Nov

19

By Il Potatore

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Disinfettare/sterilizzare

Le malattie che colpiscono le piante possono avere un decorso  molto diverso a seconda del tipo e del periodo in cui si sviluppano. Quelle che, ad esempio, colpiscono l’apparato radicale delle piante o la zona del colletto come il Fusarium, il Rhizoctonia solani generalmente hanno un decorso che provoca la morte della pianta stessa e tende ad infettare le piante vicine. Al contrario peronospora, oidio e ruggine che attaccano la parte aerea della pianta raramente portano alla morte della stessa ma possono influenzare notevolmente la crescita, che risulta stentata e con scarsa fruttificazione. Gran parte di queste ed altre malattie sono causate da spore che completano il loro ciclo nel terreno o nei recipienti di acqua lasciati ai bordi del campo, come vecchie botti di legno e all’occasione si trasferiscono nella pianta causando anomalie e sintomatologia diversa. Generalmente coloro che si occupano costantemente della coltivazione di piante orticole provvedono sistematicamente a  disinfettare il terreno al fine di contenere la virulenza di queste malattie. Quando, come nei piccoli orti ciò non viene fatto si può assistere all’aumento, anno dopo anno, degli attacchi di parassiti animali e vegetali che compromettono seriamente il lavoro effettuato e pertanto bisogna  provvedere alla sterilizzazione. I trattamenti di sterilizzazione al terreno sono in genere di natura chimica e fisica. I primi si avvalgono di fumiganti come il vapam che distribuito sul terreno svolge una azione  fungicida, nematocida  e diserbante  mentre  tra i secondi si  utilizza la sterilizzazione con  vapore. Negli ultimi  anni è stato sperimentato, nelle  aziende  orticole anche della bergamasca, la tecnica della solarizzazione. Si tratta  in  pratica  di coprire il terreno con  un  film di plastica in modo di far innalzare la temperatura del terreno sottostante  in  modo che sia letale per erbe  infestanti  e parassiti vegetali ed animali, ovviamente nel periodo estivo.

Nov

5

By Il Potatore

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Il letargo è…. prossimo

I lavori dell‘orto nel mese di novembre tendono a  diventare meno  impegnativi. La temperatura tende progressivamente  ad abbassarsi  e si riducono notevolmente anche le ore di  luce che in questo periodo si attestano all’incirca sulle 12.  Per prolungare la produzione di alcune colture diventa  necessa­rio  predisporre  delle protezioni che riparino  le  colture nelle ore notturne e dal freddo imminente. In  caso  di  nuovi acquisti di teli  per  approntare  la copertura  di eventuali serre, sarà bene orientarsi su  teli con spessore superiore ai 0,15-0,20 millimetri del tipo  EVA oppure in polietilene termico antigoccia che offrono sicura­ mente  all’interno, condizioni termiche migliori ed  evitano effetti  indesiderati di condensa. Per ragioni  strettamentente economiche è consigliabile utilizzare i tunnel per colture a breve  ciclo,  in fase di produzione  oppure  per  semenzai. Resta beninteso che il periodo autunnale è anche il  periodo della pianificazione delle semine; solo una giusta rotazione tra le diverse specie può garantire produzioni abbondanti  e ridurre  notevolmente  lo sviluppo di  parassiti.  Nel  caso specifico  dell’aglio,  ad  esempio, di cui  è prossima  la semina, occorre evitare la messa a dimora su terreno appena letamato facendolo  invece “succedere”  nella coltivazione  a  colture  come pomodoro   e  zucchine  abbondantemente  letamate   all’atto dell’impianto; sempre in successione a pomodoro e  melanzane può trovare posto anche un’altra bulbosa come  la  cipolla. Per  tutto  il  mese corrente è  possibile  provvedere  alla semina  di valerianella, lattuga da taglio, e radicchio  che preferibilmente andranno a prendere posto negli  appezzamen­ti, precedentemente adibiti a patate o leguminose;  radicchi e scarole in fase di raccolta vanno invece legate per  favo­rire l’imbianchimento. Solo i cavoli meritano una attenzione particolare  in questo ultimo periodo in quanto sono  ancora in piena vegetazione: verza, cappuccio, broccoli e cavoletti di Bruxelles sono solo alcune delle varietà in piena  produ­zione  e che necessitano ancora di irrigazioni  e  controlli fitosanitari.