualsiasi operazione al terreno occorre asportare tutti i residui della coltivazione precedente che a seguito delle notevoli condizioni di umidità presenti sia nel terreno che nell’aria possono creare un serio ostacolo alle coltivazioni. Nel caso di prossima semina o trapianto il terreno va lavorato superficialmente effettuando preferibilmente una leggera vangatura che avrà lo scopo oltre che di arieggiare il terreno anche quello di eliminare la parte radicale della precedente coltura.

Semine – Entro metà settembre è possibile seminare cipolle bianche in semenzaio e ravanello a spaglio utilizzando 0,5-2,5 grammi di seme per metro quadro di terreno. In condizioni ottimali la raccolta del ravanello può avvenire dopo 25-40 giorni mentre per la cipolla il ciclo di coltivazione prevede un fino a 240 giorni di permanenza in campo. Per tutto il mese invece si può seminare lattughino  e radicchio da taglio, spinacio e valerianella. I tempi necessari per la raccolta vanno dai 60 agli 80 giorni con un leggero anticipo per il lattughino. Fino al 15 del mese, inoltre, è possibile trapiantare cicoria catalogna e tutti i tipi di radicchio compreso quello di Verona per produzioni tardive e ancora finocchio a raccolta autunnale e porro per raccolte primaverili.

Innesti –  A gemma dormiente è possibile innestare: agrumi, albicocco, ciliegio, mandorlo, melo, nespolo giapponese, olivo, pesco, pero e susino. Alla maiorchina o chip budding: ciliegio, melo noce, pero e susino infine a pezza e  a zufolo l’ulivo .

Piante aromatiche – Approfittate di quest’ultimo periodo di sole per rendere rigoglioso il fogliame, irrigandolo abbondantemente e scegliendo l’angolo più assolato della casa. Per basilico e prezzemolo una decisa cimatura allungherà il periodo di produzione.

Alberi e arbusti – Dopo la fioritura può essere effettuata una leggera potatura al fine di riequilibrare la chioma e sfoltire l’interno. Eliminare i succhioni che si formano dal pedale (es. nei tigli)

 Afidi – Possono ancora creare seri danni alle specie da fiore come le rose e a quelle da frutta. Per chi ama il ” fai da te” può mettere a macerare mozziconi di sigarette per circa 8-10 giorni; successivamente il tutto va filtrato e irrorato sulle piante. Altri trattamenti necessari sono rivolti al controllo dell’Oidio o mal bianco e quindi il ricorso a zolfi bagnabili.

Fiori secchi – I fiori di ortensia, lavanda, alisso, rosa e tante altre possono essere essiccati per ottenere delle splendide composizioni secche. I fiori vanno raccolti prima che  sboccino completamente, appesi in mazzetti a testa in giù in luogo fresco e ventilato preferibilmente al buio

Set

24

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Settembre nell'orto..

 

Il cavolo broccolo è il progenitore del cavolfiore. La parte edule è rappresentata dall’infiorescenza ancora chiusa e dalle foglie più interne. La coltivazione prevede l’impianto durante il periodo giugno – agosto di piantine anche con radice nuda circa 30 cm sulla fila e 40-50cm tra le file. La raccolta si effettua durante il periodo autunnale cimando la “testa” e può riprendere, poi, con la raccolta dei broccoletti prodotti dalle numerose gemme laterali. La coltura dura all’incirca 3-4 mesi e nonostante l’alto valore a livello nutritivo è poca conosciuta in alcune regioni italiane mentre al Nord l’impiego quale verdura cotta è molto diffuso e sovente si trova quale prodotto surgelato anche nei supermercati.
Fragole – Certamente un po’ tutti apprezzano questo piccolo frutto primaverile è una piccola coltivazione può fornire la quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di una famiglia. Una volta preparato il terreno occorre dare una leggera inclinazione a mezzogiorno per facilitare lo sgrondo dell’acqua e un migliore irraggiamento. L’appezzamento preferibilmente largo un metro va coperto con un film nero di polietilene che serve da pacciamatura. Le piantine provenienti da stoloni di altre colture vanno sistemati a cm 20×20 negli appositi alloggiamenti ricavati dalla foratura del telo. Il trapianto per raccolte primaverile va effettuato durante i mesi autunnali e preferibilmente non oltre Ottobre. Una coltivazione di fragole può durare anche 3-4 anni se si ha la cura di eliminare ogni anno gli stoloni che si vengono a formare in modo da non infittire eccessivamente.
Funghi – La produzione domestica di funghi è ormai una pratica collaudata. Buoni risultati, infatti, si possono ottenere sia operando all’aperto, se si possiede una terrazza, che in cantina o in locali semibui. Per entrambe le soluzioni è possibile coltivare funghi prataioli e Pleurotus ostreatus o più comunemente pleroto. Per la semina occorre una o più cassette di vario materiale rese impermeabilizzate internamente con del polietilene. Le cassette riempite con materiale organico fino a pochi centimetri dal bordo e successivamente sopra va sparso il “seme o bianco di fungo” ricoperta da un leggero strato di torba. Il tutto va tenuto costantemente umido e senza ristagni a temperatura ottimali che vanno dai 14°ai 20°C.I primi funghi cominceranno a spuntare all’incirca dopo venti giorni data che sarà opportuno scrivere sul bordo della cassetta.
Orto in casa – Con l’arrivo dell’Autunno l’elenco delle specie presenti nell’orto vanno velocemente accorciandosi, la coltivazione per alcune di esse va pertanto spostato in luogo riparato. Chi non possiede una serra può incominciare qualche coltura ortiva anche in casa in cassetta o in vaso. E’ evidente che per motivi di spazio la scelta deve ricadere su alcune specie e in particolare sulle aromatiche. Prezzemolo, basilico e salvia ad esempio possono essere coltivate non notevole facilità purché si disponga di una finestra esposta a Sud o in ogni caso ben illuminata. Per avere buoni risultati occorre dell’ottimo terriccio evitando “ricicli” o altre forme di preparazioni che non sempre danno garanzia di sanità. Sono proprio i substrati non perfettamente sterili a determinare la maggior parte di insuccesso nella coltivazione.
Raccolte – Per tutto il mese visto le discrete condizione meteorologiche è ancora possibile raccogliere pomodori, melanzane, fagiolini mangiatutto e fagioli da sgranare. Raccogliere sempre con terreno e frutti asciutti e quindi nelle ore più calde della giornata. Le carote vanno invece raccolte quando le foglie incominciano ad ingiallire e allo stesso modo le patate seminate tardivamente. Per entrambe prima di riporle in cantina vanno rimossi i residui di terreno lasciandole asciugare sul campo oppure in luogo asciutto e ventilato. Tempo di raccolta anche per le zucche che vanno selezionate rispetto al loro grado di maturazione e al loro stato sanitario. Eventuali frutti che presentano abrasioni o necrosi vanno consumati per primi.
Interventi sanitari – In Settembre possono ancora preoccupare alcune malattie causate da funghi e che le condizioni di elevata umidità possono rendere molto temibili per le coltivazioni. In particolare risulta ancora attiva in questo periodo la septoria del sedano, la ruggine dell’asparago, la peronospora e l’alternaria dei cavoli soprattutto nel cavolfiore. A scopo preventivo e possibile utilizzare ossicloruro di rame utilizzando 70-90 grammi ogni 10 litri di acqua. Per l’oidio invece vanno utilizzati prodotti a base di zolfo bagnabile alla dose di 8-10 grammi per 10 litri di preparato. I trattamenti al fine di evitare scottature devono essere effettuati preferibilmente nel pomeriggio e in ogni caso mai nelle ore più calde della giornata.
Compost – In questo periodo il materiale di scarto e i residui vegetali che si producono sono molti. Basti pensare a tutto ciò che rimane delle colture da frutto come pomodori e melanzane e allo stesso tempo dei residui che degli stessi rimangono in cucina dopo l’utilizzo: torsoli, piccioli, semi e bucce. Pertanto sarà opportuno prima dell’arrivo dell’autunno svuotare il compost, utilizzare il terriccio presente per concimare gli appezzamenti delle colture autunnali-vernine e rendererlo pronto a ricevere quanto verrà prodotto in questo periodo in cui le colture da frutto completano il ciclo. Per accelerare la decomposizione occorre rivoltare la massa presente, inumidirla aggiungendo eventualmente acqua e nitrato ammonico.