Set

26

By potatore

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Un mare di spazzatura

Michele Ciarlo
Un enorme accumulo di rifiuti galleggia nel cuore dell’oceano pacifico.

Da decenni i sacchetti di plastica ci accompagnano nella spesa quotidiana. Sappiamo che inquinano parecchio, che ognuno di essi richiede 200 anni per distruggersi, ma che fine fanno ?
Gran parte degli shopper, assieme ad altri rifiuti di plastica (prodotti da u.s.a. e giappone), vanno a formare una gigantesca isola galleggiante in mezzo all’oceano pacifico, che si chiama Pacific Trash Vortex (vortice pacifico di spazzatura)
Come si e’ formata?
Si tratta di un grande vortice che si estende per tutto il Pacifico settentrionale, che fa viaggiare e concentrare l’immondizia intrappolata dalla convergenza delle correnti oceaniche.
Questa struttura vorticosa ha una superficie variabile, compresa da 700 mila a più di 15 milioni di chilometri quadrati: una volta e mezzo gli stati uniti.
Le ultime stime parlano di almeno 100 milioni di tonnellate di sporcizia. Il fenomeno venne predetto più di venti anni fa. Ricercatori statunitensi ipotizzarono che, spinta da opportuni venti e correnti marine, l’immondizia galleggiante potesse accumularsi in particolare nelle aree dell’oceano.
Il vortice drena l’immondizia galleggiante sia dalle acque costiere del Nord America sia da quelle del giappone. Il materiale catturato viene mosso più o meno lentamente. Si stima che l’80 % dell’immondizia abbia origine da scarichi lungo le coste, mentre il 20% sembra provenire dalla pulizia delle navi.
Ma quali problemi crea alla vita oceanica tutta questa plastica ?
Anche la plastica quando è tagliuzzata e non diventa più visibile ad occhio nudo è dannosa al ciclo vitale, a partire dal microscopico zooplancton fino alle meduse. Molti di questi pezzettini di plastica sono stati trovati persino negli stomaci degli uccelli marini e delle tartarughe.