Set

30

By potatore

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Purificazione dell'aria

Le piante d’appartamento per quanto sensibili al sole e al freddo, sono utili perché resistono molto bene al fumo di sigaretta, ai gas delle auto, dei mobili e detersivi.  Si parla di sindrome dell’edificio malato: disturbi come bruciore agli occhi, cefalea, sinusite e sonnolenza, citandone solo alcuni, che colpiscono chi sta troppo chiuso in ambienti chiusi.  Lo scienziato Bill Wolverton ha dimostrato che le piante diminuiscono la concentrazione nociva. I veleni costituiti da molecole di idrogeno, carbonio e ossigeno penetrano nei vegetali dagli stomi e in parte formano zuccheri, lipidi e acidi organici, e in parte vanno nelle radici dove sono poi trasformati da batteri aerobici sempre in zuccheri, lipidi e acidi organici. I due rimedi contro la sindrome dell’edificio malato sono aprire le finestre e puntare sul verde.
E’ dimostrato che nei luoghi ventilati automaticamente l’aria è 100 volte più inquinata. Alcuni inquinanti sono: la formaldeide, proveniente da prodotti per l’incollaggio, spray, e vernici;
composti organici semivolatili  (Svoc) come CO2 , monossido di carbonio, biossido d’azoto e di zolfo provenienti da processi di combustione; e composti organici volatili (Voc) come cilene, toluene e benzene provenienti da solventi, vernici e  detersivi.
Lo scienziato Bill Wolverton ha individuato le 50 piante più adatte contro questo inquinamento.
Per esempio la Nephrolensis exaltata assorbe formaldeide, xilene e benzene; oppure le dracene divorano tutti i gas; l’aloe riduce la formaldeide e i Voc ridotti anche da banano nano e cactus colonnare; i Svoc sono ridotti dal ficus come pure dalla peperomia e dalla sansevieria.

Set

29

By potatore

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La Fitodepurazione

A cura di Pa.Al

Nel duemila abbiamo acquistato una casa in montagna, a ottocento metri di altitudine, da adibire a residenza della mia famiglia. Nell’esaminare l’immobile abbiamo verificato che era sprovvista di impianto fognario, ragion per cui ci siamo informati per la realizzazione di un impianto di smaltimento delle acque reflue. Abbiamo poi saputo che tutte le poche case situate nella zona hanno semplicemente un pozzo perdente perché non è realizzabile un sistema fognario. I tecnici consultati hanno proposto una fossa imhoff con dispersione nel terreno per subirrigazione: si tratta della dispersione direttamente nel terreno circostante delle acque nere in uscita dalla fossa attraverso tubi bucherellati disposti a raggiera fra la vegetazione. La soluzione non ci sembrava adeguata e allora abbiamo cercato su internet un sistema piu ecologico e abbiamo ricavato informazioni sulla fitodepurazione. Con il vincolo delle pendenze del terreno,abbiamo individuato la posizione migliore in cui realizzare il nostro progetto: andava creata una grande pozza alta una cinquantina di centimetri, larga e lunga il piu possibile per quel che ci permetteva la giacitura del terreno roccioso, vicino andava collocata una fossa imhoff e un degrassatore per lo scarico dei lavandini. Per non restare troppo vicini all’abitazione è stato necessario prolungare i due tubi di scarico: quello delle acque nere e quello dello scarico lavandini in un punto individuato a valle della casa. Nel bacino è stato messo un letto di sabbia fine con lo scopo di impedire lo strappo dell’apposito telo in HDPE: questo telo, usato nelle discariche di rifiuti ad impedire il percolamento di liquami nel sottosuolo, noi l’abbiamo usato per impearmilizzare la nostra piccola palude artificiale. Sopra il telo, sempre a protezione, altra sabbia fine, e, a seguire, le pietre più grosse ricavate dallo scavo stesso o trovate in zona disposte una a una in modo da lasciare degli spazi vuoti e reggere uno strato di pietrame di minori dimensioni sempre risultante dello scavo. Sopra questo è stata messa della ghiaia piu fine e, sopra ancora, altra sabbia e infine del tessuto non tessuto che separa il laghetto sottostante dal terriccio distribuito sopra in modo da creare uno spazio vegetativo. Nel terriccio abbiamo piantato: stoloni di cannucce di palude (phragmites australis) presenti in grandi quantità nei fossati a fondo valle e quindi gia climatizzate, e semi di tipha (typha latifolia), entrambe piante di palude che hanno un apparato radicale adatto a consumare direttamente le sostanze organiche e minerali presenti nell’acqua. Viene così a formarsi un intrigo di radici e un proliferare di batteri utili a filtrare e depurare l’acqua da eventuali batteri patogeni e metalli pesanti. Abbiamo dato una leggera pendenza al fondo in modo da avere un flusso dal pozzetto di ricezione (dove è stato convogliato lo scarico dei liquami ormai decantati dalla fossa imhoff per essere definitivamente filtrati) allo scarico definitivo, situato al lato opposto appena sotto il livello di tracimazione. Le canne di palude hanno avuto una buona propagazione già dal primo anno e si sono sviluppate anche alcune tiphe. Per i primi anni abbiamo comunque lasciato vegetare qualsiasi pianta spontanea, estirpando solamente i rovi e contenendo il convolvolo (convolvulus sepium). Utilizziamo da 6 anni il nostro impianto che finora non ci ha creato nessun problema, anzi siamo contenti perché riusciamo a trasformare direttamente i nostri rifiuti in vegetazione, con costi non elevati.

Set

26

By potatore

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2°classificato: grazie a tutti

Questo blog si è classificato al secondo posto al Machianera Blog Awards nella categoria Ecologia-Sociale.  Sicuramente un successo, se poi, si tiene conto che questo sito non ha una redazione al contrario degli altri. Infatti, la gestione è praticamente familiare, anche se vanno ringraziati i miei alunni dell’anno scolastico 2009-10 per la collaborazione e la partecipazione, poichè con alcuni articoli e con la loro presenza mi hanno stimolato a migliorare il blog. Ringrazio quanti ci hanno votato  e grazie a loro che il blog ha raggiunto tale visibilità. Bellissima la serata del 25 a Riva del Garda e la relativa premiazione. Mi ripropongo di ripartecipare l’anno prossimo e grazie a voi chissà…. salire di un posto.  I ringraziamenti vanno anche alla community di Altervista sempre presente e di grande aiuto.

grazie a tutti e alla prossima a Riva del Garda

Set

20

By potatore

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Finalisti!


Ebbene si, grazie a voi tutti che ci avete votati, adesso siamo ufficialmente tra i 5 finalisti per il Macchianera Blog Awards come “miglior blog ecologista/sociale”.

Set

20

By potatore

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Le coccinelle di Margherita

Margherita


Ma sono stra carine le coccinelle!!!Io le ho sempre con me…con adesivi, coccinelline in legno, ciondolini….Ma non perchè portino fortuna…(non ci credo un granchè…), bensì perchè sono animaletti graziosi e coloratissimi!!..(Anche se il mio animale preferito è il lupo..)
Qualche settimana fa avevo la casa infestata da questi esserini rossi con i puntini neri… ”Che belle che sono!!!” pensavo…
Sono uscita un attimo in giardino e, quando sono rientrata, c’era quella rincitrullita di mia mamma che aspirava le coccinelle con l’aspirapolvere…(Ma non si può tutte a me capitano!!!)
Allora per ripicca le ho liberate nella sua camera da letto, ma quell’investigatrice privata (che fiuta una notizia a distanza di kilometri…) l’ha capito e ha spruzzato il DDT così sono morte tutte…
Ma io lo spruzzerei addosso a lei l’insetticida!!!!

Set

13

By potatore

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Animali in estinzione

di Ivan Cattaneo

Cambiamenti climatici, danni all’ambiente fatti dall’uomo, semplice evoluzione della specie. Fattori che combinati insieme hanno dato vita a una lenta ma progressiva scomparsa di moltissime specie animali. La vita sulla Terra ha avuto origine circa quattro miliardi di anni fa con i minuscoli organismi monocellulari da cui poi sono nate moltissime specie viventi, delle quali oggigiorno non è rimasta che una minima parte. Tantissime specie sono apparse per poi scomparire attraverso cinque momenti di estinzione di massa (l’ultimo 65 milioni di anni fa) durante i quali è scomparso ben il 95% delle specie conosciute. Ma se è vero com’è vero che molte specie animali si sono estinte per cause naturali è anche vero che del futuro di molte di quelle ancora esistenti l’uomo ha una grandissima responsabilità. La distruzione degli habitat, il commercio illegale, il bracconaggio crescente, gli effetti dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento e quelli dovuti a uno sviluppo economico insostenibile mettono sempre più in pericolo gli abitanti vegetali e animali del pianeta, che come noi hanno diritto alla vita. Una biodiversità dunque sempre più in pericolo, per colpa dell’uomo che non la rispetta che, sta causando quello che gli scienziati hanno definito il sesto evento di distruzione di massa che secondo i dati porterà alla scomparsa entro i prossimi cento anni di un quarto delle specie viventi,infatti molti mammiferi del pianeta si stanno estinguendo,e sono a rischio:un terzo degli anfibi,una specie di uccelli su otto.
Animali più a rischio:
° aquila reale
° balena
° bisonte europeo
° foca monaca
° gatto selvatico
° lince europea
° delfino rosa

Set

9

By potatore

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Colony Collapse Disorder

a cura di Mo.Sa.

Si chiama Colony Collapse Disorder ed è un fenomeno che nel Nord America sta raggiungendo dimensioni impressionanti. È la moria delle api, una realtà preoccupante che anche in Europa e in Italia presenta ormai numeri significativi. In Nord America la mortalità delle api è stimata intorno al 60-70 %. In Italia ci sono numerose segnalazioni di casi di mortalità nelle regioni settentrionali, imputati soprattutto ad avvelenamenti provocati con trattamenti agro-farmaci. Nelle regioni meridionali la situazione non desta al momento particolare preoccupazione.
Si tratta di una situazione che mette in discussione l’equilibrio naturale globale con rischi anche per la salute e l’alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il lavoro d’insetti, al quale proprio la api concorrono per l’80%. Le api sono utili anche per la produzione di carne: con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica e il trifoglio, sono fondamentali per i prati destinati ad animali da allevamento.
L’allarme è stato lanciato in molte regioni, dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.
In Italia è a rischio una popolazione stimata di circa cinquanta miliardi di api in oltre un  milione di alveari che impollinano le piante agricole lungo tutto lo stivale. Esiste anche l’ipotesi di un inquinamento elettromagnetico causato da elettrodotti, ripetitori e altri dispositivi di trasmissione. Un fenomeno che si è osservato a maggio 2007 riguarda l’anomalo aumento d’improvvisi sciami di api nelle città a causa delle elevate temperature. Cresce poi l’apprensione per gli eventuali effetti di contaminazioni da parte di O.G.M .
Tra i principali sospettati, ci sono anche parassiti come virus o batteri sconosciuti e pesticidi che potrebbero anche agire in combinazione nell’indebolire ed uccidere la api.
Occorre una verifica scientifica immediata di tutti i principi attivi sospetti, al fine di una loro sospensione cautelativa al pari di quanto avvenuto in altri paesi, ad esempio la Francia.
Legambiente ha dedicato grande attenzione allo studio degli effetti dei fitofarmaci maggiormente incriminati di provocare la moria delle api. In Lombardia la situazione è particolarmente grave: secondo dati forniti da Apilombardia, l’associazione dei produttori apistici, già ad aprile 2007 in quella regione si registravano 200 alveari colpiti nella bassa bresciana, 150 nella provincia di Cremona e altrettanti nella bassa Lomellina in Provincia di Pavia.
Ma c’è anche un’altra ipotesi che i ricercatori stanno valutando e sulla quale hanno già ottenuto evidenze interessanti. Le microonde diffuse dai ripetitori per telefoni cellulari interferirebbero con il sistema di navigazione delle api, impedendo loro di ritornare all’alveare.
Ora però il rischio maggiore è quello che, prima di intervenire concretamente, si attendano certezze matematiche difficili da ottenere; nel frattempo api e alveari sono sempre più a rischio estinzione.

Set

8

By potatore

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Le piante aromatiche

piantine-aromatiche1
Niente calorie e niente colesterolo” potrebbe essere lo slogan per le specie aromatiche. Nonostante ciò il consumo di specie aromatiche non sembra interessare notevolmente i consumatori che rilegano il loro utilizzo solo alla preparazione di prodotti locali o preparati particolari che in ogni caso hanno lanciato il prodotto vedi ad esempio il  pesto alla genovese per il basilico o il peperoncino che caratterizza i salumi della Calabria. Eppure le aromatiche non hanno solo la proprietà di aromatizzare e condire il piatto ma apportano allo stesso una quantità notevole di oli vegetali, vitamine, amminoacidi ed alcuni alcaloidi che migliorano e aiutano la digestione. “Se l’uomo conoscesse i meriti del sedano ne riempirebbe l’orto” diceva un proverbio che esaltava le proprietà stimolanti delle funzioni sessuali del sedano che indubbiamente rimane un alimento depurativo ricco di vitamina A, B, e C. Anche il prezzemolo, per la presenza di un olio essenziale che contiene apiolo, sembra che sia capace di stimolare ed eccitare la muscolatura uterina e se consumato crudo apporta all’organismo una quanti notevole di vitamina C superiore a quella di arance e cavoli. Poche piante di peperoncino, nell’orto, con i loro frutti possono aiutare la digestione di coloro che soffrono di intestino pigro e stitichezza. Infatti, le sostanze in esso contenute stimolano positivamente e accelerano la digestione anche se l’utilizzo del peperoncino nelle vivande va somministrato gradualmente e a dosi crescenti in modo di abituare il palato al sapore piccante e acre. Stessa azione benefica alla digestione può derivare dall’aggiunta di basilico alle pietanze. La presenza di sostanze come il cineolo e il lineolo nelle foglie del basilico lo rendono stimolante per la secrezione di saliva che attiva già nella bocca la presenza di enzimi che avviano il processo digestivo. Il basilico rispetto alle altre specie ha il vantaggio che può essere coltivato in vaso sul davanzale e raccolto immediatamente all’occorrenza.