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By potatore

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Ognuno al suo posto

di E. Spo.


La vegetazione svolge un importante ruolo di controllo ambientale, perché mitiga i livelli di anidride carbonica atmosferica . Le piante infatti, durante la fotosintesi rimuovono la CO2 e liberano ossigeno; un altro punto a favore delle piante è che sono anche capaci di sintetizzare e rilasciare nell’aria i composti organici volatili (Voc), prodotti e contenuti negli organi vegetali. Questi Voc contribuiscono alla riduzione e formazione di azoto, infatti quando i livelli di azoto sono bassi, i Voc rimuovono l’ozono, ma quando però la concentrazione di azoto è alta come nelle aree industrializzate, l’ossidazione dei Voc non fa altro che peggiorare la situazione. Per questo è necessario individuare le specie più idonee per ogni tipo di ambiente; nel caso delle città come spiegato prima servono delle piante con un elevata capacità di assorbimento di CO2, ma con una bassa emissione di Voc. Alcune di queste piante sono il tiglio selvatico, biancospino e frassino. La situazione degli ambienti interni come uffici e appartamenti non è migliore. Tanti sono i composti che possono nuocerci come benzene o altri idrocarburi tossici, provenienti da adesivi, vestiti, vernici, detersivi…. delle ricerche nei paesi occidentali hanno addirittura attestato che l’inquinamento interno è peggiore di quello esterno e nel 2002 sono state 1,6 milioni le morti imputabili ad inquinamenti interni. Anche in questo caso alcune piante possono darci una mano e le specie considerate depurative per gli ambienti interni sono risultate: Ficus, Dracaena, Hedera helix (edera), Hoya carnosa (fiore di cera o di porcellana) e Asparagus densiflorus (asparagina).