Apr

12

By Il Potatore

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L’imperativo è mettere a dimora

Con l’inizio della ripresa della attività vegetativa  si è ancora in tempo per messa a dimora di nuove piante nel giardino o la sostituzione di quelle danneggiate da gravi malattie.
Prima di provvedere alla piantumazione occorre scegliere con molto giudizio la nuova specie da impiantare tenendo conto, innanzitutto, dello sviluppo che assumerà da adulta, ell’effetto estetico nei confronti delle altre essenze e dell’adattamento richiesto rispetto alla natura del terreno e alle particolari condizioni di microclima. Lo sviluppo che la pianta assumerà da adulta è indubbiamente il primo aspetto da considerare e la scelta cadrà su pini e aceri del Giappone, gelso piangente, melo e ciliegio da fiore oppure su alcune varietà nane di alberi da frutta se si richiede uno sviluppo massimo fra i 3 e i 6 metri. Se invece necessitano specie a sviluppo medio occorre piantare Maggiociondolo, Sambuco nigra, Sorbo degli uccellatori, Alloro, Pioppo tremulo. Platani, Tigli, Faggi e Abeti sono solo alcuni delle varie possibilità di scelta se le dimensioni del giardino sono tali da accogliere specie a sviluppo elevato. Gli alberi in vaso possono essere trapiantati nell’arco dell’anno in virtù del fatto che durante la piantumazione non vengono intaccate le radici, beninteso che risulta preferibile evitare l’interramento durante i mesi invernali nei quali il terreno rimane ghiacciato. Negli altri casi sia l’inizio della primavera che il tardo, autunno risultano favorevoli affinché la pianta non abbia traumi all’apparato radicale o alla parte aerea che ne pregiudichino lo sviluppo successivo. Il terreno che accoglierà la nuova pianta dovrà preferibilmente essere lavorato in profondati alcuni mesi prima dell’impianto, sminuzzando le zolle ed interrando uno spesso strato di letame maturo. A questo scopo verrà scavata una buca dalle dimensioni 50x50x50 cm nel fondo della quale sarà sistemato 20-30 cm di letame ed sopra un piccolo strato di terreno ben sciolto preferibilmente prelevato dai primi strati scavati. Una volta asportate le radici rovinate la pianta va posta, nella buca alla stessa altezza in cui era allevata in vivaio al fine di evitare marciumi al colletto. Nella buca allo stesso momento va inserito se necessario il palo tutore che guiderà, nei primi anni successivi, la crescita. La buca va riempita con terremo molto fine e ben lavorato ed una volta riempita va compressa bene in modo che non rimangono bolle d’aria tra il terreno e le radici colmando successivamente con altro terreno in modo da ottenere sia all’interno che all’esterno della buca lo stesso livello. Infine occorre legare il tutore alla pianta e immediatamente dopo annaffiare abbondantemente.
Per facilitare l’attecchimento la chioma dovrà essere ridotta di 1/3 di quella presente.