Pere Kaiser provenienza SudAfrica

Pere Kaiser provenienza SudAfrica, pere Williams provenienza argentina è quello che si legge negli stand della frutta dei supermercati: che fine ha fatto la frutta italiana.  Negli anni Novanta l’Emilia era un tappeto rosso di meleti in fioritura e l’abbondante produzione ha fatto crollare i prezzi a circa 90lire al chilo quando la sola raccolta ne costava 100 di lire. Poi è stata la volta delle pesche, albicocche e prugne e via dicendo. La crisi del comparto agrumario è invece atavica e pensare che basterebbe alzare la quota di succo d’arancia nelle bevande, oggi al 12%,  per smaltire una parte della produzione e rialzare i prezzi alla produzione. L’ultima novità comunitaria  stabilisce che si può immetterre sul mercato aranciata senza che contenga succo di agrumi: siamo al paradosso.  Il risultato è che gli agricoltori hanno letteralmente abbandonato  gli agrumeti e in particolare quelli con produzioni marginali, che gli emiliani hanno tagliato i meleti, i campani le pesche e le prugne visto la scarsa remunerazione del prodotto. Si comincia così ad importare frutta dalla Turchia, dalla Grecia, dall’Argentina a prezzi più competivi ma con grande spreco di carburante ( trasporto via arerea) e quindi di inquinamento del pianeta.  Pensare che la nostra agricoltura era il fiore all’occhiello nella produzione di frutta (rimaniamo secondi per la produzione mopndiale di Kiwi) ed eravamo assolutamente autosufficienti. Le colpe come al solito sono degli altri ma sicuramente sono di tutti: i produttori che non hanno diversificato le produzioni, i commercianti e i dettaglianti che alzano i prezzi disincentivando all’acquisto e i consumatori che invece di utilizzare frutta di stagione preferiscono le fragole a Natale e l’uva a Pasqua. Chissà se si ritornasse a consumare frutta di stagione……… con poca presenza di pesticidi……….. senza necessità di lunghi trasporti………. che in etichetta spicca prodotto italiano…………

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5 commenti su “Pere Kaiser provenienza SudAfrica

  1. Matteo Caliendo il said:

    Ultimamente stiamo assistendo ad una vera e propria inversione di tendenza; infatti come si evince nell’articolo; il consume di frutta e di verdura di stagione sta purtroppo drasticamente calando; ed il nostro ricco ed opulento -se non opulentissimo- popolo è alla ricerca di un prodotto “nuovo”; tropicale; non necessariamente migliore di quello autoctono che dal punto di vista alimentare e nutrizionale risulta inconfutabilmente da preferirsi a quello proveninete dall’estero. Se poi si pensa che il tutto si fonde magicamente a consumi di carburante esoribitanti (infatti sempre più ditte decidono di affidarsi dove possibile al trasporto su gomma, “grazie” ai minori costi che esso “offre”).
    Il peggio è che anche se dopo una politica di approfondimento e conoscenza, decidessimo di scegliere il prodotto italiano (che si basa sulla qualità e non sulla quantità); ci risulterebbe difficile perchè sempre più ipermercati decidono di affidarsi prodotti esteri apparentemente di bell’aspetto ma che in alcuni casi possono celare cattive “sorprese”… Un consiglio ovvio e spassionato è quello di scegliere laddove possibile prodotti autoctoni, affidandoci alla qualità che da sempre contraddistingue il nostro paese: l’Italia.

  2. roncalli andrea il said:

    Bisogna anche dire che non tutti i negozi hanno frutta italiana forso per il semplice motivo che costa pochi centesimi in più di quella importata non considerando la qualità di gran lunga superiore! Noi infatti consumiamo frutta importata mentre gli altri stati che sono più svegli consumano la nostra che è di più alta qualità aumentando cosi costi di trasporto e di conseguenza l’inquinamento!

  3. Bisogna purtroppo ammettere che la situazione e’ proprio questa. Oggigiorno la gente preferisce cibarsi di frutta fuori stagione o esotica, di conseguenza il mercato italiano e’ costretto ad importare prodotti frutticoli dal Sudamerica o dal Sudafrica. Quelli invece prodotti in Italia, vanno a finire sulle tavole estere. Penso che questa sia una vergogna, soprattutto perche’ e’ risaputo che i prodotti italiani hanno un’ottima qualita’, per non parlare di tutta quella marea di pesticidi che all’estero sono abitualmente usati e che in Italia sono vietati.
    Un chiaro esempio e’ rappresentato dalle arance della Sicilia (che sono le migliori al mondo),e che finiscono all’estero. Gli italiani mangiano le arance spagnole o sudamericane di pessima qualita’. Altri esempi riguardano la carne ed il latte. Si e’ arrivati a questa situazione anche perche’ si sono abbattuti pescheti, meleti ed agrumeti per ottenere spazi abitabili; cio’ ha eliminato i vantaggi: dalla produzione dei frutti al miglioramento della qualita’ dell’aria, alla riduzione del rumore, al miglioramento dei terreni che gli alberi offrono. Penso che si potrebbe risolvere questa situazione riabituandoci ad aspettare i tempi della natura e chiedendo prodotti italiani.

  4. mi. pa. il said:

    I personalmente preferisco la frutta di stagione per due semplici motivi: il primo è che se la frutta e verdura non cresce tutta allo stesso momento ci sarà un perché. L’ altro motivo è che se si prendono frutta da altri stati non si è sicuri di cosa si mangia realmente invece se si prende la frutta del proprio stato certo non si è sicuri al cento per cento ma sicuramente si è più sicuri rispetto a quello degli altri stati perché un motivo molto semplice è l’ OGM in alcuni stati come l’ America viene utilizzato tranquillamente, ma in Europa si ha qualche dubbio, stesso vale per altre cose. Un’ altro problema che si ha già detto è l’ inquinamento causato dai trasporti. Si potrebbe anche ridurlo,avendo un piccolo orticello e avere del tempo libero, coltivare qualcosa ognuna a casa propria, anche se questa non è un grande idea perché se tutti si coltivassero il cibo da soli, i contadini non venderebbero più come prima. Invece un idea che si può fare è incentivare le persone a utilizzare cibi di stagione e a natale e pasqua, di accontentarsi di quello che c’ è.

  5. SIBA il said:

    è un mercato che gira per il mondo.Purtroppo nel mercato di oggi italiano ci sono più prodotti esteri che del nostro paese, invece dovremmo far uso dei nostri prodotti che sono di alta qualità!!!

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