Giu

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By potatore

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Il giardino Zen

Il giardino giapponese rappresenta la ricerca di un modello ideale di perfezione. Una ricerca che nasconde un sogno: di fermare il tempo, di raggiungere l’immortalità, tramite un’opera a sua volta mortale. Il sogno, purtroppo, è destinato a finire: da ciò la tristezza e l’angoscia che ogni giardino racchiude in sé. Pietra, piante, acqua sono i tre elementi che sono quasi sempre presenti nel giardino giapponese. L’equilibrio tra questi elementi è assai delicato e ha diversi scopi. Tra questi l’illusione, che ha l’osservatore, della sensazione che il giardino sia di grandi dimensioni, che generi un senso di pace e di armonia e che il tutto sia rigorosamente naturale. Le simmetrie e in generale i numeri pari sono da evitare in quanto ricordano gli elementi e i paesaggi artificiali. La sensazione di grandezza sarà invece determinata dalla presenza di piante piccole, sullo sfondo, e più grandi, al centro. Diversi sono i tentativi di spiegare il disegno caratterizzante de i giardini Zen ma a grandi linee possiamo dire che la ghiaia rappresenta l’oceano e le pietre rappresentano le isole del Giappone. La presenza di rocce rappresentano una mamma tigre con i cuccioli che nuotano verso un drago.  Alta simbologia viene dato al ruolo delle piante che hanno un alto valore estetico nella giusta separazione tra piante maschili e femminili. Le piante maschili devono essere con forme slanciate e spigolose e il loro numero deve essere esiguo all’interno del giardino, ma con esemplari di notevole dimensione. Le specie tipicamente femminili, per contro, tipicamente basse e dalle forme tondeggianti, sono invece più diffuse e presenti in tutte le zone “docili” e “tranquille” del giardino. Un’ulteriore distinguo va fatto tra piante sempreverdi, piante da fiore, e piante a foglia caduca(Acero,Gingko Biloba, Pino, Ginepro, Bamboo). La fioritura e la caduta delle foglie diventano caratterizzante a simboleggiare la gioventù e la vecchia della vita umana. In ultimo le rocce: TAIDO (abbinato al legno) pietre alte e verticali a simboleggiare grandi alberi e, per il loro aspetto fallico, la fertilità e disposte volutamente verso il fondo, dietro a tutte le altre. Il secondo tipo,REISHO, (abbinato al metallo) pietre verticali basse e simboleggiano le due delle qualità del metallo: stabilità e fermezza e raggruppate con le pietre verticali alte. Le SHIGYO (abbinato al fuoco) appartenenti alle pietre arcuate e ramificate a ricordare la forma della fiamma e posizionate di fronte e lateralmente rispetto alle pietre di altre forme. L’abbinamento all’acqua delle SHINTAI è caratterizzato da pietre piatte o orizzontali che vengono poste lateralmente agli altri gruppi per armonizzarli. Il quinto tipo detto KIKYAKU che simboleggiano la terra sono pietre prostrate o reclinate e vengono utilizzate per armonizzare gli altri raggruppamenti dove ve ne sia bisogno e utilizzato ai fini completativi. I tempi di realizzazione danno, infine, la proporzione del tempo: il maestro maestro Zen Muso Soseki impiegò dal 1275 al 1351 per la sua realizzazione del giardino Kyoto in puro stile karesansui. La disposizione delle otto pietre presenti, disposte prevalentemente su di una direttrice orizzontale, fanno pensare ad un design di recente realizzazione, ma sono in realtà state posate in momenti diversi dallo stesso autore del giardino, che ebbe a lungo dubbi sul loro posizionamento: in caso di dire “quando il dubbio non ha tempo”

Giu

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By potatore

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Se il terreno è in pendio..

Non sempre chi possiede un orto ha a disposizione un terreno pianeggiante e ben squadrato: molte volte il terreno adibito alla coltivazione è posizionato in pendio e le lavorazioni occorrenti possono trovare qualche difficoltà nell’essere espletate. In questo caso bisogna innanzitutto evidenziare il grado di pendenza del terreno stesso e valutare se questo non sia eccessivo e tale da pregiudicare la riuscita delle colture.  In questo caso va valutato la possibilità di una sistemazione a terrazze del terreno o gradoni ed utilizzare eventuali sassi presenti per innalzare muretti a secco, di contenimento del terreno, nel caso in cui l’altezza del ripiano superi il metro e nella zona si verificano con costanza temporali. Se  la pendenza del terreno, invece, non è tale  da richiedere interventi straordinari va in ogni caso posta molta cura alle lavorazioni per evitare fenomeni di ruscellamento. Il particolare bisogna evitare lavorazioni superficiali in previsioni di precipitazioni e lasciar inerbire il terreno quanto più possibile nelle zone non oggetto di coltivazione. Le operazioni di vangatura non devono essere effettuate nel senso basso-alto ma, casomai, al contrario, rovesciato il terreno verso l’alto: così facendo si eviterà di formare un cumulo nella parte basse e risulterà meno faticosa la lavorazione.  Per le zappettature, è consigliabile, invece lavorare il terreno per traverso rispetto alla pendenza e lo stesso criterio va seguito se viene utilizzata una motozappa a scoppio.  In quest’ultimo caso per rende più agevole il lavoro si può agire sulle stegole dell’attrezzo che possono essere orientate a destra o a sinistra, in moso alternativo via via che si procede nella lavorazione. Infine alla scopo di trattenere e rallentare la discesa dell’acqua piovana gli eventuali solchi vanno posizionati perpendicolarmente alla parte del pendio

Giu

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By potatore

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Viburnum: un profumato arbusto!!!

Il viburnum, appartenente alla famiglia delle Caprifogliacee, è un arbusto apprezzato per l’aspetto decorativo dei fiori che assomigliano a quelli dell’ortensia. Generalmente  i primi viburni rivestono il giardino e il terrazzo dei loro suggestivi colori nella stagione invernale, ma vi sono specie che entrano in fioritura soltanto nei mesi più caldi, in particolare in giugno-luglio. L’assortimento abbraccia piante di formato grandi e piccolo, a foglia caduca o persistente, con o senza bacche, adatte alla coltivazionein giardino, sul balcone o sul terrazzo. Quando sono in fiore, questi arbusti diffondonoprofumi più o meno intensi a seconda la specie. Il più diffuso tra le varie specie è sicuramente il Viburnum opulus chiamato anche palla di neve. Arriva a 3 metri circa d’altezza, per cui è particolarmente adatto in una posizione solitaria. Fiorisce in primavere, mentre in inverno sfoggia fitti grappoli di bacche tonde, dal colore rosso acceso, che rimangono a lungo sulla piante.

Il Viburnum bodnantense “Dawn”è tra le specie più usate in giardino raggiunge e non supera  i 2,5 metri  ed è a fioritura invernale e il primo a donare colore al giardino.Il fogliame di color bronzeo muta in verde cupo. Le foglie cadono in autunno e in ottobre-novembre, sui rami nudi, appaiono i fiori rosa pallido, raccolti in grappoli compatti, che fioriscono sino all’anno successivo. Le infiorescenze, oltre che per la loro bellezza, sono notevoli per il loro profumo. A seconda delle condizioni climatiche, la fioritura può durare per l’intero inverno, ma si interrompe all’arrivo delle prime gelate. Poiche ha il fusto slanciato e non supera i 2,5 metri di altezza  il Viburnum bodnantense risalta al massimo in una posizione isolata mentre in un giardino di grandi dimensioni può essere piantato a gruppi, di tre o cinque esemplari o abbinate ad  altri arbusti  in bordure dal grande effetto cromatico. Tra i viburni sempreverdi segnaliamo il Viburnum burkwoodii  dal fogliame verde che d’inverno si tinge di giallo e di rosso arancio.  Nei mesi di marzo e aprile produce fiori rosa che emanano una intensa profumazione, raccolti in infiorescenze ad ombrella e raggiunge poco più dei due metri d’altezza. Non supera il metro e mezzo d’altezza il Viburnum calesii, dal portamento largo e sferico, fiori ad ombrella e frutti neri e il viburnum caricelhalum. Quest’ultimo è un arbusto compatto con crescita lenta e infiorescenze sferiche in vari colori dal bianco al rosso viola. in autunno assume una suggestiva colorazione rossa.  Il Viburnum davidii invece raggiunge i 50 cm ed è una specie a foglia persistente. nei mesi di maggio e giugno porta fiori bianchi con sfumature rose, raccolti in infiorescenze ad ombrella. La particolarità del Viburnum finus è quella invece di avere boccioli che si schiudono molto lentamente e adatto alla vita in vaso o fioriera. Per l’arredo di piccoli giardini, balconi e terrazze vi è , quindi, una vasta scelta di questi  colorati e profumati arbusti: a voi la scelta. Per approfondire l’argomento con altre varietà segui il link Viburnum tinus