Apr

26

By potatore

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I lavori di fine Aprile

Con la fine del mese ormai tutte le specie sono in piena fase vegetativa e il fogliame verde e rigoglioso spicca dai rami fino ad ora spogli.

Prato – continuare tutte le cure di rito e in particolare effettuare tagli regolari ogni 10-12 giorni con o senza asportazione della parte tagliata. Il taglio ravvicinato oltre a rendere particolarmente rigoglioso il prato inibisce fortemente lo sviluppo delle specie a foglia larga che mal sopportano il taglio frequente al contrario di poe, festuche, agrostide e loietti che caratterizzano i tappeti erbosi.

Gerani – Tempo di moltiplicazione per talea di molte specie tra cui i gerani. Le talee vanno prelevate lunghe 8-10 cm. con 4-5 nodi, private delle foglie basali e quindi poste a radicare in substrato di sabbia e torba. Tenere umido il substrato e in luogo ombreggiato per almeno due settimane ed evitare l’utilizzo di ormoni radicanti perché su queste specie tendono a favorire il marciume radicale.

Piante in vaso – I vasi di plastica e di colore scuro tendono facilmente a riscaldarsi in modo eccessivo provocando seri danni all’apparato radicale. Nei casi in cui il fogliame delle piante contenute in essi non sia capace di proteggerli dai raggi del sole sarà opportuno riunirli all’interno di un mastello di legno e ricoprirli fino all’orlo con argilla espansa oppure corteccia di pino. La sostituzione dei vasi di plastica con similari in terracotta, in particolare per le specie succulente,  è un sistema auspicabile per ottenere non solo condizioni microambientali migliori ma anche per bilanciare il peso della pianta con quella del vaso.

Vialetti – Se  si vuole mantenere  sgombri i  vialetti  da erbacce sarà  necessario somministrare prodotti  antigermi­nativi.  Usare  guanti e mascherine protettive  durante  la distribuzione che sarà effettuata nelle ore più calde.

Piante  rampicanti – Per ottenere una zona  d’ombra  davanti all’abitazione  è il periodo adatto per la messa  a  dimora delle clematide. Il ricco fogliame e i fiori vistosi  cree­ranno un ottimo pergolato durante il periodo estivo.

Orto – Nonostante il ritorno di freddo delle settimane passate niente può fare ormai pensare che le temperature primaverile  non prendano il sopravvento. Anticipare di qualche settimane la messa a dimora di piante ortaggi macrotermi cioè che richiedono temperature superiori ai 18-20 gradi per il loro sviluppo al massimo può comportare la perdita di qualche piantina con una spesa di poche migliaia di lire. Per contro riuscire ad anticipare di qualche settimana la produzione di pomodori, zucchine, melanzane e cetrioli oltre che alla soddisfazione personale comporta anche di riuscire ad avere a disposizione ortaggi prodotti in proprio e quindi con caratteristiche organolettiche sicuramente superiori a quelli acquistati, non ultimo per il fatto che i tempi tra raccolta e consumo sono pressocchè inesistenti

Apr

20

By potatore

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Esposizione e giacitura

vigneti esposti a sud

Questi due fattori del clima perché essi sono intimamente collegati fra loro. Se un terreno è disposto su un piano perfettamente orizzontale e la sua superficie guarda l’alto (zenit) ma se esso è in pendio si orienta verso uno dei punti cardinali. Per esposizione di un terreno si intende il suo orientamento rispetto i punti cardinali e per giacitura la sua posizione rispetto il piano orizzontale. Si avrà quindi, un’esposizione a Levante (E) o a mezzogiorno (S) o a Ponente (O) o a Tramontana (N); la giacitura potrà essere di piano o di collina o di montagna. L’esposizione più calda è quella in ordine decrescente: S; SO ;SE ; O; E; NO; ecc. Per rendersi conto di ciò’ si prende in esame il cammino del sole durante la giornata: al mattino l’esposizione più direttamente investita dai raggi solari è quella di levante (est), man mano che il sole si avvicina allo zenit colpisce sempre più intensamente le posizioni di Sud allontanandosi poi per investire i pendii rivolti ad ovest. Nelle posizioni di nord il sole non batte mai direttamente, pertanto sono le più fredde; i terreni esposti ad est sono più freddi di quelli situati a sud perché il sole li abbandona presto, anche se sono i primi ad esserne investiti, e i raggi solari del mattino sono inclinati e d’intensità più debole. Le esposizioni di mezzogiorno, invece, si scaldano gradualmente e si raffreddano lentamente restando più a lungo sotto l’azione dei raggi più intensi del sole, le posizioni d’ovest sono bene irradiate e, anche se l’insolazione comincia più tardi, è sempre abbondante e il calore permane a lungo dopo il tramonto. L’inclinazione o giacitura, determinando un diverso angolo dei raggi solari sul terreno stabilisce una maggiore o minore insolazione a seconda che i raggi si accostano o s’allontanano dalla perpendicolare. L’orientamento o esposizione è insieme con l’inclinazione, l’elemento che permette la coltura di alcune piante in zone lontane dal loro ambiente climatico ideale come, per es. l’olivo sulle colline veronesi.

Apr

17

By potatore

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Potature..ecco il risultato!!

Corretta distribuzione di fiori su pesco

Potare correttamente ed equilibrare la pianta tra la parte radicale e quella aerea produttiva. Nel pesco, come da foto, vanno eliminati circa il 70% dei rami dell’anno precedente e vanno quindi lasciati un numero ridotto di brindilli equamente distribuiti in modo da avere una produzione ridotta per numero di frutti ma di buona pezzatura o grossezza. Nel soggetto della foto si possono notare i fiori , discretamente abbondanti, e ben distribuiti sui rami con prevalenza sui rami più robusti. In questo modo i frutti non graveranno eccessivamente sul peso dei rami pregiudicandone la stabilità e in alcuni casi la rottura. Tempo permettendo e in particolare gelate tardive, nei prossimi mesi, vedremo l’evolversi in fiori e il successivo maturarsi degli stessi frutti a dimostrazione di quanto precedentemente detto. Per intanto godiamoci come dice la canzone “fiori rosa fiori di pesco”

Apr

14

By potatore

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Giro, giro tondo….

III°taglio ...circolare

Apr

8

By potatore

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L'erba del vicino….

Non è sempre più verde della propria!!! tagli costanti, settimanali ma anche più ravvicinati, tagli che tengono conto del tipo di essenze presenti ed eseguiti con attrezzi con lame ben affilati. Il risultato, come da foto!!!

prima del taglio

prato dopo il taglio

Apr

6

By potatore

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Innesti: facili rose

Per chi volesse imparare ad innestare niente di meglio che incominciare con le rose. Spine permettendo, innestarle a scudetto durante il periodo estivo inizio autunno è molto semplice e  dare vita a creazioni molto fantasiose, di cui spero di pubblicare prossimamente il risultato di quanto mi accingo a  proporre: innestate su un soggetto come da foto, selvatico o rosa canina, varietà di rose diverse e, allo stesso tempo,  lasciate sviluppare un ramo di selvatico. L’effetto estetico è garantito e un sole esemplare avrà rose di rosse, gialle, tea ma anche bianche ( il ramo lasciato dal portainnesto).

Apr

5

By potatore

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Siepi: impariamo a valorizzarle

Stupendo esempio di “Villa all’Italiana”

Ormai è noto, da accurati studi nel settore, che alcune specie vegetali più di altre riescono a trattenere sostanze tossiche e metalli pesanti emessi dai motori a scoppio sulle foglie e sui rami evitando la diffusione nelle zone limitrofe di tali inquinanti. Il Ligustrum vulgare e il Taxus baccata sono tra le specie da siepe più resistenti a questo tipo di inquinanti che generalmente con la loro azione tossica influenzano anche la crescita delle specie da siepi; meno resistenti ma in ogni caso con un buona resistenza all’azione del piombo risultano l’agrifoglio e il corbezzolo. Per quanto riguarda la protezione dai rumori cittadini si ottengono buoni risultati con qualsiasi specie di piante anche se per azzerare completamente i rumori occorrerebbe una siepe dallo spessore di circa sei metri. Negli ultimi anni viene inoltre rivalutata la presenza della siepe in quanto permette la proliferazione di uccelli e antagonisti delle più comuni malattie che attaccano le piante coltivate. In particolare il Taxus, l’agrifoglio e il sorbo degli uccellatori diventano con le loro bacche luogo preferito per merli, verdoni e codirosso che tra le fronde riescono anche a nidificare. Alcuni insetti utili come api, vespe e coccinelle vengono attirate dalle infiorescenze prodotte dal corniolo o dal corbezzolo e attivano la loro azione benefica tesa al controllo di bruchi di cui sono predatrici le vespe e afidi per le quali crisope e coccinelle sono degli antagonisti naturali eccellenti. Ancora più determinante risulta l’azione delle siepi quando confinano con terreni agricoli nei quali l’azione dei mezzi agricoli sconvolge la presenza di serpenti e ricci predatori di topi, larve e lumache. In quest’ultimo caso risulta però necessario che la siepe conservi quanto più è possibile la forma naturale evitando tagli e cimature di contenimento troppo radicali. Il re delle siepi per le regioni padane rimane pur tuttavia il lauro in virtù della notevole rusticità di adattamento sia al clima che ai tagli. Inoltre il suo fogliame ricco e intenso assembla gran parte delle caratteristiche che generalmente si richiedono ad una siepe riuscendo a raggiungere altezze del tutto ragguardevoli (3-4 metri e fino a 18 metri nelle forme libere).