Set

24

By potatore

Commenti disabilitati su Sei una balena!!!!

Categories: Potatore news

Sei una balena!!!!

Di anna bosc

Con “Balena” si intende qualsiasi cetaceo di grandi dimensioni.
Le balene sono mammiferi di grandi dimensioni, nonostante il loro aspetto di pesci, che conducono una vita molto movimentata migrando continuamente. Le femmine di balena normalmente concepiscono e partoriscono a grandi profondità, dando vita solitamente a un solo piccolo. La loro maturità riproduttiva arriva tardi, di solito intorno ai 7-10 anni. Questa strategia fornisce al piccolo un’alta percentuale di sopravvivenza.
Poiché vivono nel mare, le balene sono “respiratici coscienti” ovvero decidono quando respirare. Per questo motivo non devono cadere in uno stato di incoscienza troppo a lungo, ma allora come dormono? Come ogni altro mammifero anche loro dormono, ma in modo differente: per riposare fanno si che sia un solo emisfero per volta del loro cervello a dormire, in modo da non essere mai completamente addormentate.
Il loro aspetto è magnifico: sono tra i più grandi mammiferi conosciuti, la Balena azzurra è il più grande tra i cetacei viventi, le sue dimensioni arrivano a 32 metri di lunghezza per 170 tonnellate di peso, l’equivalente di 28-30 elefanti africani adulti, hanno grandi occhi e immense fauci che hanno permesso il proliferare di numerose leggende, come quella di pinocchio, Moby Dick o il gigantesco “mostro marino” avvistato dai primi marinai che attraversarono gli oceani.
Le balene sono discendenti di mammiferi che vivevano sulla terraferma. I loro antenati hanno iniziato ad adattarsi alla vita acquatica approssimativamente 50 milioni di anni fa. Una recente scoperta conferma l’ipotesi che i più antichi antenati dei cetacei attuali avevano origini terrestri: le balene venivano a terra per partorire.
Purtroppo la maggior parte delle specie di balena sono in via di estinzione a causa della loro caccia. Infatti per secoli sono state cacciate per ricavare olio, grasso, carne, ambra e i fanoni; La commissione internazionale di caccia alla balena ha introdotto una moratoria sulla caccia alla balena nel 1986. Per vari motivi alcune eccezioni a questa moratoria esistono; le nazioni che correntemente praticano la caccia alla balena sono:la Norvegia, l’Islanda e il Giappone. Oltre a queste ci sono anche le comunità aborigene della Siberia, dell’Alaska e del Canada del Nord, perché la caccia alla balena fa parte della loro tradizione culturale ed un mezzo di sostentamento primario della popolazione.

La causa della loro estinzione però non è solo la caccia: infatti ogni anno muoiono migliaia di cuccioli di balena soffocati dalle reti da pesca, soprattutto durante la pesca del tonno nel pacifico.Oltre alla caccia e alle reti da pesca si aggiungono anche i sonar delle navi moderne e i test sismici che ne rovinano l’udito e ne provocano gli spiaggiamenti perchè modificano i campi elettromagnetici naturali con i quali loro si orientano per ecolocazione. L’ordinamento giudiziario degli Stati Uniti ha ordinato al reparto della difesa degli Stati Uniti di limitare rigorosamente l’uso del sonar a bassa frequenza durante il periodi di pace. Tentativi per ottenere simili risultati sulle navi inglesi, effettuati in Gran Bretagna dalle società per la conservazione delle balene e dei delfini, non hanno per ora ottenuto esiti positivi. Il Parlamento Europeo d’altra parte ha chiesto ai membri dell’UE di limitare l’uso di sistemi sonar di una certa potenza.

Set

24

By potatore

Commenti disabilitati su Emigrazione da cambiamenti climatici

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Emigrazione da cambiamenti climatici

di Anna Bosc

“Il fenomeno riguarda ogni anno 6 milioni di persone costrette a lasciare il proprio territorio a causa dei cambiamenti climatici”.
Quest’anno 6 milioni da persone sono state costrette a lasciare il proprio paese a causa dei cambiamenti climatici, ma secondo le stime dell’ Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati) nel 2050 si arriverà a 200/250 milioni. Le cause sono molto semplici da identificare, desertificazione, inondazioni e effetti del riscaldamento globale, ma nono sono così facili da risolvere.
Secondo i risultati di Legambiente di 6 milioni di persone all’ anno sono costrette a emigrare: la metà a causa di cambiamenti climatici “istantanei”,inondazioni e tempeste, l’altra metà a causa di cambiamenti “a lungo termine”, come desertificazione o innalzamento del livello del mare.
Se finora sono state le guerre la maggiore causa dello spostamento dei popoli ora sono i cambiamenti climatici. Sono circa due anni, infatti, che il numero dei profughi ambientali ha superato quello dei profughi di guerra, eppure non si riesce a dare loro assistenza in modo adeguato, perché giuridicamente non esistono; Quindi oltre “all’immediata necessità” di uno status giuridico per i profughi ambientali, la vera urgenza consiste, quindi, nel capire che molte questioni legate all’ospitalità e all’accoglienza nei nostri Paesi devono in primo luogo essere affrontate attraverso un serio impegno collettivo nella lotta ai cambiamenti climatici. Misure ancor più necessarie se si pensa che al di là delle prospettive future, gli effetti del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sono già una drammatica realtà in molti paesi, che hanno pagato un prezzo alto per vittime e gli sfollamenti. In Brasile, quest’anno, sono state un milione le persone colpite dalle inondazioni con un numero di sfollati tra 400.000 e 600.000, mentre in 350 mila sono stati colpiti in Namibia dalla recente inondazione dovuta alle piogge torrenziali iniziate dal mese di gennaio scorso. Non solo: Il 50% delle strade e il 63% dei raccolti è a rischio. Per l’Onu 544 mila persone potrebbero confrontarsi con un’insufficienza di cibo tra il 2009 e il 2010. Dati poco confortanti anche in Angola dove 160 mila persone hanno subito inondazioni, ma è un numero destinato a crescere. E ancora, in Myanmar (ex Birmania) il ciclone Nargis ha fatto 140 mila vittime, colpendo anche altri 2-3 milioni di persone e costringendo 800 mila persone a sfollare. Anche l’Italia ha già iniziato a scontare gli effetti del riscaldamento globale in quanto area mondiale ha la più alta vulnerabilità in termini di perdita di zone umide e in particolare degli ecosistemi e della biodiveristà marino-costiera. Lo studio di Legambiente stima che saranno sommersi circa 4.500Km quadrati del territorio nazionale, distribuiti in prevalenza al Sud, dove si concentreranno la maggior parte delle aree che andranno incontro a una progressiva desertificazione. A maggior rischio, secondo il rapporto Enea, è la Sardegna con il 52% del territorio esposto al pericolo della desertificazione.

Set

24

By potatore

Commenti disabilitati su Rifiuti tecnologici

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Rifiuti tecnologici

di Anna Bosc
Odissea tra traffici illeciti e normative poco efficaci

Ogni giorno sul pianeta vengono prodotte milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici, fonti di inquinamento e simboli di spreco. Le normative europee (e non solo) prevedono smaltimento controllato e recupero dei materiali riciclabili. Eppure, ogni giorno, enormi quantità di elettronica di scarto raggiungono illegalmente mercati o discariche a cielo aperto in Africa e Asia.In tutto il mondo il progresso tecnologico è in continuo sviluppo e questo non è un male, ma si sta portando dietro conseguenze disastrose perché i macchinari vengono continuamente sostituiti da quelli nuovi con l’inevitabile scarto di quello più vecchio. Così giorno dopo giorno si accumulano milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici. Secondo le stime elaborate dall’ONU, le apparecchiature elettriche ed elettroniche gettate via ogni anno ammontano a 20-50 milioni di tonnellate e crescono in quantità con un tasso del 3-5% annuo, tre volte superiore a quello dei rifiuti normali.
Ma dove vanno a finire computer e televisori dinosauro? Che ne è degli elettrodomestici attempati scaricati a favore del gioiello dell’ultimo minuto?
Qualche giorno fa l’associazione ambientalista Greenpeace ha reso pubblici i risultati dell’ultima indagine da essa condotta sul destino dei rifiuti tecnologici: un televisore rotto, consegnato in Gran Bretagna ad un’azienda che si sarebbe dovuta interessare dello smaltimento, è passato invece di mano e ha preso la via della Nigeria, su una nave ultra-carica di apparecchiature di seconda mano o del tutto inutilizzabili.
Questo ha portato una conferma di quello che già si sospettava: i rifiuti, invece che essere smaltiti o parzialmente recuperati, vangono spediti nel sud del mondo attraverso traffici illeciti, dove vengono rivenduti come beni usati ma molto più spesso vengono depositati in immense discariche a cielo aperto vicino a villaggi poveri. Qui la gente del posto, che farebbe di tutto per guadagnare soldi, si dedica al recupero dei componenti riciclabili, intervenendo senza alcuna precauzione sanitaria. Il problema è che la maggior parte delle apparecchiature elettroniche che popolano il nostro quotidiano (impiegate per l’informatica, le telecomunicazioni, lo svago, la pulizia della casa) contengono sostanze altamente nocive, in particolare metalli come piombo, rame, alluminio e cadmio. Quando vengono destinate alla distruzione, sono classificate come rifiuti pericolosi e non possono seguire l’iter normale di demolizione, bensì devono essere sottoposte ad interventi speciali.

Set

24

By potatore

3 Comments

Categories: Potatore news

Ecologia

di resta diego
Definizione:rapporto esistente tra gli esseri viventi e i luoghi in cui
vivono. Ogni essere vivente quando compie qualsiasi azione dalla più naturale
alla più inquinante ha sempre una certa influenza sull’ umanità e
sull’ambiente in cui viviamo.
L’ ambiente viene sempre modificato per colpa dell’azione dell’uomo il quale depaupera tutto l’ ambiente
cicostante.
Per ridurre l’ inquinamento atmosferico si sono inventate le macchine a metano o
a gpl e un altra idea sarebbe quella riguardante i pannelli solari.
I prezzi di installazione sono calati drasticamente ,dai 21000 ai 15000euro ma non
c’è una gran richiesta di installazioni ;tutto per colpa dell’ ignoranza
della gente , la quale essendo tutto il giorno a lavorare non hanno probabilmente la possibilità
di aggiornarsi . In questo caso potremmo intervenire noi giovani
che, ascoltati da tutti, potremmo lasciar da parte il motorino ,il
cellulare ma anche convincere la gente a seguire i nuovi aggiornamenti per indirizzarli verso
la via dell’ecologia ;un nuovo mondo da seguire per rendere il globo più pulito e naturale.

Abbiamo pubblicato questo articolo per la genuinità delle intenzioni e se letto attentamente dare spunti e autentiche verità.
admin