Dic

24

By potatore

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Auguri auguri

Dic

19

By potatore

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Freddo brrr!!!!

Il freddo invernale e le brinate  danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. Normalmente le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della   sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri  in modo  che la lignina e a cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per la loro consistenza faranno  da riparo  fino alla primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio.  Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche  fessu­razioni verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le piante dell’orto e  del giardino a limitare  i danni da gelata  o  addirittura alla morte per allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al fusto evita il più delle volte l’eccessivo congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione  di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Dic

11

By potatore

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No all'inquinamento si…..

all’acqua del rubinetto

Dic

9

By potatore

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Bonsai autoctoni e natalizi

di Matteo Caliendo

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Nel precedente articolo ci siamo occupati degli accorgimenti da adottare prima dell’inverno ai nostri piccoli alberi: ma, per quanto riguarda le specie autoctone quali sono le cure durante l’inverno? Semplice ma allo stesso tempo efficaci i rimedi e non troppo numerosi.

Senz’altro i rischi di sbagliare, rispetto ai bonsai da portare all’interno, saranno minori ma comunque non assenti.  Poniamo quindi il bonsai in luogo in giardino o sulle spalliere riparato, da nevicate abbondanti, girare od eliminare i sottovasi che a causa di qualche ristagno idrico (che diverrebbe ghiaccio nelle ore notturne) potrebbero danneggiare l’apparato radicale.  Ridurre anche in questo caso di molto la frequenza delle bagnature ed effettuarle esclusivamente nelle ore più calde della giornata e con acqua, come di consueto a temperatura ambiente, preferibilmente riposata. Se si vuole esagerare si possono riporre in delle cassette di legno riempite di foglie per tutto lo spessore del vaso o coprire con un panno di iuta o tessuto non tessuto. Questo accorgimento non altererà le condizioni climatiche, pioggia, vento o nevicate ma proteggerà  l’apparato radicale dagli eccessi freddi invernali. Resta valido anche l’accorgimento di riparali sotto un balcone ma pur sempre all’aperto e in questo caso occorre verificare più frequentemente l’irrigazioni. I vostri carpini, aceri,  pini, larici sono così pronti all’inverno e, se poi, vogliamo fargli passare un Natale da protagonisti, li posizioniamo per il periodo delle feste sul davanzale e addobbi natalizi e luci colorate li rendono partecipi ai festeggiamenti purchè non si esagera con i pesi.

Auguri!!!

Dic

2

By potatore

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Progettare….. alberi!!

Si può approfittare del periodo invernale per progettare ex novo il giardino di casa. Prima della progettazione, se l’intenzione è quella di non affidarsi alle mani di un esperto del settore, occorre inizialmente effettuare delle escursioni nella zona tese alla conoscenza della flora locale. Inizialmente sarà bene osservare attentamente i giardini delle zone circostanti quindi passare a quelle dei parchi e giardini pubblici e infine delle zone boschive o incolte del circondario. Se nelle immediatezze della zona in cui si vuole realizzare il progetto vi è una prevalenza di talune specie non necessariamente la stessa cosa va fatta nell’area destinata al progetto perché una idea ben precisa e oculata delle essenze da utilizzare si potrà avere con certezza solo dopo aver visitato anche le siepi e i boschi circostanti. A tal fine occorre annotare su un taccuino le specie presenti nelle zone visitate avendo cura di evidenziare quelle che hanno una vegetazione lussureggiante e una fioritura rigogliosa e abbondante, sinonimo di buon adattamento sia climatico che pedologico. Altri dati da rilevare a tal proposito riguardano l’orientamento della pianta rispetto ai punti cardinali, il tipo di terreno ed eventuale competizione con altre specie. In casa, in un secondo momento attraverso l’utilizzo di manuali specifici risulterà importante identificare con molta precisione le essenze rilevate, stabilirne la provenienza e privilegiare le specie autoctone o importate da tempi remoti. A grandi linee può essere utile, inoltre, sapere che alcune specie riescono ad adattarsi a situazioni climatiche in cui esiste una certa variabilità climatica e tra queste l’Alnus incana, Betula pendula, Larix decidua, Populus nigra, Salix caprea e Robinia pseudoacacia. A questo elenco di piante arboree possono essere aggiunte alcune arbustive come la Rosa canina, il Ligustrum vulgare e il Cornus sanguinea.
Specie invece come l’Alnus glutinosa, Betula pubescens, Salix glabra e il Viburnum lantana richiedono condizioni climatiche molto più stabili e resistono meno quando le condizioni ambientali e pedologiche differiscono molto dall’optimum di crescita. Esistono, poi, specie che riescono ad avere una certa resistenza al vento come l’Acer pseudoplatanus, il Populus tremula, il Fraxinus excelsior e il Sorbus aucuparia. Altra caratteristica da evidenziare è la preferenza a posizioni assolate o meno e rispetto a questo aspetto, fondamentale per la crescita, le specie arboree possono essere distinte in : specie eliofile e sciafile. Le prime sono amanti delle esposizioni alla piena luce e tra questi il larice comune, la betulla, le querce e le varie specie di salice. Gradiscono condizioni intermedie gli aceri, il castagno, i tigli, gli ontani e il frassino maggiore. Sono specie sciafile e quindi prediligono posizione ombreggiate tassi, faggi, carpini e abeti bianchi. Queste indicazioni di massima servono a far capire che non esiste una lista di piante da utilizzare in ogni caso e per tutte le necessità ma solo una attenda osservazione della flora spontanea del circondario può realmente suggerire i criteri di base per la scelta delle varie specie. Rimando ad altri articoli pubblicati nel sito per ulteriori approfondimento