Set

15

By potatore

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Cosa farai da grande?

di daniel bernini

La domanda è di quelle più classiche ed ogni bambino spontaneamente risponde, chi il medico, chi l’avvocato, chi l’idraulico o il fornaio ecc.. Ma la stessa domanda forse non si può più fare, se ripetuta ad un ragazzo che esce dalle superiori. Infatti migliaia di studenti hanno protestato ufficialmente, contestando il modo in cui avvengono i test d’ingresso per le università. Innanzitutto quando si compila il modulo di iscrizione, dove bisognerebbe scrivere a quale facoltà si vuole avere accesso, si è obbligati a dare almeno tre scelte; così uno che volesse fare il fisioterapista, deve scrivere che volendo può fare il tecnico di radiologia oppure di laboratorio o magari l’infermiere e, perché no, l’ostetrico.Questo obbligo nasce dal fatto che se una facoltà ha pochi studenti, l’intera università può subire tagli consistenti di fondi e di personale. Così facendo invece, tutte le facoltà vengono “riempite” evitando i tagli. Ma a quale prezzo?E ancora; in ogni università questi test (in questo caso per le professioni sanitarie), sono svolti per tutti nella stessa mattina, nella stessa aula e con lo stesso test. Inoltre, cosa si chiede nei test? Forse uno che vuol fare un lavoro sanitario non dovrebbe essere portato per lo studio dell’anatomia e della patologia? NO! Sono rigorosamente quasi tutte domande di logica, matematica e fisica.

Come si può cogliere l’attitudine verso una professione?Se una persona si sente adatta e portata a fare il fisioterapista, perché deve fare l’infermiere?

Non c’è molto da stupirsi se poi negli ospedali se ne vedono di tutti i colori e soprattutto c’è da sperare di non incontrare mai uno che voleva fare il tecnico di laboratorio e invece fa l’ostetrico.