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By potatore

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Coltivatori sul lastrico

e il latte dalle stalle alle…..stelle!!!

margherita

il prezzo del latte alla stalla è passato da 42 a 31 centesimi

il prezzo del latte alla stalla è passato da 42 a 31 centesimi

Se non si raddoppierà la produzione agricola mondiale si andrà in contro ad una crisi alimentare mondiale permanente. Secondo la Coldiretti questa crisi ha conseguenze sull’aspetto commerciale, sociale e delle relazioni internazionali. Entro il 2050 la produzione agricola dovrà raddoppiare per garantire cibo a sufficienza alla popolazione.
Però questo aumento di produzione non sarà possibile se i prezzi rimarranno quelli attuali. Per coltivare un ettaro di grano si spendono 300 euro in più rispetto agli altri anni. L’orzo costava 18 euro a quintale mentre ora è sceso a 13 euro al quintale, il frumento è passato da 19 a 14 euro al quintale, il mais dai 24 euro (veniva anche usato per le biomasse per questo il prezzo è aumentato vertiginosamente) è arrivato a 12 euro al quintale, la soia invece rimane alle stelle (in questo campo si ha avuto una perdita del 20-30%).
E per quanto riguarda gli allevatori, con vacche da latte, ormai è profondo rosso. Il prezzo del latte alla stalla non è assolutamente remunerativo e risulta essere molto più basso rispetto a quindici anni fa, è passato da 42 centesimi,di due anni fa, a 31 centesimi, mentre al negozio si paga 1.50 euro, con un guadagno del 350%. In questo modo gli allevatori riescono a coprire a malapena le spese dei campi, come fertilizzanti,concimi e , sopratutto, sementi, che sono in costante aumento; molte aziende hanno già chiuso per questo motivo e quelle che rimangono non devono sgarrare e potrebbero sparire anche i formaggi per mancanza di materia prima e ciò significherebbe un duro colpo per il “made in Italy”, già in gravi difficoltà, in quanto è in continuo aumento il latte importato da altri stati spacciato poi per latte italiano.
Per evitare che questo accada il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha mosso un piccolo passo in avanti, stabilendo l’etichettatura obbligatoria, che prevede l’obbligo di indicare la provenienza del latte e ha invogliato i consumatori a leggere queste etichette ed evitare di comprare prodotti stranieri.
Sono state fatte anche molte proteste e scioperi dagli allevatori, senza alcun risultato.
Però secondo me se le associazioni agricole: Coldiretti,Cia e Confagricoltura non si uniranno e faranno uno sciopero comune, non si otterrà mai nulla.