Giu

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La polenta taroccata

di ga.gl

Anche la polenta figura tra i cibi più taroccati nel mondo
Anche la polenta, uno dei piatti simbolo della cucina bergamasca, ha molte imitazioni in giro per il mondo. La Coldiretti ne segnala una brutta copia diffusa negli USA: stesso nome, diversi richiami all’Italia sulla confezione, ma nulla di veramente italiano.
La falsificazione del Made in Italy a tavola supera i 50miliardi di euro e in tutto il globo ben due piatti “italiani” su tre non sono stati realizzati nel nostro Paese. La difesa dell’identità territoriale delle produzioni è una necessità per combattere l’omologazione degli alimenti, delle culture, dei saperi e la delocalizzazione delle attività produttive.
La Coldiretti sottolinea che bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando sul commercio internazionale nel Wto per la tutela della denominazioni dei falsi, ma anche facendo chiarezza a livello nazionale ed europeo estendendo a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari.

Giu

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Bullismo al femminile: bambine aggressive

articolo di Ga.gl


Di solito, quando si parla di giovani aggressivi che picchiano i compagni, si fa sempre riferimento ai maschi. Invece anche il bullismo al femminile si è diffuso da ormai parecchio tempo; lo confermano le statistiche, su un campione di 1200 studenti delle scuole medie, il 64 % degli intervistati non ritiene questo comportamento una prerogativa maschile. Anche se le ragazze non sempre attuano abusi fisici, sono ugualmente pericolose. Ecco come riconoscerle e “addomesticarle”.
Chi sono le bulle?
Le bulle sono adolescenti o preadolescenti con un grande bisogno di dominare gli altri; si ritengono superiori e per questo riescono ad intimidire, a farsi ascoltare, trascinare gli altri e si impongono su una o più coetanee, con la violenza. Queste ragazze si arrabbiano facilmente, sono intolleranti alla frustrazione, invidiose delle qualità che riconoscono nelle altre persone e il loro obiettivo è distruggere le loro vittime.
Come agiscono?
Solitamente le bulle, così come nel fenomeno del bullismo maschile, non agiscono da sole, ma molto spesso si organizzano in veri e propri “branchi” dove i ruoli sono ben definiti. In molti casi si tratta di una o più ragazzine che si atteggiano a femmine dominanti e hanno nel mirino una sola vittima. Se il branco è misto, le ragazze possono essere solo delle complici dei maschi o divenire leader, trascinando con sé le personalità più deboli, che magari hanno alle spalle un passato da vittime e che accanto alle compagne più aggressive, trovano una possibilità di riscatto.
Chi è la vittima?
La vittima della bulla, in genere, è una coetanea, molto spesso compagna di classe, incapace di reagire, di ribellarsi o anche solo di denunciare l’accaduto. Si tratta di ragazze timide, con un sano rapporto famigliare o comunque ragazzine molto diligenti. La vittima spesso perde la propria autostima e si trascina anche altri disturbi, come quelli che riguardano il comportamento alimentare o attacchi di panico. In altri casi, nella ragazza oppressa scatta un processo di autodenigrazione, accompagnato dalla bramosia di entrare a far parte del gruppo di bulli.

Giu

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Il pinguino somaro

Da una delle più prolifiche alunne stasera ho ricevuto un articolo sui pinguini  e leggendo mi trovo davanti al pinguino somaro. Dopo l’ovvia battuta balenatami in testa ritorno a più miti pensieri e considero: però queste curiosità fa piacere leggerle e  grazie allo stimolo dato dagli alunni che anche gli insegnanti tendono ad aggiornarsi e a mantenersi in continua attività. Se, poi, il pinguino somaro diventa oggetto di sana goliardica discussione: perchè nò.

Dimenticavo: chi volesse aggiornarsi ha solo d’aprire  il link  pinguino somaro  e buona lettura…..

Giu

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Cara professoressa …

Questa lettera è realmente stata scritta da alunni di terza media alla propria prof di matematica e noi ve la proponiamo così come autenticamente pervenuta con tutti i i lei e i perchè e senza nessun commento con la speranza che i lettori ne assaporino la genuinità degli scriventi alunni.

Cara professoressa,con questa lettera la volevamo ringraziare per tutte quelle volte che ci ha saputo ascoltare.

Esatto. Ascoltare. Un verbo semplice da dire ma difficile da applicare. Lei lo ha saputo fare. Lei ci ha saputo comprendere quando avevamo subito un torto da altre persone. La volevamo ringraziare perché, anche se arrivata quest’anno, ha saputo farsi volere bene nonostante tutto. Forse all’inizio non eravamo molo contenti. Questo perché eravamo legati al precedente insegnante, che essendo stato il nostro professore per due anni, era il preferito. Ma le giuriamo che Lei in neanche un anno è riuscita a prendere il primo posto. Lei non è come tutte le altre professoresse. Lei è molto, molto di più. Forse un po’ severa dal punto di vista professionale ma umile e comprensiva caratterialmente. Perché anche se è da poco che la conosciamo, abbiamo capito che ci tiene molto ai suoi alunni. E questo lo abbiamo potuto capire dalle cose che ha fatto per noi! Portarci al planetario in un orario extrascolastico nel quale sarebbe potuta stare con la propria famiglia. Aiutarci tantissimo per gli esami in quanto eravamo praticamente terrorizzati andando talvolta contro i suoi colleghi e possiamo continuare questo elenco per ore. Ma ci fermiamo qui, perché lo sa anche Lei che brava professoressa e persona è. Non diciamo questo perché è finito l’anno scolastico e dobbiamo fare il solito regalo ai professori, ma perché ciò che le abbiamo detto lo pensiamo veramente. E’ stata molto, molto, molto di più di una professoressa. Ora ci mancano gli esami, forse la parte più brutta di quest’anno scolastico. Sinceramente siamo ancora un po’ spaventati da ciò, ma sappiamo che lei c’è per noi. Noi non ci dimentichiamo MAI ciò che ci ha detto: ”Ci siamo tutti agli esami, non preoccupatevi ragazzi che se qualche collega fa cose strane ci siamo noi. E questo ci ha fatto immenso piacere perché possiamo fidarci di lei. Ma non si scordi che anche lei si può fidare di noi. Per ultimo la vogliamo ringraziare per il fatto di non averci fatto usare quella maledetta calcolatrice e per non averci “suggerito”durante le verifiche! Perché avremo preso tanti tre e quattro (sopratutto qualcuno) ma ciò che ci portiamo dentro equivale a molto di più di un dieci. Grazie. Grazie infinite. Le vogliamo davvero bene profe.

La classe terza.

Giu

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La moria delle api

articolo di ma.ga

Nel corso del 2007 c’è stata una forte moria di api in Italia, tanto che sono dimezzate! Ma il fenomeno ha interessato tutta l’Europa, con perdite tra il 30% ed il 50% del patrimonio di api, mentre punte del 60-70% hanno interessato gli USA!!! Sono questi i dati che emergono dal workshop svoltosi il 29 gennaio 2008 ed organizzato dall’APAT e da legambiente. La moria delle api ha un risvolto economico considerevole a causa dell’insufficiente impollinazione delle piante e della conseguente riduzione dei raccolti, con ripercussioni circa 250 milioni di euro!! Solo in Italia.Oltre alle piante da frutto sono a rischio anche gli allevamenti, visto la sempre minore impollinazione da parte delle api delle colture foraggiere a seme.Danni ingenti soprattutto sul Nord Italia. Un elevata mortalità in così poco tempo è dovuta soprattutto all’ l’inquinamento (di aria, acqua e suolo) e i cambiamenti climatici repentini e prolungati, che avrebbero influito negativamente sulla disponibilità della qualità dei pascoli e dell’acqua. Per quanto riguarda l’inquinamento, le maggiori responsabilità sono attribuibili all’inquinamento da fitofarmaci, in particolare di quei fitofarmaci sistemici contenenti molecole neonicotinoidi i cui effetti negativi sulle api si hanno fin dal lontano 1991 (quando furono introdotti in Francia). Solo che in Francia, in seguito a vari pronunciamenti giudiziari, questi pesticidi sono stati bloccati e poi vietati, mentre in Italia le denunce e gli allarmi lanciati dagli apicoltori sono rimasti inascoltati (ti pareva…) a quello elettromagnetico e ad una conseguente recrudescenza di alcune malattie come virosi e varroa. Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, le maggiori responsabilità sono attribuibili all’andamento sempre più irregolare del clima che comporta un’interruzione al flusso normale dei nutrienti necessari alle api per la loro crescita e per il loro sviluppo, indebolendo di conseguenza le difese dell’alveare. Nonostante la più diffusa coltura biologica il problema non è ancora risolto.

Giu

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La nascita del giro d'Italia

 

 

Il giro d’Italia è stato inventato nel 1907 dalla compagnia di giornali “LA GAZZETTA DELLO SPORT”. L’idea è venuta durante una partita di calcio tra Juventus e Inter nel maggio 1908 al Castello Sforzesco. L’arbitro C. Cinciripini aveva confermato il goal, nonostante il fuorigioco del giocatore bianco-nero, dichiarandolo non esistente, quindi dopo la partita i tifosi dell’Inter seguirono il “direttore del gioco” (arbitro) in bicicletta fino a Ragusa.
L’inseguimento che è stato fatto dai tifosi sulle biciclette è piaciuto a molti italiani, quindi, un reporter della “gazzetta dello sport”, nel 1909, ha organizzato la prima gara in tappe. Questa è stata vinta da L. Ganna.
La “maglia rosa”, il simbolo del miglior corridore/ciclista, che “nacque” solo nel 1923, è stata creata in memoria di B. Buleghin. Egli era in ultima posizione quando tentò di recuperare i suoi compagni,ma un pezzo di gazzetta (il cui colore è rosa) gli finì sul suo volto e sul torace facendolo scontrare contro un albero.
Un testimone dell’accaduto, che era un poliziotto miope, disse che il ciclista portava una maglia rosa. Per questo, in memoria di Buleghin, il leader del Giro d’Italia indossa un top di questo colore. Di seguito nacquero alcune magliette di altri colori: nero, verde, ciclamino e bianco.
Quest’anno il giro d’Italia festeggia 100 anni, per questa occasione il “giro” è stato progettato da Lance Armstrong. Fin’ora le tappe sono state vinte da:1° tappa-9 maggio
Team Columbia-High Road (USA)-Maglia rosa Cavendish.
2° tappa-10 maggio
LPR Brakes- Farnese vini (IRL)-Maglia rosa Cavendish.
3° tappa-11 maggio
LPR Brakes- Farnese vini (IRL)-Maglia rosa Cavendish.
4° tappa– 12 maggio
LPR BRAKES – FARNESE VINI (IRL) –MAGLIA ROSA THOMAS LOVKVIST (SVE).
5°TAPPA– 13 MAGGIO
RADOBANK (OLA) – MAGLIA ROSA D.LUCA (ITA)
6°TAPPA – 14 MAGGIO
DIQUIGIOVANNI – ANDRONI GIOCATTOLI (VEN) – MAGLIA ROSA D. DI LUCA (ITA).
7° TAPPA – 15 MAGGIO
TEAM COLUMBIA – HIGH ROAD (USA) EDWARD BOASSON H. (NOR) –MAGLIA ROSA D.DI LUCA (ITA)
8°TAPPA – 16 MAGGIO
TEAM COLUMBIA – HIGH ROAD (USA) KONSTANTSIN SIUTSOU (BLR) –MAGLIA ROSA D. DI LUCA (ITA).
9° TAPPA – 17 MAGGIO
TEAM COLUMBIA HIGH ROAD (USA) MARK CAVENDISH (GBR) –MAGLIA ROSA D DI LUCA (ITA).
18 MAGGIO – GIORNO DI RIPOSO
10° TAPPA – 19 MAGGIO
LPR D.DI LUCA (ITA) –MAGLIA ROSA D. DI LUCA (ITA)
11° TAPPA – 20 MAGGIO
TEAM COLUMBIA –HIGH ROAD (USA) MARK CAVENDISH (GBR) –MAGLIA ROSA D DI LUCA (ITA)
12°TAPPA-21 MAGGIO
RABOBANK (OLA) DENIS MENCHOV (RUS) –MAGLIA ROSA D. MENCHOV.
13°TAPPA-22 MAGGIO
TEAM COLUMBIA – HIGH ROAD (USA) MARK CAVENDISH (GBR) –MAGLIA ROSA D.MENCHOV.
14°TAPPA-23 MAGGIO
CERVELO TEST TEAM (SVI) SIMON GERRANS (AUS) –MAGLIA ROSA D. MENCHOV
15° TAPPA-24 MAGGIO
DI QUI GIOVANNI LEONARDO BERTAGNOLI (ITA) –MAGLIA ROSA D. MENCHOV.
16° TAPPA-25 MAGGIO
CERVELO TEST TEAM SASTRE – MAGLI ROSA D. MENCHOV.
I FAVORITI PER LA VITTORIA DI QUEST’ANNO SONO PRINCIPALMENTE 4:-DANILO DI LUCA, IVAN BASSO, LANCE ARMSTRONG,DENIS MENCHOV.

Giu

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Il candidato sindaco

Dopo le elezioni tutti hanno vinto e prassi collaudata e quella di ringraziare gli elettori dei voti avuti, inaspettati ma auspicati, per poi subito dopo riaffermare i programmi, ripromettere le priorità, essere il presidente o il sindaco di tutti e via di questo passo. Sulla carta e sui buoni propositi sono tutti validi e tutti votabili? Certamente si …però: quando si fa richiesta di assunzione presso una qualsiasi ditta è inevitabile riempire il curriculum vitae: nome, cognome, nato, residente e giù via fino al titolo di studio e passando inevitabilmente nelle precedenti esperienze lavorative. Mi chiedo: l’elettore ha sempre tenuto presente alcuni requisiti basilari necessari al candidato sindaco per aspirare a tale carica? Il particolare minimo indispensabile non è avere come titolo di studio una laurea? avere come referenze un passato di consigliere comunale e incarichi direttivi  presso una qualsiasi impresa, società ecc. ecc.  E’ chiedere troppo avere qualche referenza oppure è importate solo la ventennale militanza in questo o quel partito? E’ chiedere troppo che anche i consiglieri abbiano almeno il diploma di scuola superiore come tra l’altro richiesto per presidenti e segretari di seggio? Se alle elezioni precedenti e a quelle future non si è considerato questi piccoli requisiti non bisogna poi lamentarsi se la gestione del bene pubblico non trova adeguata risposta negli eletti: scegliere un asino anche se di buona razza non significa poter correre ad Agnano.

Giu

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Ambiente e portafoglio

postato da ma.ga

Natura coltura e denaro in certi casi vanno d’accordo infatti quest’anno sono state inaugurate in Lombardia cinque aree verdi questo perché ‘‘Lombardia verde’’si è posta il traguardo di creare diecimila ettari di verde entro il 2013. In questo modo creando aree verdi conferisce valore al concetto di multifunzionalità declinata concretamente a vantaggio sia della collettività, sia della nostra agricoltura, che sempre più è destinata ad essere protagonista del territorio (speriamo) andando ben oltre il suo tradizionale ruolo primario. Questo perché il nostro patrimonio ambientale oltre che da polmone verde se utilizzato con oculatezza e razionalità consente una reale funzione sia turistico-ricreativa,sia produttiva sia sociale.

Giu

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By potatore

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Fiori di Bach

I fiori di Bach sono una cura basata sulla floriterapia (terapia con i fiori), ideata dal medico gallese Edward Bach.
Alla base della floriterapia di Bach vi è il principio secondo cui nel curare una persona, devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza dei disturbi psicologici, i quali determinerebbero i sintomi fisici,il singolo fiore curerebbe il disturbo psicologico che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico, pertanto, ad ogni disturbo psicosomatico, provocato dallo sfogo dell’energia, corrisponderebbe, un preciso disturbo dell’anima,sulla base di tali principi sono stati distinti 38 “tipi comportamentali” di base;rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero infatti nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro “energia” o “memoria”.
I 38 fiori di bach sono divisi in tre gruppi:
“12 guaritori”:
Agrimonia, per chi nasconde ansia e tormento dietro gaiezza e cortesia;
Centaurea minore, per chi, debole e privo di forza di volontà, viene sfruttato dagli altri;
Cicoria, per chi è possessivo e ricatta gli altri perché stiano con lui;
Eliantemo, per chi è preso da grande paura e panico;
Genzianella autunnale, per chi si abbandona al pessimismo, si scoraggia e si deprime per motivi conosciuti.
Mimolo giallo, per chi ha paura delle cose del mondo;
Balsamina, per chi è impaziente e non sopporta interferenze nel suo ritmo;
Piombaggine, per chi non ha fiducia in sé e chiede continuamente consiglio;
Centigrani, per chi è indeciso tra due vie e si abbandona all’insicurezza;
Verbena, per chi si lascia trasportare troppo dall’entusiasmo e dal fanatismo;
Violetta d’acqua, per chi è orgoglioso e ama stare da solo;
Vitalba, per chi sogna ad occhi aperti, è indifferente alla vita e fugge dalla realtà.
I “7 aiuti”:
acqua di fonte, per chi si autoreprime per essere d’esempio;
Avena selvatica, per chi è scontento o insicuro sul ruolo da svolgere nella vita;
Erica, per chi odia la solitudine e attacca bottone usando gli altri;
Ginestrone, per chi prova grande disperazione e si sente senza speranza;
Olivo, per chi è completamente esausto a causa dello stress o della fatica mentale;
Quercia, per chi non riesce a staccare dal lavoro;
Vite, per chi prova desiderio e ambizione di dominare inflessibilmente gli altri.
I “19 assistenti”:
Agrifoglio, per chi ha sfiducia nel prossimo, prova invidia e odio;
Caprifoglio, per chi si rifugia nella nostalgia del passato, ricordando solo le cose belle;
Carpino bianco, per chi si sente stanco, debole, e dubita delle sue capacità di fronte ad un problema;
Ippocastano bianco, per chi ha pensieri e preoccupazioni costanti e indesiderati;
Castagno dolce, per chi prova un’angoscia estrema, una disperazione con coraggio, però, che non tende al suicidio;
Ippocastano rosso, per chi prova apprensione per gli altri e si aspetta sempre il peggio;
Faggio, per chi è intollerante, polemico e arrogante;
Gemma di Ippocastano bianco, per chi ripete sempre gli stessi errori e non vuole crescere;
Larice, per chi ha paura di fallire ed è affetto da complessi di inferiorità;
Melo selvatico, per chi si sente sporco, nel corpo o nella mente;
Prugno, per chi ha paura di perdere la ragione;
Noce, per chi deve affrontare grandi cambiamenti (es. pubertà, menopausa, vecchiaia, trasferimenti, lutti, divorzi, etc.) e per chi teme di essere vittima di malefici;
Olmo inglese, per chi si sente momentaneamente sommerso di responsabilità;
Pino silvestre, per chi tende a caricare su di sé anche le colpe altrui;Pioppo, per chi ha paura di cose vaghe, indistinte, e senza motivo;Rosa canina, per chi si abbandona alla rassegnazione e all’apatia;Salice giallo, per chi prova amarezza e risentimento;Senape selvatica, per chi è ammalato di depressione, anche passeggera, ma grave e spesso per motivi sconosciuti; Ornitogalo, per chi ha provato ogni tipo di shock o dolore fisico, mentale ed emotivo. Preparare i fiori di Bach è relativamente semplice, e il metodo con cui oggi si estraggono le essenze dai fiori è ancora quello tramandato da Bach stesso,ci sono due metodi che Bach scelse nella preparazione dei suoi rimedi:quello del sole e quello della bollitura. I dodici “guaritori” e i sette “aiuti” si preparano col primo sistema, mentre i diciannove “assistenti” con il secondo.
Il primo metodo, quello del sole è molto semplice. Intanto è necessario lavorare in una giornata calda e soleggiata, ovviamente nel periodo di fioritura della pianta che vi interessa. I fiori vanno raccolti sul posto, senza essere toccati con le mani, e non devono essere bagnati dalla rugiada. Recidendoli con delle forbici, si fanno cadere i boccioli in un recipiente di vetro fine da 300 ml, riempito di acqua pura, avendo cura di non immergerli completamente, ma solo per metà, e di coprire con essi la superficie della bacinella.quindi si lasciano macerare al sole per 5/6 ore ; terminato tale periodo, si filtra l’acqua colorata dai fiori con un filtro di carta in una bottiglia da 1 l. e si allunga con una pari dose di cognac che serve per la conservazione. Questo composto è chiamato tintura madre dei Fiori di Bach. Per quanto riguarda Rock Water, il procedimento è un po’ differente. Trattandosi infatti di semplice acqua di una fonte rocciosa, basta raccogliere quest’acqua nel solito contenitore (senza toccarla con le mani), lasciarla per quattro ore al sole e poi allungarla con il cognac, come prima descritto. Il secondo metodo, invece, è più veloce. Raccolti i fiori con la stessa metodologia, si portano a casa, dove dovranno essere posti in una pentola di metallo porcellanato, all’incirca nella stessa quantità del primo metodo ma con più acqua, 1,5 l. Lasciati bollire sul fornello a gas per circa 30 minuti, si lascerà raffreddare la tintura così ottenuta, aggiungendo poi all’acqua filtrata lo stesso quantitativo di cognac o brandy.

Giu

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massime ….ma anche minime

non puoi insegnare al granchio ad andare dritto…..

Giu

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Fitoterapia….? perchè no!

nicolò negri Says:
giugno 5th, 2009 at 12:07

fitoterapia

La fitoterapia è la disciplina medica che utilizza piante medicinali con lo scopo di curare e prevenire alcune malattie.
Bisogna però specificare che la fitoterapia non segue particolari filosofie o credenze religiose,ma bensì è basata su dei veri e propri studi scientifici.
Molte persone ancora oggi usano delle terminologie equivoche che fanno credere alle persone che questa sia ancora legata alla medicina tradizionale e utilizzano termini come naturopatia, fitomedicina, erboristeria medicinale.
Per l’utilizzo di questo tipo di cura si utilizzano piante che posseggono proprietà farmacologiche o chimiche;le piante più utilizzate sono: l’echinacea (la parte della pianta utilizzata è la radice,essa è utilizzata per curare ferite, ustioni, tosse, mal di gola e malattie da raffreddamento), la centella asiatica (viene utilizzata per curare la cellulite), il ginseng (la parte della pianta utilizzata è la radice, essa può migliorare il rendimento energetico, stimola il sistema nervoso, ha effetti cardiocircolatori e riduce il colesterolo), e l’iperico (possiede proprietà anti batteriche e antinfiammatorie,viene consigliato nel trattamento di emorroidi, ferite, piaghe, inoltre cura dalla depressione e da alcune forme d’ansia). Dal punto di vista della politica sanitaria la fitoterapia è inserita nel gruppo delle cosiddette medicine non convenzionali, in attesa cioè di regolamentazione nazionale.
Inoltre l’uso di piante e dei loro derivati può essere utile nella terapia, ma spesso si verifica uno sfruttamento promozionale di piante ed erbe delle quali si vantano proprietà terapeutiche non documentate e delle quali talvolta si ignorano i possibili pericoli.