Ago

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By potatore

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Potature da "arresti cardiaci"

C’è chi sostiene che le piante cessano momentaneamente le funzioni vitali quando si avvicina qualcuno che può arrecare loro del danno e se la teoria è esatta durante l’anno numerosi saranno numerosi gli  “arresti cardiaci”. Pertanto un vademecum è d’obbligo affinché vengono evitati certi eccessi che hanno caratterizzano gli anni passati e per i quali ne hanno fatto le spese splendidi e maestosi esemplari non solo nei viali cittadini, per alcuni versi giustificabili, ma soprattutto nei giardini e nei parchi.
Regola fondamentale è ricordare che la migliore potatura è quella che non si vede e l’abilità del potatore deve essere misurata non dai vistosi e poco numerosi tagli effettuati ma al contrario da un maggior numero di interventi di ridotta entità che evitano di sbilanciare eccessivamente il rapporto tra parte aerea e parte radicale. In quest’ultimo caso la professionalità richiederà un maggiore numero di ore ma la longevità e la funzionalità della pianta ripagheranno abbondantemente nel tempo perduto. I tagli devono sempre essere effettuati di netto e senza sbavature o slabbrature di corteccia in modo che l’acqua piovana non ristagni sulle ferite e la stessa pianta le possa rimarginare con facilità.
L’utilizzo di mastice, pece o qualsiasi altro preparato commerciale non riparerà il danno effettuato da un taglio disarticolato che non ha rispettato la zona del collare in quanto troppo a filo col tronco o al contrario che ha lasciato un inutile moncherino. A tal proposito sarà utile ricercare su un qualsiasi testo di giardinaggio come effettuare il cosiddetto “taglio di ritorno” su un ramo, in modo che lo stesso mantenga la capacità di ripresa nonostante venga notevolmente accorciato.
Prima di procedere ai vari tagli il consiglio migliore è quello di valutare attentamente il rigoglio vegetativo della pianta in oggetto. Un eccessiva presenza di rami vigorosi non è segno di buona salute anzi vuol dire che la pianta è stata potata drasticamente e pertanto non va fatto lo stesso errore. Al contrario uno sviluppo stentato e poco rigoglioso sta ad indicare una scarsa capacità di assorbimento radicale che deve essere compensato con una riduzione molto energica della chioma. Una volta stabilito se potare poco o al contrario molto è bene iniziare sempre dalle parti interne più basse a quelle più in alto togliendo inizialmente, specialmente se trattasi di pianta giovane, tutte le “forcelle” che, notoriamente, con la crescita, tendono a diventare zona di debolezza e di improvvisi “crolli”. Il resto presuppone una minima conoscenza delle gemme a fiore viceversa delle gemme adibite alla produzione di germogli. Vanno potate tutte le piante da frutta come pere, mele e pesche per le quali è bene potarle anche male piuttosto che non potarle affatto ; richiedono interventi minori o quantomeno meno constanti susini, albicocchi e kaki per i quali è meglio, al contrario delle precedenti, non potarli affatto piuttosto che potarli male.