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25

By potatore

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Per incontrare il gallo cedrone …alzarsi all'alba

Davide Gotti

Questa specie popola tutte le selve più ampie dell’Europa settentrionale e dell’Asia; oggi i suoi confini non si sono ridotti, ma la si incontra in numero notevolmente minore. In Italia la specie è estinta sulle Alpi centrali ed occidentali mentre è ancora presente nelle zone montuose di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli. Il suo areale è in costante diminuzione in tutto il continente europeo diventando più frequente soltanto nei vasti boschi di Scandinavia e Russia. Dovunque, preferisce i boschi di montagna a quelli di pianura, ed ha bisogno di alberi di alto fusto – soprattutto quelli resinosi – in zone abbondantemente irrigate e ricche di cespugli e bassi arbusti con bacche; ama pure i terreni paludosi.
Uccello stazionario, è indotto a spostarsi dalle sedi abituali solo dal sopravvenire di forti freddi e di abbondanti nevicate che rendono impossibile il reperimento del cibo: ma non appena la stagione migliora, riprende la via dei luoghi preferiti. Certe volte, quando il suo territorio è completamente coperto dalla neve, si ritira sui rami degli alberi, e vi trascorre lunghi periodi nutrendosi di foglie.
La sua giornata, in generale, trascorre sul terreno, in continue corse fra gli sterpi e i bassi arbusti dove va in cerca di alimento, levandosi in volo soltanto di fronte a qualcosa di sorprendente. Il cibo consta di gemme d’albero, foglie, bacche, semi, trifoglio ed insetti. Nel periodo dell’amore il gallo cedrone si accontenta di cibi più grossolani, e sembra non volersi quasi dar pena di cercare alimento; in ciò si differenzia dalla femmina, e da ciò proviene forse quella tenace fibrosità che rende le carni degli individui adulti quasi immangiabili, mentre quelle della femmina sono delicatissime e saporose. Per digerire il cibo ha bisogno di sabbia o di finissima ghiaia, e si accosta all’acqua più volte durante il giorno.
Questo magnifico uccello l’ho visto alcune volte sulle cime bergamasche,quando vado con i miei familiari a fare escursioni sulle Orobie.Il segreto per vederlo è quello di alzarsi molto presto e addentrarsi nei boschi rispettando il silenzio.