Nov

21

By Il Potatore

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Il prato più …bello

align=”JUSTIFY”> autunnale è uno dei migliori, per via delle temperature decisamente miti, per il rifacimento o la creazione dei nuovi prati. L’erba fitta e perfettamente sfalciata, carica di rugiada contrasta piacevolmente con bordure e aiuole fiorite, inoltre un prato folto e rigoglioso determina in misura rilevante la bellezza di ogni angolo verde piccolo o grande che sia. Realmente non esiste un modo per finire velocemente un prato che duri nel tempo ma occorrono una serie di cure continue che tengano conto delle caratteristiche climatiche e pedologiche che come tutti sanno variano di località in località e talvolta anche nello spazio di alcuni metri. Pertanto la scelta delle specie da utilizzare diventa molto importante in modo da non avere nel prato una unica specie quando è invece necessario avere più specie con foglie aghiformi o sottili e arrotolate che sono capaci di produrre le distese erbose più belle. In linea generale le migliori miscele vengono composte di un miscuglio dei seguenti tipi: 20% di Agrostis tenuis, 40% di Festuca rubra rubra e 40% Festuca rubra commutata.
L’agrostide ha un tipo di crescita a rizomi e stoloni, la festuca rossa rampicante si accresce per rizomi e infine la festuca da foraggio ha un accrescimento a ciuffi e insieme tendono ad infittire notevolmente il cotico erboso limitando allo stesso tempo lo sviluppo di altre specie erbacee che creerebbero “disturbo visivo”. Questo miscuglio è adatto a terreni di medio impasto con buona fertilità e ben drenati, in pratica è adatto ad un buon terreno da prato e pertanto in caso di terreni con diversa natura chimica, fisica e biologica il miscuglio va rivisto. In terreni argillosi, ad esempio e consigliabile invece formare un miscuglio con Agrostis tenuis o agrostide comune, Festuca, Poa e Lolium (logliarella) mentre per zone d’ombra occorre miscelare Festuca tenuifolia (festuca per ovini a foglia sottile), Poa trivialis e memoraralis e lolium perenne. Una volta scelte le specie di erba più adatta, per creare il prato possono essere adottati due modi : istallare le zolle di erba già preparate o seminare direttamente. Nel primo caso, decisamente più costoso, per avere più possibilità di successo occorre che le zolle erbose scelte per il tappezzamento del prato abbiano uno strato coltivabile sottostante non inferiore ai 10 cm e preferibilmente intorno ai 15 cm. Per il resto nella preparazione del terreno per entrambe le soluzioni vanno adottati gli stessi accorgimenti che prevedono la rimozione iniziale di erbacce, sassi e di eventuali detriti di costruzione. Successivamente va effettuata una profonda vangatura nella quale va inglobato del concime organico e infine dopo una-due settimane di riposo occorrono una serie di lavorazioni superficiali tese a sminuzzare le zolle e rendere soffice il substrato. Spargere un ottimo fertilizzante bilanciato specifico attenendosi alle dosi consigliate che corrispondono all’incirca a 100-150 grammi per metro quadro e dopo alcuni giorni procedere alla semina o alla deposizione delle zolle. L’irrigazione delle prime due settimane è sicuramente il viatico migliore per il successo  dell’impresa: irrigazioni leggere , a nebbia, in modo che il substrato rimanga umido nei primi 4/5 giorni e poi sempre meno frequentemente visto che le giornate ” corte” e le basse temperature mantengono l’umidità del suolo.

Nov

12

By Il Potatore

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Novembre..

 

Qualche giornata ancora serena e tiepida non deve trarre in inganno: la stagione autunnale è ormai in pieno sviluppo e il freddo è alle porte. E’ tempo, quindi, di preparare il giardino alla brutta stagione proteggendo le specie più delicate e mettendo nelle migliori condizioni le altre per affrontare il gelo ormai prossimo. Le foglie cadute, ad esempio, possono essere utilizzate per formare uno strato pacciamante a protezione delle specie da bordura perenni. Per le rose e il giardino roccioso uno strato di circa 10 cm di foglie miste a aghi di pino o altro materiale organico come trucioli o segatura sono l’ideale per proteggere queste specie dal freddo, con l’ulteriore vantaggio che decomponendosi si integrerà lentamente nel terreno arricchendolo di sostanza organica. Ciò non toglie di poter utilizzare, a preferenza, la classica scorza di pino che garantisce le stesse condizioni di protezione è ha il vantaggio di risultare esteticamente più apprezzabile. Uno strato di pacciamatura è preferibile utilizzarlo anche alla base di alberi ed arbusti messi a dimora da poco o nell’anno precedente in modo da proteggere l’apparato radicale. Anche il prato necessità di appropriati interventi visto che l’abbassamento termico sia dell’aria che del terreno diviene fattore limitante per la crescita del tappeto erboso. In particolare, se si considera che le specie microterme vegetano a temperature ottimali intorno ai 18°C si può intuire come in questo periodo la crescita risulta stentata. Pertanto gli interventi, in questo periodo, vanno indirizzati alla protezione e alla conservazione del tappeto erboso piuttosto che per stimolarne lo sviluppo. A questo riguardo risulta utile distribuire, ad inizio Novembre, una miscela composta dal 60% di sabbia silicea e il 40% di torba scura ben decomposta e a grana fine. La dose da utilizzare è pari a circa 300 litri di miscela per 100 metri quadri di prato al fine di ottenere uno spessore di circa 3 mm. Lo strato di terriccio così deposto proteggerà la parte più delicata dell’erba garantendo una certa resistenza alle basse temperature. Sempre allo scopo di proteggere il tappeto erboso tutti gli interventi vanno effettuati nelle ore centrali della giornata e con terreno asciutto inoltre, durante la fase di riposo vegetativo, vanno sospesi tutti gli interventi meccanici come il taglio o l’arieggiamento. Novembre e dicembre sono considerati mesi ad alta incidenza di malattie fungine determinate sia dalle basse temperature che dall’elevato tenore di umidità del terreno e dell’aria. Poe, loietti, festuche e agrostidi generalmente sono tra le essenze più utilizzate nella costituzione dei prati e risultano molto sensibili all’attacco di alcuni funghi del genere Microdochium. Allo scopo di prevenire l’insorgenza di questo tipo di malattie occorre sospendere le concimazioni entro la fine di ottobre e in caso di attacco intervenire con zolfo puro polverulento o in grani in misura di due Kg. per 100 metri di prato.