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By potatore

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Cos’è l’energia solare?

Desalinizzazione

Il deserto come un’enorme centrale elettrica e il mare come un’immensa brocca d’acqua. Due soluzioni per il global warming e il collasso energetico prossimo venturo. Anzi, due soluzioni che cavalcano il mutamento climatico per il bene dell’umanità.

Nel primo caso, si tratta di sfruttare il sole a piombo sui deserti africani per portare la corrente ai 600 milioni di abitanti del Continente nero che ne sono ancora esclusi. Non solo, secondo alcuni calcoli si potrebbe creare così tanta energia da renderne disponibile un certo quantitativo per l’export, offrendo così una nuova opportunità economica per l’Africa.

Nel secondo, di affrontare il dramma della carenza d’acqua potabile in vaste aree del pianeta con la desalinizzazione di quella del mare. Sarebbe la classica quadratura del cerchio, se è vero che che il global warming determinerà il progressivo scioglimento dei poli, l’esaurimento dei ghiacciai – e dei fiumi che vi si formano – e la crescita del livello del mare.

Ma il punto è, si può fare?

Per quanto riguarda il sole nel deserto, pare di sì. Da una conferenza sulle energie alternative che si è tenuta a Nairobi, è emerso che ogni km quadrato di deserto potrebbe offrire l’energia equivalente di un barile e mezzo di petrolio. E la tecnologia necessaria non è neanche delle più difficili.

Gerhard Knies, project manager della Trans mediterranean Renewable Energy Cooperation (TREC) ha dichiarato di fronte ai leader di nove Paesi africani che il deserto assorbe ogni anno energia 700 volte superiore a quella di cui avrebbe bisogno il genere umano. “E’ come se 25 centimetri di petrolio piovessero sul deserto ogni anno”.

Per catturare questa energia basterebbe un sistema di specchi e tubazioni che concentrino il calore solare in modo da far bollire l’acqua necessaria ad azionare una vecchia turbina a vapore.

L‘energia solare è già utilizzata in Africa in alcuni esperimenti campione. Nella regione senegalese di Mekhe, alcuni villaggi hanno beneficiato di un progetto a cui ha partecipato anche Fratelli dell’Uomo, che punta all’autosfficienza energetica proprio attraverso il fotovoltaico.