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Feb

9

By Il Potatore

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Consociazioni tra ortaggi!

 

 

 

Coltivare sullo stesso appezzamento ortaggi di specie diverse è una pratica antichissima e risale probabilmente con lo stesso inizio delle attività agricole. L’uomo in pratica si è reso conto che, come in natura, alcune piante traevano beneficio nella coltivazione, se erano consociate ad altre specie; per alcuni aspetti simile ad una e vera e propria simbiosi. La meccanizzazione degli ultimi anni ha notevolmente ridotto tale pratica ma ciò non toglie che su piccoli appezzamenti in cui le lavorazioni sono di tipo manuale, è possibile consociare e i risultati ottenuti sono sicuramente positivi. Per eseguire con i migliori risultati tale tecnica occorre scegliere con cura piante che non entrano in competizione tra di loro con l’apparato fogliare (pomodoro e cetrioli) oppure che sfruttino lo stesso livello di terreno e gli stessi elementi minerali (pomodoro e zucchine). Risulta, inoltre, fondamentale evitare di consociare piante appartenenti alla stessa specie come ad esempio patate e pomodoro o lattughe e scarole. Generalmente tutte le leguminose (fave, piselli, ceci, fagiolini) sono “buoni vicini” per la gran parte di specie coltivate ad eccezione delle iridacee come aglio, cipolla e porro che invece possono trovare migliore ospitalità ai bordi di aiuole di carote o tra le file di lattughe o cicorie da cespo. In quest’ultimo caso l’abbinamento è reso ancora più valido poiché le due specie hanno cicli diversi mediamente, infatti, le cipolle completano il ciclo in quattro – cinque mesi con un massimo di sei – sette nelle colture a semina autunnale mentre le lattughe da cespo sono pronte per la raccolta nell’arco di due – tre mesi. Una coltivazione in file alternate permette  inizialmente la raccolta della lattuga che  esaurito il ciclo lascia la possibilità alle file di cipolle di completare l’ingrossamento dei bulbi. I suggerimenti anzidetti possono in ogni caso essere smentiti da esperienze in condizioni pedologiche e climatiche diverse da quelle qui presi in esame.

Nov

30

By potatore

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La stagione degli ortaggi da foglia


L’anno si  avvicina lentamente alla fine e  per  l’orto  è tempo delle ultime raccolte e semine. In pien’aria è ancora possibile  seminare valerianella, spinaci,  cime  di  rape, aglio e cipolle mentre sotto serra, oltre a quelle dette  si possono  seminare anche  lattughe invernali. Le specie da foglia presenti ancora nell’orto e  in  fase di maturazione, invece, possono essere ancora mantenute  in campo fino all’arrivo del freddo e se necessario con una copertura notturna. Al fine di scongiurare pericolosi accumuli di nitrati  negli ortaggi  da foglia e particolarmente in spinaci  e  lattughe  invernali si consiglia la raccolta  nel tardo pomeriggio specialmente  in occasione di giornate con luminosità  molto bassa.  L’autunno è anche la stagione ideale per lo svuota­mento  del compost; una volta costatata la ottimale matura­zione dell’insieme lo si può distribuire negli appezzamenti che saranno adibiti,nella prossima pimavera, a colture che richiedono ottima fertilità come le solanacee, pomodori, melanzane e peperoni,  e le  cucurbi­tacee. Se il compost prodotto  è insufficiente ai  fabbisogni dell’orto bisogna ricorrere all’impiego di letame, concimi organici o infine alla pratica del sovescio. Specialmente  negli orti  a ridosso delle  abitazioni  ove per motivi igienici l’uso del letame è poco praticabile, può risultare vantaggioso il ricorso ad alcuni preparati commer­ciali con prevalente composizione organica provenienti dalle industrie di lavorazione del pellame, oppure dai sottopro­dotti di scarto dei macelli (cornunghia o sangue disidrata­to). Resta in ogni caso sempre valido  l’utilizzo delle leguminose come piselli, veccia o di altre specie che  semi­nate in autunno danno la possibilità di ottenere una notevo­le massa organica verde che interrata nel periodo di massimo sviluppo può sostituire in tutto e per tutto il letame. Lo stesso procedimento non va invece utilizzato con le erbacce e i residui di coltivazione che vanno preferibilmente compo­stati prima di utilizzati come concime organico. Ottimo risulta essere anche il compostaggio di foglie ma queste richiedono attenzione nella formazione degli strati nel compost. In particolare è conveniente raccoglierle con un tagliaerba che provvede al loro frantumazione e successivamente messi nel compost con uno strato di terreno ogni circa venti di foglie e fino ad una altezza massima di un metro e mezzo circa.  Il terriccio che si formerà in breve tempo,  due tre mesi, verrà interrato in primavera. Le stesse foglie raccolte con un tagliaerba, possono anche essere utilizzate con buoni risultati distribuendoli sulle parcelle che si libereranno via via nell’orto. Lo strato pacciamante di foglie sarà via via utilizzato dai lombrichi che provvederanno ad interrarli;  il resto delle foglie rimaste, se necessario, interrato con una vangatura a media profondità all’inizio della pimavera.

Gen

3

By potatore

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Frutta e ortaggi… i più sicuri d'Europa

di Daniel Bernini
ortaggi
Recentemente il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati di una ricerca riguardante la presenza di antiparassitari sulla frutta e sugli ortaggi prodotti in Italia. I dati si riferiscono al 2010 e dicono che il 98.7% dei nostri prodotti ortofrutticoli sono “regolari”, cioè senza residui o con residui ampiamente sotto i limiti previsti per legge. Esiste infatti una normativa europea che prevede che nei prodotti agricoli possano esserci tracce di antiparassitari, purchè a livelli bassissimi e non pericolosi per la salute umana; a tale scopo ha fissato i cosiddetti LMR (limiti massimi di residuo), che sono decine di volte più bassi rispetto a quelli considerati dannosi dalle autorità sanitarie. Legambiente ha comunque manifestato la sua reoccupazione per la presenza di questi residui; in particolare punta il dito sul fatto che ancora non si conoscono bene gli effetti sulla salute umana di residui di più prodotti chimici, anche se ciascuno presente sotto i limiti ammessi. C’è da dire che l’EFSA, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato uno studio piuttosto tranquillizzante su questo aspetto, ma le rassicurazioni non sono mai troppe. La buona notizia è che la frutta e la verdura made in Italy sono le più sicure d’Europa. Qui i dati ufficiali più recenti sono relativi al 2007, ma sono comunque interessanti. In quell’anno i campioni fuorilegge di frutta e verdura furono l’1.1% in Italia, il 4.82% in Spagna, il 4.85% in Germania e il 7.59% in Francia. Inoltre, nel nostro Paese, vi è stato un costante miglioramento nel tempo: in 15 anni la percentuale di irregolarità si è ridotta di quasi cinque volte. Questi dati testimoniano come gli agricoltori italiani siano molto attenti a questo aspetto e ci spronano a fare molta attenzione al momento di fare la spesa: non solo scegliendo prodotti italiani diamo una mano alla nostra economia, ma abbiamo la certezza di acquistare prodotti più sicuri e di migliore qualità.

Apr

4

By potatore

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Ortaggi in “famiglia”

Ortaggi in “famiglia” – Per evitare di mettere a dimora in successione piante appartenenti alla stessa famiglia o poco compatibili tra di loro, di seguito alcune specie con le famiglie di appartenenza. Spinaci e biete da costa fanno parte della famiglia delle Chenopodiacee mentre alle Solanacee appartengono quelli che vengono comunemente definiti ortaggi da frutto come i pomodoro, le melanzane, i peperoni e le patate. Alle leguminose oltre i ben noti piselli e fagioli appartengono anche fave, lenticchia, soia ceci. Infine le aromatiche  considerate a tutti gli effetti nell’ambito delle colture ortive ; tra le specie più diffuse molte appartengono alla famiglia delle Labiate come il basilico, la melissa, alcune specie di menta, origano, rosmarino, salvia, santoreggia e alcune specie di timo.

Trapianti –  Molta attenzione va  anche posta nell’utilizzo  di piantine in  torba pressata; Il pane di terra  deve essere completamente  interra­to  e possibilmente  compresso lateralmente mantenendo alta l’umidità del substrato  per  evitare fenomeni di  “scollamento”. La piantina va inoltre interrata tenendo conto del livello tenuto nei contenitori alveolati e in particolare il “colletto” della piantina non va coperto da ulteriore terriccio per evitare fenomeni di marcescenza anche se nel caso del pomodoro ciò viene sopportato se non gradito. In caso di trapianti a radice nuda vanno preferite le ore pomeridiane e serali e con l’utilizzo di un cavicchio una volta interrate   il terreno circostante va pressato  e annaffiato abbondantemente.

Pomodori – Con la seconda settimana del mese si possono mettere a dimora in pieno orto le piantine di pomodoro. La densità di coltivazione consigliata è di 3 piantine a metro quadrato utilizzando preferibilmente file binate o doppie al fine di una buona utilizzazione della luce e distribuzione radicale . Le distanze previste sono di 35-40 cm sulla fila 60 cm tra le file e 90 cm tra le bine. Diminuendo tali distanze si alzerà la densità di coltivazione e allo stesso tempo aumenterebbe la produzione a scapito della pezzatura o grossezza dei frutti. Tale sistema può risultare utile anche per diminuire il numero dei tutori necessari per l’allevamento in verticale e per avere a disposizione maggiore spazio per le varie operazioni, scacchiatura, zappettatura, raccolta.

Lavori – Aglio e cipolle: le aiuole vanno ripulite dalle piante infestanti mediante zappetture interrando con la stessa un po’ di concime complesso. Bietole da coste: Provvedere a nuove semine, diradare  e ripulire dalle infestanti quelle seminate in precedenza e provvedere alla raccolta delle coltivazioni seminate in autunno. Carote: proseguire nelle semine scalari, diradare e concimare quelle seminate in precedenza. Cavoli: seminare le varietà estive in semenzaio o vasetto. Fagioli: seminare sia le varietà nane che rampicanti nelle località di pianura aspettare la fine del mese per le località meno assolate. Lattuga a cappuccio: seminare e trapiantare le varietà a raccolta tarda primavera, procedere alla completa raccolta di quella allevata in serra.

Ott

20

By Il Potatore

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Arriva l’autunno!!

Tra  il  22  e il 23 del corrente mese  ha   inizio nell’emisfero boreale l’autunno che coincide con la primave­ra dell’emisfero australe. La natura incomincia ad  assumere i colori tipici della stagione e lo stesso orto ridimensiona quelli  sgargianti della bella stagione, determinati  dalle coltivazioni  estive, e solo gli ultimi  pomodori  offrono qualche  sprazzo di rosso mentre per il resto  predomina  il verde delle coltivazione tipiche autunnali: lattughe, cavoli e spinaci in testa. Ciò non significa che i lavori nell’orto siano finiti, tutt’altro invece, nè sopraggiungono dei nuovi e tra questi l’imbianchimento di alcuni ortaggi.

Sedani, radicchi, scarole, porri e cicorie insieme ai meno noti  cardi, prima di essere consumati vanno sottoposti  per un  certo  periodo ad imbianchimento al fine  di  migliorare alcune caratteristiche organolettiche. Si tratta in  pratica di ombreggiare,  con tecniche più meno  simili,  questi ortaggi  in modo da evitare l’esposizione alla luce per un certo lasso di tempo in modo che i tessuti, nell’impossibilità  di  effettuare  fotosintesi, diventino  più teneri  e saporiti. Per il sedano, la legatura a 15-20 cm dal  terreno e  la successiva rincalzatura possono essere valide solo  in casi di terreno leggero e privo di ristagni d’acqua;  mentre risultati molto buoni possono essere raggiunti avvolgendo le parti interessate con paglia o cartoni.  Nel  caso  di radicchi e scarole, per la  diversa altezza  raggiunta  dalla pianta, possono invece,  essere  utilizzati due sistemi diversi anche se i risultati non discostano  tra di  loro  più  tanto. Nel primo caso può risultare  molto semplice  anellare la  parte media delle  piantine  con  un elastico in modo che le parti più interne vengono coperte da quelle più esterne che impediranno la esposizione alla luce. Un  secondo espediente può essere attuato con  o  senza  la precedente legatura ma coprendo le singole piantine con  dei vasi in plastica  capovolti dai quali buchi di scolo entrerà solo un tenue filo di luce.

Giu

27

By Il Potatore

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I lavori estivi? Ecco cosa fare..

Con l’estate la varietà di specie, in produzione,  nell’orto è notevole e richiede costanza  ed  interventi  colturali ravvicinati.

Aglio e cipolla: dopo la metà del mese circa si può procedere alla raccolta. I bulbi di  aglio una volta estirpati vanno lasciati asciugare all’ombra prima di essere riposti in cantina,quelli di cipolla vanno  invece fatti asciugare nell’aiuola. Se si vogliono sistemare a treccia tale  operazione va effettuata entro i primi quattro-cinque giorni  dalla raccolta.

Patate: anche per questi tuberi è tempo di raccolta specialmente per le varietà precoci. La selezione dei tuberi va effettuata subito dopo la  raccolta  allontanando  quelli  guasti o  rovinati durante la raccolta.Risulta anche conveniente effettuare una selezione rispetto al calibro: le patate più piccole verranno utilizzate  intere per gli arrosti, quelle con  diametro  maggiore invece  bollite o fritte.

 Biete: procedere alla semina  di varietà precoci a raccolta autunno-vernino. Prepararee e il terreno finement, distribuire il seme a spaglio ed interralo leggermente: semi troppo profondi rischiano di non germinare.

 

Basilico:  va ripulito accuratamente delle erbe  infestanti che sottraggono  acqua   alla coltura. Le piantine  vanno cimate regolarmente in modo da evitare la formazione  delle infiorescenze. Se  la  produzione  risulta  superiore  alle necessità  domestiche il  basilico  può  essere  facilmente congelato o  trasformato in pesto tenuto sotto olio.

Cavoli: le piantine ottenute in semenzaio vanno trapiantate a dimora e irrigate  con bassi volumi di acqua ma  ravvicinati  nel tempo. Per i cavoli verza la messa a  dimora in  Pianura Padana  non deve essere protratta al mese di Luglio se si vuole ottenere un prodotto di buona qualità.

Cetrioli: gli steli secondari  vanno cimati regolarmente subito  dopo  la formazione del secondo frutto. Ciò permetterà l’ingrossamento dei frutti stessi migliorandone la qualità. Nessuna cimatura va effettuata sullo stelo principale.

Pomodoro: va continuamente sfemminellato procedendo allo stesso tempo alla soppressione delle foglie in prossimità dei frutti  più bassi in modo da migliorare le condizioni di luce.

Nov

3

By Il Potatore

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“L’autunno …è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore!!

 

 

Ci siamo permessi di utilizzare una frase di Albert Camus per intitolare questo post, scrittore, filosofo, drammaturgo e premio Nobel nel 1957

Con l’arrivo di Novembre ha inizio un periodo di relativa inattività per i lavori dell’orto anche se l’orticoltore generalmente non smette mai di sistemare, pulire, rastrellare, sistemare gli attrezzi, costruire muretti di sostegno o ancora sistemare la rete di recinzione; piccoli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sono tutto l’anno presenti in agricoltura e nell’orto in particolare. Nelle zone con clima mite della Pianura Padana è ancora possibile seminare aglio, cipolla e piselli mentre solo in coltura protetta lattuga da taglio, valerianella e spinaci; continua la raccolta di biete da costa e delle ultime carote. E’ periodo di raccolta anche di cavolfiori a maturazione autunnale e nei casi in cui risulta necessario per posticiparla si possono proteggere dal freddo, legando le foglie esterne attorno alla stessa infiorescenza. Protezione dal freddo va anche attuata per il finocchio, preferibilmente nelle ore notturne va steso un telo di tessuto non tessuto da rimuovere al mattino. Scarola, radicchi, sedani e porri possono ancora essere imbiancati prima del loro consumo effettuando ovviamente sistemi diversi: legatura con elastico oppure copertura con vasi in plastica sistemati sopra gli ortaggi per i primi mentre nel caso del sedano e del porro risulta più conveniente incalzare il terreno circostante. Via via che si svuotano gli appezzamenti occorre rimuovere i residui di coltura che vanno prontamente eliminati per interrompere il ciclo di sviluppo dei parassiti; bisogna poi provvedere alla letamazione ed alla vangatura che va effettuata nei limiti del possibile interessando le parti più profonde del terreno generalmente ricche di sostanze minerali che in questo modo tornerebbero in superficie. Particolare attenzione va posta anche per le coltivazioni sotto tunnel: i danni da gocciolamento determinate dalla caduta della condensa provocano dannosi marciumi per cui l’arieggiamento risulta fondamentale per le coltivazioni.

Ott

3

By Il Potatore

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Le ricette di Rai Uno: trionfo del colesterolo

 

Con stupore ho assistito su diverse testate televisive a programmi di cucina  ma ancor piu su Rai Uno ad una trasmissione della Clerici che sotto la guida di Anna Moroni preparano i paccheri dei ciabattini.  La ricetta della illustre ospite, fissa, prevedeve che per la preparazione di quattro porzioni di paccheri ai formaggi si aggiungesse oltre ai paccheri, ovviamente , cento grammi di formaggio grattugiato, cento di pecorino e altra aggiunta di 100 g di provolone. Considerando che le calorie contenute dai tre formaggi variano tra le 320 e le 360 ogni 100 grammi di formaggio e il contenuto di lipidi arriva al 40%  viene spontaneo chiedere alla Sig cuoca : Cosa sta preparando una  dieta di ingrasso che porta anche all’ostruzione delle arterie? Solo con il primo ognuno si spara nello stomaco non meno di 350- 400  calorie dato per lo più dalla materia grassa contenuta nel formaggio. Se dopo passi alla frutta tutto bene ma se ci aggiungi 100 di carne altre 200 calorie,  un cortorno di patate fritte e una fettina di dolce il risultato è garantito!!!

 

Se la Clerici e la Anna Moroni ci vogliono così e il pubblico si lascia affascinare dalla bontà dei piatti proposti  diventeremo tutti americani…per il peso ( che bravura con tutto quel formaggio che c’è il sapore e assicurato) ma ci scordiamo anche dell’alto contenuto di sale presente nel formaggio stagionato che ci fa aumentare la riduzione idrica, ci alza la pressione ecc. viene da chiedere quale tipo di informazione ci viene fatta passare dei media che mangiare senza regole fa bene, ma a mettere solo 100 g di pecorino ( molto saporito) non bastava? Speriamo che dopo le prime analisi del sangue rinsaviscono.  Buona dieta mediterranea a tutti!!

 

 

Lug

15

By potatore

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Expo: io c'ero!!

Bello , bellissimo design, stile, novità, idee innovative…tutto insomma da visitare e non basta un sol giorno. Parcheggio ad Arese, comodissima navetta e con il biglietto dell’avvenuto pagamento del parcheggio, circa 12, ho ricevuto in omaggio alla biglietteria expo due biglietti per ingresso serale che sarebbero costati 10 euro: niente male. Prima visitata al padiglione del Kazakistan provvisto di ventilatori rinfrescanti. Tecnologia, effetti speciali, personale gentile e in uniforme impeccabile uno dei migliori di quelli visitati; anche per la caratteristica struttura esterna. voto 9,5

Francia: faccio un giro di tutto il padiglione per capire l’entrata ma dal Decumano è un susseguirsi di ortaggi che viene voglia di prendere il cestino e cominciare a raccogliere, struttura in legno lamellare (?) bella, curiosa nelle varie nicchie ricavate nel legno delle volte del tetto. Interamente smontabile e rimontatile ottima matrice ecologica, voto 9. Dimenticavo il Decumano per stile, da non sottovalutare la ottima circolazione dell’aria, eleganza, spazi di riposo e di approvvigionamento acqua voto 10: impatto visivo molto scenico, avveniristico e funzionale.

Risultati immagini per decumano expo

Padiglione Haiti : molto simpatici carne per tutti, insalata di pesce, rum ed aranciata balli tipici voto simpaticamente 8

Qatar voto 4 inguardabile

Bello Russia con assaggio colazione a base di cereali, assaggio di vodka ..no grazie vino bianco per me……
Stati Uniti quasi good: belli i pannelli verticali meno i filmati di cui lo scopo a cui era rivolto era poco chiaro..

Iran aromatiche in aiuole molto belle in leggera pendenza e armoniosi con i filmati alle pareti 8+

Italia: non sono riuscito a vederlo: pardon Parlarvi di tutti perderei l’estate a scrivere non ho proprio voglia andate  visitare i padiglione e diffidate di chi parla male dell’Expo è invidioso del successo italiano è uno iettatore patentato, probabilmente. Al limite qualche appunto sul  costo del biglietto decisamente alto per le famiglie numerose. Prezzi? incredibilmente abbordabili con molti caffè ad un euro, gelati a 2, acqua gratis, pizza margherita a 7 euro, nel complesso  decisamente incredibile  in positivo i prezzi praticati in Expo visto che in Italia dove fino a poco tempo fa vigeva la corsa al rincaro per poi dichiarare redditi da terzo mondo. Unico appunto i cornetti e non solo dell’Expo inguardabili ne riparleremo;  i cornetti o brioche italiani sono diventati un concentrato di veleni, sciroppo di glucosio, vanillina, margarina e farine di scarsa qualità  rigorosamente congelate…..vergogniamoci   torniamo al genuino….!

Prima di consumarlo guarda gli ingredienti che ti passa la voglia di toccarlo

campagna a favore del ritorno del “cornetto nostrano”

 

 

 

 

Ago

26

By potatore

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I lavori d'Agosto

             Le  ferie estive possono  essere  problema dei vacanzieri mentre nell’orto di vacanze proprio non se ne parla: la produzione continua inesorabile e  diventa anzi maggiore durante il periodo estivo. Quindi per allontanarsi anche per pochi giorni occorre necessariamente qualcuno che faccia da sostituto. Le irrigazioni, infatti, su pomodoro, melanzane e zucchine devono essere costanti e regolari, temporali estivi permet­tendo che, eccezionalmente quest’anno, al Nord hanno reso inutile tale operazione. Oltre a questo, le piante  crescendo velocemente necessitano di continue legature e un controllo sanitario continuo che prevenga attacchi di peronospera e alternaria molto frequenti nel pomodoro e di septoria sul sedano. Per prevenire queste malattie occorre intervenire preventiva­mente con prodotti a base di ossicloruro di rame circa ogni 20 giorni utilizzando 40-50 grammi ogni 10 litri di  acqua. Per oidio del melone, zucchino e cetriolo va invece utiliz­zato  un  preparato a base di zolfo  bagnabile  intervenendo nelle ore più fresche della giornata ogni 5-7 giorni con  20-30 grammi di prodotto  per litro.

          Gli  afidi, invece, possono essere combattuti  utilizzando prodotti  a base di piretrine, prodotto di origine naturale estratti  dal piretro, nome comune dei crisantemi tra cui quello di Dalmazia. Nel caso di attacchi  contemporanei di afidi e dorifora, come ad esempio può succedere sulla  pata­ta, è consigliabile utilizzare piretrine sintetiche. L’uti­lizzo di queste sostanze risulta indubbiamente più positivo di altri  per la bassa tossicità del prodotto che tende a persistere sulla pianta per soli 3-4 giorni. In ogni caso prima di utilizzare qualsiasi prodotto occorre leggere attentamente le avvertenze sulla confezione  controllando che l’ortaggio da trattare sia compreso  nella lista del campo  d’impiego. Per i trattamenti  insetticidi bisogna intervenire solo quando la soglia di infestazione è tale da compromette la produzione e dopo aver verificato la mancanza di predatori naturali come coccinelle e Crisope.

Lug

21

By potatore

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Categories: Giardino

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Giardini pensili

Giardino pensile o tetto giardino, un angolo di verde da godere anche per coloro che abitano ai “piani alti”. Non esistono delle regole precise e delle specie adatte ma le scelte vanno attentamente valutate tenendo in considerazione il contesto edilizio e il microclima. Per quanto riguarda il primo aspetto bisogna valutare il tipo di fabbricato e le regole esistenti, nel caso sia inserito in un condominio o in un complesso di villette. Va inoltre considerato, nel caso di tetto giardino, lo stato delle coperture utilizzate, delle opere di impermeabilizzazione esistenti e, all’occorrenza, di eventuali rifacimenti. Il secondo aspetto è forse quello che merita la maggiore attenzione, non solo per creare un ambiente estetico ideale e nello stesso tempo funzionale, ma soprattutto, per la scelta delle specie e delle varietà che devono essere compatibili con le particolari condizioni di esposizione al sole e quindi del microclima che si viene a creare. Una esposizione a Sud, ad esempio comporta la necessità di selezionare piante che gradiscono una esposizione intensa al sole e nello stesso tempo resistano ad eventuale carenza di acqua, vista che l’evaporazione risulta molto intensa. Passiflora, clematis e actinidia solo le piante rampicanti più adatte a questo tipo di microclima mentre se l’esposizione del giardino da creare è rivolta a Nord o ad Est è preferibile utilizzare la clematis montana dalle foglie verde intenso con delicati fiori bianchi, la Chaenomeles speciosa più noto come cotogno da fiore con fiori rosso, di forma arbustiva, oppure l’edera, sicuramente uno dei più rustici rampicanti. Per le tappezzanti è possibile utilizzare cotoneaster dammeri, a portamento prostrato, con foglie verde-scuro, lucide e fiori bianchi che danno successivamente vita a delle bacche rosse, erica carnea per tutti gli ambienti mentre, il sedum spectabile per zona assolate; Vinca, Prunus laurocerasus “Zambeliana” risultano invece ben adatte a esposizioni umide e ombrose. Se non si vuole rinunciare alla siepe anche in terrazzo bosso nano con posizione a mezzombra, santolina e lavandula spica per le esposizioni a Sud. Siepi irregolari, di limitato, sviluppo si possono creare utilizzando anche piante aromatiche come lavanda, rosmarino e origano selvatico che associano la bellezza dei colori con l’utilità della cucina. Con lo stesso duplice scopo si possono utilizzare ortaggi decorativi come l’asparago (asparagus officinalis) che raggiunge e supera il metro d’ altezza ma anche barbabietole, zucche a frutti decorativi, cavoli, carciofi, granturco e rabarbaro (Rheum rhaponticum) dalle grandi foglie verde-scuro sostenute da grossi piccioli rossi con cui è possibile preparare marmellate. Mele ballerine o da fiore a portamento nano vivono bene in vaso e nel primo caso, i rami dopo la stupenda fioritura si riempiono di preziosi frutti, mentre si può giocare con i colori utilizzando acer palmatum dal fogliame rosso bronzeo, cupressus macrocarpa dal fogliame giallo se posto in posizione soleggiata, verde se invece posto all’ombra e infine azalee decidue e in particolare Rhododendron “Corneille” che manifesta il suo splendore di colori in autunno.

Apr

3

By potatore

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L'orto: ambiente naturale

 

 L’eccessivo sfruttamento del terreno determinato dalle nuove  specie e varietà molto più  produttive delle precedenti fa sorgere la necessità della reintegrazione della sostanza organi­ca nell’orto, pena un continuo impoverimento organico dello stesso con conseguente calo produttivo sia quantitativo e qualitativo. Il compostaggio dei rifiuti organici sia provenienti dell’abitazione che da materiali di scarto o di pulizia degli ortaggi  diventa, pertanto, condizione indispensabile per  mantenere  sano  e biologicamente attivo il terreno. Sempre allo stesso scopo l’utilizzo di concimi organici tipo letame, cornunghia, sangue secco o di vari altri preparati messe a disposizione dalle ditte specializzate, serve senza dubbio ad ottenere  prodotti qualitativamente ottimi. Se invece oltre che a sostanza organica si vuole integrare il terreno con sostanze azotate, una coltivazione di leguminosa interrata (sovescio) all’inizio  della fioritura avrà effetti  sulla coltivazioni future indubbiamente eccellenti. Il ricorso sistematico alla pacciamatura, poi, determina diversi  vantaggi: miglioramento della struttura,  risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle  produ­zioni e non ultimo miglioramento della attività microbica del terreno. Per la pacciamatura di una orto di modeste dimen­sioni non necessariamente si devono impiegare materiali dispendiosi ma possono essere utilizzati materiali semplici come paglia, aghi di pino o foglie in genere, vinacce. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e, nello stesso tempo, permettere il razionale sfruttamento del terreno e il ricor­so alla consociazione e alla rotazione. Nel primo  caso  il sistema è stato ampiamente collaudato in passato, anche se, fino ad alcuni anni addietro veniva ritenuto  superato, basti pensare alle alberate fatte per sostenere la vite diffuse in tutta Italia. In un orto famigliare basta semplicemente  utilizzare delle piante i mais come sostegno di piselli o fagiolini rampicanti o alternare nei filari piante legumino­se con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione e avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrice come leguminose si  evita un eccessivo  sfruttamento delle  risorse nutritive del terreno e  nello stesso  tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica  di una  loro  interazione e non vanno presi  singolarmente in quanto,da soli, non possono radicalmente modificare il corso produttivo dell’orto. Inoltre va ricordato che la  creazione di un ambiente quanto più simile a quello naturale favorisce il proliferare di specie utili alla agricoltura come le Chysoperlee le più conosciute coccinelle  septempunctate predatrici  naturali  degli afidi autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Gen

16

By potatore

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Progetto io…

 

I mesi invernali piovosi e freddi possono essere utilizzati per la progettazione del giardino di casa o di eventuali modifiche da apportare a questo nel caso in cui vengono a mancare o a rendersi libere alcune aree. La progettazione è sicuramente la strategia migliore per ottenere che alla fine del lavoro i risultati coincidano con quanto effettivamente ci si aspetta in modo da ottenere un luogo di relax per eccellenza. Questo a prescindere dal fatto che al futuro giardino si voglia dare uno stile particolare italiano, giapponese, inglese o che invece rispecchi il gusto personale e le preferenze verso taluna o tal altra specie con presenza di rocciosi, di laghetti o di altro. Se, come auspicato, la forma di ideazione passa prima dalla fase progettuale per poi realizzarsi con l’attuazione pratica, alcuni suggerimenti di seguito riportati daranno una mano alla realizzazione di questo progetto che occuperà sicuramente una parte consistente del tempo libero invernale. L’esatto disegno in scala, su carta millimetrata, della riproduzione dell’area da sistemare o di tutto il giardino è la prima regola da seguire avendo cura di evidenziare anche le specie già esistenti ed eventuale luoghi con diversa inclinazione o dislivello. Successivamente vanno riportate eventuali opere in muratura come muretti, vialetti di accesso ed collocazione di vasi, statue, fontane o quant’altro formi l’ossatura centrale del giardino stesso. A tal proposito, va sottolineato, che il giardino è generalmente il prolungamento della casa e le scelte effettuate sugli esterni devono per alcuni versi richiamare gli interni anche perchè dalle finestre delle abitazioni la visione di ampie zone del giardino deve risultare armonica con quella dell’arredamento interno. Altro particolare non trascurabile è la funzione che lo stesso giardino deve avere e che in ogni caso deve tener conto di necessità future. Se il giardino viene utilizzato da una famiglia nei quali vi siano bambini al di sotto dei cinque anni, diventa importante che vialetti e muretti non diventino un impedimento per i giochi di quest’ultimi o addirittura pericolosi e che la creazione di una area giochi o una semplice vasca di sabbia renderebbe il giardino molto funzionale. La vasca non necessariamente deve essere costruita in cemento, bastano infatti delle semplici assi come bordo con forma varia per ottenere la possibilità d’utilizzo e possibilmente con bordi in legno da rimuovere una volta cresciuti i bambini. In altri casi vanno tenuto a debito conto gli eventuali ricoveri per auto, cisterne per il gasolio da riscaldamento, contenitori per rifiuti domestici e per i quali oltre a definire l’idonea area vanno anche ideati idonei sistemi atti alla mimetizzazione o quantomeno ad una armonica convivenza. L’ armonia delle forme deve infine concretizzarsi con l’adeguato utilizzo di materiali e delle specie vegetali che vanno sempre ricercati in quelli tipici delle zone circostanti al fine di creare anche col paesaggio circostante un perfetto connubio.

Dic

17

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Dicembre

Condensa– Nel Nord Italia sono pochi i lavori da effettuare nell’orto perché il ridotto numero di ore di luce e le condizioni  climatiche decisamente avverse riducono lo sviluppo delle piante alle semplici funzioni di sopravvivenza. Solo per chi opera sotto tunnel  di una certa dimensione è da ipotizzare qualche intervento che per lo più si risolve con il controllo delle condizioni di umidità all’interno del tunnel stesso. Tenori alti di umidità e in particolare l’acqua di condensa che ricade al suolo, infatti,  provocano facilmente fenomeni di marcescenza.

Serre calde – Sono pochi gli orticoltori che possiedono un serra riscaldata anche se molti altri si stanno attrezzando. In questo caso con l’inizio di Dicembre occorre iniziare le semine in cassetta di pomodori e melanzane da trapiantare prima dell’inizio della primavera in piena terra. Produrre piantine provviste del pane di terra è sicuramente la strada migliore percorribile se non altro perché gli stress da trapianto sono ridotti al minimo  o del tutto evitati. Prima di qualunque semina in ogni caso vanno sterilizzati con bagno in soda caustica tutti i contenitori  e gli attrezzi utilizzati.

Attrezzi – pale, zappe, vanghe, forconi e altri attrezzi utilizzati durante la stagione passata  per i vari lavori vanno ripuliti da tutte le incrostazioni utilizzando un spatola finché tutto il materiale ossidante è stato rimosso. Al fine di ottenere la rimozione della ruggine si possono ottenere buoni risultati affondando gli attrezzi per varie volte in un mucchio di sabbia. Dopo aver rifatto il taglio o le punte e rimosso eventuali sbavature con un piccolo flessibile e una morsa  potrebbe risultare utile pennellare con del gasolio le parti ferrose.

Cantina – Gli ortaggi immagazzinati in cantina sono soggetti a trasformazioni che se non opportunamente controllate danno vita a processi degenerativi. Le patate ad esempio, vanno conservate in luogo fresco e ben aerato ricoperte di paglia  e al buio. La luce infatti fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina che dà alla patata la caratteristica colorazione verdognola della polpa e allo stesso tempo la rende velenosa e amara. Kiwi e kaki invece per renderli pronti al consumo vanno “ammezziti” e quindi tenuti al caldo accanto alle mele.

Mag

18

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

Maggio nell'orto

  Maggio, piena primavera, periodo che si conclude con  la fioritura delle graminacee nei prati e con la prima raccolta del fieno. Restando a quando dicono i proverbi quest’anno a causa  delle frequenti piogge cresceranno bene gli ortaggi, per la maggior parte dei quali, in maggio si conclude defi­nitivamente il periodo della semina. Infatti dalla metà del mese  in poi, si possono seminare e trapiantare anche nelle zone a clima più rigido le  piantine di quegli ortaggi che verranno poi consumati durante l’esta­te come pomodori, zucchine, cetrioli. L’ideale per preveni­re qualche ritorno di freddo, sarebbe di  tenerle con un telo di tessuto  non tessuto fino alla fine del mese.  Per far si che  le piantine crescano  rigogliose è necessario  sommini­strare un pò di sostanze nutrienti come ad esempio  macerato di ortiche  oppure di consolida o ancora di equiseto, per  i quali  la dose consigliata è di 1 kg di pianta fresca in 10 litri di acqua. Qualora si avessero a disposizione escrementi di  animali: equini, bovini, conigli, galline si ricorda che vanno benis­simo anche queste basta diluire in acqua con un rapporto di 1:3 e lasciandoli a macerare per circa tre settimane. Questo trattamento si rende necessario onde evitare ustioni alle  piantine ancora molto tenere. Quando, poi, le condizioni climatiche sono  caratterizzate da eventi meteorologici di notevole portata come gli acquaz­zoni della scorsa settimana si verifica sicuramente una dilavamento di notevoli quantità di principi minerali per­tanto occorre intervenire con una concimazione aggiuntiva di concimi azotati come il nitrato ammonico. Grazie alla pre­senza di azoto sotto forma nitrico e ammoniacale, tale concime, espleta una duplice funzione: la componente nitrica risulta  di pronto assorbimento da parte delle piante mentre quella ammoniacale,  invece, trattenuta dal potere assorben­te  del terreno avrà una azione più prolungata nel tempo e potrà essere assorbita dalle piante in tempi diversi.

Apr

26

By potatore

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I lavori di fine Aprile

Con la fine del mese ormai tutte le specie sono in piena fase vegetativa e il fogliame verde e rigoglioso spicca dai rami fino ad ora spogli.

Prato – continuare tutte le cure di rito e in particolare effettuare tagli regolari ogni 10-12 giorni con o senza asportazione della parte tagliata. Il taglio ravvicinato oltre a rendere particolarmente rigoglioso il prato inibisce fortemente lo sviluppo delle specie a foglia larga che mal sopportano il taglio frequente al contrario di poe, festuche, agrostide e loietti che caratterizzano i tappeti erbosi.

Gerani – Tempo di moltiplicazione per talea di molte specie tra cui i gerani. Le talee vanno prelevate lunghe 8-10 cm. con 4-5 nodi, private delle foglie basali e quindi poste a radicare in substrato di sabbia e torba. Tenere umido il substrato e in luogo ombreggiato per almeno due settimane ed evitare l’utilizzo di ormoni radicanti perché su queste specie tendono a favorire il marciume radicale.

Piante in vaso – I vasi di plastica e di colore scuro tendono facilmente a riscaldarsi in modo eccessivo provocando seri danni all’apparato radicale. Nei casi in cui il fogliame delle piante contenute in essi non sia capace di proteggerli dai raggi del sole sarà opportuno riunirli all’interno di un mastello di legno e ricoprirli fino all’orlo con argilla espansa oppure corteccia di pino. La sostituzione dei vasi di plastica con similari in terracotta, in particolare per le specie succulente,  è un sistema auspicabile per ottenere non solo condizioni microambientali migliori ma anche per bilanciare il peso della pianta con quella del vaso.

Vialetti – Se  si vuole mantenere  sgombri i  vialetti  da erbacce sarà  necessario somministrare prodotti  antigermi­nativi.  Usare  guanti e mascherine protettive  durante  la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

Piante  rampicanti – Per ottenere una zona  d’ombra  davanti all’abitazione  è il periodo adatto per la messa  a  dimora delle clematide. Il ricco fogliame e i fiori vistosi  cree­ranno un ottimo pergolato durante il periodo estivo.

Orto – Nonostante il ritorno di freddo delle settimane passate niente può fare ormai pensare che le temperature primaverile  non prendano il sopravvento. Anticipare di qualche settimane la messa a dimora di piante ortaggi macrotermi cioè che richiedono temperature superiori ai 18-20 gradi per il loro sviluppo al massimo può comportare la perdita di qualche piantina con una spesa di poche migliaia di lire. Per contro riuscire ad anticipare di qualche settimana la produzione di pomodori, zucchine, melanzane e cetrioli oltre che alla soddisfazione personale comporta anche di riuscire ad avere a disposizione ortaggi prodotti in proprio e quindi con caratteristiche organolettiche sicuramente superiori a quelli acquistati, non ultimo per il fatto che i tempi tra raccolta e consumo sono pressocchè inesistenti

Mar

31

By potatore

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I buoni propositi..

..si scontrano con le piogge abbondanti di questi giorni.  La sistemazione dell’orto a banquettes regge e permette facilmente lo sgrondo dell’acqua piovana rendendo il terreno più drenato e leggermente più caldo. Per la semina o il trapianto di ortaggi, in questo caso,  la rimandiamo a dopo Pasqua, sperando in condizioni meteo migliori che permettano di affinare ulteriormente le aiole. Per intanto Buona Pasqua a tutti i nostri affezionati lettori che, negli anni,  ci hanno permesso di continuare a scrivere post con soddisfazione vista la vostra partecipazione.

sistemazione a banquettes

Dic

19

By potatore

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La stagione degli agrumi!

Il pieno di vitamina c con le arance italiane! Già avviata la commercializzazione di questi succosissimi frutti e fondamentalmente biologici. Poche, infatti, i parassiti vegetali e animali che colpiscotno tale pianta e quindi gli interventi sono molto limitati e concentrati soprattutto durante il periodo, primaverile estivo. Nella scelta, è importante, selezionare prodotti italiani che danno le migliori garanzie di qualità e, in tempo di crisi, aiutano i coltivatori agricoli italiani alle prese, più di altri, con la concorrenza estera e il calo dei consumi interno. Prodotti italiani , quindi, sinonimo di qualità e di sanità  e sostenerli per garantirne il livello raggiunto e compito di tutti. Basta accertarsi sulle confezioni che siano prodotte in Italia e , se pagate qualche centesimo in più, il consumatore sarà ripagato dalla indiscussa bontà del prodotto e la consapevolezza di aver aiutano, nella crisi, il proprio paese.

Nov

21

By potatore

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Fichi d’India … o di Sicilia!!!

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La gialla  “sulfarina”, la rossa  “sanguigna”, la bianca  “muscarella” e  la color arancio chiamata “moscateddo” sono le tipiche varietà di fichi d’India. Alla colorazione e alla varietà dei frutti corrisponde anche una sapore leggermente diverso  che conoscono bene gli appassionati di questo succulento frutto di origine messicana arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America. La piante di fichi d’India dai tipici cladodi, rami trasformati che hanno le stesse funzioni delle foglie, si sono così ben naturalizzati nei paesi del bacino del Mediterraneo e in particolare in Sicilia e spesso diventano anche infestanti, tendono a invadere il territorio  soffocandone le specie locali. Ciò nonostante la Sicilia ne ha fatto l’emblema delle sue esportazioni tanto che è il secondo produttore al mondo di questo pregevole frutto dopo il Messico.  Diverse sono  le peculiarità di questo frutto, succulento e rinfrescante per coloro che svolgono sport impegnativi, diuretico per le calcolosi, ricco di vitamina C, i fiori  sono utilizzati per contrastare cistite mentre i cladodi possono essere  utilizzati per lenire infiammazioni cutanee e ferite. Ottimo il consumo di questo frutto anche nelle diete perchè lenisce il senso della fame, rivitalizza l’organismo e la componente di fibre riduce il colesterolo.  I frutti più apprezzati sono quelli derivanti dalla “seconda fioritura”: in pratica durante il mese di giugno vengono eliminati i fiori e si costringe la pianta ad emetterne dei nuovi. I frutti che si sviluppano, quindi in ritardo, durante i mesi autunnali sono più abbondanti, succulenti e di calibro maggiore. Le controindicazioni al loro consumo sono da limitarsi all’effetto costipante se vengono consumati in quantità eccessive.

Altri articoli sui fichi d’India

Nov

9

By potatore

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La dieta: "Son cavoli miei"

 

Nessun medico potrà togliere dalla “dieta” un piatto di fresca insalata e a maggior ragione durante il periodo estivo in cui questa pietanza si distingue per il senso di freschezza che da all’organismo. Le varianti possono essere tante come la “Lollo” dalle foglie verdi arricciate con sfumature rossicce sull’orlo, disintossicante, diuretica ricca di potassio; Il radicchio verde dal gusto un po’ amaro e ricco di minerali tra cui ferro e calcio e di una buona dose di vitamine ideale per le insalate miste e la classica lattuga contenente acqua per il 95% ma contenete anche vitamine di tipo A, C e K e inoltre per il contenuto di un principio calmante, il lattucario che per il sapore dolce viene indicato particolarmente per i bambini. Il contenuto di elementi nutritivi e vitaminici rendono interessanti la coltivazione e la consumazione di prodotti orticoli in particolare durante il periodo estivo in cui il nostro organismo richiede pietanze ad alto contenuto di sali minerali e acqua. Il ravanello ad esempio e ricco di potassio e contiene molta vitamina C e calcio. Se provenienti direttamente dall’orto e quindi molto fresche possono essere anche utilizzate le foglie anche se un po’ piccanti. Poco conosciuto è il crescione ma è utilissimo per insaporire insalate miste e allo stesso tempo è portatore di vitamine A, E, _B1, B2 e PP inoltre grazie alla presenza di sostanze solforate protegge l’organismo dall’insorgenza di tumori. L’acido folico contenuto nel cavolo cinese migliora, invece, la funzionalità del sistema nervoso e questa è la stagione per farne “scorta”.

Ott

17

By potatore

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Orto: "rotazione delle colture"

Rotazione – Non si discute l’importanza delle rotazioni sulle colture sia erbacee che orticole e non è raro vedere aziende agricole che sullo stesso appezzamento coltivano non solo grano, mais o soia ma anche cavoli e ortaggi da foglia secondo un precisa successione. Un po’ più difficile è invece programmare una valida rotazione che sfrutti al meglio le potenzialità del terreno senza che lo stesso sia depauperato eccessivamente e tale da divenire alla fine più o improduttivo. In tale rotazione va tenuto presente, inoltre, che alcune colture prediligono ph basico e al contrario altre specie vegetano più facilmente in condizioni di acidità e che non tutte le specie utilizzano gli stessi elementi e quantomeno nelle stesse percentuali.

I° anno – Al fine di ottimizzare le coltivazioni di seguito  si riporta un esempio di rotazione triennale di un orto di circa 80 metri quadri. Al primo anno effettuare una profonda vangatura al primo appezzamento, incorporando letame ben maturo,  e  adibirlo alla coltivazione di leguminose (fagioli, piselli) e ortaggi da foglia. Nel secondo appezzamento va eseguita una concimazione con un fertilizzante chimico completo per poi  adibirlo alla coltivazione di ortaggi da radice (agli, cipolle) e patate. Il terzo appezzamento va invece ammendato con calce, concimato con fertilizzante chimico e utilizzato per la coltivazione di cavoli, ortaggi da frutto e tutte quelle specie molto esigenti.

II° anno – La vangatura profonda va effettuata al secondo appezzamento con relativa letamazione e successivamente coltivare sullo stesso leguminose e ortaggi da foglia  ma anche ortaggi da frutto (l’anno precedente era invece adibito alla coltivazione di agli, cipolle e carote). Dopo una concimazione completa il terzo appezzamento verrà utilizzato per la coltivazione di agli, cipolle, carote, ravanelli che non richiedono concimazioni letamiche in quanto queste favoriscono la biforcazione del fittone. Al primo appezzamento su cui verranno coltivati cavoli sarà conveniente oltre ad una concimazione di fondo con concime ternario distribuire calce in modo da renderlo leggermente alcalino, condizione preferita da tutte le brassicacee.

III° anno – E’ il terzo appezzamento ad essere vangato in profondità e concimato con sostanza organica che non necessariamente deve essere letame ma che può essere tranquillamente sostituito con compost oppure con sottoprodotti della macellazione opportunamente trattati e facilmente reperibili in commercio.  Su questo appezzamento verranno coltivate quelle specie che richiedono ottima fertilità del terreno  e pertanto patate, pomodoro, zucchine. Il secondo appezzamento opportunamente concimato e trattato con calce  sarà coltivato a cavoli e infine il primo appezzamento accoglierà ortaggi da radice. Questo è da tener conto solo per le coltivazioni principali, visto che durante lo stesso anno sullo stresso appezzamento possono venir coltivate più specie.

Set

24

By potatore

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Settembre nell'orto..

 

Il cavolo broccolo è il progenitore del cavolfiore. La parte edule è rappresentata dall’infiorescenza ancora chiusa e dalle foglie più interne. La coltivazione prevede l’impianto durante il periodo giugno – agosto di piantine anche con radice nuda circa 30 cm sulla fila e 40-50cm tra le file. La raccolta si effettua durante il periodo autunnale cimando la “testa” e può riprendere, poi, con la raccolta dei broccoletti prodotti dalle numerose gemme laterali. La coltura dura all’incirca 3-4 mesi e nonostante l’alto valore a livello nutritivo è poca conosciuta in alcune regioni italiane mentre al Nord l’impiego quale verdura cotta è molto diffuso e sovente si trova quale prodotto surgelato anche nei supermercati.
Fragole – Certamente un po’ tutti apprezzano questo piccolo frutto primaverile è una piccola coltivazione può fornire la quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di una famiglia. Una volta preparato il terreno occorre dare una leggera inclinazione a mezzogiorno per facilitare lo sgrondo dell’acqua e un migliore irraggiamento. L’appezzamento preferibilmente largo un metro va coperto con un film nero di polietilene che serve da pacciamatura. Le piantine provenienti da stoloni di altre colture vanno sistemati a cm 20×20 negli appositi alloggiamenti ricavati dalla foratura del telo. Il trapianto per raccolte primaverile va effettuato durante i mesi autunnali e preferibilmente non oltre Ottobre. Una coltivazione di fragole può durare anche 3-4 anni se si ha la cura di eliminare ogni anno gli stoloni che si vengono a formare in modo da non infittire eccessivamente.
Funghi – La produzione domestica di funghi è ormai una pratica collaudata. Buoni risultati, infatti, si possono ottenere sia operando all’aperto, se si possiede una terrazza, che in cantina o in locali semibui. Per entrambe le soluzioni è possibile coltivare funghi prataioli e Pleurotus ostreatus o più comunemente pleroto. Per la semina occorre una o più cassette di vario materiale rese impermeabilizzate internamente con del polietilene. Le cassette riempite con materiale organico fino a pochi centimetri dal bordo e successivamente sopra va sparso il “seme o bianco di fungo” ricoperta da un leggero strato di torba. Il tutto va tenuto costantemente umido e senza ristagni a temperatura ottimali che vanno dai 14°ai 20°C.I primi funghi cominceranno a spuntare all’incirca dopo venti giorni data che sarà opportuno scrivere sul bordo della cassetta.
Orto in casa – Con l’arrivo dell’Autunno l’elenco delle specie presenti nell’orto vanno velocemente accorciandosi, la coltivazione per alcune di esse va pertanto spostato in luogo riparato. Chi non possiede una serra può incominciare qualche coltura ortiva anche in casa in cassetta o in vaso. E’ evidente che per motivi di spazio la scelta deve ricadere su alcune specie e in particolare sulle aromatiche. Prezzemolo, basilico e salvia ad esempio possono essere coltivate non notevole facilità purché si disponga di una finestra esposta a Sud o in ogni caso ben illuminata. Per avere buoni risultati occorre dell’ottimo terriccio evitando “ricicli” o altre forme di preparazioni che non sempre danno garanzia di sanità. Sono proprio i substrati non perfettamente sterili a determinare la maggior parte di insuccesso nella coltivazione.
Raccolte – Per tutto il mese visto le discrete condizione meteorologiche è ancora possibile raccogliere pomodori, melanzane, fagiolini mangiatutto e fagioli da sgranare. Raccogliere sempre con terreno e frutti asciutti e quindi nelle ore più calde della giornata. Le carote vanno invece raccolte quando le foglie incominciano ad ingiallire e allo stesso modo le patate seminate tardivamente. Per entrambe prima di riporle in cantina vanno rimossi i residui di terreno lasciandole asciugare sul campo oppure in luogo asciutto e ventilato. Tempo di raccolta anche per le zucche che vanno selezionate rispetto al loro grado di maturazione e al loro stato sanitario. Eventuali frutti che presentano abrasioni o necrosi vanno consumati per primi.
Interventi sanitari – In Settembre possono ancora preoccupare alcune malattie causate da funghi e che le condizioni di elevata umidità possono rendere molto temibili per le coltivazioni. In particolare risulta ancora attiva in questo periodo la septoria del sedano, la ruggine dell’asparago, la peronospora e l’alternaria dei cavoli soprattutto nel cavolfiore. A scopo preventivo e possibile utilizzare ossicloruro di rame utilizzando 70-90 grammi ogni 10 litri di acqua. Per l’oidio invece vanno utilizzati prodotti a base di zolfo bagnabile alla dose di 8-10 grammi per 10 litri di preparato. I trattamenti al fine di evitare scottature devono essere effettuati preferibilmente nel pomeriggio e in ogni caso mai nelle ore più calde della giornata.
Compost – In questo periodo il materiale di scarto e i residui vegetali che si producono sono molti. Basti pensare a tutto ciò che rimane delle colture da frutto come pomodori e melanzane e allo stesso tempo dei residui che degli stessi rimangono in cucina dopo l’utilizzo: torsoli, piccioli, semi e bucce. Pertanto sarà opportuno prima dell’arrivo dell’autunno svuotare il compost, utilizzare il terriccio presente per concimare gli appezzamenti delle colture autunnali-vernine e rendererlo pronto a ricevere quanto verrà prodotto in questo periodo in cui le colture da frutto completano il ciclo. Per accelerare la decomposizione occorre rivoltare la massa presente, inumidirla aggiungendo eventualmente acqua e nitrato ammonico.

Mag

25

By potatore

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Categories: Allevamento

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Da Mario..la carne è solo italiana.

 

 

Con piacere mi trovo a pranzare in una trattoria a Credaro in provincia di Bergamo, in prossimità del Lago d’Iseo: menù della Lunigiana.Chiedo spiegazioni allo Chef del perché di tale scelta e che tipo di carne utilizza.  “Solo bovini italiani appartenenti alla razza  Chianina, Romagnola e Piemontese,  sono toscano” è  la risposta pronta di chi della qualità ne ha fatto una questione di stile. La piacevole discussione  continua con l’elencazione dei vantaggi circa l’utilizzo della carne italiana e delle particolarità di gusto che questa ha: è molto magra, con poco grasso di marezzatura e da essa si ottengono  tagli di tutta qualità come  la “costata fiorentina” o il saporitissimo “carpaccio” della Piemontese.  Come dargli torto,  solo alla fine gli dico che sono insegnante e mi occupo di razze bovine e che “l’interrogazione”  è stata da dieci e lode:  buon appetito a tutti con i prodotti italiani!!!

Mag

17

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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Maggio..nell'orto

Maggio è il mese in cui tutti vorrebbero abitare in campa­gna  o quantomeno possedere un pezzo di orto  o di  giardino in  cui assistere al rapido crescere delle piante che con  i loro   colori  e profumi danno un senso di  tranquillità  a coloro  che il tran tran cittadino costringe per  molte  ore alla scrivania oppure per le vie trafficate. Per coloro che invece l’orto lo possiedono è il momento  di una attività frenetica, intensa di lavori e di soddisfazioni visto che ormai la giornata  è molto lunga  (14-15 ore di luce)  e  le temperature ormai stabilizzate danno  rigoglio  e splendore  all’orto.  I fiori maschili delle  zucchine sono ormai  pronti  da raccogliere e sono  riconoscibili per  la presenza  del gambo mentre i fiori femminili  si si  presentano attaccati  alla base del frutto che si ingrossa via via  che il fiore appassisce.  I fiori maschili possono essere asportati  anche completamente e utilizzati in cucina tranne  nel caso in cui si vuole produrre frutti che diano semi da  utilizzare l’anno successivo. I pomodori sviluppati già al terzo-quarto palco presentano i fiori e in virtù dello sviluppo raggiunto necessitano dei tutori. Evitare di utilizzare come sostegno paletti in plastica o ferro che esposti al sole  si riscalderebbero  eccessivamente provocando scottature alle piantine. Se vi è la presenza della struttura di una piccola serra, le piantine di pomodoro possono essere  sorrette  da fili plastica o altro  con le due cime rispettivamente legate  alla base della pianta e alla struttura della serra;  il filo va attorcigliato per tutto lo stelo senza creare  danno alla pianta. A prescindere del sistema di sostegno le piante di pomodoro allevate in altezza vanno scacchiate cioè vanno eliminati tutti i rami ascellari e per motivi igienici anche le  foglie basali o immediatamente a contatto con  il  suolo fonte di sviluppo di malattie crittogamiche. Anche le melan­zane  vanno  private delle foglie basali  ingiallite  ma  in considerazione  della data di impianto e del loro  contenuto sviluppo  radicale, tale operazione va effettuata con  molto cautela.

Mar

22

By potatore

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Equinozio….in ritardo!!

La parola “equinozio” deriva dal laino”equi -noctis” e in pratica  significa che le ore di buio della notte sono uguali alle ore di luce del giorno. La definizione puramente teorica  perchè nella realtà  l’equinozio sarebbe solo un preciso istante del giorno in cui il buio e il giorno si dividono esattamente le 12 ore.  Nell’emisfero settentrionale, l’equinozio di primavera  cade il 20 o 21 marzo mentre a  settembre  cade il 22 o il 23  e quindi equinozio d’autunno. Per un sito di giardinaggio l’importante è che siamo in primavera e quindi le temperature diventano gradevoli e siamo in inizio fioritura di ciliegi e pruni mentre  i peschi più precoci sono, ormai in sfioritura. Al via le semine per gli ortaggi da frutto, anche se con qualche protezione al Nord. Rimandiamo ai vari articoli presenti sul sito per le modalità e ” buona primavera” a tutti ahimè per quelli affetti da allergie ai pollini.