Nov

25

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Bonsai..le cure d'inverno!!

di Matteo Caliendo

kimura-bonsai

…è arrivato il periodo invernale, le giornate si accorciano, il clima si fa più freddo, il cielo plumbeo e l’odore acre di legna dei caminetti accesi è nell’aria. Ma con i nostri amati bonsai come dobbiamo comportarci? Anzitutto è fondamentale capire con che specie abbiamo a che fare per poi sapere conseguentemente come agire. Spesso ci si imbatte in testi che trattano l’argomento ma per quanto ben fatti senza dubbio non potranno essere universali in quanto scritti in altre parti del mondo dove le stagioni sono diverse e quindi di conseguenza le relative temperature. Per quanto riguarda la specie sarà ben facile capirne la provenienza anche solo –se siete appassionati di natura- osservando le specie autoctone presenti nei nostri boschi e nelle nostre vallate e confrontandola nel nostro piccolo con quella da noi coltivata; se diversa ed abbiamo qualche scrupolo meglio portarla all’interno della nostra abitazione o malgrado ripararla al meglio. Ma vediamo alcune accortezze da seguire quando vi sono da fare queste pratiche tanto semplici quanto delicate. Il nostro bonsai come tutti i vegetali è un essere vivente e come tale và considerato, evitiamogli i famigerati quanto dannosi sbalzi di temperatura, qualora fosse necessario portare il bonsai all’interno facciamo si che il periodo in cui lo stesso viene portato all’interno non sia ne troppo freddo–rispetto alla temperatura della nostra abitazione- ne troppo caldo. Nel momento in cui lo portiamo all’interno garantiamogli almeno una nottata al fresco ponendolo magari in un sottoscala dove la temperatura sarà senz’altro maggiore di quella esterna e ciò garantirà uno sbalzo di temperatura minore possibile. La giornata successiva dopo almeno 24 ore possiamo procedere alla sistemazione definitiva della pianta all’interno dell’abitazione sempre però con alcune accortezze. Osserviamo che la pianta venga posta lontano da fonti dirette di calore (per esempio caminetti o termosifoni), che venga posta in prossimità di una zona dove vi sia garantita una buona luminosità pur non essendo alla luce diretta del sole. Un davanzale può essere senz’altro una valida risposta a queste esigenze ricordandoci però di girare il bonsai almeno una volta ogni quindici giorni cosìcchè i rami si sviluppino in modo omogeneo e la pianta riceva la luce “ a 360 gradi”. Riduciamo poi leggermente le frequenze con il quale bagneremo la pianta prestando la massima attenzione che non ristagni assolutamente acqua nel sottovaso. Ricordando come già detto peraltro in articoli precedenti che il bonsai va bagnato non appena il terriccio si presenta secco al tatto. Questo per quanto riguarda le specie più delicate e quindi alloctone (non della zona) tipicamente quindi quasi tutti i “bonsai” –le virgolette sono volontarie-acquistati in quanto provenienti da grandi catene di distribuzione situate oltre oceano.  Ma…per quanto riguarda le specie autoctone come dobbiamo agire e comportarci? Nel prossimo post la risposta..

Nov

18

By potatore

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Se l'inverno segue il suo cammino…….

estate-di-san-martino

“Se l’inverno segue il suo cammino voi l’avrete a San Martino”. I proverbi molto usati dai vecchi contadini cadenzavano l’arrivo dei vari mutamenti della natura e il succedersi delle stagioni e delle varie attività svolte nei campi. San Martino, sul datario l’11 Novembre, viene inoltre richiamato alla memoria per la sua “estate” e secondo la tradizione dà il via alla spillatura del vino nuovo. Nell’orto l’arrivo del mese di Novembre comporta indubbiamente l’inizio dei primi freddi e anche se le giornate risultano assolate, già al mattino è possibile vedere come le  nebbioline e le foschie cominciano a ripetersi con frequenza e durante la giornata, mai ridottasi a circa 9-10 ore di luce, le temperature si aggirano tra i 12-13 gradi. L’orto si prepara al riposo invernale gli  ultimi lavori vanno effettuati tenendo d’occhio il termometro. Per tutto il mese si può provvedere alla raccolta dei cavoli cappucci e delle verze mentre potranno rimanere sul campo le varietà tardive molto resistenti al freddo. Se ancora non si è provveduto alla  raccolta degli spinaci sarà conveniente predisporre delle protezioni con film in plastica  mentre per le carote sarà sufficiente spargere sopra fogliame o paglia che li proteggeranno da eventuali sbalzi di  temperatura  in  attesa di provvedere alla raccolta e successiva sistemazione in cantina. Evitare di vangare i terreni troppo pesanti e lasciare gli appezzamenti lasciati liberi dalle colture inerbiti. Le giornate piovose possono eventualmente essere impiegati per la pulizia degli attrezzi che una volta inutilizzati vanno accuratamente puliti pennellando possibilmente le parti ferrose con del gasolio che farà da protezione all’insorgere della ruggine. Sarà inoltre opportuno effettuare il controllo sullo stato dei manici di legno ed eventualmente provvedere alla loro sostituzione come a quella delle altre parti degli attrezzi.

Nov

13

By potatore

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Le raccolte di novembre!

In questo inizio di mese gli orti e in particolare le colture sotto serra sono in una fase di piena raccolta : cavoli, lattuga, scarole e radicchi sono in piena produzione e le temperature attuali aiutano notevolmente lo sviluppo delle colture. Prima dell’arrivo delle gelate va peraltro completata la raccolta di finocchi e cavolfiori mentre per cardi e sedani sarà opportuno effettuare prima l’imbianchimento. Ultime raccolte anche per basilico e prezzemolo per i quali già si dovrebbe avere una sufficiente scorta in congelatore. Poche invece le semine e riguardano solo le coltivazioni in coltura protetta nelle quali può ancora essere seminata lattuga e radicchio da taglio, ravanello e valerianella, e in condizioni di clima mite  o di particolari posizioni soleggiate piselli.  Per gli appezzamenti che si sono liberati, occorre effettuare la pulizia dei residui di coltura e verificare il ph del terreno. In commercio esistono dei semplicissimi test in vendita nei centri specializzati, che danno modo di verificare l’acidità o l’eccessiva basicità del terreno e permettono quindi di intervenire con sostanza organica, in condizioni di ph basico, o con la distribuzione di calce, in caso di terreni con acidità superiore a 6. Da tener presente, infine, che il miglior momento per intervenire in questi casi è l’autunno e che non vanno sottovalutati gli effetti negativi creati da un ph  alterato.

Nov

6

By potatore

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Un po' di… umidità

Le piante come tutti gli esseri viventi, hanno  bisogno, per  svolgere le loro funzioni di un certo grado d’umidità. Alcune  piante n’abbisognano di più (ad es. le piante delle  zone paludose) altre ne necessitano  meno (piante delle zone  desertiche)  secondo le esigenze e le diverse capacità d’adattamento. Se l’umidità scende sotto i 35% la maggior parte delle piante  coltivate non può vivere a lungo. Parlando d’umidità atmosferica dobbiamo distinguere:
a)  l’umidità assoluta che e` la quantità di vapore contenuto  in un metro cubo d’aria; si aggira su valori molto piccoli.
b)  l’umidità  relativa  che è il rapporto fra  la  quantità  di vapore acqueo esistente in un metro cubo d’aria e la quantità` che questo  metro cubo dovrebbe contenere per essere saturo:
……………umidità assoluta
ur =—————————————-     .100
……………punto .di saturazione
Poiché il punto di saturazione dell’aria (relativo al vapore acqueo)  aumenta con l’aumentare della temperatura, ne consegue  che, a  parità d’umidità  assoluta (cioè a parità  di  vapore  d’acqua  effettivamente  esistente) l’umidità relativa diminuisce con  l’aumentare  della  temperatura.  In pratica e,  specialmente  ai  fini fisiologici,  assume maggiore importanza l’umidità relativa  perché  dice se siamo più o meno vicini a punto di saturazione. Durante il periodo incernale, ormai prossimo, è necessario verificare lo stato di umidità negli appartamenti eccessivamente secco per l’utilizzo dei riscaldamenti e il poco ricambio di aria. Prevedere manciate di argilla espansa nei sottovasi e sopra posizionarci le piante è un ottimo sistema per garantire attorno al fogliame la giusta umidità. Occorre, a tal proposito, ricordare che la pianta manifesta l’eccessiva secchezza dell’aria seccando le punte delle foglie e quindi occhio vigile in casa se ci tenete alla bellezza dei vostri “ospiti”. Un sistema molto pratico è quello di posizionare una manciata di argilla espansa nel sottovaso e tenerla immersa nell’acqua, e sopra posizionarci il vaso: la pianta sopra ne trarrà i benefici dell’evaporazione determinati dall’ambiente interno caldo.