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Ott

6

By Il Potatore

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Riprodurre piante da seme..

L’inizio della stagione autunnale è il periodo dell’anno in cui viene prodotta la maggior quantità e la più svariata qualità di frutta, sia di produzione nazionale come albicocche, pesche, agrumi ecc., che di provenienza esotica tipo avocado, datteri e ananas. Per chi lo volesse è possibile utilizzare i semi di tali frutti per ottenere delle piantine che possono essere utilizzate successivamente in casa o nel balcone a scopi ornamentali o anche per avere la possibilità di farle fruttificare in giardino. I semi degli agrumi, ad esempio, molto utilizzati in estate per spremute possono essere facilmente prelevati dalla polpa; il successivo lavaggio in acqua serve a ripulire i tegumenti esterni del seme dagli acidi organici in esso presenti, causa di effetti inibitori e relativa mancata germinazione degli stessi. Dopo il lavaggio, i semi, vanno essiccati per un paio di giorni e quindi posti in un substrato leggero di sabbia e torba in rapporto di 1:1 tenuto costantemente umido ed in ambiente luminoso ma non direttamente esposto ai raggi solari. Bastano due-tre settimane per avere la fuoriuscita delle foglioline dicotiledonari. Successivamente le piantine vanno selezionate avendo cura di eliminare quelle malformate in modo che rimangano, alla fine, quelle che hanno mostrato migliori caratteristiche e velocità di accrescimento oltre che capacità di adattamento alle condizioni climatiche e parassitarie. Con lo stesso sistema possono essere riprodotte piantine di albicocco, pesco, vite, ecc. tenendo sempre conto però che la percentuale di germinazione varia da specie e specie e in talune specie è molto bassa e in alcuni casi non supera il 4%. In tal caso per avere percentuali più alte bisogna intervenire con stratificazioni dei semi in sabbia per 2-3 meli a basse temperature. Per riprodurre piante esotiche come l’avocado, bisogna inizialmente togliere la buccia e recuperare la polpa; quindi distaccato il seme occorre lavarlo per ripulirlo dei residui e subito dopo interrarlo. Importante è che il seme sia posto nel substrato con la parte tondeggiante verso il basso e che lo stesso provenga da un frutto maturo. IL vaso va posto in ambiente luminoso e bagnato con parsimonia e così facendo circa un mese dopo si avrà la nascita della nuova piantina. Nel caso si voglia riprodurre piante tipo ananas che difficilmente producono semi il metodo migliore consiste nel tagliare il ciuffetto che si diparte dall’apice del frutto e interrarlo molto superficialmente e, in considerazione del fatto che è una pianta di climi caldi, va posta in luogo molto luminoso e caldo evitando di inumidire molto il terreno in quanto l’umidità favorisce il marciume e nell’arco di qualche settimana si formano le radici.

Gen

22

By Il Potatore

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Coltivare in balcone

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Se le condizioni climatiche sono proibitive per le coltivazioni dell’orto, niente di più semplice può risultare dello spostamento della sede di coltivazione all’interno delle mura domestiche ove è possibile con l’ausilio di semplici accorgimenti effettuare la coltivazione di alcune essenze senza rinunciare così ai piaceri dell’orto. Per eseguire con un discreto successo la coltivazione occorre, innanzitutto, possedere un balcone o un davanzale esposto a Sud e ben luminoso necessario affinché‚ le future piantine godano del più possibile della luce solare necessaria  allo svolgimento della fotosintesi. Per il resto alcuni vasi in plastica o in cotto, un terriccio universale e una manciata di semi. Ovviamente la coltivazione in casa deve per motivi diversi orientarsi verso la produzione di piante aromatiche o la produzione di germogli di specie tipo crescione o germi di grano che possono essere consumati in aggiunta all’insalata. Particolarmente soddisfacente può risultare la preparazione di alcuni vasetti di basilico che per le proprie caratteristiche intrinseche può dare alle pietanze tutto l’odore della bella stagione. Infatti poche foglioline di basilico possono avere azione benefica sulla stimolazio­ne della saliva ed incrementare la produzione dei succhi gastrici nel nostro organismo migliorando così la digestio­ne. Anche il prezzemolo si adatta bene alla “vita casalinga” e per ottenere degli ottimi risultati basterà estrarre alcune piantine dall’orto e una volta sistemate in vaso, dopo un breve periodo di adattamento, non sarà più necessa­rio ricorrere a quello posto in precedenza nel congelatore. Merita una particolare attenzione la produzione di semi germinati o giovani germogli che in pochi giorni sono pronti per il consumo in variopinte insalate oppure per insaporire salse da accomunare con formaggi freschi. Tra le specie più utilizzate per la germinazione in casa crescione e soia, specie con una ottima capacità germinativa. Unica precauzione è quella di utilizzare semi non trattati possibilmente proveniente da coltivazioni biologiche.

Feb

11

By Il Potatore

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L’orto di febbraio

Febbraio – Con l’inizio del mese incomincia l’attività vera e propria nell’orto anche se nelle zone più fredde della Pianura Padana è bene aspettare ancora 10-15 giorni. In ogni caso tutto dipende dall’andamento stagionale che in questo periodo può essere caratterizzato da giornate fredde alternate a giornate discretamente soleggiate. Tra l’altro i meteorologi sono dell’avviso che le probabilità maggiori di nevicate sono proprio in questo periodo. Pertanto per quanto riguarda le semine sarà conveniente effettuare le prime semine in colture protette, bancali riscaldati oppure in contenitori alveolati tenuti al riparo almeno fino all’avvenuta germinazione.

Il terreno ideale – Anche l’orticoltore “coltiva” i suoi sogni e tra questi, indubbiamente, la ricerca del terreno ottimale per le coltivazioni ricorre spesso. Fertile, facile da lavorare, che sia capace di trattenere l’acqua e in generale che abbia ottime proprietà chimico-fisiche. Ciò può non rimanere un sogno anche se non tutti i terreni sono uguali e purtroppo alcuni creano vere difficoltà per le coltivazioni. Una analisi del terreno, però, in un centro specializzato, può chiarirne in modo palese gli eventuali difetti chimico fisici dando quindi la possibilità di intervenire in modo mirato con le concimazioni o con pratiche ammendanti. Torba, letame, calce, gesso anche in piccole quantità danno la possibilità di ottenere risultati insperati.

Lattuga – Trapiantarle con due-tre foglioline sviluppate può essere il sistema più semplice e sbrigativo per avere nel giro di poche settimane dei teneri cespi da adibire a insalata verde. Ormai la vendita di piantine orticole pronte per il trapianto, dai costi molto contenuti, dà la possibilità di evitare in proprio la produzione di piantine, fase molto delicata che richiede tra l’altro spazi e tempi che l’ortolano sia professionista che dilettante non sempre riesce ad avere. Le piantine così ottenute, tra l’altro una volta messe a dimora si sviluppano velocemente senza dover sopportare la concorrenza delle erbe infestanti che nel semenzaio sono particolarmente attive.

Patate – Con largo anticipo vanno comprati i tuberi da seme per le semine primaverili. Vanno situati a pregermogliare in un locale molto luminoso e con temperature variabili tra i 14-16. Generalmente occorrono dalle 4 alle 6 settimane prima che i tuberi, ricchi di germogli e opportunamente sezionati, siano pronti per la messa a dimora. Nel frattempo l’appezzamento di terreno destinato ad accogliere i tuberi verrà rivangato in superficie e se non è stato fatto nel fine autunno, va concimato abbondantemente con letame o composta. L’utilizzo di abbondanti dose di sostanza organica diventa fondamentale in tutti quei casi in cui i terreni risultano eccessivamente compatti la qualcosa determina così lo sviluppo di tuberi malformati e di ridotte dimensioni.

Gen

24

By potatore

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L'orto di fine gennaio

 

Lavori – Gli  orti si presentano assai spogli  e  privi di vegetazione ma l’anno nuovo è sinonimo di inizio e  per­tanto bisogna prepararsi affinchè la nuova stagione incomin­ci bene. Pertanto i terreni letamati e  vangati  all’inizio dell’inverno vanno nuovamente smossi preferibilmente con una vangatura leggera  e più superficiale in  modo  da  ridurre notevolmente lo spessore delle zolle che  verranno ancora lasciate esposte all’azione benefica del gelo. Gli  appezza­menti,  per i quali si vuole già avviare una prima coltivazione, invece verranno affinati e rastrellati in modo che la grana sia molto fina e soffice.

Ph – I terreni hanno reazione acida o basica ma la maggior parte delle piante ortive necessita di ph compreso tra 6 e7. Molte volte l’insuccesso nella coltivazione può essere semplicemente imputabile a reazioni del terreno troppo discostanti dalla norma. In commercio esistono dei kit di facile uso con i quali rilevare i dati necessari e provvedere eventualmente ad una correzione. Si utilizzerà calce quando si vuole alcalinizzare il terreno che presenta ph eccessivamente acido oppure si utilizzerà gesso, sostanza organica o torba nel caso contrario ovvero con valori di ph superiori a 8.

Annaffiature – Bisogna ricordare che per effetto del diverso peso speci­fico  i  terreni  bagnati risultano  più freddi  di quelli asciutti. Durante i mesi invernali, pertanto, le irrigazioni vanno effettuate solo quando è strettamente indispensabile; ciò eviterà inutili perdite di calore del terreno. Il ricorso a coperture mobili con film in plastica può risultare molto utile, grazie all’effetto serra, a ripristinare il calore specialmente quando la giornata è caratterizzata dalla presenza del sole. Molta attenzione, però, va posta a indesiderati fenomeni di eccessiva condensa.

Letti caldi – Il letame fresco durante i processi di decomposizione sprigiona calore. Ciò può essere sfruttato per preparare un cassone riscaldato da utilizzare per la germinazione di piantine da trapiantare. A tal scopo occorre preparare uno strato di 30-40 cm di letame fresco e ricoprire con uno strato di terra di buona qualità di 10-15 cm in cui seminare. Può essere utilizzato un vecchio mastello o semplicemente una buca in pieno orto. Se il tutto viene ricoperto con un film di è plastica ecco pronta una piccola serra “riscaldata”. In alternativa al letame si possono utilizzare resistenze elettriche dentro cavi di piombo.

 

Feb

1

By potatore

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I lavori dell'orto di febbraio


Sementi – sta per partire la stagione delle semine e pertanto sarà conveniente non farsi trovare impreparati. Il segreto per ottenere buone produzioni è quello di possedere delle buoni sementi. Quelle prodotte in proprio raramente lo sono perché non sempre vengono rispettati i criteri di una corretta impollinazione, giusta conservazione e trattamenti. Tutta la semente proveniente da ditte specializzate, invece, possiede questi requisiti in quanto deve rispondere alla severa normativa C.E.E ed inoltre è preventivamente trattato, in genere con thiram, che garantisce una buona protezione durante la fase di germinazione.

Semine – nelle giornate assolate prime semine di quelle specie come cipolle, lattuga e spinaci che possono germinare anche a temperature molto basse o vicino allo zero. Le semine vanno effettuate a spaglio e, dopo una leggera irrigazione, le particelle possono essere coperte con un film di plastica trasparente che trattenga al suolo il poco calore accumulato durante il giorno. In caso di semi molto piccoli, come quelli di lattuga, è sempre opportuna la previa miscelazione con sabbia in modo da rendere uniforme la semina.

Lavorazioni – Vanno sempre effettuate nelle ore più calde della giornata e con substrato asciutto altrimenti si rischia di compattarlo eccessivamente. In pratica il terreno va lavorato solamente quando è in tempera e cioè in condizioni intermedie di umidità. I terreni lavorati quando sono eccessivamente bagnati tendono facilmente a costiparsi e talora a diventare asfittici creando non pochi problemi di ristagni idrici e marciumi radicali. Risulterà pertanto utile tener conto, durante le varie lavorazioni, del giusto sgrondo della acqua, in caso di terreni eccessivamente compatti, distribuire un valido ammendante.

Blanquette – La sistemazione a blanquettes dei vari appezzamenti offre diversi vantaggi: si tratta in pratica di dividere l’orto in aiuole larghe 1-1,20 metri e rialzate dai vialetti di circa 20 cm. La possibilità di poter effettuare alcune operazioni con una motozappa richiederà delle blanquettes indubbiamente più lunghe, al contrario se le varie operazioni come la zappettatura sono eseguite a mano. Nelle aiuole così sistemate si possono effettuare interventi sulle colture evitando il calpestio, che è uno dei motivi di cattiva circolazione dell’aria nel terreno.

Mar

7

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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Marzo..

 

Marzo ed Aprile dolce dormire” il detto contadino la dice lunga  anche se è sicuramente rivolto a coloro  che  niente anno a che vedere con l‘orto. Se, infatti, il proverbio ben si adatta a quanti che con l’arrivo dei tepori primaverili ne approfittano per dar vita alle prime “pennichelle” pome­ridiane indubbiamente mal si adatta alla frenetica attività che si sviluppa nell’orto ove le semine sono in pieno  svol­gimento. Per tutto il mese è possibile effettuare la piantagione aglio  e cipolla sui terreni preparati accuratamente. Conti­nua  per tutto il mese Marzo anche la semina  di  biete  da costa  a  file mentre per quelle seminate in  precedenza  va effettuato il diradamento riutilizzando le plantule estirpate per la costituzione di nuove file. Per ottenere cavoli cappuccio o verza durante il periodo estivo è necessario provvedere alla semina in semenzaio ed in  locale protetto anche se per lo spazio occupato e il notevole periodo che richiedono prima della raccolta e consigliabile effettuare tale coltura solo se si ha a disposizione un discreto appezzamento. Dopo  la  metà del mese si può iniziare la semina di fagiolini, preferendo varietà nane mangiatutto; per accelerare la germinazione vanno protette con  materiali plastici o con veli di tessuto non tessuto. Per ottenere una buona riuscita nella semina delle  patate occorre  selezionare  e tagliare  i tuberi più grossi 4-5 giorni prima della messa a dimora effettuando dei tagli in verticale. Le piantine di pomodoro, melanzana e zucchine precedentemente seminate in cassoni caldi vanno ripicchetta­ti in vasi e tenuti  per tutto il mese al coperto mentre se la  semina  è avvenuta in vaso con due tre semi, bisogna selezionare le piantine che presentano la migliore morfolo­gia eliminando le altre; se invece hanno raggiunto lo sviluppo di due tre settimane va verificato l’apparato radicale ed eventualmente provvedere ad un rinvaso in contenitori con diametro maggiore

Mar

29

By potatore

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I lavori dell'orto di marzo

Marzo nonostante la sua nomea, è stato caratterizzato da un andamento climatico simile alla tarda primavera determinando nell’orto una crescita notevole delle varie coltivazioni. Per coloro che hanno provveduto alla semina in vasi di zucchine occorre effettuare una rinvasatura oppure metterle a dimora utilizzando protezioni con cappucci o campane in plastica che riparino da eventuali ritorni di freddo peraltro ancora probabili. Per quanto riguarda il pomodoro, occorre tenerlo a temperature molto basse (11-13 gradi) per le prime tre quattro settimane dalla germinazione in modo da anticipare la fioritura al primo palco. Via libera alla semina in semenzaio per le altre solanacee come melanzane e peperoni utilizzando come protezione da porre sopra i semenzali, una lastra di vetro o un film in plastica per mantenere costante l’umidità e riparare dal leggero vento di questi ultimi giorni che facilmente asciuga lo strato superficiale in cui sono posizionati i semi. Nelle belle giornate, specialmente nelle ore centrali e calde della giornata vanno aperti completamente i tunnel indipendentemente che la giornata sia più o meno ventilata; infatti in queste ore la temperatura diventa insopportabile per lattughe e spinaci che tendono facilmente a filare. Occorre in ogni caso ventilare quando la temperatura del tunnel supera i 24-25 gradi. Anche per le fragole in coltura protetta e pacciamata con film nero vanno tenute completa­mente aperte le porte della serra sia durante il giorno che per la notte per agevolare l’azione impollinatrice degli insetti. Con l’aumentare, dell’azione fotosintetica risulta utile per tutte le colture dell’orto intervenire con fer­tirrigazioni al 2-3 per mille di concimi completi. Anche le piante aromatiche meritano molta attenzione: la salvia, ad esempio, va soggetta in questo periodo ad attacchi di afidi, difficili da rilevare anche perché è l’attacco si verifica maggiormente nella pagina inferiore. Se non si vuole inter­venire chimicamente è necessario usare un gettito violento d’acqua.

Feb

7

By potatore

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Prepararsi alla primavera

 

L’avvicinarsi a grandi passi della primavera non deve cogliere impreparato l’orticoltore che deve, al più presto, preparare le piantine da sistemare in pieno campo. Se per le specie resistenti al freddo come lattughino, spinaci e radicchi la semina direttamente in pieno campo è la più rapida, per le altre, macroterme, sarà opportuno preparare dei semenzai che posti al riparo anticipano la messa a dimora. Ciò, ovviamente, vale per coloro che preferiscono il “fai da te” anche sulla produzione delle piantine che altrimenti possono essere reperite sul mercato già pronte per il trapianto. E’ necessario verificare lo stato sanitario dei semi raccolti nell’annata precedente e conservati durante l’in­verno in sacchetti di carta, eventualmente selezionati e trattati con un conciante. Nel caso in cui i semi vengono acquistati non richiedono particolari cure in quanto la stessa ditta produttrice ha effettuato la selezione e i trattamenti fungicidi. Le cassette necessarie ad accogliere i semi per la germinazione possono essere in materiale vario, plastica o legno, larghe 50 cm e lunghe 1 m circa. La cassetta profonda 10-15 cm deve essere riempita con un substrato leggero e poco fertile di torba e sabbia nel rapporto 1:1 in volume. La concentrazione dei semi può essere anche alta 500-1000 semi ma, nel caso in cui tale quantità risulta eccessiva per le esigenze dell’orto, sarà opportuno dividere in due settori la cassetta con specie affini (melanzane e pomodori ad esempio). Fondamentale risulta riempire fino all’orlo la cassetta per migliorare la circolazione d’aria e una volta rasata possibile distribuire i semi che vanno interrati leggermente e subito bagnati con annaffiatoio a gettito leggero. Per mantenere le migliori condizioni di umidità di calore la cassetta sarà coperta con un film di plastica trasparente mantenuto fino all’emergenza dei semi 4-5 giorni circa e dopo altri 2-3 giorni le piantine vanno ripicchettate.

Gen

20

By potatore

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L'orto in balcone

Le famiglie italiane spendono mediamente una cifra varia­bile tra i 3 e i 5 euro  il giorno per approvvigionarsi di verdura e similari. Altre riservano cifre maggiori ed in taluni casi le risorse utilizzate per le verdure superano quelle utilizzate per l’acquisto di carne. Se a ci si aggiunge l’interesse mostrato dalle scuole di ogni ordine e grado, le quali prevedono nel loro piano di studi visite in parchi, boschi e fattorie in modo da far intuire le bellezze della natura e come se quest’ultima razionalmente sfruttata provveda a noi, si capisce il bisogno un pò tutti,  nel voler possedere un fazzoletto di terreno da adibire alla soddisfazione delle esigenze domestiche. Purtroppo tutti non hanno per vari motivi uno spazio o un piccolo orto dove dedicarci alla naturale dove assistere alla germinazione delle piantine e alla loro continua ed inesora­bile crescita. Se, armati di fantasia e molto pazienza, si vuole lo stesso produrre qualcosa quantomeno per evitare di uscire di casa per comprare il prezzemolo necessario alla moglie per insaporire il pesce e dimenticato nella ultima spesa ecco come fare.  Non necessariamente sono indispensabili vasi particolari ma qualsiasi recipiente di scarto tipo vecchi contenitori, cassette della frutta o altro e della terra di bosco o del normale terriccio reperibile in qualsiasi grosso supermer­cato. Sul tipo di coltura da effettuare invece e necessa­rio conoscere più o meno le caratteristiche generali e che normalmente vengono scritte dal produttore della semente sulle bustine di semi anche esse reperibili nei supermercati o consorzi agrari. Con questo sistema è possibile possedere sul balcone una cassettina di polistirolo con del prezzemolo, dei vasi con piantine di timo, rosmarino, salvia, basi­lico, un pò di rucola, qualche piantina di fragole il resto alla vostra fantasia.

Nov

23

By potatore

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Rotazioni

I maggiori problemi inerenti alla coltivazione dell’orto sono collegati alle condizioni sanitarie del suolo. Qui vivono funghi, batteri, virus e nematodi che sono il più delle volte cause di gravi danni alle colture. Basti pensare al Fusarium o al Verticillium che colpiscono zucchine e pomodori a livello delle radici e del colletto provocandone la morte in poco tempo oppure i gravi danni causati da nematodi. Durante il periodo invernale le basse temperatura rendono inattivi tali forme ma con l’aumento delle temperature e dell’umidità del terreno questi parassiti si moltiplicano, specialmente quando trovano le piante in stato di stress causato o da piogge violente e prolungate o lacerazioni a carico dell’apparato radicale dovuto agli attrezzi di lavoro o ad altro. Gli interventi da effettuare sono principalmente a carattere preventivo specialmente quando si attuano colture continue ed alte densità di semina. Fondamentale risulta, in ogni caso, evitare di far succedere, per più anni di seguito, sullo stesso appezzamento la stessa coltura o di specie appartenenti alla stessa famiglia. Infatti in questo modo si avvantaggerebbero i parassiti che trovano sempre delle condizioni favorevoli al loro sviluppo visto che i più sono specifici e attaccano quindi la stessa specie. Altra tecnica , ugualmente efficace per conservare la sanità del suolo, è impiegare materiale di propagazione (semi, talee) sterili. In ogni caso quando è usato il seme risulta importante trattarlo con prodotti anticrittogamici a base di rame o di ditiocarbammati facilmente reperibili sul mercato. E’ sufficiente impolverare il seme e metterlo a dimora; tale trattamento lo garantirà da attacchi fungini, nei primi giorni della germinazione, che notoriamente sono i più vulnerabili. Se il seme invece va posto in semenzaio o in vasi occor­re  sterilizzare anche questi con acqua calda a 70 gradi o formalina al 5% .

Ago

7

By potatore

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Erbacee e da orto

Cetriolo
Lattuga
Pisello
Zucca e meloni
Coltivazione biologica del frumento
Trifoglio

I cetrioli (Cucumis sativus), appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee, noti per le proprietà diuretiche, ottimi sia per le insalate estive sia per le conserve, hanno un aspetto singolare e talvolta raggiungono una mole notevole. Essi portano sulle tavole italiane insieme a zucche meloni e zucchine un tocco di esotismo. Se trapiantate nell’orto in aprile o maggio quando lepiantine hanno sviluppato la quarta-quinta foglia è possibile raccogliere i primi frutti dopo appena 50-60 giorni se trattasi di cultivars precoci. Il terreno adatto all’impian­to deve essere fertile ricco di letame (10-15 k per metro quadro) e irrigato con acque temperate ed interventi ravvi­cinati al fine di mantenere elevati e costanti livelli di umidità. Le distanze di impianto sono di 40-50 cm sulla fila e di 1-1,5 tra le file tenendo presente di non superare la densità di due piante per metro quadrato. L’allevamento delle piantine va fatto in verticale su reti di plastica alte 2 metri oppure su sostegni in legno. Ciò permette di ottenere un duplice vantaggio; dei frutti dritti e ben colorati e fa in modo le foglie e gli steli non vengono a contatto con il suolo che favorisce lo sviluppo di malattie crittogame quali l’oidio e la Botritys. In ogni caso possono essere utilizzati gli stessi sostegni eventualmente utilizzati per il pomodoro. Tra le cure da apportare durante la crescita delle piantine è la soppressione delle foglie presenti nei primi 40-50 cm dal terreno e dei germogli ascellari per favorire la cresci­ta della pianta. Successivamente i germogli ascellari do­vranno essere cimati due foglie dopo il frutticino al fine di favorirne l’ingrossamento. Se la coltivazione è tesa alla produzione di frutti piccoli da sottaceto è necessario utilizzare varietà adatte come ad esempio la Wiscons. Se è eseguito correttamente quando detto saranno sufficien­ti dieci piantine per ottenere una produzione di circa 100 kg durante tutto il periodo estivo.

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 La lattuga, in quest’ultimo decennio, si è conquistata un posto di tutto rispetto nell’alimentazione degli Italiani Tra gli ortaggi da foglia, con i circa 4 milioni di quintali consumati all’anno, è al primo posto nei consumi superando le produzioni di cicorie, scarole e indivie. Il termine lattuga è molto restrittivo per una specie che consta di tre sottospecie con una miriade di varietà che differiscono tra loro per la colorazione, il portamento delle foglie e l’epoca di coltivazione. La Lactuca sativa deve il nome agli antichi Romani e al latice biancastro aspro e amarognolo, che fuoriesce dalle piante quando vengono raccolte in ritardo. Appartenente alla famiglia delle Composite, la lattuga, presenta un notevole adattamento al clima e ed ai vari tipi i terreno. La sotto­specie capitata e quella romana sono tra quelle più utiliz­zate nelle colture da serra grazie a una serie di varietà adattabili alle varie esigenze organolettiche e morfologiche richieste dai consumatori e alle forme di adattamento alla coltivazione in coltura anticipata o tardiva richiesta dalla coltivazione in serra. Infatti, della sottospecie capitata fanno parte le varietà Troncadero a cappuccio con foglie verdi o colorate di rosso che insieme alla Regina dei ghiacci sono indicate per le coltivazioni invernali mentre le varietà Regina di Maggio, Appia ed Aurelia sono per le coltivazioni primaverili ed autunnali e varietà come la Sant’Anna e il cavolo di Napoli sono consigliate per le coltivazioni estive. Per chi non preferisce la lattuga a cappuccio può utilizzare le varietà della sottospecie romana come la Bionda degli ortolani e la Verde d’inverno. Negli ultimi anni notevole interesse è stato riscontrato dai consumatori per la Lollo e la Rossa di Trento della sotto­specie secalina. In ogni caso sono ancora tante le soluzioni e pertanto chi si accinge alla coltivazione può trovare utile seguire le norme e i consigli che i produttori di semi riportano sulle confezioni.

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Il pisello è un ortaggio che in virtù della grande adattabilità ai vari terreni e alle ottime caratteristiche organolettiche risulta tra gli ortaggi più coltivati al mondo. La semina può essere effettuata nel tardo autunno oppure con gli inizi della primavera a secondo della latitudine e va effettuata direttamente a dimora a file semplici o binate. Le distanze utilizzate per le file semplici vanno dai 40-60 cm tra le file mentre per le varietà nane fino agli 80-100 cm per le varietà rampicanti. In caso di utilizzo di file binate vanno utilizzate distanze di circa 30 cm tra le due file e 70 cm tra le coppie di file in caso di varietà nane aumentando tali distanze fino a 60-70 cm tra le file semplici e 110-120 cm tra le coppie di file o bine. Tra le file sia che si tratti di file semplici che binate la distanza consigliata è di circa 10 cm. Dopo la germinazione dei semi occorre effettuare diverse sarchiature in modo da contenere lo sviluppo di infestanti, la prima va in genere effettuata quando le piantine hanno raggiunto circa 10cm di altezza. Abbinata alla sarchiatura nel primo intervento è consigliabile anche una leggera rincalzatura. Sono pochi gli altri interventi da effettuare eccetto che per le varietà rampicanti l’utilizzo di tutori. La raccolta dei piselli è scalare e va effettuata circa ogni tre-quattro giorni, nelle ore fresche del mattino e man mano che i baccelli raggiungono i tre terzi del loro sviluppo e i semi al loro interno non risultano accostati gli uni agli altri. I baccelli una volta sgranati ( circa il 70% di scarto) possono essere interrati in trincee precedentemente scavati nell’orto visto il loro alto contenuto di azoto oppure sistemati nel compost.

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Sono ideali per la produzione delle più svariate pietanze, dalle più sbrigative come melone e prosciutto alle più complicate come i tortelli di zucca. Entrambi appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee, zucche e meloni possono essere coltivati a spalliera sui balconi o lungo le pareti della casa non solo per ottenere i frutti commestibili ma anche a scopo ornamentale e di abbellimento. Nel caso in cui nell’orto vengono coltivate queste specie, sarebbe opportuno riservare il posto ai piedi dello spazio adibito alla produzione di compost affinché‚ l’abbondanza d’elementi nutritivi soddisfi le notevoli esigenze di queste piante. Per quanto riguarda la zucca, diverse sono le varietà che si possono impiantare, alcune delle quali oltre a produrre frutti (peponidi) utilizzabili per il consumo fresco danno anche frutti belli e strani o addirittura utilizzabili per la conservazione del vino, una volta essiccate e svuotate come nel caso della Legenario o zucca da vino. Le zucche come i meloni esigono climi temperato-caldi e terreni fre­schi, fertili e acidi, annaffiature distanziate e con abbondanti volumi d’acqua. Una volta impiantati nell’orto molta cura va posta per la prevenzione dai parassiti animali come, le larve del maggiolino e il grillotalpa e di malattie fungine come, la tracheomicosi. Quest’ultimo è un fungo il cui micelio ottura i vasi adduttori di linfa e provoca la morte della pianta. L’utilizzo di prodotti antiparassitari come verde-rame e zolfo è da preferire a prodotti più tossi­ci. Altre cure da apportare consistono nella cimatura dello stelo primario dopo la quarta foglia in modo da favorire l’emissione di quelli laterali o ascellari. Questi saranno diradati in modo di favorire lo sviluppo dei frutti. la raccolta verrà effettuata dopo la maturazione dei frutti nel caso del melone e dopo la caduta delle foglie per la zucca. Ricordarsi, infine, di prelevare dai frutti migliori il seme per l’impianto della coltura successiva.

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Scelta Varietale
La scelta della varietà va presa in base alla destinazione del prodotto e in relazione alla qualità della farina.
La scelta della varietà deve essere effettuata tenendo conto delle caratteristiche pedoclimatiche del territorio, in particolare della resistenza al freddo e della natura del terreno. Il frumento duro è più sensibile alle basse temperature, mentra si adatta meglio al clima più caldo e asciutto. Bisogna scegliere delle varieà resistenti alle malattie e prendere in considerazione anche il portamento della pianta. In agricoltura biologica si prendono in considerazione le seguenti varietà:
– frumento duro: simeto, adamello, appio
– frumento tenero: manital, pandas, brasilia, mec, centauro, serio, eureka.
Lavorazioni e concimazioni
Non devono essere fatte lavorazioni profonde, ma arature leggere (di una profondità massima di 30cm). L’aratura leggera crea una buona struttura del terreno, favorisce l’attività biologica degli organismi del suolo. Quando si fa la preparazione del terreno bisogna usare degli attrezzi che evitino la rottura delle radici delle infestanti perchè si potrebbe avere un loro aumento.
In certe stagioni precise è meglio fare la semina su sodo, per evitare di danneggiare la struttura del suolo. La concimazione del frumento deve essere fatta con letame compostato che deve essere incorporato al terreno in superficie nella preparazione del letto di semina. Si può utilizzare anche del letame maturo, mentre è da evitare il letame fresco perchè favorisce lo sviluppo di infezioni fungine a livello delle radici e del colletto delle piante.
Semina
La semina si fa con il sistema a file semplici (con una distanza tra le file di 15-20cm) o a file binate. La profondità deve essere di 3-5 cm. La quantità di seme che viene utillizzata nel biologico è superiore al 20% di quello che si utilizza nel metodo convezionale, si utilizzano oltre i 240 Kg/ha di semente.
Avvicendamenti e rotazioni
Gli avvicendamenti e le rotazioni soo molto importanti perchè aiutano a mantenere e incrementare la fertilità del suolo, ridurre la competizione con le infestanti e controllare i parassiti. Il frumento essendo una pianta depauperante la sua maggiore resa la da quando l’avvicendamento e nella rotazione sono inserite delle colture miglioratrici come la leguminosa da granella, colza, prati di leguminose e graminacee. Ma può essere anche inserito anche dopo una coltura da rinnovo come il mais, il pomodoro, la patata, il girasole. Sono delle colture che lasciano il terreno in buone condizioni e con una ridotta presenza di infestanti.
Controllo delle erbe spontanee
Il controllo viene fatto seguendo delle strategie come:
– rotazione colturale: facendo cura alle colture che ci sono state in precedenza si evita lo sviluppo delle infestanti
– consociazioni:
– lavorazioni del terreno e adozione della falsa semina: si basa sulla preparazione in anticipo del letto di semina per far germinare le infestanti, che poi andranno eliminate
– concimazione equilibrata: si fa per rendere la pianta più resistente agli attachi dei parassiti
– epoca di semina: se ci sono dei periodi troppo precoci facilitano l’emergenza della flora spontanea
– densità di semina: è meglio aumentare del 10% la densità normale di semina per ottenere una maggiore copertura del terreno, per non far venire fuori le infestanti
– scelta di varietà a portamento prostato: determina una maggiore copertura del terreno, riduce la presenza delle infestanti.
Controllo degli agenti patogeni e di danno
Il frumento è soggetto all’attacco di gravi malattie fungine come l’oidio, le ruggini, carie e carboni, mal del piede,…; ma può essere anche attaccato da insetti in particolare dagli afidi.
Per combatterli ci sono varie metodologie, che sono:
– scelta di varietà resistenti
– avvicendamenti e rotazioni
– concimazioni equilibrate: bisogna fare un giusto rapporto equilibrato di azoto e fosforo pre rederere la pianta più robusta;
Se c’è un eccesso di azoto ci possono assere degli attacchi da iodio e alcune infestazioni da parte dell’oidio
– densità di semina ottimale: serve per ridurre l’umidità, se si utilizzano semine troppo fitte, si può far favorire il diffondersi del mal del piede
– buon drenaggio del terreno: per evitare ristagni idrici che favoriscono le infezioni fungine
– impiego di seme sano e concia delle sementi: la concia viene fatta con dei prodotti a base di rame per combattere carie e carboni.

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Il trifoglio bianco comprende due specie: Trifolium repens var hollandicum(t nano)di taglia ridotta utilizzato soprattutto come prato pascolo, e il Trifolium repens var gigante(t ladino), di tagli maggiore utilizzato per prati.
Il trifoglio bianco ha dapprima un apparato radicale fittonante che viene poi sostituito da un apparato avventizio fascicolato molto superficiale. Gli steli sono striscianti.Le fogli sono trifogliate e portate da un picciolo che nelle piante da pascolo è lungo 5-10 cm mentre nelle piante da sfalcio è lungo 40-60 cm. L’infiorescenza è a capolino e presenta fiori bianco-rosati. Il legume contiene 3-4 semi di forma cuoriforme e di colore giallo-rosso. È una pianta che predilige gli ambienti freschi e che non resiste alla siccità in quanto ha un apparato radicale molto superficiale. Sopporta le alte temperature solo se l’umidità dei primi strati di terreno è ottima. Richiede molta luce quindi la consociazione con graminacee può essere un fatto negativo in quanto queste la potrebbero privare di luce. La semina è eseguita entro marzo, ma se si esegue una consociazione con graminacee viene eseguita a settembre. Vengono seminati 7-8 kg/ha di semi, a file distanti 12-25 cm e alla profondità massima di 1 cm. È fondamentale l’irrigazione che spesso viene eseguita per scorrimento. La concimazione nell’anno d’impianto viene eseguito distribuendo 150-200 kg/ha di P2O5 e K2O se non si è eseguita letamazione. Se all’aratura di è eseguita letamazione invece, vengono distribuiti 80-100 kg/ha dei due concimi. Per quanto riguarda la concimazione negli anni successivi, a fine inverno vengono distribuiti 80-100 kg/ha dei due concimi e dopo il secondo taglio ne vengono distribuiti 40-50kg/ha.il foraggio prodotto è ottimo in quanto è composto solamente da fiori,foglie e piccioli. Gli steli vengono eliminati. La produzione di sostanza secca nel primo anno è pari a 5-6t/ha, nel secondo anno di 15-18t/ha e nel terzo anno di 10-12t/ha. Vengono eseguiti 4-6 sfalci all’anno.
Trifoglio pratense(Trifolium pratense)
Il trifoglio pratense ha un apparato radicale fittonante profondo, ma meno della medica. Le foglie sono trifogliate e sulla pagina superiore è presente un disegno a forma di V. Gli steli sono eretti e grossolani e la pianta in fioritura raggiunge un’altezza di 60-70cm. Le infiorescenze sono a capolino e sono costituite da più di 100 fiori di colore azzurro-violetto. Il frutto è un legume che contiene un seme giallo. Il trifoglio pratense predilige ambienti freschi, non sopporta la siccità e le temperature oltre 1 35°C. Si adatta a terreni con pH sino a 6. Viene coltivato in ambienti poco adatti alla Medica. La semina viene eseguita a marzo, mentre in collina ad aprile. Vengono seminati 20-24 kg/ha di semi, in file distanti 12-15 cm alla profondità massima di 1 cm. Il trifoglio violetto viene spesso coltivato in consociazione con graminacee, soprattutto Loiessa. Fattore molto pericoloso per il trifoglio violetto è l’umidità, perché favorisce il diffondersi del Mal de lo sclerozio, una malattia funginea che provoca marciume radicale e del colletto. Resiste ai ritorni di freddo più della Medica. Il foraggio prodotto è difficile da affienare in quanto gli steli sono grossi e ricchi d’acqua. È quindi consigliato l’uso della falcia condizionatrice a rulli. È molto adatto invece all’insilato in quanto è ricco di zuccheri solubili. Nel primo anno vengono prodotti 5-8 t/ha di sostanza secca, mentre nel secondo anno, ne vengono prodotte 12t/ha. Dopo di che è meglio interrompere il prato.

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