Mag

31

By potatore

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Categories: Giardino

Siepi: la cornice del giardino!

Sagomata, squadrata o libera qualsiasi sia la sua forma una cornice di siepe completa la bellezza del giardino. Realizzarla non è poi così difficile ma occorre prevedere e progettare per tempo la sua realizzazione. Le piante da utilizzare possono essere messe a dimora sia durante il periodo autunnale che durante quello primaverile più auspicabile; per entrambe le soluzioni occorre per tempo provvedere a sistemare il terreno destinato a ricevere le nuove piante e se trattasi di specie di poca diffusione prenotare per tempo le piantine. Nella scelta sono da preferire specie sempreverdi che non perdono le foglie durante l’inverno ma che possiedono in particolare una buona attitudine ai tagli. Questi oltre a determinare uno sviluppo bilanciato, sia per quanto riguarda l’altezza che per la forma, devono favorire lo sviluppo nella parte inferiore della pianta al fine di evitare antiestetiche chiazze vuote. Il fossato destinato a ricevere le piante va scavato per tempo alla profondità di 40-50 cm e altrettanto in larghezza. Durante lo scavo vanno rimossi sassi e vecchie radici e successivamente sul fondo va distribuito 10-15 cm di letame, compost o qualsiasi altro concime organico mediamente decomposto. Una volta selezionate, le piantine che devono essere rigogliose, dritte e prive di malattie, vanno posizionate nella trincea alla distanza di 50 cm quindi fissate nella posizione finale con una manciata di terreno, solo quando si è certi che la fila sia ordinata va ultimato il riempimento della trincea. Il terreno alla base va pressato molto bene in modo da garantire il perfetto contatto con il pane di terra e con le radici. Successivamente occorre bagnare abbondantemente e procedere alla prima cimatura che comporterà l’asportazione dei primi 5-6 cm della parte terminale della pianta. Diverse sono le specie utilizzate per la formazione di siepi sempreverdi e tra queste ottime garanzie danno il ligustro, il lauroceraso, il pittosporo, la tuja, bosso. Queste specie si accomunano per la velocità di crescita, il buon rigoglio vegetativo e la notevole predisposizione ai tagli frequenti; in particolare il ligustro e molto utilizzato nell’arte topiaria. Stesse caratteristiche del ligustro ma con una crescita più lenta presenta il bosso caratteristico per il fogliame molto fitto e piccolo. Altra possibilità di realizzazione può venire dall’utilizzo del Taxus bacata che crea siepi più basse rispetto alle prime ma compatte ed è anch’esso facile da modellare. Per coloro che preferiscono colori decisamente diversi la scelta cadrà sulla Photinia red dal caratteristico colore rosso nelle parti terminali o la Pyracanta orange glow che proprio in questo periodo è possibile ammirare in tutto il suo splendore perché coperta interamente da bacche arancioni. Se potare la siepe non è una operazione particolarmente gradita e si predilige siepi basse si può optare per la lavanda che richiede una sola potatura annua o per una siepe di rosmarino che di cure ne richiede ben poche ed è da non sottovalutare la bellezza irregolare. Portamento contenuto (raggiunge al massimo i due metri), buona resistenza ai tagli molto decorativa se coltiva sopra un bel prato verde oppure in aiuole miste sono le caratteristiche del Berberis thunbergergii atro-purpurpurea dai rami spinosi ottima per formare siepi anche difensive. Tra le molte varietà di Berberis ne esistono sia a foglie sempreverdi che caduche e quindi ben adatte sia per esposizione all’ombra che in pieno sole.

Mag

18

By potatore

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Categories: Agricoltura, Giardino

Maggio nell'orto

  Maggio, piena primavera, periodo che si conclude con  la fioritura delle graminacee nei prati e con la prima raccolta del fieno. Restando a quando dicono i proverbi quest’anno a causa  delle frequenti piogge cresceranno bene gli ortaggi, per la maggior parte dei quali, in maggio si conclude defi­nitivamente il periodo della semina. Infatti dalla metà del mese  in poi, si possono seminare e trapiantare anche nelle zone a clima più rigido le  piantine di quegli ortaggi che verranno poi consumati durante l’esta­te come pomodori, zucchine, cetrioli. L’ideale per preveni­re qualche ritorno di freddo, sarebbe di  tenerle con un telo di tessuto  non tessuto fino alla fine del mese.  Per far si che  le piantine crescano  rigogliose è necessario  sommini­strare un pò di sostanze nutrienti come ad esempio  macerato di ortiche  oppure di consolida o ancora di equiseto, per  i quali  la dose consigliata è di 1 kg di pianta fresca in 10 litri di acqua. Qualora si avessero a disposizione escrementi di  animali: equini, bovini, conigli, galline si ricorda che vanno benis­simo anche queste basta diluire in acqua con un rapporto di 1:3 e lasciandoli a macerare per circa tre settimane. Questo trattamento si rende  necessario onde evitare ustioni alle  piantine ancora molto tenere. Quando, poi,  le condizioni climatiche sono  caratterizzate da eventi meteorologici di notevole portata come gli acquaz­zoni della scorsa settimana si verifica sicuramente una dilavamento di notevoli quantità di principi minerali per­tanto occorre intervenire con una concimazione aggiuntiva di concimi azotati come il nitrato ammonico. Grazie alla pre­senza di azoto sotto forma nitrico e ammoniacale, tale concime, espleta una duplice funzione: la componente nitrica risulta  di pronto assorbimento da parte delle piante mentre quella ammoniacale,  invece, trattenuta dal potere assorben­te  del terreno avrà una azione più prolungata nel  tempo  e potrà essere assorbita dalle piante in tempi diversi.

Mag

12

By potatore

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Categories: Potatore news

Usare la carta fa ridere…

Mi faccia due righe? Sembra semplice ma nell’epoca dei computer non viene più semplice dire “mi mandi una mail”? Usiamo tonnellate di carta inutile e poi, giù a lamentarsi del fatto che si debba scrivere su carta quanto si hanno a disposizione mezzi più semplici come le mail.  Persino sui conti correnti si  fatica a usare le carte di pagamento on-line ma si continua a preferire la carta moneta con spreco  abnorme di risorse boschive. Prima di stampare o scrivere su carta sarebbe meglio riflettere se non si hanno altre alternative……Il video, molto bello, da chiare indicazioni sul perchè l’utilizzo della carta fa ridere…

Mag

9

By potatore

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Categories: Giardino

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Grasse ma…. belle!!!

Grasse ma belle e allora perché non innamorarsene ? Il riferimento è per le piante grasse cui, forse ci si dedica con poca fiducia pensando di non riuscire, di non avere l’ambiente adatto, chiedendosi se mai faranno i fiori e tante altre considerazioni che impediscono, di fatto, di ottenere risultati soddisfacenti. Invece, le ragioni per coltivarle in casa, sono diverse : hanno forme curiose e allo stesso tempo belle, decorative, sono facili da coltivare, si adattano facilmente alla vita d’appartamento generalmente molto secca a causa dell’utilizzo di termosifoni e quindi, hanno la capacità di riempire spazi inadatti ad altre specie. Se le ragioni testé esposte sono sufficienti è il caso di approfondire le conoscenze al fine di avere in futuro esemplari che siano la gioia di chi li coltiva. Di grandi segreti per la coltivazione non c’è ne sono, basta ripristinare a grandi linee l’ambiente d’origine a partire dal substrato che sicuramente è il punto forte per avere un sicuro successo nella futura coltivazione. Le Cactacee e tutte le succulenti in genere crescono generalmente in terreni desertici e pietrosi e quindi non gradiscono terreni troppo ricchi di sostanza organica e al contrario prediligono terreni molto sciolti e porosi. Il substrato adatto può essere quindi ottenuto mescolando terra limosa e sabbia non calcarea in parti uguali al quale va miscelata, se necessaria, della torba al solo fine di abbassare il pH che in genere deve essere non maggiore di 6. Per prevenire marciumi al colletto della pianta verrà posta della sabbia grossa e della ghiaia attorno al fusto e allo stesso modo una manciata nella parte bassa del vaso. Il buono stato delle piante dipende comunque soprattutto dalla quantità e dalla cadenza delle irrigazioni. Quantità eccessive provocano la marcescenza dell’apparato radicale e allo stesso modo annaffiature molto ravvicinate. Occorre quindi verificare, prima di ogni apporto di acqua, che il substrato sia completamente asciutto non solo in superficie ma anche in profondità effettuando il controllo eventualmente con un bastoncino affondato nella terra. L’acqua di irrigazione, a temperatura ambiente, va distribuita preferibilmente nelle ore centrali della giornata in quantità sufficiente a riempire tutti gli spazi presenti nel terriccio eliminando quella superflua eventualmente percolata nel sottovaso. L’acqua, inoltre deve essere distribuita evitando che venga a contatto col fusto e da aprile ad ottobre può essere aggiunta alla stessa 1-2 per mille di concime complesso con cadenza quindicinale in particolare per le specie da fiore. Il rinvaso va effettuato una volta l’anno, per le piante giovani e in fase di crescita, utilizzando vasi con un diametro di due cm. maggiore ; per le piante adulte invece può essere effettuato ogni tre-quattro anni o in caso di blocco della crescita. Sempre per le piante adulte e con un certo peso sarà opportuno fornirle di vasi con rotelle al fine di agevolare il trasporto dall’interno all’esterno. Ai fini della classificazione e del riconoscimento, quattro sono le famiglie di maggiore diffusione : Cactacee (Mammillaria, Cereus, Echinocactus e Opuntia), Crassulacee (Kalanchoe, Sedum ed Echeveria) Liliacee (Aloe e Gasteria) e Agavacee (Agave, Yucca e Sanseveria).