Ott

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By potatore

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Extracomunitari grazie!

di Simone Lubrano

La mia azienda agricola copre 60 ettari di terreno in 2 zone diverse, Arcene in provincia di Bergamo ed ad Asola in provincia di Mantova. Questa strategia di utilizzare due ambienti diversi, è utilizzata per il semplice fatto che se succede una tempesta in una zona l’altra soccorre nella produzione per rientrare nei programmi dei clienti.  La nostra azienda produce per tutte le aziende di 4° gamma che  si intende aziende con prodotti lavati e imbustati pronti al consumo. Nella mia azienda vi sono 2 tipi diversi di coltivazione:a campo aperto che copre 60 ettari di terreno e 3 ettari di terreno sono occupati dalle serre. Nel campo aperto la raccolta è fatta a mano, e questo compito è assegnato agli extracomunitari, che sono gli unici che sono disposti a fare questo tipo di lavoro, invece nelle serre la raccolta è fatta da macchinari guidati da operai specializzati.

Nel campo aperto si coltivano  indivia Riccia, Scarola, pan di zucchero, quindi tutte insalate a cespo, e queste vengono coltivate solo durante la primavera e l’autunno. Nelle serre si coltiva tutto l’anno, insalatina (verde,rossa), valeriana, rucola. I dipendenti sono 19 e la maggior parte è costituita da extracomunitari tutti in regola con contratti fissi. Secondo me agli extracomunitari dovremmo dire grazie perché sono gli unici che si offrono a fare lavori pesanti e stressanti, e quindi molti settori sono ancora presenti grazie alla loro presenza, perché gli italiani si rifiutano di fare questi lavori.