Search Results for: ottobre

Ott

30

By potatore

Commenti disabilitati su I lavori di Ottobre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , , ,

I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

11

By potatore

Commenti disabilitati su Ottobre nell'orto

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , , ,

Ottobre nell'orto

I lavori dell’orto nel mese di ottobre tendono a diventare meno impegnativi. La temperatura tende progressivamente ad abbassarsi e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12. Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio predisporre  delle protezioni che riparino  le  colturenelle ore notturne e dal freddo imminente.  In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura di eventuali serre, sarà  bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano  effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di parassiti.  Nel  caso specifico dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è  prossima  la semina, occorre evitare la semina su terreno appena letamato facendolo  “succedere” nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto  dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può  trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente èpossibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti,  precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli.

Ott

7

By potatore

Commenti disabilitati su L'orto…di ottobre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , ,

L'orto…di ottobre

Pulire le aiuole zappettando leggermente in superficie dopo aver effettuato una leggera concimazione ma solo per le varietà tardive. Procedere alla raccolta delle varietà precoci ed estivo autunnali via via che l’infiorescenza (cavolfiore o broccolo) o la palla (cavoli cappuccio e verza) raggiungono la consistenza desiderata e le dimensioni caratteristiche delle varietà di appartenenza. Da ottobre iniziare la messa a dimora dei piccoli bulbi di aglio, di cipolla bianca e colorata, cipolline e porro. Evitare di somministrare letame negli appezzamenti interessati e preferire la coltivazione in quelli rimasti liberi dalle precedenti colture come pomodoro, zucchine e melanzane che invece erano state letamate abbondantemente all’atto della messa a dimora. Le aiuole di indivia riccia e scarola vanno ripulite dalle erbe infestanti e i cespi già sviluppati prima della raccolta possono essere legati con un elastico per favorire l’imbianchimento. La raccolta di queste specie va effettuata ripulendo la parte esterna formata da foglie rovinate ed eccessivamente imbrattate di terra e utilizzando la parte più interna che per effetto della mancanza di luce diventerà bianca. Le patate raccolte in precedenza e sistemate in cantina vanno controllate per tutto il primo mese di conservazione al fine di evitare che, la presenza di qualche patata marcia, provochi ulteriori perdite di prodotto. Selezionare in base al calibro e in moda da suddividere il prodotto in base agli usi propri.

Ott

25

By potatore

Commenti disabilitati su I lavori di Ottobre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , ,

I lavori di Ottobre

Alberi e arbusti – Il sottochioma delle piante può essere protetto prima dell’arrivo del freddo con materiale pacciamante. La scorza di pino con scaglie di buona pezzature migliora l’estetica del sottochioma.
Piante in vaso – Le piante in vaso per gran parte sfiorite vanno portate al coperto in luogo fresco e luminoso. In balcone possono essere tenute come ornamento: ericacee, alcune graminacee e conifere nane come la Picea albertiana conica.
Bulbose – Le bulbose a fioritura primaverile vanno impiantate entro ottobre o la prima decade di Novembre. Risulta importante tener presente la sanità e il calibro dei bulbi impiantati affinchè la futura piantina trovi idoneo sostentamento durante l’emergenza.
Dalie – Possono essere lasciate all’aperto fino a quando il freddo non abbia distrutto le foglie. Poi vanno prelevati i tuberi e dopo averli fatti asciugare vanno sistemati in cantina in cassette con torba umida o sabbia.
Aiuole – Le aiuole libere da fiori vanno lavorate inglobando compost o letame ben maturo. La protezione con uno strato pacciamante di foglie o meglio la coltivazione di piante da sovescio sarebbe l’ideale per le fioriture primaverili.
Piante rampicanti – Per ottenere una zona d’ombra davanti all’abitazione è il periodo adatto per la messa a dimora delle clematide. Il ricco fogliame e i fiori vistosi creeranno un ottimo pergolato durante il periodo estivo.alberi, arbusti
Compost – Togliere dal compost il terriccio maturo che può essere impiegato per pacciamare i rosai. Il terriccio maturo servirà a mantenere una buona umidità del substrato cedendo lentamente sostanze nutritive.

Giu

20

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Stagione che vai….fiori che trovi

Categories: Potatore news

Stagione che vai….fiori che trovi

 

Ogni stagione e in particolare ogni mese si caratterizza per la fioritura di determinate specie di piante; basti pensare a Maggio indiscusso mese delle rose, Novembre il mese dei crisantemi o Dicembre che essendo il mese natalizio è noto per la fioritura delle Stelle di Natale. Sicuramente le mutate condizioni di vita hanno permesso di porre l’attenzione alla bellezza degli interni e pertanto hanno favorito la coltivazione in casa o nei luoghi di lavoro di varie specie atte proprio a rendere tali posti più piacevoli alla vista. Eccetto per i crisantemi che al contrario di altri paesi nei quali sono utilizzati anche per gli addobbi matrimoniali, in Italia vengono ritenuti come “fiori dei morti,” la maggioranza delle piante da fiore viene forzata per ottenere produzioni che soddisfino le sempre crescenti richieste di mercato e fioriture che si protraggono per l’intero anno come ad esempio per le rose. Novembre potrebbe sembrare un mese parco di fiori ma non sicuramente di colori, infatti basta guardare le immense tonalità che caratterizzano la caduta delle foglie che accompagna l’autunno nei giardini e nei parchi, e il ciclamino che da solo riesce a com-pensare la poca disponibilità altre specie. I suoi fiori bianchi, rossi e lilla solitari e con lunghi peduncoli, le foglie a cuore rossastre nella parte inferiore e chiazzate in quella superiore con lunghi piccioli li rendono particolarmente decorativi e adatti in ogni circostanza. I ciclamini, appartenenti alla famiglia delle Primulacee e originari del bacino del Mediterraneo e dell’Asia Minore, vivono nel sottobosco ad altitudine compresa tra i 400 e 800 metri sul livello del mare. Pertanto prediligono temperature comprese tra i 10-11 gradi notturni e i 14-16 massimi durante la giornata con bassa luminosità e umidità relativa molto alta. Diverse sono le varietà commerciali che si distinguono per la colorazione e l’abbondanza di fioritura e inoltre per lo sviluppo fogliare. In natura il ciclamino è una pianta perenne provvista di un grosso tubero globoso molto velenoso mentre per le coltivazioni si preferisce propagarlo per seme nel periodo Settembre-Ottobre per ottenere piante fiorite nell’inverno successivo nelle colture a ciclo lungo 12-14 mesi mentre si semina a Dicembre-Gennaio per le colture a ciclo breve. Se le piantine vengono tenute in appartamento durante la fioritura vanno tenute a temperature non troppo elevate e sistemate su uno strato di argilla espansa immerso nell’acqua in modo di mantenere elevata l’umidità dell’aria e per lo stesso motivo vanno bagnate leggermente e molto spesso. Con la primavera le piantine vanno rinvasate aumentando la dimensione del vaso e utilizzando un terriccio di foglie semidecomposte ricche di calcio.

Nov

12

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Novembre..

Categories: Potatore news

Novembre..

 

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell’erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

 

Nov

18

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Piantiamo i bulbi

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Piantiamo i bulbi

 

 

Pieno autunno e occorre pensare alla primavera e anche se il tutto può sembrare strano in effetti non lo è se si pensa alle aiuole di bulbose Proprio in questo fine mese occorre mettere a dimora le specie bulbose che caratterizzeranno le aiuole primaverili se per alcuni sembrerà un controsenso proprio in novembre bisogna pensare a quello che sarà il giardino di primavera e quindi provvedere di conseguenza con la messa a dimora delle bulbose che in genere danno via alla cascata di colori e profumi che caratterizzano la stagione primaverile.
I bulbi di gladiolo e lilium raccolti e selezionati durante il periodo settembre-ottobre vanno messa a dimora tenendo molto conto del diametro. Se sono stati conservati in cantina e si hanno dei dubbi sulla loro conservazione è importante controllare uno a uno scartando i bulbi selezionati da larve e insetti oppure rovinati dall’espianto; dovranno inoltre essere eliminati quelli che presentano il minimo segno di sviluppo di muffe. I bulbi rimasti dovranno essere compatti, turgidi e con l’epidermide liscia e devono possedere un diametro superiore a due cm. L’esperienza di selezione e ricerca ha dimostrato che i bulbi presentano una migliore infiorescenza con l’aumentare del calibro e pertanto è conveniente sempre selezionare le piante da riprodurre tra quelle che avranno formato bulbi con calibro maggiore. La messa a dimora per lilium, narciso, tulipano e giacinto è consigliata fino al mese di novembre mentre gladiolo e amarilli conviene aspettare il periodo marzo-aprile.
Dalle indicazioni precise sulla densità di semina risulta molto difficile in quanto questa varia a seconda della dimensione dei bulbi o del calibro o della vigoria delle singole specie. Da considerare inoltre che le forme di impianto sono diverse con i gusti dei singoli che con abilità diversa preferire la costituzione di vialetti e specie singole con varietà diverse, per avere una scala cromatica varia oppure preferire l’alternanza di specie e varietà diverse per ottenere dei camminamenti lungo i vialetti con fioriture scalari in modo da poter avere in epoche diverse macchie di colori che risaltino il verde del prato. A questo proposito possono trovare posto nel prato delle piccole aiuole irregolari o oppure delle ciotole sfruttando inizialmente l’abbondanza di colorazione delle bulbose e successivamente, allo sfiorire di quest’ultime, i fiori dati dalle piante stagionali. Relativamente al terreno va tenuto presente che tulipani, fresie, lilium e giacinti preferiscono terreni leggeri e sabbiosi ricchi di calcio e con pH leggermente acido; gladiolo e iris sopportano terreni più pesanti e argillosi. La preparazione del terreno deve però essere molto accurata con una vangatura molto profonda con la quale va inglobato possibilmente del letame anche se la struttura soffice e lacunare del terreno è molto più importante per la riuscita per una omogenea fioritura.

Ott

20

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Arriva l’autunno!!

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

Arriva l’autunno!!

Tra  il  22  e il 23 del corrente mese  ha   inizio nell’emisfero boreale l’autunno che coincide con la primave­ra dell’emisfero australe. La natura incomincia ad  assumere i colori tipici della stagione e lo stesso orto ridimensiona quelli  sgargianti della bella stagione, determinati  dalle coltivazioni  estive, e solo gli ultimi  pomodori  offrono qualche  sprazzo di rosso mentre per il resto  predomina  il verde delle coltivazione tipiche autunnali: lattughe, cavoli e spinaci in testa. Ciò non significa che i lavori nell’orto siano finiti, tutt’altro invece, nè sopraggiungono dei nuovi e tra questi l’imbianchimento di alcuni ortaggi.

Sedani, radicchi, scarole, porri e cicorie insieme ai meno noti  cardi, prima di essere consumati vanno sottoposti  per un  certo  periodo ad imbianchimento al fine  di  migliorare alcune caratteristiche organolettiche. Si tratta in  pratica di ombreggiare,  con tecniche più meno  simili,  questi ortaggi  in modo da evitare l’esposizione alla luce per un certo lasso di tempo in modo che i tessuti, nell’impossibilità  di  effettuare  fotosintesi, diventino  più teneri  e saporiti. Per il sedano, la legatura a 15-20 cm dal  terreno e  la successiva rincalzatura possono essere valide solo  in casi di terreno leggero e privo di ristagni d’acqua;  mentre risultati molto buoni possono essere raggiunti avvolgendo le parti interessate con paglia o cartoni.  Nel  caso  di radicchi e scarole, per la  diversa altezza  raggiunta  dalla pianta, possono invece,  essere  utilizzati due sistemi diversi anche se i risultati non discostano  tra di  loro  più  tanto. Nel primo caso può risultare  molto semplice  anellare la  parte media delle  piantine  con  un elastico in modo che le parti più interne vengono coperte da quelle più esterne che impediranno la esposizione alla luce. Un  secondo espediente può essere attuato con  o  senza  la precedente legatura ma coprendo le singole piantine con  dei vasi in plastica  capovolti dai quali buchi di scolo entrerà solo un tenue filo di luce.

Lug

9

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Roccioso …!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Roccioso …!!

  Non tutte le aree verdi sono adatte alla costruzione di un giardino roccioso. Diverse sono le alternative nel caso in cui si voglia lo stesso creare un insieme rustico e naturale, la qualcosa è possibile quando si ha a disposizione un muro a secco, con l’utilizzo di contenitori particolari o con la creazione di aree lastricate. Nel primo caso, l’effetto verde, risulterà di indiscutibile fascino anche se comporterà un notevole lavoro e pazienza iniziale, gli sforzi saranno ripagati successivamente. Il miglior sistema, nella collocazione delle specie vegetali è quello al momento della costruzione del muro stesso ma se ciò non fosse possibile occorrerà provvedere diversamente. In quest’ultimo caso la colonizzazione del muro deve essere effettuata utilizzando principalmente abbondanti quantità di semi che, miscelati a terriccio e sabbia, vengono fatti scivolare negli spazi tra i sassi che costituiscono il muro. La moria dei semi risulterà notevole ma garantirà la sopravvivenza di un certo numero di semi da cui si svilupperanno le future piantine. Nella scelta del miscuglio vanno selezionate specie con fioritura a scalare in modo da ottenere colorazioni diverse da Febbraio-Marzo ad Ottobre-Novembre. Il giusto contrasto di colori può essere ottenuto anche con l’utilizzo di specie selvatiche perenni, che risultano anche molto resistenti e necessitano di poca manutenzione. Alisso, achillea, sedum, cineraria e garofanini sono alcune delle specie erbacee più frequenti che assicurano insieme una fioritura da Marzo ad ottobre. Nel caso in cui il muro sia costituito da cemento o altro materiale che non permetta la collocazione al suo interno dei semi, l’ostacolo può essere aggirato sistemando alla base delle rose, dell’edera o altre specie rampicanti che possono essere fissate con dei chiodi alla parete e nella parte alte del muro posizionare specie ricadenti nel terreno, se trattasi di muro paraterra, altrimenti sistemando delle fioriere rettangolari al cui interno troveranno posto le piante selezionate. Nella scelta delle specie va tenuto anche conto della predilezione al pieno sole o all’ombra delle piantine e nel secondo caso la scelta e sicuramente più agevole visto le varietà disponibili in commercio. Vecchi lavandini in pietra, vecchi mastelli in legno oppure delle botti in disuso possono essere altra valida alternativa ma anche un lavello smaltato in disuso può risultare ben mimetizzato e amalgamato nell’ambiente circostante se in esso vengono piantate specie ricadenti come il comunissimo geranio edera.
Le crepe e le insenature tra le lastre in pietra, porfido o pavimenti da giardino possono essere sfruttati per spezzare la monotonia di colori di questi materiali. In questi casi una volta svuotate le fessurazioni e riempite con un terriccio appropriato possono essere seminate con Achillea, campanule e Festuca rubra resistenti al calpestio.

Dic

9

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il freddo è arrivato..in ritardo.

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Il freddo è arrivato..in ritardo.

 

Il freddo invernale e le brinate danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. La perdita delle foglie si è ormai completata sulla maggior parte delle specie ma resistono ancora le foglie dei kiwi  e di qualche resistente amarena. Normalmente  le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della  sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri in modo  che la lignina e la cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per  la loro consistenza faranno  da riparo fino alla  primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio. Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide  e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche fessu­razioni  verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente  sono  le piante più giovani a  giovarsi  della cura  dell’uomo che con opportuni  accorgimenti  aiuta  le piante  dell’orto  e del giardino  a limitare  i  danni  da gelata o  addirittura alla morte  per  allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al  fusto evita il più delle volte l’eccessivo  congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia  ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di  que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Nov

3

By Il Potatore

Commenti disabilitati su “L’autunno …è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

“L’autunno …è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore!!

 

 

Ci siamo permessi di utilizzare una frase di Albert Camus per intitolare questo post, scrittore, filosofo, drammaturgo e premio Nobel nel 1957

Con l’arrivo di Novembre ha inizio un periodo di relativa inattività per i lavori dell’orto anche se l’orticoltore generalmente non smette mai di sistemare, pulire, rastrellare, sistemare gli attrezzi, costruire muretti di sostegno o ancora sistemare la rete di recinzione; piccoli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sono tutto l’anno presenti in agricoltura e nell’orto in particolare. Nelle zone con clima mite della Pianura Padana è ancora possibile seminare aglio, cipolla e piselli mentre solo in coltura protetta lattuga da taglio, valerianella e spinaci; continua la raccolta di biete da costa e delle ultime carote. E’ periodo di raccolta anche di cavolfiori a maturazione autunnale e nei casi in cui risulta necessario per posticiparla si possono proteggere dal freddo, legando le foglie esterne attorno alla stessa infiorescenza. Protezione dal freddo va anche attuata per il finocchio, preferibilmente nelle ore notturne va steso un telo di tessuto non tessuto da rimuovere al mattino. Scarola, radicchi, sedani e porri possono ancora essere imbiancati prima del loro consumo effettuando ovviamente sistemi diversi: legatura con elastico oppure copertura con vasi in plastica sistemati sopra gli ortaggi per i primi mentre nel caso del sedano e del porro risulta più conveniente incalzare il terreno circostante. Via via che si svuotano gli appezzamenti occorre rimuovere i residui di coltura che vanno prontamente eliminati per interrompere il ciclo di sviluppo dei parassiti; bisogna poi provvedere alla letamazione ed alla vangatura che va effettuata nei limiti del possibile interessando le parti più profonde del terreno generalmente ricche di sostanze minerali che in questo modo tornerebbero in superficie. Particolare attenzione va posta anche per le coltivazioni sotto tunnel: i danni da gocciolamento determinate dalla caduta della condensa provocano dannosi marciumi per cui l’arieggiamento risulta fondamentale per le coltivazioni.

Ott

14

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Finalmente la pioggia..

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Finalmente la pioggia..

Dopo le attese, le piogge autunnali sono arrivate con abbondanza, in Lombardia, anche se fortunatamente senza eccessiva violenza.Questo comporta il lavaggio” della vegetazione dall’eccessiva  polvere  accumulatasi  sulle  foglie  delle piante, dopo il lungo periodo asciutto, e di un certo  rim­pinguamento delle risorse idriche del terreno e della falda. Le piogge  costringono l’orticoltore ad un forzato  riposo anche se alcuni controlli sul rapido deflusso dell’acqua in eccesso dalle aiuole risulta necessario. Il tempo inattivo durante le giornate piovose può essere altrimenti utilizzato per il riordino e la  manutenzione degli attrezzi,  nell’ordinazione dei  semi  oppure nella programmazione del piano colturale primaverile. Gli attrezzi di  lavoro come vanghe, zappe, falcetti e altro  anno con­trollati affinchè le parti il legno siano saldamente connes­se con quelle metalliche e che quest’ultime siano affilate e prive di curvature determinate da eventuali  contatti  con sassi e parti dure; può anche essere approntata una lista degli attrezzi di cui si è sprovvisti e procedere magari con gradualità all’acquisto. Stesso discorso è valido per le sementi  necessari nel  prossimo ciclo  colturale e delle quali vanno individuate con calma le varietà  servendosi anche di cataloghi di ditte specializzate e  di  acquisti tramite posta.

Apr

8

By potatore

Commenti disabilitati su Pioggia benefica!!

Categories: Agricoltura

Tags: , , , , ,

Pioggia benefica!!

Pioggia  benefica!  Le irrigazioni anche se  regolari  ed abbondanti  non sembrano avere lo stesso effetto  sull’orto di  quello  provocato da una abbondante pioggia.  Ristabilire le condizioni ottimali per la crescita delle piante è la prima operazione necessaria nell’orto dopo questa meteora. Pertanto un manciata di concime completo e delle lavorazione super­ficiale con una zappetta hanno il duplice scopo di favorire l’interramento dei concimi e allo stesso tempo di rompe­re l’eventuale crosta superficiale. Le lavorazioni dei primi strati del terreno ritardano l’evaporazione dell’acqua che sale per capillarità dagli strati più profondi  e  nello stesso tempo eliminano sul nascere eventuali erbe infestanti. Chi possiede del terreno già adeguatamente preparato può tranquillamente provvedere all’impianto di  quelle colture come sedano e cetriolo che  necessitano di temperature più elevate delle altre colture da  orto. La semina a file per il sedano è  la migliore mentre può risultare utile trapiantare le piantine di cetriolo vicino alla eventuale rete di recinzione per dare la possibilità  alla futura pianta di sostenersi e effettuare così, una coltivazione in verticale.  Se ciò non fosse possibile, in commercio esistono reti in plastica di facile applicazione che possono essere  utiliz­zate anche  per altre colture come fagiolini  e piselli rampicanti. Dagli  inizi del mese in poi, via  libera  al trapianto  di cavoli e cavolfiori  precoci  per raccolte estive e varietà tardive a raccolta autunnale.  Per le semine di spinaci e lattughe  occorrerà, invece, stare attenti ad utilizzare varietà estive

Nov

8

By potatore

Commenti disabilitati su Autunno!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Autunno!!

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell‘erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

Mag

9

By potatore

Commenti disabilitati su Grasse ma…. belle!!!

Categories: Giardino

Tags: , , , , , ,

Grasse ma…. belle!!!

Grasse ma belle e allora perché non innamorarsene ? Il riferimento è per le piante grasse cui, forse ci si dedica con poca fiducia pensando di non riuscire, di non avere l’ambiente adatto, chiedendosi se mai faranno i fiori e tante altre considerazioni che impediscono, di fatto, di ottenere risultati soddisfacenti. Invece, le ragioni per coltivarle in casa, sono diverse : hanno forme curiose e allo stesso tempo belle, decorative, sono facili da coltivare, si adattano facilmente alla vita d’appartamento generalmente molto secca a causa dell’utilizzo di termosifoni e quindi, hanno la capacità di riempire spazi inadatti ad altre specie. Se le ragioni testé esposte sono sufficienti è il caso di approfondire le conoscenze al fine di avere in futuro esemplari che siano la gioia di chi li coltiva. Di grandi segreti per la coltivazione non c’è ne sono, basta ripristinare a grandi linee l’ambiente d’origine a partire dal substrato che sicuramente è il punto forte per avere un sicuro successo nella futura coltivazione. Le Cactacee e tutte le succulenti in genere crescono generalmente in terreni desertici e pietrosi e quindi non gradiscono terreni troppo ricchi di sostanza organica e al contrario prediligono terreni molto sciolti e porosi. Il substrato adatto può essere quindi ottenuto mescolando terra limosa e sabbia non calcarea in parti uguali al quale va miscelata, se necessaria, della torba al solo fine di abbassare il pH che in genere deve essere non maggiore di 6. Per prevenire marciumi al colletto della pianta verrà posta della sabbia grossa e della ghiaia attorno al fusto e allo stesso modo una manciata nella parte bassa del vaso. Il buono stato delle piante dipende comunque soprattutto dalla quantità e dalla cadenza delle irrigazioni. Quantità eccessive provocano la marcescenza dell’apparato radicale e allo stesso modo annaffiature molto ravvicinate. Occorre quindi verificare, prima di ogni apporto di acqua, che il substrato sia completamente asciutto non solo in superficie ma anche in profondità effettuando il controllo eventualmente con un bastoncino affondato nella terra. L’acqua di irrigazione, a temperatura ambiente, va distribuita preferibilmente nelle ore centrali della giornata in quantità sufficiente a riempire tutti gli spazi presenti nel terriccio eliminando quella superflua eventualmente percolata nel sottovaso. L’acqua, inoltre deve essere distribuita evitando che venga a contatto col fusto e da aprile ad ottobre può essere aggiunta alla stessa 1-2 per mille di concime complesso con cadenza quindicinale in particolare per le specie da fiore. Il rinvaso va effettuato una volta l’anno, per le piante giovani e in fase di crescita, utilizzando vasi con un diametro di due cm. maggiore ; per le piante adulte invece può essere effettuato ogni tre-quattro anni o in caso di blocco della crescita. Sempre per le piante adulte e con un certo peso sarà opportuno fornirle di vasi con rotelle al fine di agevolare il trasporto dall’interno all’esterno. Ai fini della classificazione e del riconoscimento, quattro sono le famiglie di maggiore diffusione : Cactacee (Mammillaria, Cereus, Echinocactus e Opuntia), Crassulacee (Kalanchoe, Sedum ed Echeveria) Liliacee (Aloe e Gasteria) e Agavacee (Agave, Yucca e Sanseveria).

Gen

16

By potatore

1 Comment

Categories: Allevamento

Tags: , , , , , , ,

"Bataille des reines"

La battaglia delle regine è una tipica manifestazione,valdostana, molto antica. Uno spaccato di vita contadina al ritorno dagli alpeggi nel duro lavoro estivo che porta alla produzione di formaggio e in particolare della famosa “Fontina”. Sono centinaia le bovine di razza Valdostana pezzata nera che si sfidano in eliminatorie dalla primavera all’autunno nelle tre categorie e infine, al ritorno dall’alpeggio, la finale: la terza domenica di ottobre all’arena di Croix Noire, alla periferia di Aosta. La finale richiama sul campo di combattimento migliaia di appassionati e è molto sentita tra gli allevatori. Un grande momento di festa per gli allevatori e in particolari per i vincitori che torneranno nel ricovero a fondovalle invernale al termine della lunga stagione sulle montagne. La sfida tra le bovine non è mai cruenta e al contrario della corrida il vincitore e il vinto ritornano nella stalla a…… produrre latte.

Set

24

By potatore

4 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Settembre nell'orto..

 

Il cavolo broccolo è il progenitore del cavolfiore. La parte edule è rappresentata dall’infiorescenza ancora chiusa e dalle foglie più interne. La coltivazione prevede l’impianto durante il periodo giugno – agosto di piantine anche con radice nuda circa 30 cm sulla fila e 40-50cm tra le file. La raccolta si effettua durante il periodo autunnale cimando la “testa” e può riprendere, poi, con la raccolta dei broccoletti prodotti dalle numerose gemme laterali. La coltura dura all’incirca 3-4 mesi e nonostante l’alto valore a livello nutritivo è poca conosciuta in alcune regioni italiane mentre al Nord l’impiego quale verdura cotta è molto diffuso e sovente si trova quale prodotto surgelato anche nei supermercati.
Fragole – Certamente un po’ tutti apprezzano questo piccolo frutto primaverile è una piccola coltivazione può fornire la quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di una famiglia. Una volta preparato il terreno occorre dare una leggera inclinazione a mezzogiorno per facilitare lo sgrondo dell’acqua e un migliore irraggiamento. L’appezzamento preferibilmente largo un metro va coperto con un film nero di polietilene che serve da pacciamatura. Le piantine provenienti da stoloni di altre colture vanno sistemati a cm 20×20 negli appositi alloggiamenti ricavati dalla foratura del telo. Il trapianto per raccolte primaverile va effettuato durante i mesi autunnali e preferibilmente non oltre Ottobre. Una coltivazione di fragole può durare anche 3-4 anni se si ha la cura di eliminare ogni anno gli stoloni che si vengono a formare in modo da non infittire eccessivamente.
Funghi – La produzione domestica di funghi è ormai una pratica collaudata. Buoni risultati, infatti, si possono ottenere sia operando all’aperto, se si possiede una terrazza, che in cantina o in locali semibui. Per entrambe le soluzioni è possibile coltivare funghi prataioli e Pleurotus ostreatus o più comunemente pleroto. Per la semina occorre una o più cassette di vario materiale rese impermeabilizzate internamente con del polietilene. Le cassette riempite con materiale organico fino a pochi centimetri dal bordo e successivamente sopra va sparso il “seme o bianco di fungo” ricoperta da un leggero strato di torba. Il tutto va tenuto costantemente umido e senza ristagni a temperatura ottimali che vanno dai 14°ai 20°C.I primi funghi cominceranno a spuntare all’incirca dopo venti giorni data che sarà opportuno scrivere sul bordo della cassetta.
Orto in casa – Con l’arrivo dell’Autunno l’elenco delle specie presenti nell’orto vanno velocemente accorciandosi, la coltivazione per alcune di esse va pertanto spostato in luogo riparato. Chi non possiede una serra può incominciare qualche coltura ortiva anche in casa in cassetta o in vaso. E’ evidente che per motivi di spazio la scelta deve ricadere su alcune specie e in particolare sulle aromatiche. Prezzemolo, basilico e salvia ad esempio possono essere coltivate non notevole facilità purché si disponga di una finestra esposta a Sud o in ogni caso ben illuminata. Per avere buoni risultati occorre dell’ottimo terriccio evitando “ricicli” o altre forme di preparazioni che non sempre danno garanzia di sanità. Sono proprio i substrati non perfettamente sterili a determinare la maggior parte di insuccesso nella coltivazione.
Raccolte – Per tutto il mese visto le discrete condizione meteorologiche è ancora possibile raccogliere pomodori, melanzane, fagiolini mangiatutto e fagioli da sgranare. Raccogliere sempre con terreno e frutti asciutti e quindi nelle ore più calde della giornata. Le carote vanno invece raccolte quando le foglie incominciano ad ingiallire e allo stesso modo le patate seminate tardivamente. Per entrambe prima di riporle in cantina vanno rimossi i residui di terreno lasciandole asciugare sul campo oppure in luogo asciutto e ventilato. Tempo di raccolta anche per le zucche che vanno selezionate rispetto al loro grado di maturazione e al loro stato sanitario. Eventuali frutti che presentano abrasioni o necrosi vanno consumati per primi.
Interventi sanitari – In Settembre possono ancora preoccupare alcune malattie causate da funghi e che le condizioni di elevata umidità possono rendere molto temibili per le coltivazioni. In particolare risulta ancora attiva in questo periodo la septoria del sedano, la ruggine dell’asparago, la peronospora e l’alternaria dei cavoli soprattutto nel cavolfiore. A scopo preventivo e possibile utilizzare ossicloruro di rame utilizzando 70-90 grammi ogni 10 litri di acqua. Per l’oidio invece vanno utilizzati prodotti a base di zolfo bagnabile alla dose di 8-10 grammi per 10 litri di preparato. I trattamenti al fine di evitare scottature devono essere effettuati preferibilmente nel pomeriggio e in ogni caso mai nelle ore più calde della giornata.
Compost – In questo periodo il materiale di scarto e i residui vegetali che si producono sono molti. Basti pensare a tutto ciò che rimane delle colture da frutto come pomodori e melanzane e allo stesso tempo dei residui che degli stessi rimangono in cucina dopo l’utilizzo: torsoli, piccioli, semi e bucce. Pertanto sarà opportuno prima dell’arrivo dell’autunno svuotare il compost, utilizzare il terriccio presente per concimare gli appezzamenti delle colture autunnali-vernine e rendererlo pronto a ricevere quanto verrà prodotto in questo periodo in cui le colture da frutto completano il ciclo. Per accelerare la decomposizione occorre rivoltare la massa presente, inumidirla aggiungendo eventualmente acqua e nitrato ammonico.

Set

11

By potatore

Commenti disabilitati su Astri settembrini

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Astri settembrini

L’Aster, promosso a “Pianta del Mese” di settembre nei maggiori garden d’Italia, è inconfondibile per la fioritura autunnale, un ultimo ricordo colorato dell’estate arrivata al termine. Questa pianta perenne entra in fioritura proprio quando le altre sono sfiorite e continua a produrre boccioli fino all’autunno inoltrato. I capolini, simili alle margherite ma più piccoli, hanno il cuore giallo dorato. Sono disponibili cultivar a fiore semipieno e a fiore pieno, nei colori varianti dal rosa pallido al porpora e dall’azzurro al bianco. Di diverse specie di Aster si possono recidere gli steli, per comporre graziosi bouquet campestri, che rallegrano la casa. Sono ideali specialmente gli ibridi novi-belgii, chiamati anche settembrini perché fioriscono in settembre e ottobre, arrivando ad altezze di 90-100 cm. Vi è una ricca scelta di varietà a fiore pieno, come le ‘Crimson Brocade’, a fioritura rosso carminio, ‘White Ladies’, écru, ‘Patricia Ballard’, rosa vivo, e sua sorella minore Marie Ballard’, azzurro intenso. Tra i settembrini a fiore semipieno più belli segnaliamo la ‘Winston Churchill’, con fiori rosso carminio, e la ‘Schóne von Diethkon’, lilla. Per favorire la produzione di fiori grandi occorre potare i rami deboli in primavera, mentre per stimolare una vegetazione più rigogliosa è consigliabile cimare la pianta; quest’ultima operazione aumenta, inoltre, la produzione di fiori, anche se più piccoli.

Per il giardino roccioso

I garden propongono anche delle specie nane, come ad esempio l’Aster dumosus, dai fiori molto piccoli, ottimo per donare accenti variopinti alle bordure e ai giardini rocciosi. Raggiunge un’altezza massima di 25-40 cm e fiorisce dalla metà di agosto fino ad ottobre. Di questa specie sono particolarmente valide le cultivar a fiore pieno ‘Jenny’, blu violetto, ‘Snow Sprite’, bianca, e a fiore semipieno ‘Alice Haslam’, rosa cupo, e ‘Prof Anton Kippenberg’, blu lavanda. Molto belle sono anche le varietà ‘Kassel’, a fioritura rosso canninio, e ‘Herbstgruss vom Bresserhof, rosa. Altre specie a fioritura autunnale sono l’Aster frikariii, l’Aster amellus (una specie nana) e l’Aster thomsonii. Gli astri, soprattutto le specie nane, sono ottimi per la coltivazione in vasi e fioriere, per abbellire il terrazzo, il balcone e l’ingresso della casa. Al termine della fioritura, potete togliere le piante dal vaso, metterle a dimora in una zona soleggiata del giardino, cosicché rinvigoriscono, e, appena prima che i boccioli si aprano, sistemarle nuovamente nel contenitore. Queste piante, facilissime da coltivare, amano una posizione soleggiata; le specie da taglio necessitano di molto sole, mentre quelle nane crescono bene anche alla leggera ombra. Tutte si adattano a praticamente ogni tipo di suolo, purché sia fertile, fresco, ben lavorato e preferibilmente calcareo. Le annaffiature devono essere frequenti, senza causare ristagni d’acqua. Gli astri hanno buona resistenza al freddo e sfoggiano per molti anni la loro ricca fioritura.

Giu

2

By potatore

Commenti disabilitati su Viburnum: un profumato arbusto!!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Viburnum: un profumato arbusto!!!

Il viburnum, appartenente alla famiglia delle Caprifogliacee, è un arbusto apprezzato per l’aspetto decorativo dei fiori che assomigliano a quelli dell’ortensia. Generalmente  i primi viburni rivestono il giardino e il terrazzo dei loro suggestivi colori nella stagione invernale, ma vi sono specie che entrano in fioritura soltanto nei mesi più caldi, in particolare in giugno-luglio. L’assortimento abbraccia piante di formato grandi e piccolo, a foglia caduca o persistente, con o senza bacche, adatte alla coltivazionein giardino, sul balcone o sul terrazzo. Quando sono in fiore, questi arbusti diffondonoprofumi più o meno intensi a seconda la specie. Il più diffuso tra le varie specie è sicuramente il Viburnum opulus chiamato anche palla di neve. Arriva a 3 metri circa d’altezza, per cui è particolarmente adatto in una posizione solitaria. Fiorisce in primavere, mentre in inverno sfoggia fitti grappoli di bacche tonde, dal colore rosso acceso, che rimangono a lungo sulla piante.

Il Viburnum bodnantense “Dawn”è tra le specie più usate in giardino raggiunge e non supera  i 2,5 metri  ed è a fioritura invernale e il primo a donare colore al giardino.Il fogliame di color bronzeo muta in verde cupo. Le foglie cadono in autunno e in ottobre-novembre, sui rami nudi, appaiono i fiori rosa pallido, raccolti in grappoli compatti, che fioriscono sino all’anno successivo. Le infiorescenze, oltre che per la loro bellezza, sono notevoli per il loro profumo. A seconda delle condizioni climatiche, la fioritura può durare per l’intero inverno, ma si interrompe all’arrivo delle prime gelate. Poiche ha il fusto slanciato e non supera i 2,5 metri di altezza  il Viburnum bodnantense risalta al massimo in una posizione isolata mentre in un giardino di grandi dimensioni può essere piantato a gruppi, di tre o cinque esemplari o abbinate ad  altri arbusti  in bordure dal grande effetto cromatico. Tra i viburni sempreverdi segnaliamo il Viburnum burkwoodii  dal fogliame verde che d’inverno si tinge di giallo e di rosso arancio.  Nei mesi di marzo e aprile produce fiori rosa che emanano una intensa profumazione, raccolti in infiorescenze ad ombrella e raggiunge poco più dei due metri d’altezza. Non supera il metro e mezzo d’altezza il Viburnum calesii, dal portamento largo e sferico, fiori ad ombrella e frutti neri e il viburnum caricelhalum. Quest’ultimo è un arbusto compatto con crescita lenta e infiorescenze sferiche in vari colori dal bianco al rosso viola. in autunno assume una suggestiva colorazione rossa.  Il Viburnum davidii invece raggiunge i 50 cm ed è una specie a foglia persistente. nei mesi di maggio e giugno porta fiori bianchi con sfumature rose, raccolti in infiorescenze ad ombrella. La particolarità del Viburnum finus è quella invece di avere boccioli che si schiudono molto lentamente e adatto alla vita in vaso o fioriera. Per l’arredo di piccoli giardini, balconi e terrazze vi è , quindi, una vasta scelta di questi  colorati e profumati arbusti: a voi la scelta. Per approfondire l’argomento con altre varietà segui il link Viburnum tinus

Set

2

By potatore

Commenti disabilitati su Finalisti al Macchianera Blog adwars 2011

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Finalisti al Macchianera Blog adwars 2011

Per il secondo anno consecutivo Il Potatore è tra i dieci finalisti ai MBA. Nel ringraziare quanti ci hanno generosamente votato, chiediamo un ultimo sforzo affinchè il blog arrivi all’’atto finale dei Macchianera Blog Awards  che sarà la Blogfest, che quest’anno si svolge a Riva del Garda venerdì 30 settembre, sabato e domenica 1 e 2 ottobre con la relativa premiazione. L’anno scorso Il Potatore si è aggiudicato il secondo posto e con i vostri voti niente ci vieta di fare un passo avanti…..- La votazione di cui il link sotto e lunga ma mettere un pallino per tutte le categorie darà modo a questo sito di migliorarsi e continuare a rendere un servizio  di consulenza e informazione agli affezionati lettori-

Bisogna per forza votare per ogni categoria e se:
NON SAPETE CHI VOTARE NELLE ALTRE CATEGORIE?
Piuttosto che votare a caso, votate   tra i miei consigliati!

Miglior sito o blog cinematografico: FrenckCinema
Miglior social network / servizio per i blog:  Altervista
Miglior sito o blog fotografico: Pham Anh Vu
Miglior sito o blog turistico: Globe  Trotter

Su al voto allora:

Lug

7

By potatore

Commenti disabilitati su Aiuole fiorite tutto l’anno?

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Aiuole fiorite tutto l’anno?

E’ possibile, basta saper scegliere tra le diverse specie e  varietà presenti in natura di seguito degli esempi.
Il bucaneve incurante del freddo, è capace di fiorire anche quando il giardino è ricoperto di neve. Spontaneo nei nostri boschi e sempre più raro è divenuto una delle specie protetta; fiorisce in gennaio e presenta dei fiori bianchi con macchioline verdi sui tegali interni. Sempre in Gennaio fiorisce anche una specie di ciclamino il cyclamen coum dai fiori bianchi o rosa e dal delicato profumo speziato e l’Helloborus niger dai fiori bianchi. L’iris reticulata preferisce invece febbraio e nelle giornate tiepide libera nell’aria un delicato profumo di violetta ; alto 15-20 cm ha dei fiori violacei macchiati d’arancio e proviene dalle regioni del Caucaso. Primule e belis perennis (pratoline) sono delle vere annunciatrici di primavera adatte un po’ a tutti i terreni e dai fiori molto colorati. Marzo, però, è anche il mese in cui fioriscono l’aubrietia deltoidea dai fiori lilla alta poco più di 10 cm e l’alissum saxatile dai fiori giallo oro, anche se quest’ultimo è più adatto per scendere da muri e pendii. Con Aprile la rosa della scelta si allarga sempre più e si possono formare cuscini di Phlox subulata dai vivaci colori e poco sviluppata in altezza (5-10 cm) oppure utilizzare un tapezzante come L’iberis sempervirens dai fiori bianchi e ancora, pervinca, arabis alpina dai fiori rosa e infine il geranium tuberosum. I rosai in Maggio sicuramente sono l’attrattiva principale di molti giardini, ma in altri la devono spartire con molte altre specie come i Mesembryanthemun, piante perenni succulente, resistenti al freddo e dall’abbondante fioritura. Sempre in questo periodo fiorisce il geranium sanguine, dai fiori cremisi, adattissimo per le bordure e tappeti fioriti sia in pieno sole sia a mezz’ombra, la stella alpina (leontopodium alpinum) la campanula persicifolia, perenne da bordura con fiori blu e bianchi 27 disposti su tutto lo stelo.
L’astilbe è una pianta rustica e vigorosa dalle infiorescenze molto vivaci con colori che vanno dal bianco al rosso e d’ottimo effetto se piantata a gruppi perché fiorisce a giugno insieme a garofani (dianthus plumarius) molto decorativi per il fogliame anche durante l’inverno, al sedum acre succulenta sempreverde da pieno sole capace di formare densi tappeti anche in condizioni di scarsa umidità, salvia superba capace di fiorire fino a Novembre e geranium tuberosum. Luglio trova nei giardini fioriti l’Achillea filipendulina, la monarda didyma e anche il pyrethum (crisantemi).
Mombretia crocosmiiflora alta 70-80 cm è una bulbosa con foglie erette e fusti fioriti molto lunghi a spiga di colore arancione o giallo molto intenso, molto simile il lupino anch’esso molto rustico, e l’asceplias tuberosa ottima per fiori recisi dal colore arancio e infine la coreopsis grandiflora ; queste sono solo alcune delle innumerevoli possibilità per sistemare in giardino le aiuole e le bordure durante il mese d’Agosto caratterizzato da e alte temperature. Anche la Liatris spicata o pennello del pittore per le caratteristiche infiorescenze può dare un tocco molto originale alle composizioni di dei giardini anche molto difficili dal punto di vista ambientale e pedologico. Con la fine dell’estate invece la scelta passa all’anemone japonica (60-70cm d’altezza) molto decorativo ed a fioritura prolungata e all’Hypericum polyphyllum adatto sia per rocciosi sia per bordura. Fioritura abbondante, adatto a qualsiasi vivacità di colori sono le caratteristiche dell’aster che ben si adatta alle temperature d’ottobre insieme alla gaillardia aristata e a molte varietà di crisantemo. Gli ultimi due mesi bisogna “accontentarsi” del prolungamento di fioritura di crisantemi, del Liatris, di varietà precoci di ciclamini e dell’Helleborus niger che sicuramente vedrà nascere l’anno nuovo.

Gen

27

By potatore

Commenti disabilitati su Il trapianto

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Il trapianto

Il trapianto delle piantine nell’orto è una operazioni molto delicata è va effettuata con molta cura al fine di evitare letali crisi che si instaura nelle piantine. Gene­ralmente le vie seguite sono due: Il trapianto di piantine con radice nuda, proveniente da semenzai, oppure l’utilizzo di piantine con pane di terra (generalmente torba) prove­niente da ditte specializzate. Nel primo caso, come facilmente intuibile, lo stress da trapianto si verifica abbastanza facilmente e pertanto diventa indispensabile rendere molto soffice il terreno, affinché le radici aderiscano perfettamente alle particelle del terreno, ed effettuare una irrigazione preventiva molto abbondante che non rendi difficoltose, per, le operazioni di trapianto. Per evitare che l’apparato radicale delle plantule prelevate dal semenzaio per strappo, siano rovinate eccessivamente buona norma sarà quella di irrigare due-tre ore prima di tale operazione il semenzaio. La messa a dimora delle piantine dovrà essere effettuata preferibilmen­te nel tardo pomeriggio o in giornate nuvolose e l’irriga­zione deve avvenire nel più breve tempo possibile e sarà ripetuta possibilmente al mattino del giorno successivo. Quando, invece, le piantine vengono acquistate in contenito­ri alveolati saranno da preferire quelli a sezione quadra­ta, rettangolare o similare rispetto a quelli con alveoli circolari o tronco-conici. Infatti, nel secondo caso, lo sviluppo avvolgente che l’apparato radicale assume all’in­terno dell’alveolo, condiziona negativamente la distribuzio­ne successiva di questo nel terreno. La mancata completa esplorazione del terreno da parte dell’apparato radicale sarebbe, poi, causa di perdita di principi nutritivi e minore resistenza agli eventi siccitosi. Molta attenzione va anche posta nell’utilizzo di piantine in torba pressata; questo deve essere completamente interra­to e possibilmente compresso lateralmente mantenendo alta l’umidità per evitare fenomeni di “scollamento”.

Mar

31

By potatore

4 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Begonia tamaya

Generalità: pianta erbacea originaria del Brasile; presenta fusti succulenti, divisi in settori, come i bambù, di colore verde chiaro, che tendono a lignificare nel corso degli anni; le foglie sono allungate, lunghe fino a 15-20 cm, lanceolate, con margine frastagliato, carnose, di colore verde chiaro, spesso presentano punteggiature chiare, di colore bianco argentato. Da marzo fino alla fine dell’autunno produce vistosi grappoli di fiorellini rosati o rossi, penduli. Si tratta di un arbusto abbastanza vigoroso, che in appartamento può raggiungere con facilità i 60-90 cm di altezza; per favorire lo sviluppo di nuove ramificazioni e la fioritura si consiglia di accorciare i rami che tendono ad allungarsi eccessivamente. Durante la stagione calda il fogliame tende a colorarsi di rosso sulla pagina inferiore. Esistono numerosissimi ibridi, anche con fiori bianchi.

Esposizione: si coltiva in luogo luminoso, ma lontano dai raggi diretti del sole; la temperatura minima non deve mai abbassarsi al di sotto dei 10°C, quindi durante l’inverno si coltivano in appartamento.

Annaffiature: cerchiamo di mantenere il terreno costantemente umido, ricordando di annaffiare spesso durante la stagione calda, solo sporadicamente in inverno. Da marzo ad ottobre ricordiamo di fornire del concime per piante da fiore, sciolto nell’acqua delle annaffiature, ogni 15-20 giorni.

Terreno: queste begonie prediligono terreni ricchi e sciolti, molto ben drenati. Vista la vigoria della pianta si consiglia di rinvasarla ogni anno, in modo da fornire terriccio fresco, e possibilmente un contenitore leggermente più grande del precedente.
Moltiplicazione: avviene per talea, di foglia, di fusto e di radice. Queste begonie radicano con grande facilità, e da una sola foglia si ottiene una nuova pianta nell’arco di poche settimane.
Parassiti e malattie: queste piante sono abbastanza vigorose e difficilmente vengono attaccate da parassiti o da malattie.

Mar

9

By potatore

3 Comments

Categories: Potatore news

La patata bollente

La Commissione Europea ha messo fine all’ embargo sulle nuove colture OGM che resisteva dall’ Ottobre 1998 ed è subito Politica. L’autorizzazione di Bruxelles riguarda la coltivazione della patata AMFLORA geneticamente modificata dalla Basf per avere un maggiore contenuto di amido e l’ importazione di tre nuove varietà di mais biotech. La patata Amflora è stata autorizzata per uso industriale e non per uso alimentare umano. Basf ha dichiarato di essere pronta a coltivarla da quest’ anno e che la superpatata, ricca di amilopectina pura è destinata essenzialmente all’ industria della carta, del tessile degli adesivi; permettendo un numero inferiore di passaggi nel processo produttivo per rendere i filati più forti, la carta più lucida e gli intonaci più aderenti alle pareti. Per il ministro Luca Zaia delle politiche agricole quello di Bruxelles è un atto che rischia di modificare profondamente il settore europeo, non soltanto ci riconosciamo in questa decisione ma non bisogna permettere che questo meta in dubbio la sovranità degli stati membri in materia agricola. La Commissione Europea ha confermato che l’ Europa non può imporre ad uno Stato di coltivare piante OGM solo se le nazioni richiederanno la CLAUSOLA DÌ SALVAGUARDIA motivandone la decisione con informazioni nuove o complementari resesi disponibili.
In questa vicenda hanno preso piede anche gli ecologisti preannunciando un referendum per impedire la coltivazione di Organismi Geneticamente Modificati nel nostro Paese e per quanto riguarda il resto di tutta l’ Europa. Nei luoghi dove la coltivazione degli OGM è consentita gli agricoltori hanno ridotto le semine e questa è la concreta dimostrazione che il BIOTECH in commercio non rappresenta quella miracolosa convenienza che le multinazionali propagandano. Se si fa riferimento che le superfici aziendali sono molto limitate non si può pensare che le colture OGM possano essere delle soluzioni per incrementare le produzioni: ai vari stati  la scelta su l’utilizzo o meno di colture OGM.

Feb

4

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Gestione dell’uso del terreno

Attraverso la corretta gestione del terreno si possono ridurre le perdite di nitrati con pratiche antiliscivazione al fine di garantire le acque della falda e i corsi d’acqua superficiali a tal fine e necessario:
evitare avvicendamenti mais-soia in quanto entrambe colture  estive
evitare le monosuccessioni
interrare gli stock pagliosi ( di mais, paglia e residui colturali)
utilizzare le rotazioni colturali
mantenere la copertura vegetale nei periodi piovosi
utilizzare una buona calendarizzazione dei concime
corrette lavorazioni del terreno
mantenimento della copertura vegetale
corrette lavorazioni che evitano una eccessiva nineralizzazione della sostanza organica  e modificano la struttura del terreno

AVVICENDAMENTI
Per utilizzare i cosiddetti avvicendamenti, serve un terreno che abbia un certo livello di sostanza organica , la quale può ridurre gli apporti azotati. Quando passa molto tempo tra l’ aratura e la semina (circa 2-3 mesi di distanza) l’ azoto si disperde nel terreno oppure viene dilavato dalle piogge. I periodi critici per la percolazione del terreno sono i mesi nei quali le piogge sono più frequenti (ottobre-novembre); quando nella rotazione sono presenti le leguminose ( fagioli-piselli), le falde acquifere non sono esenti dall’ inquinamento, L’ azoto penetrato nel terreno attraverso il sistema simbiotico leguminosa, bacillus – radicicola entra a far parte dello stock di azoto presente nel terreno

MANTENIMENTO DELLA COPERTURA VEGETALE
Una ricca copertura vegetale impedisce l’ accumulo di nitrati nel terreno che in seguito verranno assorbiti dalle piante. Conferisce una protezione della falda acquifera ,ostacolando il passaggio degli inquinanti mantenendola pulita. La vegetazione spontanea è l’ inerbimento naturale , il quale , impedisce la percolazione di nitrati ; deve svolgere questa azione il più lungo possibile (2-3 anni).
L’ inserimento di una coltura intercalare, ha una funzione di antidilavamento, possono essere le colture foraggere o apistiche ; quest’ ultime sono depauperanti per il terreno, cioè hanno la capacità di assorbirgli azoto.

LAVORAZIONI DEL TERRENO
Le lavorazioni profonde causano la distribuzione delle sostanza organiche in tutto lo spessore interessato. Nel complesso, se si evitano tali lavorazioni , si aumenta la velocità del processo di mineralizzazione del terreno ma anche le sistemazioni di quest’ ultimo possono ridurre il ruscellamento delle acque limitrofe ai terreni coltivati.
I terreni declivi apportano anche dei benefici ambientali;il rapido smaltimento idrico, conseguente alle sistemazioni e diminuisce il periodo in cui l’ acqua può percolare verso la falda , vie di più ripide evacuazioni nelle reti idriche maggiori o minori le quali la convogliano a reti idriche superficiali.