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By potatore

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Mar Mediterraneo invaso dagli….alieni

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L’alga assassina

Secondo l’Icram (Istituto per la ricerca applicata al mare), 565 specie, ovvero circa il 20 per cento di tutti gli esseri viventi in Mediterraneo, provengono da altri mari. Il dato più importante però, riguarda la velocità con cui questo fatto si verifica: negli ultimi cinque anni è stata rilevata più di una nuova specie aliena al mese. Le cause di queste invasioni sono molteplici. La principale è costituita dall’innalzamento della temperatura dell’acqua, dovuto ai mutamenti climatici del pianeta, al quale è corrisposto un aumento della salinità, che interventi umani. Il 69 % degli “alieni” presenti in Mediterraneo, giunge infatti dal Mar Rosso, mentre il 29 % dall’Oceano Atlantico. Tra le principali specie che meglio si sono adattate al Mar Mediterraneo, vi è il barracuda del Mar Rosso, cresciuto nel corso degli anni sia di numero che di taglia. Il pesce carnivoro ha creato scompiglio soprattutto nei luoghi dove convive con la spigola, che, essendo predatore solitario è incapace di competere nell’attività di caccia con i branchi di barracuda. Un altro esemplare dimostratosi a proprio agio nelle acque del Mediterraneo è il pesce flauto, tanto da arrivare nel giro di tre anni dalle coste del Libano a quelle italiane. Alcuni migratori sono anche pericolosi per l’uomo: tra questi, il pesce palla argenteo le cui carni, se ingerite crude, possono risultare letali, oppure il pesce scorpione con i suoi aculei velenosi, segnalato finora solo in Israele. Il caso più eclatante di invasione aliena resta tuttavia quello della Caulerpa taxifolia, definita anche alga assassina. La taxifolia ha capacità riproduttive incredibili e, nel giro di dieci anni, dalle coste di Montecarlo si è propagata in tutta la nostra penisola. L’alga si è sviluppata in Mediterraneo molto probabilmente a causa di una negligenza degli addetti del Museo Oceanografico di Monaco che, nel 1984, la lasciarono sfuggire in mare. Ciò, ad ogni modo, non può essere affermato con assoluta certezza, in quanto un importante veicolo di introduzione delle specie aliene è rappresentato dalle acque di zavorra delle navi cisterna e dalle incrostazioni delle carene, responsabili secondo alcuni scienziati di aver introdotto in Mediterraneo circa 6.000 tipologie di esemplari, la maggior parte delle quali è stata incapace di riprodursi.