Ago

25

By potatore

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Il rientro dalle vacanze!!

Dopo la pausa estiva riprendono, con gli inizi del mese di settembre, le varie attività lavorative, al tempo stesso le piante di casa e di giardino ben presto torneranno ad una situazione di “normalità” e le cure colturali torneranno ad essere più costanti. Occorre intervenire un po’ su tutte le specie erbacee, arbustive e arboree al fine che sfruttino al meglio questo ultimo periodo favorevole e si preparino all’arrivo della stagione fredda. Piante sane e ben curate o tappeti erbosi in buon rigoglio vegetativo sono sicuramente requisiti minimi per superare brillantemente la stagione invernale e proprio in questo mese vanno approntate le ultime cure significative per riequilibrare eventuali eccessi o difetti determinati dal periodo di ferie. Per primo va verificato se durante il periodo d’assenza non sono state soddisfatte pienamente le esigenze idriche delle piante sia in vaso sia in giardino. Per le prime, se viene costatata la mancanza del giusto turgore, sarà opportuno immergere l’intero vaso in una vaschetta con acqua per un’ora circa e successivamente far sgocciolare l’acqua in eccesso e ricollocarlo nel posto iniziale. Per tutte le altre in piena terra, l’irrigazione sarà conveniente effettuarla in due tempi di cui la prima di soccorso, appena arrivati, e la successiva nella tarda sera o nelle prime ore del mattino successivo fino alla totale sazietà. Altri interventi necessari sono la pulizia delle erbe infestanti, la soppressione dei fiori avvizziti, una leggera rimozione del terriccio superiore del vaso. Se le piogge autunnali tardano ad arrivare e le temperature si mantengono elevate occorre continuare a somministrare alle varie specie alte quantità di acqua mentre se il clima viene rinfrescato dai temporali di fine estate ciò sarà un toccasana per i rosai rifiorenti che riprenderanno a fiorire e allo stesso tempo per i prati e per le graminacee microterme come poe, loietti e festuche che riacquisteranno una certa vigoria vegetativa. Dal punto di vista pratico ciò comporta la necessità di sfalciare più frequentemente il prato, anche una volta la settimana, e quindi più spesso del periodo estivo. Va ricordato che con il taglio va asportato circa un terzo dell’altezza dell’erba al fine di evitare antiestetici fenomeni di comparsa di erba secca determinata dallo stress a cui vengono sottoposte le piantine con tagli troppo “drastici”. Per tutte le specie presenti il colore delle foglie è indicatore dello stato di salute. Si può osservare facilmente, in particolare su alcune specie come rose, ortensie ed agrumi, un ingiallimento del margine fogliare che gradualmente tende ad occupare l’intera lamina fogliare, in questi casi è facile intuire che si tratta di assenza di ferro o di altri microelementi come zinco, magnesio e manganese. Sul mercato esistono prodotti specifici di basso costo somministrabili per irrorazione fogliare proprio in questo periodo, oppure preparati da somministrare al terreno diluiti in acqua e in questo caso è possibile intervenire tutto l’anno.

Ago

3

By potatore

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Potature da "arresti cardiaci"

C’è chi sostiene che le piante cessano momentaneamente le funzioni vitali quando si avvicina qualcuno che può arrecare loro del danno e se la teoria è esatta durante l’anno numerosi saranno numerosi gli  “arresti cardiaci”. Pertanto un vademecum è d’obbligo affinché vengono evitati certi eccessi che hanno caratterizzano gli anni passati e per i quali ne hanno fatto le spese splendidi e maestosi esemplari non solo nei viali cittadini, per alcuni versi giustificabili, ma soprattutto nei giardini e nei parchi.
Regola fondamentale è ricordare che la migliore potatura è quella che non si vede e l’abilità del potatore deve essere misurata non dai vistosi e poco numerosi tagli effettuati ma al contrario da un maggior numero di interventi di ridotta entità che evitano di sbilanciare eccessivamente il rapporto tra parte aerea e parte radicale. In quest’ultimo caso la professionalità richiederà un maggiore numero di ore ma la longevità e la funzionalità della pianta ripagheranno abbondantemente nel tempo perduto. I tagli devono sempre essere effettuati di netto e senza sbavature o slabbrature di corteccia in modo che l’acqua piovana non ristagni sulle ferite e la stessa pianta le possa rimarginare con facilità.
L’utilizzo di mastice, pece o qualsiasi altro preparato commerciale non riparerà il danno effettuato da un taglio disarticolato che non ha rispettato la zona del collare in quanto troppo a filo col tronco o al contrario che ha lasciato un inutile moncherino. A tal proposito sarà utile ricercare su un qualsiasi testo di giardinaggio come effettuare il cosiddetto “taglio di ritorno” su un ramo, in modo che lo stesso mantenga la capacità di ripresa nonostante venga notevolmente accorciato.
Prima di procedere ai vari tagli il consiglio migliore è quello di valutare attentamente il rigoglio vegetativo della pianta in oggetto. Un eccessiva presenza di rami vigorosi non è segno di buona salute anzi vuol dire che la pianta è stata potata drasticamente e pertanto non va fatto lo stesso errore. Al contrario uno sviluppo stentato e poco rigoglioso sta ad indicare una scarsa capacità di assorbimento radicale che deve essere compensato con una riduzione molto energica della chioma. Una volta stabilito se potare poco o al contrario molto è bene iniziare sempre dalle parti interne più basse a quelle più in alto togliendo inizialmente, specialmente se trattasi di pianta giovane, tutte le “forcelle” che, notoriamente, con la crescita, tendono a diventare zona di debolezza e di improvvisi “crolli”. Il resto presuppone una minima conoscenza delle gemme a fiore viceversa delle gemme adibite alla produzione di germogli. Vanno potate tutte le piante da frutta come pere, mele e pesche per le quali è bene potarle anche male piuttosto che non potarle affatto ; richiedono interventi minori o quantomeno meno constanti susini, albicocchi e kaki per i quali è meglio, al contrario delle precedenti, non potarli affatto piuttosto che potarli male.