Dic

31

By potatore

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Auguri ai nostri lettori: buon anno, buon 2014

Dic

24

By potatore

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Buon Natale e buone feste…

Ai nostri lettori auguriamo un Sereno Natale e un “verde ” Anno Nuovo ringraziamo per l’attenzione che dedicate al blog e la nutrita presenza . Partecipazione che anno dopo anno aumenta con grande soddisfazione dello scrivente e di quanti hanno dato una mano alla nascita e alla crescita del blog. Di nuovo tanti auguri

Dic

21

By potatore

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Il 21 Dicembre….

Con il 21 Dicembre inizia, nell’emisfero boreale, l’inverno e il sole culmina basso sul meridiano. Come ogni anno da secoli la natura va in stasi vegetativa e si sottopone ad un periodo di freddo necessario al ripristino delle proprie riserve nutritive. Nonostante che nel paesaggio predomini il bianco e nero e tutto sembra immobile, la natura segue il suo corso non molto visibile che nella sua lentezza continua inesorabile e costante. Diversi sono gli accorgimenti per proteggere le piante, provenienti da climi più caldi, in questa stagione fredda, e tra questi la copertura con film di plastica, la copertura con paglia o altri materiali alla base del fusto, la protezione del tronco con stuoie o sacchi di iuta per le piantine più giovane. Non vanno sottovalutati i danni provocati dalla presenza di muschi sul tronco. Questi, infatti ricoprendo il tronco mantengono una umidità elevata che provoca la marcescenza dei tessuti. Quando le macchie di muschio diventano estese è bene provvedere alla rimozioné con appositi guanti o alla raschiatura con un piccolo falcetto o coltello a punta ricurva pennellando successivamente il tronco con un preparato di calce e solfato di rame, commercialmente reperibile sotto il nome di poltiglia bordolese. Nelle giornate soleggiate è possibile procedere alla potatura delle piante arbustive e ornamentali ed eventualmente ad alcuni interventi sulle conifere nelle quali vanno asportati solo i rami troppo bassi o quelli sviluppatesi in modo imperfetto o a ridosso della abitazione. Poche risultano le cure per le piante poste in appartamento e consistono nel posizionare nei sottovasi una manciata di argilla espansa immersa in poca acqua: l’acqua evaporando ridarà umidità all’aria resa secca dai caloriferi. Con l’inizio dell’inverno ricomincia ad affluire la linfa nelle parti alte degli alberi e il conseguente graduale ingrossamento delle gemme. Ciò comporta, per chi lo volesse, la possibilità di ottenere delle precoci fioriture semplicemente asportando alcuni rami di talune specie e poste in ambiente caldo. Tra le piante adatte risultano principalmente le forsytzie, arbusti molto noti per la intensa fioritura giallo-oro che caratterizza l’inizio della primavera ma per lo stesso scopo possono essere utilizzati rami di ciliegio, di melo e di susini che come in quest’anno a seguito dell’andamento climatico è possibile già veder fiorito anche se perderà le infiorescenze con l’arrivo della prima gelata. I rami prelevati anche in occasione delle prime potature vanno posti in acqua tiepida per una mezza giornata circa e poi sistemati in vasi con acqua in ambiente caldo e non troppo secco: dopo due-tre settimane a seconda delle specie usate i rami si riempiranno di stupendi fiori che daranno un tocco anticipato di primavera.

Dic

17

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

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I lavori di Dicembre

Condensa– Nel Nord Italia sono pochi i lavori da effettuare nell’orto perché il ridotto numero di ore di luce e le condizioni  climatiche decisamente avverse riducono lo sviluppo delle piante alle semplici funzioni di sopravvivenza. Solo per chi opera sotto tunnel  di una certa dimensione è da ipotizzare qualche intervento che per lo più si risolve con il controllo delle condizioni di umidità all’interno del tunnel stesso. Tenori alti di umidità e in particolare l’acqua di condensa che ricade al suolo, infatti,  provocano facilmente fenomeni di marcescenza.

Serre calde – Sono pochi gli orticoltori che possiedono un serra riscaldata anche se molti altri si stanno attrezzando. In questo caso con l’inizio di Dicembre occorre iniziare le semine in cassetta di pomodori e melanzane da trapiantare prima dell’inizio della primavera in piena terra. Produrre piantine provviste del pane di terra è sicuramente la strada migliore percorribile se non altro perché gli stress da trapianto sono ridotti al minimo  o del tutto evitati. Prima di qualunque semina in ogni caso vanno sterilizzati con bagno in soda caustica tutti i contenitori  e gli attrezzi utilizzati.

Attrezzi – pale, zappe, vanghe, forconi e altri attrezzi utilizzati durante la stagione passata  per i vari lavori vanno ripuliti da tutte le incrostazioni utilizzando un spatola finché tutto il materiale ossidante è stato rimosso. Al fine di ottenere la rimozione della ruggine si possono ottenere buoni risultati affondando gli attrezzi per varie volte in un mucchio di sabbia. Dopo aver rifatto il taglio o le punte e rimosso eventuali sbavature con un piccolo flessibile e una morsa  potrebbe risultare utile pennellare con del gasolio le parti ferrose.

Cantina – Gli ortaggi immagazzinati in cantina sono soggetti a trasformazioni che se non opportunamente controllate danno vita a processi degenerativi. Le patate ad esempio, vanno conservate in luogo fresco e ben aerato ricoperte di paglia  e al buio. La luce infatti fa germogliare gli occhi e stimola la formazione di solanina che dà alla patata la caratteristica colorazione verdognola della polpa e allo stesso tempo la rende velenosa e amara. Kiwi e kaki invece per renderli pronti al consumo vanno “ammezziti” e quindi tenuti al caldo accanto alle mele.

Dic

10

By potatore

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Dicembre: i simboli di fine anno!!

Dicembre è indubbiamente il mese in cui si concentrano molte emozioni: l’anno vecchio ormai al termine con il suo lascito di gioie e dolori e quello nuovo in arrivo ricco di aspettative e speranze. Un mese fra l’altro ricco di feste quasi una sorte di dispetto alla natura che dopo i fasti estivi e i colori di inizio autunno adesso riposa anch’essa in attesa della propria festa che coincide con l’arrivo della primavera. Ciò non toglie che anche in questo mese si fa ricorso alla natura per ravvivare le case con i simboli che caratterizzano questo periodo: l’albero, la stella di Natale, il muschio, il vischio e l’agrifoglio. L’albero di Natale è sinonimo di abete rosso (Picea excelsa o Picea abies) detto anche peccio e da qui il nome di peccete ad indicare le foreste di questa pianta che caratterizzano il paesaggio alpino rendendolo tra i più suggestivi in Europa e forse nel Mondo. L’abete rosso è una pianta molto longeva (vive circa 400 anni) e raggiunge dimensioni ragguardevoli circa i 50 metri con un fusto eretto e slanciato, una chioma verde scura, la corteccia sottile e rossastra. Oltre sulle Alpi e sulll’Appennino è presente, con immense foreste, in tutta l’Europa dalla Scandinavia ai Carpazi e dà vita alla Foresta Nera in Germania. L’utilizzo dell’abete è stato ereditato dalle antiche tradizioni pagane che consacravano l’abete più alto del bosco al Dio della Luce bruciandolo pubblicamente. La tradizione dell’abete è stata successivamente imposta da Margherita di Savoia e da allora ha trovato un posto definitivo dopo un certo periodo di dimenticanze e riscoperte nella tradizione popolare. Per essere sicuri di possedere a Natale un rigoglioso abete diventa importante acquistarlo uno due mesi prima delle festività da un vivaista serio con pianta preferibilmente certificata. Una volta rinvasato e innaffiato può essere lasciato all’esterno per poi essere gradualmente portato all’interno dell’abitazione possibilmente in un locale non riscaldato. Una volta finito l’utilizzo sempre gradualmente può essere riportato all’esterno o nel caso che non si abbiano a disposizione balconi o un giardino dove sistemarlo in attesa di un riutilizzo è possibile donarlo ai Comuni attrezzati al recupero degli alberi natalizi utilizzati per il rimboschimento di aree dismesse. Per chi volesse, infine, utilizzare lo stesso abete senza doversi trovare poi una pianta dallo sviluppo eccessivo è possibile utilizzare abeti nani (Picea albertiana conica) che al massimo raggiunge i due metri di altezza. Per quanto riguarda la Poinsettia o Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) c’è da dire che essa ha trovato posto nella tradizione natalizia in epoca più recente ma sicuramente ha recuperato in questi ultimi anni un interesse crescente anche per il fatto che il Natale è la festa in cui prevale il colore rosso e le brattee della Poinsettia il più delle volte confuse con il fiore rispondono a questa richiesta di mercato. La pianta in natura in effetti ha un portamento arbustivo e raggiunge anche i due metri di altezza. In Sicilia è facile trovarla in giardino in virtù del clima temperato e viene sovente utilizzata come pianta da fiore reciso anche per 10-15 anni. Nel resto d’Italia è prevalentemente una coltura da vaso fiorito e la particolare bellezza della pianta è data dalle brattee colorate rosse, rosa, arancio e bianco a seconda delle varietà che sono da richiamo anche per gli insetti impollinatori visto che i fiori gialli sono numerosi ma poco vistosi. Per chi si appresta ad acquistare una Stella di Natale va ricordato che la qualità della pianta è da individuare dalla vivacità dei colori, dal rigoglio vegetativo e dal numero di steli. Vanno scartate le piante che si presentano con fogliame ingiallito e non uniforme. Verificare che l’attaccatura degli steli sia ben salda e le infiorescenze ancora non completamente aperte. Le piante vanno tenute lontane da fonti di calore ed all’immediato contatto con termosifoni e camini accesi mentre va verificata l’umidità dell’ambiente in quanto l’aria eccessivamente secca provoca la perdita delle foglie delle piantine. Poche sono le esigenze colturali della pianta tenuta in ambiente chiuso: irrigazioni regolari una volta verificata che il substrato contenuto nel vaso sia asciutto e una concimazione con concime completo disciolto in acqua all’1% con cadenza quindicinale. Una volta completata la fioritura la pianta incomincerà a perdere le foglie (fine gennaio circa) e quindi successivamente va potata e sistemata in luogo freddo e poco illuminato mentre le irrigazioni vanno diradate. Si effettuerà così lo svernamento della pianta che successivamente in piena primavera verrà portata gradualmente in piena luce ed all’aperto per iniziare un nuovo ciclo. Sembra che sia buon augurio per gli innamorati baciarsi sotto il vischio in quanto questo è simbolo di tenacità in virtù della sua collocazione tra i rami saldi delle Querce di cui è parassita mentre fecondità e immortalità sia trasmessa dalla luna che la notte luccica fra il suo fogliame. Il vischio (Viscum album) è una pianta parassita resa celebre dalla serie di cartoni animati di Asterix appartenenti ai Druidi e magistrale oppositore delle milizie Romane invasori della Gallia. Secondo l’antica etimologia il nome dei Druidi deriverebbe drys-quercia albero sacro nella loro tradizione e il vischio parassita naturale di questa pianta ne ha assorbito gli influssi benefici e propiziatori. Propiziatore o meno in ogni caso conviene tenerla lontano dal giardino  di casa,  i caratteristici austori si attaccano ai suoi ospiti succhiandone la linfa.