Giu

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By potatore

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Belle, velenose ma anche medicinali!!

Gran parte delle piante presenti nella vita quotidiana sono generalmente scelte per la bellezza del fogliame o della fioritura ma non sempre si conoscono le altre caratteristiche che le contraddistinguono e cioè le loro proprietà medicinali o peggio il loro lato tossico o addirittura velenoso. Eppure già gli Egiziani nel 500 A.c. come risulta dal “papiro di Ebers” conoscevano più di settecento forme di medicamenti ricavati in parte dalle piante tra cui artemisia, edera e maggiorana. In Italia nel 500 si conoscevano e si apprezzavano le qualità del cardo mariano (Silybum marianum) per le sue proprietà diuretiche e i benefici apportati al fegato, mentre era vietato il consumo alle ragazze del carciofo perché ritenuto stimolante della circolazione del sangue ed eccitante. Negli ultimi tempi è stato riconosciuto il valore nutrizionale della soia (Glycine max) indicata per il trattamento del colesterolo e adatta all’alimentazione dei diabetici. Mentre si riconoscono le proprietà benefiche di alcune piante, poco si sa della tossicità di altre che in virtù della loro bellezza sono lasciate troppo a portata di bambini o di animali domestici e a volte con grave pericolo per l’incolumità degli stessi. Sono oltre un migliaio le specie conosciute che contengono sostanze tossiche e non sempre si tratta di specie selvatiche. Ciclamini, potos e filodendri, molto diffusi negli appartamenti, provocano al solo contatto con la bocca irritazioni e ulcere e nel caso particolare del filodendro per la presenza all’interno delle foglie di cristalli aghiformi di ossalato di calcio, il contatto con parti molli del corpo può provocare dermatiti.. Il ficus elastica e la stella di Natale racchiudono il loro effetto tossico nel lattice che contengono il quale provoca irritazioni agli occhi e dermatiti. Purtroppo il primato negativo in fatto di tossicità spetta all’oleandro, tra le piante arbustive e al tasso, tra le piante arboree. Sono sufficienti dieci semi di oleandro (Nerium oleader) per uccidere una persona adulta per cui per i bambini la dose si abbassa rendendo tale pianta anche se bella dal punto di vista ornamentale, molto temibile ; del tasso (taxus bacata), invece, basta una bacca a risultare letale per un bambino Da non sottovalutare anche il maggiociondolo e il comunissimo agrifoglio dalle rosse bacche a maturazione invernale. Anche le piante da frutta contengono la loro parte di veleno e principalmente quelle appartenente al genere Prunus : mandorle, albicocche e pesco. In questo caso, però la dose letale è contenuta nel seme all’interno del nocciolo ma ciò non toglie che bastano dieci mandorle amare per uccidere un bambino e circa 60 per un adulto. E’ il caso di concludere che le “conoscenze botaniche” salvano la vita.

Giu

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By potatore

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Quel bouquet che parla d’amore

Rose, orchidee e violette sono tra i fiori che generalmente vengono regalati da fidanzati, mariti e figli ma anche usati in molte altre situazioni. Per chi li riceve sicuramente, i fiori, sono un omaggio gradito e se il problema è solo quello di farli durare a lungo ciò non è difficile, a patto che si mettano in acqua il prima possibile e si seguano alcune regole. Le rose vengono generalmente regalate in numero dispari e in bouquet composto da fiori in boccio, a stelo lungo e di colore rosso. Generalmente questo tipo sono rose Baccarat commercializzate avvolte in foglio di cellophane: va tolto, come la stagnola che ricopre i gambi. Con un coltello o forbice va rimossa la legatura, gli steli vanno raccorciati effettuando dei tagli obliqui e allo stesso tempo le foglie basali. Per esaltare la bellezza il vaso che le conterrà deve essere alto almeno la metta della lunghezza degli steli mentre, invece, per migliorare la durata, occorre aggiungere alla normale acqua del rubinetto una bustina di conservante per fiori. Il vaso va, quindi, sistemato in posizione luminosa e lontano da fonti di calore come camini e termosifoni. Ogni due tre giorni vanno raccorciati i gambi di uno due centimetri e ogni quattro-cinque va sostituita completamente l’acqua del vaso e nuovamente aggiunto il conservante. Conservate in questo modo avranno una durata di 10-15 giorni. Poca differenza nel caso di mazzi di roselline, per le quali, invece, rispetto al precedente, conviene non disfare il mazzo mentre sono valide il resto delle cure.
Le orchidee, sia a fiore singolo sia a tralcio, vengono vendute con l’apposita fialetta di plastica che contiene acqua sufficiente a mantenerle fresche durante la commercializzazione. Vanno tolte dalla confezione e liberate di eventuali nastri o legature o almeno accertarsi che queste non siano troppo stretti. Per le orchidee a fiore singolo vanno scelti vasi con la bocca stretta mentre per quelle a tralcio un contenitore più slanciato è il più indicato. Anche in questo caso all’acqua va aggiunta un piccola quantità di conservante per fiori. L’acqua del vaso va sostituita e ogni giorno e ogni tre raccorciare il gambo di pochi millimetri usando un coltellino ben affilato per effettuare tagli obliqui che aumentano la superficie di assorbimento. Ultimo intervento sarà quello di eliminare i fiori che via via appassiscono. Le orchidee a fiore durano da 7 a 15 giorni (secondo la varietà), quelle a tralcio circa tre settimane. Per quanto riguarda le violette, infine, sarà conveniente non disfare il bouquet, che è formato da un gruppo di fiori (con stelo cortissimo) circondato da foglie con gambo lungo una decina di cm e legato strettamente legato da un filo. Il bouquet va messo in un piccolo vaso con l’imboccatura stretta, l’acqua ivi contenuta deve lambire la base del bouquet e sostituita ogni giorno fino per una settimana circa probabile durata dei fiori.

Giu

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Propagazione per talea

Il periodo estivo è ideale per la propagazione delle piante per talea. La riproduzione per talea è uno dei più diffusi metodi di propagazione delle piante insieme all’innesto e alla moltiplica­zione con bulbi, rizomi e tuberi. Le piantine ottenute da talea e provenienti dalla stessa pianta madre  vengono chiamati cloni. Hanno il vantaggio di  possedere caratteristiche identiche alla pianta madre da cui provengono  e pertanto eventualmente i stessi  pregi come colorazione, forma, resistenza alle malattie che con la propagazione per seme il più delle volte vengono perse a seguito della impollinazione incro­ciata che normalmente caratterizza la riproduzione per seme. Questo sistema permette inoltre di  ottenere velocemente piante e abbreviare quindi le fasi di crescita e di fioritura. Si possono propagare piantine di Pothos, Syngonium, papiro, ecc. semplicemente staccando una piccola porzione di ramo con un coltellino  affilato. La lunghezza e le porzioni vegetative  uti­lizzate sono diverse a seconda della specie. Si utilizzano  talee di  foglie  per la Begonia rex, Kalanchoe, Sanseveria;  germogli erbacei  per la Dieffembachia, Impatiens,  garofano e  geranio. Segmenti  di stelo con 1-2 gemme  per il Pothos, Syngonium,  Cro­ton. Dopo il taglio è possibile interrare gli steli recisi in  un vaso contenente torba e sabbia in rapporto di 1:1 oppure e possi­bile  far radicare le talee in vasetti di vetro contenente acqua. In questo modo si possono osservare lo sviluppo del nuovo appa­rato radicale. Per il Pothos, Philodendron e similari la  radica­zione risulta più semplice di altre specie, anche per il vantag­gio di possedere radici aeree in ogni caso per la maggior parte delle specie va dai 30 ai 40 giorni. Per il papiro  invece  per ottenere una pronta radicazione è opportuno immergere nell’acqua lo stelo capovolto con l’ombrella all’ingiù. In  entrambi i casi una volta sviluppatesi le radici, dopo 3-4 settimane circa, con cautela, trasferirle in vasi con del  buon  terriccio oppure continuare la coltivazione in idrocoltura. Nel primo caso le piantine vanno ambientate gradual­mente prima di trasferirle in ambiente diverso; se invece si opta per l’idrocoltura le piantine vanno tenute in ambiente con buon ricambio di aria per permettere l’ossigenazione dell’acqua che va tenuta sempre allo stesso  livello. Consigliabile aggiungere all’acqua dei preparati commerciali a base di resina a scambio cationico  facilmente  reperibili  nei  negozi  specializzati  in articoli per piante. Sia che si usa l’idrocoltura sia la radicazione in terriccio le piantine non devono essere esposte al sole ma in ambiente a luce diffusa e temperature all’incirca di 18-20 gradi. Temperature troppo elevate favoriscono lo sviluppo della parte aerea a scapi­to della emissione delle radici. Se si utilizza il terriccio si possono trattare le talee all’atto dell’inserimento con degli ormoni radicanti oppure con del letame fresco  dilui­to. Sulle talee, inoltre, va spesso nebulizzata acqua per evitare l’eccessiva disidratazione.

Giu

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By potatore

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L'acqua ringrazia….la cascata di SIIIIIIIIIIIIIIIIII

Giu

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Il made in Italy ….è sicuro!!

posted cerere

Mucca pazza, febbre aviaria, febbre suina, maiali e uova alla diossina l’elenco delle emergenze alimentari non ha sosta e non appena la notizia passa ai giornali succede l’irreparabile: crollo dei consumi. Questo si ripercuote immediatamente sui produttori che nel giro di pochi mesi si trovano le stalle piene di animali invenduti e costretti a macerare tonnellate di frutta e verdura che hanno il solo torno di trovarsi nel bel mezzo di una campagna di “diritto di informazione” che nella realtà si traduce nel evitare il consumo in successione di carne bovini, di quella aviaria e quindi di carne suina e via di questo passo. Effetti devastanti sugli agricoltori e sugli allevatori che si vedono sfumare anni di lavoro faticoso con una legislazione , quella italiana, molto severa in fatto di controlli sui prodotti agricoli. Quanti casi di mucca pazza in Italia? Quanti di aviaria? quanti di febbre suina? Resta da porsi la domanda sul perchè i consumatori italiani si lasciano, così facilmente, scoraggiare dagli allarmismi europei e  mondiali quanto hanno piena e ripetuta certezza che la filiera dei prodotti agricoli Italia, dà garanzie di qualità dei prodotti consumati. Sì, è proprio così, i prodotti agricoli italiani sono dal punto di vista qualitativo sicuri e  certificati e allora perchè non continuare a consumare carne, frutta e ortaggi italiani?  Perchè mortificare gli sforzi e l’esperienza delle nostre produtioni agricole? Perchè non accertarsi, nell’acquisto del prodotto che sia “Made in Italy” e tranquillamente gustarsi il piacere del prodotto fresco e genuino e meglio se a “km 0”. Mistero dei consumi e forse della corretta o insufficiente informazione. Per intanto segnaliamo i nuovi aiuti Europei a causa della crisi del comparto agricolo che lasceranno qualche goccia di rinfresco su una agricoltura fin troppo “arida”.

Giu

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By potatore

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Giornata mondiale dell’ambiente

posted enzo

L‘India è protagonista!!! La particolarita del territorio con una infinità di ecosistemi e la fragilità degli stessi, di una economia in veloce crescita che tende a togliere alla natura spazi, una varietà di genti e di tradizioni spesso in lotta. Descrivere l’India è forse più facile per chi come me l’ha studiata sui libri ma chi la “vissuta” difficilmente riuscirà a far trovar posto sugli scritti l’enormità di tale nazione e delle sue tradizioni, la bellezza dei suoi territori e l’ambiente variegato ma allo stesso tempo vulnerabile ai cambiamenti climatici. Mettere sotto i riflettori questo immenso paese  e il suo animale simbolo, la tigre del Bengala, specie sempre più minacciata  dal bracconaggio  farà in modo che cresca la sensibilità verso questo immenso patrimonio naturale e i suoi vari esponenti, tigri, scimmie, elefanti. Gli immancabili summit che caratterizzeranno l’evento hanno lo scopo di far nascere una cooperazione tra i paesi del mondo per la salvaguardia degli ecosistemi e a favorire cooperazione per la salvaguardia degli ambienti forestali tropicali: speriamo sempre negli accordi e che, poi, questi vengano mantenuti. Nel frattempo la buona notizia arriva da casa nostra : un terzo della Penisola è coperta da boschi. Bene, ma attenti, il wwf tiene a sottolineare che occorre proteggere in particolar modo i boschi ricchi i di vegetazione diverse e abitate da lupi, orsi, linci. Boschi DOC e non solo vino

Giu

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By potatore

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Cavallo ….o ronzino

posted da Fabiano

 

ginko

 

10 regole base per l’acquisto del primo cavallo

Questo articolo ovviamente è rivolto a chi volesse acquistare per la prima volta un cavallo, meraviglioso animale che sa dare emozioni e soddisfazioni anche ai neofiti. Indubbiamente, nel mondo dell’equitazione come in qualsiasi altro settore economico (definito tale per le somme circolanti), i venditori e i commercianti cercano sempre di approfittare al massimo dell’ inesperienza di chi fosse da poco entrato nel mondo del cavallo, a volte rifilando soggetti morfologicamente inadatti o addirittura pericolosi solo perché ‘belli’ e piaciuti subito all’ ignaro acquirente. Elenco di seguito alcune fondamentali regole per l’acquisto del primo cavallo da parte dei neo appassionati, ed in particolare 3 regole d’oro:
1- Farsi accompagnare da un amico esperto o meglio ancora da un veterinario, e ascoltare i loro pareri in quanto di sicuro hanno avuto già a che fare con situazioni del genere;
2- Mai, e sottolineo MAI comprare un cavallo solo perché ‘bello’ come mantello o portamento, in quanto un principiante non saprebbe gestire un cavallo difficile, o peggio spenderebbe un sacco di soldi in cure se acquistasse un cavallo non perfettamente sano;
3- Accordarsi con il venditore per un periodo di ‘prova’, per vedere se il cavallo ha buon carattere e conoscerlo meglio (ci si può accordare per lasciarlo sul posto o portarlo via dopo il versamento di una ‘cauzione’;
Altre regole non meno importanti sono:
4- Valutare attentamente il comportamento dell’animale sia in box che al prato;
5- Chiedere di farlo muovere alle 3 andature, sia facendolo girare in corda che montato (si può anche provarlo);
6- Far muovere l’ animale in ‘back’, ovvero in ‘retromarcia’, per evidenziare zoppie o difetti vari (anche di comportamento e/o obbedienza)
7- Controllare attentamente o far controllare a chi più esperto le gambe dell’animale, poiché come recita un famoso proverbio ‘non piede, non cavallo’;
8- Controllare o far controllare i denti, per verificare l’età approssimativa che a volte viene omessa;
9- Richiedere di visionare il libretto sanitario con le relative vaccinazioni e anche il libretto segnaletico (o in caso di cavalli con documenti di razza chiederne almeno una copia da consultare);
10- Tenere sempre a mente che molte volte l’età non influenza l’esuberanza o la generosità dei cavalli, che daranno sempre il massimo, fino alla morte se necessario, e ovviamente solo se si venisse a creare un buon rapporto con il padrone; lo dice pure un altro proverbio famoso ‘a cavaliere giovane si dà cavallo vecchio, a cavallo giovane si dà cavaliere vecchio’ (ovviamente si intende cavaliere esperto o meno).
Per concludere, posso solo augurare a voi che avrete la fortuna di acquistare un cavallo di avere e crearvi intorno amicizie oneste e sincere con persone affidabili, poiché nell’ equitazione la gente con la passione è veramente poca. Buon divertimento!