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18

By Il Potatore

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Propagazione per talea

Il periodo estivo è ideale per la propagazione delle piante per talea. La riproduzione per talea è uno dei più diffusi metodi di propagazione delle piante insieme all’innesto e alla moltiplica­zione con bulbi, rizomi e tuberi. Le piantine ottenute da talea e provenienti dalla stessa pianta madre  vengono chiamati cloni. Hanno il vantaggio di  possedere caratteristiche identiche alla pianta madre da cui provengono  e pertanto eventualmente i stessi  pregi come colorazione, forma, resistenza alle malattie che con la propagazione per seme il più delle volte vengono perse a seguito della impollinazione incro­ciata che normalmente caratterizza la riproduzione per seme. Questo sistema permette inoltre di  ottenere velocemente piante e abbreviare quindi le fasi di crescita e di fioritura. Si possono propagare piantine di Pothos, Syngonium, papiro, ecc. semplicemente staccando una piccola porzione di ramo con un coltellino  affilato. La lunghezza e le porzioni vegetative  uti­lizzate sono diverse a seconda della specie. Si utilizzano  talee di  foglie  per la Begonia rex, Kalanchoe, Sanseveria;  germogli erbacei  per la Dieffembachia, Impatiens,  garofano e  geranio. Segmenti  di stelo con 1-2 gemme  per il Pothos, Syngonium,  Cro­ton. Dopo il taglio è possibile interrare gli steli recisi in  un vaso contenente torba e sabbia in rapporto di 1:1 oppure e possi­bile  far radicare le talee in vasetti di vetro contenente acqua. In questo modo si possono osservare lo sviluppo del nuovo appa­rato radicale. Per il Pothos, Philodendron e similari la  radica­zione risulta più semplice di altre specie, anche per il vantag­gio di possedere radici aeree in ogni caso per la maggior parte delle specie va dai 30 ai 40 giorni. Per il papiro  invece  per ottenere una pronta radicazione è opportuno immergere nell’acqua lo stelo capovolto con l’ombrella all’ingiù. In  entrambi i casi una volta sviluppatesi le radici, dopo 3-4 settimane circa, con cautela, trasferirle in vasi con del  buon  terriccio oppure continuare la coltivazione in idrocoltura. Nel primo caso le piantine vanno ambientate gradual­mente prima di trasferirle in ambiente diverso; se invece si opta per l’idrocoltura le piantine vanno tenute in ambiente con buon ricambio di aria per permettere l’ossigenazione dell’acqua che va tenuta sempre allo stesso  livello. Consigliabile aggiungere all’acqua dei preparati commerciali a base di resina a scambio cationico  facilmente  reperibili  nei  negozi  specializzati  in articoli per piante. Sia che si usa l’idrocoltura sia la radicazione in terriccio le piantine non devono essere esposte al sole ma in ambiente a luce diffusa e temperature all’incirca di 18-20 gradi. Temperature troppo elevate favoriscono lo sviluppo della parte aerea a scapi­to della emissione delle radici. Se si utilizza il terriccio si possono trattare le talee all’atto dell’inserimento con degli ormoni radicanti oppure con del letame fresco  dilui­to. Sulle talee, inoltre, va spesso nebulizzata acqua per evitare l’eccessiva disidratazione.

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