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Giu

5

By potatore

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Categories: Giardino

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Il giardino roccioso!

Una particolarità che contraddistingue i giardini di nuova concezione è la presenza del giardino roccioso. Forse ciò è dovuto al fatto che esiste un indiscutibile senso naturale che porta l’uomo a circondarsi di una oasi verde che sia quanto più possibile somigliante alla realtà. E’ risaputo, tra l’altro, che anche che parchi e giardini non sono indenni ai dettami della moda e dalle ventate più o meno naturalistiche che caratterizzano la creazione degli spazi verdi.
Sicuramente la costituzione di un giardino roccioso all’interno di una area verde più o meno grande trova un un indiscutibile fascino, fermo restando alcuni criteri di natura botanica e più generalmente di armonia delle forme che rendano l’insieme gradevole. Per procedere alla collocazione delle varie parti costitutive di un roccioso o in ogni caso di qualsiasi elemento che riguarda l’orografia di un giardino, occorre inizialmente effettuare su carta un disegno quanto più possibile vicino. Un roccioso ideale va posto in luogo aperto e lontano da zone ombreggiate o con eccessiva influenza di piante di alto fusto. L’esposizione ideale sarà sud sud-ovest o in ogni caso lontano da zone fredde e con presenza di ristagni idrici. La pietra utilizzata, preferibilmente locale, darà la possibilità di limitare i costi e entrerà in armonia con il paesaggio limitrofo. Le rocce calcare sono decisamente sconsigliate a meno che non si decide per piante che prediligono tale sostanza. Il peso delle rocce utilizzate dovrà essere inferiore ai 50-60 Kg per facilitare gli spostamenti ed non inferiore ai 20-30 kg per i motivi opposti. Prima di provvedere alla collocazione occorre scavare il terreno sottostante al luogo prescelto in modo da “piantare” la base, favorire la risalita dell’umidità e dare un aspetto naturale. Una volta costituita la base verranno collocate le altre rocce provvedendo in contemporanea alla messa a dimora delle piante negli affranti più stretti visto che successivamente tale operazione risulta più difficoltosa. Una volta completata la messa in opera delle parti rocciose occorre riempire gli spazi e le varie fenditure con un supplemento di terra e torba o altro miscuglio per roccioso. Ottimo per le specie alpine risulta un miscuglio di terra e compost integrato di torba e con l’aggiunta di sabbia per migliorare l’effetto drenante. Una volta riempite bene la cavità occorre ultimare la collocazione delle specie vegetali e provvedere ad una prima irrigazione che favorisca una leggera compressione dell’apparato radicale. Sempervivum e garofanini nani sono insieme alla erica le specie maggiormente utilizzate ai quali possono essere associate sassifraga, alisso, piccole succulente striscianti, ciuffetti di felci, piccole conifere e,  qualche aromatica.

Lug

9

By Il Potatore

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Categories: Potatore news

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Roccioso …!!

  Non tutte le aree verdi sono adatte alla costruzione di un giardino roccioso. Diverse sono le alternative nel caso in cui si voglia lo stesso creare un insieme rustico e naturale, la qualcosa è possibile quando si ha a disposizione un muro a secco, con l’utilizzo di contenitori particolari o con la creazione di aree lastricate. Nel primo caso, l’effetto verde, risulterà di indiscutibile fascino anche se comporterà un notevole lavoro e pazienza iniziale, gli sforzi saranno ripagati successivamente. Il miglior sistema, nella collocazione delle specie vegetali è quello al momento della costruzione del muro stesso ma se ciò non fosse possibile occorrerà provvedere diversamente. In quest’ultimo caso la colonizzazione del muro deve essere effettuata utilizzando principalmente abbondanti quantità di semi che, miscelati a terriccio e sabbia, vengono fatti scivolare negli spazi tra i sassi che costituiscono il muro. La moria dei semi risulterà notevole ma garantirà la sopravvivenza di un certo numero di semi da cui si svilupperanno le future piantine. Nella scelta del miscuglio vanno selezionate specie con fioritura a scalare in modo da ottenere colorazioni diverse da Febbraio-Marzo ad Ottobre-Novembre. Il giusto contrasto di colori può essere ottenuto anche con l’utilizzo di specie selvatiche perenni, che risultano anche molto resistenti e necessitano di poca manutenzione. Alisso, achillea, sedum, cineraria e garofanini sono alcune delle specie erbacee più frequenti che assicurano insieme una fioritura da Marzo ad ottobre. Nel caso in cui il muro sia costituito da cemento o altro materiale che non permetta la collocazione al suo interno dei semi, l’ostacolo può essere aggirato sistemando alla base delle rose, dell’edera o altre specie rampicanti che possono essere fissate con dei chiodi alla parete e nella parte alte del muro posizionare specie ricadenti nel terreno, se trattasi di muro paraterra, altrimenti sistemando delle fioriere rettangolari al cui interno troveranno posto le piante selezionate. Nella scelta delle specie va tenuto anche conto della predilezione al pieno sole o all’ombra delle piantine e nel secondo caso la scelta e sicuramente più agevole visto le varietà disponibili in commercio. Vecchi lavandini in pietra, vecchi mastelli in legno oppure delle botti in disuso possono essere altra valida alternativa ma anche un lavello smaltato in disuso può risultare ben mimetizzato e amalgamato nell’ambiente circostante se in esso vengono piantate specie ricadenti come il comunissimo geranio edera.
Le crepe e le insenature tra le lastre in pietra, porfido o pavimenti da giardino possono essere sfruttati per spezzare la monotonia di colori di questi materiali. In questi casi una volta svuotate le fessurazioni e riempite con un terriccio appropriato possono essere seminate con Achillea, campanule e Festuca rubra resistenti al calpestio.

Ott

3

By potatore

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Categories: Giardino

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Roccioso è..bello!!

Un giardino roccioso deve ricreare un ambiente mondano ove declivi e pietre si alternano senza un ordine preciso o regole fisse. Necessariamente le piante adatte a colonizzare tale ambiente devono essere capaci di vivere e prosperare in terreni irregolari e sassosi. Tali piante sono relativamente facili da coltivare a condizione che vengano messe a dimora correttamente e che il terreno abbia un ottimo drenaggio. In natura queste specie sono abituate a sopportare condizioni estreme e la loro robustezza le permette di sopportare terreni anche aridi o battuti da forti venti. Unico punto a sfavore può essere dato dal fatto che durante i mesi invernali, queste specie, vengono protette nella maggiore parte del tempo, da un soffice strato di neve che le difende dalle basse temperature e dell’eccessiva umidità cosa che in giardino verrà sicuramente a mancare. Un giardino roccioso può essere allestito anche con una spesa ridotta purché si utilizzando sassi di qualsiasi tipo e quindi senza ricorrere a pietra provenienti da cave. Come è facile intuire tra il costo iniziale e le spese di trasferimento la spesa complessiva per il reperimento di pietre, provenienti da cave, può lievitare anche in modo notevole. Pertanto il primo passo è quello di verificare se in zona è possibile reperire le pietre adatte e in particolare rocce arenarie e calcaree, indubbiamente le migliori per tale scopo e che in ogni caso possono essere acquistate a prezzi ragionevoli. Evitare di scegliere pietre con dimensioni troppo varie, ma stabilire in partenza le dimensioni massime e minime, tenendo conto inoltre, che per allestire un roccioso di 2,5-3 metri quadri occorre all’incirca una tonnellata di pietre. Oltre a ciò va prevista la collocazione di altri sassi di piccole dimensioni, frammenti di calcare e di ghiaia che serviranno da riempimento tra gli interstizi di quelli più grossi e creare tonalità diverse di colore. A questo punto occorre procedere alla scelta del luogo e delle piante necessarie anche sicuramente quantomeno il luogo è stato già definito. Vanno però esclusi dalla scelta luoghi troppo umidi in quanto provocano marcescenze e troppo asciutti per motivi opposti mentre sotto gli alberi la sistemazione di un roccioso va evitata in quanto durante le piogge si creano dannosi effetti di gocciolamento. Per quanto riguarda le piante alcune considerazioni generali sono fondamentali per ottenere Un giusto equilibrio tra specie e parte rocciosa. Alternare piante erette a piante prostrate o a rosetta in modo da avere il massimo effetto decorativo e sempre per lo stesso motivo le piante erette come piccole conifere o arbusti vanno piantati alla base delle rocce. Le piante prostrate vanno invece messe a dimora in cima alle rocce in modo che crescendo vi ricadono sopra e infine le piante a rosetta possono essere sistemate nelle fessure verticali introducendo con molta precauzione la zolla con le radici nelle fessura e comprimendo in terreno sottostante e riempendo dall’alto gli spazi rimasti vuoti con terra e pietrisco.

Mag

23

By Il Potatore

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Categories: Potatore news

I lavori del mese Maggio

Annaffiature – L’acqua di irrigazione va somministrata distante dal tronco. Non solo perché il capillizzio assorbente si trova a distanza da questo ma soprattutto per evitare marciumi al colletto.

Fiori – Si può arricchire il giardino fiorito con specie semi rustiche come amaranthus, astri, bocca di leone, dalie, campanelle rampicanti, petunie begonie. Tempo anche di piante biennali come dianthus digitalis e non ti scordar di me.

Azalee – possono essere propagati con il metodo della propaggine. I gettiti laterali devono essere incavicchiati nella terra e coperti con una miscela di torba e terra. Piantate accanto alla propaggine una  come segnalazione.

Potature – Forstizie e glicine vanno potati una volta completata la fioritura. Diradate e sopprimete i rami che hanno già fiorito o quelli morti. Lasciate qualche baccello di glicine che servirà per la riproduzione.

Sanseveria – Le variegate possono essere propagate per suddivisione del cespo. Questo sistema è migliore della propagazione per talea di foglia in quanto quest’ultima produce piante monocromatiche.

Giardino roccioso. Dopo aver effettuato la rimozione di foglie e rami secchi vanno sostituite eventuali piante che non hanno retto al freddo invernale o che presentino malattie tali da compromettere lo sviluppo successivo.

Giardino acquatico. Va effettuata in questo periodo la normale manutenzione nei laghetti artificiali come la rimozione di alghe e eventuali riparazione di crepe che si sono venute a formare e il controllo degli scarichi.

Vialetti. Se si vuole mantenere sgombri i vialetti da erbacce sarà necessario somministrare prodotti antigerminativi. Usare guanti e mascherine protettive durante la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

 

Nov

12

By Il Potatore

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Categories: Potatore news

Novembre..

 

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell’erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

 

Nov

8

By potatore

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Autunno!!

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell‘erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

Set

11

By potatore

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Astri settembrini

L’Aster, promosso a “Pianta del Mese” di settembre nei maggiori garden d’Italia, è inconfondibile per la fioritura autunnale, un ultimo ricordo colorato dell’estate arrivata al termine. Questa pianta perenne entra in fioritura proprio quando le altre sono sfiorite e continua a produrre boccioli fino all’autunno inoltrato. I capolini, simili alle margherite ma più piccoli, hanno il cuore giallo dorato. Sono disponibili cultivar a fiore semipieno e a fiore pieno, nei colori varianti dal rosa pallido al porpora e dall’azzurro al bianco. Di diverse specie di Aster si possono recidere gli steli, per comporre graziosi bouquet campestri, che rallegrano la casa. Sono ideali specialmente gli ibridi novi-belgii, chiamati anche settembrini perché fioriscono in settembre e ottobre, arrivando ad altezze di 90-100 cm. Vi è una ricca scelta di varietà a fiore pieno, come le ‘Crimson Brocade’, a fioritura rosso carminio, ‘White Ladies’, écru, ‘Patricia Ballard’, rosa vivo, e sua sorella minore Marie Ballard’, azzurro intenso. Tra i settembrini a fiore semipieno più belli segnaliamo la ‘Winston Churchill’, con fiori rosso carminio, e la ‘Schóne von Diethkon’, lilla. Per favorire la produzione di fiori grandi occorre potare i rami deboli in primavera, mentre per stimolare una vegetazione più rigogliosa è consigliabile cimare la pianta; quest’ultima operazione aumenta, inoltre, la produzione di fiori, anche se più piccoli.

Per il giardino roccioso

I garden propongono anche delle specie nane, come ad esempio l’Aster dumosus, dai fiori molto piccoli, ottimo per donare accenti variopinti alle bordure e ai giardini rocciosi. Raggiunge un’altezza massima di 25-40 cm e fiorisce dalla metà di agosto fino ad ottobre. Di questa specie sono particolarmente valide le cultivar a fiore pieno ‘Jenny’, blu violetto, ‘Snow Sprite’, bianca, e a fiore semipieno ‘Alice Haslam’, rosa cupo, e ‘Prof Anton Kippenberg’, blu lavanda. Molto belle sono anche le varietà ‘Kassel’, a fioritura rosso canninio, e ‘Herbstgruss vom Bresserhof, rosa. Altre specie a fioritura autunnale sono l’Aster frikariii, l’Aster amellus (una specie nana) e l’Aster thomsonii. Gli astri, soprattutto le specie nane, sono ottimi per la coltivazione in vasi e fioriere, per abbellire il terrazzo, il balcone e l’ingresso della casa. Al termine della fioritura, potete togliere le piante dal vaso, metterle a dimora in una zona soleggiata del giardino, cosicché rinvigoriscono, e, appena prima che i boccioli si aprano, sistemarle nuovamente nel contenitore. Queste piante, facilissime da coltivare, amano una posizione soleggiata; le specie da taglio necessitano di molto sole, mentre quelle nane crescono bene anche alla leggera ombra. Tutte si adattano a praticamente ogni tipo di suolo, purché sia fertile, fresco, ben lavorato e preferibilmente calcareo. Le annaffiature devono essere frequenti, senza causare ristagni d’acqua. Gli astri hanno buona resistenza al freddo e sfoggiano per molti anni la loro ricca fioritura.

Set

29

By potatore

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La Fitodepurazione

A cura di Pa.Al

Nel duemila abbiamo acquistato una casa in montagna, a ottocento metri di altitudine, da adibire a residenza della mia famiglia. Nell’esaminare l’immobile abbiamo verificato che era sprovvista di impianto fognario, ragion per cui ci siamo informati per la realizzazione di un impianto di smaltimento delle acque reflue. Abbiamo poi saputo che tutte le poche case situate nella zona hanno semplicemente un pozzo perdente perché non è realizzabile un sistema fognario. I tecnici consultati hanno proposto una fossa imhoff con dispersione nel terreno per subirrigazione: si tratta della dispersione direttamente nel terreno circostante delle acque nere in uscita dalla fossa attraverso tubi bucherellati disposti a raggiera fra la vegetazione. La soluzione non ci sembrava adeguata e allora abbiamo cercato su internet un sistema piu ecologico e abbiamo ricavato informazioni sulla fitodepurazione. Con il vincolo delle pendenze del terreno,abbiamo individuato la posizione migliore in cui realizzare il nostro progetto: andava creata una grande pozza alta una cinquantina di centimetri, larga e lunga il piu possibile per quel che ci permetteva la giacitura del terreno roccioso, vicino andava collocata una fossa imhoff e un degrassatore per lo scarico dei lavandini. Per non restare troppo vicini all’abitazione è stato necessario prolungare i due tubi di scarico: quello delle acque nere e quello dello scarico lavandini in un punto individuato a valle della casa. Nel bacino è stato messo un letto di sabbia fine con lo scopo di impedire lo strappo dell’apposito telo in HDPE: questo telo, usato nelle discariche di rifiuti ad impedire il percolamento di liquami nel sottosuolo, noi l’abbiamo usato per impearmilizzare la nostra piccola palude artificiale. Sopra il telo, sempre a protezione, altra sabbia fine, e, a seguire, le pietre più grosse ricavate dallo scavo stesso o trovate in zona disposte una a una in modo da lasciare degli spazi vuoti e reggere uno strato di pietrame di minori dimensioni sempre risultante dello scavo. Sopra questo è stata messa della ghiaia piu fine e, sopra ancora, altra sabbia e infine del tessuto non tessuto che separa il laghetto sottostante dal terriccio distribuito sopra in modo da creare uno spazio vegetativo. Nel terriccio abbiamo piantato: stoloni di cannucce di palude (phragmites australis) presenti in grandi quantità nei fossati a fondo valle e quindi gia climatizzate, e semi di tipha (typha latifolia), entrambe piante di palude che hanno un apparato radicale adatto a consumare direttamente le sostanze organiche e minerali presenti nell’acqua. Viene così a formarsi un intrigo di radici e un proliferare di batteri utili a filtrare e depurare l’acqua da eventuali batteri patogeni e metalli pesanti. Abbiamo dato una leggera pendenza al fondo in modo da avere un flusso dal pozzetto di ricezione (dove è stato convogliato lo scarico dei liquami ormai decantati dalla fossa imhoff per essere definitivamente filtrati) allo scarico definitivo, situato al lato opposto appena sotto il livello di tracimazione. Le canne di palude hanno avuto una buona propagazione già dal primo anno e si sono sviluppate anche alcune tiphe. Per i primi anni abbiamo comunque lasciato vegetare qualsiasi pianta spontanea, estirpando solamente i rovi e contenendo il convolvolo (convolvulus sepium). Utilizziamo da 6 anni il nostro impianto che finora non ci ha creato nessun problema, anzi siamo contenti perché riusciamo a trasformare direttamente i nostri rifiuti in vegetazione, con costi non elevati.

Lug

14

By potatore

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Epifite..niente terreno grazie!

Un vecchio tronco di pianta o un albero secco può essere utilizzato come supporto per alcune piante in modo che si rispecchi e ricostruisca lo stesso ambiente di origine. Questo è valido principalmente per le bromeliacee come la Aechmea, la Vriesea e la Guzmania ormaimolto comuni, che hanno alcune particolarità come il fatto di essere senza caule o tronco, essere epifite e cioè non avere radici, vivere sui tronchi o sui rami degli alberi e essere capaci di assorbire l’acqua e sali minerali dall’atmosfera ; oltre alle Bromeliacee anche le felci e le orchidee hanno queste caratteristiche. Una volta sistemato il tronco su un piedistallo in modo che rimanga eretto oppure fissato all’interno di un vaso di cotto e riempito di cemento, si passa alla collocazione delle piantine sulle insenature dei rami. Le piantine se provviste di vaso vanno tolte dallo stesso e private del terreno in eccesso, se invece provengono dalla suddivisione dei cespi di altre piante già presenti in casa tale operazione risulta semplificata.
Dopodiché vanno avvolte in muschio di sfagno e sistemate nelle “urne” ricavate nel legno e fissate con della sottile rete di plastica. Lenza dei pesci o filo di ferro foderato in plastica possono risultare ulteriormente d’aiuto per il fissaggio definitivo. L’ambiente ombreggiato e molto umido è quello ottimale per un facile attecchimento delle piantine e a tale scopo delle nebulizzazioni con acqua acalcarea o piovana risultano vincenti per la crescita. Altro sistema per innaffiare le piante è quello di riempire le ascelle della pianta e gli spazi tra le foglie e questo può essere fatto solo se le piantine sono state posizionate diritte. Possono essere apportate tante modifiche per abellire il tutto guarnendo ad esempio il vaso di supporto che se riempito per metà da cemento, al fine del sostegno, può essere poi riempito di torba e contenere altre specie oppure collocato all’interno di un mastello di legno. Il gusto personale e l’inventiva che tengono conto dell’ambiente esterno o interno e quindi dell’arredamento saranno gli ultimi ritocchi lasciati ai singoli. La terza idea può essere quella di ricavare da alcuni copertoni d’auto inutilizzati una o più fioriere capaci di adornare un piazzale in cemento o anche una terrazza. Bastano uno-due pneumatici sistemati a terra e riempiti di torba all’interno dei quali possono essere sistemate piantine annuali come viole, begoniette e petunie oppure più copertoni con misure anche a scalare per accogliere piante con apparato radicale molto più sviluppato.
Rispetto alle esigenze delle piante il substrato va opportunamente miscelato con composti che soddisfino le esigenze delle varie specie. Al fine di ridurre la temperatura all’interno dei copertoni durante i mesi estivi sarà conveniente pitturare di bianco la parte esterna degli stessi. Le idee non finiscono qua, anche un roccioso può benissimo rallegrare uno spiazzo sterile di cemento e niente vieta che lo stesso possa trovare collocazione in una terrazza.