Attrezzi da orto

attrezzi “inutili” da giardinaggio

La coltivazione di un orto richiede una adeguata attrezzatura commisurata all’ampiezza dell’appezzamento e alle esigenze di chi lo coltiva. Alcuni attrezzi però risultano comunque fondamentali e tra questi sicuramente una vanga, una zappa, un rastrello, un trapiantatoio, una forbice da potare e un coltello molto affilato e in ultimo un cesto possibilmente di vimini ove gli ortaggi accolti rimangono freschi. Vanga e zappa sono i due strumenti che consentono di lavorare il terreno in modo completo con l’unica differenza che con la vanga èpossibile lavorare in profondità e interrare nello stesso tempo eventualmente anche il letame, mentre con la zappa la lavorazione è superficiale ed inferiore ai 10-15 cm. La zappa viene anche utilizzata per ripassare e sminuzzare il terreno precedentemente vangato oppure per lavorazioni superficiali tipo rincalzatura e sarchiature. Il rastrello, invece, è un attrezzo complementare necessario al raduno delle erbe infestanti già strappate, alla frantumazione, al livellamento del terreno e infine all’interramento con uno strato molto sottile i semi. Per  il trapianto delle piantine può essere usato il  tra­piantatoio,  attrezzo  a forma conica,  quando  si  vogliono ottenere  delle buchette circolari per la messa a dimora  di piantine con pane di terra; se invece le piantine non hanno il  pane di terra è conveniente usare un foraterra no una piccola zappetta con manico corto. Se si vuole ottenere delle file perfettamente diritte  conviene  munirsi di un aspo o di un  rocchetto  di spago mentre molto utile e a volte indispensabile può risul­tare l’acquisto di una pompa irroratrice per la distribuzio­ne  di antiparassitari. Infine se il terreno a  disposizione è  vasto è vantaggioso l’acquisto di una  moto­zappa fornita di accessori.

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Un commento su “Attrezzi da orto

  1. massimo il said:

    LA SEMINA SU SODO:
    Da molti anni si è sviluppata la semina su sodo e le lavorazioni minime del terreno. Al contrario della normale semina, quella su sodo cerca di lavorare il meno possibile il terreno, perché essendo arieggiato di meno ha una bassa capacità di ossidare i residui colturali in esso presenti, arricchendolo di sostanza organica. Con lo sviluppo della semina su sodo si diminuirebbero: l’inquinamento(causato dai gas di scarico dei trattori); lo spreco di gasolio; il costo della manodopera.
    La semina su sodo sarebbe molto utile anche in collina perché favorisce una minore erosione e consente di mantenere lo strato fertile del terreno.

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