Lug

21

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Si può essere amici a scuola?

di fe.pa


Si può essere amici a scuola? Ma noi cosa intendiamo per amicizia?
Per amicizia si intende un sentimento di reciproco affetto tra due o più persone, ma anche tra persone e animali.
Un legame di amicizia si basa sul rispetto, sulla stima e sulla disponibilità , dove ognuno riesce a sentirsi libero di essere se stesso senza pensare di essere giudicato.
Un’amicizia può nascere per una passione comune, per puro caso o perché qualcuno ti dà una mano quando gli altri ti abbandonano.
A volte non é un’amicizia sincera, perché nasce solo per chiedere aiuto e risolvere i propri problemi di socializzazione o per interesse.
La scuola è un luogo che unisce e che potrebbe favorire legami di amicizia, ma è un po’ difficile riuscire ad essere amici di tutti i compagni di classe, perché siamo molto diversi gli uni dagli altri e soprattutto perché è difficile frequentarci al di fuori della scuola in quanto abitiamo in paesi molto distanti tra loro. Un’amicizia a scuola ci può essere, non tutto è destinato a concludersi con il suono della campanella!
Per me fare amicizia alle elementari è stato facile perché i miei compagni erano gli stessi che ho incontrato alla scuola materna e che conoscevo dall’età di tre anni. Alle medie non è stato così semplice, perché c’erano molti ragazzi che si credevano meglio degli altri, molti di loro si conoscevano già dalle elementari, mentre io venivo da un’altra scuola e non mi sentivo accettato, ma mi sentivo sempre preso in giro.
Finalmente in terza media mi sono legato molto al mio compagno D. P. Ci sentiamo spesso e, a volte, ci troviamo a casa sua o mia per giocare e chiacchierare. Purtroppo non ci incontriamo spesso perche non abitiamo vicino e poi abbiamo scelto scuole diverse e lontane tra loro: io vado a Bergamo e lui a Zogno. Al momento di scegliere la scuola superiore eravamo tutti e due preoccupati perché non sapevamo se saremmo riusciti a trovare nuovi amici. Per quanto riguarda le superiori ritengo di avere trovato dei veri amici. All’inizio mi sentivo solo e preferivo restare sempre in disparte, finché non ho trovato il coraggio di parlare un po’ con i miei compagni e allora ho capito che potevo contare su di loro, che avevano anche loro le mie stesse paure i miei dubbi, che avevamo degli interessi in comune con me e che potevamo aiutarci in caso di bisogno.

Lug

21

By potatore

Commenti disabilitati su Una risaia in pace con l’ambiente

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Una risaia in pace con l’ambiente

di ma.ga.

È partita la sperimentazione, per un modello di risaia capace di ricostruire l’habitat delle zone umide senza effetti sulla redditività. Il progetto si propone di favorire la biodiversità attraverso una diversa gestione dell’acqua sul campo. In Lombardia il riso occupa oltre 98mila ettari di superficie coltivata per 2158 aziende a elevata specializzazione e una resa pari a 623 tonnellate annue, è l’università di Pavia, provincia dove si concentra l’83 per cento delle risaie, a lanciare la scommessa: ricostruire l’habitat naturale tipico della zona umida mantenendo inalterata la redditività d’impresa.Avviata la primavera scorsa su un programma di attività di tre anni, la sperimentazione vale un investimento sulla ricerca di circa396mila euro, con un compartimento regionale di poco meno di 100mila euro. Un ulteriore passo, dunque, verso la valorizzazione ulteriore di una produzione cerealicola che in Lombardia registra livelli quali-quantitativi da primato, nella precisa convenzione che la tutela dell’ ambiente sia una linea strategica di gestione aziendale orientata ai dettami della multifunzionalità. Lo studio di un modello di risaia “ecocompatibile”, ha trovato applicazione nel cuore della Lomellina: Giussago in provincia di Pavia, nell’ azienda agricola LaDarsena, e nel milanese, a Lacchiarella, alla Cadenazza per un totale di 200 ettari. Lo scopo  dei ricercatori è intervenire con un processo inverso rispetto al normale ciclo dell’acqua applicato in risaia, per cui l’acqua è mantenuta sui terreni durante solo il periodo estivo, con conseguenze di limite sulle funzioni ecosistemiche tipiche delle aree umide.Tra le situazioni della sperimentazione:la sommersione invernale delle stoppie, il mantenimento della vegetazione sugli argini e lungo le sponde dei canali. Il piano prevede che ogni situazione venga replicata tre volte, con successivo monitoraggio dei risultati a fronte di precisi parametri di valutazione: gli effetti sulla biodiversità acquatica, sull’avifauna, sulla fauna minore(insetti, anuri),sui parametri chimici del suolo, i tempi di esecuzione delle operazioni meccaniche, le rese produttive, le dinamiche della flora avventizia, spontanea e reintrodotta, la gestione dell’acqua, il comportamento della falda, i profili termici nelle diverse condizioni sperimentali. Una soluzione, questa, utile per garantire durante i periodi di asciutta la sopravvivenza degli invertebrati acquatici che, a loro volta, contribuiscono a ridurre le larve di zanzara.

Lug

18

By potatore

4 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Fermate il cemento armato!!

di  c.v.

Ogni giorno in Pianura Padana scompaiono 20 ettari di terreno agricolo  pari a 200 mila metri quadrati oppure una’aria grande come 12 piazze  del Duomo di Milano. La colata di cemento invade  le aree verdi agricole con una velocità sempre maggiore. I fertili terreni della Pianura padana una delle migliori aree agricole del Mondo divorata o meglio seppellita inesorabilmente sotto capannoni, villette a schiere e asfalto. Le montagne si spopolano mentre invece la Pianura aumenta vertiginosamente il numero di abitanti e la richiesta di nuove case, servizi e collegamenti vari, toglie terreni al mais, al grano agli allevamenti gli unici in grado di sfamare  il mondo. Si riducono le aree adibite alla produzione di formaggi tipici  come allo stesso modo si riducono quelle destinate alla produzione di salumi “made in Italy”. Addio paesaggio, addio grana padano, addio Prosciutto di Parma, addio……

Lug

16

By potatore

2 Comments

Categories: Potatore news

Le notizie che non si vorrebbero sentire

da LE.LO

Piacenza, brucia il deposito rifiuti del termovalorizzatore. Ma nessuno parla del pericolo diossina:
L’11 giugno alle 19,00 è scoppiato un incendio di vaste proporzioni nel deposito del termovalorizzatore di Piacenza. Sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco che dopo 8 ore di lavoro, come risulta dal loro rapporto hanno messo in sicurezza il sito. Nel frattempo durante l’incendio che ha bruciato ogni genere di rifiuto che era stipato nel deposito, si sono sprigionati fumi, che hanno dato vita ad un enorme nube trasportata dal vento verso l’hinterland. A oggi nessuno ha detto ai piacentini quanta diossina hanno respirato. La notizia per ora è stata pubblicata solo dai giornali locali e dal tam-tam dei social nertwork, tra cui facebook e mi è giunta, appunto, attraverso una segnalazione. L’Arpa ha consigliato, durante l’incendio e il passaggio della nube nera, di tenere chiude le finestre e di lavare bene frutta e verdura proveniente dagli orti della zona, senza specificare il raggio di interesse del fenomeno. I prelievi sono stati fatti ma non sono st!
ati resi noti i risultati delle analisi. La spiegazione a quanto è accaduto è stata che i rifiuti hanno preso fuoco a causa dell’autocombustione. Ma non sarebbero dovuti essere messi in sicurezza?

Lug

11

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Alimenti alla diossina

di ma.ga

E’ POSSIBILE CHE MENTRE MANGIAMO LATTE, FORMAGGIO E CARNE MANGIAMO DIOSSINA?
E’ stato raccolto il fieno in balle a poca distanza dall’area industriale di Taranto e in particolare dal camino E312 dell’Ilva. Da quel camino fuoriesce più diossina che quattro nazioni messe assieme, stando ai dati ufficiali dell’Eper sulle emissioni industriali europee.
Spagna 75,6 grammi/anno
Svezia 20,6 grammi/anno
Regno Unito: 68,9 grammi/anno
Austria: 1,5 grammi/anno
TOTALE 166,6 grammi/anno
Ilva di Taranto emette 172 grammi/anno di diossina
Anche se abitaste lontano, chiedetevi per un attimo: sulle vostre tavole potrebbe arrivare la diossina di Taranto?Il problema di fondo è la tracciabilità dell’alimentazione animale, dato che il 98% della diossina entra nel corpo umano attraverso l’alimentazione. Gli alimenti a rischio sono in particolare, stando all’allevamento basato su fieno: il latte,il formaggio,la carne. Quel foraggio in quale parte d’Italia andrà? Sulle tavola di qualcuno distante da Taranto farà capolino la diossina di Taranto? Da questa assurda situazione si esce solo con una ferma volontà politica, dato che le soluzioni tecniche per adottare il controllo continuo ci sono. E’ possibile, oltre al campionamento in continuo della diossina che sorveglia l’invisibile, anche adottare sistemi che sorveglino quanto di giorno è visibile e di notte diventa quasi invisibile. Ci riferiemo agli scarichi notturni. Si possono puntare telecamere all’infrarosso su tutti i punti critici, in particolare la cokeria, per vedere (anche di notte) cosa sputa fuori la fabbrica mentre la gente dorme.

Lug

11

By potatore

5 Comments

Categories: Potatore news

Riciclare conviene

di ma.ga
Stando al rapporto presentato dall’Apat lo scorso febbraio, nel 2006 l’Italia ha prodotto 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.
Il 25,8 per cento di questi è stato raccolto in maniera differenziata, percentuale ancora lontana dalla legge 2962006, che fissava la separazione della spazzatura al 40 per centro entro la fine del 2007.
Tuttavia l’agenzia per la protezione dell’ambiente si è mostrata ottimista, supportata dai dati del Comieco:lo scorso anno l’Italia ha raccolto carta e cartone per un totale di 2,8 milioni di tonnellate e ha riciclato il 70 per cento degli imballaggi immessi in consumo.
Grazie a queste cifre il nostro paese è al terzo posto in Europa per la raccolta differenziata di questi materiali, dopo Germania e Francia. Secondo lo stesso consorzio, negli ultimi dieci anni il riciclaggio di carta e cartone ha fatto risparmiare agli italiani 1,6 miliardi di euro.

Lug

11

By potatore

Commenti disabilitati su Differenziata automatizzata

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

Differenziata automatizzata

di ma.ga

Riusciremo a migliorare la raccolta per tipologia dei rifiuti,fino al 90 per cento:è solo un sogno? Un progetto già brevettato sarà invece realtà. L’ingegnere europeo Gianfranco Cioni ha studiato un metodo per risolvere il problema dell’immondizia, riducendone il volume e incrementando riciclo e raccolta differenziata. Il risultato è un sistema per lo smaltimento differenziato ed automatizzato dei rifiuti solidi urbani, per edifici esistenti ed in fase di progettazione. Brevettato come invenzione industriale presso il ministero delle Attività Produttive, il progetto prevede la riduzione in granuli di ogni materiale da smaltire. Sottoforma di particelle, i rifiuti, spinti dall’ aria attraverso un’unica canalizzazione,verrebbero trasportati in una condotta di smaltimento cittadina, simile alla rete fognaria, fino alle stazioni deputate alla raccolta. Qui sarebbero divisi a seconda del proprio peso specifico. Un progetto ambizioso che potrebbe portare al 100 per cento della differenziazione e del riciclo dei materiali di scarto prodotti a casa e nei luoghi pubblici. Ecco come: ogni nuova abitazione dovrebbe essere dotato di un “vano rifiuti”con 6 contenitori, uno per tipologia di sostanza:carta, vetro, plastica, metalli, rifiuti organici e rifiuti vari. All’ingresso del vano, un sensore riconosce la composizione chimica dell’oggetto da buttare e apre il contenitore corrispondente, dove un altro sensore verifica che non sono stati commessi errori. Anche se, 6 tubi, conducono i rifiuti divisi per materia, a fine fabbricato: qui vengono compattati e triturati, per ridurre il loro ingombro. In questo modo nei centri di raccolta arrivano solo i materiali puri pronti per essere riciclati e solo i rifiuti vari 10 per cento finirebbero in discarica.
Nonostante ho qualche dubbio sul fatto che si diffonda questo metodo o per lo meno sulla velocità di diffusione penso che sarebbe un bene visto i vantaggi che ne derivano per l’ambiente e di conseguenza per l’uomo.

Lug

3

By potatore

Commenti disabilitati su cura dimagrante per i licei

Categories: Potatore news

cura dimagrante per i licei

di le.lo

Ecco i nuovi licei. Questa mattina il Consiglio dei ministri ha approvato, in prima lettura, il Regolamento che ridisegna “l’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei”. Meno ore di lezione per buona parte degli studenti, meno indirizzi e qualche novità all’orizzonte. Ma quella più interessante riguarda senz’altro l’entrata in vigore della riforma che partirà dal 2010/2011con le prime e le seconde classi. E varrà quindi anche per coloro che hanno scelto quest’anno come proseguire gli studi dopo la secondaria di primo grado. In sostanza, i 500 mila ragazzini che si accingono quest’anno a sostenere gli esami di terza media frequenteranno a settembre il primo anno della scuola superiore secondo il vecchio sistema (licei e relative sperimentazioni, ma anche istituti tecnici e professionali vecchio stile) per ritrovarsi l’anno successivo con orari, materie e organizzazione nuovi. I nuovi licei saranno sei: classico, scientifico, delle scienze umane, artistico,!
linguistico, musicale e coreutico. Gli ultimi due rappresentano per la scuola statale delle autentiche new entry. Saranno tre gli indirizzi per il liceo artistico, due le opzioni per il liceo scientifico e per il liceo delle scienze umane. In tutto tra, indirizzi e opzioni, i ragazzini della terza media potranno scegliere tra 10 differenti “strade”. Tutte le sperimentazioni del liceo classico e scientifico (oltre 400 tra sperimentazioni e progetti assistiti) subiranno un calo di ore, a volte drastico. Un effetto che colpirà la maggior parte degli studenti, visto che i corsi sperimentali oggi sono i più gettonati. Per avere un’idea del calo dell’offerta formativa basta spendere qualche cifra. Del resto, che si tratti di un provvedimento volto al taglio di un consistente numero di cattedre non è un segreto. I nuovi licei sono ispirati “a una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, tali da conferire efficacia ed efficienza al!
sistema scolastico”, recita l’articolo 1 del provvedimento. Oggi, il 70 per cento dei ragazzi iscritti al liceo classico e il 60 per cento di quelli in forza allo scientifico seguono un corso sperimentale. La sperimentazione più seguita al classico è quella in Lingua straniera che da 4.983 ore di studio nei cinque anni passerà a 4.851. Stesso discorso per il Piano nazionale informatica (ad indirizzo matematico) dallo scientifico: 5.049 ore contro le 4.752 della riforma Gelmini. Per contro i corsi di ordinamento, frequentati da una minoranza di studenti, vedranno incrementate le ore di lezione. Tutti i licei, eccetto l’artistico e il musicale, prevedono 27 ore settimanali al biennio. Meno, cioè, che in terza media, dove si studia per 30 ore settimanali. Al triennio le ore aumentano: 30 allo scientifico, al liceo delle scienze umane e al linguistico, 31 al classico. Meno Latino, rispetto ai corsi di ordinamento, e più Matematica allo scientifico che perde anche alcune ora di Lingua straniera. Più Matematica e Lingua straniera al classico.!
Le scuole potranno modificare il piano di studi ministeriale, ritagliando al massimo il 20 per cento del monte ore annuo al biennio e all’ultimo anno e per il 30 per cento nel secondo biennio. Ma nessuna disciplina potrà subire un taglio di ore superiore al 30 per cento. Inoltre, le scuole potranno attivare insegnamenti opzionali ma soltanto nei limiti di organico assegnato dal ministero. Insomma: autonomia sì ma nei limiti delle risorse disponibili. Tra gli insegnamenti opzionali figurano Diritto ed economia, Informatica, Storia dell’arte, Latino, Greco, Musica e Legislazione sociale, Psicologia, Pedagogia. All’ultimo anno è anche previsto l’insegnamento di una disciplina in lingua straniera. Novità in vista anche per gli organismi che governano la scuola. Il collegio dei docenti potrà essere articolato in Dipartimenti alla progettazione formativa. Insomma una riforma che vuole riprogrammare la società scolastica, pensando di alzare anche il livello di ragazzi che hanno voglia di studiare!(anche se per ora è ancora un sogno!)!

Lug

3

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

exit poll del ministero boom di bocciati alle superiori

di le.lo

Aumentano i bocciati alle superiori. E il costo dell’insuccesso scolastico schizza alle stelle. Gli scrutini sono ancora in corso in moltissimi istituti italiani ma i primi risultati raccontano di un forte incremento di studenti che non ce l’hanno fatta a superare l’anno scolastico. Tanto tuonò che piovve, recita un antico adagio. Insomma: il pugno di ferro auspicato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, sta producendo i primi effetti. Un risultato che può essere interpretato in diversi modi. Ieri pomeriggio, contrariamente alla tradizione, viale Trastevere ha fornito alla stampa un primo assaggio dei dati che le scuole stanno inviando al cervellone del ministero dell’Istruzione. Su un campione del 10 per cento degli istituti di istruzione superiore, la percentuale di non ammessi alla maturità è aumentata dell’1,6 per cento. Della stessa quota si è incrementato il numero di bocciati nelle classi intermedie. “Non è mai bello – ha dichiarato il ministro Gelmini al Tg1 – che un ragazzo perda l’anno però io credo che questo aumento delle bocciature stia a significare il ritorno ad una scuola dell’impegno, ad una scuola del rigore, ad una scuola che prepara i ragazzi alla vita”. L’assunto è quindi: più bocciati, maggiore rigore e serietà. Esattamente l’opposto di quello che pensano illustri pedagogisti ed esperti del settore che prendono come paradigma dell’insuccesso dell’intero sistema la cosiddetta dispersione scolastica: bocciature, evasioni e abbandoni. Se verranno confermati i primi ‘exit poll’ ministeriali, i numeri raccontano un mezzo disastro. Oltre 372 mila bocciati, pari al 15,4 per cento, nelle classi che vanno dalla prima alla quarta. E un numero di non ammessi agli esami mai registrato da quando è stata ripristinata l’ammissione: quasi 6 per cento, pari a 28 mila non ammessi. Le novità introdotte quest’anno per l’ammissione alla maturità sono due: voto di condotta e media del 6 per accedere alle prove d’esame. Per le classi intermedie l’unica novità è il voto di condotta. Cambiamenti che da soli non giustificano un incremento di bocciature. Probabilmente, a determinare l’impennata di non promossi è stato il clima di rigore “auspicato” dal governo e fatto proprio da una parte dei docenti italiani. Ma lo scopo del pugno di ferro non era quello di indurre gli studenti ad un maggiore impegno e ridurre le bocciature? Basta trasformare in euro i numeri dell’insuccesso scolastico per comprendere la gravità della situazione. I 372 mila bocciati e i 28 mila non ammessi alla maturità consegnano all’anno scolastico, ormai agli sgoccioli, 400 mila insuccessi. Cui andrebbero aggiunti i ritirati e coloro che si sono iscritti ma che non hanno mai frequentato. Quattrocento mila ragazzi che con tutta probabilità rifrequenteranno la scuola statale stazionando in classe almeno un anno in più. E siccome il costo di uno studente della scuola superiore supera i 7 mila e 600 euro l’anno, va da sé che l’insuccesso scolastico grava sulle casse dello stato per 3 miliardi di euro, con un incremento nel solo 2008/2009 di 300 milioni. Anziché tagliare cattedre e finanziamenti e contemporaneamente spendere di più per la dispersione, non si potrebbero investire maggiori risorse per cercare di aumentare il successo scolastico?

Lug

3

By potatore

Commenti disabilitati su Cyberbulli, campagna shock tanti chiamano le sentinelle del web

Categories: Potatore news

Cyberbulli, campagna shock tanti chiamano le sentinelle del web

di le.lo

Il cyberbullismo, ovvero il lato negativo della tecnologia: la tortura psicologica per un adolescente del ventunesimo secolo può alimentarsi sul web, viaggiare via sms, materializzarsi tra gli “amici” del social network preferito. Un tormento che non si può chiudere fuori dalla porta della stanza e a cui è difficile sfuggire, con i computer e i cellulari sempre connessi. In Gran Bretagna la risposta arriva da una campagna nazionale che combatte i bulli virtuali attraverso i cybermentor: giovani 2.0, pronti ad ascoltare i coetanei che soffrono per situazioni di questo tipo, sentinelle da contattare sul web per ottenere supporto. L’idea è dell’associazione per la prevenzione del bullismo Beatbullying, che ha lanciato il sito Cybermentors partendo dal presupposto che per i teenager è più facile sfogarsi con ragazzi come loro che con genitori e insegnanti. I mentori digitali sono circa settecento volontari che hanno superato un corso di formazione e danno supporto prima dell’intervento degli esperti. Il programma ha subito sortito i suoi effetti: in tre settimane dall’apertura del sito più di 20mila giovani si sono rivolti al servizio per cercare aiuto. “Centinaia di loro hanno ammesso apertamente di aver pensato al suicidio o all’autolesionismo perché vittime di bullismo verbale o fisico, sia online che non”, afferma Emma Jane Cross, direttore generale dell’associazione. Dietro alla crudezza di questi manifesti c’è un rimando a fatti di cronaca. L’ultimo è la vicenda di Jessie Logan, 18enne americana, che si è tolta la vita perché vittima di bullismo. La ragazza aveva praticato quello che in gergo si chiama “sexting”, aveva spedito con il cellulare al suo fidanzatino alcune foto osé. Quando la loro relazione si era interrotta le immagini avevano iniziato a circolare e per lei era cominciato l’incubo: insulti, scherno, reputazione rovinata. Jessie era andata anche in televisione per chiedere di fermare l’infame catena virtuale, ma alla fine non ha retto il peso della vergogna e si è suicidata.
Storie portate fino alle estreme conseguenze, che spesso sfuggono alla volontà di chi ne ha dato il via. L’obiettivo dei cybermentor è aiutare le vittime, creare un sistema di allarme che denunci se c’è “bullismo in corso”, ma anche far prendere coscienza ai bulli della gravità delle loro azioni. Secondo uno studio condotto da Beatbullying su circa duemila adolescenti tra gli 11 e i 18 anni, uno su tre ha subito bullismo, mentre il 56 per cento dei ragazzi ha praticato almeno una volta il bullismo virtuale: dalla forma lieve come l’sms offensivo a quella più forte del pettegolezzo amplificato dalla rete, magari condito con fotografie e video. La ricerca segnala anche che per il 31 per cento del totale si è trattato di uno scherzo, mancava la piena consapevolezza del male che si stava causando. Il portavoce della campagna è il campione di boxe di origine italiana Joe Calzaghe, che racconta di essere stato vittima dei compagni di classe quando aveva 13 anni. La riscossa contro il cyberbullismo voluta da Beatbullying tocca tutti i mezzi preferiti dai giovanissimi, con canali dedicati su Flickr, YouTube, Twitter e Bebo, uno dei social network più amati in Gran Bretagna, e poi MySpace e Facebook, che in occasione del Safer internet day del 10 febbraio scorso si sono dichiarati disponibili a contrastare il bullismo digitale, che sta aumentando nel mondo anglosassone. Un allarme che, invece, sembra non riguardare l’Italia. “Il cyberbullying non è l’attività prevalente dei ragazzi italiani, che usano cellulare e internet soprattutto per socializzare”, dice Oliviero Facchinetti, psicologo, psicoterapeuta e autore di Bulli (Eurilink editori). Anche nel nostro Paese, però, da qualche anno il tema delle prepotenze tra giovanissimi è sotto stretto monitoraggio: il ministero dell’Istruzione ha istituito il sito Smonta il bullo e il numero verde 800 66 96 96. “Il problema – avverte Facchinetti – non va sottostimato, ma bisogna stare attenti a non criminalizzare l’uso delle nuove tecnologie. L’importante è creare una cultura di responsabilità rispetto alle conseguenze di un utilizzo sbagliato”. Secondo l’esperto, i toni forti della campagna inglese “non corrispondono alla realtà italiana”: “Sono casi limite e non devono oscurare gli episodi di bullismo più lievi, che comunque provocano moltissima sofferenza”.

Lug

2

By potatore

Commenti disabilitati su Conifere siberiane = plastica ecologica?

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Conifere siberiane = plastica ecologica?

di le.lo

Leggo su Greenreport della scoperta, da parte di un gruppo di ricercatori siberiani, di un nuovo materiale ecologico simile alla plastica, ma a base di residui di conifere. Il team di Novosibirsk ha realizzato il materiale a partire dalla lavorazione di aghi e rami delle conifere siberiane, senza l’aggiunta di nessuna sostanza legante. Il materiale, provvisoriamente battezzato Ecolife, ha le stesse caratteristiche di resistenza e adattabilità dei materiali agglomerati, senza però contenere la formaldeide perché provenienti direttamente dalla natura. La produzione di Ecolife potrebbe risolvere il grave problema dello smaltimento dei rifiuti prodotti dall’industria del legname che interessa la Russia e portare alla produzione di nuovi materiali bio in sostituzione della plastica, diminuendo anche il rischio di incendi nelle aree di abbattimento delle conifere.

Lug

2

By potatore

Commenti disabilitati su WIBLEDON: solo le belle sul Centrale!

Categories: Potatore news

WIBLEDON: solo le belle sul Centrale!

di le.lo
Il Daily Mail ha rilevato come il campo principale abbia ospitato quasi unicamente match con atlete avvenenti, a prescindere dal loro ranking. Una fonte della Bbc conferma: “Le tenniste carine fanno salire l’audience”. Las Vegas, rissa della Kournikova
MILANO, 1 luglio 2009 – Serena Williams, per giocare il suo match di terzo turno contro Roberta Vinci, si è letteralmente persa tra i viali dell’All England Club. Non era abituata a spostarsi sul campo n. 2 di Wimbledon; lei che di solito gravita tra il centrale e, male che vada, l’uno. Ma è solo un esempio di come quest’anno gli organizzatori del torneo londinese abbiano dato più importanza all’aspetto fisico delle giocatrici per comporre l’elenco dei match sul campo principale.
LE BELLEZZE — Sharapova, Kirilenko, Dulko, Cirstea, Azarenka: cinque nomi di tenniste che hanno giocato sul centrale negli ultimi giorni. Belle, sicuro: ma brave? La Sharapova, attualmente n. 60 del mondo, perlomeno Wimbledon l’ha vinto, nel 2004. Kirilenko (59), Dulko (45) e Cirstea (27) perché sono state preferite alle varie Serena Williams o Dinara Safina? Se l’è chiesto il quotidiano britannico Daily Mail. Anzi, se l’è chiesto anche Johnny Perkins, portavoce del torneo di Wimbledon. Che ha ammesso: “La bellezza è un fattore importante. Non vedo nulla di strano”. Già, ma non ditelo alle giocatrici: “Non mi sembra una roba normale, però non sono io a stabilire i programmi”, ha ammesso Dinara Safina. E la Kuznetsova, fresca vincitrice del Roland Garros: “Venus Williams sull’1, Safina sul 2, e sono tra le top ten. Ragazze con classifiche inferiori sul centrale.. bah, non capisco”.
POSTI VUOTI — Una fonte anonima della Bbc ha confermato al tabloid: “Se c’è una tennista carina l’audience aumenta, è indubbio”. Maschilismo, insomma? Sarà anche eccitante per i telespettatori, ma il gioco ricopre sempre un ruolo importante. Durante Cirstea-Azarenka, infatti, bellezza o non bellezza, c’erano più posti vuoti che occupati, sul centrale.
KOURNIKOVA — E a proposito di bellezze tennistiche (anche se ormai ex) passate dal centrale di Wimbledon: il New York Post riporta la notizia di una rissa che avrebbe coinvolto Anna Kournikova. A Las Vegas la russa, dopo aver assistito a un torneo di ping pong, sarebbe stata aggredita da una signora. “Futili motivi”, li chiamerebbe la polizia: e in effetti la donna avrebbe lanciato un drink addosso ad Anna perché “occupava troppo spazio”. Da qui le botte tra le due, sedate a fatica…un po’ strano vero solo le “belle” giocano sul centrale, ma comunque mi sembra che quest’anno il pubblico sia aumentato…una trovata pubblicitaria per le olimpiadi?secondo me no, soltanto che gli inglesi hanno buon gusto in fatto di donne!

Lug

2

By potatore

Commenti disabilitati su birra certificata PEFC

Categories: Potatore news

birra certificata PEFC

di le.


Fra i prodotti più curiosi vorrei segnalarne uno molto interessante. E’ stata infatti commercializzata una birra aromatizzata al pino mugo e al pino silvestre la cui caratteristica è quella di essere certificata PEFC. Questo marchio, è riconosciuto dall’ente certificatore omonimo che lo rilascia in base a determinati criteri di qualità del legname e delle foreste da cui si ricavano i sottoprodotti. Il PEFC, che è fra i più importanti enti certificatori in questo senso, opera secondo criteri riconosciuti a livello internazionale per la gestione sostenibile delle foreste. La bevanda, che viene lavorata e commercializzata dal birrificio artigianale friulano “Foglie D’Erba” è la prima esperienza in assoluto a livello internazionale di birra aromatizzata con prodotti forestali provenienti da foreste certificate. I proprietari boschivi della Val Sarentino (Bz), che producono nella propria distilleria il mugolio ovvero l’olio essenziale di pino mugo da boschi certificati PEFC avevano già da tempo evidenziato il grande potenziale dei prodotti forestali non legnosi. Il prodotto è stato recentemente presentato all’incontro annuale dei segretari di tutti i PEFC nazionali riscuotendo particolare successo.

Lug

2

By potatore

Commenti disabilitati su Tassa sulla co2?

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

Tassa sulla co2?

In Europa si pagherà una tassa sulla CO2? di le.lo

Purtroppo sono costretto a ripetermi per l’ennesima volta, ma bisogna sottolineare come il nostro Paese, per quel che riguarda i temi ambientali, sia distante anni luce rispetto ad altre realtà. Mentre infatti qui da noi si è lottato con il coltello fra i denti con l’UE pur di non accettare il pacchetto clima 20-20-20 per la riduzione delle emissioni, da tutt’altra parte c’è chi lancia proposte in netta controtendenza. Parliamo della proposta del Premier del governo svedese Fredrik Reinfeldt che a partire dal prossimo mese metterà sul tavolo dell’UE la questione di imporre una tassa sulla CO2 a tutti i cittadini europei. Il Presidente, che dal primo luglio prenderà le redini del Consiglio Europeo, intende proporre l’introduzione della tutti gli stati membri, sulla falsa riga del modello di tassazione sull’anidride carbonica attualmente applicato in Svezia. Non si tratta solamente, sottolinea Reinfeldt, di un sistema per far fronte ai cambiamenti climatici, ma anche di uno strumento che permetterà di aiutare l’Europa ad uscire dalla crisi economica e far fronte alle conseguenze sociali. Una tassa nazionale sulle emissioni di CO2, continua Reinfeldt, è il modo migliore per costringere gli Stati membri a rispettare gli obiettivi del Pacchetto Clima

Lug

1

By potatore

Commenti disabilitati su Stressate è meglio

Categories: Potatore news

Stressate è meglio

Un nuovo studio pubblicato su Science mostrerebbe la possibilità di utilizzare fitormoni per difendere le coltivazioni da periodi siccitosi. In natura la pianta produce diverse sostanze che regolano non solo i meccanismi biologici ma anche i rapporti con altre piante della stessa o di diversa specie. Un team di ricercatori canadesi, statunitensi e spagnoli ha quindi cercato di sfruttare l’utilizzo di queste sostanze per indurre le piante a reagire nel miglior modo possibile nei confronti di prolungati periodi siccitosi. Finora si è cercato di riprodurre ed utilizzare l’ABA (acido abscissico, la sostanza naturalmente prodotta dalla pianta) senza grandi risultati in quanto, oltre ad essere costoso, è fotolabile ponendo numerosi problemi alla distribuzione. A queste limitazioni i ricercatori hanno risposto creando un composto sintetico in grado di attivare i recettori ed inducendo lo stato di stress alla pianta che quindi può prepararsi meglio al periodo siccitoso. Il composto si chiama pirobactina (pyrabactin) e segna un passo fondamentale per la chimica genomica, ovvero quella branca che studia la produzione dei composti chimici a partire dal corredo genetico…LE.LO 1°f

Lug

1

By potatore

Commenti disabilitati su Ravenna a idrometano

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

Ravenna a idrometano

A Ravenna sono stati presentati i risultati della sperimentazione durata un anno di una coppia di autobus alimentati a metano e idrogeno per il progetto MHy Bus voluto da Regione Emilia-Romagna, ENEA, ASTER e ATM Ravenna. Gli autobus, uno dell’ATM Ravenna e l’altro dell’ATR Forlì, con un carico oltre il 50% del massimo trasportabile, sono stati fatti circolare su una pista del Centro Ricerche della Casaccia a Roma e sono state rilevate le emissioni e condotti dallo stesso autista. Per compeltare il test sono state provate anche diverse formulazioni della miscela di idrogeno e metano al 5%, 10%, 15% e 20%.
Riferisce RomagnaOggi:
I risultati della sperimentazione evidenziano che l’utilizzo delle miscele ha indotto un risparmio in termini di massa di combustibile utilizzata, con riduzioni, riferite al consumo di metano, che variano dal 5 % al 16 % nelle diverse formulazioni della miscela. Riconducendo i consumi al consumo di metano equivalente, le riduzioni si attestano su valori che variano dal 4% al 13%. La riduzione del consumo è indice di un miglior rendimento del motore, in quanto – essendo rimasti inalterati il percorso, lo stile di guida ed il veicolo – l’energia meccanica erogata alle ruote è rimasta la stessa con minor impiego di combustibile. Le risultanze sperimentali confermano inoltre le considerazioni teoriche sulla riduzione delle emissioni inquinanti: mostrano infatti una riduzione delle emissioni significativamente superiore rispetto ai valori teorici, che varia dal 6,15% al 19,48% nelle diverse formulazioni della miscela. Gli scostamenti positivi rispetto ai valori teorici sono determinati dal migliorato rendimento del motore, che richiede un minor apporto di combustibile per ottenere alle ruote la stessa energia.
Nell’attesa che il progetto passi dalla fase di sviluppo a quella di produzione degli autobus a metano e idrogeno si continuerà la sperimentazione su strada per evitare spiacevoli inconvenienti!!!!!