Nov

30

By potatore

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La stagione degli ortaggi da foglia


L’anno si  avvicina lentamente alla fine e  per  l’orto  è tempo delle ultime raccolte e semine. In pien’aria è ancora possibile  seminare valerianella, spinaci,  cime  di  rape, aglio e cipolle mentre sotto serra, oltre a quelle dette  si possono  seminare anche  lattughe invernali. Le specie da foglia presenti ancora nell’orto e  in  fase di maturazione, invece, possono essere ancora mantenute  in campo fino all’arrivo del freddo e se necessario con una copertura notturna. Al fine di scongiurare pericolosi accumuli di nitrati  negli ortaggi  da foglia e particolarmente in spinaci  e  lattughe  invernali si consiglia la raccolta  nel tardo pomeriggio specialmente  in occasione di giornate con luminosità  molto bassa.  L’autunno è anche la stagione ideale per lo svuota­mento  del compost; una volta costatata la ottimale matura­zione dell’insieme lo si può distribuire negli appezzamenti che saranno adibiti,nella prossima pimavera, a colture che richiedono ottima fertilità come le solanacee, pomodori, melanzane e peperoni,  e le  cucurbi­tacee. Se il compost prodotto  è insufficiente ai  fabbisogni dell’orto bisogna ricorrere all’impiego di letame, concimi organici o infine alla pratica del sovescio. Specialmente  negli orti  a ridosso delle  abitazioni  ove per motivi igienici l’uso del letame è poco praticabile, può risultare vantaggioso il ricorso ad alcuni preparati commer­ciali con prevalente composizione organica provenienti dalle industrie di lavorazione del pellame, oppure dai sottopro­dotti di scarto dei macelli (cornunghia o sangue disidrata­to). Resta in ogni caso sempre valido  l’utilizzo delle leguminose come piselli, veccia o di altre specie che  semi­nate in autunno danno la possibilità di ottenere una notevo­le massa organica verde che interrata nel periodo di massimo sviluppo può sostituire in tutto e per tutto il letame. Lo stesso procedimento non va invece utilizzato con le erbacce e i residui di coltivazione che vanno preferibilmente compo­stati prima di utilizzati come concime organico. Ottimo risulta essere anche il compostaggio di foglie ma queste richiedono attenzione nella formazione degli strati nel compost. In particolare è conveniente raccoglierle con un tagliaerba che provvede al loro frantumazione e successivamente messi nel compost con uno strato di terreno ogni circa venti di foglie e fino ad una altezza massima di un metro e mezzo circa.  Il terriccio che si formerà in breve tempo,  due tre mesi, verrà interrato in primavera. Le stesse foglie raccolte con un tagliaerba, possono anche essere utilizzate con buoni risultati distribuendoli sulle parcelle che si libereranno via via nell’orto. Lo strato pacciamante di foglie sarà via via utilizzato dai lombrichi che provvederanno ad interrarli;  il resto delle foglie rimaste, se necessario, interrato con una vangatura a media profondità all’inizio della pimavera.

Nov

21

By potatore

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Fichi d’India … o di Sicilia!!!

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La gialla  “sulfarina”, la rossa  “sanguigna”, la bianca  “muscarella” e  la color arancio chiamata “moscateddo” sono le tipiche varietà di fichi d’India. Alla colorazione e alla varietà dei frutti corrisponde anche una sapore leggermente diverso  che conoscono bene gli appassionati di questo succulento frutto di origine messicana arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America. La piante di fichi d’India dai tipici cladodi, rami trasformati che hanno le stesse funzioni delle foglie, si sono così ben naturalizzati nei paesi del bacino del Mediterraneo e in particolare in Sicilia e spesso diventano anche infestanti, tendono a invadere il territorio  soffocandone le specie locali. Ciò nonostante la Sicilia ne ha fatto l’emblema delle sue esportazioni tanto che è il secondo produttore al mondo di questo pregevole frutto dopo il Messico.  Diverse sono  le peculiarità di questo frutto, succulento e rinfrescante per coloro che svolgono sport impegnativi, diuretico per le calcolosi, ricco di vitamina C, i fiori  sono utilizzati per contrastare cistite mentre i cladodi possono essere  utilizzati per lenire infiammazioni cutanee e ferite. Ottimo il consumo di questo frutto anche nelle diete perchè lenisce il senso della fame, rivitalizza l’organismo e la componente di fibre riduce il colesterolo.  I frutti più apprezzati sono quelli derivanti dalla “seconda fioritura”: in pratica durante il mese di giugno vengono eliminati i fiori e si costringe la pianta ad emetterne dei nuovi. I frutti che si sviluppano, quindi in ritardo, durante i mesi autunnali sono più abbondanti, succulenti e di calibro maggiore. Le controindicazioni al loro consumo sono da limitarsi all’effetto costipante se vengono consumati in quantità eccessive.

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Nov

9

By potatore

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La dieta: "Son cavoli miei"

 

Nessun medico potrà togliere dalla “dieta” un piatto di fresca insalata e a maggior ragione durante il periodo estivo in cui questa pietanza si distingue per il senso di freschezza che da all’organismo. Le varianti possono essere tante come la “Lollo” dalle foglie verdi arricciate con sfumature rossicce sull’orlo, disintossicante, diuretica ricca di potassio; Il radicchio verde dal gusto un po’ amaro e ricco di minerali tra cui ferro e calcio e di una buona dose di vitamine ideale per le insalate miste e la classica lattuga contenente acqua per il 95% ma contenete anche vitamine di tipo A, C e K e inoltre per il contenuto di un principio calmante, il lattucario che per il sapore dolce viene indicato particolarmente per i bambini. Il contenuto di elementi nutritivi e vitaminici rendono interessanti la coltivazione e la consumazione di prodotti orticoli in particolare durante il periodo estivo in cui il nostro organismo richiede pietanze ad alto contenuto di sali minerali e acqua. Il ravanello ad esempio e ricco di potassio e contiene molta vitamina C e calcio. Se provenienti direttamente dall’orto e quindi molto fresche possono essere anche utilizzate le foglie anche se un po’ piccanti. Poco conosciuto è il crescione ma è utilissimo per insaporire insalate miste e allo stesso tempo è portatore di vitamine A, E, _B1, B2 e PP inoltre grazie alla presenza di sostanze solforate protegge l’organismo dall’insorgenza di tumori. L’acido folico contenuto nel cavolo cinese migliora, invece, la funzionalità del sistema nervoso e questa è la stagione per farne “scorta”.