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By potatore

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La Fitodepurazione

A cura di Pa.Al

Nel duemila abbiamo acquistato una casa in montagna, a ottocento metri di altitudine, da adibire a residenza della mia famiglia. Nell’esaminare l’immobile abbiamo verificato che era sprovvista di impianto fognario, ragion per cui ci siamo informati per la realizzazione di un impianto di smaltimento delle acque reflue. Abbiamo poi saputo che tutte le poche case situate nella zona hanno semplicemente un pozzo perdente perché non è realizzabile un sistema fognario. I tecnici consultati hanno proposto una fossa imhoff con dispersione nel terreno per subirrigazione: si tratta della dispersione direttamente nel terreno circostante delle acque nere in uscita dalla fossa attraverso tubi bucherellati disposti a raggiera fra la vegetazione. La soluzione non ci sembrava adeguata e allora abbiamo cercato su internet un sistema piu ecologico e abbiamo ricavato informazioni sulla fitodepurazione. Con il vincolo delle pendenze del terreno,abbiamo individuato la posizione migliore in cui realizzare il nostro progetto: andava creata una grande pozza alta una cinquantina di centimetri, larga e lunga il piu possibile per quel che ci permetteva la giacitura del terreno roccioso, vicino andava collocata una fossa imhoff e un degrassatore per lo scarico dei lavandini. Per non restare troppo vicini all’abitazione è stato necessario prolungare i due tubi di scarico: quello delle acque nere e quello dello scarico lavandini in un punto individuato a valle della casa. Nel bacino è stato messo un letto di sabbia fine con lo scopo di impedire lo strappo dell’apposito telo in HDPE: questo telo, usato nelle discariche di rifiuti ad impedire il percolamento di liquami nel sottosuolo, noi l’abbiamo usato per impearmilizzare la nostra piccola palude artificiale. Sopra il telo, sempre a protezione, altra sabbia fine, e, a seguire, le pietre più grosse ricavate dallo scavo stesso o trovate in zona disposte una a una in modo da lasciare degli spazi vuoti e reggere uno strato di pietrame di minori dimensioni sempre risultante dello scavo. Sopra questo è stata messa della ghiaia piu fine e, sopra ancora, altra sabbia e infine del tessuto non tessuto che separa il laghetto sottostante dal terriccio distribuito sopra in modo da creare uno spazio vegetativo. Nel terriccio abbiamo piantato: stoloni di cannucce di palude (phragmites australis) presenti in grandi quantità nei fossati a fondo valle e quindi gia climatizzate, e semi di tipha (typha latifolia), entrambe piante di palude che hanno un apparato radicale adatto a consumare direttamente le sostanze organiche e minerali presenti nell’acqua. Viene così a formarsi un intrigo di radici e un proliferare di batteri utili a filtrare e depurare l’acqua da eventuali batteri patogeni e metalli pesanti. Abbiamo dato una leggera pendenza al fondo in modo da avere un flusso dal pozzetto di ricezione (dove è stato convogliato lo scarico dei liquami ormai decantati dalla fossa imhoff per essere definitivamente filtrati) allo scarico definitivo, situato al lato opposto appena sotto il livello di tracimazione. Le canne di palude hanno avuto una buona propagazione già dal primo anno e si sono sviluppate anche alcune tiphe. Per i primi anni abbiamo comunque lasciato vegetare qualsiasi pianta spontanea, estirpando solamente i rovi e contenendo il convolvolo (convolvulus sepium). Utilizziamo da 6 anni il nostro impianto che finora non ci ha creato nessun problema, anzi siamo contenti perché riusciamo a trasformare direttamente i nostri rifiuti in vegetazione, con costi non elevati.