Ago

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By potatore

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Riciclare e non incenerire

Studi francesi dimostrano come la presenza degli inceneritori provocano malformazioni dell’apparato uro-genitale dei nuovi nati. Questo tipo di notizie, purtroppo, tendono a passare in sordina e la favola dei termovalorizzatori che aiutano l’ambiente” continua  ad esistere.

Ago

5

By potatore

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Modena: reclutati pipistrelli contro le zanzare

Per combattere le zanzare Modena recluta i pipistrelli. Mammiferi predatori presenti nel territorio, ma in diminuzione a causa di pesticidi ed antropizzazione. Molto utili per combattere gli insetti dannosi all’uomo e alle coltivazioni, ora hanno solo bisogno di sconfiggere il pregiudizio di antiche leggende.Un modo tutto ecologico per combattere le zanzare? Reclutare i pipistrelli. Lo ha escogitato il comune di Modena, che in vista della stagione più calda, durante la quale le fastidiose bestiole cominciano a minacciare i nostri centimetri dermici, si è premunita in modo ecocompatibile. Il comune sta installando circa venti “Bat Box” per la città, piccole tane, nelle quali i pipistrelli potranno rifugiarsi e di notte cacciare le zanzare. E’ noto come questo tipo di mammifero sia un assiduo predatore delle zanzare tigre, ne mangia infatti, dalle 1.500 alle 2.000 unità al giorno. Spiega l’assessore comunale all’Ambiente Simona Arletti: “Abbiamo cercato di capire cosa potevamo fare in più per sfruttare i predatori naturali, e così abbiamo pensato ai pipistrelli. Finora i controrimedi si sono basati sulla prevenzione, nel senso che viene raccomandato ai cittadini di eliminare i depositi di acqua stagnante, per esempio, e sulla disinfestazione. In questo modo invece non solo ampliamo le azioni di contrasto in modo naturale, ma tuteliamo la biodiversità”. Le specie di pipistrelli presenti nel territorio emiliano sono circa 20, ma tutte in diminuzione a causa dei prodotti di sintesi utilizzati in agricoltura, senza dimenticare l’antropizzazione che ne ha ridotto i luoghi di caccia e rifugio.

Insomma Modena cerca di ridare spazio ai piccoli chirotteri (questo il loro nome scientifico) in cambio di un gustoso aiuto, fare scorpacciate di zanzare tigre che ogni anno infestano le nostre città, umide, calde e piene di rifugi dove proliferare. Ma i pipistrelli il cui compito essenziale è nutrirsi di insetti che noi chiamiamo dannosi, non solo per l’uomo ma anche per le coltivazioni, contribuirebbero a migliorare le condizioni anche di queste ultime, tutto nella perfetta armonia dell’ecosistema. Ultimo suggerimento, non averne paura. Sono molte infatti le leggende che si raccontano su questo piccolo predatore, tutte da sfatare almeno per quanto riguarda l’essere umano.

(a cura di Jacopo Lang)

Ago

1

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La strage degli innocenti

Il Canada riapre la caccia ai mammiferi polari. Vittime designate soprattutto i cuccioli, pregiati per il mercato delle pelli. Autorizzata l’uccisione di un milione di animali in tre anni
In Canada si è aperta la stagione della caccia. E’ partita, sotto l’egida governativa, la strage delle foche, compresi i cuccioli, come hanno rivelato le immagini televisive giunte dal Newfoundland e dal Quebec. Migliaia di cacciatori di foche del Canada Atlantico – sono circa 12 mila in possesso di regolare licenza, quasi tutti residenti nella provincia del Newfoundland – si sono spostati verso le banchise di ghiaccio. È una lotta impari. Le foche vengono uccise a picconate, con gli «hakapics», bastoni di legno con un gancio di ferro all’estremità. Si tratta di centinaia di migliaia di animaletti immobili, morbidi, che osservano i cacciatori con gli occhioni spalancati. Due secondi dopo, senza un lamento, giacciono sul ghiaccio in mezzo a una striscia rossa di sangue. Il 97 per cento ha meno di tre settimane e ancora non possono mangiare cibo solido. I cuccioli infatti si nutrono solo del latte materno che è molto grasso e consente di acquistare moltissimo peso in pochi giorni, perciò non sono in grado di muoversi. Le foche migrano in Canada in questo periodo dell’anno soltanto per sei-otto settimane, proprio per dare alla luce i loro cuccioli, poi si spostano in Groenlandia. Qui quelle che sopravvivono alla stagione di caccia canadese rischiano la morte di nuovo, grazie alla legge danese. E’ proprio un piano federale canadese, emanato lo scorso anno, che ha dato il via libera a uccidere fino a 975 mila foche tra il 2003 e il 2005. È questo infatti il numero di foche considerate in «eccesso e dannose per l’economia»
Nel 1996 il governo canadese attribuì a questi animali la responsabilità della sensibile diminuzione di pesca del baccalà. Gli animalisti affermarono che la diminuzione del baccalà era in realtà legata all’eccesso di pesca. Ma il governo di Ottawa decise di reinvestire nella caccia alla foca circa 20 milioni e mezzo di dollari canadesi, provenienti dalle tasse. Da allora sono stati uccisi più di un milione di esemplari. Il numero massimo di animali da uccidere lo scorso anno era di 350 mila unità e ne sono state sterminate 289 mila. Stesso limite è stato stabilito per il 2004. L’ultima volta che i cacciatori canadesi hanno ucciso 350 mila capi risale al 1956 e gli animalisti denunciano che quest’anno la strage potrebbe essere la peggiore in circa 50 anni. Per i cuccioli a pelo bianco esiste comunque il bando ufficiale del governo di Ottawa, che avrebbe così messo a tacere Greenpeace Canada. Sono state inoltre stabilite norme severe per evitare che gli animali vengano scuoiati prima della morte. Nel 2001 infatti un gruppo internazionale di veterinari indipendenti scoprì che il 79 per cento dei cacciatori non controllavano se gli animali erano morti prima di strapparne la pelle e nel 40 per cento dei casi il cacciatore si accorgeva in seguito che l’animale non era ancora morto e gli dava il colpo di grazia.