Mar

29

By potatore

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I lavori dell'orto di marzo

Marzo nonostante la sua nomea, è stato caratterizzato da un andamento climatico simile alla tarda primavera determinando nell’orto una crescita notevole delle varie coltiva­zioni. Per coloro che hanno provveduto alla semina in vasi di zucchine occorre effettuare una rinvasatura oppure metterle a dimora utilizzando protezioni con cappucci o campane in plastica che riparino da eventuali ritorni di freddo peraltro ancora probabili. Per quanto riguarda il pomodoro, occorre tenerlo a temperature molto basse (11-13 gradi) per le prime tre quattro settimane dalla germinazio­ne in modo da anticipare la fioritura al primo palco. Via libera alla semina in semenzaio per le altre solanacee come melanzane e peperoni utilizzando come protezione da porre sopra i semenzali, una lastra di vetro o un film in plastica per mantenere costante l’umidità e riparare dal leggero vento di questi ultimi giorni che facilmente asciuga lo strato superficiale in cui sono posizionati i semi. Nelle belle giornate, specialmente nelle ore centrali e calde della giornata vanno aperti completamente i tunnel indipendentemente che la giornata sia più o meno ventilata; infatti in queste ore la temperatura diventa insopportabile per lattughe e spinaci che tendono facilmente a filare. Occorre in ogni caso ventilare quando la temperatura del tunnel supera i 24-25 gradi. Anche per le fragole in coltura protetta e pacciamata con film nero vanno tenute completa­mente aperte le porte della serra sia durante il giorno che per la notte per agevolare l’azione impollinatrice degli insetti. Con l’aumentare, dell’azione fotosintetica risulta utile per tutte le colture dell’orto intervenire con fer­tirrigazioni al 2-3 per mille di concimi completi. Anche le piante aromatiche meritano molta attenzione: la salvia, ad esempio, va soggetta in questo periodo ad attacchi di afidi, difficili da rilevare anche perché è l’attacco si verifica maggiormente nella pagina inferiore. Se non si vuole inter­venire chimicamente è necessario usare un gettito violento d’acqua.

Mar

27

By potatore

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Il tempo delle scelte…

Oggi si può scegliere:  così

o così……

Mar

25

By potatore

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La cascata….del bonsai

di Matteo Caliendo

Continua  con il presente articolo il giro sugli stili presenti nel vasto repertorio dei bonsai e della loro affascinante tecnica. Questa volta ci occupiamo dello stile a cascata e di quello letterati. Anche lo stile a cascata si può definire uno tra gli stili più naturali in quanto esso riproduce un albero scendente o meglio cascante da un pendio e sottoposta a tutti gli effetti all’opera devastante degli agenti atmosferici. Un vaso alto (e preferibilmente non smaltato) aiuterà nell’equilibrio estetico e materiale della stessa. Nello stile a radici su roccia la pianta (solitamente vite canadese, glicini o comunque piante predisposte a ciò) cresce su di una roccia in tufo o lavica; le radici armoniche, non intrecciate e senza gibbosità lasciano intravedere la roccia in un connubio affascinante. Lo stile letterati è senz’altro lo stile più elegante, armonico e sinuoso; esso rappresenta un albero in competizione naturale con gli altri e che ha dovuto sviluppare con il tempo un tronco relativamente esile e lungo ed una chioma rada. Il vaso preferibilmente ovale crea nel suo quasi disequilibrio una sorta di armonia interiore nell’osservatore.

Mar

20

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Il petrolio italiano!!

Sole, vento e   acqua ecco il petrolio italiano. E’ il Belpaese l’Arabia Saudita delle energie alternative ma siamo alle solite: ci vuole l’ennesimo disastro nucleare per farcio rendere conto delle nostre potenzialità. In  Europa la Germania pensa nel giro di pochi anni di arrivare ad una produzione del 30% di energie alternative e pensare che loro non sono conosciuti per essere “Il paese del sole”.  Il termine,i come tutti sanno ci rappresenta, ed è stato coniato proprio in Italia a significare i favori che riceviamo  in fatto di luminosità solare. Allora a chi è venuta l’idea del nucleare? Se il motore europeo germanico punta sul fotovoltaico, visto anche i problemi di smaltimento scorie, , la Svizzera ci ripensa, la Spagna ha chiamato il Nostro  Premio Nobel Rubbia, e tutti puntano decisamente sulle energie alternative perchè gli italiani devono fare la scelta del nucleare? Quali amicizie “russe” o “libiche” ci spingono ad usare gas  siberiano e nordsahariano? Eppure, nel nostro paese, abbiamo esempi così incoraggianti e contrastanti con le dichiarazioni dei nostri politici:  Montalto di Castro, centrale fotovoltaica da 40 GW annui; Lardarello, centrale Geotermica; centrale Palladio a Fusina ad idrogeno,; Parco eolico di Sa Turrina Manna , 46,6 GW annui,  il più grande in Italia.
Piuttosto che scegliere il nucleare sarà il caso di cambiare politica/o. Ai prossimi referendum io non andrò al mare!!

Mar

17

By potatore

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Auguri Italia

Buon    150°

Mar

12

By potatore

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Un angolo di paesaggio..in casa

Le piante in casa poche o molte, sul davanzale o a terra, in cucina o in soggiorno qualunque sia la loro forma e al dimensione hanno il pregio di rendere l’ambiente circostante gradevole e accogliente. Anche se si possiede uno spazio verde fuori dalla porta  o che si  viva addirittura  in campagna non si deve rinunciare ad avere delle piante in casa  soprattutto in inverno perché queste contrastano col paesaggio esterno e in ogni  caso hanno colori e forme molto diverse dalle specie coltivate  all’aperto. La specie coltivate in casa sono, infatti, frutto di anni di ricerche e di incroci fra varietà diverse tanto che ormai le specie in commercio sono tantissime e tante altre sono in arrivo carichi di colori e profumi dalle regioni umide tropicali oppure dalle forme strane e curiose come quelle provenienti dalle zone aridi del pianeta. Il problema in caso di acquisto non è quello di stabilire quale pianta piace di più ma semmai oltre al fatto estetico-ornamentale va individua quale specie si ambienta  meglio al microclima che si ha in casa ed è più adatta  al tipo di cure che gli occupanti della casa possono dedicare. Ad esempio una famiglia che per motivi di lavoro tende ad avere poco tempo per le piante ma allo stesso tempo non vuole rinunciare a  qualche esemplare può facilmente tenere in casa delle cactacee, clivie, spatifilli, dracene, sanseverie e sicuramente rinunciare ad avere al balcone dei gerani, delle bromeliacee o piante da fiore in casa che richiedono cure più costanti tra cui  le irrigazioni. Il gusto personale quindi anche se è indubbiamente da  considerato deve in ogni caso lasciar posto alle esigenze delle specie. Per questo ed altre ragioni, è necessario, quando si acquistano le piante, conoscere loro esigenze e ciò la dice lunga perché alcune persone tendono a “specializzarsi” e preferiscono coltivare cactacee, altri bromeliacee, alcuni ficus e altri ancora orchidee o bonsai. Questo sistema può essere divertente anche su scala ridotta le la mini collezione di piante coltivate in casa può essere motivo di gioia e di soddisfazione personale vuoi per la bellezza e le forme ottenute, vuoi per i fiori ottenuti o ancora per i giusti accostamenti e le pregevoli composizioni. In ogni caso generalmente è il fogliame a dare bellezza ad una pianta e molto meno i fiori che persistono per poco tempo, inoltre l’acquisto riguarda sempre esemplari piccoli o di medie dimensioni e nel tempo lo stesso esemplare potrà migliorare nel tempo e assumere altezza ed eleganza imponenti ma allo stesso tempo, può divenire spoglio e poco rigoglioso. Una cosa è sempre bene però ricordarsi che una pianta in vaso non è un prezioso oggetto d’arte, ma un organismo affascinante, in grado di rispondere positivamente a tutte le affettuose cure ricevute.

Mar

9

By potatore

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La potatura degli alberi da frutta

 

Potare  correttamente  gli alberi da frutta  che  trovano posto nel giardino di casa è stato da sempre l’aspirazione di tutti a prescindere da eventuali insuccessi che si possono ottenere. Contrariamente a  quanto,  in  generale qualcuno può ritenere, le piante non potate,  inizialmente, producono  più di quelle potate, anche se i frutti prodotti sono   piccoli  e di qualità inferiore  ma successivamente tenderanno  a  formare  una eccessiva quantità  di  rami  e foglie  che il più delle volte pregiudicano gravemente  lo stato  sanitario della pianta. Pertanto, i vantaggi della potatura, si possono sintetizzare in tre punti: la possibilità di dare una forma, il mantenimento di  una equilibrata distanza   e armonia fra i rami e stimolare  le  formazioni vegetali in cui sono presenti le gemme portatrici di fiori.  Il  primo punto è sicuramente importante quando le  piante da  frutto  sono localizzate in giardino e alla  pianta  non viene  richiesta  solo la produzione di frutta ma  anche  la capacità di rimanere in armonia con arbusti e alberi ornamentali che normalmente  caratterizzano il  giardino.  In questo caso sono da scartare  a priori le forme obbligate  e orientare la potatura in modo che la pianta assuma una forma a  globo,  vaso  o fusetto a seconda   della  specie.  Oltre all’aspetto decorativo va in ogni caso ridimensionata,  alle proporzioni  del  giardino, la chioma che deve  rimanere  di dimensioni ragionevoli. Il secondo punto sull’esatto diradamento dei rami, è determinante in quanto influenza  notevolmente  lo stato sanitario della pianta: a tal  scopo   vanno inizialmente rimossi i rami che presentano anomalie causate da  cancri e gommosi, quelli danneggiati dalle gelate  o  da grandinate.  Cosi  facendo si eliminano eventuali focolai  di malattie e successivamente, una volta evidenziati i rami che caratterizzano l’impalcatura della pianta (quattro cinque al massimo) vanno effettuati pochi tagli che creino molta  luce e  passaggio  di aria all’interno della pianta. Il  terzo  e ultimo punto  è invece quello in cui viene richiesta una  più specifica conoscenza tecnica sui rami che sono portatori  di gemme a fiore o di gemme a frutto. Infatti le specie frutti­ficano  in  modo  diverso  e le  differenze tra  alberi  di  pesche  e di  mele, ad esempio, dopo una potatura  risultano notevoli. Il pesco, fruttifica principalmente  su rami misti lunghi 40-70 cm inseriti su branche principali o secondarie e  quindi  la vegetazione ogni anno va rinnovata  e  ridotta fino al 70%  mentre per ottenere un rinnovo  costante capace di  fornire produzioni ottimali su meli  occorre  asportare intorno al 20% dei rami presenti lasciando un giusto  numero di lamburde formazioni vegetali  in cui meli e peri frutti­ficano maggiormente. Prima  di effettuare qualsiasi intervento cesorio va  sempre valutata la vigoria della pianta e i tagli saranno abbondanti se questa risulterà debole mentre se la pianta è vigorosa vanno effettuati pochi tagli di sfoltimento.

Mar

6

By potatore

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Spazzato dal vento….

di Matteo Caliendo

Lo stile spazzato dal vento (insieme alla composizione a boschetto) è quello  in cui traspare tutta la naturalezza di una pianta e del bonsai, seppur coltivata in vaso, e  rispecchia al meglio uno scorcio di natura. Questo stile riprende le forme degli alberi,  che a causa del vento costante  e della stessa direzione,  spazza le spiagge e  costringe le chiome degli alberi presenti a forme particolari ed con forte inclinazione. Lo stile spazzato  non è di facilissima realizzazione e predilige vasi molto bassi o ancor meglio lastre di ardesia appositamente realizzate. Lo stile a scopa rovesciata e tipico degli olmi giapponesi (zelkove) poco  adattati ai nostri climi; trova comunque suo vasto impiego anche nelle latifoglie in generale; presenta un vaso basso e generalmente rettangolare, tronco eretto ed in armonia ed i rami principali devono diramarsi a loro volta in rami più piccoli. La forma finale della chioma ed il suo profilo saranno simili a quelli di un ventaglio od ancor meglio di una scopa di qui il nome.