Search Results for: freddo

Dic

9

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Il freddo è arrivato..in ritardo.

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Il freddo è arrivato..in ritardo.

 

Il freddo invernale e le brinate danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. La perdita delle foglie si è ormai completata sulla maggior parte delle specie ma resistono ancora le foglie dei kiwi  e di qualche resistente amarena. Normalmente  le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della  sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri in modo  che la lignina e la cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per  la loro consistenza faranno  da riparo fino alla  primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio. Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide  e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche fessu­razioni  verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente  sono  le piante più giovani a  giovarsi  della cura  dell’uomo che con opportuni  accorgimenti  aiuta  le piante  dell’orto  e del giardino  a limitare  i  danni  da gelata o  addirittura alla morte  per  allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al  fusto evita il più delle volte l’eccessivo  congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia  ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di  que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Dic

19

By potatore

Commenti disabilitati su Freddo brrr!!!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Freddo brrr!!!!

Il freddo invernale e le brinate  danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. Normalmente le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della   sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri  in modo  che la lignina e a cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per la loro consistenza faranno  da riparo  fino alla primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio.  Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche  fessu­razioni verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le piante dell’orto e  del giardino a limitare  i danni da gelata  o  addirittura alla morte per allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al fusto evita il più delle volte l’eccessivo congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione  di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Apr

7

By potatore

Commenti disabilitati su I campioni del freddo

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

I campioni del freddo

di giorgiap

Anche se molti animali evitano i climi gelidi, migrando dove il freddo è meno intenso, c’è chi non si sposta e, per conservare il calore del corpo, si “veste” di più. Il bue muschiato è un campione di resistenza: nel lungo inverno artico, sopporta vento e temperature anche di meno 40°C. Il suo sottopelo è 8 volte più caldo di quello della lana della pecora e il folto pelame esterno, impermeabile, sul collo e sui fianchi può raggiungere i 90 cm di lunghezza.Balene e foche hanno uno strato di grasso che le isola: può arrivare al 45% del peso dell’animale. La pelliccia dell’orso bianco è fatta da peli cavi: servono per isolare il corpo in acqua e per trasmettere la luce solare alla pelle sottostante, che è nera, così da assorbire meglio il calore.I pinguini imperatore sono gli unici a trascorrere anche l’inverno in Antartide. Come fanno? Hanno più strati protettivi: uno di penne fittissime e ricoperte da olii;gonfiandole, poi, trattengono aria calda, un ulteriore strato isolante; infine, uno spesso strato di grasso sottocutaneo. Durante l’inverno, quando le temperature scendono a meno 40°C, i maschi si ammassano in gruppi, muovendosi in circolo: quelli all’interno girano fino a trovarsi all’esterno, in modo tale che ciascuno, a turno, abbia un po’ di calduccio. Gli animali a sangue freddo (eterotermi) non spendono energia per mantenere costante la loro temperatura corporea che, perciò, col freddo si abbassa. La rana dei boschi lascia addirittura congelare il 65% del corpo: cuore e cervello smettono di funzionare, ma, in poche ore la rana si riprende. I pesci ghiaccio, invece, vivono a -2°C grazie a una proteina che funziona da antigalo. Il loro sangue è privo di emoglobina e globuli rossi, quindi è più fluido e circola meglio, ma… è trasparente!!! I macachi giapponesi (chiamati anche macachi dalla faccia rossa) vivono nelle foreste delle montagne giapponesi: alcuni gruppi, quando le temperature raggingono i -16°C, hanno imparato a riscaldarsi immergendosi nelle sorgenti di acqua calda.Infine, anche gli animali domestici, infittiscono il pelo per intrappolare l’aria tiepida intorno al proprio corpo, ma non riescono a farlo altrettanto bene dei loro “cugini selvatici”. E così, a volte, è l’uomo che li tiene al caldo, spesso esagerando. Se sono troppo coperti, non riescono più a regolare da soli la propria temperatura corporea

Gen

10

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Finalmente è arrivato l’inverno.

Categories: Potatore news

Finalmente è arrivato l’inverno.

 

 

imagesTranquilli siamo in inverno

…sto bene

 

 

A dispetto di delle note tragiche della televisione e dei meteorologici è arrivato l’inverno. Si avete capito bene: l’inverno. Avete presente la neve, il freddo, le temperature sotto zero, alcune località isolate ecc. ” Sotto la neve pane” avevo postato qualche tempo fa a considerazione che la neve porta miglioramento delle produzioni agricole e, malgrado cosa pensano i singoli, fa bene alla natura. Senza un periodo di freddo intenso le specie caducifoglie e non solo non avrebbero quel beneficio dato dalle basse temperature e allo stesso tempo vi sarebbe un proliferare di zanzare e altri parassiti che notoriamente vengono ridotti dai periodi di freddo intenso. Allora ci si chiede perchè tutto questo allarmismo sulle condizioni meteo avverse? Sicuramente gli sconvolgimenti climatici a cui assistiamo dati da”aumento della temperatura del Pianeta hanno acuito alcuni aspetti ma vedere gli allevatori che nella stalla intervistati quasi piangono per la sorte del vitellino, (alle telecamere ha pure salutato) appena nato, accudito in stalla viene da sorridere. Accettiamo senza enfasi il cambio di stagione ed impariamo a riconoscere le esagerazioni televisive atte solo a tenerci dietro il televisore;  purtroppo è diventato sempre più uno strumento di intrattenimento e non di informazione ed educativo come forse lo era in passato.Per intanto: NEVICA

Ott

13

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Ad ognuno il suo posto

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Ad ognuno il suo posto

Per favorire una crescita rigogliosa sono necessari clima e ambiente giusti. Qualsiasi ambiente o angolo, sia della casa che dell’ufficio può essere valorizzato sistemando opportunamente delle piante le quali con i loro colori rendono gli ambienti più ospital e confortevoli generando un piacevole sensazione rilassante. Il più delle volte però, nella scelta delle stesse non si tiene conto delle particolari condizioni climatiche e ambientali che le varie specie richiedono ma la scelta cade come si ci si trovasse di fronte a un pezzo d’arredamento considerando la colorazione delle foglie, la voluminosità della piante o ancora la bellezza della ciotola e solo poche volte si tiene conto delle reali esigenze della piante e dell’ambiente doveva bisogna collocarla. Per l’esatta sistemazione della piante in casa, bisogna tener conto di due fattori importanti che sono la luce e la temperatura. In effetti tale collocazione non dovrebbe essere difficile in quanto nella costruzione delle case sì che con i soliti collocare la camera da letto e nord mentre soggiorno, salotto e studio sono in genere le camere con l’esposizione alla luce migliore e quindi tra le più calde. In vista di queste considerazioni in questi ultimi ambienti , durante i periodi estivo vanno preferibilmente collocate Impatiens, Sanseveria, Euphorbia e le piante grasse però, se al caldo viene associata poca luminosità, sono da preferire piante come Maranta, e la Calathea, alcune varietà di ficus. Richiedono decisamente locale ombreggiato ma caldo il filodendron, comunissimo nelle abitazioni per le buone caratteristiche di resistenza e per il suo portamento a liana, il cissus e l’Hasparagus i quali nelle sale spaziose possono esser utilizzati per fare da separè tra una zona e l’altra. Il filodendron per le caratteristiche già citate, si adatterà bene in un ambiente particolare come il bagno, soggetto a frequenti sbalzi di temperatura con umidità e calore a tratti molto elevati e la cucina la quale presenta condizioni analoghe a bagno a causa del calore intenso sprigionato dalla cottura delle pietanze e spesso si passa al freddo immediato quando si aprono le finestre per eliminare cattivi odori; in questo caso è possibile unire l’utile al dilettevole posizionando nei vari angoli varie piante aromatiche oppure, qualora il locale fosse colori locale fosse abbastanza numeroso, si è venderanno molto bene anche ficus ed euforbia. Infine per la camera da letto dove generalmente si hanno condizione di poca luminosità e quindi di freschezza sono da preferire le felci bisogna convivere con armonia e sfatare la regola per cui nelle negli ambienti dove si riposa vanno allontanate le piante,  fermo restando che non si tratta di una vera e propria foresta.

Mar

1

By Il Potatore

Commenti disabilitati su Inverno agli sgoccioli!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Inverno agli sgoccioli!

Lavori – Poche settimane all’arrivo della primavera e l’inizio di  questa stagione,  si sa, coincide con la piena riapertura dei lavori  nel proprio  orto. Se ancora non è stato fatto bisogna cominciare a pensare  quali  colture impiantare  per avere  un orto rigoglioso durante  i  mesi successivi. Per ottenere buoni risultati non c’è bisogno di grandi  fatiche, ma è necessario solo  effettuare, fin dalle prime  fasi  della coltivazione, le giuste operazioni. In condizioni di terreno asciutto e ben riscaldato  si  potrà cominciare a preparare il letto di semina togliendo l’eventuale pacciamatura invernale o nel caso in cui sia stato vangato in autunno, basterà solo smuoverlo superficialmente  e  poi  spianarlo. Una  volta rimosso  il terreno, è preferibile incorporare un pò di concime minerale ternario.

Fragole – Una coltura che si può già impiantare nell’orto è la fragola la quale  oltre a  dare  dei  frutti buonissimi,  non richiede  particolari accorgimenti ed è abbastanza resistente al freddo. Rosacea perenne stolonante supera tranquillamente i rigori invernali arrestando la crescita intorno ai 6°C e generalmente viene danneggiata dal freddo sono in periodo di fioritura e con temperature inferiori allo 0°C. Nei fragoleti impiantati durante l’annata precedente le cure devono essere indirizzate alla pulizia della foglie morte, ad una prima fertirrigazione con azoto, potassio e microelementi e al controllo dello sviluppo di malattie crittogamiche a cui la specie è molto soggetta. Pertando a livello preventivo è sempre conveniente attuare un trattamento con ossicloruro di rame e il controllo periodico agli attacchi di afidi.

Tunnel – Le colture protette sono diffuse, ormai anche negli orti famigliari dove vengono sovente impiegati tunnel di ridotte dimensioni ma capaci di creare microclimi del tutto soddisfacenti alle colture. Ciò non toglie che, se le coltivazioni sotto tunnel non vengono seguite opportunamente, non si avranno i vantaggi sperati. Il telo di copertura, ad esempio, va sostituito in media ogni due anni o in tutti quei casi in cui viene a mancare la trasparenza ai raggi infrarossi determinanti per la creazione “dell’effetto serra” e in condizioni di eccessivo smog. Altro aspetto da non sottovalutare è la formazione di eccessiva condensa specialmente nelle giornate assolate e con terreno molto umido. I tunnel pertanto vanno aperti a metà mattinata e chiusi una-due ore prima del tramonto in modo che prima della notte all’interno si accumuli il necessario calore.

Semine – Negli appezzamenti già lavorati e pronti per la semina, per tutto il mese continua la semina di aglio e cipolla. Nel secondo caso, al fine di produrre ottime cipollotti, possono venir utilizzati i bulbi conservati in cantina già germogliati. Questi divisi in due-tre parti a seconda del numero di germogli vanno raccorciati togliendo i tre-quarti dello stesso e interrati a file. Anche per le biete da costa è possibile la semina in pien’aria preferibilmente a file mentre nelle colture seminate in precedenza va effettuato un primo intervento di diradamento. Se si vuole ottenere piantine di pomodoro, melanzana, zucchine e cetrioli da trapiantare tra 5-6 settimane all’aperto occorre già provvedere alla semina in contenitori alveolati con uno due semi per alveolo .

 

 

Nov

3

By Il Potatore

2 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

“L’autunno …è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore!!

 

 

Ci siamo permessi di utilizzare una frase di Albert Camus per intitolare questo post, scrittore, filosofo, drammaturgo e premio Nobel nel 1957

Con l’arrivo di Novembre ha inizio un periodo di relativa inattività per i lavori dell’orto anche se l’orticoltore generalmente non smette mai di sistemare, pulire, rastrellare, sistemare gli attrezzi, costruire muretti di sostegno o ancora sistemare la rete di recinzione; piccoli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sono tutto l’anno presenti in agricoltura e nell’orto in particolare. Nelle zone con clima mite della Pianura Padana è ancora possibile seminare aglio, cipolla e piselli mentre solo in coltura protetta lattuga da taglio, valerianella e spinaci; continua la raccolta di biete da costa e delle ultime carote. E’ periodo di raccolta anche di cavolfiori a maturazione autunnale e nei casi in cui risulta necessario per posticiparla si possono proteggere dal freddo, legando le foglie esterne attorno alla stessa infiorescenza. Protezione dal freddo va anche attuata per il finocchio, preferibilmente nelle ore notturne va steso un telo di tessuto non tessuto da rimuovere al mattino. Scarola, radicchi, sedani e porri possono ancora essere imbiancati prima del loro consumo effettuando ovviamente sistemi diversi: legatura con elastico oppure copertura con vasi in plastica sistemati sopra gli ortaggi per i primi mentre nel caso del sedano e del porro risulta più conveniente incalzare il terreno circostante. Via via che si svuotano gli appezzamenti occorre rimuovere i residui di coltura che vanno prontamente eliminati per interrompere il ciclo di sviluppo dei parassiti; bisogna poi provvedere alla letamazione ed alla vangatura che va effettuata nei limiti del possibile interessando le parti più profonde del terreno generalmente ricche di sostanze minerali che in questo modo tornerebbero in superficie. Particolare attenzione va posta anche per le coltivazioni sotto tunnel: i danni da gocciolamento determinate dalla caduta della condensa provocano dannosi marciumi per cui l’arieggiamento risulta fondamentale per le coltivazioni.

Gen

8

By potatore

Commenti disabilitati su Sotto la neve…pane!!

Categories: Giardino

Tags: , , , , , ,

Sotto la neve…pane!!

 

La neve rende più piacevole la stagione invernale e quest’anno non si è fatta attendere, anche se una piccola spruzzata che ha creato, per questo pochi  problemi di viabilità e solo qualche fastidio negli spostamenti ma, anche se per altri versi, è a considerare di indubbia utilità alla campagna ed ai giardini. Il manto nevoso, infatti, protegge i cereali autunno vernino e il manto erboso del giardino dagli eccessivi sbalzi termici. Inoltre la neve sciogliendosi gradualmente arricchisce il prato e l’orto di una notevole quantità di acqua che sarà facilmente trattenuta grazie al potere assorbente del terreno al contrario degli acquazzoni violenti che si verificano talune volte, abbattendosi sul suolo, perché questi non danno tempo allo stesso di assorbire l’acqua piovana che il più delle volte defluisce verso i luoghi di scolo trascinandosi parte delle sostane nutritive che il suolo aveva precedentemente immagazzinato. Con lo scioglimento della neve si noterà che il cotico erboso del prato sarà molto rigoglioso e l’erba sottostante in virtù del calore emanato dal terreno e trattenuto dalla neve, si sarà leggermente accresciuto. Pertanto durante il periodo di scioglimento della neve dovrà essere evitato qualsiasi calpestio il quale non farebbe altro che arrecare notevoli danni non solo perché si sarebbero potuto formare eventuali zone di ghiaccio, ma anche perché il terreno, molto inzuppato, mal sopporta il peso eccessivo e le orme che si vengono a creare, una volte asciugate, formano crostoni duri che pregiudicano il successivo sviluppo dell’erba. Anche alberi ed arbusti non vanno assolutamente mossi ne tanto meno potati in quanto i rami col freddo intenso tendono facilmente a spezzarsi. Gli eventuali interventi cesori vanno indirizzati per rami spezzati dal peso eccessivo della neve e i tagli effettuati, se di grossa entità, vanno inizialmente rifiniti con una lama molto affilata e successivamente protetti con mastici cicatrizzanti. Gli attrezzi utilizzati per il taglio vanno preventivamente disinfettati e l’immersione in alcool e il successivo passaggio alla fiamma è uno dei sistemi più sicuri. Per evitare la trasmissione di malattie crittogame e virus questa operazione va effettuata tutte le volte che si passa da un albero all’altro. Nelle giornate più tiepide e assolate vanno controllati gli arbusti e le piante tenute sotto un film di plastica a protezione del freddo; se all’interno della copertura si è formata molta condensa sarà opportuno rimuoverla o facendola asciugare oppure più semplicemente rivoltando la stessa in modo che la parte umida rimanga all’esterno. Ciò eviterà il formarsi di malattie fungine che notoriamente si sviluppano in presenza di alta umidità e per lo stesso motivo può risultare utile effettuare dei fori nella parte alta della copertura. Per il resto rimaniamo in attesa che arrivi copiosa ed abbondante….

Nov

19

By potatore

Commenti disabilitati su Il cerro…conosciamolo

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , ,

Il cerro…conosciamolo

 

 

 

 

Famiglia: Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglio, a rapida crescita.Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

Curiosità:  A Lodrino, 750 slm, in Valle Trompia, si conserva un bosco di cerro. Si tratta di una rarità. Il clima freddo dell’arco alpino impedisce la presenza del cerro, tipico dei boschi submediterranei, raramente nella fascia mediterranea. Il clima mite e favorevole di questa area, consente la sopravvivenza della pianta.  Per la particolarità, la zona è detta “Località Cerreto”, toponimo molto comune lungo l’Appennino.

Nov

2

By potatore

Commenti disabilitati su L'orto di Novembre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , ,

L'orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.

 

Dic

21

By potatore

Commenti disabilitati su Il 21 Dicembre….

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Il 21 Dicembre….

Con il 21 Dicembre inizia, nell’emisfero boreale, l’inverno e il sole culmina basso sul meridiano. Come ogni anno da secoli la natura va in stasi vegetativa e si sottopone ad un periodo di freddo necessario al ripristino delle proprie riserve nutritive. Nonostante che nel paesaggio predomini il bianco e nero e tutto sembra immobile, la natura segue il suo corso non molto visibile che nella sua lentezza continua inesorabile e costante. Diversi sono gli accorgimenti per proteggere le piante, provenienti da climi più caldi, in questa stagione fredda, e tra questi la copertura con film di plastica, la copertura con paglia o altri materiali alla base del fusto, la protezione del tronco con stuoie o sacchi di iuta per le piantine più giovane. Non vanno sottovalutati i danni provocati dalla presenza di muschi sul tronco. Questi, infatti ricoprendo il tronco mantengono una umidità elevata che provoca la marcescenza dei tessuti. Quando le macchie di muschio diventano estese è bene provvedere alla rimozioné con appositi guanti o alla raschiatura con un piccolo falcetto o coltello a punta ricurva pennellando successivamente il tronco con un preparato di calce e solfato di rame, commercialmente reperibile sotto il nome di poltiglia bordolese. Nelle giornate soleggiate è possibile procedere alla potatura delle piante arbustive e ornamentali ed eventualmente ad alcuni interventi sulle conifere nelle quali vanno asportati solo i rami troppo bassi o quelli sviluppatesi in modo imperfetto o a ridosso della abitazione. Poche risultano le cure per le piante poste in appartamento e consistono nel posizionare nei sottovasi una manciata di argilla espansa immersa in poca acqua: l’acqua evaporando ridarà umidità all’aria resa secca dai caloriferi. Con l’inizio dell’inverno ricomincia ad affluire la linfa nelle parti alte degli alberi e il conseguente graduale ingrossamento delle gemme. Ciò comporta, per chi lo volesse, la possibilità di ottenere delle precoci fioriture semplicemente asportando alcuni rami di talune specie e poste in ambiente caldo. Tra le piante adatte risultano principalmente le forsytzie, arbusti molto noti per la intensa fioritura giallo-oro che caratterizza l’inizio della primavera ma per lo stesso scopo possono essere utilizzati rami di ciliegio, di melo e di susini che come in quest’anno a seguito dell’andamento climatico è possibile già veder fiorito anche se perderà le infiorescenze con l’arrivo della prima gelata. I rami prelevati anche in occasione delle prime potature vanno posti in acqua tiepida per una mezza giornata circa e poi sistemati in vasi con acqua in ambiente caldo e non troppo secco: dopo due-tre settimane a seconda delle specie usate i rami si riempiranno di stupendi fiori che daranno un tocco anticipato di primavera.

Dic

10

By potatore

Commenti disabilitati su Dicembre: i simboli di fine anno!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Dicembre: i simboli di fine anno!!

Dicembre è indubbiamente il mese in cui si concentrano molte emozioni: l’anno vecchio ormai al termine con il suo lascito di gioie e dolori e quello nuovo in arrivo ricco di aspettative e speranze. Un mese fra l’altro ricco di feste quasi una sorte di dispetto alla natura che dopo i fasti estivi e i colori di inizio autunno adesso riposa anch’essa in attesa della propria festa che coincide con l’arrivo della primavera. Ciò non toglie che anche in questo mese si fa ricorso alla natura per ravvivare le case con i simboli che caratterizzano questo periodo: l’albero, la stella di Natale, il muschio, il vischio e l’agrifoglio. L’albero di Natale è sinonimo di abete rosso (Picea excelsa o Picea abies) detto anche peccio e da qui il nome di peccete ad indicare le foreste di questa pianta che caratterizzano il paesaggio alpino rendendolo tra i più suggestivi in Europa e forse nel Mondo. L’abete rosso è una pianta molto longeva (vive circa 400 anni) e raggiunge dimensioni ragguardevoli circa i 50 metri con un fusto eretto e slanciato, una chioma verde scura, la corteccia sottile e rossastra. Oltre sulle Alpi e sulll’Appennino è presente, con immense foreste, in tutta l’Europa dalla Scandinavia ai Carpazi e dà vita alla Foresta Nera in Germania. L’utilizzo dell’abete è stato ereditato dalle antiche tradizioni pagane che consacravano l’abete più alto del bosco al Dio della Luce bruciandolo pubblicamente. La tradizione dell’abete è stata successivamente imposta da Margherita di Savoia e da allora ha trovato un posto definitivo dopo un certo periodo di dimenticanze e riscoperte nella tradizione popolare. Per essere sicuri di possedere a Natale un rigoglioso abete diventa importante acquistarlo uno due mesi prima delle festività da un vivaista serio con pianta preferibilmente certificata. Una volta rinvasato e innaffiato può essere lasciato all’esterno per poi essere gradualmente portato all’interno dell’abitazione possibilmente in un locale non riscaldato. Una volta finito l’utilizzo sempre gradualmente può essere riportato all’esterno o nel caso che non si abbiano a disposizione balconi o un giardino dove sistemarlo in attesa di un riutilizzo è possibile donarlo ai Comuni attrezzati al recupero degli alberi natalizi utilizzati per il rimboschimento di aree dismesse. Per chi volesse, infine, utilizzare lo stesso abete senza doversi trovare poi una pianta dallo sviluppo eccessivo è possibile utilizzare abeti nani (Picea albertiana conica) che al massimo raggiunge i due metri di altezza. Per quanto riguarda la Poinsettia o Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) c’è da dire che essa ha trovato posto nella tradizione natalizia in epoca più recente ma sicuramente ha recuperato in questi ultimi anni un interesse crescente anche per il fatto che il Natale è la festa in cui prevale il colore rosso e le brattee della Poinsettia il più delle volte confuse con il fiore rispondono a questa richiesta di mercato. La pianta in natura in effetti ha un portamento arbustivo e raggiunge anche i due metri di altezza. In Sicilia è facile trovarla in giardino in virtù del clima temperato e viene sovente utilizzata come pianta da fiore reciso anche per 10-15 anni. Nel resto d’Italia è prevalentemente una coltura da vaso fiorito e la particolare bellezza della pianta è data dalle brattee colorate rosse, rosa, arancio e bianco a seconda delle varietà che sono da richiamo anche per gli insetti impollinatori visto che i fiori gialli sono numerosi ma poco vistosi. Per chi si appresta ad acquistare una Stella di Natale va ricordato che la qualità della pianta è da individuare dalla vivacità dei colori, dal rigoglio vegetativo e dal numero di steli. Vanno scartate le piante che si presentano con fogliame ingiallito e non uniforme. Verificare che l’attaccatura degli steli sia ben salda e le infiorescenze ancora non completamente aperte. Le piante vanno tenute lontane da fonti di calore ed all’immediato contatto con termosifoni e camini accesi mentre va verificata l’umidità dell’ambiente in quanto l’aria eccessivamente secca provoca la perdita delle foglie delle piantine. Poche sono le esigenze colturali della pianta tenuta in ambiente chiuso: irrigazioni regolari una volta verificata che il substrato contenuto nel vaso sia asciutto e una concimazione con concime completo disciolto in acqua all’1% con cadenza quindicinale. Una volta completata la fioritura la pianta incomincerà a perdere le foglie (fine gennaio circa) e quindi successivamente va potata e sistemata in luogo freddo e poco illuminato mentre le irrigazioni vanno diradate. Si effettuerà così lo svernamento della pianta che successivamente in piena primavera verrà portata gradualmente in piena luce ed all’aperto per iniziare un nuovo ciclo. Sembra che sia buon augurio per gli innamorati baciarsi sotto il vischio in quanto questo è simbolo di tenacità in virtù della sua collocazione tra i rami saldi delle Querce di cui è parassita mentre fecondità e immortalità sia trasmessa dalla luna che la notte luccica fra il suo fogliame. Il vischio (Viscum album) è una pianta parassita resa celebre dalla serie di cartoni animati di Asterix appartenenti ai Druidi e magistrale oppositore delle milizie Romane invasori della Gallia. Secondo l’antica etimologia il nome dei Druidi deriverebbe drys-quercia albero sacro nella loro tradizione e il vischio parassita naturale di questa pianta ne ha assorbito gli influssi benefici e propiziatori. Propiziatore o meno in ogni caso conviene tenerla lontano dal giardino  di casa,  i caratteristici austori si attaccano ai suoi ospiti succhiandone la linfa.

Nov

8

By potatore

Commenti disabilitati su Autunno!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Autunno!!

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell‘erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.

Ott

30

By potatore

Commenti disabilitati su I lavori di Ottobre

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , , ,

I lavori di Ottobre

 

 

Piante d’appartamento – Un poco di acqua e una manciata di argilla espansa nel sottovaso in modo da non otturare il foro di scolo evitano che le piante in casa soffrano per l’eccessiva secchezza dell’aria  che si verrà a determinare dopo l’accensione degli impianti di riscaldamento. Evitare le nebulizzazioni allo stretto necessario ma intervenire con docce di acqua tiepida tutte le volte che sopra l’apparato fogliare delle piante tenute all’interno degli appartamenti si deposita una quantità eccessiva di polvere.

Parassiti – Prima di porre a riparo all’interno delle abitazioni o delle cantine le piante che hanno vegetato in balcone durante il periodo estivo va constatato lo stato sanitario delle stesse  e se si ritiene necessario occorre intervenire con dei trattamenti o con la rimozione manuale in caso di piante a foglia larga  come il Ficus elasta, la Clivia e la Dieffenbachia.

Balconi – Eventuali piante rimaste in balcone vanno private del sottovaso al fine di favorire lo sgrondo d’acqua nel caso di piogge prolungate ma sarà meglio addossare i vasi alle pareti esterne della casa in modo da evitare eccessivi dilavamenti e per aumentare la resistenza al freddo.

Ruggini – L’elevato tasso di umidità presente in questo periodo può provocare lo sviluppo di ruggini in particolare sui garofanini dei poeti e sui gerani. Intervenire con trattamenti di mancozeneb-80  o bitertanolo-25.

Pieris – In ottobre può essere utile per queste specie una leggera toilettatura che consiste nell’asportare i rami danneggiati o in soprannumero. Successivamente si può pacciamare il sottochioma con un buono strato di terriccio di bosco. La pacciamatura può inoltre essere utilizzata con tutte le altre specie presenti nel giardino non solo a scopo estetico ma anche protettivo del freddo invernale.

Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o nafta per evitare la formazione di ruggine.

Alberi  – Nessun intervento di potatura va effettuato eccetto nei casi  di evidente intralcio. Le foglie ormai decisamente in  fase di  distacco possono essere utilizzate per la produzione di  com­post o di terricci a base di foglia.

Orto – Provvedere all’arieggiamento delle serre praticando delle aperture nella parte superiore  in modo da poterle richiudere  al tramonto.  Verificare  che  la temperatura interna  non  si  alzi eccessivamente  durante le giornate assolate.

Ott

11

By potatore

Commenti disabilitati su Ottobre nell'orto

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , , ,

Ottobre nell'orto

I lavori dell’orto nel mese di ottobre tendono a diventare meno impegnativi. La temperatura tende progressivamente ad abbassarsi e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12. Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio predisporre  delle protezioni che riparino  le  colturenelle ore notturne e dal freddo imminente.  In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura di eventuali serre, sarà  bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano  effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di parassiti.  Nel  caso specifico dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è  prossima  la semina, occorre evitare la semina su terreno appena letamato facendolo  “succedere” nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto  dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può  trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente èpossibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti,  precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli.

Lug

21

By potatore

Commenti disabilitati su L'ombra del pergolato

Categories: Giardino

Tags: , , , ,

L'ombra del pergolato

Estate, sole, caldo e.. forse l’ombra di un pergolato rende il tutto più piacevole. Legno di larice trattato con conservante oppure ippocastano scortecciato sono l’ideali per formare il sostegno oppure è possibile utilizzare un traliccio di tubi in ferro zincato per la struttura e del filo plastificato per sostenere le piante. L’importante che l’altezza sia almeno di 2,2-2,3 metri, che le essenze scelte soddisfino i bisogni di ombra e che siano in sintonia col resto del giardino o dell’ambiente circostante e possibilmente di facile manutenzione. Trovare le specie che soddisfino i gusti estetici e cromatici di ognuno non è cosa difficile vista la discreta abbondanza di piante rampicanti. Vite, actinidia, passiflora, edera e clematidi sono solo alcuni esempi più ricorrenti. La vite (vitis vinifera) trova ottima collocazione quando si preferisce avere anche un frutto. Per la facilità nella crescita e nelle cure da apportare si presta bene a chi voglia crearsi un pergolato nel contesto di un giardino frutteto. Ciò non toglie che è possibile utilizzare specie americane o uva fragola con grappoli più piccoli che rendono l’insieme meno specifico e non necessariamente produttivo”. Essendo una specie a foglie caduche dà il vantaggio che durante i mesi invernali lascia entrare il sole all’interno delle abitazioni qualora il pergolato sia a ridosso della casa e di eventuali porte secondarie di ingresso. Poche le cure colturali e molto semplici, come la potatura e qualche trattamento contro oidio e peronospora. Anche l’actinidia risulta versatile al pari della vite; infatti esistono specie da frutto e specie ornamentali come l’actinidia kolomikta dalle foglie verde scuro a forma di cuore, con le punte colorate di bianco e venate di rosa che danno all’insieme un aspetto sorprendentemente insolito. Altra particolarità è data dai fiori bianchi e leggermente profumati che compaiono all’inizio dell’estate. Sicuramente meno vigoroso rispetto alle viti, raggiunge in ogni caso uno sviluppo intorno ai quattro metri. Come la vite è un rampicante a foglie caduche e tende a modificare la colorazione delle foglie a secondo che sia posta in pieno sole o meno. Poco resistente al freddo è la passiflora che fiorisce nel bel mezzo dell’estate con produzione fiori bianchi, grigiastri o bluastri, molto grandi che danno vita, in caso di estate molto calda, a dei frutti gialli a forma di uovo. L’edera è probabilmente il rampicante più rustico e tenace e può essere utilizzato sia come rampicante, per la capacità di attaccarsi ai muri con le proprie radici  che per creare vistosi pergolati. Diverse le specie presenti helix, canariensis, colchica che si differenziano per la forma delle foglie e la colorazione. L’helix, molto comune, ha delle varietà come la “gold heart” dal fogliame verde-scuro con la parte interna colore oro che dà alla pianta un aspetto molto gradevole. La clematide per la particolare bellezza è stata definita da alcuni la “gioia del viandante” e fiorisce sia in primavera che in tarda estate poco apprezzata in Italia e molto all’estero.

Lug

7

By potatore

Commenti disabilitati su I colori dell'estate mediterranea!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

I colori dell'estate mediterranea!!

 

Il nostro paese è sicuramente tra i più belli al mondo e ogni anno le nostre città vengono invase da turisti che con occhio attendo rimangono affascinati dalla moltitudine di reperti archeologici presenti un po’ in tutte le regioni e dai colori del nostro paesaggio che nonostante la continua lotta con l’aggressione del “cemento” rimane ancora gradevole e molto variopinto. Dal Nord Italia fino alle regioni insulari alcune piante determinano e caratterizzano con le loro forme e colori scenari da immortalare per le fameliche macchine fotografiche sempre alla ricerca di “momenti da ricordare“. L’ormai popolarissimo oleandro fa da guida sulle calde autostrade a separare quanti ancora arrivano da coloro che ritornano. Trovarlo coloratissimo e molto rigoglioso sugli spartitraffico oppure nelle fiumare ormai arse dal sole estivo dà il senso della resistenza di questa pianta alle alte temperature estive. Molti allo stesso tempo lo possono ricordare durante i mesi invernali, sotto al brina, però al riparo di un muro di una villetta o di una capannina di plastica. Molto resistente, infatti, a valori termici opposti si è ormai naturalizzato in tutta la penisola e viene apprezzato per l’abbondante e prolungata fioritura. Gli esemplari allevati in vaso fioriscono durante il periodo luglio-agosto mentre nei climi caldi gli oleandri sono sempre in fiore. Il colore tipico dei fiori è rosa ma esistono varietà con fiori rossi, porpora, gialli, arancione e bianchi. Per avere una buona fioritura occorre posizionare il vaso in pieno sole, durante il periodo vegetativo innaffiare con parsimonia e lasciare sempre asciugare la parte alta del vaso prima di una nuova somministrazione di acqua e infine durante la fioritura non lasciare mai asciugare l’apparato radicale pena il mancato sviluppo dei boccioli. Decisamente più delicata rispetto all’oleandro è la buganvillea che forma macchie molto colorate nei parchi e giardini del Centrosud ma che necessita di riparo al Nord dove viene coltivata in vaso e al riparo durante la stagione fredda. Rimane un arbusto molto esigente in fatto di luce e per la fioritura richiede una esposizione al sole durante il periodo vegetativo non inferiore alle 4-5 ore giornaliere di pieno sole. Per quanto riguarda le irrigazioni valgono più o meno le stesse regole prima descritte per l’oleandro dal quale però la buganvillea si differenzia per la minore resistenza alle basse temperature che durante il periodo invernale non dovrebbero scendere al di sotto dei 10°C. Meno conosciuta, al Nord, ma molto apprezzata nelle altre regioni è la bignonia, pianta rampicante originaria delle regioni tropicali molto adatta a ricoprire muri e formare pergolati. La pianta ha foglie composte di 2-3 foglioline coriacee ed e riconoscibile per i fiori molto vistosi a campanula di colore rosso arancio. Buona la resistenza al freddo per cui anche al Nord è possibile allevarla in pien’aria a ridosso di un muro oppure a ravvivare le colonne di un porticato.

Mag

18

By potatore

Commenti disabilitati su Maggio nell'orto

Categories: Agricoltura, Giardino

Maggio nell'orto

  Maggio, piena primavera, periodo che si conclude con  la fioritura delle graminacee nei prati e con la prima raccolta del fieno. Restando a quando dicono i proverbi quest’anno a causa  delle frequenti piogge cresceranno bene gli ortaggi, per la maggior parte dei quali, in maggio si conclude defi­nitivamente il periodo della semina. Infatti dalla metà del mese  in poi, si possono seminare e trapiantare anche nelle zone a clima più rigido le  piantine di quegli ortaggi che verranno poi consumati durante l’esta­te come pomodori, zucchine, cetrioli. L’ideale per preveni­re qualche ritorno di freddo, sarebbe di  tenerle con un telo di tessuto  non tessuto fino alla fine del mese.  Per far si che  le piantine crescano  rigogliose è necessario  sommini­strare un pò di sostanze nutrienti come ad esempio  macerato di ortiche  oppure di consolida o ancora di equiseto, per  i quali  la dose consigliata è di 1 kg di pianta fresca in 10 litri di acqua. Qualora si avessero a disposizione escrementi di  animali: equini, bovini, conigli, galline si ricorda che vanno benis­simo anche queste basta diluire in acqua con un rapporto di 1:3 e lasciandoli a macerare per circa tre settimane. Questo trattamento si rende  necessario onde evitare ustioni alle  piantine ancora molto tenere. Quando, poi,  le condizioni climatiche sono  caratterizzate da eventi meteorologici di notevole portata come gli acquaz­zoni della scorsa settimana si verifica sicuramente una dilavamento di notevoli quantità di principi minerali per­tanto occorre intervenire con una concimazione aggiuntiva di concimi azotati come il nitrato ammonico. Grazie alla pre­senza di azoto sotto forma nitrico e ammoniacale, tale concime, espleta una duplice funzione: la componente nitrica risulta  di pronto assorbimento da parte delle piante mentre quella ammoniacale,  invece, trattenuta dal potere assorben­te  del terreno avrà una azione più prolungata nel  tempo  e potrà essere assorbita dalle piante in tempi diversi.

Apr

26

By potatore

Commenti disabilitati su I lavori di fine Aprile

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , ,

I lavori di fine Aprile

Con la fine del mese ormai tutte le specie sono in piena fase vegetativa e il fogliame verde e rigoglioso spicca dai rami fino ad ora spogli.

Prato – continuare tutte le cure di rito e in particolare effettuare tagli regolari ogni 10-12 giorni con o senza asportazione della parte tagliata. Il taglio ravvicinato oltre a rendere particolarmente rigoglioso il prato inibisce fortemente lo sviluppo delle specie a foglia larga che mal sopportano il taglio frequente al contrario di poe, festuche, agrostide e loietti che caratterizzano i tappeti erbosi.

Gerani – Tempo di moltiplicazione per talea di molte specie tra cui i gerani. Le talee vanno prelevate lunghe 8-10 cm. con 4-5 nodi, private delle foglie basali e quindi poste a radicare in substrato di sabbia e torba. Tenere umido il substrato e in luogo ombreggiato per almeno due settimane ed evitare l’utilizzo di ormoni radicanti perché su queste specie tendono a favorire il marciume radicale.

Piante in vaso – I vasi di plastica e di colore scuro tendono facilmente a riscaldarsi in modo eccessivo provocando seri danni all’apparato radicale. Nei casi in cui il fogliame delle piante contenute in essi non sia capace di proteggerli dai raggi del sole sarà opportuno riunirli all’interno di un mastello di legno e ricoprirli fino all’orlo con argilla espansa oppure corteccia di pino. La sostituzione dei vasi di plastica con similari in terracotta, in particolare per le specie succulente,  è un sistema auspicabile per ottenere non solo condizioni microambientali migliori ma anche per bilanciare il peso della pianta con quella del vaso.

Vialetti – Se  si vuole mantenere  sgombri i  vialetti  da erbacce sarà  necessario somministrare prodotti  antigermi­nativi.  Usare  guanti e mascherine protettive  durante  la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

Piante  rampicanti – Per ottenere una zona  d’ombra  davanti all’abitazione  è il periodo adatto per la messa  a  dimora delle clematide. Il ricco fogliame e i fiori vistosi  cree­ranno un ottimo pergolato durante il periodo estivo.

Orto – Nonostante il ritorno di freddo delle settimane passate niente può fare ormai pensare che le temperature primaverile  non prendano il sopravvento. Anticipare di qualche settimane la messa a dimora di piante ortaggi macrotermi cioè che richiedono temperature superiori ai 18-20 gradi per il loro sviluppo al massimo può comportare la perdita di qualche piantina con una spesa di poche migliaia di lire. Per contro riuscire ad anticipare di qualche settimana la produzione di pomodori, zucchine, melanzane e cetrioli oltre che alla soddisfazione personale comporta anche di riuscire ad avere a disposizione ortaggi prodotti in proprio e quindi con caratteristiche organolettiche sicuramente superiori a quelli acquistati, non ultimo per il fatto che i tempi tra raccolta e consumo sono pressocchè inesistenti

Mar

8

By potatore

Commenti disabilitati su Aria di primavera..

Categories: Giardino

Tags: , , , , ,

Aria di primavera..

La  primavera è ormai alle porte e  l’inizio  di  questa stagione,  si sa, coincide con la riapertura dei lavori  nel proprio  orto;  bisogna cominciare a pensare quali  colture impiantare  per  avere  un orto rigoglioso  durante  i mesi successivi. Per ottenere buoni risultati non c’è bisogno di grandi  fatiche,  è necessario solo  effettuare,  fin dalle prime  fasi  della coltivazione, le giuste operazioni.  Non appena  il terreno sarà asciutto e ben riscaldato  si  potrà cominciare  a  preparare le aiuole;  innanzi  tutto  bisogna togliere la pacciamatura invernale e  qualora  il  terreno fosse  già stato lavorato in autunno basterà solo  smuoverlo superficialmente  e poi spianarlo. Una volta  rimosso  il terreno,  è  preferibile incorporare un pò  di concime, ad esempio  nei primi 5-6 cm di terreno è consigliabile  intro­durre concimi naturali organici e minerali.  Una coltura che si può già impiantare nell’orto è la fragola la quale  oltre a dare  dei  frutti buonissimi,  non  richiede particolari accorgimenti ed è abbastanza resistente al freddo in quanto essa appartiene alla famiglia delle erbacee  perenni. Per tale  pianta questo è il periodo di liberarla dalle foglie vecchie e infestanti e rimuovere la pacciamatura. Non  biso­gna  però pensare che piantare fragole vuol  dire  togliere spazio ad altre colture dell’orto perché tra le fila  delle fragole è possibile seminare rucola, valerianella,  porri, ecc.. Queste ultime oltre ad essere utili per il consumo  quoti­diano lo sono anche perché‚ prevengono alcune malattie  delle piante  come  ad  esempio la muffa grigia. In  ultimo,  si ricorda  che,  per  chi  avesse   intenzione  di   seminare all’aperto  cetrioli, zucchine, peperoni e melanzane bisogna tener  conto che le  temperature minime del periodo che  non devono essere inferiori ai 15-16 gradi mentre per il pomodo­ro diventano sopportabili temperature vicine ai  10 gradi.

Feb

14

By potatore

Commenti disabilitati su "Finalmente nevica"

Categories: Potatore news

Tags: ,

"Finalmente nevica"

nevica” Sotto la neve pane” altro che ondata di maltempo.! Sembra che i meteorologi facciano le corse per enfatizzare gli effetti del clima: ormai sembra un bollettino di guerra con tanto di nome e cognome: Big Snow. Chi sarà mai? Quali disastri ci attendono? nessuno! Una più o meno abbondante nevicata che sotto il suo manto bianco proteggerà dal freddo le colture e  prometterà raccolti abbondanti nelle graminacee e non solo. La neve sciogliendosi riempirà la falda senza creare straripamenti nei fiumi.  Gli spazzaneve saranno contenti del “lavoro” pagato abbondantemente e gli stessi agricoltori che arrotondano con gli appalti locali di pulizia delle strade e dello spargimento sale. Le stesse ditte che vendono sale,  figurarsi come sono contenti di svuotare i depositi.  Gli operatori sciistici  lavoreranno a pieno ritmo con gioia del vacanzieri delle settimane bianche  e i bambini, posso finalmente giocare a “palle di neve”.  Se la neve fa comodo a molti come mai si parla di “ondata di maltempo? Non sarebbe il caso di dire: “gira l’economia, “arriva il lavoro” “finalmente si scia” o più semplicemente  “finalmente nevica”!!!. e lasciamo il  Big Snow  agli americani!!

Nov

30

By potatore

Commenti disabilitati su La stagione degli ortaggi da foglia

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

La stagione degli ortaggi da foglia


L’anno si  avvicina lentamente alla fine e  per  l’orto  è tempo delle ultime raccolte e semine. In pien’aria è ancora possibile  seminare valerianella, spinaci,  cime  di  rape, aglio e cipolle mentre sotto serra, oltre a quelle dette  si possono  seminare anche  lattughe invernali. Le specie da foglia presenti ancora nell’orto e  in  fase di maturazione, invece, possono essere ancora mantenute  in campo fino all’arrivo del freddo e se necessario con una copertura notturna. Al fine di scongiurare pericolosi accumuli di nitrati  negli ortaggi  da foglia e particolarmente in spinaci  e  lattughe  invernali si consiglia la raccolta  nel tardo pomeriggio specialmente  in occasione di giornate con luminosità  molto bassa.  L’autunno è anche la stagione ideale per lo svuota­mento  del compost; una volta costatata la ottimale matura­zione dell’insieme lo si può distribuire negli appezzamenti che saranno adibiti,nella prossima pimavera, a colture che richiedono ottima fertilità come le solanacee, pomodori, melanzane e peperoni,  e le  cucurbi­tacee. Se il compost prodotto  è insufficiente ai  fabbisogni dell’orto bisogna ricorrere all’impiego di letame, concimi organici o infine alla pratica del sovescio. Specialmente  negli orti  a ridosso delle  abitazioni  ove per motivi igienici l’uso del letame è poco praticabile, può risultare vantaggioso il ricorso ad alcuni preparati commer­ciali con prevalente composizione organica provenienti dalle industrie di lavorazione del pellame, oppure dai sottopro­dotti di scarto dei macelli (cornunghia o sangue disidrata­to). Resta in ogni caso sempre valido  l’utilizzo delle leguminose come piselli, veccia o di altre specie che  semi­nate in autunno danno la possibilità di ottenere una notevo­le massa organica verde che interrata nel periodo di massimo sviluppo può sostituire in tutto e per tutto il letame. Lo stesso procedimento non va invece utilizzato con le erbacce e i residui di coltivazione che vanno preferibilmente compo­stati prima di utilizzati come concime organico. Ottimo risulta essere anche il compostaggio di foglie ma queste richiedono attenzione nella formazione degli strati nel compost. In particolare è conveniente raccoglierle con un tagliaerba che provvede al loro frantumazione e successivamente messi nel compost con uno strato di terreno ogni circa venti di foglie e fino ad una altezza massima di un metro e mezzo circa.  Il terriccio che si formerà in breve tempo,  due tre mesi, verrà interrato in primavera. Le stesse foglie raccolte con un tagliaerba, possono anche essere utilizzate con buoni risultati distribuendoli sulle parcelle che si libereranno via via nell’orto. Lo strato pacciamante di foglie sarà via via utilizzato dai lombrichi che provvederanno ad interrarli;  il resto delle foglie rimaste, se necessario, interrato con una vangatura a media profondità all’inizio della pimavera.

Set

11

By potatore

Commenti disabilitati su Astri settembrini

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Astri settembrini

L’Aster, promosso a “Pianta del Mese” di settembre nei maggiori garden d’Italia, è inconfondibile per la fioritura autunnale, un ultimo ricordo colorato dell’estate arrivata al termine. Questa pianta perenne entra in fioritura proprio quando le altre sono sfiorite e continua a produrre boccioli fino all’autunno inoltrato. I capolini, simili alle margherite ma più piccoli, hanno il cuore giallo dorato. Sono disponibili cultivar a fiore semipieno e a fiore pieno, nei colori varianti dal rosa pallido al porpora e dall’azzurro al bianco. Di diverse specie di Aster si possono recidere gli steli, per comporre graziosi bouquet campestri, che rallegrano la casa. Sono ideali specialmente gli ibridi novi-belgii, chiamati anche settembrini perché fioriscono in settembre e ottobre, arrivando ad altezze di 90-100 cm. Vi è una ricca scelta di varietà a fiore pieno, come le ‘Crimson Brocade’, a fioritura rosso carminio, ‘White Ladies’, écru, ‘Patricia Ballard’, rosa vivo, e sua sorella minore Marie Ballard’, azzurro intenso. Tra i settembrini a fiore semipieno più belli segnaliamo la ‘Winston Churchill’, con fiori rosso carminio, e la ‘Schóne von Diethkon’, lilla. Per favorire la produzione di fiori grandi occorre potare i rami deboli in primavera, mentre per stimolare una vegetazione più rigogliosa è consigliabile cimare la pianta; quest’ultima operazione aumenta, inoltre, la produzione di fiori, anche se più piccoli.

Per il giardino roccioso

I garden propongono anche delle specie nane, come ad esempio l’Aster dumosus, dai fiori molto piccoli, ottimo per donare accenti variopinti alle bordure e ai giardini rocciosi. Raggiunge un’altezza massima di 25-40 cm e fiorisce dalla metà di agosto fino ad ottobre. Di questa specie sono particolarmente valide le cultivar a fiore pieno ‘Jenny’, blu violetto, ‘Snow Sprite’, bianca, e a fiore semipieno ‘Alice Haslam’, rosa cupo, e ‘Prof Anton Kippenberg’, blu lavanda. Molto belle sono anche le varietà ‘Kassel’, a fioritura rosso canninio, e ‘Herbstgruss vom Bresserhof, rosa. Altre specie a fioritura autunnale sono l’Aster frikariii, l’Aster amellus (una specie nana) e l’Aster thomsonii. Gli astri, soprattutto le specie nane, sono ottimi per la coltivazione in vasi e fioriere, per abbellire il terrazzo, il balcone e l’ingresso della casa. Al termine della fioritura, potete togliere le piante dal vaso, metterle a dimora in una zona soleggiata del giardino, cosicché rinvigoriscono, e, appena prima che i boccioli si aprano, sistemarle nuovamente nel contenitore. Queste piante, facilissime da coltivare, amano una posizione soleggiata; le specie da taglio necessitano di molto sole, mentre quelle nane crescono bene anche alla leggera ombra. Tutte si adattano a praticamente ogni tipo di suolo, purché sia fertile, fresco, ben lavorato e preferibilmente calcareo. Le annaffiature devono essere frequenti, senza causare ristagni d’acqua. Gli astri hanno buona resistenza al freddo e sfoggiano per molti anni la loro ricca fioritura.

Apr

2

By potatore

Commenti disabilitati su Proteggiamole!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Proteggiamole!!

Non sempre  le difese attuate dalla pianta sono  valide  e dopo certe  annate più  rigide è facile trovare  in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza   notare le tipiche  fessurazioni  verticali  del  tronco e   più propriamente  della corteccia a sottolineare temperature invernali non “sopportabili” per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le  piante dell’orto e  del giardino   a  limitare  i danni  da gelata o addirittura alla morte per  allessamento.  Con  l’arrivo della “bella stagione” alcune protezioni utilizzate per l’inverno possono essere valide anche per l’estate mentre per le piante giovani messe a dimora in autunno o alla fine dell’inverno occorrre pensare a della protezioni dai raggi solari. Il materiale organico o meglio la pacciamatura utilizzata su alcune colture organico posto  sul  terreno attorno al fusto se durante il periodo invernale proteggeva dall’eccessivo gelo, in primavera, evita l’eccessivo riscaldamento del suolo e riduce la necessità di irrigazioni. Nelle piante da frutto, invece, vanno tolte dal fusto eventuali sacchi di iuta, tessuto non tessuto, stuoi o altri materiali che proteggevano dal freddo per approntare dei ripari dal diretto contatto con i raggi solari. Infatti, risulta  efficace pennellare  il  tronco  con solfato di rame  e  calce  nella proporzione di 1:1 o 1-2. Con questo semplice rimedio si disinfetterà  efficacemente il fusto da parassiti animali e  vegetali ed in particolare del muschio responsabile della marcescenza dei frutti. Il bianco della  calce farà protezione ai raggi infrarossi emessi dal sole che, nelle piantine con poca chioma, sono responsabili di fastidiose scottature alle sottuile cortecce. A tale trattamento non dovranno essere sottratte le piante, ormai,  piantumate da diversi anni in quanto la protezione è sempre, come già detto , non solo di natura protettiva dai raggi solari ma anche di difezione da parassiti animali e vegetali presenti sulle cortecce dele piante ormai a dimora da diversi anni. L’effetto “bianco” dei tronchi è anche piacevole esteticamente. Una vecchia scopa o un vecchio pennello possono essere utili per pennellare i tronchi fino e compresi le diramazioni principali: le piogge e le avversità metereologiche col tempo provvederanno a rimuovere la calce e il rame ma dopo aver espletato al meglio le sue funzioni.

Gen

10

By potatore

Commenti disabilitati su L'orto di gennaio

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

L'orto di gennaio

Un colpo d’occhio. Nell’orto le specie coltivabili sono praticamente esaurite  anche se  è ancora possibile sfruttare qualche coltura.  Rimangono, infatti, ancora in campo   i cavoli cappuccio e quelli verza, abbastanza resistenti al freddo  dei quali , i detti popolari ne evidenziano come le gelate  migliorino le caratteristiche  organolettiche. Lattughino da taglio, spinaci, agli, porri,  cipolle  e piselli fanno appena capolino dal terreno ormai in preda al gelo invernale, in attesa di “tempi migliori”.
Lavori – Dicembre e Gennaio spesso costringono l’orticoltore  a un forzato riposo in quanto le temperature limitano i lavori all’aperto. Solo con l’utilizzo di tunnel, anche nei piccoli orti, è possibile coltivare ortaggi anche durante il periodo invernale. Per questo motivo chi non lo avesse ancora fatto,  durante il mese precedente, può proteggere sotto tunnel lattughe e radicchi da taglio, ravanelli, cardi, spinaci e valerianella.  La protezione con tunnel può essere anche utili sul radicchio trevigiano e di Castelfranco in fase graduale di imbianchimento.
Attrezzi –  Visto la scarsità di lavori nell’orto  sarà conveniente procedere al riordino e alla manutenzione  di attrezzi e materiali utilizzati durante la scorsa stagione. Procedere alla stesura di un elenco di attrezzi danneggiati e da sostituire in modo di avere del tempo, poi, per la  sostituzione graduale. I diversi supermercati  e negozi specializzati presenti, in determinati periodi, offrono a prezzi vantaggiosi attrezzature (pale, zappe, rastrelli) e altri materiali come irrigatori e tubi in gomma ; una oculata programmazione degli acquisti può portare a risparmi molto consistenti.
Piano colturale – Un piccolo appezzamento di terreno anche leggermente inferiore ai 100 metri quadrati può essere sufficiente a soddisfare le esigenze  di insalata e verdura di una famiglia di quattro persone. Ciò è possibile a condizione che venga stabilito un piano di coltivazione che tenga conto di una giusta rotazione e avvicendamento delle varie colture. L’orto opportunamente diviso in parcelle di circa 10 metri quadrati deve essere ripartito tra varie colture che tengono conto delle preferenze della famiglia e di una giusta rotazione tra colture depauperanti.